Rovigo

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Rovigo
comune
Rovigo – Stemma Rovigo – Bandiera
Rovigo – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Rovigo-Stemma.png Rovigo
Amministrazione
Sindaco Claudio Ventrice (commissario prefettizio) dal 15-7-2014
Territorio
Coordinate 45°04′00″N 11°47′00″E / 45.066667°N 11.783333°E45.066667; 11.783333 (Rovigo)Coordinate: 45°04′00″N 11°47′00″E / 45.066667°N 11.783333°E45.066667; 11.783333 (Rovigo)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 108,55 km²
Abitanti 50 590[3] (31-7-2013)
Densità 466,05 ab./km²
Frazioni Boara Polesine, Borsea, Buso, Concadirame, Fenil del Turco, Granzette, Grignano Polesine, Mardimago, Roverdicrè, Sant'Apollinare, Sarzano
Comuni confinanti Anguillara Veneta (PD), Arquà Polesine, Barbona (PD), Boara Pisani (PD), Bosaro, Ceregnano, Costa di Rovigo, Crespino, Lusia, Pontecchio Polesine, San Martino di Venezze, Vescovana (PD), Villadose, Villanova del Ghebbo
Altre informazioni
Cod. postale 45100
Prefisso 0425
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 029041
Cod. catastale H620
Targa RO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 466 GG[4]
Nome abitanti rodigini, rovigotti[1][2]
Patrono san Bellino vescovo
Giorno festivo 26 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Rovigo
Posizione del comune di Rovigo nell'omonima provincia
Posizione del comune di Rovigo nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Rovigo ([roˈviːɡo], toponimo invariato in veneto) è un comune italiano di 50.590 abitanti capoluogo della provincia omonima nel Veneto.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Rovigo si estende tra l'Adige a nord e il Canalbianco a sud, ad eccezione della frazione di Fenil del Turco che è situata tra il Canalbianco e lo scolo Zucca; si trova a circa 41 km dalla costa del mare Adriatico.

Il territorio è estremamente pianeggiante e l'altitudine varia tra i 5 e gli 8 metri sul livello del mare. È attraversato dall'Adigetto e da numerosi canali artificiali che servono sia per la bonifica idraulica che per l'irrigazione. Tra questi il Ceresolo, il Rezzinella, il Valdentro, l'Adigetto, il Canalbianco, il Pontecchio, lo Zucca segnano, in alcuni tratti, i confini del comune; il Collettore Padano Polesano attraversa la frazione di Fenil del Turco.

Il terreno è molto fertile e adatto in particolare alla coltivazione del mais e di prodotti orticoli di qualità. Sul Canalbianco si apre l'interporto di Rovigo, diventato operativo nel 1998.

Il comune di Rovigo confina (in senso orario): a nord con i comuni di Barbona, Vescovana, Boara Pisani e Anguillara Veneta; a est con i comuni di San Martino di Venezze, Villadose e Ceregnano; a sud con i comuni di Crespino, Pontecchio Polesine e Bosaro; a ovest con i comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Villanova del Ghebbo e Lusia.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Rovigo.

Il comune di Rovigo si trova nella zona climatica "E" (tra 2101 e 3000 GG) e nella zona sismica "4" (sismicità molto bassa).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Rovigo.
Le origini del nome

Citato per la prima volta nell'838 come Rodigo e poi come Rudi e Ruuigo, il toponimo sembra essere in relazione con il nome personale germanico Hrodico.
Secondo gli eruditi del passato, esso deriverebbe invece dal greco rhodon "rosa" (nell'Orlando furioso Ludovico Ariosto descrive la città come «la terra il cui produr di rose / le dié piacevol nome in greche voci»), il che lo ricollega alla leggenda che vorrebbe il Polesine colonizzato da un gruppo di Achei capitanati da Diomede. La tradizione ha valso a Rovigo il titolo di "Città delle rose"[1][5].

Pochissimi sono i reperti storici giunti fino a noi dall'antichità, ma sicure sono le frequentazioni in zona di antichi Veneti, e più tardi dei Romani.

Il primo documento storico sicuramente attendibile sulla città è dunque quello del 24 aprile 838, dove Rovigo viene definita in latino villa que nuncupatur Rodigo, ossia "borgo [rurale] detto Rodigo". Nel 920 il vescovo di Adria Paolo Cattaneo fece costruire una fortificazione in questo borgo per trasferirvi temporaneamente la sede vescovile al riparo dalle scorrerie ungare. Questa prima fortificazione è completata nel 954.

Antica mappa di Rovigo

Gli Estensi erano presenti a Rovigo già nel 1117 e furono presumibilmente loro a promuovere l'ampliamento della fortificazione nel XII secolo, quando l'abitato di Rovigo si estendeva già su entrambi i lati dell'Adigetto, che all'epoca era un vero e proprio fiume. Il maschio del castello, oggi conosciuto come torre Donà, alto 66 metri è una delle più alte torri medievali italiane, quasi sicuramente fu la più alta torre in muratura della sua epoca. Il dominio estense su Rovigo fu ufficializzato dal Sacro Romano Imperatore Enrico VI nel 1194, che ne nominò conte Azzo VI; a parte brevi parentesi, Rovigo rimase estense per quasi tre secoli.

Il XV secolo fu tormentato per Rovigo e tutto il Polesine, conteso dalla Repubblica di Venezia che cominciava in quel periodo ad espandersi verso la terraferma. Durante i fatti della Guerra del sale, i Veneziani entrarono definitivamente a Rovigo nel 1482, e a parte la parentesi della Lega di Cambrai (15081511) ne mantennero il dominio per circa tre secoli. Per imprimere l'impronta della repubblica, fu costruita in piazza Maggiore (l'attuale piazza Vittorio Emanuele II) la torre civica in cui fu trasferita la campana che aveva suonato nel maschio del castello; nel 1519 fu costruita anche la colonna con il Leone di San Marco.

Alla fine del XVI secolo la Serenissima celebrò il proprio dominio edificando su progetto del bassanese Francesco Zamberlan il tempio della Beata Vergine del Soccorso, noto col nome di Rotonda, il cui interno è decorato con tele di elevato valore artistico e allegorico, raffiguranti i podestà veneziani che governarono su Rovigo fino agli anni 1660.

Durante il XVIII secolo fu ampliato il duomo la cui facciata rimase incompiuta; l'edilizia privata produsse piccoli capolavori come il palazzo Roncale e il palazzo Angeli. In questo periodo il borgo S. Bortolo cominciò ad assumere una sua identità di quartiere fuori porta. Rovigo conservò la sua pianta pentagonale circondata dalle mura e attraversata dall'Adigetto (che nei secoli perse progressivamente di importanza).

All'inizio del XIX secolo, in seguito alla caduta della Repubblica di Venezia e all'instaurarsi della dominazione francese, Rovigo conobbe un rinnovato impulso sociale e culturale alla crescita e allo sviluppo. In piazza Maggiore si trovò finalmente il posto per una sede di prestigio all'Accademia dei Concordi. Venne demolita la storica chiesa di Santa Giustina e al suo posto nacque la piazza minore ora intitolata a Giuseppe Garibaldi; affacciandosi su questo nuovo spazio pubblico nacquero in seguito, durante la dominazione austriaca, il teatro Sociale e il palazzo della borsa commerciale. Vennero abbattute quattro delle sei porte di accesso alla città e le fosse furono trasformate in passeggi pubblici per promuovere lo sviluppo della città all'esterno delle mura estensi.

L'economia era ancora prevalentemente basata su agricoltura e allevamento; il cavallo polesano divenne famoso in tutta Europa come la migliore razza di cavalli per il traino di carrozze. L'annessione al Regno d'Italia diede la spinta definitiva allo sviluppo; nel 1866 la città risentì favorevolmente della costruzione della linea ferroviaria Padova-Rovigo, subito prolungata verso Ferrara.

Nel 1927 il territorio del comune fu allargato, inglobando i territori fino a quel momento autonomi di Boara Polesine, Buso Sarzano, Sant'Apollinare con Selva, Borsea, Grignano di Polesine e Concadirame. Inoltre, la costituzione del quartiere della Commenda e del nuovo centro sanatoriale favorirono lo sviluppo della città a nord, mentre a sud-ovest la località Tassina ormai diventava un quartiere periferico della città.

Nel 1938 il corso dell'Adigetto, ormai ridotto a un corso d'acqua di scarsa importanza, fu deviato a ovest; il progetto era quello di creare al suo posto una grandiosa via di celebrazione in stile fascista. Il progetto fu realizzato solo parzialmente, interrotto dalla seconda guerra mondiale; tra gli edifici costruiti, spiccano per imponenza e stile di realizzazione il palazzo delle poste e il palazzo INA. Il castello nel dopoguerra venne trasformato in giardino pubblico; il gruppo delle "due torri" sopravvissute nella cittadella diventò così uno dei simboli della città.

A partire dagli anni 1950 e 1960, Rovigo ha avuto un notevole sviluppo, sia come tradizionale mercato agricolo, sia come centro industriale, favorito dall'inserimento del Polesine nelle zone ad economia depressa; furono costituiti la nuova parrocchia e quartiere di San Pio X per l'espansione della città a ovest, fu costruita la chiesa della Commenda e il quartiere fu ampliato ulteriormente a est; nel territorio a sud-est compreso tra l'abitato e la frazione di Borsea si è sviluppata una organica zona industriale, che ora ha uno sbocco naturale sul porto appena realizzato sul Canalbianco.

A partire dagli anni 1980 è iniziato il recupero del patrimonio urbanistico e architettonico del centro cittadino. In tempi recentissimi si sono sviluppati il nuovo polo ospedaliero a est e la zona commerciale a nord della città, dove si sono stabilite anche le sedi della Fiera e dell'Università. Si sta infine completando in questi anni il recupero urbanistico dell'ex ghetto ebraico, iniziato negli anni 1930.

Grazie ai benefici della categorizzazione in zona depressa durante gli ultimi due decenni del XX secolo ha beneficiato di una positiva spinta economica che ha sradicato il capoluogo e parte della provincia dalla dipendenza dall'economia agricola. Un buon numero di industrie manifatturiere si sono sviluppate nella zona industriale della città.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Gli edifici religiosi siti nel territorio municipale sono prettamente luoghi di culto della religione cristiano cattolica con qualche eccezione, tuttavia quelli edificati a questo scopo ed attualmente esistenti risalgono, nelle costruzioni più antiche, al XII secolo pur se ampiamente rimaneggiati ed ampliati. Per l'amministrazione religiosa Rovigo si divide in due il vicariati, detti zona urbana e zona suburbana, il primo che incorpora le parrocchie di Santo Stefano, Cuore Immacolato di Maria, Santa Maria Madre di Dio, San Bartolomeo, San Pio X, Sant'Antonio, San Francesco e Santa Rita, il secondo quello che riunisce le parrocchie di Boara, Borsea, Buso, Concadirame, Fenil del Turco, Granzette, Grignano, Mardimago, Roverdicrè, Sarzano, Sant'Apollinare. Tutte queste sono costituite da chiese, oratori e cappelle, questi ultimi sia aperti al pubblico culto che privati. Alcune di queste, nate come chiese parrocchiali, sono state declassate ad oratori quando la loro funzione venne sostituita da strutture più capienti, alcune sono state chiuse e sono in rovina, altre chiuse e sconsacrate, tuttavia recuperate per preservare la loro importanza storico-culturale. Altre sono scomparse, distrutte dagli eventi o smantellate per lasciare posto ad altri edifici. Di seguito si elencano gli edifici religiosi siti nel tessuto urbano e nelle frazioni del territorio comunale.

Chiesa di San Pio X
è un piccolo edificio sacro sito sul crocevia che unisce Via Nazario Sauro e Via Gorizia (in precedenza chiamate Strada delle Fosse), Via Piave, Via Fiume e Via Domenico Piva, sorto all'inizio del XX secolo ed all'inizio degli anni duemila fatto oggetto di un restauro conservativo. Pur non possedendo opere artistiche pregevoli la sua collocazione e la sua semplice architettura ne fanno una delle mete, oltre dei devoti, anche della curiosità dei turisti.[7]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzina Minelli.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

  • Castello, nucleo originario della città medioevale. Posizionato sull'attuale Corso del Popolo, originariamente sull'Adigetto, conserva parte dell'originaria struttura tra cui gran parte delle mura perimetrali e le due torri, simbolo della città:
  • Mura cittadine. Benché le mura siano quasi totalmente scomparse alla vista, per il degrado del tempo e per essere state riutilizzate come materiale edile, se ne trova traccia nel tessuto cittadino come elemento di numerose abitazioni che le inglobarono nei secoli e nella conformazione ancora visibile del centro storico. Delle originarie porte d'accesso ed elementi difensivi rimangono solamente:
  • Palazzina del Corpo di Guardia, affacciata alla Piazza maggiore, attualmente Piazza Vittorio Emanuele II, e sede del distaccamento cittadino dell'esercito austriaco.

Altro[modifica | modifica sorgente]

Monumento a Domenico Piva, presso la Gran Guardia, Rovigo.
Monumento equestre a Garibaldi.
Fontana della Riconoscenza

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 4.935, ovvero il 9,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[10]:

  1. Albania Albania, 725
  2. Cina Cina, 707
  3. Romania Romania, 705
  4. Nigeria Nigeria, 509
  5. Marocco Marocco, 469
  6. Moldavia Moldavia, 446
  7. Ucraina Ucraina, 358
  8. Polonia Polonia, 150
  9. Tunisia Tunisia, 105
  10. Serbia Serbia, 85

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Rovigo in Open Directory Project, Netscape Communications. (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Rovigo")

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Scuole Superiori[modifica | modifica sorgente]

  • Liceo scientifico "Pietro Paleocapa"
  • Liceo classico-linguistico "Celio-Roccati"
  • Istituto Tecnico Commerciale "Edmondo De Amicis"
  • Istituto Tecnico Industriale "Ferruccio Viola"
  • Istituto Tecnico per Geometri "Amos Bernini"
  • Istituto Professionale di Stato per i Servizi Commerciali "Marco Polo"
  • Istituto Professionale di Stato per l'Industria e l'Artigianato
  • Istituto Tecnico Agrario "O. Munerati"
  • Istituto Giacomo Leopardi

Università[modifica | modifica sorgente]

  • Consorzio Università di Rovigo
  • Conservatorio di Musica "Francesco Venezze"

Musei[modifica | modifica sorgente]

  • Accademia dei Concordi: l'istituto culturale dell'Accademia dei Concordi ha negli anni acquisito numerose opere relative e collezioni private che spaziano nelle varie arti, principalmente una collezione di dipinti tra i quali il pezzo più rappresentativo è dato dal ritratto di Antonio Riccobono, un olio su tela eseguito approssimativamente nel 1734 da Giambattista Tiepolo. Oltre alle opere che costituiscono la pinacoteca, l'Accademia vanta una fornita biblioteca storica di pubblica lettura ed una serie di reperti archeologici attualmente non esposti al pubblico. All'inizio del XXI secolo venne deciso di riunire la collezione della pinacoteca a quella del seminario vescovile e di porle nel restaurato Palazzo Roverella in un'apposita collocazione nota come Pinacoteca dell'Accademia e del seminario a Palazzo Roverella. Inoltre dal 2006 cominciò ad ospitare delle importanti mostre temporanee integrate con un ulteriore spazio espositivo correlato all'interno della Villa Badoer, sita a Fratta Polesine.
  • Museo dei grandi fiumi

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

  • Delta Radio
  • Radio Kolbe – La radio della diocesi di Adria-Rovigo
  • Radio Voce nel Deserto – La radio della chiesa evangelica battista di Rovigo

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Teatri[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Rovigo[modifica | modifica sorgente]

Architetti, pittori e scultori[modifica | modifica sorgente]

Giornalisti, insegnanti e scrittori[modifica | modifica sorgente]

Politici[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festival Opera Prima – Martino Ferrari
  • Fiera d'ottobre
  • Mostra di pittura a palazzo Roverella
  • Ande, bali e cante
  • Festival Deltablues
  • Festival Teatro delle Regioni
  • RO-Woodstock – festival dell'arte giovanile
  • Festival del cabaret Riso fa buon sangue
  • Fiumi di Libri - Fiera della piccola e media editoria

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

La Rovigo moderna ha uno sviluppo irregolare prevalentemente lungo le direttrici viarie che la collegano a Padova, Ferrara e Verona.

L'urbanizzazione di Rovigo si è estesa fino a comprendere le frazioni di Granzette e Boara Polesine a nord, Sarzano a est, Borsea a sud, Roverdicrè a ovest. Le frazioni di Concadirame, Fenil del Turco, Grignano Polesine e Sant'Apollinare sono centri abitati isolati. Circa il 6% dei residenti nel comune abita in nuclei isolati di dimensioni minori, tra i quali i più importanti per popolazione ed estensione sono le località di San Sisto e Ca' Bianca.[11] Pur facendo parte del territorio del comune di Rovigo, le frazioni di Buso e Mardimago, confinando rispettivamente con i comuni di Villadose e San Martino di Venezze, contribuiscono alla formazione dei centri abitati di questi comuni.

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Secondo lo statuto, le frazioni del comune di Rovigo sono: Boara Polesine, Borsea, Buso, Concadirame, Fenil del Turco, Granzette, Grignano Polesine, Mardimago, Roverdicrè, Sant'Apollinare, Sarzano.

Sono riconosciute come località anche: Ca' Bianca[12], Cantonazzo[12], Grompo[12], San Sisto[13], Santa Rita[senza fonte], Spianata[14].

I quartieri di Rovigo sono: Centro Storico, Commenda Ovest, Commenda Est, San Bartolomeo, San Pio X e Tassina. La superficie, la popolazione residente e la densità di popolazione per ogni quartiere e frazione al 31 dicembre 2006 sono le seguenti:[15]

Quartiere o frazione Abitanti Superficie (km²) Densità
Centro Storico 8.842 1,49 5.934
Commenda Ovest 5.494 3,72 1.477
Commenda Est 4.293 3,36 1.278
San Bartolomeo 4.247 7,90 538
San Pio X 4.572 3,23 1.415
Tassina 3.915 4,17 939
Borsea 2.974 9,85 302
Grignano Polesine 3.063 9,19 333
Granzette 2.040 4,82 423
Boara Polesine 2.616 8,12 322
Sarzano 1.842 10,78 171
Sant'Apollinare 1.689 9,40 180
Mardimago 1.915 9,19 208
Buso 1.088 3,40 320
Concadirame 1.150 10,89 106
Fenil del Turco 587 4,51 130
Roverdicrè 866 4,45 195

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'aspetto turistico e quello viario sono stati negli ultimi anni molto curati dalle varie amministrazioni, nel tentativo di riallacciare la città al patrimonio ambientale della provincia ed in particolare del Parco del Delta del Po. Hanno visto così la luce l'Interporto, una struttura che cerca di sfruttare il trasporto delle merci e dei turisti via fiume; il "Museo dei grandi fiumi", ospitato nell'ex monastero degli olivetani, di fianco alla chiesa di San Bartolomeo; il Cen. Ser., grande struttura posta in viale Porta Adige e destinata ad ospitare le manifestazioni organizzate da "Rovigo Fiere"; il Cur, ovvero il Consorzio Universitario di Rovigo, che, tramite accordi stilati con le vicine università di Padova e Ferrara, ospita ora nelle città alcuni corsi universitari di primo e di secondo livello, tra i quali spicca il corso di laurea in Ingegneria Informatica erogato nella modalità teledidattica.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1866 1867 Domenico Angeli Sindaco
1868 1871 Franco De Rossi Sindaco
1871 1872 Alessandro Cervesato Sindaco
1872 1872 Antonio Veronese Sindaco
1872 1877 Remigio Piva Sindaco
1877 1882 Giovanni Battista Casalini Sindaco
1882 1883 Giovanni Bononi Sindaco
1883 1888 Giovanni Battista Casalini Sindaco
1889 1898 Amos Bernini Sindaco [16]
1898 1899 Italo Pozzato Sindaco
1899 1900 Ugo Maneo Sindaco
1900 1901 Pietro Oliva Sindaco
1901 1902 Giovanni Vanzetti Sindaco
1902 1903 Pietro Oliva Sindaco
1904 1907 Amos Bernini Sindaco
1907 1909 Italo Pozzato Sindaco
1910 1914 Gino Degan Sindaco
1914 1917 Ugo Maneo Sindaco
1917 1919 Pietro Oliva Sindaco
1920 1921 Emilio Zanella Sindaco
1922 1928 Ugo Maneo Sindaco [17]
1928 1928 Giuseppe Sallicano Comm. pref.
1928 1933 Giulio Fier Sindaco [18]
1933 1936 Urbano Ubertone Sindaco [19]
1936 1939 Franco Bullo Comm. pref.
1939 1943 Carlo Altieri Sindaco [20]
1943 1944 Sesto Stefani Comm. pref.
1944 1945 Guglielmo Vaccari Sindaco [21]
1945 1946 Umberto Merlin Sindaco
1946 1951 Silvio Andreotti Sindaco
1951 1956 Giancarlo Morelli Sindaco
1956 1970 Agostino Zorzato Sindaco
1970 1975 Luigi Bortolussi Sindaco
1975 1978 Giovanni Gavioli Sindaco
1978 1987 Mario Bortolami Sindaco
1987 1990 Carlo Piombo Sindaco
1990 1993 Carlo Barazzotto Sindaco
febbraio 1993 luglio 1993 Lorenzo Liviero Sindaco
luglio 1993 novembre 1993 Renzo Maragon Sindaco
novembre 1993 febbraio 1994 Luigi Frezzato Sindaco
febbraio 1994 luglio 1994 Maurizio Di Pasquale Commissario straordinario
luglio 1994 novembre 2000 Fabio Baratella Sindaco
dicembre 2000 giugno 2001 Francesco Guagliata Commissario straordinario
giugno 2001 giugno 2006 Paolo Avezzù Sindaco
giugno 2006 giugno 2011 Fausto Merchiori Sindaco
giugno 2011 luglio 2014 Bruno Piva Sindaco
luglio 2014 in carica Claudio Ventrice Commissario prefettizio

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Rovigo è gemellata con:

Nel 2004 ha inaugurato un "gemellaggio di cooperazione internazionale" con

Inoltre è "città amica" di:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Rovigo, pur così piccola, vanta una storia gloriosa nel rugby, nel quale ha conquistato ben 11 titoli italiani assoluti, oltre a moltissimi con le formazioni giovanili. Rugby Rovigo

Nel Baseball la Baseball & Softball Club Rovigo milita nel campionato italiano di serie A Federale conseguendo buoni risultati (finalista nel 2011 e nel 2012).

Il Pattinaggio Artistico a rotelle vanta un'interessante tradizione sportiva. Purtroppo – nonostante i risultati ottenuti – al momento gli impianti a disposizione non risultano moderni, attraenti e particolarmente confortevoli, come ad esempio l'attuale Pattinodromo Comunale. Occorre ricordare, oltre naturalmente ai tanti nomi che nel corso degli anni in questa disciplina hanno ottenuto risultati interessanti, i recenti successi di Marika Zanforlin, con il compagno Federico Degli Esposti. All'attivo vantano diverse gare nazionali ed europee, i World Games e ben quattro titoli mondiali. Nel 2007 la coppia ha debuttato sul ghiaccio, qualificandosi per gli europei di Zagabria. A Rovigo attualmente sono attive tre società sportive, in questa disciplina: lo Skating Club Rovigo (corsa); Olimpica Skaters Rovigo (artistico) e Pattinaggio Artistico Rovigo.

Buoni risultati sono stati ottenuti anche nel basket, nuoto, pallavolo, ginnastica ritmica, pallamano, pattinaggio ed in particolare nel karate, dove militano atleti come: Luca Brancaleon (Campione del Mondo di Kata); Annalisa Penolazzi (bronzo mondiale a squadre nel Kata); Nicola Andreotti (terzo ai campionati italiani e con diversi podi internazionali di karate); Umberto Bedendo (Coppa del Mondo a squadre Shito Ryu nel 1991, 4° ai Campionati del Mondo Goju Ryu nel 1994, Campione Europeo Goju Ryu dal 1997 al 1999 e nel 2003). Nell'anno sportivo 2005/2006 il calcio Rovigo è stato promosso dopo 56 anni in serie C2, la pallamano Tassina BEM Rovigo promossa in serie A2.
Altro campionato nazionale per la cittadina polesana è la C1 del Basket Rovigo, promosso dalla C2 nella stagione 2007/2008, ma ora sparito dopo gli anni di Presidenza di Daniele Sprocatti.

Il 28 maggio 2001 la 9ª tappa del Giro d'Italia 2001 si è conclusa a Rovigo con la vittoria di Mario Cipollini.

La piccola Rovigo vanta anche un altro primato nel mondo dello sport. Dal 2011 infatti la "Città delle rose" ha dato i natali alla prima squadra italiana riconosciuta dalla GAA (Gaelic Athletic Association) di uno sport molto antico e popolare in Irlanda: il football gaelico. Proprio a Rovigo, sul campo Comunale della frazione di Buso, il giorno 27 ottobre 2012 l'Ascaro Rovigo Gaelic Football[23] ha incontrato il Padova Gaelic Football nel primo incontro di questo sport giocato in Italia.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Mario Battaglini, rugby
  • Stadio Francesco Gabrielli, calcio
  • Palazzetto dello Sport, pallacanestro, pallavolo
    Palazzetto dello Sport.
  • Piscina comunale "Baldetti", nuoto. Al 2013 la struttura risulta dismessa ed in attesa di abbattimento.
  • Polo Natatorio di Rovigo, nuoto. Include la preesistente piscina "Luisangela Tosi".
  • Complesso Sportivo "Tullio Biscuola", atletica
  • Stadio Baseball e Softball, Impianto Polisportivo "Tassina" - Via Vittorio Veneto - Rovigo

Società sportive[modifica | modifica sorgente]

Di seguito sono elencate le società sportive per tipologia di sport:

  • Associazione Polisportiva Grignano Dilettantistica - società polisportiva
  • Ascaro A.S.D. - società polisportiva

Personalità sportive legate a Rovigo[modifica | modifica sorgente]

Atletica Leggera[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Stoppa, ultramaratoneta, Campione italiano 2010 Cat. M35 100 km su pista

Basket[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Karate[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Pugilato[modifica | modifica sorgente]

Biliardo[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b AA. VV., Nomi d'Italia. Origine e significato dei nomi geografici e di tutti i comuni, Novara, Istituto geografico De Agostini, 2006, p. 551.
  2. ^ Nicola Zingarelli, Il nuovo Zingarelli. Vocabolario della lingua italiana, 11ª edizione, Milano, Zanichelli, 1984, p. 2234.
  3. ^ ISTAT - bilancio demografico mensile al 31 luglio 2013
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ La città delle rose, Portale turistico della Regione Veneto. URL consultato il 20 aprile 2013.
  6. ^ (A cura di) Pia e Gino Braggion. Il Sacro nel Polesine - Gli Oratori nella Diocesi di Adria 1985.
  7. ^ Francesca Magon, Ventaglio n. 28 - AMBIENTE-TURISMO-CULTURA: La Chiesetta delle Fosse in Ventaglio90 "Rivista On-Line", http://www.ventaglio90.it/home.php, gennaio 2994. URL consultato il 22 febbraio 2011.
  8. ^ Palazzo Montalti già Patella in Istituto Tecnico Statale per Geometri "Amos Bernini", http://www.itsgberninirovigo.it/. URL consultato il 30 marzo 2011.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  11. ^ Dati ISTAT 2001.
  12. ^ a b c Pur non essendo frazioni nello statuto, sono citate come tali nel Modulo Segnalazioni in Sito istituzionale. URL consultato il 03-07-2009.
  13. ^ La località è definita "centro rurale" nella variante al piano regolatore generale: PRG varianti in Sito istituzionale. URL consultato il 03-07-2009.
  14. ^ Pur non essendo una frazione nello statuto, la località è definita come tale nel piano regolatore generale PRG vigente in Sito istituzionale. URL consultato il 03-07-2009.
  15. ^ Carla Cibola, Luca Chioetto, Pierluigi Venturini e Dario Bozzo, Rovigo ed i suoi numeri. Anno 2007 (PDF), Comune di Rovigo, 2007. URL consultato il 14 agosto 2009.
  16. ^ Primo sindaco elettivo
  17. ^ Primo podestà fascista
  18. ^ Secondo podestà fascista
  19. ^ Terzo podestà fascista
  20. ^ Quarto podestà fascista
  21. ^ Quinto ed ultimo podestà fascista
  22. ^ Città gemellate con Tulcea. URL consultato il 9 gennaio 2012.
  23. ^ Il Calcio Gaelico
  24. ^ http://www.polisportivagranzette.net/
  25. ^ http://rovigogaelic.altervista.org/Rovigo_Gaelic_Football/Chi_Siamo.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., Rovigo e la sua Provincia. Guida Turistica e Culturale, Parma, Ufficio Turismo della Provincia di Rovigo, 1991.
  • Antonio Cappellini, Rovigo nella storia e nell'arte, 1934.
  • Cleto Corrain, Ricordi di folclore polesano, Rovigo, Minelliana, 1977.
  • Sergio Garbato, Rovigo e il Polesine tra Ottocento e Novecento, Treviso, Rovigo, Canova, Minelliana, 2004.
  • Sergio Garbato, Rovigo: I Luoghi e il tempo, Padova, Signumpadova Editrice, 2008.
  • Antonio Lazzarini, Economia e società in trasformazione nel Polesine di fine Ottocento, Atti del IX Convegno di Storia polesana e nuovi saggi, Arti Poligrafiche Editoriali Venete, Abano Terme, 1984.
  • Giuseppe Marangoni, Polesine Delta del Po. Guida alla terra dei grandi fiumi, Verona, C.T.G. Turismo e Cultura Editore, 1994.
  • Dario Nicoli, I grandi del Polesine: repertorio alfabetico di personaggi illustri dal 1800 ad oggi, Bologna, Poligrafici editoriale, 1992.
  • Maria Teresa Pasqualini Canato, Il monumento a Giuseppe Garibaldi: Rovigo 1882-1896, Rovigo, Minelliana, 1996.
  • Leobaldo Traniello, Rovigo: Ritratto di una Città, Rovigo, Minelliana, 1988.
  • Zoppellari Rodolfo, Studio sul regime di Tartaro e Canalbianco, Tipografia Vincenzo Bardellini, Legnago, 1897.

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