Tromba d'aria

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Una tromba d'aria in Oklahoma

In meteorologia una tromba d'aria o tornado o tùrbine, è un violento vortice d'aria che si origina alla base di un cumulonembo e giunge a toccare il suolo.

Le trombe d'aria sono fenomeni meteorologici altamente distruttivi, tra tutti i vortici atmosferici quelli a più alta densità energetica o potenza sprigionata, e nell'area mediterranea rappresentano il fenomeno più violento verificabile sia pure con frequenza non elevata. Sono associati quasi sempre a temporali estremamente violenti, possono percorrere centinaia di chilometri e generare venti anche fino a 500 km/h.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Aspetto[modifica | modifica wikitesto]

La tromba d'aria si presenta come un "imbuto" che si protende dalla base del cumulonembo fino al terreno o alla superficie marina. La tromba d'aria che si verifica sulla terra ferma (la maggior parte), solleva una grande quantità di polvere e detriti che accompagna il suo moto fino alla dissipazione. Il diametro della base di un tornado varia dai 100 ai 500 metri, ma in casi eccezionali sono state registrate tornado con diametro di base superiore a 1 km ad esempio l'EF5 di Oklahoma City. L'altezza di una tromba d'aria può variare tra i 100 e i 1000 metri, in relazione alla distanza tra suolo e base del cumulonembo. Le trombe d'aria più violente tendono a presentarsi come imbuti con confini lineari, in generale i più deboli si presentano con una forma sinuosa che si assottiglia progressivamente con l'inizio della dissipazione.

Classificazione e distruttività[modifica | modifica wikitesto]

Un violento tornado fotografato a Seymour nel Texas

La distruttività di un tornado si calcola in base alla sua durata, velocità e intensità dei venti. Le trombe d'aria più distruttive vengono generate dalle supercelle, cumulonembi mesociclonici di enorme intensità che si sviluppano tipicamente in determinate zone geografiche (in particolare in alcune zone degli Stati Uniti), dove le condizioni atmosferiche sono così intense (elevato windshear, forti correnti a getto in quota, grande differenza di valori igrometrici tra suolo e quota e contrasto termico elevato tra masse d'aria coinvolte) da generare tempeste di estrema potenza.

Una tromba d'aria mediamente dura dai 5 ai 15 minuti, ma in alcuni casi, in relazione alla sua intensità, può arrivare a durare anche più di un'ora. La velocità di spostamento della tromba d'aria è variabile durante il percorso ed è compresa tra 30 e 100 km/h. La classificazione delle trombe d'aria avviene in base alla rilevazione empirica dei danni causati secondo la Scala Fujita avanzata (che negli stati uniti ha sostituito l'originale Scala Fujita nel 2007, prendendo il nome di enhanced fujita scale), dal nome del professore dell'Università di Chicago che l'ha ideata nel 1971. Come per i terremoti con la Scala Mercalli la suddivisione avviene per gradi di distruttività del fenomeno:

Grado Classificazione Velocità del vento
EF0 DEBOLE 105-137 km/h
EF1 MODERATO 138-178 km/h
EF2 SIGNIFICATIVO 179-218 km/h
EF3 FORTE 219-266 km/h
EF4 DEVASTANTE 267-322 km/h
EF5 CATASTROFICO > 322 km/h

A ogni grado Fujita corrisponde un livello di distruttività. Si parte dall'EF0 (raffiche da 105-137 km/h) che può danneggiare i rami degli alberi, sollevare le tegole dei tetti, fino ad arrivare all'EF5 (>322 km/h) che rade al suolo ogni cosa che trova sul suo cammino fino a sradicare le fondamenta di case e edifici. In particolare, per la caduta di pressione atmosferica che viene a verificarsi durante il passaggio di una tromba d'aria violenta (si stima di circa 100 hPa in pochi secondi) le strutture chiuse, per la differenza barica con l'esterno, esplodono letteralmente. Le trombe d'aria più frequenti sono quelle comprese tra le classi EF0 e EF1, solo il 5% delle trombe d'aria è classificato come forte. Le trombe d'aria devastanti (EF4-EF5) coprono una percentuale compresa tra 1% e lo 0,1%, sono cioè molto rare.

Processo di formazione[modifica | modifica wikitesto]

Il processo di formazione di una tromba d'aria è legato a caratteristiche atmosferiche particolari. Le condizioni propizie per la formazione di cumulonembi si trovano negli ambienti fortemente instabili, caratterizzati da venti variabili (Windshear) a seconda dell'altezza e dalla presenza di una massa di aria calda e umida, sovrastata da una fredda e secca, che sollevandosi e condensandosi dà origine a forti temporali. I tornado possono originarsi in qualsiasi tipo di sistema temporalesco, ma i tornado più violenti si originano da temporali particolarmente violenti come le supercelle.

Normalmente un fenomeno temporalesco sviluppa dei moti ventosi al suo interno più o meno rettilinei; in alcuni casi, invece, il moto ventoso che genera il cumulonembo può dar vita a vortici, ovvero alla formazione di moti circolatori all'interno e all'esterno della nube. Questi vortici, in determinate situazioni, danno origine a trombe d'aria. La nascita dei moti vorticosi può avere cause molteplici: la più comune è che la turbolenza vorticosa sia originata dal contrasto tra la corrente ascensionale e quella discendente del temporale; in questo caso le trombe d'aria generate sono di norma di debole intensità e di breve durata. L'altra possibilità è che il moto vorticoso nasca insieme alla formazione temporalesca e ne determini lo sviluppo producendo al suo interno un sistema rotatorio e in questo caso si parla di mesocicloni. La formazione dei mesocicloni dipende dal fenomeno del windshear (vento variabile), una particolare circolazione atmosferica che si verifica solamente in presenza di venti variabili di intensità e direzione in quota progressiva. Queste condizioni stimolano lo sviluppo di moti rotatori in una zona di instabilità atmosferica, l'intensità dei temporali che si formano in presenza di windshear aumenta notevolmente.

Un'altra condizione utile alla formazione di una tromba d'aria è la presenza di correnti fredde in quota (correnti a getto) che alimentano il moto convettivo del cumulonembo e ne stimolano la rotazione. Queste condizioni atmosferiche danno vita a temporali di notevole intensità, potenzialmente capaci di generare delle trombe d'aria. Il fenomeno tornadico ha origine nel settore ascensionale (updraft) di queste intense formazioni temporalesche, la cui circolazione (come quella dei venti del mesociclone) è antioraria nell'emisfero boreale e oraria nell'emisfero australe (per l'effetto di Coriolis). Al centro della colonna d'aria ascensionale si forma una notevole depressione con una differenza di gradiente barico tra centro e periferia, nel caso questa raggiunga valori notevoli (dai 20 ai 40 hPa) l'aria viene letteralmente risucchiata fino a raggiungere il suolo, con una corrente circolatoria concentrata che raggiunge altissime velocità.

Fenomeni simili[modifica | modifica wikitesto]

Tromba marina presso le isole Keys (Florida)
Un turbine di polvere in Arizona

Trombe marine[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tromba marina.

Le trombe marine sono fenomeni simili alle trombe d'aria che si verificano sulle superfici lacustri o marine. Seguono un processo di sviluppo differente da quelle terrestri: in generale, infatti, le trombe marine non necessitano di supercelle o di intense formazioni temporalesche mesocicloniche: spesso hanno origine da temporali di modesta entità o addirittura da nubi minori rispetto ai cumulonembi (cumulus congestus).

L'origine delle trombe marine non segue la normale tornadogenesi: quasi sempre la loro nascita è dovuta a una rotazione dei venti preesistente alla formazione della nuova di origine, la cui combinazione con un moto convettivo genera la tromba. La loro intensità è mediamente minore rispetto alle trombe d'aria, ma ci sono casi (rari) dove la tornadogenesi è uguale a quella delle trombe terrestri e l'intensità del fenomeno può essere straordinariamente considerevole. In questo caso la tromba marina viene detta tornadica.

Turbini di polvere[modifica | modifica wikitesto]

Un altro fenomeno simile alla tromba d'aria è il turbine di polvere (in americano "Dust Devil", Diavolo di Polvere), una colonna di aria ascensionale rotatoria che solleva sul suo cammino sabbia o polvere. Si sviluppa in generale in zone desertiche e semiaride indipendente dalla formazione nuvolosa, questo significa che è possibile ammirare questo fenomeno in occasione di bel tempo. La sua formazione avviene di norma in giornate torride, dove il surriscaldamento del suolo e degli strati d'aria immediatamente vicini è notevole.

Il turbine ha origine dal moto convettivo innescato da piccole correnti discendenti che coinvolgono le correnti ascensionali generate dal riscaldamento del terreno. Un turbine di polvere può durare dai pochi secondi a svariati minuti e molto raramente causa danni materiali (la velocità del vento di un turbine non è minimamente paragonabile a quella di una tromba d'aria). Le sue dimensioni sono estremamente variabili: l'altezza e il diametro di un turbine vanno entrambi dai pochi centimetri ai circa 200 metri.

Incidenza delle trombe d'aria[modifica | modifica wikitesto]

Le aree di maggior incidenza delle trombe d'aria (mappa NOAA)

Il fenomeno tornadico, per quanto possa verificarsi ovunque escludendo le zone polari, si presenta in alcune zone geografiche particolari che presentano con regolarità le condizioni ottimali per il suo sviluppo. La più famosa è la cosiddetta "Tornado Alley" (Viale dei Tornado), negli Stati Uniti (il paese maggiormente colpito da questo fenomeno per frequenza e intensità). Questa zona comprende lo Stato del Texas, l'Arkansas, l'Oklahoma, il Nebraska, Il Kansas, il Missouri, l'Iowa, il Dakota del Sud e l'Illinois. Lo stato maggiormente coinvolto è sicuramente l'Oklahoma, dove si registra la maggior densità di trombe d'aria.

Le cause che fanno di questa zona (la Tornado Alley) la più colpita dalle trombe d'aria sono da ricercare nelle condizioni orografiche che la interessano: le grandi pianure che si trovano in quella zona sono comprese tra le grandi catene montuose degli Appalachi e delle Montagne Rocciose, in questo teatro circoscritto dalle montagne si scontrano due tipi di correnti molto differenti, la corrente artica del Canada e la corrente umida proveniente dal Golfo del Messico, lo scontro tra queste imponenti masse d'aria genera numerosi fronti temporaleschi di grandissima intensità da cui nascono sovente molte trombe d'aria, anche contemporaneamente.

La Tornado Alley

Altri paesi particolarmente interessati da questo fenomeno sono l'Australia, il Giappone e il Regno Unito. Anche l'Italia rientra a pieno titolo nelle zone maggiormente interessate da trombe d'aria. La probabilità che una tromba d'aria colpisca una determinata zona può essere valutata secondo la seguente relazione:

\ P = a\frac {n} {S}

Dove P è la probabilità annuale che un punto nella regione S sia colpito da una tromba d'aria; a è la frequenza annuale di trombe d'aria sulla regione S; n è la frequenza annuale di trombe d'aria sulla regione S.[1] L'area presa in considerazione varia da paese a paese.

Dal punto di vista stagionale, le trombe d'aria si verificano in genere durante il periodo estivo, ma numerosi sono quelle che si verificano durante l'autunno nelle zone tropicali.

Trombe d'aria in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Tromba marina a Terracina nel 2006
Una tromba d'aria a Venezia

L'Italia non è uno dei paesi con la più alta incidenza di trombe d'aria a livello mondiale, ma è sempre stato uno tra i paesi europei con la più alta incidenza. A livello europeo è sorpassato solo dal Regno Unito e dai Paesi Bassi con la differenza che, anche se in minor numero di episodi di "outbreak tornadici" all'anno rispetto a questi ultimi, in Italia si verificano spesso più violente e distruttive.[2] Il fenomeno si verifica maggiormente nel Lazio, Toscana, Liguria, Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, in particolar modo però la zona padana risulta l'area maggiormente interessata. Questi fenomeni interessano anche la Puglia e raramente la Campania e l'Abruzzo.

Nelle regioni settentrionali il periodo di incidenza maggiore si verifica verso la fine della stagione estiva (o all'inizio di essa, quando le temperature cominciano definitivamente e visibilmente ad alzarsi), quando l'afflusso di correnti fredde nord-occidentali generano numerose formazioni temporalesche di rilevante intensità. L'intensità media dei fenomeni tornadici considerando la media dell'intera penisola è medio-bassa (EF0-EF3), non mancano nella storia della meteorologia italiana trombe d'aria di notevole potenza e distruttività. Secondo recenti studi, l'incidenza delle trombe d'aria in Italia è destinata a salire, mantenendo stabili i ritmi che si sono verificati negli ultimi 30 anni.

Le trombe d'aria più distruttive della storia[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Tra le trombe d'aria più distruttive in assoluto troviamo il tragicamente famoso "Tri-State Tornado" (il Tornado dei tre Stati) che si abbatté nel 1925 a Ellington (Missouri) e proseguì la sua corsa distruttiva fino a Princeton nell'Indiana attraversando tutto l'Illinois. Questo devastante tornado che coinvolse i tre Stati USA (da cui il nome) si stima sia stato il tornado più longevo della storia, durò circa 3 ore e mezzo e percorse un tragitto di ben 350 km con punte di velocità di 117 km/h. Oltre a provocare terribili devastazioni (classificato come possibile EF5) portò alla morte 689 persone.

Nel 1997 il villaggio texano di Jarrel fu teatro di un terribile sistema temporalesco, che nella sola giornata del 27 maggio generò ben 11 tornado, di cui molti di incredibile intensità. La devastante ondata di tornado costò la vita a 30 persone.

Il 22 maggio 2011 la città di Joplin fu colpita da un violento tornado di categoria F5 che provocò 161 vittime e più di 900 feriti.

Il 20 maggio 2013 un tornado classificato come EF5 ha devastato la periferia di Oklahoma City, causando 24 morti.[3]

In Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trombe d'aria più violente in Italia.

Anche l'Italia ricorda degli eventi tragici legati al fenomeno delle trombe d'aria. La più violenta mai verificatasi in Italia è sicuramente la "Tromba del Montello" presso il comune di Volpago del Montello in provincia di Treviso il 24 luglio 1930. Si stima, in base al calcolo dei danni, che i venti raggiunsero velocità prossime ai 500 km/h, quindi di categoria F5, un fenomeno più unico che raro che durante il suo tragitto di 80 km percorso in 84 minuti costò la vita a 23 persone.

Pare abbia avuto carattere tornadico l'episodio del 23 maggio 1953 che a Torino portò alla caduta della parte superiore della Mole Antonelliana[4] provocando 5 morti, ingenti danni e decine di feriti, secondo alcune fonti classificabile come di categoria F1/F2 (T3).

Altro fenomeno interessante fu la tromba d'aria abbattutasi il 16 giugno del 1957 presso i piccoli comuni di Robecco e Vallescuropasso nell'Oltrepò Pavese, stimato potenziale EF4, che ispirò la copertina de "La Domenica del Corriere" del 29 giugno di quell'anno.[5]

Una grande tromba d'aria è quella che investì il padovano e la Laguna di Venezia l'11 settembre 1970, dove un EF4 generatosi sui Colli Euganei raggiunse la città lagunare per poi esaurirsi nel litorale del Cavallino lasciandosi alle spalle ben 36 vittime.[6]

Altro episodio di una certa rilevanza in Italia risale al 7 luglio 2001, quando una tromba d'aria di scala F3 colpì diversi paesi della Brianza, causando numerosi danni, fra cui svariati capannoni scoperchiati e distrutti, e automobili spostate anche di 200 metri. Anche in questo caso non vi furono vittime ma non mancarono feriti gravi.[7]

Un'altra tromba d'aria di cui s'è parlato molto è stata quella del 6 giugno 2009 a Vallà di Riese Pio X, in provincia di Treviso, di potenza F3, che causò danni per 33 milioni di Euro.

Il 12 giugno 2012, una supercella formatasi molto velocemente ad ovest della Laguna di Venezia, poi classificata tra F1 e F2, ha distrutto circa 300 ettari di colture e provocato danni per milioni di euro. La tromba è passata a pochi chilometri da alcuni dei monumenti più noti di Venezia e notizia e foto sono state diffuse dai media di tutto il mondo.[8]

Il 28 novembre 2012, a Taranto, lo stabilimento ILVA prima e il comune di Statte poi, sono stati interessati da un tornado che alcuni esperti classificano come EF3, ma la classificazione di EF2 pare la più veritiera. Il bilancio è di un morto e di milioni di euro di danni.[9] [10] [11]

Esistono anche fonti riguardanti trombe d'aria storiche sul territorio romano. La più famosa avvenne nelle prime ore del mattino del 12 giugno 1749. Si generò sul mare, provocò danni sull'antica Ostia e si portò in Roma, dove si intensificò e provocò molti danni e feriti. La tromba fu ben descritta da Ruggero Giuseppe Boscovich nella sua operetta Sopra il Turbine atmosferico che la notte fra gli XI e i XII di Giugno 1749 devastò una gran parte di Roma.

Il 3 maggio 2013 un temporale a supercella originatosi nella zona di Castelfranco Emilia, in provincia di Modena, provoca grandinate molto violente e una serie di tornado, tra cui il più forte, classificato EF2, che si è abbattuto sul nord dell'Emilia-Romagna. Le zone più colpite risultano essere: Castelfranco Emilia e San Martino Spino (frazione di Mirandola) in provincia di Modena; San Giorgio di Piano, Argelato, Bentivoglio, San Giovanni in Persiceto e San Pietro in Casale in provincia di Bologna. Il paese più colpito è stato San Martino Spino, frazione di Mirandola, che si trova ai confini con il territorio comunale di Bondeno, in provincia di Ferrara, e con i territori comunali di Sermide e Poggio Rusco, in provincia di Mantova; il paese ha pagato danni pesantissimi all'edilizia abitativa e a numerose strutture pubbliche, anche di recente costruzione e/o restaurazione. Oltre ai danni, vi sono stati una dozzina di feriti. Questi tornado, detti "Tornado dell'Emilia", hanno provocato in tutto 119 sfollati e danni per centinaia di milioni di euro.[12] Il 19 giugno 2013 intorno alle 6 del mattino, una tromba d'aria, un tornado probabilmente di categoria EF0 o al massimo EF1 si è abbattuto sull'area sud della provincia di Biella. Danni a Verrone, con alberi caduti ed edifici danneggiati. La forza del vento ha fatto in particolare volar via tegole e lamiere.

Record[modifica | modifica wikitesto]

  • Il tornado più violento degli Stati Uniti si verificò il 18 maggio 1925 in Missouri, Illinois e Indiana. Il tornado percorse oltre 350 chilometri attraverso questi 3 stati uccidendo 689 persone e ferendone quasi 200.
  • Un altro record si verificò con il maggior numero di tornado simultanei. Il record fu registrato negli Stati Uniti nei giorni 3 e 4 aprile 1974 quando una perturbazione disseminò 148 tornado in ben 13 stati, tra cui: Indiana, Ohio, Kentucky e Alabama. Quasi un quarto di essi fu considerato di grande potenza distruttiva.[13]
  • Il 3 maggio 1999 lo stato dell'Oklahoma, in USA, è stato colpito da una serie devastante di 59 tornado, uno dei quali è stato classificato come il più potente della storia, un "F6". NB: la classificazione F6 del tornado non è mai stata accettata ufficialmente dai meteorologi, anche perché gli spaventosi venti registrati nel tornado del 1999 erano sì fortissimi (500km/h o forse più), ma rientravano comunque nel rango F5 (tenendo conto della classificazione della vecchia Scala Fujita, allora ancora in uso).
  • Il 27 maggio del 1997, un tornado, si abbatte sul Texas, sulla cittadina di Jarrell, il tornado causando il più ampio grado di danno mai verificatosi in un tornado: tutto sulla pista del tornado fu spazzato via senza lasciare tracce, compreso un impianto di riciclaggio in acciaio. Perfino il terreno fu raschiato di una profondità di ben 46 cm, lasciando solo una pista fangosa lungo il tracciato del tornado.

Le trombe d'aria nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1]
  2. ^ (EN) Paul Rincon, UK, Holland top twister league in BBC News, 11 luglio 2003. URL consultato il 31 ottobre 2008.
  3. ^ Tornado Oklahoma, concluse le ricerche. Ventiquattro le vittime, migliaia gli sfollati, 22 maggio 2013. URL consultato il 22 maggio 2013.
  4. ^ [2] Dal sito www.nimbus.it eventi meteorologici
  5. ^ [3] I tornado storici italiani
  6. ^ 11 SETTEMBRE 1970
  7. ^ [4] Articolo sul tornado di Arcore del 7 luglio 2001
  8. ^ [5] Articolo sul tornado di Venezia del 12 giugno 2012
  9. ^ Ilva, sospese le ricerche per l'operaio "Ferrante: entro il 6 dicembre il dissequestro" - Bari - Repubblica.it
  10. ^ Foto Tromba d'aria a Statte: crolla campanile, scuole chiuse - 1 di 21 - Bari - Repubblica.it
  11. ^ Ilva, trovato il cadavere dell'operaio disperso a Taranto - Quotidiano Net
  12. ^ [6] Articolo sul tornado in Emilia-Romagna del 3 maggio 2013
  13. ^ Supertornado, National Geographic Video (in Italia anno 7, numero 43, Settembre 2006)

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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