Montagnana
| Montagnana comune |
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| Dati amministrativi | |||||
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| Provincia | |||||
| Sindaco | Loredana Borghesan (Lega Nord-liste civiche) dal 17/05/2011 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°14′0″N 11°27′0″E / 45.23333°N 11.45°ECoordinate: 45°14′0″N 11°27′0″E / 45.23333°N 11.45°E | ||||
| Altitudine | 16 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 45,06 km² | ||||
| Abitanti | 9 505[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 210,94 ab./km² | ||||
| Frazioni | Borgo Frassine, Borgo San Marco, Borgo San Zeno
Località: Caprano, Cicogna, Monastero, Ranfolina, Rovenega |
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| Comuni confinanti | Bevilacqua (VR), Casale di Scodosia, Megliadino San Fidenzio, Minerbe (VR), Pojana Maggiore (VI), Pressana (VR), Roveredo di Guà (VR), Saletto, Urbana | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 35044 | ||||
| Prefisso | 0429 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 028056 | ||||
| Cod. catastale | F394 | ||||
| Targa | PD | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Cl. climatica | zona E, 2 487 GG[2] | ||||
| Nome abitanti | montagnanesi | ||||
| Patrono | santa Maria Assunta | ||||
| Giorno festivo | 15 agosto | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Montagnana all'interno della provincia di Padova |
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| Sito istituzionale | |||||
Montagnana è un comune italiano di 9 530 abitanti[3] della provincia di Padova.
clima e geografia
| Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Montagnana. |
Indice |
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Oltre che per lo straordinario complesso fortificato, la città si fa apprezzare per il tessuto urbano, fatto di vie e di edifici sorti in periodo rinascimentale e, parte, durante la ripresa economica del XIX secolo.
Sulla grande piazza centrale, si protende il Duomo (1431-1502), dalle imponenti forme tardo-gotiche con aggiunte rinascimentali. All'interno si possono ammirare: la Trasfigurazione di Paolo Veronese, tre tavole di Giovanni Buonconsiglio detto il Marescalco (XVI secolo), una grande tela votiva di notevole valore documentale riproducente la battaglia di Lepanto (1571). Le pareti sono ornate di raffinate decorazioni e di affreschi, tra i quali, notevolissimi, quello del catino absidale del Buonconsiglio, e, ai lati dell'ingresso, la Giuditta e il David, recentemente attribuiti al Giorgione.
Sempre sulla piazza, si affaccia l'elegante palazzo Valeri e l'antico Monte di Pietà. In via Matteotti sta il palazzo Magnavin-Foratti, in raffinato stile gotico-veneziano, che si dice sia stata la residenza di Jacopa, moglie del condottiero Erasmo da Narni detto il Gattamelata.
In via Carrarese si trova il Municipio, opera attribuita all'architetto veronese Michele Sanmicheli (1532). In via Scaligera vi è la chiesa tardo-romanica di San Francesco, con attiguo monastero delle Clarisse; in via San Benedetto si affaccia l'omonima chiesa barocca (in corso di restauro). Subito fuori dell'abitato, a ridosso di porta Padova, vi è la villa Pisani, uno dei capolavori di Palladio, che all'interno conserva statue di Alessandro Vittoria (1525-1608). Da segnalare, in via dei Montagnana, l'antico ospedale di Santa Maria e, nell'omonima via, la chiesetta di Sant'Antonio Abate, con tracce di presenza templare.
I monumenti più insigni, tuttavia, sono costituiti dalla cinta muraria, dalla rocca degli Alberi e dal castello di San Zeno. Le opere di fortificazione alto-medioevali, che si suppongono rafforzate nel X secolo in difesa delle scorrerie degli Ungari, erano costituite quasi esclusivamente da terrapieni, palizzate, fossati e barriere di piante spinose (rimane qualche ricordo in vecchi toponimi delle vie interne). Montagnana viene citata come castrum in un documento del 996. Nei secoli successivi numerose testimonianze documentali attestano la sua funzione difensiva e protettiva a vantaggio dei villaggi circostanti i cui abitanti erano tenuti alla manutenzione dell'apparato difensivo (mura, bertesche, ponte) e al servizio militare nei confronti del castrum considerato ricetto comune di importanza vitale per la sicurezza di tutti. Ezzelino da Romano il Tiranno (1194-1259), presa e incendiata Montagnana nel 1242, munì il luogo di fortificazioni adeguate all'epoca (ziron). Il mastio del castello di San Zeno (oggi agibile fin sulla sommità) è a lui attribuito.
Cinta muraria [modifica]
Le mura attuali, che costituiscono uno degli esempi più insigni e meglio conservati di architettura militare medioevale in Europa, salvo il complesso di Castel San Zeno e i tratti di cinta ad oriente ed occidente che sono più antichi, risalgono alla metà del Trecento, quando i Carraresi, signori di Padova, vollero ampliare e rafforzare quello che era un essenziale luogo forte di frontiera dello stato padovano contro la Verona degli Scaligeri. Lo spazio urbano intra moenia fu in quell'occasione ampliato, e la nuova cinta fu costruita con strati sovrapposti di mattoni e di pietre (trachite trasportata per via d'acqua dai vicini colli Euganei). La città fortificata è racchiusa in un quadrilatero irregolare delle dimensioni di circa metri 600 x 300 con un'area di 24 ettari e un perimetro di circa due chilometri. Le mura, coronate da merli di tipo guelfo, sono alte dai 6,5 agli 8 metri, con uno spessore di cm 96-100. Tra un merlo e l'altro, delle ventole in legno servivano a riparare i difensori. Le torri perimetrali, in totale 24, distanziate di circa 60 metri, sono alte fra i 17 ed i 19 metri. Il vallo esterno varia dai 30 ai 40 metri.
All'interno dei fornici che reggono il cammino di ronda erano allogati i magazzini (canipe) per la custodia dei beni prodotti nelle campagne (si notano ancora gli incavi per fissare le armature in legno). Nelle torri, a più piani e coperte da un tetto spiovente defilato sotto la piazzola munita di macchina da lancio, stavano altri magazzini e gli alloggiamenti per i militi posti a guarnigione della fortezza nei momenti di emergenza bellica. Una zona priva di costruzioni e adibita a pomerio coltivato per fronteggiare lunghi assedi, stava tutto attorno alle mura dalla parte interna.
Attorno alla cinta muraria correva un ampio fossato (l'attuale pittoresco e verde vallo) allagato con l'acqua del fiume Frassine (confine verso il Vicentino) derivata per mezzo di un canale ad argini sopraelevati (il Fiumicello) avente funzione di vallo difensivo di saldatura lungo il quale, dalla parte padovana, stava un serraglio sopraelevato per la concentrazione delle truppe. Tutto attorno alla zona montagnanese erano paludi intransitabili o plaghe inondabili in caso di guerra, così che la città murata costituiva la chiave della frontiera padovana verso ovest. La struttura militare era per di più attorniata da quattro fortificazioni avanzate perimetrali (le bastie), ora scomparse, e le due rocche poste a difesa delle due porte erano circondate da fossato pure dalla parte di città. La fortezza, ai suoi tempi, era imprendibile e, di fatto, fino all'avvento delle grosse bocche da fuoco (XVI secolo), non fu mai espugnata militarmente.
L'accesso alla città era controllato dalle porte fortificate del castello di San Zeno (ad est, verso Padova) e della Rocca degli Alberi (ad ovest, verso il veronese). Solo più tardi, nel '500, fu aperta a nord una terza porta (porta Nova o di Vicenza) per agevolare le comunicazioni con il porto fluviale del Frassine. Alla fine dell'Ottocento un quarto varco fu praticato verso sud, per accesso alla stazione ferroviaria.
Rocca degli Alberi [modifica]
La rocca degli Alberi, che si alza imponente e pittoresca sul vallo dalla parte occidentale, fu costruita dai Carraresi nel biennio 1360-62 con funzione esclusivamente militare. L’ingresso fortificato era costituito da un complesso sistema difensivo: lungo l'androne di transito, dominato da due torri, stavano quattro porte a battenti, due saracinesche e quattro ponti levatoi a bilanciere. Sistema simile era a castel San Zeno.
Dal 1964 la rocca ospita l'ostello della gioventù ed è visitabile nel periodo aprile-ottobre.
Il Mastio [modifica]
Il Mastio è una torre imponente di circa 40 metri d'altezza che doveva costituire un punto privilegiato per l'avvistamento e la difesa della città. Venne costruito nel 1242 dal tiranno che, dopo aver conquistato e dato alle fiamme la città, decise di dotarla di nuove strutture difensive. Originariamente doveva essere più basso e coperto da un tetto di legno sormontato da una guardiola: da qui i soldati montagnanesi potevano avvistare i nemici che venivano da Padova o da Venezia.
Castello di San Zeno [modifica]
Il castello di San Zeno (il cui toponimo derivante dalla vicina chiesa di San Zeno, richiama una fase di espansione della diocesi veronese) sorge nel luogo di un insediamento alto-medioevale che fu residenza degli eredi di Ugo il Grande di Toscana divenuti in seguito i marchesi d'Este. L'odierna costruzione (salvo l'ala veneziana e le sovrastrutture austriache) risale per buona parte al XIII secolo, quando Ezzelino, dopo averla data alle fiamme nel 1242, volle meglio fortificare Montagnana. L'edificio ha pianta rettangolare (metri 46 x 26) con un ampio cortile interno. Fino agli inizi del XIX secolo, il castello era circondato da un fossato che lo isolava anche dal lato di città. La struttura era completata da torri (di cui ne restano due) e dal vicino mastio (alto circa 40 metri). Inizialmente, il ponte levatoio che varcava il vallo consentendo l'accesso alla città, immetteva probabilmente nel cortile interno del castello. Si ipotizza che il passaggio sia stato poi spostato sul lato sud del castello stesso, protetto sia da questo che dall'alto mastio. Quando Padova, Verona e le altre città del Veneto furono assoggettate da Venezia e cessarono le loro reciproche continue lotte, Montagnana prosperò come zona di produzione agricola e, in particolare, della canapa, le cui fibre erano necessarie per le corde e le vele dell'arsenale veneziano. Il castello di San Zeno fu allora adibito a deposito di tale produzione.Il castello continuò ad essere utilizzato come quartiere di alloggi militari e, in seguito, anche col Regno d'Italia fino alla Prima guerra mondiale.
Una veduta del castello di San Zeno, visto da nord-est come appariva nel '500, è riprodotta in un prezioso disegno a sanguigna attribuito a Giorgione (conservato al museo Boymans Van Beuningen di Rotterdam).
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[4] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Gli stranieri residenti nel comune sono 768, ovvero l'8,1% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[5]:
Cultura [modifica]
Operano a Montagnana: la Compagnia Prototeatro, diretta dal regista Piero Dal Prà, premiata in numerosi festival nazionali e la Corale Martinelli-Pertile attiva dal 1962, diretta dal Maestro Paola Bassi (1976) flautista.
Personalità legate a Montagnana [modifica]
Il politico Luigi Chinaglia, presidente per un solo mese della Camera dei deputati del Regno D'Italia (30 maggio 1899-30 giugno 1899), vi nacque e morì; la cittadina ha dato i natali anche a diversi artisti, tra cui il pittore del XV secolo Jacopo Parisato (detto Jacopo da Montagnana) ed Alvise Lamberti (o Ramberti), architetto attivo anche a Mosca nella costruzione del Cremlino (secc.XV-XVI). Nel '400 la città fu residenza dell'umanista, medico e astrologo Galeotto Marzio da Narni, consigliere ed amico del re Mattia Corvino d'Ungheria (sec.XV).
A Montagnana nacquero gli illustri tenori Aureliano Pertile e Giovanni Martinelli. Ad essi è dedicata una sala del museo civico e l'omonima arena nei pressi della rocca denominata Porta Padova.
Vi è nato anche lo scrittore Ferdinando Camon.
Originari di Montagnana sono anche il chitarrista Giovanni Cenci, il pilota dell'Aeronautica militare Gianmarco Bellini, i calciatori Nico Facciolo, Andrea Pinzan e Gildo Rizzato e l'attrice teatrale Alice Mizzon.
Eventi [modifica]
Dal 1977, rinnovando una tradizione risalente al Medioevo, si corre ogni anno, nel vallo sotto la rocca degli Alberi, il "Palio dei 10 comuni del Montagnanese". Esso, grazie alla rievocazione in costume delle figure medievali e rinascimentali e al mercatino, richiama ogni anno (1ª domenica di settembre) numerosi turisti.
Nel mese di maggio si svolge da alcuni anni la "Festa del prosciutto crudo dolce di Montagnana".
La tradizionale sagra locale si effettua il 15 agosto, per festeggiare la patrona della città, santa Maria Assunta (alla quale è intitolato anche il duomo).
Economia [modifica]
Fra i prodotti tipici del montagnanese è noto il prosciutto veneto Berico-Euganeo.
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Montagnana è servita dall'omonima stazione della ferrovia Mantova-Monselice.
Sport [modifica]
Calcio [modifica]
La principale squadra di calcio della città è l' Associazione Calcio Montagnana che milita nel girone I veneto di 2° Categoria. È nata nel 1925.
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
- ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/08/2010 [1].
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza. ISTAT. URL consultato in data 14 novembre 2012.
Voci correlate [modifica]
Altri progetti [modifica]
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Collegamenti esterni [modifica]
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