Camposampiero

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Camposampiero
comune
Camposampiero – Stemma
Comune di Camposampiero
Comune di Camposampiero
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Katia Maccarrone (lista civica di centrosinistra Camposampiero più) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°34′00″N 11°56′00″E / 45.566667°N 11.933333°E45.566667; 11.933333 (Camposampiero)Coordinate: 45°34′00″N 11°56′00″E / 45.566667°N 11.933333°E45.566667; 11.933333 (Camposampiero)
Altitudine 24 m s.l.m.
Superficie 21,07 km²
Abitanti 12 211[2] (31-12-2010)
Densità 579,54 ab./km²
Frazioni Rustega[1]
Comuni confinanti Borgoricco, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese, San Giorgio delle Pertiche, Santa Giustina in Colle, Trebaseleghe
Altre informazioni
Cod. postale 35012
Prefisso 049
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028019
Cod. catastale B563
Targa PD
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti camposampieresi
Patrono sant'Antonio di Padova
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Camposampiero
Posizione del comune di Camposampiero all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Camposampiero all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Camposampiero (IPA: /kamposam'piɛro/, Canposanpiéro in veneto) è un comune italiano di 12 211 abitanti[2] della provincia di Padova in Veneto.

Il Presidente della Repubblica il 20 luglio 2009 ha concesso a Camposampiero il titolo di città.

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine del nome[modifica | modifica sorgente]

Nonostante la presenza romana sia stata molto forte, il toponimo Camposampiero è certamente di origine medievale. Il primo documento scritto a riportarlo è un atto notarile del 15 giugno 1117, ma si tratta di un riferimento indiretto: si cita infatti un Folco da Camposampiero, membro dell'omonima famiglia di feudatari (che presero il nome dal paese sul quale esercitavano il loro potere). Nel 1152 la bolla Justis fratrum di papa Eugenio III rivolta a Bonifacio (vescovo di Treviso) elenca, tra le altre chiese trevigiane, la plebem de Campo S. Petri cum pertinentiis suis riferendosi in questo caso però alla sola parrocchia di San Pietro. Il primo documento storico conservato nel quale la località viene citata in modo diretto è Italia Sacra dell'Ughelli, pubblicato a partire dal 1642, dove si parla appunto di Campus Sancti Petri.

L'origine ed il significato del nome “Camposampiero” sono da ricercarsi nell'etimologia dei termini stessi che lo costituiscono, cioè campo e San Piero; e nonostante questa affermazione non sia supportata da documenti, ad oggi viene ritenuta la più credibile. È probabile che il primo, dal latino campus, fosse stato attribuito alla località durante la rinascita dell'anno Mille: l'abbattimento dei boschi che infestavano gran parte del Padovano permise infatti di ricavare nuovi spazi coltivabili, il termine campus applicata a questa località rifletterebbe quindi le condizione del suolo che da luogo incolto, boschivo e paludoso dopo il 1000 ritorna ad essere appunto campus cioè terreno produttivo. La denominazione Sancti Petri è assunta invece dal titolare della pieve, intitolata appunto a San Pietro, in modo da distinguere il paese da altri vicini come Campodarsego e Campo San Martino. Secondo la tradizione (molto discutibile) l'origine di questa pieve sarebbe da attribuirsi a San Prosdocimo fondatore di un sacello dedicato a San Pietro sulle rive del fiume Vandura.

Doveroso è inoltre ricordare che nonostante siano evidenti le tracce di un insediamento coloniale romano ad oggi non sono note informazioni che permettano di dedurre quale fosse il suo nome.[3].

Età romana[modifica | modifica sorgente]

vista satellitare dell'area del Graticolato.

Il territorio di Camposampiero in epoca romana fu certamente abitato, questa affermazione è supportata dal fatto che il paese (in quella che è la sua configurazione attuale) era attraversato in direzione verticale dalla via Aurelia nonché posto in vicinanza della via Decumana, oggi Via Desman, che rispettivamente costituivano il Cardo Maximus ed il Decumanum Maximus del graticolato romano. Oltre a poter dedurre che la zona fosse popolata grazie alla vicinanza del paese all'umbilicus (tra l'altro in una zona così densamente popolata come l'agro padovano tale da poter escludere la presenza di luoghi disabitati) questo fatto è confermato dal ritrovamento di numerosi ruderi appunto di epoca romana quali medaglie, lapidi, pignatte piene di carbone e ossa frantumate, tombe ad arcosolio e murazzi.[4].

Ad oggi non è invece possibile affermare se l'area fosse abitata anche in periodi precedenti all'epoca romana.

Alto medioevo[modifica | modifica sorgente]

Non esiste praticamente nessun documento che fornisca notizie sugli eventi che si verificarono a Camposampiero nel corso dell'Alto Medioevo, è però possibile avere un'idea generale delle vicende di questo periodo analizzando ciò che avvenne nella regione e nelle città circostanti ed in particolare nella vicina città di Padova.

È certo che Alarico I, con i Visigoti verso il 400 e Radagaiso e con gli Svevi, Burgundi e Alani verso il 405, devastarono il Veneto raggiungendo le mura di Padova e non essendo riusciti ad espugnarla attaccarono i paesi limitrofi. Alarico discese nuovamente in Italia nel 409 riuscendo questa volta ad entrare a Padova saccheggiandola.

Sempre Padova venne poi nuovamente saccheggiata nel 452 dalla mano degli Unni di Attila e vista la posizione di Camposampiero essi probabilmente si trovarono nella necessità di attraversane il territorio nell'andata e nel ritorno, per questo è facile pensare anche in questo caso i due centri abitati subirono lo stesso destino.[5] È noto inoltre che alla voce dell'arrivo degli Unni molti abitanti della terraferma spaventati dal continuo riapparire dei barbari cercarono rifugio nelle paludi, dove avrebbero poi fondato Venezia.

Con la fine dell'impero romano (476) il paese seguì il destino dell'intera Italia, conquistata dagli Eruli di Odoacre prima e dai Goti di Teodorico poi (489).

Sessant'anni dopo quest'ultimi vennero sopraffatti dai Bizantini di Narsete, a loro volta sconfitti dai Longobardi di Alboino nel 568. La città di Padova che nel conflitto restò fedele ai bizantini opponendosi all'avanzata dei Longobardi, venne punita con la diminuzione del suo territorio e Camposampiero assieme e Vigodarzere e Piove di Sacco venne depredata ed occupata dai duchi di Treviso (il titolo di duca con i Longobardi corrispondeva allo status di governatore di una provincia). Alcuni indizi fanno pensare che in questo periodo di dominazione Longobarda Camposampiero sia stata sede di uno sculdascio. È noto inoltre che nel 589 si verificò la storica alluvione della Rotta della Cucca, in cui l'Adige, il Bacchiglione ed il Brenta esondarono, allagando le campagne circostanti provocando così una grave carestia alla quale seguì l'arrivo della peste. La dominazione Longobarda ebbe termine circa duecento anni dopo nel 774.

A questo punto due terzi del territorio italiano passarono sotto il controllo di Carlo Magno il quale instaurò il regime feudale che come si vedrà sarà un'istituzione fondamentale per la storia di Camposampiero, il paese infatti sarà capoluogo di un feudo e sede di un feudatario. Anche il dominio di Carlo Magno giunse al termine (nel 888) e ad esso seguì l'istituzione del regno d'Italia con a capo Berengario il quale venne funestato nel 889 dall'arrivo degli Ungheri. Anche quest'evento, con il quale si chiuse il ciclo delle invasioni barbariche, è cruciale per la storia di Camposampiero, gli Ungheri infatti inizialmente sconfitti da Bengario fuggirono, ma nei pressi di Fontaniva vennero bloccati da una piena del fiume Brenta, in questa situazione l'esercito sconfitto trovandosi in una morsa costituita dal fiume da una parte e dall'esercito di Bengario al loro inseguimento dall'altra, con una mossa disperata attaccarono gli inseguitori riuscendo ad aprirsi un varco fra di essi, assalendoli così alle spalle facendone massacro;[6] i vincitori poi, attaccarono e diedero alle fiamme la città di Padova. Gli Ungheri ridiscesero più volte in Italia nel corso dei successivi vent'anni inducendo i feudatari a costruire mura e castelli, ed a questo costume si uniformarono successivamente pure i feudatari di Camposampiero.

Successivamente a Berengario, il territorio italiano passò di mano in mano in sequenza a Rodolfo di Borgogna (924), Ugo di Provenza, Berengario d' Ivrea ed infine adOttone di Sassonia imperatore di Germania con il quale iniziò la dominazione degli Ottoni durata per quarant'anni (961-1002). In particolare sotto questa dominazione il governo delle città venne affiato a vescovi ed abati (i quali non avrebbero compromesso l'autorità regale), mentre ai marchesi ed ai conti vennero lasciati i feudi di campagna come ad esempio Camposampiero ed Onara. Alla morte di Ottone III (1002) marchesi e conti elessero re d'Italia Arduino d'Ivrea ma a tale decisione si impose il nuovo imperatore Enrico II il quale scese per due volte in Italia per rivendicare i suoi diritti. Fra coloro che accompagnarono l'imperatore, un'antica tradizione ricorda un certo Tiso che dall'imperatore stesso ottenne poi il feudo di Camposampiero dal quale la famiglia prese poi il nome. Proprio ai Tiso, ai quali è indissolubilmente legata la storia del paese, si deve l'edificazione del castello.[7].

Prima realistica immagine di Camposampiero.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Villa Marani (XIX secolo)

Molteplici sono i monumenti da visitare a Camposampiero, ma i più importanti sono quelli legati al soggiorno di Sant'Antonio di Padova. All'interno del Santuario del Noce sono raccolti alcuni pregevoli affreschi di Girolamo Tessari. L'autore è detto "del Santo" perché è piuttosto conosciuto per i suoi molti dipinti che hanno come soggetto la vita di Sant'Antonio.

Chiesa di San Pietro[modifica | modifica sorgente]

Secondo la tradizione l'origine di questa pieve sarebbe da attribuirsi a San Prosdocimo fondatore di un sacello dedicato a San Pietro sulle rive del fiume Vandura[8], in un sito però diverso dalla sede dell'attuale chiesa. Anche se questa tradizione supporta un'origine antica (primo secolo d.C.) della pieve, il suo nome appare nei documenti in epoca molto più recente, infatti la prima citazione compare nella già citata bolla Justis fratrum (1152) anche se appunto, più che all'edificio sacro, ci si riferisce all'istituzione della pieve.

L'imponente chiesa attuale, progettata da Antonio Beni e che in quanto a dimensioni può essere considerata il duomo della città, venne inaugurata l'8 settembre 1940, costruita per volere dell'allora parroco Mons. Luigi Rostirola che la volle ispirata alla chiesa parrocchiale di Conselve in quanto a dimensioni, acustica e stile, non essendo né romantica né gotica, ma piuttosto di fattura "nostrana". Costituita da una navata unica conserva opere d'arte provenienti dalla vecchia chiesa, tra cui: l'altare maggiore; il cassone ligneo dell'organo e un battistero con coperchio, risalenti al Settecento; un altare in marmo nero, arricchito da un crocifisso finemente lavorato in marmo; una pala del Cinquecento (Madonna in trono attorniata dai Santi) che richiama la Scuola di Palma il Giovane e due dipinti di Sebastiano Santi, risalenti all'Ottocento. I lavori di restauro al tetto, al portone ligneo e il rifacimento degli intonaci esterni, compreso il campanile, si sono svolti durante la prima decade del 2000.

Chiesa di San Marco Evangelista[modifica | modifica sorgente]

La chiesa di San Marco Evangelista appartiene alla Diocesi Padovana. Monumento tra i più antichi e significativi di Camposampiero, viene nominata nel testamento di Gherardino, della famiglia dei conti di Camposampiero alla fine del XII secolo. Inizialmente di dimensioni molto piccole, consacrata nel 1496, venne successivamente modificata per renderla più capiente. Fu ingrandita e decorata nel 1673 con le donazioni del patrizio veneziano Vittore Bondumier, che nella parrocchia aveva palazzo e proprietà. Nel 1733 l'intervento più importante andò ad innalzare la chiesa e a prolungarla, successivamente vennero edificati la cappella dedicata al Sacro Cuore di Gesù e la cappella dedicata ai Santi (XIX secolo). Le due navate laterali vennero ricavate invece nel 1923, con l'abbattimento di alcuni muri. In quell'occasione venne anche creato l'abside semicircolare. Infine, nel 1956, le navate vennero prolungate verso sud. Le testimonianze più antiche ed insieme più significative dal punto di vista storico artistico, sono rappresentate da due affreschi attribuiti, come il soffitto, a Girolamo del Santo, artista del XVI secolo. Assai notevole anche la scultura lignea del crocifisso collocato sull'altare maggiore, opera probabilmente di artista veneto della prima metà del Settecento.

Castello feudale[modifica | modifica sorgente]

Attualmente il castello feudale di Camposampiero ospita la sede dell'amministrazione comunale anticamente ospitava la sede feudale e le carceri. È possibile ammirare la torre dell'orologio a pochi metri dal castello.

Oratorio della Madonna della Salute[modifica | modifica sorgente]

L'oratorio, originariamente oratorio “di San Giacomo”, oggi “della Madonna della Salute” è stato costruito dalla famiglia Quirini nel 1406. Quando Repubblica veneziana estese il suo dominio su Camposampiero nel 1405, il castello e l‘area racchiusa dalle mura vennero confiscate ai Carraresi e dichiarate proprietà nazionale. Nell'ottobre dell'anno seguente i Quirini acquistarono un appezzamento di terra all'interno delle mura e vi eressero un grande palazzo, chiamato dal popolo palazzon (n°5 nella litografia del Coronelli), dotato di giardino, casa per i lavoratori ed appunto l'oratorio dedicato a San Giacomo il Maggiore il quale conserva ancora oggi nel portale lo stemma dei Quirini. Il palazzo verso la metà del Seicento passò ai Civran e centovent'anni dopo agli Andrighetti che durante il durante il napoleonico Regno d'Italia lo demolirono stanchi del continuo passaggio di soldati che trasformavano il palazzo in quartiere militare, lasciano in piedi solamente l'oratorio.

Con lo scoppio dell'epidemia di colera del 1836, per voto unanime della popolazione del paese, l'oratorio venne dedicato alla Madonna della Salute. Il ricordo della funzione dell'ultima domenica di luglio dello stesso anno, con la quale la chiesa venne dedicata alla Madonna supplicando la liberazione dal contagio, è vivo ancora oggi nella tradizione popolare. Sempre la tradizione sostiene che la Madonna non fu sorda a questa supplica e, mentre nei paesi vicini il contagio continuò per tutto agosto, a Camposampiero l'epidemia terminò con il luglio di quell'anno.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Il passaggio della Maratona di S.Antonio (Vedelago-Padova fino al 2010, Campodarsego-Camposampiero-Padova dal 17 aprile 2011) e la partenza della "Mezza Maratona" (Camposampiero-Padova), che ricordano il cammino di Frate Antonio prima della morte, aprono per Camposampiero la stagione delle manifestazioni e delle serate che movimentano il centro cittadino.

La Fiera Regionale della Zootecnia di Rustega (frazione), detta semplicemente Fiera di Rustega, è una manifestazione di notevole importanza che si svolge annualmente la prima domenica di maggio. Nel 2010 la manifestazione compirà il 34º anniversario, essa comprende raduno moto d'epoca, serate con musica dal vivo (Rockofr non stop e ballo liscio) e stand gastronomico, in zona fiera (quartiere Bastia) sono visitabili la mostra equina, bovina ed avicola, oltre a molti altri animali di diverse razze, ma anche macchine agricole e giardinaggio. La mostra mercato offre una possibilità di commercio alla quale possono partecipare i commercianti della zona.

La Sagra del Santo è organizzata in onore del santo patrono Sant'Antonio, con manifestazioni, stand gastronomico (quartiere Babelli) e Parco Divertimenti (in piazza).

La Festa della Fragola, che si svolge la seconda domenica di maggio, è costituita da diverse manifestazioni tra cui l'elezione di miss Fragola, la fiera mercato con oltre 200 bancarelle, le serate "ALLA RISCOPERTA DEI SAPORI" in piazza castello, concerti, e altri tipi di intrattenimento. La festa della Fragola è organizzata con la collaborazione tra la Pro Loco e il Comune di Camposampiero, con il patrocinio della Regione Veneto, la Provincia di Padova e la Camera di Commercio, Industria, Artigianato, Agricoltura di Padova.

Una piazza per giocare, viene organizzata in giugno, durante la quale nella piazza del capoluogo vengono allestiti stand-laboratori nei quali i bambini possono cimentarsi nella realizzazione di manufatti, la partecipazione ha un costo di 3 euro ed è resa possibile grazie al patrocinio del comune e dell'associazione "anche il bambino è un cittadino" che offre diverse attività a favore della gioventù per sensibilizzarli alla vita sociale.

Estate in Piazza: altra grande manifestazione che dura per tutti i mesi estivi con concerti serali organizzati dalle Accademie Musicali della città; presentazioni di libri con la collaborazione della Biblioteca Comunali; teatro, cinema, cabaret, intrattenimento e molto altro ancora tengono viva la città ponendola centro culturale dell'Alta Padovana.

Persone legate a Camposampiero[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Camposampiero
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Camposampiero.

La stazione di Camposampiero è posta alla confluenza delle linee Bassano-Padova e Calalzo-Padova.

L'intera struttura è stata ammodernata e adeguata agli standard SFMR nei primi anni 2000, sono presenti 5 binari con tre banchine tutte coperte da pensiline e accessibili per mezzo di un sottopassaggio, il quale permette il completo attraversamento dei binari mettendo in comunicazione l'edificio della stazione (a Est) con uno dei due parcheggi scambiatori (a Ovest). Sempre il sottopassaggio è dotato di ascensori che permettono l'accesso a tutte le banchine.

L'edificio della stazione è dotato di una piccola sala di attesa, bagni, una biglietteria self-service e una biglietteria con personale, all'interno della sala d'attesa vi è inoltre un'edicola con vendita biglietti.

Sono presenti due ampi parcheggi scambiatori (uno Est ed uno ad Ovest della linea ferroviaria) dotati rispettivamente di 160 e 420 posti auto, di parcheggi biciclette e moto anche coperti. Le due aree sono collegate per mezzo del sopraccitato sottopassaggio.

L'intera area della stazione, parcheggi compresi, è videosorvegliata.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Il "Ponte Bianco" sul Muson dei Sassi inaugurato il 19 maggio 2012, nella foto il passaggio ciclopedonale in una prospettiva dal basso

Il paese è servito da tre aziende di trasporto pubblico: CTM, Busitalia-Sita Nord e Bonaventura express. Le principali fermate si trovano lungo la Regionale 307 del Santo, presso gli istituti di istruzione superiore e presso il capolinea in quartiere Mogno.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Commercio[modifica | modifica sorgente]

Il centro storico è ricco di attività commerciali di piccola-media dimensione. Sono presenti negozi di abbigliamento, gioiellerie e alimentari, ma in maggior quantità è possibile trovare servizi bancari e bar. Come molti altri comuni in zona, anche Camposampiero possiede Centri di Grande Distribuzione. In particolare 3 Parchi Commerciali dislocati in Quartiere Babelli, in località Straelle e nella Zona Industriale.

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'area industriale si estende a sud della città ed è ben collegata con i grandi assi viari, grazie anche al completamento della circonvallazione Sud-Ovest che collega le due Strade Regionali SR307 e SR308 e la strada provinciale "commerciale" che porta a Cittadella. Una zona artigianale è presente anche nella frazione di Rustega.

Servizi[modifica | modifica sorgente]

Camposampiero è nota ai comuni limitrofi soprattutto per i servizi sanitari che offre. L'Ospedale di Camposampiero intitolato a Pietro Cosma, suo fondatore, è una struttura che trova la sua nascita alla fine dell'Ottocento. È quindi uno degli ospedali più antichi del territorio veneto.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1990 13 giugno 1999 Dino Scantamburlo (centrosinistra) Sindaco
13 giugno 1999 7 giugno 2009 Marcello Volpato lista civica(centrosinistra) Sindaco
7 giugno 2009 26 maggio 2014 Domenico Zanon centrodestra Sindaco
26 maggio 2014 in carica Katia Maccarrone lista civica Camposampiero più (centrosinistra) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Camposampiero - Statuto.
  2. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  3. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pp. 23-26.
  4. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pp. 31-42.
  5. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pag 48.
  6. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pag 51.
  7. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pp. 47-25.
  8. ^ Don Luigi Rostirola, Camposampiero. Saggi storici, Rebellato, pag. 25.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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