Bagnoli di Sopra
| Bagnoli di Sopra comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Mario Rasi dal 08/06/2009 | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 45°11′0″N 11°53′0″E / 45.18333°N 11.88333°ECoordinate: 45°11′0″N 11°53′0″E / 45.18333°N 11.88333°E | ||||
| Altitudine | 5 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 34,93 km² | ||||
| Abitanti | 3 762[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 107,7 ab./km² | ||||
| Frazioni | Olmo, Prejon, San Siro[2] | ||||
| Comuni confinanti | Agna, Anguillara Veneta, Arre, Conselve, Tribano | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 35023 | ||||
| Prefisso | 049 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 028008 | ||||
| Cod. catastale | A568 | ||||
| Targa | PD | ||||
| Cl. sismica | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||
| Nome abitanti | bagnolesi | ||||
| Patrono | san Michele Arcangelo | ||||
| Giorno festivo | 29 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Bagnoli di Sopra all'interno della provincia di Padova |
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| Sito istituzionale | |||||
Bagnoli di Sopra (Bagnói in veneto[3]) è un comune di 3.789 abitanti[4] della provincia di Padova.
Indice |
[modifica] Storia
Il nome Bagnoli deriva da "balneoli", termine che indicava la presenza di zone d'acqua nel territorio. In epoca preromana questa parte della Pianura Padana era infatti un'immensa distesa d'acqua dalla quale emergevano solo i Colli Euganei. Anche in seguito alla comparsa delle terre non collinari l'acqua rimase un elemento presente e caratteristico di questa zona, fino alla completa bonifica del territorio.
La nascita di Bagnoli avvenne nello stesso periodo di Arre e Conselve.
Il primo documento che parla di Bagnoli riconoscendone il toponimo e la presenza di terreni abitati risale al 954: è l'atto di donazione di Almerico, marchese e duca dei Longobardi, del "Dominio di Bagnoli" al Vescovo di Padova. Nel documento si parla di "curte" e non di "villa" in quanto si trattava di un piccolo borgo in cui però già da qualche secolo vi era una chiesetta dedicata a San Michele. In questi anni non esisteva ancora il convento di San Michele: fu solo attorno all'anno Mille, quando il "Dominio" era nelle mani dei Benedettini, che nacque questo convento come "succursale" del monastero veneziano di San Michele e della Trinità di Brondolo.
I monaci Benedettini portarono il territorio ad un'alta efficienza produttiva: realizzarono opere di bonifica, di appoderamento, di difesa delle acque consolidando gli argini dell'Adige e del Gorzone e di costruzione delle prme strade. Ai Benedettini va inoltre il merito dello straordinario sviluppo della viticoltura in queste terre perché accanto al monastero costruirono le più grandi cantine Benedettine dell'epoca. Queste cantine potevano contenere oltre 10.000 ettolitri di vino.
Verso il 1424 ai monaci dell'ordine Benedettino successero nella conduzione del convento i monaci dell'ordine dei Canonici Regolari di Santo Spirito. Questi intrapresero una serie di iniziative già progettate per ultimare le opere di bonifica. A questo fine stipularono accordi con i proprietari delle zone limitrofe: è nota una convenzione con Obizzo Papafava, Pietro Papafava, Alessandro Papafava e la famiglia Zorzi per attuare una serie di iniziative comuni atte a migliorare lo scolo dei territori di Bagnoli, Agna e San Siro che frequentemente di impaludavano.
Nel 1656, con il consenso di Papa Alessandro VII, il monastero e tutti i beni (tranne le chiese e i luoghi sacri) che si trovavano nel territorio di Bagnoli vennero messi all'asta per utilizzare il ricavato come sostegno alla Guerra di Candia combattuta dalla Serenissima contro i Turchi. Il territorio venne diviso in nove parti: otto furono acquistate per 440.000 ducati dal conte Ludovico Widmann, nobile proveniente dalla Carinzia, mentre la nona parte venne venduta alla famiglia Nave.
I nuovi padroni preposero alla cura del paese un loro cappellano privato, mentre Ludovico Widmann fra il 1662 e il 1674 si occupò del rinnovamento della chiesa di San Michele, annessa all'antico monastero di Santo Spirito, facendovi costruire un prezioso altare marmoreo. Verso la fine del 1600 il conte diede inoltre inizio alla costruzione della villa patrizia che ancora oggi sorge nella piazza di Bagnoli e che è conosciuta con il nome di Villa Widmann-Borletti. La villa nasce dalla sistemazione e trasformazione dell'originaria struttura del Convento si Santo Spirito. Adiacente alla villa venne creato un piccolo teatro nel quale recitò anche Goldoni. Goldoni fu ospite del conte Ludovico a Bagnoli due volte: la prima nel luglio del 1755 e la seconda nell'aprile del 1757. Lo scrittore rimase colpito dall'accoglienza avuta da Ludovico e gli dedicò la commedia intitolata La Bottega del Caffè e un poemetto intitolato Il Pellegrino che lo descrive come un signore ricco e generoso. Nel Settecento quindi Bagnoli divenne un centro di scambi culturali e di feste raffinate e oltre a Goldoni altri artisti ed esponenti della cultura e della nobiltà veneziana vennero ospitati nella villa. Ludovico Widmann morì nel 1764 e con la sua morte iniziò il declino di quel mondo festoso e di quella società felice.
Di lì a poco l'Italia settentrionale venne invasa dalle armate napoleoniche: i primi reparti francesi entrarono a Padova il 28 aprile 1797 mentre a Bagnoli giunsero nei primi giorni di maggio. Nelle fattorie del "Dominio" si stabilì un reparto di cavalleria napoleonica dato che qui uomini e cavalli potevano trovare cibo e riparo. I soldati durante la loro permanenza a Bagnoli rubarono molte suppellettili domestiche dalle fattorie e oggetti di pregio artistico che impreziosivano la Villa Widmann. Bagnoli in questo periodo visse un momento di difficoltà dovuto al depauperamento delle campagne in seguito all'invasione delle truppe napoleoniche e al disinteressamento da parte degli eredi del conte Ludovico nei confronti di questo territorio. Per loro infatti i risultati economici prodotti dall'attività agricola delle campagne di Bagnoli erano troppo scarsi e la situazione continuava a peggiorare: preferivano quindi trascorrere le loro giornate nel loro palazzo a San Canciano a Venezia.
L'ultimo erede della famiglie Widmann, il conte Giovanni Abbondio, in difficoltà economica e pressato dai creditori, fu costretto nel 1856 per mezzo del suo curatore a vendere la tenuta di Bagnoli al principe Pietro d'Arenberg. Quest'ultimo viveva abitualmente a Parigi quindi l'acquisto fu per lui un semplice investimento patrimoniale. Il principe gestì il "Dominio" per una cinquantina d'anni tramite agenti e amministratori ma il risultato fu una gestione negativa che non portò progressi nell'ambito agrario. A Pietro successe nella proprietà il figlio Augusto che non modificò l'atteggiamento di disinteresse nei confronti della tenuta che aveva il padre e continuò ad amministrare il territorio in maniera disastrosa. Durante la Prima guerra mondiale Augusto fu assalito dall'intensa preoccupazione di perdere tutto il suo patrimonio terriero perché spaventato dall'idea che le truppe austro-ungariche potessero invadere il Veneto, dopo che avevano rotto il fronte italiano a Caporetto, e decise di vendere il suo possedimento. Nel 1917 la tenuta divenne proprietà della famiglia Borletti che tuttora la detiene.
[modifica] Monumenti e luoghi di interesse
[modifica] Architetture religiose
[modifica] Chiesa di San Michele
Già nel documento del 954, con il quale il marchese Almerico cedeva al monastero benedettino i territori del Bagnolese, era citata la chiesa con il nome di "Capela Sanctae Mariae et Sancti Michaelis arcangeli". Accanto ad essa i monaci fecero costruire un piccolo monastero.
La chiesa conservò le sue forme originarie fino al 1424, anno in cui tutti i beni del territorio di Bagnoli passarono sotto il controllo dei monaci della Congregazione di Santo Spirito. Nel 1425, sotto la guida del priore Andrea Bondumier, la cappella vene ampliata e ristrutturata: il risultato fu una nuova chiesa, diversa dalla precedente, di cui oggi si conserva intatto solo il presbiterio. L'edificio era formato dal presbiterio e da un'unica navata che riceveva luce da due finestre del muro orientale e da un rosone della facciata. All'interno era divisa in due settori, anteriore e posteriore, da un muretto costruito trasversalmente nella zona centrale. Nei due settori assistevano alle celebrazioni separatamente uomini e donne.
Nel 1481 i monaci si resero conto che le dimensioni di questa chiesa erano inadeguate ad accogliere tutti i fedeli e i monaci che vivevano nel monastero. Decisero quindi di costruire una nuova chiesa più grande: iniziarono ad intraprendere il loro progetto nel 1507 con la realizzazione del campanile. Il campanile, tuttora esistente, era molto più grande della chiesa e risultava per questo motivo del tutto sproporzionato. L'idea di costruire la nuova chiesa venne presto abbandonata a causa della guerra della Lega di Cambrai che arrecò al monastero di Santo Spirito, e di conseguenza all'intero paese, ingenti danni.
Fu solo dopo la cessione della tenuta di Bagnoli alla famiglia Widmann e a quella dei Nave che fu possibile la costruzione di una nuova chiesa. La realizzazione del nuovo edificio ebbe inizio nel 1662 con la demolizione della vecchia chiesa di San Michele Arcangelo. La nuova chiesa, costruita tra il 1662 e il 1674, assieme al campanile cinquecentesco, che rimase intatto, costituiscono l'attuale chiesa parrocchiale del comune di Bagnoli.
L'edificio, composto da una grande navata rettangolare curvata agli angoli, venne realizzato attraverso linee piuttosto sobrie. Si ritiene che la sua creazione sia opera di un artista appartenente alla cerchia del Longhena: l'ingegnere e architetto mantovano Alfonso Moscatelli [5].
[modifica] Oratorio di San Daniele
L'Oratorio di San Daniele si trova nella strada che da Bagnoli porta a Tribano.
Secondo un'iscrizione posta sopra una delle finestra della chiesa venne fatto costruire nel 1474, anno in cui il territorio di Bagnoli era amministrato dai Canonici Regolari di Santo Spirito. I monaci ne ordinarono la costruzione nello stesso posto in cui anni prima sorgeva un'altra chiesa.
L'Oratorio viene ricordato soprattutto perché fu il luogo in cui i Widmann, proprietari dell'edificio, nel 1825 fecero seppellire uno degli ultimi eredi: Francesco.
Oggi l'edificio è in ristrutturazione in quanto si trova in un evidente stato di degrado, iniziato con l'abbandono dell'Oratorio e la sua sconsacrazione avvenuta nel 1923.
[modifica] Architetture civili
[modifica] Villa Widmann
La villa Widmann è costituita da un insieme di edifici diversi per tempo e stile.
Il nucleo principale è di origine cinquescentesca: è una parte dell'originaria struttura del convento di Santo Spirito che venne ristrutturata e ampliata dalla famiglia Widmann. Se si osserva il disegno, commissionato al perito Antonio Minorello nel 1659 da parte dei Widmann, che riporta gli edifici presenti nella piazza di Bagnoli se ne può notare uno sul lato sud verso la chiesa che corrisponde esattamente all'ala orientale della villa. Dall'esame del disegno si può vedere inoltre, sempre nella parte sud della piazza, la presenza della cantina del monastero che mantenne la stessa funzione anche dopo la costruzione della villa.
Ciò che mancava, e che i Widmann dovettero costruire, fu il corpo centrale della villa. I lavori iniziarono attorno al 1647, mentre si stava ultimando la costruzione della chiesa, e terminarono nel 1706. Il giardino interno e il teatro, che all'epoca fu un elemento di fondamentale importanza nella vita della villa e del paese intero, vennero invece realizzati successivamente.
Il nome dell'architetto che ideò villa Widmann non è ancora stato stabilito con certezza: in un primo momento si pensò a Baldassarre Longhena, poi si ritenne più probabile l'ideazione del progetto da parte di Andrea Caminelli, Domenico Rossi o un maestro murario appartenente alla famiglia dei Contino.
[modifica] Palazzetto Widmann
Il Palazzetto Widmann si trova all'angolo con la strada che porta a Conselve da una parte e a San Siro dall'altra, di fronte alla piazza in cui vennero edificate sia la villa che la chiesa.
L'edificio venne fatto costruire attorno al 1707 dall'abate Antonio, uno degli eredi della famiglia Widmann che ricoprì importanti incarichi per lo Stato Pontificio, con lo scopo di utilizzarlo come sua residenza quando si recava a Bagnoli. Egli non amava infatti vivere nella villa insieme a tutti i suoi parenti e la presenza dei contadini che puntualmente vi si recavano per consegnare ai Signori una parte dei prodotti coltivati lo disturbava.
Prima della costruzione del Palazzetto al suo posto sorgeva un edificio a due piani fatto costruire verso la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento, cioè nel periodo in cui i Canonici di Santo Spirito amministravano il territorio di Bagnoli. I monaci lo destinarono ad abitazione del fattore al quale avevano affidato la gestione dei loro terreni.
Quando Antonio Widmann ordinò la costruzione del palazzo decise di preservare la struttura preesistente che venne inglobata nel progettato ampliamento. Ci si limitò quindi a modificare l'ex residenza del fattore e ad adeguare le esigenze del committente alla struttura già esistente.
Il nome dell'architetto che progettò l'ampliamento e la modifica del vecchio edificio e lo trasformò nel Palazzetto non è ancora certo, si pensa però si trattasse di Domenico Rossi. Certi invece sono i nome dei tre artisti che affrescarono le pareti con le loro opere: Ercole Gaetano Bertuzzi, Louis Dorigny e Giovan Batista Pittoni.
Dopo la vendita dei beni della famiglia Widmann da parte dell'ultimo erede anche il Palazzetto passò sotto la proprietà di Pietro d'Arenberg. Nel 1859 egli ne affittò una piccola porzione agli amministratori del comune di Bagnoli dato che avevano bisogno di un edificio che fungesse da scuola e da ufficio municipale. Quando nel 1884 venne ultimata la nuova scuola il Palazzetto rimase solo sede municipale e continuò ad esserlo per molti anni anche quando la proprietà del Dominio passò alla famiglia Borletti. L'acquisizione definitiva del palazzo da parte del comune di Bagnoli avvenne solo nel 1984, ma non assunse più la funzione di municipio.
Nel corso degli ultimi decenni il Palazzetto è stato sottoposto ad un continuo processo di restauro, sia internamente che esternamente, in quanto il suo continuo utilizzo (con funzione abitativa dapprima, poi scolastica e direzionale) lo aveva portato ad uno stato di degrado. Gli affreschi e gli stucchi al suo interno erano molto rovinati, come del resto lo era la facciata a causa dell'azione degli agenti atmosferici.
Nel 2001 il Comune di Bagnoli di Sopra ha aumentato la propria quota di partecipazione in COSECON SPA tramite il conferimento in natura del Palazzetto Widmann [6]. Oggi il Palazzetto è quindi sede di ATTIVA S.p.A (ex COSECON SPA) [7].
[modifica] Geografia antropica
[modifica] Frazioni
Secondo lo statuto, le frazioni del comune di Bagnoli di Sopra sono: San Siro, Prejon. Le località presenti all'interno del territorio comunale sono: Alfieri, Bagnoletto, Borletti, Boschetto, Ca' Finco, Cappelline, Case del Belloni, Cavalli, Diaz, Lazzaretto, Le Casette, Menghelle, Olmo di Bagnoli, Pascoletti, Salon, San Carlo, San Massimo Sant'Apollonia, Villaggio Kennedy[8].
[modifica] San Siro
San Siro sorge ad una trentina di chilometri circa dalla città di Padova, nel comune di Bagnoli di Sopra.
Il numero di abitanti residenti ammonta a 415.
L'edificio più importante è la chiesa di San Siro in onore del santo patrono a cui si deve anche il nome del paese. L'immobile risale agli inizi del Seicento, e l'opera di restauro ultimata domenica 26 marzo 2006 ha permesso la migliore conservazione degli affreschi sulle pareti che a causa dell'eccessiva umidità rischiavano di essere rovinati.
Inoltre molto pregevole è la cosiddetta chiesetta di San Valentino interamente affrescata che viene utilizzata per la celebrazione della messa nel giorno di San Valentino.
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Economia
Essendo un territorio di campagna l'attività maggiormente praticata è l'agricoltura. I principali prodotti coltivati sono: grano tenero, colza, orzo, mais, soia e barbabietola.
Bagnoli è conosciuto però in modo particolare per il suo vino, il Friularo, che a partire dal 1913 ha ottenuto una serie di riconoscimenti a livello nazionale. Con D.M. il 16 agosto 1995 inoltre Bagnoli, assieme ai comuni di Agna, Arre, Battaglia Terme, Bovolenta, Candiana, Cartura, Conselve, Due Carrare, Monselice, Pernumia, San Pietro Viminario, Terrassa Padovana e Tribano, è stato riconosciuto area a Denominazione di Origine Controllata (D.O.C. Bagnoli). Al solo Comune di Bagnoli invece, sempre tramite lo stesso decreto, è stata assegnata la Denominazione di Origine Controllata Bagnoli Classico, che può quindi essere attribuita ai soli vini prodotti entro i confini del comune di Bagnoli.
A Bagnoli, per opera della Tenuta di Bagnoli della famiglia Musini, è stato inoltre realizzato il più importante centro agricolo privato italiano di produzione energia da fonti rinnovabili con un impianto a Biogas da 1 MW e uno Fotovoltaico da 1 MW
Oltre all'attività agricola è però presente nel territorio una zona industriale, artigianale e commerciale che Bagnoli divide con Conselve.
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Mario Rasi dal 08/06/2009
[modifica] Gemellaggi
Bagnoli di Sopra è gemellata con:
Hard, vicino al Lago di Costanza, Vorarlberg, dal 1986.
[modifica] Personalità legate a Bagnoli di Sopra
- Tranquillo Scudellaro, ciclista (1930-2000)
[modifica] Note
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Comune di Bagnoli di Sopra - Statuto.
- ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 55.
- ^ Bilancio Demografico Mensile 2009 - ISTAT
- ^ F.Magani, Il collezionismo e la committenza artistica della famiglia Widmann, patrizi veneziani, dal Seicento all'Ottocento, Venezia, 1989
- ^ COSECON SPA Bilancio al 31/12/2001
- ^ Ex Cosecon Spa: società a prevalente capitale pubblico nata nel 1967 come Consorzio per lo Sviluppo Economico e Sociale del Conselvano e successivamente trasformatosi in società per azioni (Fonte: www.cosecon.it/cosecon/chisiamo.htm)
- ^ Frazioni, Località e Nuclei abitati
[modifica] Bibliografia
- Ivano Cavallaro, Storia e vita in 16 comuni, Conselve, Cassa Rurale ed Artigiana di Cartura
- Andrea Calore, Giambattista Chino, Fabrizio Magani, Giuseppe Maggioni, Umberto Marcato, Dario Soranzo, Marco Suman, Roberto Valandro, Bagnoli di Sopra Storia e Arte, Bagnoli di Sopra, Comune e Biblioteca di Bagnoli di Sopra, 1993
- Giambattista Chino, Ferruccio Sabbion, Il "Palazzetto" di Antonio Widmann, Bagnoli di Sopra, Comune e Biblioteca di Bagnoli di Sopra, 1995
- Pietro Regazzo, Simonetta Spada, Oratorio di San Daniele Bagnoletto, Bagnoli di Sopra, Comune e Biblioteca di Bagnoli di Sopra, 1996
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Commons contiene file multimediali su Bagnoli di Sopra
[modifica] Collegamenti esterni
- Comune di Bagnoli di Sopra. http://www.comune.bagnoli.pd.it/. URL consultato il 22-02-2009.
- Consorzio Vini D.O.C. Bagnoli. http://www.consorziovinidocbagnoli.it/. URL consultato il 22-02-2009.
[modifica] Galleria fotografica
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