Este (Italia)

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Este
comune
Este – Stemma
Veduta di Este dal mastio del castello
Veduta di Este dal mastio del castello
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Piva (PD) dal 30 maggio 2011
Territorio
Coordinate 45°13′41″N 11°39′19″E / 45.228056°N 11.655278°E45.228056; 11.655278 (Este)Coordinate: 45°13′41″N 11°39′19″E / 45.228056°N 11.655278°E45.228056; 11.655278 (Este)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 32,76 km²
Abitanti 16 480[1] (31-12-2012)
Densità 503,05 ab./km²
Frazioni Deserto, Motta, Prà, Schiavonia, Calaone.
Comuni confinanti Baone, Carceri, Lozzo Atestino, Monselice, Ospedaletto Euganeo, Sant'Elena, Vighizzolo d'Este, Villa Estense
Altre informazioni
Cod. postale 35042
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028037
Cod. catastale D442
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Estensi, Atestini
Patrono santa Tecla
Giorno festivo 23 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Este
Posizione del comune di Este all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Este all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Este è un comune italiano di 16.742 abitanti[2] in provincia di Padova, situato a meridione dei Colli Euganei.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Este, situato sul versante meridionale dei colli Euganei, dista 32 km da Padova e 24 da Rovigo. È raggiungibile in autostrada (A13 Bologna-Padova), uscendo al casello di Monselice e prendendo la strada regionale 10 in direzione Mantova. Si può arrivare a Este anche con la strada regionale 10 (da Mantova) o con la strada statale 16 (da Padova).

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo "Este" (in epoca romana Ateste) pare derivare dal nome in latino e in greco antico del fiume Adige (Athesis, 'Αθησις); sembra infatti che un ramo del fiume (Bisatto) attraversasse l'abitato fino alla cosiddetta rotta della Cucca (tradizionalmente posta nel 589) quando l'Adige cambiò completamente corso e quindi anche questo ramo si estinse. Gli abitanti si chiamano Estensi o Atestini.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

La città di Este è abitata da tempi molto antichi: già nell'età del ferro, infatti, era il principale insediamento degli antichi Veneti o Paleoveneti, i quali svilupparono la città, facendo fiorire l'economia grazie agli scambi con le civiltà limitrofe, ma anche con i Greci e Romani.

In seguito, nel III-II secolo a.C., Este divenne colonia romana mentre il Veneto divenne alleato di Roma. Reperti di questi periodi sono conservati nel Museo Nazionale Atestino. Nell'89 a.C., con la lex Pompeia, venne concesso il diritto latino; nel 49 a.C., all'inizio della guerra civile tra Pompeo e Cesare, quest'ultimo, per ottenere l'appoggio della popolazione, concesse il diritto romano a tutta la Gallia cisalpina, di cui era stato proconsole tra il 58 e il 49. Con la morte di Cesare, vi furono anni di guerra civile. In seguito alla battaglia di Azio, Augusto affida ai soldati della V e XI legione i territori dell'agro di Este (formato dai territori di Galzignano, Teolo, Lonigo, Noventa Vicentina, Trecenta, Pernumia, Monselice, e Cinto Euganeo). In seguito alle invasioni barbariche e alla caduta dell'Impero romano d'Occidente, Este si spopolò, riducendosi a villaggio rurale, secondo alcuni a causa dell'opposizione ad Attila, poiché quest'ultimo era solito distruggere ogni città che gli si opponeva. Este cadde quindi sotto la mano degli Unni e successivamente sotto quella degli Ostrogoti, che decretarono la fine dell'Impero Romano.

Medioevo - Rinascimento[modifica | modifica sorgente]

Durante l'Alto Medioevo, Este inizialmente faceva parte del Regno degli Ostrogoti, in seguito fu conquistata dall'Impero Bizantino, ma per poco, poiché arrivarono i Longobardi i quali vennero sconfitti dal Sacro Romano Impero di Carlo Magno. In seguito la casata degli Este s'impossessò della città, costruendo il castello (che in seguito venne distrutto). Dopo l'anno Mille si ripopolò attorno al castello fatto costruire dal marchese Alberto Azzo II d'Este circa nel 1056. Este fu anche una delle località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra l'XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini tra cui il più celebre fu Ezzelino III da Romano. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1259, per mano di Azzo VII d'Este a Cassano d'Adda. Ezzelino III da Romano, alleato di Federico II conquistò Este, nel farlo danneggiò fortemente il castello. Dopo la morte di Ezzelino, vi fu la volta di Cangrande (sempre ghibellino) il quale distrusse nel 1317 il castello. La città tornò in mano agli Este che però si trasferirono a Ferrara nel 1239. Nel 1339, Ubertino da Carrara, signore di Padova, fece ricostruire il castello così com'è tuttora. Nel 1405 Este si sottomise spontaneamente alla Repubblica veneziana per sfuggire al controllo dei padovani e agli scontri di questi con i veronesi. Sotto il dominio veneziano, Este conobbe un periodo di grande prosperità, aumentando l'economia, cultura ed arte, ciò interrotto solo dalla peste del 1630.

XVIII-XIX secolo[modifica | modifica sorgente]

In questo periodo Este, sotto il dominio veneziano, divenne una città prospera. Este in seguito venne conquistata da Napoleone Bonaparte che cedette tutti i territori veneziani all'Impero Asburgico. Nel 1866 Este e il Veneto furono annessi al Regno d'Italia. Dopo l'annessione ad Este, come in tutto il Veneto, crebbe esponenzialmente l'emigrazione. Tra il settecento e l'Ottocento, molti poeti fecero visita alla città atestina, come Byron ed Ugo Foscolo.

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Durante il periodo fascista Este fu visitata dal Duce Benito Mussolini. Nel 1938, Este fa parte dell'Impero Italiano, grazie alle conquiste coloniali. Durante la Seconda guerra mondiale la città ospitò le truppe tedesche, le quali si scontrarono contro i partigiani e le truppe degli Alleati. Vennero deportati dalla cittadina persone di religione ebraica. Nel 1943 Este fece parte della Repubblica Sociale Italiana. Il 28 aprile 1945 arrivarono le truppe Alleate, che costrinsero la ritirata delle truppe dell'Asse. Nel 1946 Este, cominciò a far parte della Repubblica Italiana.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Duomo Abbaziale Basilica Santuario di Santa Tecla[modifica | modifica sorgente]

Santa Tecla libera la città di Este dalla peste, dettaglio, Este, Duomo

Monumento di spicco è il Duomo di Santa Tecla, nell'omonima piazza, costruito da Antonio Gaspari dopo che la precedente chiesa di origine paleocristiana fu abbattuta dal terremoto del 1688. La facciata è rimasta incompiuta, mentre il campanile fu completato nel 1740 su basamento preesistente dell'VIII secolo.

All'interno del Duomo si può trovare una ricca dotazione artistica: la splendida pala di Giambattista Tiepolo S. Tecla intercede presso il Padre Eterno per la liberazione della città dalla peste del 1630, olio su tela del 1759 situata nell'abside concava[3], la pala d'altare dello Zanchi, l'altare-scultura del sacramento del Corradini. L'organo, opera della casa organaria Fratelli Ruffatti, è uno dei più grandi del Veneto, dotato di 4 manuali e circa 70 registri reali sonori. Le canne sono distribuite in due corpi: quello principale sulla cantoria posta sopra la porta centrale di accesso alla navata; il secondo si trova nella cupola.

Basilica di Santa Maria delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

Il Santuario fu edificato per disposizioni testamentarie di Taddeo d'Este che vi fece porre un'icona bizantina del XV secolo considerata miracolosa. Sopra il primo, modesto edificio quattrocentesco ne fu costruito un secondo nel 1717. L'interno è a croce latina; tra le opere che vi si conservano spicca la tela del Sant'Antonio da Padova con Bambino ed altri Santi dello Zanchi e le statue di San Matteo e San Bartolomeo scolpite da Bernardo Falconi da Bissone.

Chiesa di San Martino Attestata dall'XI secolo, la chiesa di San Martino è la più antica di Este. L'edificio ha una struttura semplice ed elegante, risalente alla ricostruzione trecentesca e alla successiva ristrutturazione seicentesca. L'interno è a pianta basilicale, a tre navate.

Chiesa di Santa Maria delle Consolazioni detta: "degli Zoccoli" L'edificio, cinquecentesco, è a navata unica. All'interno si ammira un pavimento musivo romano riportato nella cappella della Vergine. 

Chiesa della Beata Vergine della Salute La costruzione della chiesa ebbe inizio nel 1639 e fu ripresa nel 1640, per un crollo sopraggiunto. L'edificio, a pianta ottagonale, presenta una grande ricchezza di decorazioni pittoriche, commissionate a illustri artisti, tra i quali Antonio Zanchi, autore di tre tele di grande spicco: la Presentazione di Maria al tempio, lo Sposalizio della Vergine e l'Annunciazione.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Le mura del castello

Castello Carrarese[modifica | modifica sorgente]

La principale attrattiva cittadina è il Castello Carrarese, costruito attorno al 1339 sulle ceneri di quello estense; in cima al colle troviamo il mastio, da cui partono le mura fino a formare un poligono contornato a intervalli regolari da torri e dal restaurato castelletto del Soccorso. Oggi l'interno del castello è adibito a giardino pubblico.

Palazzo del Municipio[modifica | modifica sorgente]

Affacciato sulla piazza Maggiore, il Palazzo è un elegante edificio loggiato risalente al XVII secolo di recente restauro; la balconata sopra il portico è un'aggiunta settecentesca. 

Palazzo degli Scaligeri[modifica | modifica sorgente]

Sul lato sud della piazza si nota il Palazzo degli Scaligeri, ora sede della Società Gabinetto di Lettura. Questa costruzione di origine trecentesca ospita oggi una biblioteca di ben cinquantamila volumi. 

Torre Civica della Porta Vecchia[modifica | modifica sorgente]

La torre attuale è databile alla fine del XVII secolo e sorge sul luogo della precedente porta, andata distrutta. Vi collocato un orologio, come è attestato dalla èdistribuzione dei vani all'interno.  A otto metri di altezza si trova, infatti, un primo locale contenente due blocchi di trachite, un tempo usati come contrappesi per l'orologio; a dodici metri è collocato l'antico locale "delle aste e dei giunti". Infine, ad un'altezza di venti metri circa, troviamo la cella campanaria, che contiene la struttura di sostegno della campana bronzea fusa nel 1637. 

Rocca di Ponte di Torre[modifica | modifica sorgente]

La rocca è ciò che rimane dei forti staccati che, oltre al castello e alle mura turrite, difendevano Este già dai tempi precedenti all'epoca carrarese. Strutturalmente, è composta di una cinta di mura e di una torre quadrata, alta 24 metri. 

Villa Mocenigo (Museo Nazionale Atestino)[modifica | modifica sorgente]

Addossata alla cinta muraria si trova la Villa Mocenigo, che fu costruita attorno al 1570 e successivamente distrutta da un incendio nel '700. L'edificio attuale ospita il Museo Nazionale Atestino, suddiviso in varie sezioni tematiche: al primo piano troviamo quella protostorica, che conserva le testimonianze dell'epoca paleoveneta, seguita al pianterreno dalla sezione romana e da una sala dedicata all'epoca medievale e moderna, dove si può ammirare una pregevole Madonna col Bambino su tavola di Cima da Conegliano.

Palazzo del Principe (Villa Contarini)[modifica | modifica sorgente]

La costruzione sorge sul colle; fu fatta costruire dai Contarini su progetto di Vincenzo Scamozzi, che la volle a pianta centrale, con sala a croce greca. Deve il suo nome a un episodio della sua storia, quando, cioè, Alvise Contarini, durante un soggiorno in villa, ricevette la comunicazione dell'elezione a doge.[4] 

Sorge lungo l'omonima strada: "via Palazzo Principe" e sovrasta la città di Este dalla cima del colle. L'edificio è strutturato in due parti una di forma quadrata con pianta a croce greca e l'altra, addossata alla precedente di forma rettangolare.[5]

La Villa "Palazzo del Principe", risalente al periodo delle Ville Venete, purtroppo non è visitabile.

Villa Contarini degli Scrigni detta "Vigna Contarena"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vigna Contarena.
Vigna Contarena

Posizionata a ridosso delle mura del castello là dove il declivio del colle va a confondersi con la pianura, la Vigna Contarena si staglia fra gli alberi secolari del parco ben nascosta dall'esterno.

Il nome "Vigna Contarena" pare sia dovuto al fatto che, in origine, la villa aveva un bel parco ad alberi da frutta e viti.

La posizione infatti, sulle primissime pendici meridionali dei colli Euganei, costituisce l'ambiente ideale per questo tipo di coltivazioni.

La Villa è di notevole interesse storico dato che, tra gli artisti che vi hanno lavorato spiccano, oltre ovviamente allo Scamozzi, i nomi di Pietro Ricchi, artisti della scuola di Giulio Romano, Sebastiano Ricci (sala delle feste) e Battista Franco detto il "Semolei" (sala dei fauni).

Il piano nobile ha tutte le stanze che danno sulla facciata, a mezzogiorno, per poter fruire il più possibile del calore solare, anche ad autunno avanzato. A tergo delle stanze, la lunga galleria che le disobbliga e che fungeva da salone da ballo, quando numerosi arrivavano gli ospiti per partecipare alle gioiose feste della vendemmia, alle cacce a cavallo e alle escursioni sui colli.

L'orto segreto

Dalla testata ovest del salone si accede a un interessante angolo di giardino chiuso da un'alta mura fatta di elementi di cotto traforato, quasi una grata, costituendo un insieme di ispirazione moresca. Voluto nel 1700 da Marco Contarini al suo ritorno dall'Oriente è conosciuto come "Orto segreto", elemento originalissimo della villa e raro esempio di connubio tra giardino all'italiana e giardino persiano.

Nel parco della Villa si trova la tomba dell'importante diplomatico prussiano Christian August Heinrich Kurt Graf von Haugwitz, ministro degli esteri del Re di Prussia durante le guerre napoleoniche, rappresentante del Regno di Prussia al Trattato di Schönbrunn e, in seguito, proprietario di Vigna Contarena.

Dal 1964 la Vigna Contarena è sottoposta a regime di vincolo dalla Soprintendenza alle belle arti, in quanto costruzione di particolare pregio storico e artistico.

Vigna Contarena fa parte dell'Associazione Ville Venete[6] e può essere visitata, su appuntamento. (Contatti qui--->[7]).

Barchessa di Vigna Contarena[modifica | modifica sorgente]

L'edificio, immerso nel parco di Vigna Contarena e confinante con le mura del castello Carrarese è visibile da via dei Cappuccini. La pittoresca Via così denominata dal convento che si trovava alla fine della salita, in corrispondenza dell'attuale Villa Byron. L'edificio, di pianta rettangolare, si fonde perfettamente con l'ombroso parco circostante, in leggero declivio verso l'accesso principale.

La Barchessa non è collegata al corpo della villa, come spesso accade nelle ville venete, non solo per la particolare morfologia del terreno ma anche perché Vigna Contarena non fu mai legata ad attività agricole che necessitavano di grandi spazi coperti, essendo la Villa destinata a feste e banchetti e residenza dei Contarini degli Scrigni ad Este. La Barchessa appare come un elegante edificio posto a sud-est dell’edificio principale, verso la via dei Cappuccini. È molto grande e, dovendo ospitare carrozze, cavalli e, probabilmente, una cantina. Ha circa le dimensioni di un'altra villa. L'edificio presenta due uguali corpi di fabbrica, uniti al centro da un loggiato con due colonne giganti di ordine dorico. All'interno del porticato si nota la data MDCCLXXX, data che, come si vedrà nell'analisi storica,conferma la datazione dell'edificio che è di puro stile neoclassico Ciò è rivelato, oltre che dall'impianto simmetrico della pianta, dagli elementi decorativi del fregio che corre lungo tutta la facciata:triglifi intervallati a metope; sopra ciascuna delle due porte principali c'è una targa con in rilievo un festone riccamente decorato . Le aperture della facciata appaiono simmetricamente organizzate rispetto al loggiato e presentano la struttura in pietra di Nanto finemente lavorata. La facciata principale appare delimitata agli estremi da due paraste giganti di ordine dorico e gli elementi dei capitelli e delle basi delle colonne e delle paraste sono in pietra di Nanto. 

Sport[modifica | modifica sorgente]

Nel piccolo comune vi è una grande cultura sportiva. Infatti a Este Nuova, la zona di Este a più recente urbanizzazione, sono presenti vari impianti sportivi, come lo Stadio Nuovo e la Piscina Comunale.

Nel calcio l'A.C. Este è da qualche anno ai vertici del suo girone in Serie D. Ha disputato per due volte la Coppa Italia: nella stagione 2010-2011 ha disputato il primo turno preliminare della TIM Cup, venendo battuto 5-1 dal Benevento (cinquina record di Evacuo), e nel 2012-2013 venendo battuto 2-1 dal Trapani, un grande successo dopo anni di militanza nell'Eccellenza e campionati regionali. Molto sentite le rivalità con Venezia ed Albignasego.

L'altra squadra di calcio della città è A.S.D. Deserto che milita nel girone D Padovano di Terza Categoria.

A livello agonistico, l'altro sport di squadra è il tennis da tavolo, con il team ASD Tennistavolo '91 Paiuscato Este, militante nel campionato nazionale A1.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

"Festival Este", manifestazione musicale che nel corso degli anni ha ospitato artisti di fama nazionale come Tre allegri ragazzi morti, Afterhours, Marta sui Tubi, Herman Medrano.

"Este in fiore" viene organizzata per festeggiare il ritorno della primavera: tutta la città viene addobbata da piante e fiori di ogni tipo, che vengono anche messi in vendita.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.338, ovvero l'8,0% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania Romania, 243
  2. Macedonia Macedonia, 242
  3. Moldavia Moldavia, 214
  4. Marocco Marocco, 170
  5. Albania Albania, 169
  6. Ucraina Ucraina, 85
  7. Cina Cina, 60
  8. Polonia Polonia, 21

Persone legate a Este[modifica | modifica sorgente]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

La stazione ferroviaria di Este, posta lungo la ferrovia Mantova-Monselice, è servita da corse regionali svolte da Trenitalia e Sistemi Territoriali nell'ambito del contratto di servizio stipulato con la Regione Veneto.

Fra il 1906 e il 1934 la città era servita da una linea tranviaria che dalla centrale piazza Vittorio Emanuele II (poi rinominata piazza Maggiore) conduceva alla stazione ferroviaria e, tramite una diramazione, la stazione di Sant'Elena-Este, posta sulla ferrovia Padova-Bologna.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 1997 Fabio Toso centrosinistra Sindaco
1997 2001 Vanni Mengotto centrodestra Sindaco
2001 2006 Vanni Mengotto centrodestra Sindaco eletto al 1º turno col 50,6%
2006 2011 Giancarlo Piva centrosinistra Sindaco eletto al ballottaggio col 52,3%
2011 in carica Giancarlo Piva centrosinistra Sindaco eletto al ballottaggio col 54,6%

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2012.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 30/11/2013.
  3. ^ Il bozzetto è ora conservato presso il Metropolitan Museum of Art di New York
  4. ^ Comune di Este, Monumenti principali - Palazzo del Principe.
  5. ^ http://www.solobike.it/, [http://www.solobike.it/tinymce/imagemanager/images/a/atestinaarrivocentro112.jpg http://www.solobike.it/mountain-bike/news/Presentazione-%22Atestina-Superbike-2012%22-Este(PD) Presentazione "Atestina Superbike 2012" di Este(PD)].
  6. ^ Associazione Ville Venete, Ville Venete Tour.
  7. ^ Associazione Ville Venete, Profilo Vigna Contarena.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 14 novembre 2012.
  10. ^ città gemellate dal sito ufficiale. URL consultato il 24 luglio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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