Colli Euganei

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Colli Euganei
Colli Euganei
Il Monte Gemola visto dal Monte Rusta
Continente Europa
Stati Italia Italia
Cima più elevata Monte Venda (603 m s.l.m)
Lunghezza 20 km
Larghezza 10 km
Superficie 186,94 km2
Età della catena Eocene
Tipi di rocce Basalto, Trachite

I Colli Euganei sono un gruppo di colline di origine vulcanica che sorgono, quasi fossero un arcipelago, dalla pianura padano-veneta, a pochi chilometri a sud-ovest di Padova. Il toponimo deriva da un'antica omonima popolazione locale del X - III secolo a.C. c.ca.

I Colli Euganei sono il primo parco regionale del Veneto, istituito nel 1989.

Geologia[modifica | modifica sorgente]

I Colli Euganei sono di origine vulcanica, nati in seguito ad eruzioni sottomarine con effusioni di lava basaltica durante l'Eocene, cui ha fatto seguito nell'Oligocene un'attività caratterizzata da magmi viscosi, che hanno condotto alla formazione di depositi di trachite. Questi fenomeni sono avvenuti circa 30 milioni di anni fa.

Flora[modifica | modifica sorgente]

La flora dei Colli Euganei è caratterizzata da un sorprendente numero di specie. La diversa origine e composizione dei terreni, l’accidentata e singolare morfologia dei rilievi (responsabile, fra l’altro, di microclimi contrastanti), l’isolamento da altri gruppi montuosi e le alterne vicende climatiche, legate ai cicli glaciali e al periodo postglaciale, rendono i colli Euganei un’isola naturalistica complessa, dove vivono a stretto contatto sia specie d’ambiente caldo arido (termofile), sia a carattere montano o submontano (microterme). Così, in base alla natura e alla composizione del terreno e alle diversità climatiche si possono individuare le seguenti tipologie di associazioni vegetali:

  • Macchia mediterranea: è costituita da una fitta vegetazione di piante a basso fusto, in prevalenza sempreverdi, come il leccio, il corbezzolo, l'erica arborea, il cisto, il terebinto, la ginestra e l'asparago pungente. A questo tipo di vegetazione è riconducibile anche il fico d'India nano (Opuntia humifusa), originario degli altopiani dell'America centrale e rintracciabile in aree particolarmente soleggiate, come il Monte Ceva di Battaglia, la Rocca di Monselice e il Monte della Madonna presso Teolo.
  • Zone prative: sono diffuse nella parte meridionale dei Colli, sugli anfratti calcarei tra Valle San Giorgio, Baone ed Arquà, quest'ultima una località poi rinominata Arquà Petrarca, dal celebre poeta e scrittore italiano del XIV secolo Francesco Petrarca, che vi dimorò negli ultimi anni della sua vita[1]. I prati sono molto aridi e pressoché privi dello strato di humus e derivano dall'abbandono di pascoli e terreni poco produttivi, denominati localmente "vegri". nelle zone di più recente abbandono predominano le specie erbacee, tipiche dei climi secchi, come le graminacee, mentre nelle aree abbandonate da lungo tempo, sono ravvisabili arbusti e cespugli come il biancospino, il pruno spinoso, la rosa di macchia, il ginepro, il viburno e la ginestra, a quali subentrano la roverella, il carpino nero e l'orniello. In questo habitat vive l'unica specie che prende il nome dalla città di Padova, Haplophyllum patavinum, la Ruta padovana, scoperta ad Arquà Petrarca nel 1722 e che sui colli Euganei, unico luogo in Italia, trova il punto più occidentale della sua area di crescita.
  • Bosco di castagno: si sviluppa sui versanti vulcanici rivolti verso nord, su terreno siliceo e profondo. Il sottobosco è costituito da numerose specie erbacee a fioritura precoce come il bucaneve, l'elleboro, il narciso e i rari giglio martagone e giglio di San Giovanni, tipici dei climi umidi.
  • Bosco di querce termofile: copre parte dei versanti esposti a sud, su terreno asciutto e poco profondo, di composizione calcarea. Il querceto è aperto e luminoso e si presenta come una boscaglia mista dove alla roverella si affiancano l'albero di Giuda, il bagolaro, il ciavardello e lo scotano, mentre il soffice sottobosco è ricco di humus e racchiude il biancospino, l'erica, il ginepro e il ligustro.
  • Boscaglia di robinia: rappresenta una associazione vegetale introdotta dall'uomo, agli inizi del Seicento. La robinia, utilizzata come specie ornamentale, è originaria delle coste del Nord America ed ha nel tempo sostituito il castagneto e il querceto autoctoni. La boscaglia di robinia comprende poche altre specie arboree e cespugli, come il sambuco e i rovi, come il suo sottobosco, impoverito dall'intenso sfruttamento di tali aree.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Scomparsi già nell'antichità i grandi animali, la fauna dei Colli Euganei è al giorno d'oggi costituita prevalentemente da piccoli mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli. Tra i carnivori vi sono le volpi e mustelidi come la faina, il tasso e la donnola. Tra gli erbivori, vi sono i lagomorfi come la lepre. Tra gli uccelli, sono presenti: fagiani, quaglie, e falchi. Tra i rettili sono presenti i serpenti comuni e il ramarro. Recente è l'introduzione illegale da parte dei cacciatori a scopo venatorio dei cinghiali i quali ora proliferano e danneggiano le coltivazioni, ma che sono oggetto di un severo piano di controllo da parte del Parco dei Colli Euganei. Da notare la rara testuggine dei Colli Euganei, adattamento a questo ambiente della Emys orbicularis.

Nomi dei monti e altezze[modifica | modifica sorgente]

La cima più elevata e nota è il monte Venda (603 m s.l.m.),[2] facilmente riconoscibile per essere il sito di installazione dei ripetitori di segnali TV che coprono gran parte delle zone circostanti (province di Padova e Vicenza).

Di seguito l'elenco completo dei Colli Euganei:

I comuni dei Colli Euganei[4][modifica | modifica sorgente]

La formazione collinare euganea è compresa quasi interamente nell'omonimo parco regionale, appartenente alla Provincia di Padova, fatta eccezione per il Monte Santo di Lovertino, il Colle di Albettone e il Colle di Lovolo, che rappresentano la propaggine più occidentale del gruppo e ricadono in Provincia di Vicenza[5].

La legge speciale di salvaguardia dei Colli Euganei[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 fu varata la legge speciale per la salvaguardia dei Colli Euganei. I Colli erano minacciati da 68 cave che estraevano materiale da costruzione. La legge è considerata la prima vera legge ecologica varata dal Parlamento italiano. Promotore della legge fu il deputato rodigino Giuseppe Romanato.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.parchiletterari.com/parchi/francesco-petrarca-e-dei-colli-euganei/scenari.php
  2. ^ Parco Regionale dei Colli Euganei
  3. ^ Spianato da escavazioni, altitudine riferita alla vicina città di Monselice.
  4. ^ Parco Regionale dei Colli Euganei
  5. ^ Archivio storico digitale Bollettino del Reale Comitato Geologico d'Italia, Firenze, 1870
  6. ^ Euganei News Notizie Geografiche, statistiche e naturali, Giuseppe Carraro, 1846

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