Cinto Euganeo

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Cinto Euganeo
comune
Cinto Euganeo – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Lucio Trevisan (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 45°17′00″N 11°40′00″E / 45.283333°N 11.666667°E45.283333; 11.666667 (Cinto Euganeo)Coordinate: 45°17′00″N 11°40′00″E / 45.283333°N 11.666667°E45.283333; 11.666667 (Cinto Euganeo)
Altitudine 35 m s.l.m.
Superficie 19,70 km²
Abitanti 2 067[1] (31-12-2010)
Densità 104,92 ab./km²
Frazioni Cinto Euganeo, Faedo, Fontanafredda (sede comunale), Valnogaredo
Comuni confinanti Baone, Galzignano Terme, Lozzo Atestino, Vo'
Altre informazioni
Cod. postale 35030
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028031
Cod. catastale C713
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cinzi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cinto Euganeo
Posizione del comune di Cinto Euganeo all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Cinto Euganeo all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale

Cinto Euganeo è un comune di 2.069 abitanti[2] della provincia di Padova.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Veduta del Monte Rusta dalla valle di Faedo

Abitato fin dalla preistoria, Cinto Euganeo fu inizialmente colonia romana appartenente alla gens Quintia[3]: risale proprio a questo periodo l'acquedotto romano di Valnogaredo, tuttora in funzione. In epoca barbarica divenne una rocca fortificata, il cui castello rafforzato da Ezzelino, fu raso al suolo nel 1313, durante il conflitto tra Scaligeri e Carraresi.

La frazione di Fontanafredda, in particolare, fu teatro dagli eventi che ebbero luogo tra il XI secolo e il XIII secolo e videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Le loro proprietà furono minuziosamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta, avvenuta nel 1260.

Nel XVII secolo, sotto la dominazione veneziana, fu costruita la Villa Contarini a Valnogaredo, che un tempo ospitava ben 326 tele di eminenti artisti, in seguito alienate.

Fino al XIX secolo Cinto fu sede di prosperi stabilimenti termali, con servizio di carrozze trainate dai cavalli che giungevano da Este e dai comuni circonvicini. Le terme della Val Calaona compaiono, infatti, già nelle prime locandine storiche e foto pubblicitarie dell'Ottocento. Dopo la chiusura vennero utilizzate liberamente dalla popolazione locale, fino agli anni novanta, quando iniziarono ad essere sfruttate a scopo floro-vivaistico.

Fino al 1826 Cinto era annoverato nella diocesi veronese: degne di nota tra le chiese l'arcipretale dell'Assunta, con campanile Medioevo e chiesa tardo-rinascimentale del 1590 rimaneggiata a più riprese fino al 1776, e la parrocchiale di Valnogaredo, documentata dal 1297 ma ricostruita dai Contarini nel 1519 e poi ristrutturata in stile barocco nel 1758, dichiarata nel 1921 monumento nazionale per la pregevole architettura e per i tesori artistici che conserva al suo interno (ta i quali diversi affreschi di Jacopo Guarana del XVIII secolo e satue del Bonazza sulla facciata).

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Buso della Casara: a Valnogaredo è situata quest'antica sorgente, una sorta di acquedotto sotterraneo di epoca romana costituito da un sistema di grotte e cunicoli scavati nella roccia. Il flusso delle sorgenti di Faedo e di Valle S. Giorgio veniva così convogliato e diretto fino ad Atheste, l'odierna Este. Tale sistema di approvvigionamento idrico è tuttora in funzione, come da millenni, grazie a recenti interventi di restauro.
  • Chiesa di Cinto Euganeo: il campanile fu eretto sulla base dei resti di una torre del Castello del Monte Cinto, mentre la chiesa risale al 1590.
  • Chiesa di Cornoleda: edificio settecentesco in stile neorinascimentale.
  • Chiesa di Faedo: fu costruita nel 1497 sui ruderi della precedente: nel corso dei secoli fu riedificata per ben 5 volte, in seguito ad eventi calamitosi come l'incendio del 1556 e il sisma del 1775. L'ultima ricostruzione ebbe luogo tra il 1815 e il 1818, dopo che venne distrutta da una frana nel 1812.
  • Chiesa di Fontanafredda: l'edificio è del 1718 e custodisce al suo interno pregevoli tele e un altare del Sansovino.
  • Chiesa di Valnogaredo costruita nel 1758, in stile barocco veneziano, al suo interno conserva famose tele ed affreschi di Jacopo Guarana.
Veduta di Faedo
  • Chiesetta di Santa Lucia: eretta nel 1464, è stata restaurata di recente[4].
  • Fornace della ex-Cava Bomba: caduta in disuso nel 1974, la fornace oggi costituisce una preziosa testimonianza di archeologia industriale. Oggi è sede di un museo geo-paleontologico che permette di ripercorrere le tappe della formazione e della struttura dei Colli Euganei, con reperti rinvenuti in loco o proveninenti dalla collezione Da rio del Museo padovano. Oltre alla mostra permanente geo-paleontologica, la struttura ospita anche una ricca documentazione relativa agli aspetti economici e culturali di attività quali il lavoro dei cavatori, degli scalpellini e dei fornaciai che operavano nell'ambito dei Colli per la produzione e la lavorazione dei materiali da costruzione ricavati dalle cave. Cava Bomba è anche punto di partenza dell'itinerario del Museo diffuso, che risale le pendici del Monte Cinto, attraverso siti di interesse storico e naturalistico, fino ai ruderi dell'antico castello, posto in cima.
  • Grotta dei Briganti
  • Magazzino di Cinto Euganeo: costruito dalla Provincia di Padova presso il Museo di Cava Bomba, come centro logistico per le manutenzioni dei musei e della viabilità del Parco Regionale dei Colli Euganei, è stato premiato da architetti di fama mondiale al Premio Internazionale di Architettura Cappochin 2007, in quanto rappresenta una rilettura in chiave contemporanea dell'architettura rurale, orientato a mitigare il contrasto degli edifici industriali esistenti con l'articolazione volumetrica del complesso di Cava Bomba. L'opera, definita un esempio di architettura rispettosa della storia e in armonia con l'ambiente, è stata progettata dall'architetto Nicola Gennaro, autore di interventi di rilievo nell'area del Parco Regionale dei Colli Euganei come il restauro del complesso di Villa Beatrice e il nuovo Liceo Ferrari di Este [5].
  • Monastero Olivetani, i cui ruderi sono ancora visibili sulla cima del Monte Venda.
  • Oratorio di San Gaetano: ubicato ai piedi del Monte Fasolo, fu costruito nel 1669.
  • Terme della Val Calaona
  • Villa Alessi Sperandio Fontana: costruita come castello a scopo difensivo nel XIV secolo e in seguito riconvertita a residenza signorile, oggi è adibita a struttura alberghiera.
  • Villa Camposampiero: situata a Fontanafredda, la villa seicentesca è adibita a Casa Canonica da oltre due secoli.
  • Villa Contarini Rota Piva: costruita sulle rovine di una villa preesistente di Valnogaredo nel 1704, è nota per gli affreschi di Jacopo Guarana, appartenente alla scuola di Giambattista Tiepolo.
  • Villa Rodella Pasinetti Pasqualigo: di origine trecentesca, è passata di proprietà più volte: in principio furono i Pasqualigo, poi i Pasinetti e infine fu comprata da Giuseppe Rodella (1826-1900) che apportò alcune modifiche sulla facciata principale, Giuseppe Rodella era il padre della scrittrice Silvia Rodella (1885-1966) e di Maria (1868-1962) che, sposata con Domenico Toffanin (1861-1920), fu la madre di Giuseppe Toffanin e Paolo Toffanin. Ora è di proprietà dell'ex ministro ed ex presidente della regione Veneto, Giancarlo Galan.
  • Villa Pesaro Maldura Gallo: edificio risalente al XVI secolo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Fonte: ISTAT - Bilancio demografico al 31/12/2008 [1].
  3. ^ P. Dal Prà - G. Mattoschi - M. La Salandra - N. Russo - G. Zuin, Intinerari Carraresi da Padova a Montagnana, APT Padova
  4. ^ Comune di Cinto Euganeo
  5. ^ Il Mattino di Padova 23 feb 2007
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Cristoforo Tentori, "Saggio Sulla Storia Civile, Politica, Ecclesiastica E Sulla Corografia E Topografia Degli Stati Della Repubblica Di Venezia: Ad Uso Della Nobile E Civile Gioventù", Storti, 1789
  • G. Pasqualigo, Memorie storiche dell'antico comune di Cinto Euganeo, 1885
  • Giuseppe Mazzotti, "Le ville venete", Libreria editrice Canova, 1954
  • Olivo Casarin, "Storia di Cinto e del suo territorio: Cornoleda, Faedo, Fontanafredda, Valnogaredo", Veneta stampa, 1976
  • Antonio Giacomelli, "Notizie e ricerche per la storia di Montagnana e del suo territorio dalle origini al Mille di Cristo", O.T.V. Stocchiero, 1976
  • Antonio Lazzarini, "Vita sociale e religiosa nel Padovano agli inizi del Novecento", Ed. di Storia e Letteratura, 1978
  • Giamberto Astolfi, Gianfranco Colombara, "Geologia e paleontologia dei Colli Euganei", Editoriale Programma, 1990
  • Gianni Sandon, "Colli Euganei: Proposte per il parco", La Galiverna, 1993
  • Franco Colombara, Camillo Corrain, "Cava Bomba a Cinto Euganeo: la Fornace - Il Museo Geopaleontologico", Studio Editoriale Programma, 1994
  • Alberto Sabatini, "L'arte degli organi nel Veneto: i Colli Euganei: studi e documentazioni", Edizioni Armelin, 2001
  • Marco Monari, Claudio Gervasoni, Filippo Ferrari, "Vicenza, Padova e ville palladiane: escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura", Touring Editore, 2005
  • Maurizio Gasparin, Antonio Pra, Sergio Pratali Maffei, "Ville venete: La provincia di Vicenza", Marsilio, 2005

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