Abano Terme
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 14 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 21,57 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 908 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Feriole, Giarre, Monteortone, Monterosso | ||||||||
| Comuni contigui: | Albignasego, Due Carrare, Maserà di Padova, Montegrotto Terme, Padova, Selvazzano Dentro, Teolo, Torreglia | ||||||||
| CAP: | 35031 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 049 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 028001 | ||||||||
| Codice catasto: | A001 | ||||||||
| Class. sismica: | zona 4 (sismicità molto bassa) | ||||||||
| Class. climatica: | zona E, 2383 GG | ||||||||
| Nome abitanti: | aponensi o abanesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Lorenzo | ||||||||
| Giorno festivo: | 10 agosto | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Ábano Terme (fino al 1924 Abano Bagni) è un comune italiano di 19.594 abitanti della provincia di Padova, in Veneto.
Situato ai piedi dei Colli Euganei è il principale centro delle Terme Euganee.
Indice |
[modifica] Storia
Abano Terme è conosciuta fin dal VI secolo a.C. L'antico centro si trovava nel territorio dell'attuale Comune di Montegrotto Terme, come documentano gli scavi archeologici ed i numerosi reperti conservati nei musei archeologici di Padova ed Este. L'importanza che il luogo aveva nell'antichità è documentata dalle citazioni di numerosi scrittori latini, tra cui Plinio il Vecchio, Marziale, Tito Livio (che, stando ad un versetto di Marziale, qui sarebbe nato), Svetonio, Cassiodoro, Claudiano, con la denominazione di "Aquae Patavinorum".
Sempre secondo Marziale, olltre a Tito Livio, qui sarebbero nati anche i poeti Gaio Valerio Flacco ed Arrunzio Stella. Si fa ricondurre l'origine del nome ad Aponus, il dio delle acque termali, che a sua volta risalirebbe ad una radice indo-europea "Ap" che significa "acqua". Le antiche terme occupavano una vasta area sul versante orientale dei Colli Euganei e raggiunsero il massimo splendore in età imperiale. Svetonio, che scrive a cavallo tra il I ed il II secolo d.C., riferisce che Tiberio, recandosi a guerreggiare in Illiria, si fermò ad Aponus per consultare l’oracolo circa l’esito della guerra: avuto un responso favorevole, gettò nella fonte alcuni dadi d’oro che erano ancora visibili ai suoi tempi [1]. Con la caduta dell'Impero romano, anche le terme decaddero, tanto che Teodorico, tramite il suo ministro Cassiodoro, inviò una lettera all'architetto padovano Aloisius, perché provvedesse al restauro dei palazzi. Intorno al IX secolo, l'antico centro termale cominciò a sdoppiarsi ed il termine Aponus indicò il territorio dell'odierna Abano Terme. Le prime notizie certe dell'esistenza, in epoca medievale, di un centro abitato risalgono all'anno 971 e sono contenute nella Chronicon Farfensis redatto da Gregorio da Catino e riferiscono dell'esistenza in Abano di una chiesa dedicata a San Lorenzo.
Nel 1167, Cecilia appena quattordicenne aveva ereditato dal padre, Manfredi dei Conti di Abano, un considerevole patrimonio. Il suo tutore, Spinabello da Sandrigo, desideroso di accasarla degnamente, la promise in sposa a Gherardo, figlio di Tisolino della nobile famiglia dei Camposampiero. Ma Ezzelino I il Balbo, suocero di Tisolino, brigò in modo da dare in sposa Cecilia al proprio figlio Ezzelino II il Monaco. Lo scorno e l'affronto per i Camposampiero fu enorme: per vendicarsi, Gherardo, approfittando di un viaggio che Cecilia aveva intrapreso da Bassano del Grappa per visitare i suoi territori in Abano, rapì la giovane facendole violenza. Ezzelino II ripudiò Cecilia e, con l’appoggio del padre, prese le armi contro i Camposampiero in una lotta che doveva durare a lungo con stragi e distruzioni da ambo le parti e che si inquadrava nel più ampio contesto delle lotte fra il Papato e l'Impero. Ad Abano ebbe i natali, nel 1257, il celebre medico, filosofo, astrologo ed alchimista Pietro d'Abano, che tanto contribui alla diffusione della filosofia aristotelica rivisitata da Averroè. Abano seguì, nel Medioevo, le sorti della città di Padova e con essa, passò, nel 1405, sotto il dominio della Repubblica di Venezia.
Più volte distrutta prima dagli Ezzelini e poi dagli Scaligeri, Abano ebbe nuova fioritura a partire dal '500, quando le grandi famiglie padovane (Cittadella-Vigodarzere, Dondi dall'Orologio, Capodivacca, Treves) e veneziane (Mocenigo, Malipiero, Moro, Morosini, Todeschini), alcune delle quali qui insediatesi già da alcuni secoli, diedero grandissimo impulso all'agricoltura ed alle cure termali.
Con la caduta della Serenissima, nel 1797, la vecchia nobiltà fu costretta a vendere i propri beni ad alcune famiglie della ricca e vivace borghesia padovana (Trieste, Sacerdoti, Luzzatti e Sette). Queste famiglie investirono forti capitali per migliorare la ricettività termo-alberghiera e diedero impulso ai primi studi scientifici sulle proprietà terapeutiche delle acque termali, ponendo così le basi della città moderna, la cui economia ruota proprio sul termalismo. Nel Collegio Elettorale di Abano Terme (che all'epoca si chiamava "Abano Bagni") fu eletto alla Camera dei Deputati, ininterrottamente dal novembre 1892 al maggio 1909 l'insigne economista Luigi Luzzatti. Nel corso della prima guerra mondiale, dopo la disfatta di Caporetto, dal 5 febbraio 1918 al luglio del 1919, Abano Terme fu sede del Comando Supremo dell'Esercito Italiano, ospitando tutte le più alte personalità dell'epoca: Armando Diaz, che l'8 novembre 1917 prese il posto di Luigi Cadorna quale Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, Pietro Badoglio e Gaetano Giardino, entrambi Sotto-Capo di Stato Maggiore, Ugo Cavallero all'epoca colonnello addetto all'Ufficio Operazioni, e futuro Capo di Stato Maggiore, Ugo Ojetti, ufficiale addetto alla salvaguardia delle opere d'arte, giornalista, scrittore e futura grande firma del Corriere della sera, Gabriele d'Annunzio, capitano pilota, che qui progettò il celebre volo su Vienna, Ferruccio Parri, ufficiale addetto al Comando e futuro Presidente del Consiglio, Giovanni Gronchi, all'epoca capitano addetto all'Ufficio Stampa dell'Esercito e che pare abbia contribuito personalmente, assieme al generale Domenico Siciliani alla stesura del Bollettino della Vittoria.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
La città è divisa in due centri: uno storico e l'altro prettamente turistico. Il centro storico offre il Duomo di San Lorenzo con il suo campanile costruito in due epoche diverse: la base, dotata di mattoni più grezzi è del 900 d.C., la parte superiore è del 1200 d.C. Conserva diverse opere d'arte di notevole pregio: alcune tele della scuola di Jacopo Ceruti detto Il Pitocchetto, e poi: Pietro della Vecchia, Amleto Sartori, J. K. Henrici, Mario Pinton, Luigi Strazzabosco, Giorgio Scalco, Enrico Ghiro, Aristide Ghiro, Imerio Trevisan. Vi sono poi numerose ville patrizie: villa Rigoni Savioli, costruita nel 1557 da Nicolò Malipiero, in stile palladiano, con begli affreschi attribuiti a Giovanni Battista Zelotti; Villa Bassi Rathgeb (già villa Dondi Dall'Orologio poi Zasio) con affreschi attribuiti al Buttafogo o all'Aliense. In località Monteortone, ai piedi dell'omonima collina, sorge il santuario della Beata Vergine della Salute, con un pregevole ciclo di affreschi di Jacopo da Montagnana ed una Crocifissione di Palma il Giovane. Il santuario sorse nel 1428 mentre imperversava una delle periodiche epidemie di peste, a seguito di un fatto miracoloso. Un uomo d'armi, Pietro Falco, era solito ritirarsi in preghiera in un boschetto ai piedi del Monteortone per trovare ristoro ai propri malanni. Nel maggio del 1428 gli apparve la Vergine, che lo invitò ad immergersi in un vicino laghetto; qui sarebbe guarito ed avrebbe trovato un quadro con la propria Immagine. Gli ordinò di propmuovere la costruzione di una chiesa a Lei dedicata in cambio della cessazione della peste. Effettivamente il flagello della peste finì e la notizia del miracolo suscitò subito l'interesse sia dei Rettori padovani, sia del doge di Venezia Francesco Foscari. Il fervore religioso fu tale che la Serenissima ritenne opportuno inviare il frate Simone da Camerino, celebre predicatore, dell'Ordine degli Eremiti di Sant'Agostino. Intanto piovevano in abbondanza le donazioni tanto che la prima chiesa poté essere aperta al culto già il 28 agosto festa di Sant'Agostino 1435. Il quadro, di autore anonimo dei primi del '400, è tuttora custodito nell'abside dell'altare maggiore. Frate Simone da Camerino, noto anche come Simonetto da Camerino, promosse anche la costruzione di un monastero annesso al santuario. Chi sia l'autore del primitivo progetto non è dato sapere, ma nel corso del tempo vi intervennero Pietro Lombardo, Tullio Lombardo e Baldassarre Longhena, anche se le traversie subite nel tempo non consentono di individuare con certezza gli interventi. Frate Simone da Camerino, fu colui che condusse, per conto del dogeFrancesco Foscari le trattative che portarono, il 9 aprile 1454 alla pace di Lodi, con Francesco Sforza, signoredi Milano. Fra' [[Simone]è qui sepolto in una tomba ai piedi dell'altare maggiore. Grandioso anche l'organo Tamburini, a tre tastirer, tra i più grandi del Veneto.
Nella parte turistica, invece, vi è la Pinacoteca del Montirone, in cui, sebbene non sia presente l'intera collezione, si può osservare la Collezione Bassi, con opere di artisti del '700 veneziano, tra i quali: Andrea Previtali, Liberale da Verona, il Cariani (Giovanni Busi), Moretto da Brescia (Alessandro Bonvicino), Giovan Battista Moroni, Palma il Giovane (Jacopo Negretti), Antonio Marini, Fra' Galgario (Vittore Ghislandi), "Il Lissandrino (Alessandro Magnasco), Il Pitocchetto (Giacomo Antonio Ceruti), di cui è notevole l'Autoritratto, Pietro Longhi, Alessandro Longhi, Guido Reni, Giandomenico Tiepolo, Giacomo Quaregnhi. Appena fuori di Abano Terme si trova il monastero di San Daniele. Pochi chilometri fuori dal centro cittadino, lungo la strada che collega Abano Terme con la frazione di Feriole (spartita con i comuni di Selvazzano Dentro e Teolo) in aperta campagna, si trova la villa Cittadella Vigodarzere (ora Gottardo) dove si rifugiò Ugo Foscolo per scrivere il celebre romanzo epistolare "Le ultime lettere di Jacopo Ortis".
Abano Terme sorge in una zona vulcanica spenta, a 10 km sud-ovest da Padova, nella sua area metropolitana. La cittadina si distende lungo il margine nordorientale dei Colli Euganei, con un'altitudine media s.l.m. di m 14. I suoi abitanti si chiamano aponensi oppure abanesi.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Economia
La principale attività è data dal turismo legato agli stabilimenti termali, legata alle sue acque clorurato-sodiche bromoiodurate litiose, radioattive, termali (87 °C), conosciute fin dall'antichità. Le acque arrivano dalle Alpi e scorrendo sotto terra sgorgano dal Poggio di Montirone.
[modifica] Sport
[modifica] Ciclismo
Abano Terme è stata sede di arrivo di tappa del Giro d'Italia per tre volte negli anni '50. Nel 1953 vi si concluse la prima tappa, con vittoria e prima maglia rosa per l'olandese Wim Van Est. L'anno seguente a vincere fu il belga Rik Van Steenbergen che si ripeté tre anni dopo sul penultimo traguardo di quel giro, prima del tradizionale arrivo a Milano.
- Tappe del Giro d'Italia con arrivo ad Abano Terme
| Anno | Tappa | Partenza | km | Vincitore di tappa | Maglia rosa |
|---|---|---|---|---|---|
| 1953 | 1ª | Milano | 263 | ||
| 1954 | 16ª | Riva del Garda | 131 | ||
| 1957 | 20ª | Levico Terme | 157 |
[modifica] Personalità legate ad Abano Terme
- Pietro D'Abano (Abano, 1257 - Padova, 1315) - medico e filosofo
- Gigi Cameroni (1932 - 2006) - giocatore di baseball, allenatore di baseball e dirigente sportivo
- Otello Pighin, partigiano medaglia d'oro al valor militare
[modifica] Gemellaggi
Shibukawa, Giappone (già Ikahomachi)
Bad Füssing, Germania
Lipik, Croazia
Kammena Vourla, Grecia
[modifica] Amministrazione
Sindaco: Andrea Bronzato (PDL) dal 14/06/2006
Centralino del comune: 049 8245111
Posta elettronica: comune@abanoterme.net
[modifica] Note
[modifica] Altri progetti
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