Monselice

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Monselice
comune
Monselice – Stemma Monselice – Bandiera
Panorama dal percorso delle Sette Chiese
Panorama dal percorso delle Sette Chiese
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Provincia Provincia di Padova-Stemma.png Padova
Amministrazione
Sindaco Francesco Lunghi (centrodestra) dal 22/06/2009
Territorio
Coordinate 45°14′00″N 11°45′00″E / 45.233333°N 11.75°E45.233333; 11.75 (Monselice)Coordinate: 45°14′00″N 11°45′00″E / 45.233333°N 11.75°E45.233333; 11.75 (Monselice)
Altitudine 13 m s.l.m.
Superficie 50,53 km²
Abitanti 17 616[1] (31-12-2010)
Densità 348,62 ab./km²
Frazioni Ca' Oddo, Marendole, Monticelli, San Bortolo, San Cosma
Comuni confinanti Arquà Petrarca, Baone, Battaglia Terme, Este, Galzignano Terme, Pernumia, Pozzonovo, San Pietro Viminario, Sant'Elena, Solesino, Tribano
Altre informazioni
Cod. postale 35043
Prefisso 0429
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 028055
Cod. catastale F382
Targa PD
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 411 GG[2]
Nome abitanti monselicensi
Patrono san Sabino
Giorno festivo 1º novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Monselice
Posizione del comune di Monselice all'interno della provincia di Padova
Posizione del comune di Monselice all'interno della provincia di Padova
Sito istituzionale
Monselice: fotografia aerea

Monsèlice è un comune di 17.616 abitanti della provincia di Padova.

  • I quartieri di Monselice sono: centro urbano (o "La Torre"), Montericco, Carmine, San Martino, Costa Calcinara, Marco Polo, San Giacomo (o Frati); invece le frazioni di Monselice sono: Ca' Oddo, Marendole, Monticelli, San Bortolo e San Cosma.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Monselice.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il significato di "Monselice" potrebbe (forse) derivare da mons silicis, in relazione all'estrazione della pietra dal colle attorno a cui si stende il paese, o da "mons elicis" (monte delle selci), da una specie presente sullo stesso colle, o ancora monte di selce a causa delle cave di selce sui colli circostanti

I primi insediamenti nel territorio sono assai antichi. Le due leggende che vorrebbero Monselice fondata da Ossicella, un compagno di Antenore, o da Egina, regina della Rocca, in qualche modo accreditano tale affermazione. Numerosi reperti archeologici attestano altresì la presenza almeno di una stazione preistorica sviluppatasi tra l'età del ferro e quella del bronzo.

La felice posizione di centro al punto di intersezione tra importanti arterie stradali e vie d'acqua favorì un insediamento abbastanza precoce. La nascita di Monselice come nucleo cittadino risale al V-VI secolo ed è dovuta ad una prima fortificazione del colle della Rocca da parte dei bizantini, fortificazione che si rivela importante sul piano della strategia difensiva. Le strutture esistenti vengono ulteriormente potenziate dopo l'invasione dei franchi, e si compongono, attorno all'anno mille, di un tessuto abitato discontinuo sulle pendici della Rocca e di un nucleo difensivo a guardia del ponte sull'antico fiume Vigenzone, che passava ai piedi della collina.

La città è menzionata da Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum come una delle poche città della Venetia (assieme a Padova e Mantova) a non essere occupate da Alboino tra l'estate e l'autunno del 569. Sicuramente in città si trovava una guarnigione bizantina.

Dopo la caduta di Padova nel 601, anche Monselice fu conquistata nel 602 dai longobardi di Agilulfo[4].

Nell'XI secolo un aumento della popolazione locale favorisce nuovi insediamenti abitativi e alla metà del XII secolo Monselice viene elevata al rango di Comune, entrando nel XIII secolo sotto la giurisdizione di Ezzelino da Romano. Questi, vicario in terra veneta dell'imperatore tedesco Federico II, amplia e perfeziona il sistema di mura, che viene a chiudere completamente il centro abitato. Si devono inoltre ad Ezzelino la ristrutturazione del Mastio sulla sommità della Rocca, la costruzione della Torre civica e l'edificazione del Palazzo oggi detto appunto "di Ezzelino", che costituisce parte importante del Castello di Monselice. Le proprietà degli Ezzelini furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260.

All'inizio del XIV secolo la città è al centro di un'aspra contesa militare fra il vicario imperiale Cangrande della Scala, signore di Verona, e la signoria dei Carraresi di Padova. Nel 1327 i Carraresi si impadroniscono definitivamente di Monselice e ne fanno l'avamposto difensivo di Padova verso sud. In questa strategia viene ampliato e ulteriormente fortificato l'impianto delle mura di Ezzelino, che assumono nella seconda metà del XIV secolo la loro configurazione definitiva: una cerchia esterna provvista di torri e di monumentali porte di accesso e quattro cerchie interne, che risalgono la Rocca fino al torrione sulla vetta.

Ingresso del santuario di Villa Duodo.
Ingresso di Cà Nani Mocenigo.

Ma il momento di massima capacità difensiva della città coincide con l'inglobamento, avvenuto nel 1405, di Monselice nel territorio della Repubblica di Venezia, la cui vocazione era maggiormente indirizzata sia ai traffici e ai commerci, che alla pratica militare. La città comincia così gradatamente a perdere la sua funzione difensiva e si avvia a diventare centro di soggiorno e di villeggiatura per le nobili famiglie veneziane. Tra il '400 e il '500 sulla struttura urbanistica medioevale si innestano elementi rinascimentali. Le famiglie nobili veneziane acquistano ampie proprietà terriere in centro e nelle campagne circostanti. La famiglia Marcello prende proprietà del palazzo di Ezzelino e ne amplia e arricchisce la costruzione; la famiglia Duodo si insedia sul lato sud della Rocca e realizza splendide architetture arrivate intatte ai giorni nostri; la famiglia Nani costruisce l'omonima villa. Il centro urbano si arricchisce di elementi barocchi con la costruzione della Loggia del Monte di Pietà, la ristrutturazione della chiesa di San Paolo, i palazzi Fezzi e Branchini; altre famiglie veneziane costruiscono le loro ville appena fuori delle porte urbane e prosegue anche l'insediamento nelle campagne circostanti.

L'Ottocento vede la città di Monselice affacciarsi all'epoca moderna. Nella logica ottocentesca le mura e le torri della città fortificata medioevale vengono considerate un ostacolo all'espansione urbana; alla metà del secolo viene così abbattuto parte del perimetro esterno delle mura e le monumentali porte di accesso della città. Agli occhi dei visitatori dei giorni nostri si presentano comunque ampie testimonianze della città medioevale come la Torre Civica, buoni tratti di mura e soprattutto il monumentale complesso del Castello, ed è prevalentemente intatto il patrimonio edilizio del periodo veneziano.

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, la quindicenne Ida Brunelli Lenti di Monselice si rese protagonista di uno degli episodi più rimarchevoli di spontanea resistenza civile italiana all'Olocausto. Entrata giovanissima a servizio di una famiglia ebrea ungherese allora residente a Castiglion Fiorentino (Arezzo) si trovò a fare da mamma a tre bambini di pochi anni più giovani di lei, dopo che alla morte del loro padre (richiamato alle armi in Ungheria nel 1942 e mai più tornato) si aggiunse improvvisa per malattia quella della loro madre nel gennaio 1944. Ida Brunelli non si perse d'animo: tenne nascosta a tutti l'identità ebraica dei bambini e li condusse con sé dalla propria madre a Monselice. Continuò a curarsi regolarmente dei bambini anche quando fu trovata per loro una sistemazione sicura in un istituto cattolico. Subito dopo la Liberazione si mise in contatto con la Brigata Ebraica accompagnando di persona i ragazzi fino al loro imbarco a Napoli per la Palestina. Per questo straordinario impegno di solidarietà, il 24 febbraio 1993, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a Ida Brunelli Lenti l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni.[5].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Le insegne del Comune sono costituite dallo stemma araldico e dal gonfalone. Lo stemma, riconosciuto con D.P.C.M. 7.6.1960, è così raffigurato "di azzurro, al monte di verde circondato da tre cinte di mura di rosso, merlate alla ghibellina, ciascuna aperta di nero con portale d'argento e munita di due torrioni disposti verso i fianchi dello scudo, merlati di tre, la cinta più elevata munita anche di un torrione centrale, Ornamenti esteriori da Città". Il gonfalone, riconosciuto con D.P.C.M. 11.9.1960, è costituito da: "un drappo partito di rosso e bianco, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dello stemma civico con l'iscrizione centrata in oro: Città di Monselice. Le parti di metallo e i cordoni saranno dorati. L'asta verticale sarà ricoperta di velluto dai colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia sarà rappresentato lo stemma della città e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolori dai colori nazionali, frangiati d'oro".

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il Castello di Monselice[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Monselice.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Facciata della Pieve di Santa Giustina

Duomo Nuovo di San Giuseppe Operaio (detto il Panettone)[modifica | modifica sorgente]

Il problema della sede più centrale della grande parrocchia del centro di Monselice fu risolto malamente con la costruzione di un nuovo Duomo, dedicato a S. Giuseppe Operaio che sostituì la Chiesa di Santa Giustina sulla Rocca.

Imponente costruzione moderna, che si svolge su pianta centrale a croce latina nel cui centro si innalza una guglia con pinnacolo. Una guglia quadrata alta 37 m. del diametro di metri 20, motivo dominante nella costruzione, un susseguirsi di finestre verticali in vetro colorato. La lunghezza della croce è di m. 61,50; la larghezza delle due braccia m. 35. Sotto la Chiesa si svolge la cripta vasta quanto tutta la costruzione.

Durante i lavori nuovi lembi del territorio parrocchiale in seguito al rapido aumento della popolazione furono staccati per costituire le parrocchie del Carmine (28 novembre 1950), S Giacomo (8 dicembre 1966) e S. Salvaro (25 dicembre 1967) e ciò denota l'inutilità dell'opera ideata non solo per sostituire il Duomo Vecchio ma per unire le diverse Parrocchie.

La costruzione, datata anni 1950-1960, stona completamente, rovinando il paesaggio della città di Monselice e per la forma imponente si è meritato col tempo il soprannome di "Panettone".

Antica pieve di Santa Giustina (o Duomo Vecchio)[modifica | modifica sorgente]

Il duomo vecchio, dedicato a Santa Giustina, è una costruzione tardo romanica, che risale probabilmente al 1256. Davanti al portale il duomo ha una piccola loggia ad arco acuto. All'interno si trovano dipinti di scuola veneziana (probabilmente del XV secolo).

Santuario delle Sette Chiesette[modifica | modifica sorgente]

Ideato e costruito da Vincenzo Scamozzi su commissione dei nobili veneziani Duodo tra il 1605 e il 1615. In quello stesso periodo i Duodo fecero costruire sei cappelle, lungo il pendio del colle, ottenendo da papa Paolo V la concessione delle stesse indulgenze accordate ai pellegrini che si recavano in pellegrinaggio alle sette basiliche maggiori in Roma. L'arco d'ingresso all'area sacra del Santuario Giubilare delle Sette Chiesette, costruito nel 1651, è chiamata la "Porta Romana" o "Porta Santa" dove l'iscrizione Romanis basilicis pares ricorda il collegamento con il pellegrinaggio alle basiliche romane.. Le sei cappelle ospitano cinque pregevoli pale di Jacopo Palma il Giovane mentre in quella cointitolata ai santi Pietro e Paolo, vi è una pala attribuita al pittore bavarese Giovanni Carlo Loth.

Oratorio di San Giorgio (la Settima Chiesetta)[modifica | modifica sorgente]

Il santuario di San Giorgio, detto dei Santi, è il punto d'arrivo della via sacra. Nel 1651 vennero traslati da Roma i corpi di tre martiri e numerose reliquie. L'interno, affrescato da Tommaso Sandrini, è abbellito anche da un pregevolissimo paliotto d'altare in intarsio marmoreo e pietre dure uscito dalla maestria della bottega dei Corberelli. La chiesa è meta di migliaia di visitatori e devoti per la festa di San Valentino che si celebra il 14 febbraio durante la quale un sacerdote impartisce la benedizione ai bambini e adulti e consegna loro una "chiavetta d'oro".

Chiesa di San Martino[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Tommaso[modifica | modifica sorgente]

Chiesa del Carmine[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giacomo[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santo Stefano[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Piazza Mazzini con la duecentesca torre civica

Castello di Monselice[modifica | modifica sorgente]

Mastio Federiciano (la Rocca)[modifica | modifica sorgente]

In cima al colle sono conservati i resti dell'imponente mastio, il Torrione, voluto dall'imperatore Federico II di Svevia nella prima metà del XIII secolo. A base troncopiramidale, la struttura difensiva era organizzata su più livelli.

Torre civica[modifica | modifica sorgente]

Palazzo e Loggetta del Monte di Pietà[modifica | modifica sorgente]

Edificio di impianto quattrocentesco, ospitava in epoca veneziana il Monte di Pietà. Nel '600 venne aggiunta la Loggia, con colonne di ordine dorico e un'articolata scalinata a balaustre. Oggi è sede dell'Ufficio Accoglienza Turistica e della Biblioteca.

Villa Duodo[modifica | modifica sorgente]

Villa Contarini [modifica | modifica sorgente]

Sorge lungo il canale Bisatto, la villa è citata nei documenti già nel 1581. L'interno decorato con pregevoli stucchi settecenteschi, rispecchia il tipico impianto delle ville venete. Conserva antichi e notevoli lampadari di vetro policromo di Murano. Attualmente è una Pizzeria.

Villa Emo[modifica | modifica sorgente]

Probabilmente su progetto dall'architetto Vincenzo Scamozzi verso la fine del XVI secolo[6], la villa fu all'inizio di proprietà della famiglia Contarini, per poi passare ai Maldura ed infine agli Emo Capodilista.

Villa Pisani[modifica | modifica sorgente]

La villa fu realizzata intorno alla metà del Cinquecento per conto di Francesco Pisani ed è attribuita al padovano Andrea da Valle (in precedenza era stata attribuita ad Andrea Palladio, che in quel periodo era impegnato nella realizzazione della Villa Pisani a Montagnana)[7]. La presenza di da Valle è documentata a Monselice attorno al 1559 per lavori al convento di San Giacomo. Conserva al suo interno pregevoli affreschi attribuiti allo Zelotti. L'edificio, utilizzato come sede di manifestazioni culturali, ospita il lapidario romano monselicense.

Villa Nani-Mocenigo[modifica | modifica sorgente]

La villa Nani Mocenigo fu costruita dal patrizio veneziano Agostino Nani verso la fine del XV secolo e fu ampliata durante il secolo successivo. È un edificio massiccio con un'ampia scala a terrazze e numerose statue che conduce al ninfeo di scuola palladiana. Le mura di cinta sono sormontate da statue di nani, chiara allusione al nome della famiglia.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[8]

abitanti al 31/12/2012 17.783.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 1.125, ovvero il 6,4% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[9]:

  1. Romania Romania, 252
  2. Moldavia Moldavia, 202
  3. Macedonia Macedonia, 136
  4. Marocco Marocco, 127
  5. Cina Cina, 98
  6. Albania Albania, 82
  7. Polonia Polonia, 23
  8. Ucraina Ucraina, 22

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Monselice[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

La Giostra della Rocca è un palio organizzato ogni anno durante il quale le varie frazioni e i quartieri del Comune si sfidano in competizioni quali: tiro con l'arco, torneo di scacchi (gara finale con scacchi "viventi") che determina le posizioni durante le sfilate, torneo di musici (tamburini e chiarine), sbandieratori, gara delle macine, staffetta, sfilata delle nove contrade (che rispecchiano alcuni quartieri di Monselice e le sue frazioni) con vestiti dell'epoca e giostra equestre (quintana) di precisione dove il cavaliere munito di lancia deve infilzare tre anelli di diverso diametro (9, 7 e 5 cm ) nel minor tempo possibile.

La manifestazione si svolge così come segue: La prima domenica di settembre, per le vie del centro, vengono organizzati i mercatini medievali, dove ogni contrada offre prodotti artigianali enogastronomici e non. Nel pomeriggio della seconda domenica, si svolgono le varie competizioni: gara delle macine, arcieri e staffetta. Nella settimana successiva, solitamente il giovedì, si svolge la Tenzone tra i gruppi musicali delle varie contrade. Infine, la terza domenica del mese, si svolge la "Gara della Quintana", preceduta in mattinata dal corteo storico, ove tutte le contrade sfilano per le vie del centro con abiti, armature, attrezzi e quant'altro inerenti all'epoca medievale. In caso di maltempo, la manifestazione viene rinviata alla domenica successiva.

A giugno si svolge l'ETNOFILMfest, mostra del cinema documentario etnografico. Una mostra che si propone come luogo di incontro e di confronto che riflette su aspetti e manifestazioni delle culture e dei comportamenti umani. Il festival è organizzato dal Centro Studi sull'Etnodramma diretto da Fabio Gemo.

Ogni anno viene organizzato un torneo di Rugby League, il Veneto 9s, al quale partecipano diverse nazionali da tutto il mondo.

In città ogni anno viene assegnato l'Importante premio nazionale Premio Monselice "per valorizzare l'attività della traduzione come forma particolarmente importante di comunicazione culturale tra i popoli"[10]. Tra le sezioni del premio: il premio per la traduzione, vinto, per esempio, da Fernanda Pivano o Augusto Frassineti; il Premio internazionale Diego Valeri; il premio per la traduzione scientifica; il premio Leone Traverso opera prima e il premio Vittorio Zambon.

Monselice, nel settembre del 2011, ha ospitato presso il "Fight Club" una tappa dello "Human Rignts Tour 50°" manifestazione internazionale di spettacoli per il 50° di Amnesty International. A Monselice nel corso della rassegna si sono esibiti: Enrico Ruggeri, Eugenio Finardi, Andrea Mirò, Chiara Canzian, Raul Cremona, Jalisse & Carlo Zannetti (1960) in arte Poetasternote.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1946 1946 Antonio Masiero DC Sindaco
1946 1948 Giuseppe Bovo DC Sindaco
1948 1949 Giovanni Gazzea DC Sindaco
1949 1954 Giuseppe Bovo DC Sindaco
1954 1960 Massimiliano Andolfo DC Sindaco
1960 1968 Antonio Valerio DC Sindaco
1968 1975 Mario Balbo DC Sindaco
1975 1977 Giuseppe Trevisan DC Sindaco
1977 1980 Giampietro Dalla Barba PCI Sindaco
1980 1982 Lorenzo Nosarti DC Sindaco
1982 1985 Carlo Vitale DC Sindaco
1985 1988 Learco Vettorello DC Sindaco
1988 1995 Gianni Baraldo DC Sindaco
1995 1999 Antonio Bettin PDS Sindaco
1999 2009 Fabio Conte FI Sindaco
2009 in carica Francesco Lunghi PDL Sindaco

Sport[11][modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

  • Monselice Calcio 1926
  • A.C.D. La Rocca Monselice
  • Calcio S. Bortolo
  • A.C. Città di Castello
  • G.S. Monselice football club
  • U.S.D. Monselice Junior
  • Vecchie Glorie S.P. Monselice

Arti marziali[modifica | modifica sorgente]

  • A.S.D. GoJu Kai Monselice - KARATE, JU-JITSU.
  • Scuola delle 9 armonie - KUNG FU.
  • Musashi Dojo (Kuruishi) - KARATE, JU-JITSU, KRAV MAGA, KICK BOXING.
  • Iron Dojo - KARATE, Kick Boxing, Ju-Jitsu, Judo, Pugilato, Full Contact, K1, Mma, Thai Boxe.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

  • A.D.S. Gruppo Ciclistico Biciverde
  • G.S. Bike Point

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

  • Ercole Monselice Rugby

Basket[modifica | modifica sorgente]

  • A.S.D. Monselice Basket

Tennis[modifica | modifica sorgente]

  • Tennis Club Monselice

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

  • Per gli altri sport, vedi nota [12].

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ http://www.difensorecivico.veneto.it/a_rete/leggic%5Cst_com_monselice.pdf
  4. ^ Giorgio Ravegnani, Bisanzio e Venezia, Il Mulino, Bologna, 2006 - ISBN 978-88-15-10926-2 pag. 20-25
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, (Mondadori: Milano 2006), pp.157-58.
  6. ^ Sito VilleVenete.net con informazioni e foto della villa
  7. ^ Storia della cinquecentesca villa Pisani
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 25 ottobre 2012.
  10. ^ Sito del Premio Monselice 2009
  11. ^ Bilancio del Comune di Monselice dal 1999 al 2009 (vedi da pagina 213 a 215), Comune di Monselice. URL consultato il 4 dicembre 2013.
  12. ^ Bilancio del Comune di Monselice dal 1999 al 2009 (vedi da pagina 213 a 215), Comune di Monselice. URL consultato il 4 dicembre 2013.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Tiziano Merlin Storia di Monselice, Il Poligrafo, 1988, Padova

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Padova Portale Padova: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Padova