Johann Carl Loth

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J. C. Loth, Giove e Mercurio ospitati da Filemone e Bauci, ante 1659, Vienna, Kunsthistorisches Museum
Adamo piange Abele morto, Vienna, Kunsthistorisches Museum

Johann Carl Loth, detto anche il Carlotto (Monaco di Baviera, 1632Venezia, 6 ottobre 1698), è stato un pittore tedesco, attivo soprattutto in Italia.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio del pittore Ulrich Loth, (la madre miniaturista) dopo una prima formazione artistica in patria, attorno al 1650 si stabilì a Venezia, dove probabilmente fu allievo di Pietro Liberi: particolare influenza sul suo stile ebbe la maniera di un altro artista attivo in quegli anni nella città lagunare, il genovese Giovan Battista Langetti, formatosi sugli esempi di Bernardo Strozzi e Pieter Paul Rubens.

Loth soggiornò anche a Roma, dove conobbe l'opera del Caravaggio e dei carracceschi. Alcuni dei suoi lavori sono ancora presenti nelle chiese veneziane (la pala con il martirio di sant'Eugenio in Santa Maria del Giglio) e nel Kunsthistorisches Museum di Vienna (Giove e Mercurio ospitati da Filemone e Bauci e la benedizione di Giacobbe). Suo un Sansone e Dalila alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia e nelle parrocchiali di San Felice del Benaco -Bs- (1685) e Calcinato -Bs-. Due teleri (1687-88) nella Cappella del Crocefisso nel Duomo di Trento. Al Museo civico di Bolzano una sua opera giovanile Ebbrezza di Noè mentre al Museo Civico di Padova sono collocate San Gerolamo e San Sebastiano.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV., La pittura barocca: due secoli di meraviglie alle soglie della pittura moderna, Electa, Milano 1999, pp. 268-269 ISBN 88-435-6761-6
  • Elena Lucchesi Ragni e Renata Stradiotti, Da Romanino e Moretto a Ceruti. Tesori ritrovati nella Pinacoteca Tosio Martinengo. Linea d'ombra libri.

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