Giustina di Padova

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Santa Giustina di Padova
Moretto, Santa Giustina di Padova e un donatore, 1530, Vienna, Kunsthistorisches Museum
Moretto, Santa Giustina di Padova e un donatore, 1530, Vienna, Kunsthistorisches Museum

Vergine e Martire

Nascita Padova, seconda metà del III secolo
Morte Padova, 7 ottobre 304
Venerata da Chiesa cattolica
Canonizzazione Pre canozzazione
Santuario principale Abbazia di Santa Giustina, Padova
Ricorrenza 7 ottobre
Attributi Rappresentata come una giovane con un ramo di palma e un pugnale infisso nel cuore. Talvolta l'accompagnano un unicorno e un drago. Altre volte regge un libro.
Patrona di Congregazioni benedettine e di numerosi comuni italiani (vedi Patronati)

Giustina di Padova (... – Padova, 7 ottobre 304) è stata una martire, commemorata come santa dalla Chiesa cattolica.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Giustina è vissuta tra la fine del III e gli inizi del IV secolo. Nacque da una distinta famiglia padovana durante il periodo delle persecuzioni cristiane di Diocleziano.

A causa del suo rifiuto verso la religione pagana il 7 ottobre del 304 fu fermata dai soldati dell'imperatore Diocleziano e condannata a morte. L'esecuzione avvenne tradizionalmente ai piedi del Pontecorvo. Fu sepolta nei pressi del teatro romano Zairo. Ora il suo corpo si trova sotto la mensa dell'altar maggiore nella grandiosa Basilica di Santa Giustina a Padova.

Il culto[modifica | modifica wikitesto]

Sulla tomba di Giustina fu fondato già nel VI secolo dal prefetto del pretorio Venanzio Opilione un primo santuario, che fu poi ingrandito e dal XV secolo divenne un importante centro monastico. I Benedettini fondarono la Congregazione di Santa Giustina nel XV secolo[1]. Soppresso da Napoleone Bonaparte nel 1810, il monastero è stato riaperto nel 1919 ed ospita al suo interno la Biblioteca statale del monumento nazionale di Santa Giustina.

La diffusione del suo culto fu molto precoce ed è attestato a Rimini in un'iscrizione del VI - VII secolo e a Como nell'oratorio che il vescovo Agrippino le dedicò nel 617[2].

Il culto per la santa assunse un valore particolare alla fine del Cinquecento perché nel giorno della sua festa, il 7 ottobre 1571, la flotta della Lega Santa sconfisse nella battaglia di Lepanto quella turca e riuscì così a frenare l'avanzata dell'Impero ottomano nel Mediterraneo.

Patronati[modifica | modifica wikitesto]

È patrona di alcuni comuni italiani, tra i quali:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ L. Barbo, Delle origini della congregazione di Santa Giustina, Padova 1908.
  2. ^ L'iscrizione dedicatoria recita: "Agripinus famulus Christi, Comensis Civitatis episcopus hoc Oratorium sanctae Justinae martyris anno X ordinationis suae a fondamentis fabricavit et sepulturas ibi ordenabit et in omni explebit, ad gloriam dicabit".

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