Giustina di Padova

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Santa Giustina di Padova
Santa Giustina di Padova

Vergine e Martire

Nascita Padova, seconda metà del III secolo
Morte Padova, 7 ottobre 304
Venerato da Chiesa cattolica
Canonizzazione Pre canozzazione
Santuario principale Abbazia di Santa Giustina, Padova
Ricorrenza 7 ottobre
Attributi Rappresentata come una giovane con un ramo di palma e un pugnale infisso nel cuore. Talvolta l'accompagnano un unicorno e un drago. Altre volte regge un libro.
Patrono di Congregazioni benedettine e di numerosi comuni italiani[1]

Giustina di Padova (?, ? ... – Padova, 7 ottobre 304) è stata una martire, commemorata come santa dalla Chiesa cattolica.

Indice

[modifica] Agiografia

Giustina è vissuta tra la fine del III e gli inizi del IV secolo. Nacque da una distinta famiglia padovana durante il periodo delle persecuzioni cristiane di Diocleziano.

A causa del suo rifiuto verso la religione pagana il 7 ottobre del 304 fu fermata dai soldati dell'imperatore Massimiano e condannata a morte. Fu sepolta nei pressi del teatro romano ad est di Padova.

[modifica] Il culto

Sulla tomba di Giustina fu fondato già nel VI secolo dal prefetto del pretorio Venanzio Opilione un primo santuario, che fu poi ingrandito e dal XV secolo divenne un importante centro monastico. I Benedettini fondarono la Congregazione di Santa Giustina nel XV secolo[2]. Soppresso da Napoleone Bonaparte nel 1810, il monastero è stato riaperto nel 1919 ed ospita al suo interno la Biblioteca statale del monumento nazionale di Santa Giustina.

Il culto per la santa assunse un valore particolare alla fine del Cinquecento perché il 7 ottobre 1571 la flotta della Lega Santa sconfisse nella battaglia di Lepanto quella turca e riuscì così a frenare l'avanzata dell'Impero ottomano nel Mediterraneo.

È patrona di Padova insieme a Sant'Antonio, San Prosdocimo e San Daniele. È compatrona di Venezia e a lei era dedicata una chiesa nella città in cui il Doge di Venezia si recava in processione nel giorno della sua festa per ascoltare il canto del Te Deum per ringraziare la santa della presunta intercessione presso Dio con cui, il 7 ottobre 1571, avrebbe permesso la vittoria della Lega Santa nella Battaglia di Lepanto: in suo onore era coniata anche una specialissima osella, la giustina, oggi molto ricercata dai collezionisti di numismatica per la sua rarità e raffinatezza. Donatello la raffigurò a tutto tondo sull'altare della basilica del Santo (statua di Santa Giustina).

[modifica] Note

  1. ^ Padova, Arcugnano, Auronzo di Cadore, Enego, Montegalda, Palmanova, Pernumia, Roana, Santa Giustina, Santa Giustina in Colle, Solagna, Limana
  2. ^ L. Barbo, Delle origini della congregazione di Santa Giustina, Padova 1908.

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