Giustina di Padova

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Santa Giustina di Padova
Moretto, Santa Giustina di Padova e un donatore, 1530, Vienna, Kunsthistorisches Museum
Moretto, Santa Giustina di Padova e un donatore, 1530, Vienna, Kunsthistorisches Museum

Vergine e Martire

Nascita Padova, seconda metà del III secolo
Morte Padova, 7 ottobre 304
Venerata da Chiesa cattolica
Canonizzazione Pre canozzazione
Santuario principale Abbazia di Santa Giustina, Padova
Ricorrenza 7 ottobre
Attributi Rappresentata come una giovane con un ramo di palma e un pugnale infisso nel cuore. Talvolta l'accompagnano un unicorno e un drago. Altre volte regge un libro.
Patrona di Congregazioni benedettine e di numerosi comuni italiani (vedi Patronati)

Giustina di Padova (... – Padova, 7 ottobre 304) è stata una martire, commemorata come santa dalla Chiesa cattolica.

Agiografia[modifica | modifica sorgente]

Giustina è vissuta tra la fine del III e gli inizi del IV secolo. Nacque da una distinta famiglia padovana durante il periodo delle persecuzioni cristiane di Diocleziano.

A causa del suo rifiuto verso la religione pagana il 7 ottobre del 304 fu fermata dai soldati dell'imperatore Diocleziano e condannata a morte. L'esecuzione avvenne tradizionalmente ai piedi del Pontecorvo. Fu sepolta nei pressi del teatro romano Zairo. Ora è posto sotto la mensa dell'altar maggiore nella grandiosa Basilica di Santa Giustina a Padova.

Il culto[modifica | modifica sorgente]

Sulla tomba di Giustina fu fondato già nel VI secolo dal prefetto del pretorio Venanzio Opilione un primo santuario, che fu poi ingrandito e dal XV secolo divenne un importante centro monastico. I Benedettini fondarono la Congregazione di Santa Giustina nel XV secolo[1]. Soppresso da Napoleone Bonaparte nel 1810, il monastero è stato riaperto nel 1919 ed ospita al suo interno la Biblioteca statale del monumento nazionale di Santa Giustina.

La diffusione del suo culto fu molto precoce ed è attestato a Rimini in un'iscrizione del VI - VII secolo e a Como nell'oratorio che il vescovo Agrippino le dedicò nel 617[2].

Il culto per la santa assunse un valore particolare alla fine del Cinquecento perché nel giorno della sua festa, il 7 ottobre 1571, la flotta della Lega Santa sconfisse nella battaglia di Lepanto quella turca e riuscì così a frenare l'avanzata dell'Impero ottomano nel Mediterraneo.

Patronati[modifica | modifica sorgente]

È patrona di alcuni comuni italiani, tra i quali:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ L. Barbo, Delle origini della congregazione di Santa Giustina, Padova 1908.
  2. ^ L'iscrizione dedicatoria recita: "Agripinus famulus Christi, Comensis Civitatis episcopus hoc Oratorium sanctae Justinae martyris anno X ordinationis suae a fondamentis fabricavit et sepulturas ibi ordenabit et in omni explebit, ad gloriam dicabit".

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 13198861