Provincia di Belluno

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Provincia di Belluno
provincia
Provincia di Belluno – Stemma Provincia di Belluno – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Veneto-Stemma.png Veneto
Amministrazione
Capoluogo Belluno
Presidente Vittorio Capocelli (commissario prefettizio) dal 31/10/2011
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°08′27″N 12°12′56″E / 46.140833°N 12.215556°E46.140833; 12.215556 (Provincia di Belluno)Coordinate: 46°08′27″N 12°12′56″E / 46.140833°N 12.215556°E46.140833; 12.215556 (Provincia di Belluno)
Superficie 3 678 km²
Abitanti 213 474 (01-01-2011)
Densità 58,04 ab./km²
Comuni 67 comuni
Province confinanti Stato Federale del Tirolo (AT-7), Stato Federale della Carinzia (AT-2), Trento, Bolzano, Treviso, Udine, Pordenone, Vicenza
Altre informazioni
Cod. postale 32100 Belluno, 32010-32047 provincia
Prefisso 0435, 0436, 0437, 0439
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 025
Targa BL
PIL procapite (nominale) 29.453 €
Cartografia

Provincia di Belluno – Localizzazione

Sito istituzionale
« Io dico che la mia terra è uno dei posti più belli non già dell'Italia ma dell'intero globo terracqueo... la mia patria si chiama Belluno. »
(Dino Buzzati)

La provincia di Belluno (provincia de Belùn in veneto, provinzia di Belum in ladino) è una provincia italiana del Veneto; risulta al contempo la meno popolata (213.474 abitanti) e la più estesa (3.678 km²) della regione.

La provincia occupa il settore settentrionale del Veneto ed è caratterizzata da un territorio prevalentemente montano; la maggior parte dei gruppi dolomitici è compresa all'interno dei suoi confini, per cui può essere ritenuta la provincia delle Dolomiti per eccellenza. Il Piave, che la attraversa da nord a sud, è il principale corso d'acqua.

Secondo l'indagine annuale de Il Sole 24 Ore, la provincia di Belluno si è classificata al primo posto fra le province italiane per qualità della vita nel 2009 migliorando il secondo posto del 2008,[1] migliorando altresì la posizione del 2007 che la vedeva comunque al quarto posto.[2]

Il PIL pro capite nominale, secondo dati Unioncamere relativi al 2009, si attesta sui 29 453 .[3]

Protostoria[modifica | modifica wikitesto]

Nella località di Lagole, a Calalzo, si trova un sito paleoveneto con i resti di un santuario dedicato ad una divinità sanante, risalente a circa il V secolo a.C. Un secondo sito di maggiori dimensioni è stato rinvenuto a Mel. La Necropoli di Mel, utilizzata in modo continuativo dai Veneti Antichi dall'VIII al V secolo a.C. fu scoperta nel 1958. Fino all'inizio degli anni ottanta sono state scavate circa 80 tombe, nel 1962 furono inoltre messi in luce, nella zona meridionale della necropoli, verso la strada provinciale che da Mel conduce a Belluno, sette recinti, definiti circoli; in seguito furono riconosciute le tracce di almeno altri due recinti parzialmente conservati. Molti reperti hanno rivisto la luce, soprattutto statuette di bronzo e un elevato numero di iscrizioni venetiche tuttora esposte al Museo archeologico cadorino a Pieve di Cadore e al Museo Civico Archeologico di Mel. Feltre è invece di probabile origine Retica, come Trento e Verona, così come riportato da Plinio il Vecchio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi insediamenti nella zona di Belluno furono favoriti dalla difendibilità del luogo, mentre prima dei quali il territorio era un luogo di passaggio, fatto di piccoli centri non stabili. Diversi sono poi i siti archeologici che testimoniano la presenza, già dall'età della pietra, di insediamenti umani. I primi abitatori stabili della zona furono i Paleoveneti, una popolazione di origine Indoeuropea. In generale reperti archeologici testimoniano una forte influenza della cultura celtica. Gli stessi Celti furono poi cacciati dai Romani, che a partire dal 181 a.C. dominarono l'intero Bellunese. Al declino dei Romani seguì un lungo periodo di conquiste, passaggi di mano, e invasioni. Una stabilità si ritrovò alla morte di Teodorico, che portò al declino dei Bizantini e ad una conquista longobarda[non chiaro]. L'attuale Provincia di Belluno fu un territorio con diverse località interessate dalle vicende umane e storiche che si svolsero tra il XI secolo e il XIII secolo e dalle numerose proprietà che videro protagonisti i vari componenti della famiglia degli Ezzelini. Proprietà che furono certosinamente accertate, censite e documentate dopo la loro definitiva sconfitta avvenuta nel 1260. Dal 1420 al 1797 il Bellunese fa parte della Serenissima Repubblica di Venezia, e, dopo la parentesi napoleonica, dell'Austria fino al 1866, per poi entrare a fare parte assieme al resto del Veneto del Regno d'Italia. Nel 1923 ha ottenuto Cortina d'Ampezzo, Colle Santa Lucia e Livinallongo del Col di Lana già parte dell'Austria Ungheria (Tirolo)[4].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Geografia della provincia di Belluno.
Il Passo di Giau visto dal Nuvolau
Il fiume Piave tra Mel e Santa Giustina
Il lago del Corlo con l'abitato di Rocca
Veduta dell'abitato di Cortina d'Ampezzo

La provincia, molto estesa e quasi interamente montana, comprende le regioni geografiche del:

Confini[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Belluno confina a nord con l'Austria (Tirolo e Carinzia), a est con il Friuli-Venezia Giulia (province di Udine e Pordenone), a sud con la Provincia di Treviso e con la Provincia di Vicenza, a ovest con il Trentino-Alto Adige (province di Trento e Bolzano).

Ad eccezione dei settori sudoccidentale e centro-orientale, i confini amministrativi sono in larga parte coincidenti con quelli del bacino del Piave.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Gran parte della provincia è occupata dalle Dolomiti, patrimonio dell'umanità dell'UNESCO, con le vette delle Tofane, delle Tre Cime di Lavaredo, del Monte Pelmo, del Monte Civetta, della Moiazza, del monte Antelao, del Cristallo, del gruppo delle Marmarole, del Sorapis, dei Cadini di Misurina, della Croda Rossa d'Ampezzo, del Sella della Marmolada e delle Pale di San Martino (queste ultime tre al confine con il Trentino-Alto Adige).
Nella parte più meridionale è presente la catena delle Prealpi bellunesi con il Col Visentin, il monte Cesen, il Monte Grappa, il Col Nudo. Nella parte meridionale della provincia si estende la Valbelluna, la valle più ampia e maggiormente abitata della provincia in cui sorge anche il capoluogo e sulla quale si stagliano le Prealpi bellunesi (Gruppo dolomitico della Schiara, Monti del Sole, Vette Feltrine, massiccio del Monte Grappa) qui si trova anche il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi.

Di seguito vengono elencate le principali cime oltre i 3000 m s.l.m., limitandosi nel caso di più cime appartenenti allo stesso gruppo alla cima più elevata.

Cima Quota (m s.l.m.) Gruppo
Punta Penia 3342 Marmolada
Antelao 3264 Antelao
Tofana di Mezzo 3244 Tofane
Cristallo 3221 Cristallo
Civetta 3220 Civetta
Punta Sorapiss 3205 Sorapiss
Vezzana 3192 Pale di San Martino
Pelmo 3168 Pelmo
Piz Boè 3152 Sella
Croda Rossa d'Ampezzo 3146 Croda Rossa d'Ampezzo
Croda dei Toni 3094 Croda dei Toni
Cima Undici 3092 Popera

Passi e valichi[modifica | modifica wikitesto]

In virtù della conformazione montana, numerosi sono i passi e i valichi che permettono i collegamenti tra il bellunese e le province confinanti oppure interni. Nel settore settentrionale i collegamenti con la provincia di Bolzano sono garantiti dai passi Pordoi, Campolongo (nell'Agordino), Valparola, Cimabanche (Ampezzano) e Monte Croce di Comelico (Comelico); ad est quelli con la provincia di Udine dai valichi di Cima Sappada, Forcella Lavardet e Passo della Mauria mentre per raggiungere il pordenonese attraverso la Valcellina è necessario percorrere il Passo di Sant'Osvaldo, sito però in territorio friulano. A sud, la Sella di Fadalto e il Passo di San Boldo garantiscono i collegamenti con il trevigiano e la pianura veneta (vi sono però anche collegamenti attraverso la valle del Piave privi di valichi). Ad ovest i passi Valles, San Pellegrino (situato però in provincia di Trento) e Fedaia consentono di raggiungere il Trentino.

All'interno della provincia rivestono importanza i passi Giau e Falzarego (tra Ampezzano e Agordino), Duran e Staulanza (tra Agordino e Zoldano), Cibiana (tra Zoldano e Cadore), Forcella Aurine (interna all'Agordino) e Tre Croci (tra Cadore e Ampezzano). Nella parte meridionale della Provincia il valico più importante è la Sella di Arten, spartiacque tra Piave e Brenta, mentre l'unico sopra i 1000 m s.l.m. di una certa rilevanza è il Passo Croce d'Aune.

Alcuni dei passi citati, situati nella parte settentrionale della provincia, superano i 2000 m s.l.m.:

Passo Altezza (m s.l.m.) Collegamento
Passo Pordoi 2239 Arabba (Livinallongo del Col di Lana), Canazei
Passo di Giau 2232 Cortina d'Ampezzo, Selva di Cadore
Passo di Valparola 2192 Passo di Falzarego, Alta Badia
Passo di Falzarego 2117 Livinallongo del Col di Lana, Cortina d'Ampezzo
Passo Fedaia 2057 Rocca Pietore, Canazei
Passo Valles 2032 Falcade, Predazzo

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

La provincia ricade per la maggior parte (92,8%)[5] nel bacino del Piave: dei 69 comuni, solo 3 (Arsiè, Fonzaso e Lamon, appartenenti al bacino del Brenta) non ricadono almeno parzialmente in tale area. La rimanente parte della provincia si estende parzialmente anche sui bacini di Adige, Livenza e Tagliamento.

Il Piave è il principale corso d'acqua che attraversa la provincia, sia per portata, ampiezza di bacino e lunghezza, sia per la rilevanza economica che il fiume ha avuto nel corso dei secoli per le popolazioni rivierasche. Altri corsi d'acqua importanti sono, ordinati secondo la portata media, il Cordevole, il Boite, l'Ansiei e il Maè, tutti tributari del Piave. A questi va aggiunto il Cismon, che attraversa il Feltrino e confluisce poi nel Brenta.

Numerosi sono anche i laghi, sia naturali che artificiali (questi ultimi realizzati tutti prima del 1963, anno in cui la strage del Vajont bloccò i programmi per la costruzione di nuovi impianti). Tra i laghi naturali figurano quello di Misurina, Alleghe e Santa Croce (questi ultimi due sono di origine naturale, ma in seguito sono stati chiusi da dighe artificiali per permettere il controllo del deflusso e aumentarne la capacità d'invaso); tra i laghi artificiali vi sono quelli di Auronzo, del Centro Cadore, di Fedaia, del Mis, della Stua e del Corlo.

Centri abitati[modifica | modifica wikitesto]

Vedi anche Vedi anche la sezione Comuni più popolosi.

Il principale centro abitato della provincia è Belluno, con più di 35.000 abitanti. L'unico altro centro importante, dal punto di vista della popolazione residente, è Feltre (circa 20.000 ab.), capoluogo del Feltrino. Vi sono solamente altri 6 comuni con una popolazione superiore ai 5.000 abitanti (Cortina d'Ampezzo, Limana, Mel, Santa Giustina, Sedico e Ponte nelle Alpi) e tutti questi, ad eccezione di Cortina, sorgono nella Valbelluna. Altri centri importanti, oltre a quelli che si trovano nella valle del Piave da Longarone a Feltre, sono i capoluoghi di vallata quali Agordo (capoluogo dell'Agordino) e Pieve di Cadore (capoluogo del Cadore). A questi possono venire aggiunti anche Auronzo di Cadore, Lamon, Fonzaso e i comuni dell'Alpago.

Clima[6][modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stazioni meteorologiche della provincia di Belluno.

Rete di monitoraggio[modifica | modifica wikitesto]

La rete di rilevazione delle grandezze meteorologiche nella provincia di Belluno è composta da 50 stazioni meteorologiche automatiche gestite dall'ARPA Veneto che inviano i dati ai centri di Teolo e Belluno. A questa rete va aggiunta la rete nivometeorologica, che consta di 10 stazioni che trasmettono i dati al centro di Arabba. Vi è infine un progetto, che coinvolge l'ARPA Veneto ed altri enti ed associazioni amatoriali, che effettua il monitoraggio di numerose doline presenti nel Triveneto: è nell'ambito di questo progetto che nel dicembre 2010, nelle Pale di San Martino (in una stazione situata però in provincia di Trento) è stata registrata la temperatura minima registrata in Italia di -48,3 °C. A queste si affianca una fitta rete di stazioni meteorologiche amatoriali.

Descrizione climatica[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione climatica[modifica | modifica wikitesto]

Dei 69 comuni della provincia, 65 ricadono in zona F, mentre 4 (Limana, Lentiai, Trichiana e Vas) appartengono alla zona E. Il comune con il valore più elevato di gradi giorno è Zoppè di Cadore (4891) mentre quello con il valore minimo è Trichiana (2879).

Temperatura[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Belluno presenta, in virtù della conformazione orografica, caratteristiche climatiche assai diverse da zona a zona. Per quanto riguarda le temperature, viene di seguito fatta una distinzione in base alla quota.

  • Fondovalle, fino a 700 m s.l.m. In queste aree il clima è piuttosto mite, segnadno il passaggio da quello oceanico (Cfb) a quello continentale umido (Dfb). La temperatura media annuale è compresa tra 10 °C (registrati nelle zone più elevate) e 12,5 °C (registrati nel Feltrino)[senza fonte]. Nella stagione invernale le temperature minime vanno regolarmente sotto zero mentre i giorni di ghiaccio non sono molto frequenti e solitamente concentrati a gennaio e febbraio. In estate, specialmente nei fondovalle, le temperature possono superare i 30 °C, mentre la media delle massime è compresa tra i 24 e i 28 °C delle zone più calde (bassa Valbelluna, Feltrino e longaronese).
  • Valli interne, da 700 a 1500 m s.l.m. In queste zone il clima è continentale umido (Dfb). Gli inverni sono piuttosto rigidi, localmente anche a quote inferiori ai 1000 m s.l.m. (come ad esempio Santo Stefano di Cadore), con temperature medie minime nei mesi più freddi che possono raggiungere i -10 °C; la media minima scende sotto lo zero da novembre a marzo (localmente aprile, come Sappada). In estate le medie massime oscillano tra i 19 e i 24 °C e le giornate di calura si registrano solo nelle stazioni alle quote più basse.
  • Valli tra 1500 e 1900 m s.l.m. In questi territori il clima è continentale freddo (Dfc). Gli inverni sono lunghi, con precipitazioni nevose che possono avvenire da settembre a maggio. Nei mesi invernali sono frequenti le giornate di ghiaccio, le temperature medie minime annuali possono essere inferiori a 0 °C. Le estati sono brevi, con possibili giorni di ghiaccio anche in giugno e agosto; la temperatura media minima è compresa tra 7 e 10 °C, mentre la massima oscilla a seconda delle zone da 16 a 20 °C.
  • Alta montagna. Sopra i 1900 m s.l.m. c'è il clima freddo della tundra di altitudine (ET); ad eccezione delle attività turistiche localizzate in corrispondenza dei principali passi, non vi sono più insediamenti abitati permanentemente. Gli inverni sono lunghi e con temperature medie massime inferiori a 0 °C da dicembre a febbraio-marzo. Le estati sono fresche, con temperature notturne che a 1900-2200 m s.l.m. sono comprese tra 6 e 8,5 °C e che, oltre i 3000 m, possono essere inferiori allo 0; la media delle massime difficilmente supera i 15 °C alle quote più basse mentre non supera i 5 alle quote più elevate.

Valutando la medie annuale, le escursioni termiche sono più marcate nelle valli (10-12 °C) che in quota (6-7 °C) e nella stagione calda che in quella fredda. A livello di microclima, è possibile trovare località con valori estremi delle temperature minimi molto bassi se rapportati alla quota: ad esempio, nel 2005, vennero registrati -35 °C in Cansiglio (loc. Valmenera, ad quota di circa 900 m s.l.m.). in tali ambiti si registrano escursioni termiche molto ampie, con variazioni di temperatura repentine in pochi minuti.[7]

Precipitazioni[modifica | modifica wikitesto]

Le precipitazioni, in accordo con il regime caratteristico delle Alpi, sono piuttosto scarse nel periodo invernale e più abbondanti nel periodo estivo, con un massimo autunnale meno marcato nel settore nordoccidentale. A livello di provincia, le precipitazioni risultano più abbondanti nel settore prealpino (Feltrino, Alpago) con accumuli annuali che raggiungono i 1600-1800 mm e con massimi mensili tra ottobre e novembre di 200-250 mm. Spostandosi verso nord gli accumuli scendono a 1300 mm, con punte minime tra Ampezzano e alto Agordino inferiori ai 1100 mm. I giorni di pioggia sono compresi ovunque tra 105 e 115 per anno.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]

Un tempo l'economia del territorio era basata sull'alpeggio e su una povera agricoltura di montagna. Ora l'agricoltura è poco significativa, se non in ristretti settori d'eccellenza come la coltivazione del fagiolo nell'altipiano di Lamon (Fagiolo di Lamon della Vallata Bellunese, IGP) e la produzione del formaggio Piave (DOP).
La provincia inoltre, può contare su numerosi prodotti tipici derivanti da ciascuna vallata bellunese, un esempio lo sono il miele delle dolomiti, realizzato dai tanti apicoltori della provincia e premiato da numerosi riconoscimenti, il gelato della Val di Zoldo e del longaronese, la patata di Cesiomaggiore, il pastin (piatto a base di carne), e tanti altri ancora.

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Nel Bellunese è sorto uno dei distretti industriali più importanti del Nord-est, quello dell'occhiale, in particolare nelle zone dell'Agordino e del Cadore. Ad Agordo è nata la Luxottica, la più grande azienda manifatturiera di occhiali al mondo. A Longarone sono presenti invece la Marcolin, il Gruppo De Rigo e il maggiore stabilimento della Safilo.
Oltre al settore dell'occhialeria di fondamentale importanza sono i settori della refrigerazione industriale (De Rigo Refrigeration, Costan, Zanussi) e dei sanitari (Ideal Standard, Ceramica Dolomite).

La provincia di Belluno fa parte del club dei 15, cioè le quindici provincie italiane più industrializzate secondo questi criteri:

  • alto reddito (20 000 euro per abitante – primo quartile per l'Italia);
  • contributo dell'industria (comprese costruzioni) al valore aggiunto superiore al 35% - la UE 25 ha una media del 29% (Italia 28%) ed individua la soglia dei territori industriali al 30%;
  • quota dell'occupazione industriale superiore al 40% - la UE 25 ha una media del 27% (Italia 31%).

Smentendo così la nomea di provincia povera ed arretrata tecnologicamente.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei settori più importanti per l'economia è il turismo: la provincia può vantare alcune delle stazioni turistiche montane più note a livello nazionale, tra cui Cortina d'Ampezzo, lo SkiCivetta con Selva di Cadore, Alleghe e Zoldo Alto, Auronzo di Cadore, Falcade, Arabba, Sappada, Alpe del Nevegal e in generale le zone del Cadore e dell'Agordino.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione straniera nei comuni della provincia al 31 dicembre 2013

Al 31 dicembre 2013 la popolazione straniera residente in provincia contava 13.326 persone[8], pari al 6,4% della popolazione totale. Con riferimento al 1º gennaio 2010 (13731 stranieri residenti) queste erano le nazionalità più numerose[9]:

  1. Marocco 2003
  2. Romania 1663
  3. Albania 1441
  4. Ucraina 1329
  5. Cina 1220
  6. Macedonia 1006
  7. Moldova 715
  8. Croazia 557
  9. Kosovo 378
  10. Serbia 330

Al 31 dicembre 2013 i comuni con la più alta percentuale di stranieri sul totale della popolazione erano Alano di Piave (17,8%) e Quero Vas (14,9%), entrambi in territorio Feltrino.

Minoranze linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Provinthia de Blun

I comuni riconosciuti nell'ambito della cosiddetta Ladinia

Nella Provincia sono presenti alcune minoranze linguistiche, tutelate dallo statuto provinciale:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Elenco dei comuni di lingua ladina.

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Presidente Partito Carica Note
7 maggio 1995 27 giugno 2004 Oscar De Bona PDS-centrosinistra-LAV poi PPI-SDI-LFV Presidente
28 giugno 2004 22 giugno 2009 Sergio Reolon La Margherita poi Partito Democratico Presidente
23 giugno 2009 28 ottobre 2011 Gianpaolo Bottacin Lega Nord Presidente
29 ottobre 2011 in carica Vittorio Capocelli Commissario

Prima della pubblicazione della L.R. 28 settembre 2012, n. 40 "Norme in materia di unioni montane" (modificata dalla L.R. 49/2012), tutti i comuni della provincia erano raggruppati in nove comunità montane. Successivamente la regione si è occupata della riforma di questi enti, trasformandoli in unioni montane.

Solo la Comunità montana Feltrina e la Comunità montana Valle del Boite non sono state ancora convertite, a causa di alcune modifiche territoriali che hanno protratto l'iter burocratico: nel primo caso rientrerà anche il comune trevigiano di Segusino, il secondo vedrà il recesso del comune di Cortina d'Ampezzo e l'ingresso di Valle di Cadore (già Comunità montana Centro Cadore).

Unione montana Sede Numero comuni Sito web
Unione montana Agordina Agordo 16 [1]
Unione montana Alpago Puos d'Alpago 5 [2]
Unione montana Bellunese-Belluno Ponte nelle Alpi Belluno 2 [3]
Unione montana Cadore Longaronese Zoldo Longarone 6 [4]
Unione montana Centro Cadore Auronzo di Cadore 8 [5]
Unione montana Comelico e Sappada Santo Stefano di Cadore 6 [6]
Unione montana Val Belluna Sedico 6 [7]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Appartengono alla provincia di Belluno 67 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Posizione Stemma Comune di Popolazione (ab) Superficie (km²) Densità (ab/km²) Altitudine (m s.l.m.)
Belluno-Stemma.png Belluno 35 802 147,19 243,2 389
Feltre-Stemma.png Feltre 20 761 100,19 207,2 325
Sedico-Stemma.png Sedico 10 021 91,42 109,6 317
Ponte nelle Alpi-Stemma.png Ponte nelle Alpi 8 432 57,98 145,4 397
Santa Giustina (Italia)-Stemma.png Santa Giustina 6 739 35,88 187,8 306
Mel-Stemma.png Mel 6 116 85,72 71,3 362
Cortina d'Ampezzo-Stemma.png Cortina d'Ampezzo 5 934 254,51 23,3 1.211
Longarone-Stemma.png Longarone 5 433 122,18 44,5 473
Limana-Stemma.png Limana 5 163 39,17 131,8 349
10º Trichiana-Stemma.png Trichiana 4 895 43,82 111,7 347

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

Numero Soprannome Inizio Fine
Autostrada A27 Italia.svg di Alemagna innesto dalla tangenziale di Mestre innesto nella SS 51 a Pian di Vedoia

Strade statali[modifica | modifica wikitesto]

L'elenco non comprende le strade statali declassate a strada regionale o a strada provinciale (presenti però nelle apposite sezioni). Questo elenco tratta le soli strade gestite dall'ANAS.

Numero Denominazione Inizio Fine
Strada Statale 50 Italia.svg del Grappa e del Passo Rolle* innesto dalla SS 51 a Ponte nelle Alpi innesto nella SS 48 a Predazzo
Strada Statale 50bis Italia.svg del Grappa e del Passo Rolle innesto dalla SS 50 a Arsiè innesto nella SS 47 a Primolano
Strada Statale 51 Italia.svg di Alemagna innesto dalla SS 13 a Conegliano innesto nella SS 49 a Dobbiaco
Strada Statale 51bis Italia.svg di Alemagna innesto dalla SS 51 a Tai di Cadore innesto nella SS 52 a Lozzo di Cadore
Strada Statale 52 Italia.svg Carnica innesto dalla SS 13 a Carnia innesto nella SS 49 a San Candido

*Solo da Ponte nelle Alpi a Fonzaso. Da Fonzaso la gestione passa a Veneto Strade e quindi diventa Strada Regionale 50 Italia.svg.

Strade regionali[modifica | modifica wikitesto]

Le strade regionali sono strade gestite dalla società Veneto Strade e sono tutte strade statali declassate. Oltre alla già citata SR 50 nel territorio della provincia di Belluno sono presenti:

Numero Denominazione Inizio Fine
Strada Regionale 48 Italia.svg delle Dolomiti innesto dalla SS 12 a Ora innesto nella SS 52 a Cima Gogna
Strada Regionale 203 Italia.svg Agordina innesto dalla SS 50 a Sedico innesto nella SR 48 a Cernadoi
Strada Regionale 204 Italia.svg
(ex SS 203 dir)
Belluno-Mas innesto dalla SR 203 a Vignole innesto nella SS 50 a Belluno
Strada Regionale 348 Italia.svg Feltrina innesto dalla SS 53 a Treviso innesto nella SS 50 a Feltre
Strada Regionale 355 Italia.svg della Val Degano innesto dalla SS 52 a Villa Santina innesto nella SS 52 a Santo Stefano di Cadore

Strade provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Belluno.

Trasporto pubblico su gomma[modifica | modifica wikitesto]

Il servizio pubblico su gomma viene svolto prevalentemente dalla DolomitiBus che garantisce i servizi urbani di Auronzo di Cadore, Belluno, Feltre e Pieve di Cadore (mentre il servizio urbano di Cortina d'Ampezzo è svolto dalla Se.Am.), i collegamenti interni alla provincia ed alcuni collegamenti con il Trentino e l'Alto Adige. I collegamenti con le province confinanti vengono garantiti anche da altre compagnie:

Funivie[modifica | modifica wikitesto]

In provincia si trovano diverse funivia tra cui la funivia del Lagazuoi che collega il passo di Falzarego (2.117 m) con il rifugio Lagazuoi (2.752 m), nei pressi del Piccolo Lagazuoi, nel territorio comunale di Cortina d'Ampezzo

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Categoria:Stazioni ferroviarie della provincia di Belluno.

La provincia è servita dalle seguenti linee, sulle quali opera Trenitalia con soli treni regionali:

Entrambe sono a binario unico e non elettrificate. La principale stazione è quella di Belluno; altre stazioni importanti sono quelle di Feltre, Calalzo (stazione terminale della linea) e Ponte nelle Alpi (dove si diramano le linee per il Cadore e per Conegliano). È possibile raggiungere senza cambi intermedi, oltre a Conegliano e Treviso, anche Venezia e Padova. Tra il 1925 e il 1955 fu attiva la linea Bribano-Agordo[10], mentre dal 1921 al 1964 fu attiva la Ferrovia delle Dolomiti tra Calalzo di Cadore e Dobbiaco via Cortina; entrambe queste linee erano a binario unico ed elettrificate (la linea tra Calalzo e Dobbiaco era a scartamento ridotto).

Tra il 1955 e il 1999 fu attiva la Freccia delle Dolomiti, un collegamento diretto tra Calalzo di Cadore e Milano.[11] Fino al 2011 è esistito anche un treno diretto tra Calalzo e Roma[12]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto di Belluno e Aeroporto di Cortina.

In provincia di Belluno esistono due aeroporti: quello di Belluno (civile e turistico, con pista in erba) e quello di Cortina d'Ampezzo, sito in località Fiames (civile, in conglomerato bituminoso, è inattivo dal 1976; è in corso la riconversione a eliporto). Attualmente è stato inaugurato un campo di volo nelle vicinanze di Sedico la località è PRAPAVEI, 2 km da Sedico.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione sportiva della provincia è soprattutto legata alle discipline invernali sia a livello di atleti che di manifestazioni: nel 1956 a Cortina d'Ampezzo si svolsero i VII Giochi olimpici invernali e nel 1985 Belluno fu sede della XII Universiade invernale. La località ampezzana ha ospitato anche campionati mondiali di bob, sci alpino, sci nordico e curling. In queste discipline risultati importanti sono stati ottenuti da diversi atleti quali Eugenio Monti (bob), Kristian Ghedina (sci alpino), Maurilio De Zolt, Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer (sci nordico). Nelle discipline di squadra (curling, hockey su ghiaccio) molti sono i giocatori dati alla nazionale e gli scudetti conquistati.

All'infuori delle discipline invernali negli sport di squadra si registrano partecipazioni al massimo campionato italiano nella pallavolo maschile (5 stagioni per la Pallavolo Belluno negli anni settanta-ottanta più un campionato nella stagione 2011-12 con la Sisley Volley nel suo ultimo anno di attività) e nel calcio femminile (Belluno Femminile, 2 stagioni nel 1980 e 1981). Buoni risultati sono stati ottenuti nel calcio a 5 grazie alla Canottieri Belluno e nel rugby (7 stagioni per il Rugby Belluno, l'ultima nel 2000-01) nel campionato di serie A2. Nel calcio a 11 maschile disputarono la serie C nel secondo dopoguerra la Feltrese e il Belluno (il Belluno disputò poi due stagioni in C2 nei primi anni 2000). Nel basket non sono stati invece raccolti risultati di particolare rilievo.

La provincia viene attraversata regolarmente dal Giro d'Italia e spesso i suoi passi costituiscono la Cima Coppi (addirittura 13 volte il Passo Pordoi). L'unico ciclista bellunese ad essere riuscito a vincere una tappa di questa manifestazione è stato Giovanni Knapp nel 1966.

Persone legate alla provincia di Belluno[modifica | modifica wikitesto]

Arte e cultura[modifica | modifica wikitesto]

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Qualità della vita 2008, Il sole 24 ore. URL consultato il 29 dicembre 2008.
  2. ^ Qualità della vita 2007, Il sole 24 ore. URL consultato il 29 dicembre 2008.
  3. ^ Pil pro capite nominale province italiane, dati Unioncamere 2010
  4. ^ Regio Decreto 21 gennaio 1923, n. 93, art. 2
  5. ^ Scheda del fiume Piave sul sito dell'ADBVE.
  6. ^ Salvo diversa indicazione, le informazioni sono state tratte dal sito dell'ARPA Veneto
  7. ^ Progetto doline
  8. ^ Statistiche demografiche ISTAT.
  9. ^ Statistiche demografiche ISTAT.
  10. ^ Breve storia della ferrovia Bribano Agordo sul sito Trenibelluno.it.
  11. ^ Freccia delle Dolomiti sul sito Trenibelluno.it.
  12. ^ Orario 2012, la scure sui servizi non-AV di Trenitalia su ferrovie.it.

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