Prefetto del pretorio

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Praefectus praetorius
Descrizione generale
Attiva Augusto - Costantino I
Nazione Roma Antica
Tipo fanteria
Dimensione 6.000 fanti a Roma
Guarnigione/QG castra pretoria
Equipaggiamento spada, pilum, scudo ovale ed elmo
Patrono Marte dio della guerra
Comandanti
Comandante attuale Prefetto del pretorio

[senza fonte]

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Il prefetto del pretorio (latino: præfectus prætorio) era un comandante militare dell'Impero romano. Inizialmente era il comandante della Guardia pretoriana, ovvero della guardia del corpo dell'imperatore; successivamente divenne l'amministratore di una delle suddivisioni del tardo impero, le prefetture del pretorio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Principato[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Augusto.

La carica fu istituita nel 2 a.C., in età imperiale, per volere di Augusto, come comandante della Guardia pretoriana e poteva essere ricoperta solo da membri dell'ordine equestre.

Inizialmente, la prefettura del pretorio era la seconda carica del cursus equestre dopo l'ufficio di prefetto d'Egitto. Già in età giulio-claudia, tuttavia, la prefettura del pretorio divenne, grazie alla vicinanza con la persona dell'imperatore, il massimo incarico per un membro del ceto equestre. Già con Tiberio, Seiano palesò infatti il potere che questa figura poteva avere per le sorti dell'impero.

Il prefetto del pretorio era in primis un comandante militare, nel qual caso delle IX coorti pretorie stanziate nell'Urbe; esse rappresentavano sotto diversi aspetti (armamento, addestramento e arruolamento) il corpo d'élite dell'esercito imperiale. Fra le sue file nell'Alto impero venivano arruolati i giovani delle famiglie in vista della municipalità italica, trampolino di lancio per una brillante carriera nell'ordine equestre. Oltre alla protezione del principe, che seguiva sempre anche fuori da Roma, il prefetto del pretorio fu più volte a capo delle proprie forze anche in battaglie campali.

Il prefetto del pretorio, ciononostante, ebbe già a partire dall'età giulio-claudia una delega di funzioni civili e soprattutto giudiziarie, attraverso le quali il prefetto risolveva contese di diversa natura, per la maggior parte inerenti contese fra comunità in ambito italico. In sostanza, il prefetto del pretorio divenne con il tempo il capo della cancelleria palatina, preludendo la svolta 'civile' e amministrativa della prefettura del pretorio tardo-antica.

Lista prefetti del pretorio nell'Alto Impero[modifica | modifica wikitesto]

Giulio-claudii (2 a.C. - 68)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia giulio-claudia.
Prefetto del pretorio Durata mandato Imperatore servito
Publio Salvio Apro 2 a.C. – ?? Augusto
Quinto Ostorio Scapula 2 a.C. – ?? Augusto
Publio Vario Ligure[1]  ?? – ?? Augustus
Lucio Seio Strabone  ?? – 15 Augusto, Tiberio
Lucio Elio Seiano 16/1731 Tiberio
Nevio Sutorio Macrone 3138 Tiberio, Caligola
Marco Arrecino Clemente 3841 Caligola
Lucio Arrunzio Stella[2] 3841 Caligola
Rufrio Pollione 4143 Claudio
Catonio Giusto 4143 Claudio
Rufrio Crispino 4350 Claudio
Lusio Geta 4750 Claudio
Sesto Afranio Burro 5062 Claudio, Nerone
Lucio Fenio Rufo 6265 Nerone
Gaio Ofonio Tigellino 6268 Nerone
Gaio Ninfidio Sabino 6568 Nerone

Anno dei quattro imperatori[modifica | modifica wikitesto]

Prefetto Durata mandato Imperatore servito
Cornelio Lacone 68 – 69 Galba
Plotio Firmo 69 – 69 Otone
Licinio Proculo 69 – 69 Otone
Publio Sabino 69 – 69 Vitellio
Alfenio Varo 69 – 69 Vitellio
Giunio Prisco 69 – 69 Vitellio

Dinastia Flavia (69-96)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia dei Flavi.

Imperatori adottivi e Antonini (96-192)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia degli Antonini.

I Severi (193-235)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dinastia dei Severi.

Dall'anarchia militare a Diocleziano (235-296)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Anarchia militare e Diocleziano.

Dalla riforma tetrarchica alla Notitia dignitatum, attraverso Costantino[modifica | modifica wikitesto]

Le quattro prefetture del pretorio.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tetrarchia, Costantino I e Notitia dignitatum.

Nel 293, con la riforma tetrarchica, Diocleziano suddivise l'impero in quattro prefetture:

Sotto Costantino I i prefetti furono privati in parte del potere militare, lasciando loro ancora compiti di logistica militare,[6] e diventarono amministratori delle grandi prefetture in cui era diviso l'impero.

I prefetti del pretorio all’epoca di Costantino e dei suoi successori svolgevano le seguenti funzioni:[7]

  1. la suprema amministrazione della giustizia e delle finanze.
  2. l’applicazione e, in alcuni casi, la modifica degli editti generali.
  3. controllo dei governatori delle province, i quali in caso di negligenza o corruzione venivano destituiti e/o puniti.
  4. Inoltre il tribunale del prefetto poteva giudicare ogni questione importante, civile o penale, e la sua sentenza era considerata definitiva, al punto che neanche gli imperatori osavano lamentarsi della sentenza del prefetto.

Gli imperatori controbilanciavano l’importanza e la potenza dei prefetti del pretorio con la breve durata della carica.

Solo Roma e Costantinopoli si sottraevano alla giurisdizione del prefetto del pretorio. In queste due grandi capitali l’amministrazione era affidata ai prefetti della città (o prefecti urbi). Essi avevano la stessa dignità dei prefetti del pretorio.[8]

Ogni prefettura venne divisa in diocesi. All’epoca di Costantino l’Impero era suddiviso in tredici diocesi, di cui una (Oriente) era governata da un Conte d’Oriente, un'altra (Egitto) da un Prefetto Augusteo, e le altre undici da altrettanti Vicari o sottoprefetti, i quali sottostavano all’autorità del prefetto del pretorio.[9] Ogni diocesi era ulteriormente suddivisa in province.

Dopo la morte di Costantino, avvenuta nel 337, i suoi tre figli si spartirono l'impero. Ogni Augustus ebbe un suo prefetto del pretorio e la suddivisione in prefetture divenne gradualmente permanente, anche se vi è da dire che già nel 332 fu costituita anche se in forma provvisoria la prefettura d'Africa. L'impero si trovò così diviso in tre parti: la prefettura delle Gallie ad occidente, quella centrale o d'Italia e quella orientale. Nel 356-357 venne, infine, creata la quarta prefettura, quella dell'Illirico, che ritroviamo nella Notitia dignitatum (databile ad un periodo attorno alla morte di Teodosio I, 395 circa).

Da Giustiniano a Eraclio[modifica | modifica wikitesto]

Sotto l’Imperatore Giustiniano I (527-565) si ebbero alcuni cambiamenti nell'amministrazione provinciale dell’Impero. Infatti tale imperatore nel 535/536 promulgò alcuni editti che riformarono l’amministrazione provinciale, fondendo province tra di loro per formare province più grandi, abolendo alcune diocesi (Asia e Ponto) e fondendo in molti casi autorità civile e militare nelle mani di una sola persona.[10] Quando le armi di Giustiniano riuscirono nell'impresa di riconquistare gran parte dell’Occidente, Giustiniano decise di ricostituire nei territori appena riconquistati (Italia, Africa, Spagna meridionale e isole del mediterraneo) le prefetture del pretorio: in questo modo le prefetture d'Italia e d'Africa rinacquero (la Spagna venne incorporata nella prefettura d’Africa).

Uno dei suoi successori, l’Imperatore Maurizio, abolì intorno al 584 le prefetture in Occidente: le prefetture d’Italia e d’Africa si tramutarono in altrettanti Esarcati, posti sotto la giurisdizione di un esarca, la massima autorità civile e militare di quei territori. Gli Esarchi avevano un'indipendenza maggiore dal potere centrale rispetto ai prefetti, in quanto erano praticamente dei viceré che amministravano per conto dell'imperatore i territori loro affidati: anche per questa maggiore indipendenza molti esarchi si ribellarono all'Imperatore, tentando di proclamare la loro indipendenza; tali rivolte non ebbero mai successo. Comunque negli esarcati la carica di prefetto del pretorio continuò a sopravvivere, anche se con un ruolo minore.

Sotto il regno di Eraclio (o secondo il Treadgold di Costante II) si ebbe l’abolizione effettiva delle prefetture, almeno in Oriente: infatti tale imperatore decise di riformare l'amministrazione provinciale e militare formando al posto delle vecchie diocesi in Oriente delle circoscrizioni militari dette temi. A capo dei temi vi era posto uno stratego, la massima autorità civile e militare all'interno della propria circoscrizione. Lo stratego era il governatore del tema e il comandante supremo dell’esercito. I soldati semplici si chiamavano stratioti ed erano soldati-contadini, in quanto ad essi venivano assegnate terre da coltivare in cambio delle loro prestazioni militari. Ricevevano inoltre dei compensi in denaro, anche se in misura minore rispetto in precedenza.

L’istituzione dei temi dell’Asia minore non causò la scomparsa delle vecchie province romane che continuarono a esistere all'interno dei temi amministrate da un proconsole. Tuttavia i proconsoli di un tema erano comunque subordinati al loro stratego, dal momento che i temi comprendevano più province[11]. All'inizio le nuove circoscrizioni militari vennero create solo in Asia Minore, dal momento che non era possibile crearle nei Balcani, che erano allora invasi dagli Avari e dagli Slavi.

Nell'Illirico dunque la Prefettura del Pretorio continuò a esistere fino alla fine del VII secolo, anche senza alcun effettivo potere, dato che gran parte dei Balcani erano finiti sotto il giogo slavo (solo la zona intorno la città di Tessalonica rimaneva in mano bizantina). Sotto i regni di Costantino IV (668-685) e Giustiniano II (685-695 e 705-711) vennero istituiti i temi anche nei Balcani e, pur senza mai venir ufficialmente soppressa, la Prefettura d'Illirico andò man mano scomparendo; alla fine del VII secolo il Prefetto dell’Illiria divenne Prefetto di Tessalonica[12]. Dunque la formazione progressiva dei Temi provocò la graduale scomparsa delle prefetture. Le antiche province continuarono invece a esistere all'interno dei Temi fino alla seconda metà del IX secolo, quando venne abolita la carica di Proconsole del Tema.[13]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'esistenza di Vario Ligure è discussa, e solo tramandata da un singolo passaggio di Cassio Dione, che lo identificherebbe con un certo Valerio Ligure. Gli storici moderni suggeriscono che, potrebbe esserci stato un errore o di trascrizione o di identificazione tra Valerio e Vario Ligure, dove quest'ultimo sembra essere stato uno dei personaggi che ricoprirono questo ruolo. Cfr. Bingham (1997), p42.
  2. ^ T.Wiseman, Death of an Emperor: Flavius Josephus, Exeter Studies in History, 1991, Northwestern University Press, ISBN 978-0-85989-356-5, p.59, 62
  3. ^ Luciano Perelli, Storia della letteratura latina, Torino 1969, p. 324.
  4. ^ CIL VI, 41271.
  5. ^ Historia Augusta, Divus Claudius, 15.1.
  6. ^ Ammiano Marcellino, Storie, XX, 4, 6, 8, 20.
  7. ^ Gibbon, op. cit., p. 254-255.
  8. ^ Gibbon, op. cit., p. 256
  9. ^ Gibbon, op. cit., p. 256-257
  10. ^ Bury, op. cit., Vol. II, Capitolo 21
  11. ^ Ostrogorsky, op. cit., p. 88
  12. ^ Ostrogorsky, op. cit., p. 115
  13. ^ Ostrogorsky, op. cit., p. 221

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie
Fonti storiografiche moderne
  • (EN) Howe, Laurence Lee (1942). The Pretorian Prefect from Commodus to Diocletian (AD 180-305). Chicago, Illinois: University of Chicago Press Press.
  • Y.Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'Impero, Roma 2008. ISBN 978-88-430-4677-5 
  • Edward Gibbon (a cura di A. Dero Saunders), Declino e caduta dell'Impero romano, Mondadori.
  • (En) J.B. Bury, History of the Later Roman Empire
  • Georg Ostrogorsky, Storia dell'Impero bizantino, Einaudi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]