Limana

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Limana
Panorama di Limana
Limana - Bandiera
Limana - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Veneto
Provincia: stemma Belluno
Coordinate: 46°6′0″N 12°11′0″E / 46.1, 12.18333Coordinate: 46°6′0″N 12°11′0″E / 46.1, 12.18333
Altitudine: 364 m s.l.m.
Superficie: 39 km²
Abitanti:
4.916 2008
Densità: 116 ab./km²
Frazioni: Canè, Centore, Ceresera, Cesa, Cros, Giaon, La Cal, Navasa, Navenze, Pieve di Limana, Polentes, Quartiere Europa, Triches, Valmorel, Villa 
Comuni contigui: Belluno, Revine Lago (TV), Sedico, Trichiana, Vittorio Veneto (TV)
CAP: 32020
Pref. telefonico: 0437
Codice ISTAT: 025029
Codice catasto: E588 
Nome abitanti: Limanesi 
Santo patrono: Santa Giustina, San Valentino 
Giorno festivo: 14 febbraio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Limana è un comune di quasi 5.000 abitanti della provincia di Belluno, ai piedi delle Prealpi Bellunesi. Il territorio si stende dai 320 m del greto del Piave ai 1.468 m del Monte Pezza. Dista circa 7 km dalla città di Belluno.

Indice

[modifica] Geografia

[modifica] Idrografia

Il comune è attraversato dal fiume Piave nel suo tratto subito dopo la città di Belluno, distante pochi km dalla confluenza del Cordevole. I corsi d'acqua più importanti all'interno del territorio sono:

  • Torrente Limana
  • Torrente Cicogna
  • Torrente Refos
  • Torrente Federana
  • Rio Levedin
  • Rio Baorche

[modifica] Orografia

Il comune è inserito nel sistema montuoso delle Prealpi bellunesi, affacciate direttamente sulle Dolomiti e aperte sulla Pianura Padana. I rilievi più significativi sono:

  • Monte Pezza (1468 m)
  • Col delle Poiatte (1341 m)
  • Monte Cor (1322 m)
  • Monte Sambuga (1237 m)
  • Col del Balcon (918 m)
  • Monte San Pietro in Tuba (796 m)

Diversi sono gli altopiani k si alternano tra le valli, i più importanti sono:

  • Pian delle Femene (1170 m)
  • Montegal (906 m)
  • Valpiana (836 m)
La Valpiana d'autunno

[modifica] Cenni Storici

Il nome deriva dal latino Limens (confine) in quanto il torrente Limana, da cui prende il nome, determinava il confine tra la circoscrizione (municipium) di Belluno e quella di Oderzo.

La patrona del paese e del comune è santa Giustina, a cui la chiesa parrocchiale è dedicata e in cui si conservano alcune reliquie donate il 2 ottobre 1796. Compatrono è san Valentino di cui si conservano alcune reliquie nell'altare di sant'Agnese nella chiesa arcipretale; queste reliquie furono donate da Papa Gregorio XVI nel 1846 all'allora Arciprete Don Mariano Corrà.

Il primo centro del paese sorse nel 1000, periodo in cui fu costruita la chiesa di Pieve di Limana, la cui patrona, santa Barbara, è festeggiata il 4 dicembre. Nei secoli successivi venne costruito il castello di San Pietro in Tuba. Il paese è stato assieme agli altri comuni della Sinistra Piave punto strategico di confine tra Sacro Romano Impero a Nord e la Serenissima a Sud. L'attuale capoluogo è Limana Nuova, chiamata Dussoi fino a metà del 1900. La piazza del paese è piazza Florido Lorenzi, sede del mercato e della chiesa arcipretale. Il municipio dista pochi metri, lungo via Roma.

Nel territorio sono presenti una decina di ville venete. Oltre alla chiesa arcipretale ci sono una quindicina di chiese sparse in tutto il comune.

[modifica] Quartieri cittadini

  • Dussoi (centro storico)
  • Sampoi
  • Baorche
  • La Cal
  • Mane
  • San Lorenzo (via Garibaldi)

[modifica] Onorificenze

Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione - nastrino per uniforme ordinaria

Città decorate al valor militare per la guerra di liberazione

«Durante l'occupazione nemica, malgrado le imposizioni degli invasori e le minacce di gravi pericoli, gli abitanti di Limana dimostrarono alto spirito di resistenza e morale elevata. Sprezzanti delle prescritte severe sanzioni, validamente aiutavano un ufficiale e molti soldati italiani, prigionieri alla macchia, nell'opera di informazione, di resistenza e di molestia all'invasore [1]»
— Limana, 1917-1918
Il Municipio visto dalle campagne

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Santuario di Madonna Parè

Sopra il paese di Giaon si trova il santuario di Madonna Parè, risalente al VI secolo, raggiungibile dal paese sottostante da una suggestiva via crucis, che si arrampica attraverso il bosco. La fondazione della chiesa si fa risalire a prima del VI secolo, il nome Parè sembra derivare da un termine dialettale "dei parens" che significa "genitrice di Dio". Durante recenti restauri, sono venuti alla luce sotto l'intonaco degli affreschi di epoca cinquecentesca, attribuiti a Giovanni da Mel. Al santuario è legata la leggendaria figura dell'eremita Tison Giacomo che si ritirò nel santuario alla fine del '700, in una dimora ora scomparsa, che si intravede dipinta nell'affresco di Girolamo Moech all'interno della chiesa. Al santuario è dedicato anche un romanzo, scritto da Giosuè Fagherazzi, che narra gli avvenimenti nella Valbelluna all'arrivo di Napoleone.

Appena sopra la chiesa si trovano i resti di un antico villaggio fortificato di epoca altomediovale. Intorno agli anni settanta del XX secolo in questo sito, furono rinvenuti molti reperti archeologici appartenenti a questo villaggio.

Questa chiesa fu uno dei luoghi di ispirazione dello scrittore Dino Buzzati, al quale si deve anche la decorazione del capitello votivo intitolato a Santa Rita, posta sulla strada per la Valpiana. Inoltre lo scrittore si ispirò ad alcune leggende locali per scrivere ed illustrare il suo libro i miracoli di Valmorel.

[modifica] Pieve di Santa Barbara

La chiesa di Santa Barbara era l'antica parrocchiale fino al 1905, anno in cui il titolo venne spostato a quella attuale. La sua costruzione risale indicativamente all'anno 1000, inizialmente col titolo di Santa Giustina. Lo stile della chiesa si può definire stile romanico, la chiesa è composta da un'unica navata, le pareti sono a sassi a vista, il tetto a capriate in legno. All'esterno sul lato sud-est spicca l'alto campanile. A metà del XIX° secolo la chiesa cadde in rovina e venne chiusa al culto. Durante la prima guerra mondiale i soldati demolirono il portico del battistero e utilizzarono la chiesa come magazzino dei carri dell'artiglieria. Venne completamente saccheggiate e spogliata, persino delle pietre del pavimento. La chiesa tutt'oggi spoglia è stata restaurata.

[modifica] Architetture militari

Limana e sullo sfondo i monti dell'Alpago

[modifica] Castello di San Pietro in Tuba

Intorno all'anno 1000 nel colle che apre la Valpiana venne costruito il castello di San Pietro in Tuba, nome che deriva dagli antichi sigilli dell'ordine dei Cavalieri Templari, che furono anche i primi proprietari della fortezza. Dopo una fase di abbandono a metà del XIV secolo, il castello passò ai cavalieri dell'Ordine Teutonico. Il castello, insieme alle altre fortezze della Valbelluna, costituiva una strategica linea tra i possedimenti tedeschi e veneziani.

Nel 1351 il nobile Brocca da Castello venne bandito dalla città di Belluno dal Patriarca di Aquileia, sotto ordine dell'Imperatore tedesco. Questo per vendicarsi scelse il castello di San Pietro in Tuba per attuare un attentato contro il vicario dell'Imperatore, che spesso passava nella strada sotto le mure del castello. Per riuscirci aveva bisogno dell'appoggio dei cavalieri Teutonici. Alla fine però entro in contrasto con questi, quindi il piano saltò e il nobile venne condannato. Questo evento storico viene ricordato come "La Congiura di Brocca da Castello".

Nel 1366 le fortezze dei Carraresi furono distrutte dai veneziani; il castello strettamente collegato ad esse fu abbandonato. Nelle rovine del castello fu fondato un monastero dai monaci cistercensi che vi rimasero fino al 1578. Dopo l'abbandono dei monaci, nel colle rimase solo la chiesa di San Pietro, distrutta poi a metà del 1700.

[modifica] Ville Venete

La bellezza e la tranquillità del territorio di Limana e la sua vicinanza con la città di Belluno; dal 1500 in poi ha portato le nobili famiglie Bellunesi a costruire numerosi palazzi, ville e tenute di villeggiature e residenza sparse in tutto il territorio comunale. Alcune di queste costruzione rientrano a pieno titolo nelle ville venete con caratteristiche che tendono di più ad un gusto rustico e montano rispetto a quelle della Pianura Padana. Le più importanti dal punto di vista artistico sono:

  • Villa Piloni a Cesa di Limana. Questa villa costruita intorno al XVIII° secolo dai nobili Piloni (attuali propietari), è circondata da un vasto parco disegnato dal giardiniere di Versailles Alexandre Poiteau venuto nel bellunese al seguito delle truppe napoleoniche. Al suo interno quadri della scuola di Sebastiano Ricci
  • Villa Barcelloni a Limana. Risalente al XVIII° secolo ha un impianto grandioso con corpo centrale e due barchesse laterali, circondata da ben due parchi. Durante la seconda guerra mondiale la villa venne abbandonata e successivamente saccheggiata di ogni arredo. Negli anni successivi divenne innapropiatamente dimora di più persone. Ora questa grandiosa villa, oggi si presente semiabbandonata e dall'aspetto trasandato, nei suoi parchi ora sorgono abitazioni nuove.
  • Villa Sacello a Centore. Risalente alla prima metà del XVIII° secolo, fatta costruire dalla famiglia nobile dei Sacello la propietà passo poi alla famiglia Zadra (attuale propèrietaria). La villa costruita incima ad una collinetta si presenta con due facciate e dalla struttura molto imponente; è conservata ancora oggi con arredi e fattezze originarie.
  • Villa Tasso a Triches. Questa villa assai piccola e molto slanciata ha un volume stranamente cubico. La costruzione risale al XVIII° secolo.
  • Villa Piloni-Castello di Villa di Limana. Risalente al XVIII° secolo. La villa ha un corpo centrale affiancato da una corte rustica; l'interno, molto curato, conserva mobili antichi, tele, e sculture di Andrea Brustolon.

Altre ville da citare sono: Villa Sacello a Col di Mezzo, Villa Trois a Pieve di Limana, Villa Crocecalle a Navasa, Palazzo dell'antica Canonica a Pieve di Limana, Palazzo Pagani-Cesa a Limana.

[modifica] Frazioni

[modifica] Pieve di Limana

Frazione a nord est di Limana, sull'intersezione tra il torrente Limana e il fiume Piave. Era il primo centro dell'odierno comune, sorto attorno all'anno Mille. Nel paese sorge l'antica chiesa di Santa Barbara, risalente all'anno 1000,

Poco distante il palazzo Trois del 1700, antica sede municipale e il palazzo dei Canonici del 1670. Qui tra la fine del '400 e l'inizi del '500 soggiornò con l'incarico di pievano: Giovanni Pierio Valeriano Bolzanio, importante umanista e teologo italiano.

[modifica] Cesa

Questo piccolo paese sorge sulle rive del fiume Piave dove anticamente sorgeva l'antico porto di Cesa. Il paese si sviluppa attorno alla piazza Matteo Cesa, dove sorge la chiesa di S.Pietro Apostolo, più in la inizia il lungo viale chiamato la Carpenadache porta all'ingresso della Villa Piloni casa natale del pittore Matteo Cesa. Il nome del paese deriva dal latino caesa che significa siepe.

[modifica] Giaon

Popoloso borgo nei pressi del centro, quasi inglobato a questo. Sorto ai piedi di una montagna, il nucleo più antico è Villanova, caratterizzato dalla presenza di murales che ritraggono le storie scritte da Dino Buzzati nei Miracoli di Valmorel. Nel centro sorge la chiesetta dei S.S. Filippo e Giacomo; da qui parte l'ottocentesca via crucis per il suggestivo santuario di Madonna Parè posto immediatamente sopra il paese. Lungo la Cal de Sant'Antoni si può notare quello che resta del Palazzo dei Cancian. Il nome del paese deriva dal preromano cava con il suffisson in -one, con il significato di solco di detriti.

[modifica] Trichès

Questo borgo si stende in fondo alla piana delle Muiere sopra il torrente Limana e il rio Foran. Caratteristico paese di vecchie case; a dominare la parte bassa della frazione la settecentesca villa Tasso. Al centro del paese la chiesa di San Bartolomeo del tardo '500, negli anni '70 sono venuti alla luce degli affreschi cinquecenteschi. L'altare è opera dello scultore Franco Fiabane.

[modifica] Cultura

[modifica] Personalità legate a Limana

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Mario Favero (lista civica) dal 07/06/2009
Centralino del comune: 0437 966111
Posta elettronica: limana@valbelluna.bl.it

[modifica] Gemellaggi

Il comune è gemellato dal 1971 con:

e dal 2005 con:

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Note

  1. ^ Ministero della Guerra del Regno d'Italia, Roma 10 gennaio 1924

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali