Trentino-Alto Adige

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Trentino-Alto Adige
regione a statuto speciale
(IT) Regione Autonoma Trentino-Alto Adige[1]
(DE) Autonome Region Trentino-Südtirol[1]
(LLD) Region Autonoma Trentin-Südtirol
Trentino-Alto Adige – Stemma Trentino-Alto Adige – Bandiera
(dettagli) (dettagli)
Piazza del Duomo di Trento
Piazza del Duomo di Trento
Localizzazione
Stato Italia Italia
Amministrazione
Capoluogo Trento-Stemma.png Trento[2]
Presidente Ugo Rossi (PATT)
Lingue ufficiali Italiano, tedesco; ufficialmente riconosciuti anche il ladino, il cimbro e il mocheno
Data di istituzione 1948
Territorio
Coordinate
del capoluogo
46°04′N 11°07′E / 46.066667°N 11.116667°E46.066667; 11.116667 (Trentino-Alto Adige)Coordinate: 46°04′N 11°07′E / 46.066667°N 11.116667°E46.066667; 11.116667 (Trentino-Alto Adige)
Altitudine 749[3] m s.l.m.
Superficie 13 607 km²
Abitanti 1 051 951[4] (31-12-2013)
Densità 77,31 ab./km²
Province Bolzano, Trento
Comuni 333
Regioni confinanti Lombardia, Grigioni (CH-GR), Salisburghese (AT-5), Tirolo (AT-7), Veneto
Altre informazioni
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-32
Codice ISTAT 04
Nome abitanti trentini e altoatesini (o sudtirolesi[5])
PIL (nominale) € 31 602 milioni
PIL procapite (nominale) € 30 186
Cartografia

Trentino-Alto Adige – Localizzazione

Mappa della regione con le sue due province autonome
Mappa della regione con le sue due province autonome
Sito istituzionale

Il Trentino-Alto Adige (nome ufficiale Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol[6]) è una regione italiana di 1 048 504[4] abitanti con capoluogo Trento.

In seguito all'entrata in vigore del nuovo statuto di autonomia nel 1972,[7] la regione è stata ampiamente esautorata e gran parte delle competenze trasferite direttamente al Trentino, corrispondente alla Provincia autonoma di Trento, e all'Alto Adige, corrispondente alla provincia autonoma di Bolzano.

Insieme al Veneto e al Friuli-Venezia Giulia il Trentino-Alto Adige fa parte della macroarea geografica del Triveneto.

Insieme al Tirolo, il Trentino-Alto Adige fa parte di un'associazione di cooperazione transfrontaliera istituita nell'ambito dell'Unione europea, l'euroregione Tirolo-Alto Adige-Trentino, che accorpa i territori dell'antica Contea del Tirolo.[8]

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Zone altimetriche d'Italia.
Tipico paesaggio regionale: la chiesetta di Trafoi, sullo sfondo del massiccio del Ortles

Il Trentino-Alto Adige è la regione italiana più al nord ed è pressoché completamente montuosa. Le catene montuose si innalzano fino a quote altimetriche di 2700–3900 m. A sud, la riva trentina del Lago di Garda registra un'altitudine di circa 70 m s.l.m.

Con i suoi 13 607 k il Trentino-Alto Adige è una delle regioni meno densamente popolate in quanto ospita circa 1 000 000 abitanti per una densità di 75 ab/km², molto al di sotto della media nazionale, collocandosi al quartultimo posto, prima della Valle d'Aosta, della Basilicata e della Sardegna, nel rapporto tra numero di abitanti e superficie territoriale. Tutta la regione è ricchissima di boschi di conifere e faggi, ruscelli e fiori, mentre in altri tratti sono presenti numerosi prati e pascoli in cui vi è un'altissima percentuale di specie alpine di erbe e funghi, in cui la popolazione porta al pascolo i bovini. Considerando l'orografia del territorio e il fatto che le foreste ne ricoprono oltre il 70%, appare tuttavia evidente come vi siano notevoli differenze fra la densità di abitanti dell'entroterra (in cui peraltro si sono verificati fenomeni di spopolamento e di migrazione verso le città sulle principali valli) e quella dell'Adige.

Le valli sono generalmente piccole e strette, i cui versanti sono ricoperti da foreste. Unica eccezione è appunto la valle dell'Adige, di origine glaciale. La sua parte più settentrionale è chiamata val Venosta, mentre a sud di Rovereto essa è denominata Vallagarina fino all'ingresso del fiume nella pianura Padana poco a nord di Verona. Le principali città situate nella Valle dell'Adige sono Trento e Bolzano.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Il Trentino-Alto Adige confina a sud e a sud-est con il Veneto, a nord e a nord-est con i Länder austriaci Tirolo (settentrionale e orientale) e Salisburghese, a ovest e sud-ovest con la Lombardia, a nord-ovest con la Svizzera (Cantone dei Grigioni). La Valle Aurina è la valle più a nord di tutta l'Italia e Predoi il centro abitato più a settentrione situato tra i piedi della valle e la vetta d'Italia, al confine austriaco.

La regione è compresa tra le Alpi centrali e quelle orientali, mentre a sud il confine è delimitato dal lago di Garda e dalle prealpi venete.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima del Trentino-Alto Adige può essere definito di transizione tra il clima semicontinentale e quello alpino. Le temperature di gennaio sono comprese dai −5 °C ai −10 °C mentre in estate sui 30 °C - 35 °C anche più. Pur presentando gran parte del proprio territorio ad una altitudine media piuttosto elevata (circa il 77% al di sopra dei 1000 m s.l.m., poco meno del 20% al di sopra dei 2000 m s.l.m.), esso non presenta quei caratteri di rigidità propri di altre aree alpine. A partire dalle fasce altimetriche più basse, il clima può essere suddiviso in quattro grandi aree:[9]

  • area submediterranea - nell'area dell'Alto Garda e della bassa Valle del Sarca. È la parte relativamente più mite della regione, con inverni in ogni caso freddi, anche se non come nel resto dei fondovalle, ed estati calde ma moderate dalla brezza pomeridiana del Garda. La vegetazione è composta da essenze miste submediterranee e continentali con particolare presenza di olivi, lecci e cipressi;
  • area subcontinentale - clima di transizione che caratterizza i fondovalle, con inverni piuttosto rigidi ed assai nevosi. A quest'area appartiene la Val Venosta, che si estende dalle cime più alte del Gruppo Ortles per poi degradare dal Passo Resia fino a Merano: essa è particolarmente adatta alla coltivazione delle mele, data la scarsa piovosità (meno di 500 mm di precipitazioni annue), la presenza costante del sole per oltre 300 giorni all'anno e le forti escursioni termiche che eliminano insetti e parassiti.[10] La vegetazione è costituita soprattutto da castagni, faggi e abeti bianchi; anche in questa fascia non mancano in ogni caso essenze submediterranee, soprattutto nelle aree più protette o di versante.
  • area continentale - nelle vallate alpine (come le valli di Fassa o di Sole o di Primiero) con inverni rigidi ed estati brevi e piuttosto piovose e con vegetazione composta soprattutto da conifere;
  • area alpina - nelle fasce superiori al limite della vegetazione arborea (1800/900 m s.l.m.), con nevi che permangono a lungo durante l'anno.
Le Dolomiti di Brenta nel Trentino occidentale, inserite nel Parco naturale Adamello-Brenta

Montagne[modifica | modifica sorgente]

A nord della regione, verso il confine austriaco, lungo la linea che va dal Passo Resia al Passo di Monte Croce di Comelico, si estendono le Alpi Retiche (suddivisibili in Alpi Venoste, Breonie, Aurine e Pusteresi), che raggiungono la loro massima altezza nella Palla Bianca (3738 m s.l.m.). Nella Valle Aurina, la Testa Gemella Occidentale (2911 m s.l.m.), rappresenta dal 1997 la punta più a nord dell'intero territorio nazionale, che precedentemente era considerata la Vetta d'Italia. Nella parte occidentale del Trentino-Alto Adige si elevano i gruppi dell'Ortles-Cevedale (con l'Ortles, massima vetta della Regione, 3902 m s.l.m.), dell'Adamello-Presanella e delle Dolomiti di Brenta.

Sia l'Alto Adige che il Trentino sono interessati dalla sezione occidentale delle Dolomiti (Dolomiti di Sesto, Gruppo del Puez, Odle, Sciliar, Sassolungo, Catinaccio, Marmolada, Gruppo di Sella, Latemar, Pale di San Martino), mentre proseguendo verso sud i rilievi montuosi degradano nelle Prealpi.

Riassumendo le sezioni e sottosezioni alpine che interessano la regione sono:[11]

Assieme alle montagne ci sono anche numerosi passi: Passo Gardena, Passo Nigra, Passo Sella, Passo Stalle, Passo del Brennero, Passo del Rombo, Passo della Mendola, Passo delle Erbe, Passo delle Palade, Passo dello Stelvio, Passo di Campolongo, Passo di Costalunga, Passo di Monte Croce di Comelico, Passo di Monte Giovo, Passo di Pampeago, Passo di Pennes, Passo di Resia, Passo di Valparola, Passo San Lugano.

Le valli principali sono:

Il Trentino-Alto Adige è ricco di corsi d'acqua (fra i maggiori: l'Adige con gli affluenti Passirio, Isarco con il suo tributario Rienza, Noce e Avisio, il Brenta, il Sarca e il Chiese).

Laghi[modifica | modifica sorgente]

In Trentino si estende l'estrema punta settentrionale del Lago di Garda che è suddiviso tra Trentino, Veneto e Lombardia.

Numerosi sono i laghi alpini, spesso di piccole dimensioni. Fra i più rilevanti: lago di Caldonazzo, lago di Ledro, lago di Levico, lago di Molveno, lago di Tovel e Lago di Cei. Tra i bacini artificiali il maggiore è il lago di Santa Giustina.

In Alto Adige vi sono 176 bacini d'acqua naturali con lunghezza maggiore o uguale a 100 metri. Gran parte di tali bacini si trova a quote superiori ai 2000 m. I laghi naturali con una superficie maggiore di 5 ettari sono 13: di questi solo tre (il Lago di Caldaro, e i due laghi di Monticolo) sono situati al di sotto dei 1000 m. I restanti 10 laghi maggiori sono il Lago di Anterselva, lago di Braies, il lago di Carezza, il lago di Costalovara, il lago di Dobbiaco, il lago di Favogna, il lago di Fiè, il Lago di Santa Maria, il lago di San Valentino alla Muta, il lago di Landro ed il lago di Varna. Vi sono anche laghi artificiali, alcuni dei quali di dimensione degna di nota. Tra i principali ricordiamo il Lago di Resia, il Lago di Zoccolo, il Lago di Fortezza, il Lago di Rio di Pusteria e il Lago di Valdaora.

Aree protette[modifica | modifica sorgente]

Diverse sono le aree protette, che coprono circa un quinto del territorio della regione. Nel territorio regionale è presente un parco nazionale (Parco Nazionale dello Stelvio) e 10 parchi provinciali (8 dei quali si estendono in Provincia di Bolzano). I principali sono: Parco naturale Dolomiti di Sesto, Parco naturale Fanes - Sennes e Braies, Parco naturale Gruppo di Tessa, Parco naturale Monte Corno, Parco naturale Puez-Odle, Parco naturale dello Sciliar, Parco naturale Vedrette di Ries - Aurina, Parco nazionale dello Stelvio, Parco Naturale Adamello-Brenta. Il Parco delle Alpi Sarentine è ancora in fase di attivazione. L'Alto Adige offre nelle sue montagne e valli innumerevoli monumenti naturali, come le piramidi di terra in Alto Adige; in Alto Adige le più famose sono le piramidi di Plata e le piramidi di Renon.

Z.P.S. - Zone di Protezione Speciale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aree naturali protette del Trentino-Alto Adige.

Questi sono, per quanto concerne la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, i siti delle zone di protezione speciale (Z.P.S.). Le località sono state proposte sulla base del Decreto 25/3/2005 - pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 168 dell'21 luglio 2005 - predisposto dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare ai sensi della direttiva 79/409/CEE.[12]

Provincia di Trento
Provincia di Bolzano

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia del Trentino e Storia dell'Alto Adige.

Il Trentino-Alto Adige, in antichità già retico[13], a partire dal I secolo a.C. fu latinizzato dai Romani, che tra l'altro fondarono Tridentum (l'odierna Trento). La regione rimase sotto la loro dominazione fino al crollo dell'Impero romano d'Occidente nel 476. Successivamente fu colonizzata da popoli germanici, in particolare dai Baiuvari, Longobardi e Franchi, e fece parte dell'Impero carolingio. Nel 962 la regione venne inglobata nel Sacro Romano Impero Germanico da Ottone I di Sassonia.

Il Trentino-Alto Adige si costituì in contea del Tirolo sotto i conti Albertini a partire dagli inizi del XIII secolo e nel 1363 entrò in possesso della casata degli Asburgo. Per lungo tempo il Trentino e parte dell'Alto Adige costituirono inoltre il Principato vescovile di Trento. Anche il Principato vescovile di Bressanone (che comprendeva pure territori oggi facenti parte dell'Austria) sopravvisse dall'inizio dell'XI secolo sino alla secolarizzazione nel 1802 per opera di Napoleone.

Tra il 1810 e il 1814 il Trentino, la parte meridionale e quella orientale dell'Alto Adige appartennero al Regno d'Italia napoleonico quale Dipartimento dell'Alto Adige, oltre una piccola parte afferente al Dipartimento della Piave.

Dal 1814 il Trentino-Alto Adige appartenne all'Impero Austriaco e con esso, dal 1815 (il Trentino dal 1818) al 1866, alla Confederazione germanica, infine dal 1867 al 1918 all'Impero austro-ungarico. La politica di Restaurazione intrapresa dagli Asburgo, mirante alla snazionalizzazione della minoranza etnica italiana, portò alla sommossa di Trento del 1848 e suscitò le proteste dei politici trentini, che si rifiutarono di partecipare alla Dieta costituente tirolese di Innsbruck e di astenersi per l'ingiusta sproporzione della rappresentanza italiana. Le istanze per il distacco del Trentino dalla Confederazione germanica e la completa autonomia dal Tirolo vennero però respinte.[14] Dopo la cessione del Veneto e del Friuli all'Italia nel 1866, l'imperatore d'Austria-Ungheria Francesco Giuseppe tentò di completare la germanizzazione delle aree ladine e italiane dell'Alto Adige, e diede disposizione di opporsi in modo risolutivo all'influsso dell'elemento italiano ancora forte in Trentino, mediante un adeguato affidamento di incarichi a magistrati, politici ed insegnanti, nonché attraverso l'influenza della stampa.

Le spinte risorgimentali-irredentiste che si svilupparono in Italia alla fine del XIX secolo ed all'inizio del XX secolo hanno avuto nell'opera e nella figura di Cesare Battisti la loro massima espressione, sfociarono nell'unione della regione all'Italia alla conclusione della prima guerra mondiale. Mentre l'Alto Adige venne in larga misura risparmiato dagli eventi bellici, il Trentino divenne uno dei principali teatri di scontro, cosa che provocò notevoli distruzioni e un vero e proprio esodo dei trentini. Dopo la fine della Grande Guerra, che aveva visto i soldati trentini impegnati prevalentemente sui fronti orientali dell'impero austro-ungarico, ma in misura minore anche contro le truppe italiane, il Trattato di Saint Germain del 1919 assegnò la regione (successivamente chiamata Venezia Tridentina) al Regno d'Italia. Tale annessione sancì lo smembramento dell'antica Contea del Tirolo (nell'estensione che aveva dal 1814) e l'accorpamento all'Italia del Trentino (allora Südtirol o Welschtirol) e dell'Alto Adige (allora Deutschsüdtirol o talvolta Mitteltirol, senza il distretto di Lienz), cioè di circa due terzi di essa.

Se in un primo momento i governi liberali perseguirono una politica abbastanza tollerante verso le minoranze tedesche, il subentrato governo fascista perseguì invece una politica di assimilazione delle minoranze di lingua tedesca e ladina ed una progressiva italianizzazione dell'Alto Adige, incentivando l'arrivo di immigrati provenienti dal Trentino e dal resto d'Italia (soprattutto nordorientale). I comuni ladini di Livinallongo del Col di Lana, Colle Santa Lucia e Cortina d'Ampezzo furono smembrati dal contesto regionale ed accorpati alla provincia veneta di Belluno. L'uso del tedesco fu bandito dalla vita pubblica e vennero anche chiuse le scuole di lingua tedesca.

Nel 1939, in ottemperanza all'accordo italo-tedesco sulle Opzioni, la maggioranza dei residenti sudtirolesi di lingua tedesca e ladina, che aveva subito una forte emarginazione politica, economica e sociale ad opera del regime fascista, si dichiarò favorevole ad emigrare verso i territori del Terzo Reich. Lo scoppio della seconda guerra mondiale intervenne però a rallentare le operazioni di esodo e circa un terzo degli espatriati tornò in Italia dopo il conflitto.[15]

A seguito dell'armistizio firmato dall'Italia con gli alleati, l'intera regione (unitamente alla provincia di Belluno) venne costituita come Zona d'operazioni delle Prealpi (in tedesco Operationszone Alpenvorland) con capoluogo Bolzano, di fatto annessa al Terzo Reich, anche se continuava a far formalmente parte della Repubblica sociale italiana. Gli uomini delle classi di età dal 1894 al 1926 furono obbligati alla prestazione del servizio di guerra nell'ambito del servizio d'ordine della provincia di Bolzano (SOD), del corpo di sicurezza trentino (CST), delle SS, della Wehrmacht, della FlaK (reparti contraerei tedeschi) e in Alto Adige anche presso i reggimenti di polizia (Südtiroler Polizeiregimenter, tra cui il Polizeiregiment "Bozen").[16] Dal 1943 al 1945 venne praticamente ristabilita l'integrità territoriale asburgico-tirolese che era stata frantumata nel 1918.

Dopo la fine del secondo conflitto mondiale le istanze autonomistiche trentine, represse durante il fascismo, furono raccolte dall'Associazione Studi Autonomistici Regionali (A.S.A.R), che reclamava per tutta la regione Trentino-Alto Adige un'autonomia speciale. Il movimento ebbe un grande seguito popolare e il 20 aprile 1947 riuscì a portare in piazza di Fiera a Trento ben 30 000 persone.[17] In Alto Adige prevalsero invece le spinte secessioniste, già nel 1946 erano state raccolte 155 000 firme per ottenere l'annessione all'Austria.

L'accordo De Gasperi-Gruber sancì che la provincia di Bolzano rimanesse all'Italia, prevedendo per gli abitanti di lingua tedesca del Trentino e dell'Alto Adige adeguate tutele. Su iniziativa del trentino De Gasperi venne allora creata sulle ceneri della Venezia Tridentina la Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (primo statuto di autonomia). In questo modo fu coronata da successo anche la ricerca di forme d'autonomia da sempre richieste dalle popolazioni trentine, ma indebolita l'autonomia sudtirolese perché legata ad una maggioranza di lingua italiana. Nel rispetto dell'accordo De Gasperi-Gruber, il primo statuto del Trentino-Alto Adige ripristinò dunque l'insegnamento del tedesco e ristabilì la toponomastica bilingue.

Fino alla metà degli anni '50 la Democrazia Cristiana e la Südtiroler Volkspartei (SVP), il partito di riferimento della popolazione di lingua tedesca, collaborarono nella gestione dell'ente regionale. Tuttavia nel 1955 si ricostituiva la Repubblica Austriaca che, liberatasi del controllo alleato in seguito al trattato di stato, decise di farsi portavoce delle istanze rivendicazioniste altoatesine e accusò il governo italiano di genocidio nei confronti della popolazione di lingua tedesca.[18] Anche grazie all'appoggio straniero, all'interno della SVP iniziò la scalata al vertice di giovani elementi, alcuni dei quali in passato legati al nazismo.[19] In tutti i comuni a maggioranza SVP (tutto l'Alto Adige tranne allora Bolzano, Bronzolo, Egna, Fortezza, Merano, Laives, Salorno e Vadena) venne sospeso il rilascio di nuove residenze per italiani; fu fatta propaganda contro i matrimoni misti; venne attuata una separazione etnica totale nelle scuole e negli edifici tra le persone dei gruppi linguistici italiano e tedesco; si chiese la sospensione dei lavori di edilizia popolare poiché ciò avrebbe favorito l'immigrazione italiana; venne chiesto anche lo smantellamento della zona industriale di Bolzano.[20] La violenta campagna anti-italiana culminò nel terrorismo del BAS (Comitato per la liberazione del Sudtirolo) e si pose nel segno di una lotta contro l'autonomia regionale, dove trentini e altoatesini di lingua italiana erano in maggioranza, a favore di un'autonomia provinciale per l'Alto Adige, dove gli abitanti di lingua tedesca e ladina avrebbero potuto contare su una propria maggioranza ancor più a scapito degli abitanti di lingua italiana.

A seguito di nuove trattative tra Italia ed Austria fu siglato il cosiddetto Pacchetto per l'Alto Adige (l'insieme delle misure a favore della popolazione di lingua tedesca) e nel 1972 entrò in vigore il secondo statuto regionale, che tuttora privilegia l'autonomia delle due province, che di fatto costituiscono due Regioni autonome, solo formalmente riunificate nella Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol. Nella provincia autonoma di Bolzano è data importanza alla lingua di appartenenza (italiano, tedesco, ladino), con una ripartizione proporzionale alla consistenza dei gruppi linguistici nell'attribuzione di impieghi pubblici, contribuzioni pubbliche e assegnazione di case popolari; le scuole (comprese quelle materne) sono divise a seconda dell'appartenenza al gruppo linguistico. Tutti gli impiegati e funzionari della Regione o della Provincia di Bolzano devono essere bilingui, cioè parlare almeno l'italiano ed il tedesco.

Il Trentino-Alto Adige, unitamente allo Stato Federato del Tirolo, costituisce un'Euroregione, ovvero l'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino.

Monumenti storici[modifica | modifica sorgente]

Castel Tirolo, presso il comune di Tirolo

Il Trentino-Alto Adige nel corso della storia è passato sotto diverse dominazioni, ciascuna delle quali ha lasciato le proprie tracce.

Tra i castelli più noti di epoca medievale vi sono Castel Tirolo, Castel Roncolo (il maniero illustrato) e il Castello del Buonconsiglio di Trento.

Nella tabella seguente sono elencati alcuni dei più importanti castelli, suddivisi nelle due province.

Castelli in Provincia di Bolzano Castelli in Provincia di Trento
Castel Tirolo Castello del Buonconsiglio
Castello di Tures Castello di Castellano
Castel Greifenstein Castello di Rovereto
Castel Badia Castello della Torre Franca
Castel Roncolo Castello di Sabbionara
Castel Monteleone Castel Toblino
Castel Tor Castel Beseno
Castel Foresta Castello di Arco
Castel Wolfsthurn Castel Pietra (Calliano)
Castel del Gatto Castello di Monreale
Castel Trauttmansdorff Castel Thun
Castel Verruca Castel Pergine
Castel Rubein Castel Telvana
Castel Coira Castellalto
Castel Tasso Castelfondo
Castel Boymont Castel Corno
Castelfeder Castel Ivano
Castel Trostburg Castel Selva
Castel Giovo Castello di Tenno

Castel Fontana, diventato nel 1974 il museo agricolo Brunnenburg (Landwirtschaftsmuseum Brunnenburg), illustra usanze e modi di lavoro dei contadini della zona.[21]

Sotto l'impero austro-ungarico furono costruite diverse fortificazioni, tra cui il forte di Fortezza (dove secondo la leggenda i nazisti avrebbero nascosto un'ingente quantità di oro, mai ritrovato).

Oltre a castelli e fortezze, nelle province si trovano diverse chiese, abbazie e monasteri, tra cui l'abbazia di Monte Maria, l'Abbazia di Novacella ed il Monastero di Sabiona.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Il Trentino-Alto Adige comprende la provincia autonoma di Trento e la provincia autonoma di Bolzano. Delle due province, quella di Trento è la più popolosa e più densamente abitata.

Provincia Sigla Abitanti (31 marzo 2012) Superficie (km²) Densità (ab./km²) Comuni
Trento Trento TN 534 405 6 206,90 86,10 217
Bolzano Bolzano BZ 512 446 7 399,97 69,25 116
Trentino-Alto Adige 1 046 851 13 606,87 76,93 333

Autonomia amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi regione a statuto speciale.

Il Trentino-Alto Adige è una regione a statuto speciale. Le sue due province, la provincia autonoma di Trento (Trentino) e la provincia autonoma di Bolzano (Alto Adige) sono le uniche province italiane che godono di uno statuto di autonomia. Le due autonomie provinciali sono molto ampie e di fatto contano più della regione stessa: specifiche norme, basate sul titolo V della Costituzione (anche prima delle modifiche), prevedono che vengano trattate alla stregua di regioni, tant'è che partecipano anche alla Conferenza Stato-Regioni, la cui denominazione ufficiale è, per l'appunto, Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e Bolzano.

All'interno degli organi regionali, il potere esecutivo spetta alla giunta, mentre quello legislativo al consiglio regionale. La giunta regionale è presieduta dal presidente della regione ed è composta da assessori (solitamente 5) e da due vice presidenti della regione, uno trentino ed uno altoatesino; il presidente della regione non è eletto direttamente. Un accordo fra i presidenti delle due province ha istituito il sistema della "presidenza regionale a rotazione": la regione avrà nel corso di una legislatura due presidenti, che sono in pratica i presidenti stessi delle due province autonome. Lo stesso sistema di rotazione vale anche per la presidenza del consiglio regionale.

Il Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige è composto da 70 membri, 35 trentini e 35 altoatesini. Esso è formato dall'unione del consiglio provinciale trentino e altoatesino, per cui i deputati regionali sono eletti separatamente nelle due province, con un sistema proporzionale puro in Alto Adige e un sistema proporzionale con premio di maggioranza in Trentino. Con la riforma elettorale del 2001 il potere esecutivo e legislativo è diventato indipendente e separato nelle due province autonome a statuto speciale. Prima della riforma del 2001 vi era un unico sistema di partiti per la regione. Dopo la riforma le due province possono avere dei partiti regionali ben distinti e separati e delle elezioni separate (in pratica gli assessori di una determinata provincia possono cambiare in periodi diversi). La regione non prevede la totalità di voti ad un solo partito provinciale per cui possono essere presenti più partiti nella giunta.

Nella prima metà di legislatura il consiglio e la giunta regionale si riunisce a Trento, mentre prosegue nella seconda a Bolzano. Di fatto il ruolo di Trento-capoluogo regionale si può definire puramente formale. Entrambe le città capoluogo hanno dal punto di vista politico-amministrativo un'eguale importanza.

Dallo Stato Italiano le due province autonome sono dunque considerate alla stregua di regioni. Inoltre il governo intrattiene rapporti separati con le due province: in regione infatti vi sono due Commissariati del Governo, uno a Bolzano per l'Alto Adige ed uno a Trento per il Trentino. Dati i limitati poteri ad essa attribuiti, e la natura derivata delle sue autorità rispetto a quelle delle due singole amministrazioni locali, dopo le riforme istituzionali del 2001 la Regione può essere considerata una confederazione delle due province autonome.

Autonomia fiscale[modifica | modifica sorgente]

Lo statuto speciale del Trentino-Alto Adige garantisce una particolare forma di autonomia che assume particolare rilevanza sotto il profilo fiscale. Le province trattengono per sé il 90% dei tributi dovuti dai contribuenti residenti. Grazie a questa forte autonomia fiscale, il Trentino-Alto Adige con circa un milione di abitanti dispone di un budget considerevole che viene utilizzato per gli interventi economico-strutturali che nelle altre Regioni italiane vengono operati direttamente dallo Stato. Anche per questo diversi comuni di confine chiedono il passaggio alle più ricche regioni di diritto speciale, come permesso dalla Costituzione.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Questioni dei confini regionali in Italia e Questione dei comuni lombardi e veneti al confine con il Trentino-Alto Adige.

Presidente della Regione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Presidenti del Trentino-Alto Adige.

La carica di Presidente viene assegnata a rotazione ai presidenti delle due province della regione. Dal 2014 il Presidente è Ugo Rossi, succeduto ad Alberto Pacher.

Giunta Regionale[modifica | modifica sorgente]

L'attuale giunta regionale è formata da cinque membri (2 di madrelingua italiana, 2 tedesca, 1 ladina). La carica del Presidente della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige (in tedesco Präsident der Autonomen Region Trentino-Südtirol) viene assegnata a rotazione al Presidente della Provincia Autonoma di Trento ed al Presidente della provincia autonoma di Bolzano.

Consiglio regionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige.
Gonfalone del Trentino-Alto Adige

Il Consiglio regionale del Trentino-Alto Adige è l'organo legislativo della Regione autonoma Trentino-Alto Adige. È composto dai 70 membri del Consiglio della Provincia autonoma di Trento e di Bolzano.

Simboli regionali[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera del Trentino-Alto Adige.

Secondo il Decreto del Presidente della Repubblica del 21 marzo 1983 la Regione dispone di tre simboli ufficiali (bandiera, stemma e gonfalone):

Bandiera
Per quanto concerne la bandiera della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige; essa è composta da un bicolore bianco ed azzurro o alternativamente bianco e blu (colori sui quali, anticamente, si portavano gli stemmi di Trento e Bolzano) caricato al centro dallo stemma ufficiale regionale. La bandiera, raramente impiegata ed ufficiosamente riconosciuta (non se ne conosce il motivo ma mai impiegata ufficialmente), viene spesso rimpiazzata dalle più popolari bandiere delle due province autonome o dalla bandiera ladina.
Stemma
d'argento inquartato: il primo ed il quarto all'aquila antica di Trento di nero, rostrata e membrata d'oro, contornata da fiamme di rosso uscenti e linguata di rosso fiammeggiante, con le ali caricate da sostegni d'oro con trifogli dello stesso nel contorno alare; il secondo ed il terzo all'aquila antica del Tirolo di rosso, rostrata e membrata d'oro, linguata di rosso, con le ali caricate da sostegni d'oro. (DPR 21/03/1983)
Gonfalone
drappo bipartito d'azzurro e di bianco caricato dello stemma sopra descritto con l'iscrizione bilingue in oro: Regione Trentino-Alto Adige nel palo d'azzurro e Region Trentino-Südtirol nel palo di bianco. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto dei colori del drappo, alternati, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Regione e sul gambo inciso il nome. Cravatta e nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro. (DPR 21/03/1983)

Demografia[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009 i nati sono stati 10 588 (10,3‰, il secondo più alto indice regionale d'Italia), i morti 8 421 (8,4‰) con un incremento naturale di 2 167 unità rispetto al 2008 (1,9‰). Le famiglie contano in media 2,4 componenti. Il 31 dicembre 2009 su una popolazione di 1 028 260 abitanti si contavano 85 200 stranieri (6,2%).

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Il Trentino-Alto Adige comprende 333 comuni (217 in provincia di Trento e 116 in provincia di Bolzano). Di seguito sono elencati i comuni con popolazione superiore alle 10 000 unità, ordinati per numero di abitanti:[22]

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Trento-Stemma.png
Trento 117 173 157,88 742 194 TN
Bolzano-Stemma.png
Bolzano 105 787 52,29 2 023 262 BZ
Merano-Stemma.png
Merano 38 894 26,34 1 477 325 BZ
Rovereto-Stemma.png
Rovereto 38 292 50,99 749 204 TN
Bressanone-Stemma.png
Bressanone 21 143 84,70 250 560 BZ
Pergine Valsugana-Stemma.png
Pergine Valsugana 20 904 54,33 385 490 TN
Laives-Stemma.png
Laives 17 541 24,11 727 258 BZ
Arco-Stemma.png
Arco 17 118 63,22 271 91 TN
Riva del Garda-Stemma.jpg
Riva del Garda 16 374 40,73 402 70 TN
10º
Brunico-Stemma.png
Brunico 15 807 45 351 838 BZ
11º
Appiano sulla strada del vino-Stemma.png
Appiano sulla Strada del Vino 14 618 59,45 246 416 BZ
12º
Lana-Stemma.png
Lana 11 512 36,12 319 310 BZ

Cittadini stranieri[modifica | modifica sorgente]

Al 1º gennaio 2011 i cittadini stranieri residenti in regione sono 90 321. I gruppi più numerosi sono quelli di:

fonte Istat

Economia[modifica | modifica sorgente]

Il Trentino-Alto Adige è la seconda regione italiana per PIL pro capite, preceduta dalla sola Valle d'Aosta. Delle due province, quella di Bolzano è la più ricca. Secondo quanto riportato da "Il Sole 24 Ore" in una speciale classifica del 2010, le due province di Trento e di Bolzano sono inoltre ai primi due posti come qualità di vita in Italia.[23]

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009
PIL
(milioni. EUR)[24]
25 356,7 25 953,9 26 702,1 27 647,2 28 976,4 29 670,0 30 954,0 32 435,7 33 670,9 33 436,4
PIL pro capite
(EUR)[25]
26 801,4 27 669,4 28 238,3 28 904,5 29 915,7 30 278,6 31 266,7 32 403,3 33 238,8 32 633,6

Nel settore agricolo viene praticata diffusamente la coltivazione di mele. Le zone di produzione principali sono la Val Venosta, la Val di Non e in parte la Val d'Adige. Anche la viticoltura è sviluppata in tutta la regione e produce vini di qualità.

Circa un terzo della popolazione attiva lavora nell'industria. Le imprese, tipicamente di dimensioni piccole e medie, sono attive nei settori tessile, edilizio, della meccanica, del legno e della carta.[26] L'abbondanza di acqua e la conformazione del territorio favoriscono la produzione di energia idroelettrica. Il Trentino-Alto Adige è inoltre una delle regioni italiane più all'avanguardia per quanto riguarda l'utilizzo di fonti di energia rinnovabili ed è una delle prime produttrici di impianti eolici, fotovoltaici e solari.[27]

Grande importanza riveste il turismo. Gli arrivi turistici nel 2007 sono stati di 3 909 663 italiani e 4 369 256 stranieri.[28]

Vini tipici[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vini del Trentino-Alto Adige.

La regione del Trentino-Alto Adige è produttrice di diversi tipi di vino, tra cui i maggiormente noti anche all'estero sono il Müller-Thurgau e il Traminer aromatico, anche noto come Gewürztraminer.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trasporti del Trentino-Alto Adige.

Nel tratto meridionale della valle dell'Adige (Rovereto-Bolzano) corrono la Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, l'autostrada A22 del Brennero e la ferrovia del Brennero (che poi proseguono fino al passo del Brennero), oltre a varie strade provinciali. Nel tratto tra Bolzano e Merano corrono la ferrovia Bolzano-Merano, la Strada statale 38 dello Stelvio, che tra i due centri prende le forme di una superstrada detta MeBo.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Minoranze linguistiche[modifica | modifica sorgente]

Censimento linguistico 2011

Il Trentino è quasi completamente italofono, con comunità storiche germanofone: Mocheni nell'alta Valle del Fersina, detta anche Valle dei Mocheni o Bersntol, e Cimbri, questi ultimi concentrati nel comune di Luserna, ma presenti in alcuni comuni vicini delle province di Vicenza e Verona. La lingua cimbra e la lingua mochena godono di particolari tutele. L'Alto Adige è invece a maggioranza germanofona (parlante generalmente il dialetto sudtirolese), con una minoranza italofona in calo, oggi circa al 26% (era il 34% nel 1961).

In Trentino-Alto Adige è poi presente una minoranza linguistica ladina, parlante il ladino, una lingua retoromanza, parlata anche nel vicino Veneto. Ogni vallata ladina possiede la propria variante linguistica, spesso molto differente dalle altre. Per dare impulso ad uno sviluppo linguistico-culturale dell'area si è pensato, attraverso il progetto SPELL, di creare una lingua standard ("ladino standard") sul modello del romancio nel Cantone svizzero dei Grigioni, che riunisca gli aspetti più simili delle varie parlate ladine.

Un corpo linguistico ladino è presente anche nelle parlate delle valli di Non (nones) e Sole (solandro), sebbene questi dialetti ladini risentano una maggiore influenza delle parlate lombarde e trentine.

In occasione del censimento decennale della popolazione gli abitanti del Trentino-Alto Adige dichiarano la propria appartenenza ad uno dei gruppi linguistici riconosciuti dallo statuto di autonomia: italiano, tedesco, ladino, mocheno e cimbro. In Alto Adige il censimento linguistico rileva ai fini della proporzionale etnica.

Bilinguismo e toponimi[modifica | modifica sorgente]

Il primo statuto, del 1948, assegnava alla regione il nome bilingue "Trentino-Alto Adige/Tiroler Etschland" ("Trentino-Alto Adige/Terra Tirolese dell'Adige"). Per effetto del secondo statuto speciale entrato in vigore nel 1972 il nome bilingue ufficiale della regione è "Trentino-Alto Adige/Südtirol".[1] La legge di modifica costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001 ha inserito la dizione del 1972 (vedi l'articolo 116) nella Costituzione italiana.

Per definire gli abitanti e ciò che attiene alla provincia di Trento si usa il termine "trentino" (o "tridentino" se riferito alla storia o alla Chiesa, p. es. "il Concilio Tridentino"), per gli abitanti e ciò che è riferito alla provincia di Bolzano si usa "altoatesino" o "sudtirolese", quest'ultimo generalmente per riferirsi alla componente di madrelingua tedesca.

Il nome "Trentino" deriva da Tridentum (nome romano di Trento) per via dei tre colli (Monte Verruca o Doss Trento, Dosso Sant'Agata e Dosso di San Rocco[29]) che circondano il capoluogo. In realtà il nome sembrerebbe essere anche più antico e di origine retica.[30] Il toponimo deriva infatti da trent, ovvero "triforcazione" (dovuta al letto irregolare del fiume Adige). Durante il Risorgimento il linguista Graziadio Isaia Ascoli coniò il toponimo Venezia Tridentina proprio sulla tradizione latina per indicare il territorio dell'odierno Trentino-Alto Adige, all'epoca ancora sotto dominazione austriaca. La denominazione fu usata durante il Regno d'Italia per designare l'insieme delle nuove province di Trento e Bolzano, ma decadde nell'uso dopo la seconda guerra mondiale, quando la costituzione italiana introdusse le regioni.

Il toponimo "Alto Adige" deriva dallo storico ed omonimo dipartimento dell'Alto Adige, suddivisione di epoca napoleonica del Regno d'Italia che aveva come capoluogo Trento e corrispondeva grosso modo all'attuale Trentino con in più la conca di Bolzano e la Bassa Atesina.

Il termine "Tirolo" deriva invece dal borgo e castello di Tirolo (oggi comune presso Merano), che fu a lungo sede della Contea del Tirolo. Storicamente il termine "Tirolo" e ogni sua parte veniva riferito ad una terra a cavallo tra mondo di lingua germanica e mondo di lingua italiana, indipendentemente da definizioni etnico-linguistiche. L'identità "tirolese" era quindi espressa naturalmente dagli abitanti senza implicare niente di linguistico o politico (si veda, per esempio, il caso del prelato Cristoforo Migazzi, cardinale, vescovo in Ungheria e arcivescovo a Vienna, trentino di lingua "romanza", ovvero italiana, che si autodefiniva "tirolese"[31]). Con le guerre napoleoniche e le temperie nazionalistiche abbattutesi anche nella regione, i toponimi iniziarono ad assumere un valore di rivendicazione etnica e politica. La parola Tirolo si tinse di una "germanicità monocolore" che in precedenza non aveva avuto e gli italiani sentirono il bisogno di creare nuove forme di autodefinizione territoriale.

Durante la dominazione asburgica il territorio dell'odierno Alto Adige era conosciuto come Mitteltirol, cioè Tirolo centrale,[32] o Deutschsüdtirol[33], mentre con Südtirol si designava propriamente l'odierno Trentino,[34] detto anche Welschtirol o Welschsüdtirol. Con Südtirol si designava anche l'intera regione Trentino-Alto Adige.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sport in Trentino-Alto Adige.

Lo sport in Trentino-Alto Adige si è sviluppato ad un certo livello solo dal secondo dopoguerra in poi. Lo sport più praticato nella regione è indubbiamente lo sci, nelle sue varianti (sci alpino, sci di fondo, ...) durante il periodo invernale, mentre durante la stagione più calda è molto in voga l'escursionismo. Tra gli sport di squadra hanno ampia diffusione l'hockey su ghiaccio (la cui squadra più blasonata della regione è l'H.C. Bolzano) e la pallavolo (rappresentata a livello nazionale dal Trentino Volley).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c Statuto speciale della Regione autonoma Trentino-Alto Adige/Autonome Region Trentino-Südtirol
  2. ^ Art. 1, Statuto Speciale per la Regione Trentino-Alto Adige
  3. ^ db-city.com
  4. ^ a b [1]
  5. ^ Sudtirolese:
    « Altoatesino di lingua tedesca, cioè originario o abitante del Sud-Tirolo (ted. Südtirol), altra denominazione dell’Alto Adige, in quanto considerato parte meridionale del Tirolo. »
    (Vocabolario Treccani)
    « Del Tirolo meridionale; abitante nativo del Sud Tirolo. »
    (Devoto-Oli 2012)
  6. ^ Il nome ufficiale, ai sensi dello Statuto speciale della Regione, varato il 31 agosto 1972, in italiano è Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, in tedesco Autonome Region Trentino-Südtirol, e in ladino Region Autonoma Trentin-Südtirol. Con la Legge costituzionale del 18 ottobre 2001, n. 3, «Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione» (Cfr. GU n. 248 del 24 ottobre 2001) il nome della Regione è stato inserito nella Costituzione della Repubblica italiana nella versione bilingue Trentino-Alto Adige/Südtirol ([2]).
  7. ^ Il primo statuto di autonomia risale al 1948.
  8. ^ Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino. URL consultato il 7 marzo 2009.
  9. ^ Classificazione proposta da Aldo Gorfer in Atlante del Trentino. Trento, Panorama, 1988, p. 65.
  10. ^ Dati della VI.P - Associazione delle Cooperative Ortofrutticole della Val Venosta- Mela Val Venosta
  11. ^ In ordine di sezione secondo la SOIUSA.
  12. ^ [3]
  13. ^ popolo che lo storico latino Tito Livio afferma essere stato di origine etrusca
  14. ^ Ne è un esempio la dichiarazione di don Lorenzo Guetti dopo l'elezione alla dieta di Innsbruck pubblicata al seguente link
  15. ^ Helmut Alexander; Stefan Lechner; Adolf Leidlmair, Heimatlos: die Umsiedlung der Südtiroler, Vienna, Deuticke, 1993, pp, 310ss. ISBN 3-216-07832-9
  16. ^ Lorenzo Baratter, Cst e Sod, Trento e Bolzano arruolano i nuovi camerati, Il Trentino, 23 marzo 2004
  17. ^ Fabio Giacomoni, Renzo Tommasi, Dall'ASAR al Los von Trient: la regione si chiama Odorizzi: gli anni dell'egemonia democristiana: 1948-1960, Trento, Temi, 2002, pag. 16
  18. ^ Miriam Rossi, Tutela dei diritti umani e realpolitik. L'Italia delle Nazioni Unite (1955-1976), CEDAM, 2011, p. 174.
  19. ^ ...Alois Pupp (NSDAP-Mitglied, Südtiroler Landeshauptmann 1956 bis 1960). Josef v. Aufschnaiter, Bozen, (SS-Mitglied, Gemeinderat ab 1961 in Bozen), Norbert Mumelter Bozen (VKS- und ADO-Führung = ...Alois Pupp (membro del partito nazionalsocialista dei lavoratori NSDAP, presidente della provincia di Bolzano dal 1956 al 1960). Josef v. Aufschnaiter, Bolzano (membro delle SS, consigliere comunale a Bolzano dal 1961), Norbert Mumelter, Bolzano (direzione del Völkischer Kampfring Südtirol VKS e della Arbeitsgemeinschaft der Optanten für Deutschland ADO) in Anton Holzer, Die Südtiroler Volkspartei. Kulturverlag, Thaur/Tirol 1991, ISBN 3-85395-157-0, pag. 110
  20. ^ Gianni Bianco, La guerra dei tralicci, Manfrini, Rovereto 1963, p. 42-43
  21. ^ Siegfried De Rachewiltz, Das Bauernwerkmuseum auf der Brunnenburg, in «Arx» 4, 1982, n. 2.
  22. ^ Istat 30/11/2013
  23. ^ http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-06/classifica-sole-qualita-vita-081631.shtml Il Sole 24 Ore, 6 dicembre 2010: "La qualità della vita 2010 nelle tabelle interattive: Bolzano prima, Napoli in coda."
  24. ^ ISTAT: Tavole regionali 1995-2009, Tav. 1, PIL prezzi correnti
  25. ^ ISTAT: Tavole regionali 1995-2009, Tav. 5
  26. ^ Trentino Imprese
  27. ^ http://trentino-alto-adige.paginegialle.it/trentino_alto_adige.htm Pagine Gialle, Trentino-Alto Adige
  28. ^ Dati Istat 2007
  29. ^ Dove si trova il "bosco della città"
  30. ^ Storia - Tridentum - Le origini - Le alpi on line
  31. ^ Archivio del Collegio Germanico-Ungarico di Roma (Coll: Hist. 1/2): "Nomina Alumnorum Collegii Germanici et Hungarici Tomo II", p. 232 (nota n. 379): Christophorus Antonius Comes de Migazzi Diocesis Tridentine Tyrolensis nobilis, [...] humanioribus, litteris, et philosophie operam dedit Passauij, [...] Coadiuntur archiepiscopatus Deinde Episcopus Vacciensis, postea Archiepiscopus Viennae, denique 23 novembris 1762 Cardinalis fuit creatus. Citato in Maurizio Tani, La rinascita culturale del Settecento ungherese. Le arti figurative nella grande committenza ecclesiastica, Roma, 2005
  32. ^ Cfr. ad es. Theodor Trautwein, Wegweiser durch Süd-Baiern, Nord- und Mittel-Tirol und die angrenzenden Theile von Salzburg. Mit den Städten München, Augsburg, Salzburg, Innsbruck, Bozen und Meran, Monaco di Baviera, Lindauer, 1868.
  33. ^ Cfr. per es. Karl Höffinger, Gries-Bozen in Deutsch-Südtirol, als klimatischer, Terrain-Kurort und Touristenstation - Vademecum für Einheimische, Reisende und Touristen in Gries-Bozen und im Etsch- und Eisack-Gebiete, Innsbruck, Wagner, 1887.
  34. ^ ex multis: Karl Müller, An der Kampffront in Südtirol: Kriegsbriefe eines neutralen Offizeirs, Velhagen & Klasing, 1916: Das politische und militärische Ziel des Feldzugs der Italiener im Südtirol ist die befestigte Stadt Trient = L'obiettivo politico e militare degli italiani in Südtirol è la città fortificata di Trento.

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