Cavalese

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Cavalese
comune
Cavalese – Stemma
Cavalese vista dal Cermis
Cavalese vista dal Cermis
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Silvano Welponer (lista civica - PATT) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°17′00″N 11°28′00″E / 46.283333°N 11.466667°E46.283333; 11.466667 (Cavalese)Coordinate: 46°17′00″N 11°28′00″E / 46.283333°N 11.466667°E46.283333; 11.466667 (Cavalese)
Altitudine 1000 m s.l.m.
Superficie 45,35 km²
Abitanti 4 004[1] (31 dicembre 2013)
Densità 88,29 ab./km²
Frazioni Cascata, Cavazzal, Marco, Masi di Cavalese, Milon
Comuni confinanti Carano, Castello-Molina di Fiemme, Daiano, Tesero, Varena
Altre informazioni
Cod. postale 38033
Prefisso 0462
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022050
Cod. catastale C372
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cavalesani (dei Masi: masadini)
Patrono san Sebastiano
Giorno festivo 20 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cavalese
Sito istituzionale

Cavalese (Cavalés in dialetto fiemmese[2]), è un comune di 4004 abitanti[1] della provincia autonoma di Trento.

Fa parte della Magnifica Comunità di Fiemme ed è il centro amministrativo, culturale e storico della Valle di Fiemme, insieme a Predazzo. Situato a 1000 metri sopra il livello del mare, è una località turistica, animata in inverno per le adiacenti piste da sci e apprezzata in estate per i suggestivi paesaggi e la sua tranquillità e il clima mite.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Cavalese sono attestate nella tarda età del bronzo grazie alla presenza di un castelliere preistorico.

In età tardo-romana e in età barbarica sulla vicina altura di San Valerio si ergeva un castelliere che poi si evolse in un castello e in un santuario. La romanizzazione del luogo è ulteriormente confermata dal ritrovamento di alcune monete antiche e dalla presenza di una necropoli del VI secolo.

La cittadina si è sviluppata a partire dal XII secolo, quando lungo le rive del rio Gambis sorsero mulini, segherie e officine da fabbro per la lavorazione del rame. A partire dall’anno 1000 la Valle di Fiemme era governata dai principi-vescovi di Trento, ma con ampia autonomia, rappresentata dalla Magnifica Comunità.

Nei secoli XVI e XVII Cavalese divenne luogo di villeggiatura dei vescovi e dei nobili trentini, che vi fecero costruire i loro palazzi. Il palazzo dei vescovi sarebbe poi divenuto, nel XIX secolo, la sede della Magnifica Comunità.

Nel Settecento fu centro di interesse per la presenza della scuola pittorica di Giuseppe Alberti, nella quale apprese l'arte anche Michelangelo Unterperger.

Nello scorso secolo si ebbe un grande sviluppo dell'edilizia e del turismo, con la costruzione di numerosi alberghi e nuove vie di comunicazione.

Nella seconda guerra mondiale, durante l'occupazione nazista, Cavalese fu teatro di scontri del movimento della Resistenza.

Dal secondo dopoguerra Cavalese si sviluppò ben oltre il terrazzo-pendio, giungendo alle porte dei paesi vicini.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo della Magnifica Comunità di Fiemme

Importante è la Chiesa di San Vigilio, per l'arredamento della quale concorsero l'imperatore Leopoldo I e la sua consorte Eleonora. Sull'ampio timpano della facciata principale, sopra l'ingresso, si trova un affresco di Antonio Longo che raffigura San Vigilio. La chiesa fu consacrata nel 1698. L'interno della chiesa rispecchia le austere forme francescane e ha tre altari lignei seicenteschi, dei quali quello maggiore accoglie la grande pala di Giuseppe Alberti. Sempre di questo pittore sono tutti i dipinti presenti nella chiesa. All'esterno della chiesa si sviluppa un chiostro, nel quale ci sono tre meridiane, la più antica delle quali risale al 1692, e un orto, nel quale c'è un osservatorio meteorologico, installato nel 1882 per decisione del Comune di Cavalese.

Nella parte alta della cittadina, lungo la Strada statale 48 delle Dolomiti, sorgono le numerose dimore nobiliari, tra le quali il già citato Palazzo della Magnifica Comunità, a fianco del quale si innalza la Torre Civica, simbolo dell’autonomia amministrativa cittadina. Il Palazzo fu costruito nel Medioevo per volere dei vescovi di Trento al fine di dare una sede ai loro vicari in Valle di Fiemme e come eventuale residenza estiva. Lo stemma della Comunità è accompagnato dall'iscrizione che riassume le vicende storiche del Palazzo: l'originale progetto del XII secolo fu ampliato nel Rinascimento e nel 1810 divenne la sede della Magnifica Comunità e fu restaurato tra il 1935 e il 1938. Lo stemma è composto da sei fasce bianche e rosse sormontate da una croce e fu concesso alla comunità nel 1588 dal cardinale Ludovico Madruzzo. L'interno del Palazzo è interessante per le movenze rinascimentali. Al piano terra c'erano le prigioni; al primo piano sorgevano gli uffici della Comunità generale di Fiemme; al secondo piano vi sono la pinacoteca e il museo fiemmese; infine c'è l'archivio della Comunità, che comprende numerose pergamene dal XIII al XVIII secolo. La Torre fu sopraelevata nel 1805 su disegno di Antonio Longo e nel 1830 l'ingegnere Dalbosco disegnò il coronamento sopra l'orologio, che era stato danneggiato da un fulmine. Nel tabernacolo, ai piedi della Torre, c'è la statua di S. Giovanni Nepomuceno, posta lì nel 1739 a protezione dalle piene del fiume Gambis.

Nella parte bassa, la più antica, si trova la Pieve di Santa Maria Assunta, circondata dall’ampio “Parco della Pieve”, in un angolo del quale, ai piedi di un tiglio secolare, si possono vedere alcuni banchi in pietra disposti a circolo intorno a un tavolo, anch’esso in pietra: si tratta del cosiddetto “Banc de la Reson” ("Banco della ragione"), luogo in cui il vicario del vescovo di Trento periodicamente amministrava la giustizia.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

La situazione anagrafica è in costante evoluzione: nel 1936 vi erano 2.736 abitanti e nel 1974 ve ne erano 3.547. Nel 2010 ha superato la soglia dei 4000 abitanti. Abitanti censiti[3]


Cultura[modifica | modifica sorgente]

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Cavalese è la sede principale dell'Istituto d'Istruzione Superiore intitolato al gruppo antinazista tedesco "La Rosa Bianca -Weiße Rose" . La scuola ha vari indirizzi: Liceo Scientifico, Liceo delle Scienze Umane, Liceo Scientifico-Tecnologico, Liceo Linguistico e Indirizzo tecnico CAT. Una sede staccata con altri indirizzi si trova a Predazzo.

L'Istituto Comprensivo raccoglie gli studenti della scuola media, intitolata a Giovanni Segantini, e quelli della scuola elementare.

La scuola dell'infanzia è a gestione autonoma.

Personalità legata a Cavalese[modifica | modifica sorgente]

Placca di Giovanni Antonio Scopoli in centro di città

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisioni storiche[modifica | modifica sorgente]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori dei soppressi comuni di Carano, Daiano e Varena; nel 1946 distacco di territori per la ricostituzione dei comuni di Carano (Censimento 1936: pop. res. 761), Daiano (Censimento 1951: pop. res. 550) e Varena (Censimento 1951: pop. res. 772).[4]

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'attività economica, soprattutto per quanto riguarda il commercio, l'edilizia, l'industria e la lavorazione del legno, è discreta. Molto importanti per l'economia sono l'artigianato (i lavori principali sono in legno, ferro e marmo) e il caseificio sociale Bassa Val di Fiemme, che produce formaggi e latticini derivanti dal latte trentino. Le attività legate al turismo rivestono un ruolo primario: alberghi, ristoranti, impianti sciistici ed il settore edilizio, trainato dalla costruzione di molte "seconde case".

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Funivia del Cermis[modifica | modifica sorgente]

La funivia del Cermis è stata la protagonista di due tra i più tragici incidenti che abbiano mai coinvolto impianti di risalita. Nel primo incidente, avvenuto il 9 marzo 1976, morirono 42 persone quando due funi dell'impianto si accavallarono, tranciando quella portante. Il secondo avvenne il 3 febbraio 1998, quando un aereo militare statunitense tranciò i cavi dell'impianto di risalita, causando la morte di 20 persone. Quest'ultimo incidente passò alla storia con il nome di Strage del Cermis.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Sci[modifica | modifica sorgente]

Lo sport più praticato a Cavalese è senza dubbio lo sci. In particolare lo sci nordico che ha come massima espressione la Marcialonga. A Cavalese, infatti, è posto l'arrivo della storica manifestazione, la quale rappresenta l'evento sportivo dell'anno con migliaia di partecipanti. Inoltre nel 1991, nel 2003 e nel 2013 ha accolto i campionati mondiali di sci nordico.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica sorgente]

Lo sport di squadra più seguito è l'hockey su ghiaccio. Fondato nel 1956, l'Hockey Club Fiemme si è sempre basato su un ottimo vivaio di giocatori locali, arrivando a vincere tre campionati di serie B e a militare nella massima serie dal 1987 al 1994. Attualmente partecipa al campionato di serie C e schiera con successo formazioni in tutte le categorie giovanili.

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Per tre volte Cavalese è stata sede di arrivo di una tappa del Giro d'Italia, la prima nel 1969, l'ultima nel 1997.

Tappe del Giro d'Italia con arrivo a Cavalese
Anno Tappa Partenza km Vincitore di tappa Maglia rosa
1969 21ª Rocca Pietore 131 Italia Claudio Michelotto Italia Felice Gimondi
1978 16ª Mazzin (cron. individuale) 45 Italia Francesco Moser Belgio Johan De Muynck
1997 18ª Baselga di Pinè (cron. individuale) 39 Ucraina Serhij Hončar Italia Ivan Gotti

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2013.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Piccole città, borghi e villaggi, Touring Club Italiano, 2006.
  • Aldo Gorfer, Le valli del Trentino: Trentino orientale, ed. Manfrini, Trento, 1977, pp. 530 ss.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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