Selva di Val Gardena

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Selva di Val Gardena
comune
Selva di Val Gardena/Sëlva/Wolkenstein in Gröden
Selva di Val Gardena – Stemma
Selva di Val Gardena – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Sindaco Peter Mussner (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°33′00″N 11°46′00″E / 46.55°N 11.766667°E46.55; 11.766667 (Selva di Val Gardena)Coordinate: 46°33′00″N 11°46′00″E / 46.55°N 11.766667°E46.55; 11.766667 (Selva di Val Gardena)
Altitudine 1.563 m s.l.m.
Superficie 53 km²
Abitanti 2 642[1] (31-12-2010)
Densità 49,85 ab./km²
Frazioni Plan
Comuni confinanti Badia, Campitello di Fassa (TN), Canazei (TN), Corvara in Badia, San Martino in Badia, Santa Cristina Valgardena
Altre informazioni
Cod. postale 39048
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021089
Cod. catastale I591
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 5 072 GG[2]
Nome abitanti gardenesi
(DE) wolkensteiner
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Selva di Val Gardena
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Selva di Val Gardena (Sëlva in ladino, Wolkenstein in Gröden in tedesco) è un comune italiano di 2.637 abitanti della provincia autonoma di Bolzano, situato nelle Dolomiti, in Val Gardena.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Confina a ovest, più a valle, con Santa Cristina Valgardena, e ad est con la Val Badia. È dominata dai gruppi montuosi Stevia a nord, Gruppo del Cir e Gruppo del Sella ad est e Gruppo del Sassolungo a sud.

Rinomata località di villeggiatura estiva e invernale, fa parte del comprensorio sciistico Sellaronda che collega Selva a Arabba, Canazei e Corvara in Badia.

Da Selva, introducendosi nella Vallunga parte la ferrata Sandro Pertini, che conduce attraverso direttamente al rifugio Stevìa.[3]

Storia[modifica | modifica sorgente]

  • 7000 a.C.: Negli anni 1978-80 al di sotto del Passo Gardena (Plan de Frea) si scoprono caverne e si fanno parecchi ritrovamenti, come amigdale, scarnatori e altri sassi lavorati. Ciò dimostra la presenza di persone (cacciatori) e ricercatori nell’era neolitica.
  • 800-500 a.C.: Troi Paian. Sentiero che dalla Val d'Isarco porta per Selva e Livinallongo.
  • 1200 d.C.: Primi insediamenti nella zona di Selva.
  • 1225: Heinrich von Kastelruth risulta il proprietario degli odierni ruderi del Castel Wolkenstein.
  • 1237: Viene menzionato il nome tedesco Wolkenstein.
  • 1293: Randolf von Villanders (capostipite della famiglia Wolkenstein) acquista il castello e la giurisdizione Wolkenstein (sette masi).
  • 1348: La peste si diffonde anche in Val Gardena, perciò l’aumento della popolazione rallenta.
  • 1376/77: Nascita del famoso cantautore e menestrello Oswald von Wolkenstein.
  • 1380: Per mezzo di un matrimonio il castel Forte (Trostburg) e il Castelvecchio (Burg Hauenstein) diventano proprietà dei Wolkenstein.
  • 1445: Dopo una vita movimentata, muore l’ultimo menestrello Oswald von Wolkenstein.
  • 1503: Costruzione della prima cappella votiva alla nostra "Signora nel Bosco" al posto dove si trova l’attuale chiesa parrocchiale.
  • 1517: La capella viene ingrandita la prima volta.
  • verso 1525: Il castel Wolkenstein viene distrutto in parte da massi caduti dalle pareti e non viene più ristrutturato.
  • 1622/41: Costruzione del Castel Gardena (Fischburg).
  • 1670: Costruzione di un’edicola su una collina in località Col dala Pelda. Si aggiungono altri due altari.
  • 1735: Conte Johann Franz Wolkenstein dona un feudo con il diritto di patronato dei Conti.
  • 1809: Il tribunale patrimoniale viene estinto. Il Tribunale di Wolkenstein viene annesso al tribunale di Castelrotto.
  • dal 1822 fino al 1949 anche il decanato è collegato a quello di Castelrotto.
  • 1827/28: La giurisdizione per Selva (senza Colfosco), Santa Cristina e Ortisei viene annessa al grande tribunale di Castelrotto; gli abitanti quindi devono recarsi a Castelrotto per ogni questione giudiziaria.
  • 1853-56: Il sindaco di Ortisei Johann Baptist Purger ordina la costruzione della prima strada carreggiabile da Ponte Gardena a Ortisei (Pescosta). Santa Cristina e Selva continuano immediatamente con questa costruzione.
  • 1869: Prima ascensione del Sassolungo (3181 m) eseguita dal viennese Paul Grohmann.
  • 1870: La chiesa parrocchiale è troppo piccola, viene demolita e sostituita da quella neogotica.
  • 1872: La chiesa parrocchiale viene ultimata.
  • 1874: Collocazione del cimitero.
  • Il 23 settembre 1877 solenne consacrazione della nuova chiesa (sagra).
  • 1882: Dopo piogge torrenziali una grossa frana distrugge il 18 settembre due fienili e un maso (Fussel). Sei persone trovano la morte.
  • 1914: Rinnovazione della chiesa parrocchiale.
  • 1915-16: Costruzione della Ferrovia della Val Gardena da Chiusa per Laion fino a Plan con un percorso di 44 km; è opera dei prigionieri russi.
  • 1916: Costruzione delle strade attraverso il Passo Gardena e il Passo Sella.
  • 1914-18: La prima guerra mondiale richiede 33 vittime (caduti e dispersi).
  • 1939-45: La seconda guerra mondiale 49 vittime (caduti e dispersi).
  • 1949: Selva Gardena diventa parrocchia autonoma.
  • 1960: Viene chiusa la ferrovia a scartamento ridotto.
  • 1966: Carlo Senoner diventa Campione del Mondo a Portillo (Cile).
  • 1968: Lo stemma più volte cambiato diventa ufficialmente stemma del comune.
  • 1970: Campionati mondiali di sci alpino in Val Gardena.
  • 1970-89: Con i campionati mondiali di sci alpino, la Val Gardena diventa centro d’élite per lo sport invernale. Da allora, ogni anno si ripetono le gare di Coppa del Mondo di discesa libera.

Le presenze turistiche a Selva di Val Gardena, sono salite da 510.000 nel 1969 a ben 1.030.000 nel 1988. Nonostante l’incidenza della stagione invernale i dati comprendono anche il 40% di presenze estive.

  • 1987: Costruzione del capannone tennis, biliardo e bowling.
  • 1988/89: Ingrandimento della Chiesa Parrocchiale “Maria ad Nives”.
  • 1990: Apertura dello stadio del ghiaccio, con palestra e stand tiro a segno.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato come Silva, Zilve, Cylve nel 1166, come Wolchenstain nel 1237[4] e come in Greden ze Wolchenstein nel 1288[5] e deriva dal latino silva ("bosco") e dal nome del castello e casato di Wolkenstein. Dall'annessione al 1923 il paese si chiamò Selva in Gardena e dal 1923 al 1955 Selva.[6][7]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è inquartato, il primo ed il quarto cantone sono trinciato ed innestato d’argento e di rosso; il secondo ed il terzo sono cuneato di azzurro ed argento su un piano nero. Lo stemma raffigura le insegne dei Signori di Wolkenstein che costruirono il castello 1291. Lo stemma è stato adottato nel 1968.[8]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei monumenti di Selva di Val Gardena.

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

La sua popolazione è per la grande maggioranza di madrelingua ladina.

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
5,15% madrelingua tedesca
5,11% madrelingua italiana
89,74% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Nel 1908, ancora in età austro-ungarica, fu fondata la Kunstschule per professionalizzare l'arte dell'intaglio e della scultura in legno; la scuola esiste tuttora e si chiama oggi Scuola d'ert / Kunstschule / Scuola d'arte.[10]

Persone legate a Selva di Val Gardena[modifica | modifica sorgente]

Treno a vapore in uscita da Selva (1959)

Economia[modifica | modifica sorgente]

Solare termico[modifica | modifica sorgente]

Il comune vanta la più elevata diffusione di pannelli solari termici in Italia. Nel territorio del comune sono installati 2000 m² di pannelli con una media di quasi 800 m² per mille abitanti.[11]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

A Selva e precisamente nella frazione Plan de Gralba termina la Strada statale 242 di Val Gardena e Passo Sella ed incomincia la Strada statale 243 del Passo Gardena, che prosegue superando il passo Gardena (2.121 m), e termina a Corvara, dove si incrocia con la Strada statale 244 della Val Badia, ovvero la strada collega la val Gardena con la val Badia e corre ai piedi del Gruppo del Sella.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
nel 1954 Anton Vinatzer Sindaco
nel 1960 Rudolf Kasslatter Sindaco
2005 2010 Rolando Demetz lista civica Sindaco
2010 in carica Peter Mussner SVP Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

I gruppi del Cir e Sella con il paese Selva e la vallata del Dantercepies

A Selva di Val Gardena gioca l'H.C. Gherdëina, squadra di hockey su ghiaccio già quattro volte campione d'Italia, e che oggi milita in serie A2. Fino al '99 la squadra di Selva si chiamava H.C. Selva (vincitrice di due campionati cadetti e uno di terza categoria) ma dopo la frana dello stadio del ghiaccio di Ortisei si fuse con l'H.C. Gardena (HC Gröden) dando origine all'attuale H.C. Gherdëina. Nel 2000-2001 giocò sotto il nome di Selva 2000, ma poi prese il nome attuale: H.C. Gherdëina. Da allora non è più ai massimi livelli del campionato nazionale ma milita nella seconda serie.

Selva di Val Gardena è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:

Si disputano anche gare di discesa libera e Super G valide per la Coppa del Mondo di sci alpino sulla celebre pista Saslong. Selva è anche conosciuta grazie a sciatori come Peter Runggaldier e Werner Perathoner.

La località è molto frequentata sia dai turisti invernali sia da quelli estivi. In molti vi si recano per apprezzare le piste da sci all'ombra delle cime suggestive del gruppo del Sassolungo e del Gruppo del Sella (Sellaronda).

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Il centro di addestramento alpino dei Carabinieri dalla Ferrata Sandro Pertini
  • Il "Salotto di Selva" (die feine Ecke in ted., the cosy corner in ingl.), in una zona in prossimità della chiesa di Selva, organizza annualmente una tavola imbandita per ca. 700 commensali della lunghezza di oltre 300 metri.[12]
  • A Selva si trova il Centro di addestramento alpino dei Carabinieri, istituito il 15 ottobre 1968, con le funzioni di "centro di specializzazione per corsi sciatori e rocciatori". Presso il centro di addestramento si svolgono appositi corsi sciistici, alpinistici, per conduttori di cani da soccorso alpino e sciistico-alpinistici per i reparti speciali.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Ferrata Sandro Pertini su Vieferrate.it
  4. ^ Hans von Voltelini (a cura di), Die Südtiroler Notariats-Imbreviaturen des 13. Jahrhunderts (Acta Tirolensia, II), Innsbruck, Wagner, 1899, n. 623
  5. ^ Oswald v. Zingerle, Das Urbar Meinhards II. (Fontes rerum Austriacarum, II/45), Vienna, Österr. Akad. d. Wiss., 1890, p. 104 n. 194, 216.
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  7. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 429. ISBN 88-7014-634-0
  8. ^ (EN) Heraldry of the World: Wolkenstein
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Danila Serafini, La scola d'ert de Sëlva Gherdëina 1908-2003: 95 ani de storia, op. cit.
  11. ^ Classifica legambiente su la Repubblica
  12. ^ Il salotto di Selva

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (LLDDEIT) Danila Serafini, La scola d'ert de Sëlva Gherdëina 1908-2003: 95 ani de storia / Die Kunstschule Wolkenstein Gröden / La Scuola d'Arte di Selva Gardena, San Martin de Tor, Museum Ladin Ciastel de Tor, 2004. ISBN 88-89255-00-5
  • (LLD) Rudolf Mussner (curatore), Nosta Sëlva, Cunsëi de furmazion de Sëlva, 2010. 652 pp., 671 fotografie.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Alto Adige Portale Alto Adige: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Alto Adige