Nova Levante

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Nova Levante
comune
Nova Levante/Welschnofen
Nova Levante – Stemma
Panorama
Panorama
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano – stemma Bolzano
Sindaco Markus Dejori (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°26′0″N 11°33′0″E / 46.43333°N 11.55°E / 46.43333; 11.55 (Nova Levante)Coordinate: 46°26′0″N 11°33′0″E / 46.43333°N 11.55°E / 46.43333; 11.55 (Nova Levante)
Altitudine 1.182 m s.l.m.
Superficie 50 km²
Abitanti 1 910[1] (31-12-2010)
Densità 38,2 ab./km²
Comuni confinanti Cornedo all'Isarco, Moena (TN), Nova Ponente, Pozza di Fassa (TN), Predazzo (TN), Tires, Vigo di Fassa (TN)
Altre informazioni
Cod. postale 39056
Prefisso 0471
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021058
Cod. catastale F949
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 301 GG[2]
Nome abitanti di nova levante (schuffener) / welschnof(e)ner
Localizzazione
Nova Levante è posizionata in Italia
Nova Levante
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Nova Levante (Welschnofen in tedesco[3]) è un comune italiano di 1.910 abitanti della Provincia Autonoma di Bolzano.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Il comune comprende anche la località di Carezza al lago (ted.: Karersee), rinomata località turistica estiva ed invernale, posta a 1620 metri s.l.m., base di partenza per le escursioni nei gruppi del Catinaccio e del Latemar.

[modifica] Storia

[modifica] Origini

Nel corso dei secoli i pastori della val di Fassa edificarono case nei pressi dei loro pascoli estivi per poter svolgere le loro attività durante tutto l'anno e bonificarono sempre di più i boschi verso valle. Nova Levante viene citata per la prima volta nell'anno 1177 sotto il nome "Noue" (= dissodamento, terra nuova).[4] Il nuovo quadro in porfido e pietra calcare che si incontra all'entrata del paese testimonia l'origine. Il piccolo stemma è quello del convento di Novacella, al quale per numerosi secoli è stato sottoposto Nova Levante.

La comunità di Welschnofen è originalmente ladina e fino al 1600 la maggioranza della popolazione manteneva un dialetto ladino proprio, di tipo badiotto. La parlata dell'area fu "tedeschizzata" naturalmente durante i secoli seguenti e il ladino originale è scomparso.

[modifica] Cronologia

  • 1177 Welschnofen/Nova Levante viene menzionata per la prima volta
  • 1300 ca. a Welschnofen/Nova Levante sorge la prima chiesa
  • 1604 fondazione della propria prima parrocchia
  • 1860 Costruzione della strada che attraversa la Val d'Ega
  • 1870 Con la separazione dall'esteso comune di Cornedo all'Isarco,
  • Welschnofen/Nova Levante diviene un comune autonomo
  • 1889 Fondazione della pro-loco
  • 1896 Apertura dell'Hotel Carezza
  • 1896 Ultimazione della strada sul Passo Costalunga/Karerpass
  • 2006 Socio di fondazione “Perle delle Alpi”.

[modifica] Stemma

Lo stemma è inquartato: nel 1° e nel 4° è rappresentato il leone rampante di colore oro su sfondo nero, stemma del giudice Bartlmä von Pretzenberg che aveva proprietà nel comune; nel 2° e 3° è rappresentato un monte di colore celeste sormontato dal tipico brezel di colore argento su sfondo rosso. Lo stemma è stato adottato nel 1967. [5]

[modifica] Toponimo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Welsche.

Il toponimo è attestato come Noue nel 1177, come Nofalatina nel 1295, come Welschennofen nel 1370 e come Wälischnofe nel 1388 e deriva dal latino nova ("terreno messo a coltura da poco"). Welsch o Welschtiroler sta per i tirolesi di lingua ladina o italiana (trentini). Quindi Welschofen, originalmente abitato dai tirolesi di lingua ladina e Deutschnofen / Nova Ponente, originalmente abitato dai tirolesi di lingua tedesca.[6]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

La prima chiesa cristiana di Nova Levante risale probabilmente all'XI secolo. La leggenda narra che i primi abitanti del luogo si erano insediati "Im Loch" e sul "Zischgl" (due zone del paese), dove avrebbero voluto costruire una chiesa. Alla fine preferirono però convertire in chiesa un antico tempio pagano, che già insisteva sul luogo in cui si trova la chiesa attuale.

Appena nel 1298 comunque la chiesa viene citata nei testi storici, e nel 1365 si parla di una "Cappella di S. Ingenuino", santo presentato come patrono di questa chiesa. Evidenti lavori di ristrutturazione si possono datare alla prima metà del XVIII secolo, mentre risale al 1827-1828 la realizzazione di una chiesa nuova, poi interamente smantellata (fatta eccezione per il campanile) nel 1965 e sostituita da una struttura nuova.

L'attuale chiesa parrocchiale fu consacrata nel maggio 1967, dopo due anni di lavori. Si tratta di una costruzione moderna, caratterizzata dalla bassa navata laterale e dal tetto a falde assai spioventi. Il campanile parrocchiale, alto 37 metri, è la struttura architettonica più antica del luogo.

[modifica] Società

[modifica] Appartenenza linguistica

La sua popolazione è in larga maggioranza di madrelingua tedesca:

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat informazioni N.17 - 08/2002
{{{bs}}}% madrelingua bosniaca
96,19% madrelingua tedesca
{{{en}}}% madrelingua inglese
{{{es}}}% madrelingua spagnola
{{{fr}}}% madrelingua francese
{{{hr}}}% madrelingua croata
{{{hu}}}% madrelingua ungherese
3,45% madrelingua italiana
0,36% madrelingua ladina
{{{mk}}}% madrelingua macedone
{{{pt}}}% madrelingua portoghese
{{{rm}}}% madrelingua romancia
{{{ro}}}% madrelingua rumena
{{{sh}}}% madrelingua serbo-croata
{{{sl}}}% madrelingua slovena
{{{sq}}}% madrelingua albanese
{{{sr}}}% madrelingua serba
{{{tr}}}% madrelingua turca

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Markus Dejori (SVP) dal 16/05/2010 (1º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Elmar Pattis SVP Sindaco
2010 in carica Markus Dejori SVP Sindaco



[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani , Milano, GARZANTI, 1996, p. 445.
  4. ^ Georg Kugler (a cura di), Die Urkunden des Augustiner-Chorherrenstiftes Neustift bei Brixen von 1143 bis 1299 (Fontes rerum Austriacarum II/77), Vienna, Öster. Akad. d. Wiss., 1965, n. 6.
  5. ^ (EN) Heraldry of the World: Nova Levante
  6. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 534s. ISBN 88-7014-634-0

[modifica] Bibliografia

  • (DE) Ignaz Kircher, Der Alltag (Welschnofen, 1), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 1994.
  • (DE) Franz Kohler, Kleriker & Laien (Welschnofen, 2), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 1994.
  • (DE) Eduard Pichler, Herrschaft und Untertan (Welschnofen, 3), Bolzano-Vienna-Nova Levante, Folio-Cassa Raiffeisen, 2003. ISBN 3-85256-229-5

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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