Sesto (Italia)

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Sesto
comune
Sesto/Sexten
Sesto – Stemma
Sesto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Sindaco Fritz Egarter (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°42′00″N 12°21′00″E / 46.7°N 12.35°E46.7; 12.35 (Sesto)Coordinate: 46°42′00″N 12°21′00″E / 46.7°N 12.35°E46.7; 12.35 (Sesto)
Altitudine 1.310 m s.l.m.
Superficie 80,88 km²
Abitanti 1 952[1] (31-12-2010)
Densità 24,13 ab./km²
Frazioni Ferrara (Schmieden), Monte di Mezzo (Mitterberg), Moso (Moos), Quiniga (Kiniger), San Giuseppe (Außerbaurschaft), San Vito (St. Veit)
Comuni confinanti Auronzo di Cadore (BL), Comelico Superiore (BL), Dobbiaco, Kartitsch (AT-7), San Candido, Sillian (AT-7)
Altre informazioni
Cod. postale 39030
Prefisso 0474
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021092
Cod. catastale I687
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 718 GG[2]
Nome abitanti Sestesi (IT); Sextner (DE)
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Sesto
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Sesto [ˈsεsto] (Sexten in tedesco ['zεkstn][3], talvolta in italiano Sesto Pusteria) è un comune italiano di 1.945 abitanti della provincia autonoma di Bolzano.

Sesto è situato al di là dello spartiacque alpino, poiché attraversato dal Rio Sesto che, dopo aver attraversato la Val di Sesto, confluisce nella vicina San Candido nella ben più nota Drava, immissario del Danubio. Nel 1918, quando il Tirolo fu spartito fra Austria e Italia, Sesto sarebbe teoricamente dovuto rimanere all'Austria, in quanto posto a oriente della Sella di Dobbiaco, confine fisico e spartiacque. Nel paese è ubicata la stazione meteorologica di Sesto. È il comune più orientale della regione Trentino-Alto Adige.

A Sesto è possibile avere sempre sotto gli occhi il tempo che scorre: infatti la meridiana di Sesto è un orologio naturale da cui è possibile sapere l'ora del giorno a seconda della cima di volta in volta illuminata dal sole.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il 2 novembre 1918 i soldati austriaci si ritirano dal paese di Sesto

Tra le attrattive turistiche, la val Fiscalina, con una pista di fondo innevata fino a primavera e punto di partenza per salire sulle meravigliose Tre Cime di Lavaredo. Attorno al paese si intaglia il gruppo della Dolomiti di Sesto, di cui una parte rientra nel parco naturale Dolomiti di Sesto.

Da Sesto si possono raggiungere gli impianti sciistici del Monte Elmo e della Croda Rossa di Sesto. Entrambi offrono, durante il periodo invernale, oltre alle piste di sci, anche diverse piste per slittino. Alla Croda Rossa è presente da pochi anni una famiglia di renne, importate dalla Finlandia.

Una delle più famose escursioni che si possono effettuare nei pressi di Sesto è sicuramente il famoso e ardito Sentiero degli Alpini.

Lungo la vallata di Sesto esistono principalmente due valli minori che danno accesso alle Dolomiti:

  • Val Fiscalina (Fischleintal): una delle più note valli dolomitiche, che partendo dal Moso, ai piedi della Croda Rossa, porta al rifugio Comici
  • Val Campo di Dentro (Innerfeldtal): altra valle che permette di arrivare al rifugio Locatelli

Sempre nel territorio comunale di Sesto si trova il biotopo Monte Covolo - Nemes (Seikofel-Nemes), a nord del passo Monte Croce. Da qui è facilmente raggiungibile la cima del Col Quaternà.

La frana di Cima Una[modifica | modifica sorgente]

Il 12 ottobre 2007 dal monte Cima Una è caduta una frana di immani proporzioni, fortunatamente senza vittime.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Un bunker presso il passo di monte Croce

Durante la prima guerra mondiale il paese di Sesto si è trovato nel mezzo del conflitto. L'esercito italiano e quello austro-ungarico si fronteggiarono per il dominio delle vette principali, come la Croda Rossa di Sesto, il monte Covolo, le Tre Cime di Lavaredo e il monte Paterno. Quando la guerra scoppiò a difendere il paese di Sesto si trovava solamente una compagnia di riservisti.

Durante il conflitto molte furono le persone che si distinsero, come ad esempio la guida alpina Sepp Innerkofler, che assieme alla sua pattuglia volante complicò le cose alle truppe italiane. L'abitato fu evacuato dalla popolazione civile e risulta il solo di lingua tedesca sul confine italiano che ebbe questa sorte.[4]

Alla fine del conflitto il paese fu quello che subì maggiori danni in Alto Adige, oltre al paese quasi completamente distrutto, vi furono 54 persone decedute, il 4% della popolazione del paese.

Solo nel novembre 1918 gli italiani riuscirono ad entrare nel paese di Sesto, scendendo dal passo Monte Croce di Comelico. Quando nel settembre 1919 e ancora nell'ottobre 1920 si sollevò la questione altoatesina, Sesto fu annesso all'Italia.[5]

Anche Sesto, come molti comuni dell'Alto Adige situati verso il confine, è stato oggetto di fortificazioni durante il periodo del fascismo. Al passo di Monte Croce di Comelico sono presenti molteplici bunker, facenti parte del Vallo Alpino in Alto Adige, soprattutto al Creston Popera. Queste opere vanno a formare lo sbarramento Passo Monte Croce Comelico.

Il 27 agosto 1965, nel periodo di terrorismo in Alto Adige, furono uccisi i carabinieri Palmerio Ariù e Luigi De Gennaro, a cui spararono con dei mitra, colpendo all'interno la caserma dei carabinieri di Sesto.

Il toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato come "Sexta" nel 965, come "Sextum" nel 1208 e poi come "Sechsten, Sexten" nel 1298 e 1365 e deriva dal latino ad horam sextam ("alla sesta ora"), in riferimento alla posizione meridionale rispetto a San Candido, la cui collegiata usò questa indicazione topografica.[6][7]

Il toponimo è certamente di origine latina, anche se non è sicuro cosa volesse indicare. È più probabile, anche perché il nome è essenzialmente medioevale, che si tratta dell'indicazione geografica meridionale, coniata dal convento di San Candido (la "sesta ora" benedettina infatti indica il mezzogiorno, sinonimo di sud), che non di una sesta pietra miliare della strada romana diretta da Littamum al passo Monte Croce di Comelico. A parte il nome, sono poche le tracce del passato dei paesi di Sesto e Moso; entrambi i paesi furono infatti quasi totalmente distrutti dalle granate italiane durante la Prima Guerra Mondiale.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

L’emblema rappresenta tre monti d’argento su sfondo azzurro, su quello centrale un camoscio nero; i tre monti simbolizzano le Tre Cime di Lavaredo. Lo stemma è stato adottato ufficialmente dal comune nel 1972.[8] Lo stemma era in realtà già affisso sopra l'ingresso del principale edificio della sede comunale fin dalla fine della prima guerra mondiale. Si attribuisce questo simbolo al pittore Albert Stolz.[9]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il paese di Sesto al 12 agosto 1915, completamente distrutto dopo i bombardamenti

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa parrocchiale[modifica | modifica sorgente]

La chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo venne inizialmente costruita alla fine del Duecento, ma di questa edificazione non è rimasta traccia. Più volte ricostruita, appare oggi nella versione del 1824. Di gusto moderatamente neo-barocco all'esterno, la chiesa offre all'interno due pale d'altare del veneziano Cosroe Drusi. Gli affreschi sono di Albert Stolz.

Cimitero[modifica | modifica sorgente]

Il cimitero che la circonda, che ospita le tombe di celebri alpinisti locali come Sepp Innerkofler, è ricco di croci in ferro battuto, statue di legno e affreschi della famiglia Stolz.

Di Rudolf Stolz è la suggestiva "Danza Macabra" che addorna le pareti della cappella rotonda che fa da ingresso al cimitero, e che raffigura la morte a braccetto di diversi personaggi.

Chiesa di Moso[modifica | modifica sorgente]

Anche Moso possiede una sua chiesa, al centro della piccola frazione, distante meno di due chilometri da Sesto. La chiesa è dedicata a San Giuseppe, e fu eretta nel 1717.

Cappella del bosco[modifica | modifica sorgente]

La cappella del bosco

Dopo lo scoppio della prima guerra mondiale la chiesa del paese fu gravemente danneggiata, e quindi la popolazione decise di costruire appositamente una piccola cappella nel bosco poco sopra il paese.

Dalla prima domenica dell'agosto 1917 e fino alla primavera il parroco Schwainghofer celebrava ogni domenica e nei giorni di festa in questa chiesa la santa messa.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

I Bagni di Moso[modifica | modifica sorgente]

I Bagni di Moso (ted. Bad Moos) sorgono presso l'omonima frazione, alle porte della Val Fiscalina. Dispongono di sorgenti minerali contenenti solfato di magnesio, solfato di calcio e carbonato di calcio. Conosciuti fin dal '500, vennero citati per la prima volta nel 1650 dal Conte Brandis nella sua opera sul Tirolo. I Bagni di Moso subirono successive edificazioni fino alla costruzione di uno stabilimento termale nei primi decenni del'Ottocento, che disponeva di 45 posti letto. Successivamente rimodernati a più riprese, i Bagni di Moso fanno oggi parte dell'omonimo Sport-Kur-Spa, che offre un'ampia gamma di trattamenti idroterapici.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Presso il paese furono edificati due forti ai lati della Val di Sesto: il forte Mitterberg sul versante nord il forte Heideck sul versante sud, tra di loro collegati e anche con altre fortificazioni della linea di difesa dell'Impero Austro-ungarico, attraverso un telegrafo ottico ed un telefono.

I forti avevano la funzione di impedire la discesa delle truppe italiane, nel caso in cui le difese del Passo di Monte Croce di Comelico avessero ceduto, in modo quindi da difendere Sesto e l'accesso alla Val Pusteria. Tra i due forti, all’inizio della guerra fu sistemata una tagliata, con filo spinato.

I due forti erano già obsoleti all'inizio del conflitto e quindi con la loro scarsa efficacia, furono soltanto un facile bersaglio per le artiglierie italiane.

Infatti il Forte di Heideck è andato distrutto; invece il Forte Mitterberg, attualmente versa in buone condizioni strutturali, rappresentando ancora oggi un esempio di fortificazione difensiva dell'800.

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

La sua popolazione è per la quasi totalità di madrelingua tedesca:

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
95,37% madrelingua tedesca
4,36% madrelingua italiana
0,07% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

L'edificio che ospita il museo Rudolf Stolz

Musei e mostre permanenti[modifica | modifica sorgente]

Il "Museo Rudolf Stolz", inaugurato nel 1969, ospita le opere di questo esponente della famiglia composta dai fratelli Ignaz, famoso ritrattista, Albert e, appunto, Rudolf. Rudolf nacque a Bolzano nel 1874 e morì a Sesto nel 1960. Si dedicò in particolare all'esecuzione di affreschi nel Tirolo. Nel museo sono esposti numerosi e grandi carboncini su carta, spesso usati come bozze per gli affreschi, e poi disegni, tempere e alcuni picooli acquarelli di particolare pregio, raffiguranti scene di vita e paesaggi dell'Alta Pusteria. Altri affreschi di Rudolf Stolz sono esposti nella cappella di San Giuseppe a Moso.

Un altro vasto repertorio d'arte sono i presepi di Sesto, famosi in tutto il mondo per l'abilità di celebrati artigiani. Sontuosamente allestiti, soprattutto nel periodo natalizio, si possono visitare un po' in giro per il paese, ma soprattutto presso l'Hotel Luna.

Persone legate a Sesto[modifica | modifica sorgente]

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Sesto, da paese ad economia prevalentemente agricola, ha avuto un grande sviluppo turistico, sia invernale per lo sci (alpino e di fondo), sia estivo per la presenza di alcune delle più rinomate vette dolomitiche.

È stata scelta come località di soggiorno sia dalla cancelliera tedesca Angela Merkel, sia dal presidente italiano Giorgio Napolitano.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Prodotti tradizionali[modifica | modifica sorgente]

Il formaggio di montagna di Sesto è stato riconosciuto dalla Provincia autonoma di Bolzano e dal Ministero come uno dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2000 Wilhelm Rainer SVP Sindaco
2005 2010 Fritz Egarter SVP Sindaco
2010 in carica Fritz Egarter SVP Sindaco

Sport[modifica | modifica sorgente]

A Sesto è presente la palestra di roccia indoor più grande d'Italia, presso la Dolomit Arena, e ha pareti con livelli dal 3c al livello 8b+, su un'altezza di 16,5 m. La struttura che ospita la palestra è tutta in vetro, e quindi con la sua trasparenza, dà la sensazione di essere all'aperto.

Accanto a questa struttura, si trova una piscina scoperta con annesso campo da beach volley in sabbia marina, un campo da mini-golf e due campi da tennis.

Nel periodo invernale la piscina viene utilizzata come una sorta di palazzetto del ghiaccio, dove tralatro viene praticato il curling.

A Sesto esiste l'impianto di risalita che porta alla Croda Rossa di Sesto da dove partono alcune piste da sci e quella da slittino Croda Rossa, lunga 5 km. Altra pista da slittino è la Klammbach, lunga 6,5 km.[11]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 621.
  4. ^ La circostanza è ricordata da un locale museo storico Bellum Aquilarum
  5. ^ Pareti Verticali - Home page
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  7. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 430s. ISBN 88-7014-634-0
  8. ^ (EN) Heraldry of the World: Sesto
  9. ^ Rudolf Holzer, Sesto. Da comunità agricola di montagna a zona turistica. Ed. Tappeiner. 2000
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ http://www.hochpustertal.info/it/suedtirol/winter/rodeln.html

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Viktor Schemfil, Die Kämpfe im Drei Zinnen-Gebiet und im Kreuzberg in Sexten 1915-1917: verfasst auf Grund österreichischer Kriegsakten, Schilderungen von Mitkämpfern und italienischer kriegsgeschichtlicher Werke, Innsbruck, Wagner, 1986. ISBN 3-7030-0170-4
  • Viktor Peter Kubler, Hugo Reider, Guerra fra le Tre cime, 1915-1917: il cuore delle Dolomiti di Sesto-Sexten nel 1915-1917 e oggi, Bolzano, Athesia, 2002. ISBN 88-7014-578-6
  • Viktor Claus Gatterer, Bel paese, brutta gente. Romanzo autobiografico dentro le tensioni di una regione europea di confine, Bolzano, Praxis 3, 2005 (Collana di documentazione, 5).
  • (DE) Viktor Rudolf Holzer, Sexten: vom Bergbauerndorf zur Tourismusgemeinde, Lana, Tappeiner, 2000. ISBN 88-7073-269-X
  • Rudolf Holzer, Sesto. Da comunità agricola di montagna a zona turistica, Ed. Tappeiner, 2000

Argomenti correlati[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]