Varna (Italia)

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Varna
comune
Varna/Vahrn
Varna – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Stemma Südtirol.svg Bolzano
Amministrazione
Sindaco Andreas Schatzer (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°44′25.29″N 11°38′11.62″E / 46.740358°N 11.636561°E46.740358; 11.636561 (Varna)Coordinate: 46°44′25.29″N 11°38′11.62″E / 46.740358°N 11.636561°E46.740358; 11.636561 (Varna)
Altitudine 671 m s.l.m.
Superficie 70,12 km²
Abitanti 4 236[1] (31-12-2010)
Densità 60,41 ab./km²
Frazioni Novacella, Nucleo Leone/Löwenviertel, Scaleres/Schalders, Spelonca/Spiluck
Comuni confinanti Bressanone, Chiusa, Fortezza, Naz-Sciaves, Sarentino, Velturno
Altre informazioni
Cod. postale 39040
Prefisso 0472
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021111
Cod. catastale L687
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 482 GG[2]
Nome abitanti Varnesi (IT); Vahrner (DE)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Varna
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Varna (Vahrn in tedesco[3]) è un comune italiano di 4.231 abitanti della provincia autonoma di Bolzano situato vicino alla città di Bressanone, all'imbocco della Valle di Scaleres (Schalderer Tal).

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Nel suo territorio comunale si trova un biotopo che si trova nei pressi del lago di Varna.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Già menzionato mille anni fa in un documento, intorno all'anno 1000 del calendario gregoriano, la località di Varna si trova sulla vecchia strada del Brennero.

Fin dal Medioevo albergatori ed artigiani dell'attivo traffico di carriaggi vivevano in questo importante centro di collegamento nord-sud.

Numerose residenze aristocratiche, costruite da nobili ed alti funzionari del principe vescovo di Bressanone, abbelliscono oggi l'immagine e l'aspetto del villaggio.

Con l'apertura della ferrovia del Brennero nel 1867, il paese ha subito un arresto, e fino all'inizio della prima guerra mondiale, da maggio ad ottobre, venivano ospiti illustri da Vienna, Monaco di Baviera e da altre città, per rilassarsi all'ombra dei suoi castagni.

Intorno al 1910, è stato un banchiere viennese a costruire il primo albergo moderno.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo è attestato dal 1005 e probabilmente ha un'origine preromana, forse con la sovrapposizione del tedesco Farn ("felce").[4][5] Il paese è stato anche citato come “la porta del sole”, ovvero una porta tra la stretta Alta Valle Isarco e l'ampia conca di Bressanone.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma è inquartato: il primo ed il quarto sono d’argento a tre fasce innestate di azzurro; il secondo ed il terzo sono di rosso. Riprende le insegne dei Cavalieri di Voitsberg che cambiarono il nome in von Vahrn quando acquistarono il castel Salern, sopra il villaggio, andato distrutto nel 1277. Lo stemma è stato adottato nel 1969.[6]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Nel 2012, il comune di Varna è risultato essere il "re delle rinnovabili" in quanto copre i fabbisogni energetici del paese grazie a diverse tipologie di impianti che sfruttano energie rinnovabili, ovvero 66 impianti fotovoltaici che producono 3,3 MW, un impianto idroelettrico che produce 70 kW, un impianto a biogas che produce 1140 kW ed un impianto termico a biomassa che produce 6500 kW, quest'ultimo utilizzato per il teleriscaldamento.[7]

Cortile dell'Abbazia di Novacella

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Varna è presente una delle più belle abbazie d'Italia: il monastero dei canonici regolari agostiniani di Novacella.

La chiesa di San Giorgio vista da castel Salern

Chiesa parrocchiale San Giorgio[modifica | modifica sorgente]

La chiesa si trova al di sopra del centro abitato ed è dedicata a San Giorgio. Venne menzionata per la prima volta nel 1325, ma soltanto nel 1668 ebbe effettivamente un sacerdote proprio. Nel 1938 divenne curazia ed infine parrocchia nel 1958.

Il campanile neogotico è costruito in blocchi di granito, come copia della Torre Bianca (Weißer Turm) di Bressanone.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Castel Salern[modifica | modifica sorgente]

Il Castel Salern era un castello del XII secolo posto a monte del paese. I resti del castello sono ben visibili dal paese.

Polveriera Riga di Sotto[modifica | modifica sorgente]

Ex-polveriera militare

A est del lago di Varna sorgeva nell'area produttiva "Forch" una polveriera che custodiva esplosivi e specialmente mine anticarro. Fu utilizzata fino agli anni 90, dopo di che fu abbandonata ed in seguito suddivisa in due zone (nord e sud) da una recinzione civile, passando anche sopra ad alcune baracche dove alloggiava l'esplosivo. Ciò ha consentito lo sfruttamento della zona a due diversi utilizzatori. Accanto a quest'area si sono depositati gli scarti inerti fuoriusciti dallo scavo per della galleria di base del Brennero.[8][9]

A sud della zona militarizzata si trovava la casa alloggio del maresciallo che aveva in custodia la polveriera.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Impianti Kneipp[modifica | modifica sorgente]

Lungo la strada che sale a Scaleres si trovano degli impianti di cura all'aperto, disponibili a chiunque. Gli impianti di cura sfruttano la teoria di Sebastian Kneipp sull'idroterapia, che sostiene che si riesce a agevolare la circolazione sanguigna immergendo gli arti nelle acque gelide del torrente Scaleres (Schalderer Bach).

Le piramidi di terra nei pressi di Novacella

Piramidi di terra[modifica | modifica sorgente]

A nord di Novacella, si apre una vallata incontaminata, la valle di Riga (Riggertal), ovvero dove si stanno svolgendo gli scavi per il BBT. Sul suo versante orientale sono presenti alcune formazioni di piramidi di terra.

Lago di Varna[modifica | modifica sorgente]

A nord della città, verso al vicino paese di Fortezza, sorge il lago di Varna (Vahrner See), un piccolo biotopo dove è anche possibile balneare. L'acqua del lago è ricca di iodio.

Società[modifica | modifica sorgente]

Ripartizione linguistica[modifica | modifica sorgente]

 % Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat Censimento della popolazione 2011 - Determinazione della consistenza dei tre gruppi linguistici della Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige - giugno 2012
87,80% madrelingua tedesca
11,18% madrelingua italiana
1,02% madrelingua ladina

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[10]

Geografia antropica - Frazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Novacella - Neustift
  • Nucleo Leone - Löwenviertel
  • Scaleres - Schalders
  • Spelonca - Spiluck

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Josef Sigmund SVP Sindaco
2010 in carica Andreas Schatzer SVP Sindaco

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 689.
  4. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 506. ISBN 88-7014-634-0
  5. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  6. ^ (EN) Heraldry of the World: Varna
  7. ^ Articolo Altoadige
  8. ^ Tunnel Brennero, a Varna la discarica per inerti su ANSA.it
  9. ^ (DE) Risposta di Luis Durnwalder alla domanda di Pius Leitner
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (DE) Vahrn. Heimat zwischen den Welten, a cura del Kultur-, Bildungs- und Freizeitverein der Pfarrgemeinde Vahrn, Varna, 1992.
  • (DE) Ernst Parschalk, Vahrn zwischen Idylle und Aufbruch. 100 Jahre Verschönerungs- und Tourismusverein Vahrn, Vienna-Bolzano, Folio, 1998.
  • (DE) Ernst Parschalk, Geschichtsparcours - Begleitbroschüre zum Themenweg in den Gemeinden Brixen, Vahrn und Franzensfeste, Bressanone, Weger, 2011.

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