Moena

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Moena
comune
Moena – Stemma Moena – Bandiera
Veduta di Moena
Veduta di Moena
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
Provincia Trentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Sindaco Riccardo Franceschetti (lista civica) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°23′00″N 11°40′00″E / 46.383333°N 11.666667°E46.383333; 11.666667 (Moena)Coordinate: 46°23′00″N 11°40′00″E / 46.383333°N 11.666667°E46.383333; 11.666667 (Moena)
Altitudine 1.184 m s.l.m.
Superficie 82,6 km²
Abitanti 2 723[1] (30-04-2011)
Densità 32,97 ab./km²
Frazioni Forno, Medil, San Pellegrino, Penia, Someda, Sorte
Comuni confinanti Falcade (BL), Nova Levante (BZ), Pozza di Fassa, Predazzo, Soraga, Tonadico, Vigo di Fassa
Altre informazioni
Cod. postale 38035
Prefisso 0462
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 022118
Cod. catastale F263
Targa TN
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 4 238 GG[2]
Nome abitanti moenesi
Patrono san Vigilio
Giorno festivo 26 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Moena
Sito istituzionale

Moena è un comune italiano di 2.723 abitanti della provincia di Trento. È uno dei 18 comuni che formano la Ladinia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Panoramica del paese

Moena è sita in una conca tra le Dolomiti, a 1184 metri sul livello del mare. È coronata dai gruppo dolomitico del Catinaccio (Roda de Vael), dei Monzoni (Cima Vallaccia, Sas da Pesmeda) e del Latemar (Monte Toac, Sas da Ciamp). A sud è dominato dalla boscosa mole del Sas da Mezodì, nel gruppo di Viezzena.

Il comune comprende tutto il bacino dell'Avisio compreso tra la frazione di Pezzé, a monte (Rif dal Termen, antico confine fra i principati vescovili di Trento e Bressanone), fino alla stretta valliva tra Forno e Mezzavalle (frazione del comune di Predazzo); ne sono però escluse la parte superiore della valle del Rif de Costalongia (divisa fra i comuni di Soraga e Vigo di Fassa) e gran parte della destra orografica della Valsorda (comune di Predazzo), mentre è di pertinenza moenese l'ampia area di Lusia-Bocche, al di là dello spartiacque dell'omonima catena, in Val Travignolo. L'estremità orientale del comune, al di là della linea di displuvio del Passo San Pellegrino, ricade all'interno del bacino della Piave ed è bagnata dal torrente Biois.

Il capoluogo trova alla base geografica della Val di Fassa, prima che il torrente Avisio s'incanali nel lungo tratto vallivo che lo porta in Val di Fiemme; proprio nel paese, il corso d'acqua riceve le acque del Rif de Sèn Pelegrin e del Rif de Costalongia, che scendono dagli omonimi passi.

All'interno della conca trovano spazio anche le frazioni di Someda (ad est, alla base del Sas da Pesmeda), Sorte-Sort (ad ovest, sotto il Sas da Ciamp) e Pezzé-Pecé (a nord, lungo la strada statale verso Soraga); più isolata e alta è Penia, posta a mezza costa a sud-ovest alle pendici del Latemar. Forno, situata lungo l'Avisio 4 km a sud del capoluogo, ha rappresentato fino al 1928 un comune autonomo assieme alla sovrastante frazione di Medil, e mantiene tuttora caratteristiche proprie a livello identitario e linguistico (dialetto fiammazzo, di ceppo trentino, rispetto alla variante moenat del ladino fassano parlata nel resto del comune).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del paese risale al 1164, ed è relativa alla consacrazione della chiesa a San Vigilio da parte del Principe Vescovo di Trento Adelpreto. La tradizione che vuole Moena appartenente prima di quella data al Principato Vescovile di Bressanone non trova riscontro nelle fonti.

Almeno dal 1318 il paese è aggregato alla Magnifica Comunità di Fiemme, nell'ambito del Principato Vescovile di Trento e della Confederazione Germanica. Dopo la secolarizzazione del Principato nel 1805, fece parte del Regno di Baviera fino al 1810, e (dopo l'insurrezione tirolese guidata da Andreas Hofer) del Regno d'Italia fino al Congresso di Vienna, che riassegnò tutto il Tirolo all'Austria.

In seguito alla prima guerra mondiale, venne occupata dalle truppe italiane nel novembre 1918 e venne formalmente annessa al Regno d'Italia, con tutto il Trentino, nel 1921.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa arcipretale di San Vigilio[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale

Sovrasta l'abitato la chiesa di San Vigilio. Venne consacrata nel 1164, per poi essere risistemata in stile gotico nel 1533, data leggibile sulla chiave di volta dell'attuale presbiterio. Nel '600 fu rimaneggiato il presbiterio e costruita la cappella del Carmine; nella prima metà dell'Ottocento venne ampliata per far fronte all'aumento della popolazione. L'aspetto attuale risale invece al 1929, su progetto dell'architetto Giovanni Tiella di Rovereto, che conservò la parte gotica e la primitiva abside che formano l'attuale presbiterio. Sia dall'interno che dall'esterno si nota l'antica abside gotica e la nuova costruzione articolata in una serie di cappelle laterali con archi a tutto sesto. L'interno è a tre navate. Gli affreschi in stile liberty nel presbiterio sono di Carlo Donati (1931). Sulla sinistra il ritratto a fresco del parroco Giovanni Iori e sulla destra il grande crocifisso ligneo di Cirillo Dellantonio, artista che ha lasciato nella chiesa l'impronta della sua versatilità. Suoi infatti sono i disegni delle vetrate, i pannelli in legno dei portali, i simboli degli Evangelisti sul portale laterale e l'Annunciazione in granito su quello principale. La pala di San Vigilio è di Valentino Rovisi. Un'altra pala del Rovisi si trova sopra il portale principale e rappresenta la consacrazione della chiesa ad opera del Beato Adelpreto. Oltre a due tele raffiguranti sant'Antonio e l'Ultima Cena, il discepolo del Tiepolo ha lasciato anche un affresco sulla volta della cappella del Carmine.

La chiesa di San Volfango[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla chiesa di San Vigilio sorge la chiesetta di San Volfango, che la tradizione vuole come più antico tempio di Moena, sorto su un luogo di culto pagano. Di epoca imprecisata[3] (per taluni databile al 1025, per altri più tarda), contiene affreschi del XV secolo con scene della Passione e un pregevole soffitto barocco in legno, opera del moenese Giovanni Guadagnini (XVII secolo).

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Dati aggiornati al Censimento Generale della Popolazione 2011[5]:

  • madrelingua ladina 78.8 %
  • madrelingua italiana 22,2%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del paese

La cultura, le tradizioni e l'amore per la lingua del piccolo centro sono molto forti, e vengono tutelate dall'Istituto culturale ladino, che si occupa di conservare al meglio gli usi e costumi di Moena e degli altri sei comuni della valle di Fassa. La ladinità moenese è difesa anche dalla sezione locale dell'Union di Ladins de Fascia, il Grop Ladin da Moena, che pubblica dal 1963[6] il bollettino trimestrale Nosha Jent.

Presso la frazione di Someda è visitabile un piccolo museo dedicato alla Grande Guerra nelle Dolomiti, che raccoglie soprattutto reperti raccolti nella zona di Costabella-Bocche[7]. Il museo è gestito dall'Associazione "Sul Fronte dei Ricordi", che ha restaurato buona parte delle postazioni e dei camminamenti bellici presenti sul territorio moenese.

Persone legate a Moena[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Moena è il più popolato paese della Val di Fassa, di cui è parte integrante dal punto di vista geografico, linguistico ed economico; tuttavia mantiene legami profondi con la contigua Val di Fiemme, essendo parte della Magnifica Comunità e del Decanato di Cavalese.

Il nome del comune, anticamente Moyena, deriva dal latino mollis, a testimoniare la natura acquitrinosa del fondovalle, un tempo in balìa delle acque dell'Avisio e dei suoi affluenti; la tradizione vuole la conca di Moena occupata da un vero e proprio lago, prosciugato dai primi abitanti per ricavarne terre coltivabili, e di cui rimane traccia solo nello stemma comunale che raffigura un barcaiolo.

Il toponimo "Moena" designava anticamente solo la parte più antica dell'abitato, posta a sulla destra orografica dell'Avisio, e comprendente i rioni di Ciajeole, Cianton Tibaut, Salejada e Sotegrava. Sull'altro lato del torrente si trovano i rioni di Ramon, Longiarif, Ischiacia e Turchia; il nome di quest'ultimo sembra derivare dalla presenza di torchi per la lavorazione della canapa, nonostante la leggenda lo voglia far risalire alle leggende di un soldato turco fuggito dopo la sconfitta ottomana in seguito all'assedio di Vienna[8].

Nel secondo Novecento, in seguito al boom turistico, l'espansione edilizia ha interessato aree precedentemente coltivate, come Moene, Ciampian, Ciroch, Even, La Rossa, Spinac, Navalge e Valene. Dal 1952 Moena ospita il Centro addestramento alpino, scuola alpina della Polizia di Stato.

Fra le frazioni storiche, la maggiore è Someda, a mezzacosta, caratterizzata dall'omonimo forte austroungarico e dalla chiesa dedicata a San Rocco e San Sebastiano; le altre sono Sorte/Sort, con la chiesa di San Giuseppe, Penìa (con la chiesa di San Giovanni Nepomuceno) e Pezzé/Pecé. All'interno del comune ricadono anche gli abitati di Forno e di Medil, autonomi fino all'epoca fascista (e che tuttora costituiscono una Parrocchia ed un Comune Catastale separati). Altri luoghi abitati sono Passo di San Pellegrino e le località di Val, Fanch e Ronc.

Nel folklore locale, che assegna un soprannome canzonatorio agli abitanti di ciascun paese delle valli di Fiemme e Fassa, gli abitanti di Moena sono noti come maiali (porcié); quelli di Someda come cani, quelli di Sorte come cornacchie, quelli di Pezzé come rane e quelli di Forno come asini.

Variazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

La circoscrizione territoriale ha subito le seguenti modifiche: nel 1928 aggregazione di territori del soppresso comune di Forno.[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Moena è lambita dalla Strada Statale 48 delle Dolomiti, che dal 2008 è stata deviata lungo la circonvallazione che ha permesso di liberare l'abitato dalla morsa del traffico. Dalla Statale 48 si dirama nei pressi del paese la Strada Statale 346 che conduce nel Bellunese attraverso il Passo San Pellegrino.

Gli aeroporti più vicino sono quelli di Bolzano, Innsbruck e Verona; la stazione ferroviaria più prossima è quella di Ora. I collegamenti autobus con Trento, Bolzano e Ora FS sono garantiti dalle società pubbliche Trentino Trasporti e SAD; nelle stagioni turistiche sono attivi anche i collegamenti con Belluno (Dolomitibus) e con le principali città dell'Italia settentrionale.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'attività economica del paese è passata, lungo la sua storia più recente a partire dagli inizi del Novecento, dall'agricoltura al turismo. L'allevamento, bovino in particolare, riveste ancora notevole importanza, soprattutto per la produzione casearia: è celebre il formaggio locale, il Puzzone di Moena DOP. Anche la silvicoltura rappresenta una voce non trascurabile dell'economia locale.

Oggi il comune ha una forte vocazione turistica per la quale ha investito in impianti sciistici e ha predisposto sentieri attrezzati per godere la bellezza del paesaggio. Per l'attenzione per il turismo sostenibile e la mobilità dolce, il comune di Moena fa parte della cooperazione delle Perle delle Alpi.[10]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La gestione esemplare delle politiche ambientali del comune è considerata un caso di studio, in quanto sono stati raggiunti obiettivi ambiziosi in tema di gestione degli edifici pubblici, dell'energia, del territorio, del ciclo delle acque e della viabilità.[senza fonte]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Moena è gemellato con Kirkwall, capoluogo delle isole Orcadi. Il legame fra le due comunità deriva dalla cosiddetta Italian Chapel, una cappella costruita con mezzi di fortuna dai prigionieri italiani durante la Seconda guerra mondiale; le decorazioni della stessa furono opera infatti del moenese Domenico Chiocchetti.

La parrocchia di Moena è gemellata inoltre dai primi anni '70 con la parrocchia di San Mauro Pascoli (FC).

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Moena è una località turistica invernale, nota soprattutto per lo sci di fondo e lo sci da discesa (fa parte infatti del comprensorio sciistico Trevalli), nonché storico punto di partenza della Marcialonga, una tra le più importanti manifestazione fondistiche italiane che vede ogni anno la partecipazione di migliaia di sportivi provenienti da tutto il mondo. La zona del Passo di San Pellegrino e del Lusia offre la possibilità di effettuare interessanti percorsi scialpinistici sulle montagne circostanti, dove annualmente a fine inverno si svolge la Pizolada, una classica del calendario internazionale di sci alpinismo. Anche se di nicchia, è praticato il telemark, con la Scufonèda che rappresenta una delle principali manifestazioni italiane di specialità[11]. Moena è poi punto di partenza e arrivo della Val di Fassa bike, la granfondo di mountain-bike erede della Rampilonga. Dall'abitato di Moena partono infine numerosi sentieri a carattere escursionistico o alpinistico.

Dal 2002 al 2011 è stata sede del ritiro estivo della Sampdoria e dal luglio 2012 della Fiorentina. Nelle stagioni precedenti invece è stata ritiro estivo del Venezia e del Piacenza.

L'US Monti Pallidi è la società polisportiva del paese[12]; la sezione calcio milita in Seconda Categoria. Esiste anche la società di pallavolo Moena Volley.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

Il riferimento per chi pratica lo sci alpino e lo snowboard a Moena è il comprensorio Trevalli, che comprende la ski-area dell'Alpe di Lusia-Bellamonte, del Passo San Pellegrino, Del Passo Valles e di Falcade, per un totale di oltre 100 km di piste.

Sono presenti inoltre un campo da calcio regolamentare (Campo Sportivo C. Benatti), un centro sportivo con campi da tennis, bocce, calcetto e beach-volley, e una palestra d'arrampicata coperta.

Alpe Lusia[modifica | modifica wikitesto]

A 3 chilometri da Moena c'è la partenza della telecabina per l'Alpe Lusia. L'area si trova al cospetto delle Pale di San Martino, alle porte del parco naturale di Paneveggio. Vi è la possibilità di escursioni scialpinistiche e comode passeggiate con gli sci da fondo verso Malga Bocche. Le due piste di rientro (Fiamme Oro "A" e Fiamme Oro "B") sono molto impegnative; in particolare la seconda, che dalla località "Le Cune" raggiunge l'intermedia a "Valbona", ha un dislivello di 386 metri ed è omologata dalla FIS e spesso è il campo di allenamento degli atleti della squadra nazionale italiana di sci.

Passo San Pellegrino[modifica | modifica wikitesto]

A 12 chilometri da Moena c'è l'area sciistica del Passo San Pellegrino. Una funivia da 100 posti porta al Col Margherita a quota 2650 metri. Famoso il cosiddetto "pistone" di 646 metri di dislivello e lungo 3200 metri, a tratti molto impegnativo con pendenze dal 10% al 45%. Dal Col Margherita si può raggiungere il Passo Valles oppure scendere fino a Falcade. Sul versante opposto del Passo, partono numerosi skilift e seggiovie. Con due seggiovie si raggiunge Cima Uomo a quota 2469 metri, per poi ritornare al passo lungo le piste "Cima Uomo", "Gigante" e "Chiesetta", con difficoltà medio-facili per complessivi 3300 metri e un dislivello di 483 metri. Con la seggiovia Costabella e lo skilift Paradiso si raggiunge quota 2318 metri (la pista, con pendenze fino al 35%, è di media difficoltà ed è lunga 3300 metri.

Centro del fondo "Alochet"[modifica | modifica wikitesto]

Il punto di riferimento più importante per i fondisti è il centro del fondo "Alochet" a 8 km da Moena, verso il Passo San Pellegrino. Nel centro si sviluppano tre tracciati: un anello facile da 2,5 km, con modeste variazioni altimetriche, si sviluppa lungo la piana che costeggia la strada per San Pellegrino. Un secondo anello di 5 km, più impegnativo, si inoltra nel bosco per un dislivello complessivo di 300 m. Un terzo anello di 11 km raggiunge il Passo San Pellegrino ed è consigliabile agli sciatori provetti.

Personalità sportive legate a Moena[modifica | modifica wikitesto]

A Moena risiedono vari campioni, attuali e del passato, di sport invernali. Quello del passato è senza ombra di dubbio Renzo Chiocchetti, campione assoluto italiano per 9 volte tra gli anni 1969 e 1980, ed atleta della nazionale di sci di fondo italiana dal 1965 al 1976.
Più di recente, si ricorda il fondista Cristian Zorzi, con all'attivo varie medaglie nell'ambito dello sci di fondo, olimpiche e mondiali. Un altro campione di oggi da ricordare è Cristian Deville, che pratica lo sci alpino (specialità slalom speciale). Da ricordare le imprese del maratoneta Luca Weber.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Chiesa di San Volfango.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Fonte: [1]
  6. ^ Union Generela di Ladins de la Dolomites.
  7. ^ Museo della Grande Guerra.
  8. ^ Grop de Turchìa - Moena.
  9. ^ Fonte: ISTAT - Unità amministrative, variazioni territoriali e di nome dal 1861 al 2000 - ISBN 88-458-0574-3
  10. ^ Sito ufficiale Perle delle Alpi
  11. ^ Scufonèda.
  12. ^ US Monti Pallidi.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]