Brunico

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Brunico
comune
Brunico/Bruneck
Brunico – Stemma
Panorama di Brunico dal Plan de Corones
Panorama di Brunico dal Plan de Corones
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Trentino-Alto Adige – stemma Trentino-Alto Adige
Provincia Bolzano – stemma Bolzano
Sindaco Christian Tschurtschenthaler (SVP) dal 16/05/2010
Territorio
Coordinate 46°48′0″N 11°56′0″E / 46.8°N 11.93333°E / 46.8; 11.93333 (Brunico)Coordinate: 46°48′0″N 11°56′0″E / 46.8°N 11.93333°E / 46.8; 11.93333 (Brunico)
Altitudine 838 m s.l.m.
Superficie 45,06 km²
Abitanti 15 523[1] (31-12-2010)
Densità 344,5 ab./km²
Frazioni Lunes (Luns), Riscone (Reischach), San Giorgio (St. Georgen), Stegona (Stegen), Teodone (Dietenheim), Villa Santa Caterina (Aufhofen)
Comuni confinanti Falzes, Gais, Marebbe, Perca, Rasun Anterselva, San Lorenzo di Sebato, Valdaora
Altre informazioni
Cod. postale 39031
Prefisso 0474
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 021013
Cod. catastale B220
Targa BZ
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona F, 3 867 GG[2]
Nome abitanti brunicensi / brunecker
Localizzazione
Brunico è posizionata in Italia
Brunico
Il territorio comunale
Il territorio comunale
Sito istituzionale

Brunico (/bruˈniːko/ o /ˈbruniko/[3][4], Bruneck /ˈbrunεk/ in tedesco; Bornech /borˈnek/ in ladino) è un comune italiano di 15.491 abitanti della provincia autonoma di Bolzano, in Trentino-Alto Adige.

È il capoluogo comprensoriale storico, culturale, economico e amministrativo della Val Pusteria (Pustertal). Brunico è sede del comprensorio della Val Pusteria.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Brunico, principale centro della Val Pusteria, è attraversata dalla Rienza (Rienz) e dal suo affluente Aurino (Ahr).

Dista circa 35 km da Bressanone (Brixen), 70 km da Bolzano (Bozen) e dal Passo del Brennero (Brennerpass) (confine con l'Austria) e circa 35 km da Prato alla Drava (Winnebach) (confine austriaco).

A sud si trova la località sciistica Plan de Corones (Kronplatz) (2.273 m s.l.m.), a nordest la Croda Nera (Schwarze Wand) (3.105 m s.l.m.) e a nord-nordovest il Monte Sommo (Sambock) (2.417 m s.l.m.).

Valli nelle immediate adiacenze: Val di Tures (Tauferer Tal), che più a monte prende il nome di Valle Aurina (Ahrntal), Val Badia (Gadertal), Valle di Anterselva (Antholzer Tal).

[modifica] Storia

Le origini del nome

Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1256 come Bruneke, Brunegg e Prawnecke e deriva dal nome del vescovo Bruno, costruttore del castello della città, con l'aggiunta del suffisso -ecke, che sta per "angolo". Il nome più antico dell'insediamento, precedente alla fondazione cittadina, è invece Ragen, conservato ancor'oggi nel quartiere Oberragen attorno alla chiesa parrocchiale.[5][6]

[modifica] Medioevo

Veduta della cittadina, sovrastata dal castello

Brunico venne fondata dal principe vescovo Bruno von Kirchberg dal quale ha preso il nome, unico esempio in Alto Adige di denominazione di città dal fondatore. È citata documentalmente per la prima volta il 23 febbraio 1256. Egli fece edificare anche il castello di Brunico, che domina la città.

All'epoca la città consisteva di due file di case, che delimitavano una stretta via, e solo nel 1336, sotto il vescovo Albert von Enn, vennero terminati le mura ed il fossato. Subito dopo fuori dalla porta orientale vennero costruite altre file di edifici che portavano all'attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta. La prima chiesa nell'ambito delle mura cittadine, inizialmente solo un piccolo oratorio, venne costruita dal cittadino Nikolaus von Stuck sotto il castello (Santa Caterina, v. anche oltre). Heinrich von Stuck, fratello di Nikolaus, fondò nel 1358 l'ospedale, che venne costruito negli anni a seguire.

[modifica] Età moderna

Nel XIV e nel XV secolo, a motivo degli intensi traffici mercantili da Augusta a Venezia, la città raggiunse benessere e fama. In questo periodo nacque anche la scuola pittorica pusterese, che produsse poi i grandi maestri Michael Pacher e Friedrich Pacher. La bottega di Michael Pacher a Brunico divenne una delle più famose nell'ambito alpino. Nell'anno 1500 la val Pusteria venne riunita al Tirolo, la città di Brunico rimase ancora proprietà vescovile.

L'11 aprile 1723 ci fu il peggiore incendio della storia cittadina. Poco lontano dalla parrocchiale scoppiò infatti un rogo che, grazie al forte vento, si propagò rapidamente a gran parte della città e la devastò ampiamente. Nel 1741 venne eretto un ulteriore convento, in questo caso dall'ordine delle Orsoline. Durante le guerre napoleoniche la città non subì danni, ma a causa dell'acquartieramento di truppe si indebitò per decenni.

La torre del castello

[modifica] XX secolo

La prima guerra mondiale risparmiò anch'essa la città, in cui era stanziato nell'agosto 1914 lo stato maggiore del 1º e 3º battaglione di fanteria boema del 36º reggimento. Nel 1919 la città venne annessa insieme al Tirolo meridionale all'Italia in base al trattato di pace, divenendo in seguito l'Alto Adige.

Nel 1938 il regime fascista promosse l'erezione di un monumento all'Alpino della divisione "Pusteria", impiegata nella guerra d'Etiopia (1935–1936).

La seconda guerra mondiale portò comunque diverse perdite a uomini e cose. Il 6 luglio 1944 7 ragazzi, che si erano arruolati nella Repubblica Sociale Italiana e messi a disposizione degli alleati tedeschi per effettuare dei lavori nella caserma di Brunico, furono successivamente fucilati per aver disertato[7].

[modifica] Stemma

Lo stemma rappresenta una torre con il tetto spiovente, su un muro di cinta merlato e la saracinesca argentea alzata. La torre cintata, di colore rosso posta su un monte verde a tre cime, rappresenta il castello fatto costruire dal Vescovo Bruno von Kirchberg nella seconda metà del XIII secolo. Il castello apparve sullo stemma per la prima volta nella seconda metà del XV secolo. Lo stemma è stato adottato nel 1931.[8]

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture civili

[modifica] Via Centrale

La via Centrale (Stadtgasse), la strada principale del centro storico, caratterizzata da edifici con finestre a sporto coronati da timpani merlati, conserva in gran parte il suo aspetto medioevale; vi si accede attraverso le antiche porte della città, la Florianitor ("Lucke"), la Rienztor e la Ragentor, che la delimitano.[9] Dalla porta orientale una via sale al castello, che ospita una sezione del “Messner Mountain Museum” voluto dal noto scalatore Reinhold Messner.

[modifica] La porta san Floriano

Questa porta, in tedesco chiamata Florianitor, si apre verso nord, pressappoco a metà della via Centrale. Attraverso di essa si accedeva al Plarer, la zona tra il fossato pieno d'acqua che circondava la città e il fiume Rienza. Qui vi si trovavano i magazzini di foraggio dei cittadini che si occupavano di agricoltura.

Il nome della porta deriva da una statua di San Floriano che un tempo adornava un pozzo nel vicolo san Floriano. In tempi più remoti fu chiamata anche Lucke o torre Schlipf. L'affresco tripartito sopra la porta, raffigurante uno stemma, è opera del pittore Rudolf Stolz.

[modifica] La porta delle Orsoline

Questa porta, chiamata Untertor o Ursulinentor, attraverso cui si accede alla città provenendo da ovest, è anche nota come "porta del Convento" o "porta di Sotto". Un tempo era chiamata "porta Nuova" o "porta delle Oche". Prima della costruzione del convento delle Orsoline (1741) dietro alla porta si trovavano la piazza della dogana e l'edificio in cui le merci erano stoccate e pesate (Ballhaus). La torre che sovrasta la porta è decorata con diverse immaginie stemmi, il più importante de quali, probabilmente opera del pittore Hans da Brunico, fu parzialmente danneggiato durante i lavori di ampliamento dell'arco della porta nel 1758.

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Chiesa dello Spirito Santo all'Ospedale

La chiesa dello Spirito Santo

Questa chiesa, nonostante il nome, non si trova nei pressi del nuovo ospedale. Non è noto quando questa fu fondata, ma è noto che nel 1350 la chiesa e l'ospedale (quello vecchio) vennero dati in dono da Nikolaus von Stuck e costruiti poco dopo.

La prima consacrazione nota della chiesa si può far risalire al 1381.

L'edificio tra il 1759 e il 1760 ha subito un restauro in stile barocco e conservò questo stile anche nei successivi restauri.

[modifica] Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

La chiesa di Maria Assunta

Già dal XIII secolo esisteva dove si trova oggi la chiesa, una piccola cappella, della quale alcuni documenti parlano nel 1316.[10] Nel 1381 la piccola cappella fu ingrandita e divenne quindi una chiesa a tutti gli effetti e quindi nuovamente consacrata. Nel 1515 fu riedificata in stile gotico dal maestro Valentin Winkler di Falzes, ma la costruzione non venne mai terminata. Nel 1610 la chiesa divenne la chiesa parrocchiale (Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt).

Nel 1789 avvenne la consacrazione della chiesa costruita in stile classicheggiante dal costruttore brunicense Jakob Philipp Santer. Infine tra il 1851 e il 1853 l'architetto viennese Hermann von Bergmann ristrutturò la chiesa in stile neoromanico.[11] I dipinti all'interno sono opere dei pittori tirolesi Georg Mader e Franz Hellweger. Di pregevole fattura anche il bassorilievo di bronzo, la deposizione, del 1620. La sacrestia ospita begli armadi del XV secolo.

Sul retro della chiesa si trova il cimitero comunale di Brunico.

[modifica] Chiesa di Santa Caterina "am Rain"

La chiesa di Santa Caterina am Rain

Si può far risalire al 1345 la costruzione originaria di una cappella consacrata allo Spirito Santo, patrocinata dal patrizio brunicense Nikolaus Stuck (o Stuckh). All'interno della chiesa si trova inoltre una lapide sepolcrale in marco bianco di Leonhard v. Stuck, recante la data del 1368. Al XVII secolo si fa risalire l'origine dell'attuale stile barocco della chiesa; della stessa epoca sono la pala dell'altare maggiore, copia di un'opera del Veronese, e l'affresco in gran parte distrutto del soffitto del coro. Mentre al XVIII secolo risalgono gli affreschi del portale sud che raffigurano i santi Caterina, Wolfgango e Sebastiano.

Dopo il grande incendio dell'11 marzo 1723 furono innalzate le due guglie. Il campanile, prima gotico, divenne così l'emblema della città. Al 1726 risalgono gli altari barocchi e al 1730 la crociera, opera del pittore pusterese Joseph Renzler.

Nel 1964 la chiesa, da lungo tempo chiusa ai fedeli, fu riaperta agli scolari e studenti di Brunico per le loro funzioni religiose e nel 1966 fu restaurata dal maestro brunicense Peskoller. La chiesa si trova ai piedi del castello di Brunico.

[modifica] Convento delle Orsoline

La chiesa delle Orsoline

Nei pressi della porta delle Orsoline, anche nota come porta di Sotto (Untertor), porta Nuova (Neutor) o porta del Convento (Ursulinentor), si trova il convento delle Orsoline (un tempo la porta si chiamava anche porta delle Oche, la Gänsetor). Il convento fu costruito nel 1741 con accesso diretto alla porta, dove allora si trovava anche la dogana e un edificio dove erano pesate e stoccate le merci. Nel 2010 fu inaugurata un'esposizione duratura dei reperti medioevali che vennero in luce grazie agli scavi coordinati dall'Ufficio archeologico provinciale.

La torre che sovrasta tale porta è decorata con diverse immagini e stemmi, il più importante dei quali, probabilmente opera del pittore Hans da Brunico, fu parzialmente danneggiato durante i lavori di ampliamento dell'arco della porta nel 1758.

[modifica] Architetture militari

A Brunico esistevano alcune caserme militari, la "Lugramani" e la "De Cobelli". Oggi rimane attiva la sola caserma "Lugramani", ed e' una delle sedi del 6º Reggimento Alpini.

[modifica] Aree naturali

Seppur il suo territorio non appartiene a nessuna delle aree dei parchi naturali provinciali, Brunico si trova circondata da tre parchi naturali: il Parco naturale Fanes - Sennes e Braies, il Parco naturale Vedrette di Ries-Aurina e il Parco naturale Puez-Odle.

Inoltre nel comune confinante di Perca, poco sopra il centro abitato, si trovano le caratteristiche piramidi di Plata, uno dei più bei monumenti naturali di tutto l'Alto Adige.

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Etnie e minoranze straniere

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.404 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

bandiera Albania 301 1,96%

bandiera Germania 178 1,16%

bandiera Kosovo 169 1,10%

[modifica] Ripartizione linguistica

La sua popolazione, secondo il censimento del 2001, è per il 14,91% di lingua italiana, per l'83,14% di lingua tedesca e per l'1,95% di lingua ladina.

% Ripartizione linguistica (gruppi principali)
Fonte: Astat informazioni Nr. 17 - agosto 2002
{{{bs}}}% madrelingua bosniaca
83,14% madrelingua tedesca
{{{en}}}% madrelingua inglese
{{{es}}}% madrelingua spagnola
{{{fr}}}% madrelingua francese
{{{hr}}}% madrelingua croata
{{{hu}}}% madrelingua ungherese
14,9% madrelingua italiana
1,35% madrelingua ladina
{{{mk}}}% madrelingua macedone
{{{pt}}}% madrelingua portoghese
{{{rm}}}% madrelingua romancia
{{{ro}}}% madrelingua rumena
{{{sh}}}% madrelingua serbo-croata
{{{sl}}}% madrelingua slovena
{{{sq}}}% madrelingua albanese
{{{sr}}}% madrelingua serba
{{{tr}}}% madrelingua turca

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Scuole

Brunico è sede di varie scuole: materne, elementari, medie e superiori, separate a seconda delle lingua d'insegnamento (tedesca o italiana). Da alcuni anni nella scuola primaria-elementare di Brunico alcune materie vengono impartite in lingua tedesca (matematica, storia, geografia e scienze naturali) portando a 9 le ore settimanali dedicate alla seconda lingua.

[modifica] Università

Brunico è anche sede distaccata della facoltà di economia della Libera Università di Bolzano, che qui tiene i corsi dei curricula management del turismo e management dello sport e degli eventi (fanno parte del corso di laurea in Scienza dell'economia e della gestione aziendale).

[modifica] Musei

[modifica] Media

[modifica] Radio

A Brunico si trova ancora oggi la sede della radio Holiday, storica emittente in lingua tedesca.

[modifica] Teatro

A Brunico esiste un teatro, dove per lo più si tengono spettacoli in lingua tedesca. Costruito nel 1994 e chiamato Theater im Pub, completamente rinnovato nel 2006/07 ora è conosciuto come Stadttheater Bruneck. Il teatro ha circa 80 posti a sedere.[12]

[modifica] Personalità legate a Brunico

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Frazioni

Le frazioni di Brunico sono: Lunes (Luns), Riscone (Reischach), San Giorgio (St. Georgen), Stegona (Stegen), Teodone (Dietenheim), Villa Santa Caterina (Aufhofen).

[modifica] Economia

[modifica] Turismo

In inverno la città offre numerosi mercatini e feste, tra i quali il più famoso è il Mercato di Stegona che si svolge in ottobre ed è il più grande di tutto il Tirolo.

[modifica] Biomassa

Il comune è noto per l'impegno ecologico. Nel territorio è installato un impianto alimentato a legna e biomassa. L'impianto è da 20 Megawatt e riscalda l'80% delle abitazioni del comune[15].

Nel 2011 Brunico si aggiudica a Praga il primo premio della gara europea Renewable Energy Competition between European cities and towns, nella categoria delle città fra 5.000 e 20.000 abitanti[16].

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Christian Tschurtschenthaler (SVP) dal 16/05/2010 (2º mandato)

[modifica] Amministrazioni precedenti

Periodo Primo Cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Christian Tschurtschenthaler SVP Sindaco
2010 in carica Christian Tschurtschenthaler SVP Sindaco



[modifica] Gemellaggi

Brunico è gemellata con le seguenti città:

[modifica] Sport

A Brunico si hanno diverse società sportive, per lo più per le discipline invernali, tra cui:

La frazione di Riscone nel periodo estivo ha ospitato spesso squadre di calcio della Serie A italiana in ritiro per la preparazione in vista del campionato: negli ultimi anni sono stati ospitati i calciatori dell'Inter e della Roma.

Brunico è la sede del ritiro estivo della Benetton basket.

[modifica] Personalità sportive legate a Brunico

[modifica] Curiosità

  • A Brunico sorge il tanto discusso Monumento all'alpino, chiamato in gergo "Kapuziner Wastl" (ovvero il "Sebastiano dei cappuccini" con riferimento al convento di fronte), una volta una statua di un alpino eretta dal regime fascista a glorificare la guerra d'Etiopia, ma che con degli atti vandalici nel dopoguerra è stato ridotto alla parte dal torace in su. Nel 2011 il Comune ha approvato una targa da apporre che spieghi i significati ideologici del monumento.[17]
  • Nel novembre del 2009, Brunico risulta prima in una classifica dei borghi italiani in quanto a vivibilità, felicità e sostenibilità.[18]

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ D.P.R. 26 agosto 1993 n. 412 in efficienzaenergetica.acs.enea.it. URL consultato il 27 settembre 2009.
  3. ^ Sono attestate entrambe le pronunce. [senza fonte] Quella piana (Brunìco) è più diffusa nel resto d'Italia, quella sdrucciola (Brùnico) è più diffusa localmente.
  4. ^ DOP
  5. ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 1, Bolzano, Athesia, 1995, p. 63. ISBN 88-7014-634-0
  6. ^ AA.VV., Nomi d'Italia. Novara, Istituto Geografico De Agostini, 2004
  7. ^ http://www.vb33.it/news/ti1215426256.htm
  8. ^ (EN)Heraldry of the World: Brunico
  9. ^ Le porte medievali di Brunico
  10. ^ Cfr. Lothar von Sternbach, Die Pfarrkirche Mariä Himmelfahrt in Bruneck, Monaco, Schnell & Steiner, 1981.
  11. ^ Cfr. Susanne Kronbichler-Skacha, Die Architektur der Pfarrkirche in Bruneck und ihr Architekt Hermann Bergmann (1816-1886), in "Der Schlern", 61, 1987, pp. 22-45.
  12. ^ http://www.stadttheater.eu/
  13. ^ Scheda su Karl Meusburger
  14. ^ Cfr. Klaus Brandstätter, Vnd sol herre vnd gewaltig sein. Konrad Stuck - Vom Brunecker Bürger zum Herrn von Buchenstein, in Tirol zwischen Zeiten und Völkern. Festschrift für Helmut Gritsch zum 60. Geburtstag, hg. von Eugen Thurnher (Schlern-Schriften, 318), Innsbruck, Wagner, 2002, pp. 47-70.
  15. ^ Classifica Legambiente
  16. ^ European League: Brunico renewable town
  17. ^ Sì al testo per il monumento all'alpino
  18. ^ http://blog.panorama.it/italia/2009/11/27/best-italy-la-felicita-abita-nei-piccoli-comuni-ecco-chi-vince/ Best Italy: la felicità abita nei piccoli comuni. Retrieved 29-11-2009

[modifica] Bibliografia

  • (DE) Hubert Stemberger (a cura di), Johann Nepomuk Tinkhauser's Brunecker Chronik 1834: "Geschichtliche Nachrichten von der k.k. Kreisstadt Bruneck und derselben Umgebung", Bolzano, Athesia, 1981.
  • Touring Club Italiano, Guida rapida d’Italia, Milano, 1993. ISBN 88-365-0571-6
  • (DE) Franz-Heinz Hye, Bruneck - die Stadt des Pustertales: Grundzüge der Stadtgeschichte, in "Der Schlern", 70, 1996, pp. 410–427.
  • (DE) Paul Tschurtschenthaler, Nirgends mehr daheim: Paul Tschurtschenthalers Brunecker Chronik, 1935-1939, a cura di Josef Gasteiger Wiesenegg, Margot Pizzini Dalsass e Hannes Obermair, Bolzano, Raetia, 2000. ISBN 88-7283-145-8
  • (DEIT) Helmut Flachenecker, Hans Heiss, Hannes Obermair, Stadt und Hochstift: Brixen, Bruneck und Klausen bis zur Säkularisation 1803 / Città e principato: Bressanone, Brunico e Chiusa fino alla secolarizzazione 1803, Bolzano, Athesia, 2000. ISBN 88-8266-084-2
  • (DE) Hans Kofler et al., Bruneck: das Stadtbuch, Bolzano, Athesia, 2005. ISBN 88-8266-367-1
  • (DE) Stefan Lechner (a cura di), Der lange Weg in die Moderne. Geschichte der Stadt Bruneck 1800–2006. Innsbruck, Universitätsverlag Wagner, 2006. ISBN 3-7030-0418-5
  • Robert Stauder, Brunico e dintorni - piste ciclabili e itinerari mountain bike, Bolzano, Ed. Sportler, 2008. ISBN 978-88-95211-11-4
  • (DE) Karl-Theo Stammer, Alles Bruneck - alles im Blick: Bilder vom Feiertag und Alltag, Brunico, Dipdruck, 2006. (monografia fotografica)
  • (DE) Hans Heiss, Kulturkampf in der Kleinstadt. Bruneck 1850 bis 1866, in «Innsbrucker Historische Studien», 25, 2007, pp. 257-274.
  • (DEIT) Stefan Lechner (a cura di), Spitalsgeschichten: eine Veranstaltungsreihe im Zeichen der erlebten Geschichte. Ausstellungskatalog / Storie d'ospedale: una serie di appuntamenti all'insegna della storia vissuta. Catalogo esposizione, Brunico, Comune, 2010.

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[modifica] Altri progetti

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