Football Club Internazionale Milano
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| Calcio |
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| Beneamata[1]; Nerazzurri[2] Bauscia | ||||
| Segni distintivi | ||||
| Uniformi di gara
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| Colori sociali: | ||||
| Simboli: | Biscione | |||
| Inno: | C'è solo l'Inter Elio/Graziano Romani (2002) |
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| Dati societari | ||||
| Città: | ||||
| Paese: | ||||
| Confederazione: | UEFA | |||
| Federazione: | ||||
| Campionato: | Serie A | |||
| Fondazione: | 1908 | |||
| Presidente: | ||||
| Allenatore: | ||||
| Stadio: | Giuseppe Meazza (80.074[3] posti) |
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| Sito web: | www.inter.it | |||
| Palmarès | ||||
| Scudetti: | 17 | |||
| Trofei nazionali: | 5 Coppe Italia 4 Supercoppe italiane |
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| Trofei internazionali: | 2 Coppe dei Campioni 3 Coppe UEFA 2 Coppe Intercontinentali |
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| Si invita a seguire lo schema del Progetto Calcio | ||||
| « Nascerà qui, al ristorante "L'Orologio" in Milano, ritrovo di artisti e sarà per sempre una squadra di grande talento. Questa notte splendida darà i colori al nostro stemma: il nero e l'azzurro sullo sfondo d'oro delle stelle. Si chiamerà Internazionale, perché noi siamo fratelli del mondo » | |
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(Giorgio Muggiani, 9 marzo 1908[4])
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Il Football Club Internazionale Milano,[5] meglio conosciuta come Inter,[6] è una società calcistica di Milano, militante in Serie A. Fu fondata il 9 marzo 1908 da 43 soci dissidenti del Milan, club insieme al quale rappresenta il capoluogo lombardo nel calcio.
È contraddistinta dalla classica maglietta a strisce verticali nere e azzurre e si allena nei campi del centro sportivo "Angelo Moratti" (meglio noto come La Pinetina) di Appiano Gentile, in provincia di Como.
È l’unica squadra italiana ad aver preso parte a tutti i campionati di Serie A dal 1929 a oggi e, insieme al Siena, è l'unica a non essere mai retrocessa in Serie B.[7] Il suo palmarès vanta finora 17 scudetti, 5 Coppe Italia, 4 Supercoppe italiane, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe Intercontinentali e 3 Coppe UEFA. Ha terminato il campionato 17 volte prima, 13 volte seconda e 16 volte terza. Nelle 93 stagioni sportive disputate è dunque terminata sul podio nel 55% dei casi.
Attualmente è la squadra Campione d'Italia, in carica dalla stagione 2005-06, in forza del quarto successo finale consecutivo conseguito nel campionato 2008-09. L'Inter è stata la prima compagine italiana a vincere la Coppa Intercontinentale nel settembre 1964, battendo gli argentini dell'Independiente nello spareggio di Madrid.[8] È inoltre la sola squadra italiana ad aver vinto scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nello stesso anno, il 1965.[9] Nel 1988-89 ha stabilito il record di punti in un campionato a 18 squadre.[10] In quell'anno si assegnavano 2 punti per vittoria e i nerazzurri raggiunsero quota 58 punti. Nel 2007 il team nerazzurro ha stabilito il record di punti nell'arco di un anno solare nei campionati di Serie A con tre punti a vittoria, raggiungendo una media di 2,48 punti a partita (92 punti in 37 partite).[11]
Al momento l'Inter è la seconda squadra d'Italia per numero di tifosi (14%), dietro la Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società demoscopica Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008.[12]
Secondo la rivista americana Forbes, in uno speciale reportage del 2008, il valore del club milanese ammonta a 403 milioni di dollari, classificando l'Inter quattordicesima nella graduatoria mondiale delle società più valutate e quarta tra quelle italiane, dopo Milan, Juventus e Roma.[13] Nel 2009, dal rapporto annuale pubblicato da Deloitte, risulta essere la decima società di calcio più ricca in Europa, con un fatturato di 172,9 milioni di euro, posizionandosi dietro il Milan (209,5 milioni) e la Roma (175 milioni) ma davanti la Juventus (167,5 milioni).[14]
[modifica] Cenni storici
| Per approfondire, vedi le voci Storia del Football Club Internazionale Milano, Grande Inter e Società Sportiva Ambrosiana. |
Il Football Club Internazionale Milano nacque al ristorante L'Orologio la sera del 9 marzo 1908 da una costola di 43 dissidenti, guidati dal pittore Giorgio Muggiani, del preesistente Milan Football and Cricket Club, il quale, aveva imposto il divieto di far giocare calciatori stranieri. Stranieri che erano per gran parte l'ossatura delle nuove società di calcio che stavano sorgendo e il fatto di non arruolarli sembrò essere irriconoscenti verso di loro. Proprio Muggiani scelse i colori che saranno per sempre l'emblema della società: il nero e l'azzurro. Il primo presidente fu Giovanni Paramithiotti mentre il primo capitano fu Hernst Marktl che tra l'altro fu uno dei fondatori del Milan.[15]
L'Inter vinse il suo primo scudetto nel 1910, cui seguirono delle stagioni deludenti; lo scoppio della Prima guerra mondiale interruppe ogni attività sportiva, che venne ripresa nel 1920, anno che vide l'Inter prevalere per la seconda volta. Nella stagione 1921-22, a seguito della scissione tra F.I.G.C. e C.C.I. l'Inter, partecipante a quest'ultimo campionato, si piazza ultima nel suo girone ed in seguito al Compromesso Colombo, con il quale vengono restrutturati tutti i campionati, partecipò allo spareggio salvezza con la Libertas Firenze, vincendo 3-0 in casa e pareggiando 1-1 in trasferta, restando nella massima categoria.[16]
Con l'arrivo del "Ventennio" l'Inter, simboleggiata in questo periodo dall'estro di Giuseppe Meazza, si trovò costretta ad adeguarsi alle ragioni di partito: al Partito Nazionale Fascista non piacque il nome della società, troppo poco italiano e soprattutto simile al nome della Terza Internazionale Comunista. Così nel 1928 l'Inter si fuse con l'Unione Sportiva Milanese e assunse la denominazione di Società Sportiva Ambrosiana, poi mutata in Ambrosiana-Inter, che mantenne fino al 1945. Al primo anno col nuovo nome, l'Ambrosiana vinse il primo campionato di Serie A giocato a girone unico con due giornate d'anticipo con Meazza capocannoniere con 31 reti. Dopo un dominio incontrastato della Juventus, i nerazzurri conquistarono il loro quarto tricolore nel 1938 con Meazza ancora re dei bomber per la terza volta (lo divenne anche nel 1935-36). L'anno successivo l'Ambrosiana vinse la sua prima Coppa Italia sconfiggendo in finale il Novara per 2-1.[17][18] Dopo un solo anno di digiuno, i milanesi tornarono allo scudetto superando l'improvviso stop di Meazza, bloccato da problemi ad un piede: per l'Inter fu il quinto titolo della sua storia. Otto giorni dopo la celebrazione del successo, l'Italia entrò in guerra. Nel 1942, nel pieno del secondo conflitto mondiale, Carlo Masseroni venne nominato presidente e restò al comando per 13 anni. Fu lui ad annunciare, sabato 27 ottobre 1945, che «l'Ambrosiana torna a chiamarsi solo Internazionale».[19]
Tornata quindi alla sua antica denominazione, la squadra non andò però oltre un secondo posto nel 1948-49, la stagione della tragedia di Superga, dietro al Grande Torino. Ci vollero 13 anni per tornare allo scudetto: nel 1952-53 e nel 1953-54 sotto la guida di Alfredo Foni. Il primo fu un successo contestato per via della tattica del Catenaccio, introdotta da Foni, poco spettacolare ma efficace a migliorare nettamente le prestazioni della difesa, guidata dal portiere romagnolo Giorgio Ghezzi.[20] La squadra si ripetè l'anno successivo stavolta optando per un cambio di tattica e dunque per la rinuncia al poco spettacolare Catenaccio che le aveva dato sì gioie, ma anche critiche dagli amanti dell'agonismo: questa volta la squadra nerazzurra fu il primo attacco del campionato.[21][22]
Nel 1955 arrivò alla presidenza Angelo Moratti. Dopo alcuni anni di assestamento, durante i quali Antonio Valentin Angelillo stabilì il record di segnature per tornei a 18 squadre (ben 33 reti nel 1958-59) che resiste tutt'ora,[23] e dopo aver cambiato molti allenatori, arrivò all'Inter dal Barcellona il mago Helenio Herrera: nacque il mito della Grande Inter che vinse tre scudetti nel 1963, nel 1965 e quello della stella nel 1966, due Coppe dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. La prima Coppa dei Campioni venne vinta in una storica finale contro il Real Madrid pentacampeon per 3-1[24] mentre la seconda venne conquistata sconfiggendo il Benfica di Eusébio al Meazza per 1-0, sotto un vero e proprio diluvio.[25]
Nel 1968, alla fine di un ciclo, se ne andarono sia Moratti che Herrera. La presidenza passò a Ivanoe Fraizzoli, che tornò a vincere lo scudetto nel 1971, con Giovanni Invernizzi in panchina subentrato a metà stagione (unica squadra italiana a vincere il tricolore con un allenatore subentrato) e con Boninsegna capocannoniere.[26] Ingaggiato nel 1977 l'allenatore Eugenio Bersellini, detto il sergente di ferro, nel 1978 l'Inter vinse di nuovo dopo 39 anni la Coppa Italia, sconfiggendo in finale il Napoli per 2-1. Durante la stagione 1979-80 scoppiò lo scandalo del Totonero che coinvolse il mondo del calcio e non solo e si concluse con la retrocessione in Serie B del Milan e della Lazio e la vittoria dell'Inter del suo dodicesimo scudetto: un campionato condotto in vetta solitaria sin dalla prima giornata.[27] Nel 1982 i nerazzurri vinsero nuovamente la Coppa Italia dopo aver sconfitto in finale il Torino coi risultati di 1-0 e 1-1. Fu il terzo successo per l'Inter nella competizione.
| La formazione del secolo, fatta in occasione del centenario della società[28] |
Nel 1984 divenne presidente Ernesto Pellegrini ma i risultati all'inizio non furono esaltanti. La svolta avvenne nel 1986 quando venne ingaggiato l'allenatore Giovanni Trapattoni. Nel 1989 la squadra potè festeggiare il suo tredicesimo scudetto, detto scudetto dei record: Aldo Serena conquistò il titolo di capocannoniere con 22 gol, mai nessuna squadra sarebbe riuscita a toccare quota 58 con i 2 punti a vittoria.[29] L'anno dopo arrivò la prima Supercoppa italiana conquistata contro la Sampdoria col risultato di 2-0.
Gli anni novanta portano gloria all'Inter solo in campo europeo: infatti, mentre in campionato la squadra generalmente stenta, dall'Europa arrivarono tre coppe UEFA su quattro finali, vinte contro la Roma nel 1991,[30] contro il Casino Salisburgo nel 1994[31][32] e contro la Lazio nel 1998.[33]
Nel 1995, i Moratti tornarono alla guida della società, che venne acquistata da Massimo, figlio di Angelo. Dopo anni di delusioni, intervallati solamente dalla terza Coppa UEFA nel 1998, si aprì un ciclo nel 2004, con l'arrivo di Roberto Mancini in panchina: durante la sua quadriennale gestione la squadra conquistò ben 7 trofei: due Coppe Italia (su quattro finali tutte contro la Roma), due Supercoppe italiane (contro Juventus e ancora la Roma) e soprattutto tre scudetti (di cui uno assegnatole a tavolino nel 2006 per i fatti di Calciopoli da una commissione di tre saggi composta da Gerhard Aigner, ex segretario generale dell'UEFA, Massimo Coccia, avvocato ed esperto di diritto sportivo e Roberto Pardolesi, Ordinario di diritto privato comparato, creata ad hoc dal Commissario Straordinario della FIGC, l'Avv. Guido Rossi, per dirimere la questione dopo la non assegnazione del titolo alla Juventus[34]). Quello del 2007 sarà ricordato come lo scudetto dei record[35] conquistato dopo 17 anni sul campo con cinque giornate d'anticipo al termine di un campionato dominato, subendo una sola sconfitta.[36] La stagione del centenario si chiuse con un nuovo scudetto, il sedicesimo, conquistato con sofferenza soltanto all'ultima giornata.[37] Nel 2008 arriva in panchina Josè Mourinho che esordisce in maniera vincente conquistando la Supercoppa, di nuovo giocata contro la Roma, ai rigori.[38] A fine stagione arriva il quarto scudetto consecutivo, terzo sul campo, agganciando il Milan nel palmarès italiano.[39]
[modifica] Cronologia
| Cronistoria del Football Club Internazionale Milano | |||||
|---|---|---|---|---|---|
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[modifica] Colori e simbolo
[modifica] Lo stemma e le maglie
L'ideatore dell'emblema interista è il grafico e pittore futurista Giorgio Muggiani, socio-fondatore del club nonché segretario della società. Egli, proprio mentre la secessione dal Milan diventa realtà, elabora un moderno logo in cui, su campo dorato, sono intrecciate le lettere bianche FCIM (Football Club Internazionale Milano), delimitato da un cerchio nero e uno azzurro, colori che simboleggiano la notte ed il cielo; il nerazzurro a bande verticali diviene la tinta delle divise ufficiali della società. In araldica, il biscione è stato il simbolo del Ducato di Milano, sia sotto gli Sforza sia con i Visconti ed oggi è ancora riscontrabile in stemmi di alcuni comuni lombardi e non, legati storicamente alla signoria ambrosiana, come ad esempio Bellinzona, la capitale del Canton Ticino (Svizzera); in epoca contemporanea il biscione è divenuto anche il simbolo di alcune società milanesi come l'Alfa Romeo e, appunto, l'Internazionale di Milano.
Il nero e l'azzurro saranno i colori ufficiali fino al 1928 anno in cui sia essi sia la maglia cambiano, insieme al nome ("Associazione Sportiva Ambrosiana"). La divisa ufficiale diviene bianca rossocrociata (colori di Milano) e segnata dal Fascio littorio. Dal Campionato successivo e fino all'estate 1932 si ritorna alle fasce verticali nerazzurre, affiancate però ai colori della U.S. Milanese con cui l'Inter si è fusa: inizialmente si sceglie un emblema circolare a scacchi bianconeri, poi, per far spazio allo scudetto vinto, dalle maglie tali scacchi vengono spostati sul colletto.
Dopo la stagione 1965-66, l'Inter ha adottato sul proprio simbolo la Stella d'Oro al Merito Sportivo, che rappresenta la vittoria di dieci campionati italiani.[40]
A proposito di divise ufficiali, nella Coppa UEFA del 1998 e nelle Champions League del 2005 e del 2006 è stata adottata la terza divisa ufficiale quale prima maglia. Scelta nel 1998 per motivi di sponsor (le fasce orizzontali così colorate ricordano gli pneumatici prodotti dalla Pirelli), la sua riadozione è dovuta a motivi scaramantici legati alla vittoria in Coppa UEFA.
Per la stagione 2007-08, l'anno del centenario per la società nerazzurra, la seconda maglia riprende la divisa storica dell'Ambrosiana: lo scudo crociato rosso su sfondo bianco (simbolo di Milano) e al centro lo scudetto al posto del Fascio littorio. La maglia è stata presentata al pubblico durante la festa per il quindicesimo scudetto dell'Inter, indossata da tutti i giocatori e dagli ospiti invitati in campo.[41] Nella prima versione di questa maglia erano presenti due errori sulla toppa celebrativa applicata sul fianco sinistro: era riportata come data di nascita della società l'8 marzo 1908, anziché il 9 marzo, ed era presente un errore ortografico, "100 anni nerazzuro" con una sola erre. Ora questa versione è stata ritirata dal mercato e potrebbe diventare un pezzo da collezione.[42]
Per la stagione 2008-09, la seconda maglia è interamente bianca, con lo sponsor Pirelli e i pantaloncini color caffè. Invece la prima maglietta ha lo sponsor Pirelli oro, ed è uguale a quella della stagione 2007-08, ma le strisce sono più larghe, e le strisce blu sono più chiare, inoltre ha il colletto "a" v interamente blu. I pantaloncini abbinati alla prima maglia sono di colore nero.[43]
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[modifica] Inno
L'inno dell'Inter si intitola C'è solo l'Inter,[44] canzone ideata, composta e prodotta da Elio per l'etichetta Hukapan nel 2002. Di seguito le informazioni complete:
- Graziano Romani - voce e cori
- Elio - piano, chitarra e cori
- Fabrizio "Tede" Tedeschini - chitarra elettrica
- Francesco Germini - organo e cori
- Alex Class - basso
- Max Baldaccini - batteria
C'è solo l'Inter è dedicata a Peppino Prisco[44] e i proventi ricavanti dalla vendita del disco sono stati devoluti a sostegno dell'attività di Emergency.[45]
Risalente al marzo 1984 è invece un vecchio inno, chiamato Cuore Nerazzurro, composto dallo storico gruppo musicale dei Camaleonti.[46]
Pazza Inter è invece una canzone cantata dai giocatori stessi, registrata il 22 agosto 2003[47] negli studi del network radiofonico RTL 102.5, che fa parte di Inter Compilation, progetto discografico pubblicato dall'etichetta DinDonDan e distribuito da Sony Music Italia a partire dal 26 settembre 2003, contenente brani dedicati al mondo del pallone.[48] La realizzazione di Pazza Inter è stata curata da Paolo Barillari e Dino Stewart (testo), Goffredo Orlandi (musica), Luca Vittori (digital editing), e sulle sue note è stato registrato un video che mostra i calciatori durante la registrazione e in varie scene di una giornata-tipo al centro sportivo della Pinetina. Pazza Inter ha ormai sostituito l'inno negli usi tipici, come la trasmissione allo stadio prima delle partite casalinghe.
Nel maggio 2007 è stata registrata una nuova versione di Pazza Inter, sempre cantata dai calciatori dell'Inter, per celebrare la vittoria dello scudetto.[49]
[modifica] Strutture
[modifica] Stadio
| Per approfondire, vedi le voci Stadio Giuseppe Meazza e Arena Civica. |
L'antico campo dell'Ambrosiana-Inter è l'ancora esistente Arena Civica che aveva una capienza di 30.000 posti.
Attualmente l'Inter gioca le partite casalinghe nello Stadio Giuseppe Meazza, noto anche come San Siro, dal nome del quartiere di Milano in cui sorge che prese tale nome a sua volta da una ormai scomparsa piccola chiesa dedicata a quel Santo. La costruzione dello stadio iniziò nel dicembre 1925 per volere di Piero Pirelli, allora presidente del Milan, e il nuovo impianto fu ufficialmente inaugurato il 19 settembre dell'anno seguente con una partita tra Milan e Inter (6-3 per i nerazzurri). Dal 1935 è di proprietà del Comune di Milano e nel marzo 1979 fu intitolato a Giuseppe Meazza (Milano 1910-1979), ex calciatore prevalentemente di Inter, con una parentesi al Milan, e campione del mondo con la nazionale italiana di calcio nel 1934 e nel 1938. L'impianto viene usato dal 1948 insieme al Milan[50] ed ha una capienza di 80.074 posti[3]. viene classificato dalla UEFA tra gli stadi élite.[51]
[modifica] Sede sociale
La sede attuale dell'Inter è al terzo e quarto piano di corso Vittorio Emanuele II 9, a soli cinquecento metri da dove è nata (via Orefici).[52] La società la occupa dal 27 aprile 2009.[53]
La precedente sede era situata nel prestigioso Palazzo Durini in via Durini 24, occupato a partire dal 1 gennaio 1997. [54]
[modifica] Centro di allenamento
Il centro sportivo "Angelo Moratti", meglio noto come La Pinetina, è situato ad Appiano Gentile in provincia di Como. Fu costruito agli inizi degli anni Sessanta su volontà dell'allora presidente Angelo Moratti su indicazione dell'allenatore dell'Inter, Helenio Herrera. La squadra ne usufruisce dalla stagione sportiva 1961-62 e viene usato come campo di allenamento quotidiano per i calciatori nerazzurri.[55]
[modifica] Rosa 2009-2010
Rosa, numerazione e ruoli sono aggiornati all'11 luglio 2009.[56]
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[modifica] Staff tecnico
Qui di seguito è riportato lo staff tecnico dell'Inter[57][58]:
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[modifica] Rose delle stagioni precedenti
[modifica] Partite storiche
| Per approfondire, vedi la voce Partite storiche del Football Club Internazionale Milano. |
[modifica] Record della società
| Per approfondire, vedi la voce Record e statistiche del Football Club Internazionale Milano. |
- A conclusione della Serie A 2008/09 l'Inter si è classificata 17 volte prima, 13 volte seconda e 16 volte terza. Nelle 94 stagioni sportive disputate è dunque terminata sul podio nel 48% dei casi.
- Dall'avvento del girone unico, l'Inter è stata 16 volte Campione d'inverno (1929/30, 1933/34, 1937/38, 1950/51, 1952/53, 1953/54, 1960/61, 1961/62, 1965/66, 1966/67, 1979/80, 1988/89, 1990/91, 2006/07, 2007/08, 2008/09).
- L'Inter è l'unica squadra italiana ad aver sempre militato nel Campionato di Serie A sin dal 1929, anno dell'istituzione del torneo a girone unico (77 partecipazioni).
- Nella stagione 1929/30 è stata la prima squadra italiana a vincere il Campionato di Serie A. L'attuale Serie A infatti fu istituita solo a partire dalla stagione 1929/30.[60]
- L'Inter è l'unica squadra italiana ad aver vinto Scudetto, Coppa dei Campioni e Coppa Intercontinentale nello stesso anno, il 1965.
- A conclusione della stagione 1988/89, l'Inter ha totalizzato in assoluto la percentuale più alta dei punti disponibili: l'85,29% dei punti disponibili in Serie A (58 su 68, media inglese +7), record tuttora imbattuto.
- Nel 1988/89 l'Inter ha stabilito il record di punti in un Campionato a 18 squadre. In quell'anno si assegnavano 2 punti per vittoria e l'Inter raggiunse i 58 punti.[10]
- L'Inter detiene il record della maggior vittoria nel Campionato nazionale non ancora a girone unico: Inter – Vicenza 16-0 del 10 gennaio 1915.[61]
- La squadra nerazzurra è finora l'unica ad aver vinto Supercoppa Italiana, Coppa Italia e Campionato nella stessa stagione. È avvenuto nella stagione 2005-06, quando dopo aver vinto la Supercoppa Italiana (alla quale partecipava come detentrice della coppa nazionale) e della Coppa Italia, si è aggiudicata il campionato per delibera FIGC dopo le penalizzazioni dovute a Calciopoli.
- Nel 1964 l'Inter è stata la prima italiana a vincere la Coppa Intercontinentale.[8]
- L'Inter detiene il record della squadra campione d'Italia con minore età media della storia della serie A. Il record appartiene alla stagione 1929-1930, con 24 anni e 6 mesi.[62]
- L'Inter ha stabilito nella stagione 2004/05 la più lunga serie di pareggi consecutivi nel Campionato di Serie A: 7 pareggi consecutivi dalla 7ª alla 13ª giornata.
- L'Inter nella stagione 2004/05 ha stabilito il record di pareggi complessivi per un campionato a 20 squadre: 18 pareggi in 38 partite.[63]
- L'Inter è la squadra che vanta il maggior numero di partecipazioni alla Coppa UEFA. Conteggiando anche le edizioni della Coppa delle Fiere, la società ha disputato 29 volte la manifestazione.
- L'Inter nel 2007 ha stabilito il record di punti nell'arco di un anno solare nei campionati di Serie A con tre punti a vittoria, raggiungendo una media di 2,48 punti a partita (92 punti in 37 partite).[64]
[modifica] Palmarès
| Per approfondire, vedi la voce Palmarès del Football Club Internazionale Milano. |
L'Inter è una delle squadre di calcio più vittoriose d'Italia, nonché una tra le più vittoriose d'Europa e del mondo.[65] Il club milanese ha vinto il campionato italiano per 17 volte (seconda in Italia insieme al Milan), compresa una striscia di quattro titoli consecutivi dal 2006[66] al 2009. I nerazzurri hanno vinto la Coppa Italia per 5 volte, a pari merito con la Lazio, il Milan e il Torino FC. Tra esse due consecutive (2005 e 2006, record nazionale assieme alla Juventus, al Milan, alla Sampdoria e alla Roma).
La stella dorata presente sulla divisa nerazzurra, le Stella d'oro al Merito Sportivo, rappresenta dieci dei 17 campionati nazionali vinti dalla società, il decimo raggiunto nella stagione 1965-66 (secondo club italiano a poter esporre sulle maglie tale riconoscimento).[40]
I suoi 7 trofei vinti e riconosciuti dalla FIFA in ambito internazionale la rendono attualmente la terza squadra italiana, l'ottava in Europa e la diciottesima al mondo con il maggior numero di tornei conquistati. L'Inter vanta, ex aequo con il Liverpool e la Juventus, il primato per titoli vinti in Coppa UEFA (3).[67] È anche la terza società calcistica italiana per numero di vittorie in competizioni ufficiali: 33. Nel 1964 l'Inter divenne la prima compagine italiana a vincere la Coppa Intercontinentale.[8]
Il club milanese venne inserito al terzo posto fra le società calcistiche italiane, e al dodicesimo in assoluto, nella classifica dei migliori club del XX secolo stilata dalla FIFA il 23 dicembre 2000.[68]
L'Inter scelta Squadra mondiale dell'anno (en. World's Club Team of the Year) nel 1998 dall'Istituto Internazionale di Storia e Statistica del Calcio,[69] occupa il terzo posto tra i club italiani e il sesto a livello mondiale nel ranking stilato dalla citata organizzazione relativamente al periodo che va dal 1991 al 2008.[70]
[modifica] Trofei nazionali
- 1909-10; 1919-20; 1929-30; 1937-38; 1939-40; 1952-53; 1953-54; 1962-63; 1964-65; 1965-66
; - 1970-71; 1979-80; 1988-89; 2005-06[71]; 2006-07; 2007-08; 2008-09
Coppa Italia: 5
[modifica] Trofei internazionali
Coppa UEFA: 3
[modifica] Campionati nazionali
| Categoria | Partecipazioni | Debutto | Ultima stagione |
|---|---|---|---|
A |
93 | 1909-1910 | 2008-2009 |
In 93 stagioni sportive a partire dall'esordio a livello nazionale il 7 novembre 1909, inclusi 16 campionati di Prima Categoria Nazionale e Prima Divisione e Divisione Nazionale (A). Sono escluse le stagioni 1908-09 e 1912-13, nelle quali l'Inter non superò le eliminatorie regionali.
[modifica] Le persone dell'Inter
[modifica] I presidenti
I presidenti dell'Inter dall'anno della sua fondazione ad oggi[72]
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[modifica] Gli allenatori
Gli allenatori dell'Inter dalla sua fondazione ad oggi[75]:
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[modifica] Giocatori celebri
| Per approfondire, vedi le voci Lista dei capitani del Football Club Internazionale Milano e Categoria:Calciatori del F.C. Internazionale Milano. |
[modifica] Campioni del mondo
Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato mondiale di calcio durante il periodo di militanza nell'Inter:
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Nel 1982 il Campione del Mondo
Fulvio Collovati (Mondiali 1982) passa dal Milan all'Inter.
Nel 2006 il Campione del Mondo
Fabio Grosso (Mondiali 2006) passa dal Palermo all'Inter.
[modifica] Campioni continentali
[modifica] Europa
Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto il campionato europeo di calcio durante il periodo di militanza nell'Inter:
[modifica] Sud America
Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Coppa America durante il periodo di militanza nell'Inter:
Rubén Sosa (Uruguay 1995)
Ronaldo (Paraguay 1999)
Iván Córdoba (Colombia 2001)
Maicon (Venezuela 2007)
[modifica] Vincitori della Confederations Cup
Di seguito l'elenco dei giocatori che hanno vinto la Confederations Cup durante il periodo di militanza nell'Inter:
[modifica] Riconoscimenti individuali ai calciatori dell'Inter
[modifica] Pallone d'oro
I seguenti calciatori hanno vinto il Pallone d'oro durante la loro militanza nell'Inter:
1990 - Lothar Matthäus
1997 - Ronaldo (Nella prima parte dell'anno Ronaldo faceva parte del Barcellona)
2002 - Ronaldo (Nella seconda parte dell'anno Ronaldo faceva parte del Real Madrid)
[modifica] FIFA World Player of the Year
I seguenti calciatori hanno vinto il FIFA World Player durante la loro militanza nell'Inter:
1991 - Lothar Matthäus
1997 - Ronaldo (Nella prima parte dell'anno Ronaldo faceva parte del Barcellona)
2002 - Ronaldo (Nella seconda parte dell'anno Ronaldo faceva parte del Real Madrid)
[modifica] Maglie ritirate
L'Inter, su proposta di Massimo Moratti, ha ritirato la maglia numero 3 in seguito alla morte del Presidente ed ex giocatore interista Giacinto Facchetti, avvenuta il 4 settembre 2006. Il 3 era infatti il numero che l'aveva designato durante la carriera. L'ultimo possessore del 3 è stato Nicolas Burdisso, che ha in seguito preso la maglia numero 16.[76]
[modifica] Struttura societaria
[modifica] Organigramma della società
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[modifica] Sponsor tecnici e ufficiali
Gli sponsor dell'Inter[77][78]:
[modifica] Bilancio finanziario
Negli 11 bilanci dal 1995/1996 al 2005/2006, l'Inter ha accumulato 661 milioni di perdite nette e ha ricevuto dai soci 476,6 milioni, di cui circa 400 milioni di euro versati dal presidente Massimo Moratti.[80] Il bilancio 2006/2007 si è chiuso con una perdita di 206 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha effettuato un versamento di 105 milioni di euro a copertura parziale delle perdite.[81] Il bilancio 2007/2008 si è chiuso con una perdita di 148 milioni di euro ed il presidente Massimo Moratti ha dovuto versare ulteriori 68 milioni di euro. Un versamento di altri 85 milioni di euro è previsto per il 2009.[82]
Complessivamente i 13 anni di gestione Moratti hanno generato una perdita di circa 1 miliardo di euro, di cui circa 570 milioni di euro coperti dal presidente Massimo Moratti mentre 418 milioni sono i debiti a fine bilancio 2007/2008.
A gennaio 2008 l'Inter, insieme al Milan, è stata prosciolta dall'indagine sui presunti falsi in bilancio per le plusvalenze relative al periodo 2003 - 2004. La decisione è stata presa dal Gup per le indagini preliminari di Milano in quanto "il fatto non costituisce più reato", in seguito alla modifica della legge sul falso in bilancio.[83] Mentre il processo penale non è andato avanti in quanto "il fatto non costituisce più reato", il processo sportivo si è chiuso con una sanzione di 90 mila euro a carico di Inter e Milan, di 60 mila euro all'AD del Milan Adriano Galliani e di 10 mila euro al direttore tecnico dell'Inter Gabriele Oriali. Tutti gli imputati del processo sportivo hanno chiesto il patteggiamento ai sensi dell'art. 23 del Codice di Giustizia Sportiva.[84].
L'Inter era già stata condannata dalla Commissione disciplinare al pagamento di 2 miliardi di lire nel 2001 per il cosiddetto scandalo passaporti. In tale circostanza il dirigente dell'Inter Gabriele Oriali era stato condannato ad un anno di squalifica mentre l'amministratore delegato Rinaldo Ghelfi era stato assolto, scongiurando in tal modo la responsabilità diretta dell'Inter e quindi le penalizzazioni in classifica. I fatti fanno riferimento al calciatore Álvaro Recoba, al quale Gabriele Oriali aveva fornito, con la complicità di un'organizzazione criminale internazionale, una patente falsa fatta rubare alla Motorizzazione Civile di Latina, al fine di farlo passare come cittadino comunitario, aggirando le norme sul tesseramento di cittadini extracomunitari. Anche nel processo penale Oriali fu condannato a 6 mesi di reclusione con la condizionale per i reati di ricettazione e concorso in falso.[85][86].
[modifica] Tifoseria
| Per approfondire, vedi la voce Boys-San. |
[modifica] Cenni storici
Al momento l'Inter è la seconda squadra d'Italia per numero di tifosi (14%), dietro la Juventus, come risulta da un sondaggio effettuato dalla società demoscopica Demos, commissionato dal quotidiano La Repubblica e pubblicato il 30 agosto 2008.[12]
Il concetto di tifoseria organizzata allo stadio è stato introdotto a Milano da Helenio Herrera negli anni Sessanta.[87] La Curva Nord dello stadio di San Siro è il settore dello stadio dove la tifoseria interista si schiera durante le partite casalinghe; i sostenitori dell'Inter sono divisi in vari gruppi ultras, tra cui: Boys San 1969, Bulldogs 1988, Brianza Alcoolica 1985 e Milano Nerazzurra.[88]
I primi gruppi di tifosi primordialmente organizzati a sostenere la squadra nerazzurra sono stati i "Moschettieri" prima e gli "Aficionados" poi, proprio sotto l'era della Grande Inter. Attualmente il gruppo interista più antico e importante che tutt'ora sopravvive è proprio quello dei Boys-San, nati nel 1969.
Il gruppo nasce dal distaccamento di alcuni ragazzi dell'Inter Club Fossati il cui presidente tra il '66 e il '68 era Cerquetti Carlo e prende il nome da "Boy", un ragazzino dispettoso protagonista di alcuni fumetti pubblicati all'interno del giornale della società interista. La data esatta è il 26 gennaio 1969 di ritorno da una trasferta a Bologna, alcuni sostenitori in dissidio con la presidenza del club Fossati, si distaccano e formano un gruppo autonomo. Il nome originario fu "11 assi, Boys - Le furie nerazzurre" e il primo striscione comparve nel marzo del 1970 a Roma, in un incontro che vedeva la squadra milanese opposta alla Lazio. Tornati a San Siro, il mese successivo, il gruppo prende posto nell'attuale secondo anello arancione, spostati nella metà del settore che dà verso nord.[89]
Negli anni settanta nascono le prime tensioni ed i primi scontri con gli altri gruppi di tifosi, su tutti quelli della Juventus, dell'Atalanta, della Sampdoria e soprattutto del Milan. Con questi ultimi gli scontri erano feroci e il posizionamento delle opposte tifoserie non era d'aiuto: entrambe prendevano posto all'interno del secondo anello arancione, gli interisti nella metà a nord e i milanisti nella metà a sud. Con i lavori di ristrutturazione i gruppi presero posto nelle due opposte curve: l'Inter nella Nord e il Milan nella Sud. Soluzione tutt'oggi seguita e le due curve sono ormai diventate il simbolo dei gruppi di tifosi che le occupano.
Durante il campionato 1979-80 si assiste al cambio del nome del gruppo, che diventa l'attuale Boys-San, ovvero Boys-Squadra d'Azione Nerazzurra (probabilmente sul modello dei "SAM" fascisti, "Squadra Azione Mussolini"). Anche durante gli anni ottanta gli scontri con le altre tifoserie sono molto violenti e in occasione del Mundialito 1983 le opposte tifoserie milanesi stipularono un patto di non aggressione che tutt'ora vige e che, insieme all'arrivo delle prime diffide da parte della Polizia, ha spostato la concentrazione delle curve verso un aspetto di miglior interesse: le coreografie. Nate già negli anni settanta come semplici striscioni o sventolio di bandiere, negli anni ottanta si sono evolute fino a diventare, ai giorni nostri, un argomento di interesse e di sfida tra le tifoserie ed è ormai consuetudine aprire i servizi giornalistici sulle sfide calcistiche (il derby di Milano su tutte) presentando le due opposte coreografie. Per l'Inter, è datato 1985 il primo bandierone "copricurva". In questi anni si stipulano anche i primi gemellaggi con altri gruppi di tifosi: tra tutti quello con il Verona (sciolto nel 2001 a causa di dissidi con il direttivo della curva gialloblù), con la Fiorentina (concluso nel 1987 per l'acquisto da parte dell'Inter di Nicola Berti dalla società viola) e Sampdoria (anch'esso terminato nel 1991 perchè i tifosi interisti ritengono che i blucerchiati abbiano soffiato lo scudetto ai nerazzurri).[89]
[modifica] Gemellaggi
Le tifoserie gemellate sono quelle di Varese (per la rivalità con i tifosi comaschi gemellati col Milan), Valencia[90] e soprattutto Lazio: quello con i laziali è sicuramente uno dei gemellaggi più solidi ed importanti d'Italia, che nasce intorno alla metà degli anni '80 in risposta all'antico gemellaggio (poi rotto) fra Roma e Milan. Identità politiche comuni ed uno dei motti laziali recita «Un saluto romano alla vera Milano». È rinsaldato grazie alla finale di Coppa UEFA 1998 a Parigi o il 5 maggio 2002 all'Olimpico, con tutti i tifosi laziali ad augurare agli interisti la conquista del tricolore.
[modifica] Rivalità
| Per approfondire, vedi le voci Derby di Milano e Derby d'Italia. |
Le rivalità più accese sono soprattutto con le tifoserie della Juventus e del Milan mentre ce ne sono altre con quelle del Napoli, della Roma e dell'Atalanta.[91][92] Tra i gemellaggi oggi sciolti possiamo ricordare quello con la Fiorentina nel 1987, col Cagliari nel 1994, con la Sampdoria nel 1991 e con l'Hellas Verona nel 2001.[91][92]
Le presenze allo stadio arrivano all'apice, arrivando sempre intorno all'esaurimento dei posti, quando ci sono le sentitissime sfide con le rivali storiche: il "Derby di Milano" contro il Milan e il "Derby d'Italia" contro la Juventus.
Politicamente, i gruppi di tifo organizzato dell'Inter sono schierati su posizioni di destra o estrema destra.[93]
Un rapporto della polizia del 2005 li ha identificati tra i gruppi più propensi alla violenza.[94] Di recente sono stati protagonisti di alcuni episodi di grave teppismo, come il lancio di un motorino di un tifoso avversario dalla parte superiore a quella inferiore del secondo anello dello stadio di San Siro nel corso della partita Inter-Atalanta (6 maggio 2001),[95] il lancio di un fumogeno sul portiere del Milan Dida durante il derby Inter-Milan, quarti di finale di ritorno della Champions League (12 aprile 2005), che è costato alla squadra la sconfitta a tavolino e quattro turni a porte chiuse,[96] e gli insulti razzisti al giocatore ivoriano del Messina Zoro in Messina-Inter del 25 novembre 2005, che sono costati l'inibizione per quasi due anni dagli stadi a quattro tifosi, identificati tramite le immagini televisive,[97] e ai napoletani in Inter-Napoli del 6 ottobre 2007, per i quali l'Inter è stata anche costretta dal giudice di pace di Napoli a risarcire 1500 euro a un tifoso napoletano per "danni esistenziali".[98]
[modifica] La polisportiva Inter
Per un breve periodo, durante gli anni venti, l'Inter fu una società polisportiva, con squadre iscritte ai campionati nazionali di calcio, basket e rugby a 15: nel 1928, con la fusione con l'Unione Sportiva Milanese che avrebbe dato vita all'Ambrosiana, oltre alle maglie con la croce arrivò anche la sezione di rugby, che venne anch'essa battezzata Ambrosiana Milano.[99] Nel 1929 e nel 1930 la squadra vinse i primi due campionati nazionali; nello stesso 1930 però la società polisportiva venne disciolta e l'Ambrosiana Rugby cambiò nome in Amatori Rugby Milano, divenendo autonoma. Conservò però l'intera struttura societaria e il parco giocatori, oltre che i diritti e i titoli sportivi, tra cui i 2 scudetti vinti.
Inoltre, un'Internazionale di basket partecipò alle primissime edizioni del campionato di basket, vincendo l'edizione del 1923.
Nel 1950 l'Inter tornò una polisportiva cooptando nelle sue fila il più glorioso club italiano di hockey su ghiaccio, l'Hockey Club Milano, che divenne l'H.C. Milano-Inter.[100] Divenne campione d'Italia nel 1950, 1951, 1952 e 1954 e vinse la Coppa Spengler, il più antico torneo europeo per squadre di club, nel 1953 e 1954, prima di sparire nel 1956 per problemi economici e fondersi con l'altra squadra di Milano, i Diavoli Rossoneri.
[modifica] L'impegno in campo sociale
Durante la gestione di Massimo Moratti, la società dell'Inter si è distinta per l'impegno in numerosi progetti benefici e il sostegno a associazioni quali Emergency, Fondazione I Bindun, Fundación Pupi.[101]
Il 20 febbraio 1996 nasce il progetto Inter Campus,[102] da un'idea del dirigente dell'Inter Massimo Moratti,[103] inizialmente limitato alla sola Italia. Si tratta di un collegamento fra la società Inter e società calcistiche giovanili minori, cui la prima fornisce attrezzature e competenze tecniche, non finalizzato necessariamente all'approdo dei giovani calciatori all'Inter, ma allo scopo di promuovere la cultura dello sport anche in realtà periferiche.
[modifica] Inter Campus
Un anno dopo nasce InterCampus Estero:[104] lo stesso concetto viene esportato in numerosi Paesi del mondo, specialmente in zone di guerra o con maggiori difficoltà economiche, a partire dalle favelas di Rio de Janeiro. Oggi InterCampus Estero è presente in 16 Paesi in 4 continenti diversi (Bosnia, Bulgaria, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Camerun, Cina, Iran, Israele e Palestina, Libano, Argentina, Brasile, Colombia, Cuba, Messico). In questo caso, però, l'attenzione è posta, più che sulla preparazione calcistica dei ragazzini, sull'aspetto sociale e umanitario. A dieci anni dalla nascita il progetto InterCampus coinvolgeva circa 20.000 ragazzini dagli 8 ai 13 anni in Italia e nel mondo, con una squadra di 500 tra allenatori-educatori e volontari.[104]
La prima decade di vita del progetto è culminata con un film documentario diretto da Gabriele Salvatores, tifoso interista, al Festival internazionale del film di Locarno del 2008.
Un'altra iniziativa è il gemellaggio, istituito nel 1998, fra l'Inter e il gruppo teatrale e culturale milanese Comuna Baires, che organizza periodicamente incontri con i giocatori, serate culturali sui loro paesi d'origine, dibattiti, spettacoli.[105][106]
Dal 2004 l'Inter, anche attraverso l'azione di alcuni dei suoi giocatori sudamericani, come il capitano Javier Zanetti, ha un rapporto di solidarietà molto stretto con l'esercito indipendentista zapatista nel Chiapas del subcomandante Marcos. Il subcomandante, che è anche scrittore, ha citato la squadra dell'Inter in un suo racconto e, nel maggio 2005, ha scritto al presidente Moratti per proporgli una partita amichevole con una selezione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale.[107]
[modifica] Note
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- ^ Agor@ Magazine
- ^ Il nome della società è "Football Club Internazionale Milano SpA", come si evince dal sito ufficiale dell'Inter, dall'Assolombarda e dalla Camera di commercio di Milano
- ^ All'estero è nota soprattutto come Inter Milan, dalla città di provenienza.
- ^ oleole.it
- ^ a b c Le nostre Coppe Intercontinentali
- ^ Bandiera Storica INTER F.C. anni 60 Originale
- ^ a b 13° scudetto dell'Inter
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- ^ a b Tifosi, Juventus la più amata - Inter la più antipatica. Repubblica.it, 30-08-2008. URL consultato il 30-08-2008.. La Juventus conquista "quasi un terzo" degli intervistati. Dietro l'Inter si posizionano Milan (13%) e Napoli (8%), davanti alla Roma (7%) e alla Lazio (2%).
- ^ Special report - Soccer Team Valuations. Forbes, 30-04-2008
- ^ Football Money League 2009. Deloitte, 12-02-2009
- ^ Storia Inter - Parte 1. www.enciclopediadelcalcio.com
- ^ La Stagione 1921/22 fu caratterizzata da due federazioni distinte, CCI (Confederazione Calcistica Italiana) e FIGC, che organizzarono due Campionati indipendenti. L'Inter prese parte al Campionato CCI e arrivò ultima nel Girone B della Lega Nord.
Il Campionato si concluse il 30 marzo 1922 con questi piazzamenti finali: Genoa 37, Alessandria 28, Pisa 27, Modena 26, Padova 23, Torino 20, Casale 20, Legnano 20, Savona 18, Venezia 17, Brescia 15, Inter 11. La soluzione dei due Campionati non era però gradita, e dopo aspre polemiche il 26 giugno 1922 i dirigenti della FIGC e della CCI si riunirono a Brusnengo per elaborare una nuova composizione unitaria dei gironi nella successiva Stagione 1922/23. Arbitro e mediatore fu Emilio Colombo, direttore della Gazzetta dello Sport. Si giunse a un accordo fra le società rivali, e il reintegro della CCI all'interno della FIGC comportò la sostituzione delle Categorie con sei "Divisioni" sul modello inglese. La Prima e la Seconda furono dirette a livello nazionale da una sinergia di Lega Nord e Lega Sud, mentre le altre vennero demandate ai Comitati Regionali, confinati a un ruolo di secondo piano.
Per determinare la composizione delle prime due Divisioni furono organizzati degli spareggi, e contro l'Inter fu sorteggiata la Libertas di Firenze. Il 9 luglio 1922 a Milano l'Inter si impose 3-0 con doppietta di Tullio Aliatis e gol di Ermanno Aebi, detto "Signorina". L'1-1 nel ritorno del 16 luglio a Firenze ammise l'Inter in Prima Divisione. - ^ Storia Inter - Parte 2. www.enciclopediadelcalcio.com
- ^ Storia Inter - Parte 3. www.enciclopediadelcalcio.com
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- ^ Organigramma 2008/09. inter.it, 24-04-2009. URL consultato il 01-07-2009.
- ^ Si tratta solo di un caso di omonimia, quindi da non confondere con l'ex centravanti Pierluigi Casiraghi
- ^ L'Inter è anche la vincitrice dell'unico altro campionato precedente giocato a girone unico, quello del 1909/10
- ^ Statistiche del campionato. inter.it. URL consultato il 02-07-2009.
- ^ Fonte: Gazzetta dello Sport - Sportweek del 26 maggio 2007
- ^ Il Processo di Biscardi
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- ^ Encarta – Inter Football Club, op. cit.
- ^ 3° classificata prima delle sentenze della CAF, 1° in seguito alle penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan.
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- ^ (EN) José Luis Pierrend. «FIFA awards: FIFA clubs of the Century». Record Sport Soccer Statistics Foundation, 22-01-2009. URL consultato in data 26/9/2008.
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- ^ 3° classificata prima delle sentenze della CAF, 1° in seguito alle penalizzazioni inflitte a Juventus e Milan.
- ^ Fonte: inter.it
- ^ Dal libro "Inter 1908-2008: un secolo di passione nerazzurra", di Federico Pistone. A pag. 119 si dice chiaramente "... Torrusio lascia la presidenza a Oreste Simonotti che inventa la figura del "direttore sportivo" affidando ad Aldo Molinari la gestione della società".
- ^ Dal libro "Inter 1908-2008: un secolo di passione nerazzurra", di Federico Pistone, a pag. 129 dove si dice che il nuovo Presidente decide il cambio di denominazione "... per gli annali nasce l'Ambrosiana-Inter. Spariscono dalle casacche gli scacchi bianconeri della Milanese. E comincia il campionato."
- ^ Fonte: archivio.inter.it
- ^ «Nessuno mai come Facchetti». repubblica.it. URL consultato il 08-09-2006.
- ^ Sponsor. inter.it
- ^ Cronologia degli Sponsor sulla maglia. interfc.it
- ^ Nella stagione 2005/06 per ragioni commerciali il logo dello sponsor Pirelli è stato sostituito in alcune partite da altre diciture, come "Pirelli Gomme" in cinese e "Pirellifilm.com". La particolare dicitura in cinese è stata poi riproposta anche nella stagione 2006/07.
- ^ L'Inter dei record scala la classifica dei ricavi. Ilsole24Ore.it
- ^ Inter pecora nera dell'Azienda calcio con un rosso di 206 milioni. repubblica.it
- ^ Inter, nel 2008 rosso da 148 milioni. repubblica.it
- ^ Falso in bilancio: prosciolti Inter e Milan. gazzetta.it
- ^ Comunicato stampa. figc.it
- ^ Passaporti: tutti condannati tranne la Lazio. corriere.it
- ^ Passaporti falsi, il calcio nella bufera. corriere.it
- ^ Il sito inter.it scrive: "[...] Nascono in questo periodo gli Inter Club, l'istituzione del tifoso organizzato [...]"
- ^ Gruppi della Nord. curvanordmilano.net
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- ^ Mondo ultrà: poco calcio, tanta politica. E più violenza. 09-09-04
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- ^ Un Massimo da sogno. kayunga.blogspot.com, 07-01-09
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[modifica] Bibliografia
[modifica] Libri
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- Bruno Bartolozzi, La mas digna. L'Inter, il Subcomandante Marcos e i misteri del 5 maggio, Baldini&Castoldi Dalai, 2006. ISBN 8884909627
- Bruno Bernardi, Inter bella e misteriosa, Torino, Graphot Editrice, 2005. ISBN 8889509104
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- Luigi Cazzaniga, Mondo Inter, Silvana, 2003. ISBN 8882156982
- Luigi Garlando, E ora sei una stella, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 9788804564768
- Filippo Grassia, Storia dell'Inter, SEP, 2006. ISBN 8887110700
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- Inter! 100 anni di emozioni 1908-2008, a cura di Oliviero Toscani, Milano, Skira, 2008. ISBN 8861306225
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- Danilo Sarugia, Grande Inter «Figlia di Dio». La leggendaria squadra di Moratti e Herrera, Limina, 1996. ISBN 888671307X
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- Leo Turrini, Pazza Inter. Cento anni di una squadra da amare, Milano, Mondadori, 2007. ISBN 9788804567011
- "Almanacco Illustrato del Calcio - La cronistoria dei campionati", RCS: La Gazzetta dello Sport
- Federico Pistone, Inter 1908-2008: un secolo di passione nerazzurra, Milano - Prodotto Ufficiale F.C. Internazionale 1908. ISBN 9788889370131
[modifica] Pubblicazioni varie
- (2008). Il campionato a girone unico . Microsoft Encarta.
- (2008). Inter Football Club . Microsoft Encarta.
- (2008). La nascita del tifo calcistico in Italia . Microsoft Encarta.
- "Lo scudetto di Mou", allegato a La Gazzetta dello Sport, libro uscito il 23 maggio 2009
- Almanacco illustrato del calcio 2005, Panini Group
- "Calciatori - La raccolta completa degli album Panini", RCS: La Gazzetta dello Sport
[modifica] Videografia
- Documentario La Grande Storia dell'Inter, Rai Trade, Corriere della Sera, Gazzetta dello Sport, 2005, EAN 8032807021638.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
Wikimedia Commons contiene file multimediali sull' Football Club Internazionale Milano
Wikiquote contiene citazioni sull' Football Club Internazionale Milano
Articolo su Wikinotizie: L'Inter vince il campionato italiano di calcio maschile 2006/07 22 aprile 2007
Articolo su Wikinotizie: L'Inter ha vinto il campionato di calcio 2007-2008 18 maggio 2008
[modifica] Collegamenti esterni
- F.C. Internazionale Milano su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "F.C. Internazionale Milano")
- (IT, EN, ES, ZH) Sito ufficiale
- (IT, EN) Archivio on-line
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