Plan de Corones
| Plan de Corones | |
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Plan de Corones |
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| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Altezza | 2.275 m s.l.m. |
| Catena | Alpi |
| Coordinate | 46°44′17″N 11°57′36″E / 46.738056°N 11.96°E |
| Altri nomi e significati | Kronplatz (tedesco) |
| Mappa di localizzazione | |
| Dati SOIUSA | |
| Grande Parte | Alpi Orientali |
| Grande Settore | Alpi Sud-orientali |
| Sezione | Dolomiti |
| Sottosezione | Dolomiti di Sesto, di Braies e d'Ampezzo |
| Supergruppo | Dolomiti di Braies |
| Gruppo | Gruppo Colli Alti-Plan de Corones |
| Sottogruppo | Gruppo del Plan de Corones |
| Codice | II/C-31.I-B.11.b |
Coordinate: 46°44′17″N 11°57′36″E / 46.738056°N 11.96°E
Il Plan de Corones (Kronplatz in tedesco, Plang de Curunes in ladino) è una montagna delle Alpi alta 2.275 m s.l.m. Si trova sul versante sud della Val Pusteria, in Alto Adige, 3 chilometri a sud di Brunico. L'origine del massiccio a forma di panettone, il cui punto più alto si chiama Spitzhörnle[1] o anche Hühnerspiel, è vulcanica.[2]
Sito panoramico, offre un'ampia visuale sulle montagne circostanti, dalle Dolomiti (la montagna più lontana visibile è la Marmolada) fino alle vette delle Alpi in Val Venosta.
Indice |
Toponimo [modifica]
Il termine "Plan de Corones" deriva dalla incoronazione leggendaria della principessa Dolasilla, alla quale il padre, il re di Fanes, secondo la leggenda proprio al Plan pose sul capo la Raietta, una corona preziosa con una gemma fulgida al centro.[3] Il nome ladino Plang de Curunes, attestato nel 1780 come Plang de Corones oder Schlichte, ne preserva ancora il significato originale, essendo i Curunes gli antichi spiriti dei monti della leggenda ladina.[4] Il termine Kronplatz ricalca il nome ladino, mentre le forme di origine tedesca sono Spitzhörnle, attestato nel 1557 come Spizhörnle e nel 1840 come Hörnle oder Kronplatz, nonché Hühnerspiel, attestato nel 1474 come Hünerspyl e nel 1485 come Hünerspiel waldl.[5] L'attestazione più antica del nome della montagna è già del 1410: ... auf einen perg haisst Stöllung.[6]
Sviluppo storico moderno [modifica]
Da lungo tempo vi era il desiderio di portare Plan de Corones più vicino ai Brunicensi, vale a dire agli abitanti di Brunico. Già prima della Grande Guerra 1915-1918 venne progettata una teleferica, non realizzata a causa del deflagrare del conflitto. L'idea fu ripresa nel 1938, quando nella riunione del 19 gennaio del consiglio di amministrazione della "Società Dolomiti Funivia Monte Corona" venne commissionata la costruzione di una funivia. Ma il progetto stavolta non riuscì a causa di difficoltà ad ottenere il finanziamento di un milione di lire, tanto che alla fine del 1939, in una riunione generale, fu deciso lo scioglimento della società. Anche negli anni 50 il progetto di una funivia, ripreso da Willy Kofler, allora presidente dell'Azienda di Promozione Turistica (APT) di Brunico, forza trainante per lo sviluppo del Plan de Corones, fallì ancora una volta per mancanza di sostegno economico-finanziario di quei circoli che erano in possesso del capitale necessario. Alla fine del decennio seguì un tentativo di Ernst Luefter e di un gruppo di cittadini di Brunico, che rilanciarono la costruzione della funivia. Nel 1960 fu fondata la "Società Funivia Plan de Corones", con un capitale sociale di 550.000 lire. Nel 1961 essa è stata trasformata in una società cooperativa, con la denominazione di "Impianti di risalita di Plan de Corones Brunico". Il capitale sociale era di un milione di lire. Il 27 settembre 1961 alla ditta "Fratelli Reichegger" di Campo Tures fu fatto un versamento iniziale per la costruzione di una funivia, ma non vi erano fondi sufficienti per la realizzazione dell'opera, che sarebbe costata 283 milioni di lire. Inoltre, il progetto non ricevette nemmeno a Roma la luce verde del Ministero dei Trasporti, per scarsità dei finaziamenti. Fu necessario cercare altrove e successivamente le aziende vennero invitate a presentare un'offerta. Infine, nel 1962, l'incarico per la costruzione della funivia fu assegnato alla ditta "Ceretti Tanfani", che aveva chiesto solo 137 milioni di lire. All'inizio ci sono state grandi difficoltà economiche per il reperimento dei finanziamenti necessari all'opera, ma nonostante ciò, nell'estate del 1963 vennero aperti i cantieri. Così finalmente nel Natale del 1963 furono inaugurati sia la funivia che la sciovia Belvedere. Nella prima stagione sciistica le entrate furono tanto deludenti che gli introiti consentirono soltanto di prendere un prestito per un importo di 125 milioni di lire; con i ben migliori incassi degli anni seguenti furono costruiti numerosi altri impianti. Così il primo importante passo era stato compiuto e veniva avviato lo sviluppo locale di Brunico e della sua montagna per la pratica degli sport invernali. Una politica costante di investimenti, pur in tempi economicamente critici, ha fatto della località montana ladina di Plan de Corones quello che è oggi: un rinomato comprensorio sciistico.
Sci [modifica]
Il Plan de Corones, località di turismo invernale ed estivo, è dotata di 32 impianti di risalita all'avanguardia che servono 49 piste da discesa per un totale di 75 km; fa parte del comprensorio Dolomiti Superski e può contare su circa 300 esercizi alberghieri nel raggio di 15 chilometri. Alla cima del Plan de Corones, sorta di terrazza panoramica naturale dalla quale si gode una vista impareggiabile su gran parte delle più alte e famose vette delle Dolomiti (Marmolada, Sass Putia, Sassolungo, Civetta, Pelmo, Lagazuoi e molte altre), delle Alpi Retiche e delle Alpi della Zillertal, si può accedere da tre versanti che corrispondono alle tre aree sciistiche del comprensorio, ossia Riscone di Brunico (Reischach), Valdaora (Olang) e San Vigilio di Marebbe (Enneberg o, in ladino, Plan de Mareo). Questa conformazione fa sì che le discese a valle verso le tre località siano particolarmente lunghe e variegate, in grado di accontentare sia il principiante, come nel caso si decida di scendere verso San Vigilio, sia lo sciatore più evoluto che raggiunga Valdaora, sia infine i più tecnici che troveranno grande soddisfazione percorrendo le ripide piste Hernegg e Sylvester per arrivare a Riscone.
Dall'inverno 2008-09, con l'apertura della nuova pista "Piculin" che dal Piz de Plaies scende a Piccolino (in ladino appunto Piculin), in Val Badia, il comprensorio è collegato con quest'ultima a mezzo bus con pianale ribassato, che in 20 minuti circa conducono a La Villa. Sempre nell'inverno 2008-09 è stato inaugurato lo "Snowpark Plan de Corones" per gli amanti dello sci acrobatico e il free riding. È stata realizzata nel 2011 una nuova pista sul versante nord lunga 6.450 metri dotata, come tutte quelle del comprensorio, di impianto di innevamento programmato e che collega il Plan de Corones direttamente alla ferrovia della Val Pusteria attraverso una stazione di interscambio fra treno e cabinovia che sorge in località Perca (Percha); la stazione a monte di tale cabinovia è integrata a quella a valle della già esistente telecabina "Gipfelbahn", che si trova accanto al rifugio "Herzlalm". L'intento che sta alla base di questa nuova realizzazione è quello di liberare, per quanto possibile, la valle dal traffico privato offrendo la possibilità di usufruire di un collegamento "sci ai piedi", veloce ed economico, tra ferrovia e impianti di risalita.[7]
Dal 2010 ogni anno si svolge presso la pista che scende verso Valdaora una competizione di Böckl, un particolare tipo di slittino.[8][9]
Piste nere [modifica]
- Sylvester: lunghezza 4950 m
- Hernegg: lunghezza 5100 m, con pendenza massima del 68%
- Pré da Peres Race: lunghezza 366 m
- Erta: lunghezza 1610 m
- Piculin: lunghezza 2000 m
La salita per la cima [modifica]
La salita che conduce al Plan de Corones è uno sterrato che ha inizio nei pressi del passo Furcia, della lunghezza di 5,250 km. La parte più dura della scalata avviene dal km 4,100 al km 4,400 dove è presente un tornante che tocca la pendenza del 24%.
L'inclinazione non va al di sotto dei 14% e nel tratto sono presenti 13 tornanti, dedicati ad altrettanti vincitori del Giro d'Italia non più in vita. Dal basso verso l'alto, le curve sono dedicate a: (13) Gaetano (Tano) Belloni, (12) Costante Girardengo, (11) Giovanni Brunero, (10) Alfredo Binda, (9) Learco Guerra, (8) Giovanni Valetti, (7) Gino Bartali, (6) Hugo Koblet, (5) Fausto Coppi, (4) Gastone Nencini, (3) Charly Gaul, (2) Jacques Anquetil, (1) Marco Pantani.
Giro d'Italia [modifica]
Il Giro d'Italia ha programmato l'arrivo in cima a Plan per tre volte:
- La 17ª tappa del Giro d'Italia 2006, partendo da Termeno doveva arrivare a Plan, ma causa maltempo la tappa fu fatta terminare al passo Furcia[10] e fu vinta da Leonardo Piepoli.[11]
- La 16ª tappa del Giro d'Italia 2008, partendo da San Vigilio di Marebbe, si è conclusa a Plan dopo una cronoscalata vinta da Franco Pellizotti.[12][13]
- Nel Giro d'Italia 2010 la medesima cronoscalata è stata riproposta, sempre nella 16ª tappa, ed è stata vinta da Stefano Garzelli.[13]
La campana Concordia [modifica]
Sabato 26 luglio 2003 a Plan è stata inaugurata e benedetta la campana della pace Concordia 2000, la 2a più grande campana nell'arco alpino, con un peso di 18 tonnellate, costruita con lo scopo di portare nel mondo un messaggio di pace e convivenza tra i popoli della terra.
Note [modifica]
- ^ Ludwig Steub: Bergwanderung aufs Spitzhörnle
- ^ Infatti il vulcano si estinse quando si innalzò la catena alpina che riuscì a bloccare i condotti. Vulcani estinti nelle dolomiti sono anche il Monte Ornella, il Puez, Porta Vescovo, il Carosello ed alcuni panettoni sopra Canazei.
- ^ I luoghi dei Fanes Plan Corones
- ^ Egon Kühebacher, Die Ortsnamen Südtirols und ihre Geschichte, vol. 3, Bolzano, Athesia, 2000, p. 152. ISBN 88-8266-018-4
- ^ Cfr. Kühebacher, op. cit., p. 152.
- ^ Cfr. Kühebacher, op. cit., p. 152, con riferimento a Otto Stolz, Politisch-historische Landesbeschreibung von Südtirol, Wagner, Innsbruck, 1939/40, p. 518.
- ^ Articolo Altoadige
- ^ (DE) http://www.geileboecke.com/
- ^ Gara di „Böckl“ su plandecorones.com
- ^ http://www.kronplatz.com/_webcam/40/webcam4.jpg
- ^ san vigilio – plan de corones sul cocuzzolo della montagna | Ilgiroditalia News
- ^ Giro d-Italia Garzelli vince a Plan de Corones. Oggi si passa per Bolzano - Cronaca - Alto Adige
- ^ a b Giro, Garzelli vince la crono-scalata - LASTAMPA.it
Bibliografia [modifica]
- (DE) Isolde von Mersi, Kronplatz: Skiberg mit Geschichte. Eine Chronik, Brunico, Dipdruck, 2003.
Altri progetti [modifica]
Commons contiene immagini o altri file su Plan de Corones
Collegamenti esterni [modifica]
- Sito ufficiale
- Webcam sul Plan de Corones
- Plan de Corones su MondoNeve.it Recensione e foto del comprensorio sciistico Plan de Corones
- Webcam sul Plan de Corones
- Panoramiche a 360° della zona Plan de Corones