Zaha Hadid

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« Entrando in uno spazio architettonico le persone dovrebbero provare una sensazione di armonia, come se stessero in un paesaggio naturale. »
(Zaha Hadid)
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Dame Zaha Hadid (in arabo: زها حديد; Baghdad, 31 ottobre 1950) è un architetto e designer iracheno naturalizzato britannico. Ha ricevuto il Premio Pritzker nel 2004 - la prima donna a farlo, e il Premio Stirling nel 2010 e nel 2011. I suoi edifici sono tipicamente futuristi, caratterizzati da forme curve e potenti delle sue strutture allungate con punti di multipla prospettiva e geometria frammentata per evocare il caos della vita moderna[senza fonte]. Nel 2010 il TIME la include nell'elenco delle 100 personalità più influenti al mondo[1]. Nel 2013, lo studio Zaha Hadid Architects con 246 architetti dipendenti, si colloca al 45º posto nell'elenco dei più importanti studi di architettura del mondo secondo BD Insurance Bureau.

Infanzia e istruzione[modifica | modifica sorgente]

Vitra fire station, Weil am Rhein, 1993
Museo della Scienza Phaeno, Wolfsburg, Germania, 2005
Stazione della funicolare, Innsbruck, 2002
Riverside Museum, Glasgow, 20042010

Nata a Baghdad, in Iraq da famiglia benestante – il padre era un ricco industriale e un importante politico.[2] È cresciuta in uno dei primi edifici bauhaus di ispirazione a Baghdad durante un'epoca in cui "modernismo significava glamour e pensiero progressista" in Medio Oriente.

Ha conseguito una laurea in matematica alla American University di Beirut prima di trasferirsi a Londra per studiare alla Architectural Association, dove ha incontrato Rem Koolhaas, Elia Zenghelis e Bernard Tschumi. Dopo aver conseguito il titolo ha lavorato con i suoi ex professori, Koolhaas e Zenghelis, presso l'Office for Metropolitan Architecture (OMA), a Rotterdam, nei Paesi Bassi, diventando socia nel 1977. Attraverso la sua associazione con Koolhaas, ha incontrato Peter Rice, l'ingegnere che le ha dato sostegno e l'ha incoraggiata nella fase iniziale, in un momento in cui il suo lavoro sembrava difficile. Nel 1994 ha insegnato alla Graduate School of Design dell'Università di Harvard, occupando la cattedra che fu di Kenzo Tange. Nel 1980 fonda il suo studio, con sede a Londra. Dagli anni ottanta insegna alla Architectural Association.

Insegnamento[modifica | modifica sorgente]

Zaha Hadid ha insegnato in prestigiose università di tutto il mondo, tra cui la Harvard Graduate School of Design, dove è stato alla cattedra Kenzo Tange e presso la Facoltà di Architettura all'University of Illinois di Chicago, dove ha insegnato il presidente Sullivan. Ha anche lavorato come docente ospite presso la Hochschule für bildende Künste Hamburg di Amburgo, la Scuola di Architettura Knowlton all'Università statale dell'Ohio, la Masters Studio alla Columbia University e la Scuola Eero Saarinen di Progettazione Architettonica presso la Yale School of Architecture. Dal 2000 Zaha Hadid è professore ospite presso l'Università di Arti Applicate di Vienna, nel Zaha Hadid Master Class Vertical-Studio.

È stata nominata membro onorario dell'American Academy of Arts and Letters e dell'American Institute of Architects. È anche stata nel Consiglio di fondazione di The Architecture Foundation e attualmente è docente presso l'Università di Arti Applicate di Vienna, in Austria.

Riconoscimenti internazionali[modifica | modifica sorgente]

Vincitrice di molte competizioni internazionali, diversi dei suoi vincenti progetti non furono mai costruiti, come ad esempio il Peak Club in Hong Kong (1983) e il Cardiff Bay Opera House in Galles (1994). Nel 1999 è la progettista per il palcoscenico e la scenografia del Nightlife Tour dei Pet Shop Boys, evento di forte impatto visivo, e nel 2002 Hadid vinse la competizione internazionale per disegnare il masterplan dell'one-north di Singapore. Nel 2005, il suo progetto vinse la competizione per il nuovo Casinò della città di Basilea in Svizzera.

Nel 2004 Hadid è diventata la prima donna e la prima SIKH a vincere il Premio Pritzker di Architettura, che in architettura equivale a un Premio Nobel. È membro del comitato di redazione della Enciclopedia Britannica. Nel 2006, è stata onorata con una retrospettiva che attraversa tutta la sua opera al Museo Guggenheim di New York, anche quest'anno ha ricevuto una laurea honoris causa presso l'Università americana di Beirut. Fonda il suo studio di progettazione architettonica, Zaha Hadid Architects, che impiega più di 350 persone e ha sede in un ex edificio scolastico vittoriano a Clerkenwell, Londra.

Nel 2008, è stata classificata 69ª nella rivista Forbes delle 100 donne più potenti del mondo". Il 2 gennaio 2009, è stata la guest editor del programma della mattina della BBC, Today.

Nel 2010, è stata nominata dal TIME come un pensatore influente nel numero TIME 100. Nel settembre 2010, la rivista britannica New Statesman ha posizionato Zaha Hadid al 42esimo posto nella loro indagine annuale delle "50 figure più influenti al mondo del 2010". Lei è stata indicata come una delle 50 meglio vestite oltre 50 anni da The Guardian nel marzo 2013.

Ha vinto il Premio Stirling per due anni consecutivi: nel 2010, per una delle sue opere più celebri, il MAXXI, il nuovo centro per le arti contemporanee, a Roma, nel 2011 per la Evelyn Grace Academy, una scuola con forme a Z a Brixton, Londra.

Hadid è il progettista del Dongdaemun Design Plaza & Park a Seul, Corea del Sud, che dovrebbe essere il fulcro dei festeggiamenti per la designazione della città come Capitale Mondiale del Design del 2010. Il complesso sarà completato nel 2014.

Hadid è stato nominato Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2002 e Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico nel 2012, al compleanno con onorificenze per i servizi all'architettura.

Architettura d'interni e design dei prodotti[modifica | modifica sorgente]

Ha anche intrapreso un lavoro di alto profilo d'interni, tra cui la Zona Mente e la Zona Piedi al Millennium Dome di Londra, così come le installazioni di mobili fluidi nei dintorni georgiani del club privato Home House a Marylebone, e la macchina a idrogeno Z.CAR, un'automobile a tre ruote.

Nel 2007 Hadid ha progettato il divano Moon System per B&B Italia, il principale produttore di mobili in italia. Nel 2008 ha disegnato una collezione di scarpe per Lacoste[3]. Nello stesso anno, ha anche collaborato con la rubinetteria produttore Triflow concetti per produrre due nuovi progetti a sua firma parametrico stile architettonico. Nel 2010 su commissione dell'amico Karl Lagerfeld progetta il Mobile Art Pavilion per Chanel.[4]

Opere[modifica | modifica sorgente]

Opere concettuali[modifica | modifica sorgente]

Opere realizzate[modifica | modifica sorgente]

Progetti in corso[modifica | modifica sorgente]

Nel 2010 a Zaha Hadid è stato commissionata, dal governo iracheno, la progettazione del nuovo edificio per la Banca centrale irachena, questo sarà il suo primo progetto nel suo paese d'origine, l'Iraq. Un altro lavoro include Pierres Vives, il nuovo edificio dipartimentale record (ospita tre istituzioni, vale a dire, l'archivio, la biblioteca e il reparto sportivo), per il dipartimento francese Hérault, a Montpellier.

Nel 2008, il progetto per la Vilnius Guggenheim Hermitage Museum è stato nominato come il migliore. Inoltre, ha progettato la Innovation Tower per l'University del Politecnico di Hong Kong], che verrà completata nel 2013; la Chanel Mobile Art Pavilion, visualizzata a Hong Kong nel 2008. Nel 2010 ha completato un nuovo edificio: l'Evelyn Grace Academy di Londra.

Disegno industriale[modifica | modifica sorgente]

Fra le sue attività ci sono anche molti progetti inerenti al mondo del disegno industriale e non solo a quello architettonico. Nel 2008, per esempio, la designer irachena ha realizzato, per l'azienda italiana Serralunga, Flow:[9] un particolare vaso in polietilene una scultura a tutto tondo che mostra un profilo diverso da ogni angolazione lo si guardi.[9] Il fascino del vaso è dato non solo dalla particolare forma quasi organica che si contrappone alla pulizia della superficie laccata, ma anche dalle generose dimensioni, difatti è stato realizzato in due grandezze, la più grande è di 2 metri di altezza, la più piccola di 1,20 m.[9][10] Flow è realizzato tramite il sistema produttivo a stampaggio rotazionale.[9]

Scritti dell'architetto[modifica | modifica sorgente]

  • Zaha Hadid, Patrik Schumacher, Latent Utopias. Experiments within Contemporary Architecture, Springer, Wien 2002
  • Zaha Hadid, "Millennium Dome 2000: Mind Zone, Londra Greenwich/Mind Zone, London Greenwich (dalla relazione di progetto/from the architect's report)", su Domus 825, aprile 2000, "Millennium Dome 2000" pp. 20–27
  • Zaha Hadid, Helene Binet, Architecture of Zaha Hadid in Photographs of Hélène Binet, Lars Müller Verlag, Baden 2000
  • Zaha Hadid, "Padiglione LF One/LF One Pavilion. Weil am Rhein 1999", su Casabella 670, settembre 1999, "Profili" pp. 24–33, 89-91
  • Zaha Hadid, "Addressing the Century. Allestimento/Exhibition design. London 1999", su Casabella 670, settembre 1999, "Profili" pp. 34–35, 89-91
  • Zaha Hadid, "Centro per le Arti Contemporanee/Contemporary Arts Center. Roma 1999",su Casabella 670, settembre 1999, "Profili" pp. 36–41
  • Zaha Hadid, "Centro per le Arti Contemporanee/Contemporary Arts Center. Cincinnati 1998", su Casabella 670, settembre 1999, "Profili" pp. 42–47, 90
  • Zaha Hadid, Zaha Hadid. The complete Buildings and Projects, Rizzoli International Publications, 1998
  • Zaha Hadid, LF one. Landscape Formation one in Weil am Rhein, Germany, Birkhauser, Basel 1999

Mostre[modifica | modifica sorgente]

  • Opere e progetti di Zaha Hadid, Padova, Palazzo della Ragione, 27 ottobre 2009/1º marzo 2010
  • Zaha Hadid, New York, Rove Sonnabend Gallery, 1º novembre/13 dicembre 2008
  • Andrea Palladio and Contemporary Architects: Zaha Hadid and Patrick Schumacher, Venezia, Villa Foscari La Malcontenta, 14 settembre/23 novembre 2008
  • Zaha Hadid, Architecture + Design, London, Design Museum, 29 giugno/31 ottobre 2007
  • Zaha Hadid, Patrik Schumacher, Dune Formations, Venezia, Scuola dei Mercanti, 10 giugno/31 agosto 2007
  • Zaha Hadid: Thirty Years in Architecture, New York, Solomon R. Guggenheim Museum, 3 giugno/25 ottobre 2006
  • Zaha Hadid Laboratory, New York, National Building Museum, 17 agosto/17 novembre 2002
  • Zaha Hadid. Opere e progetti, Roma, Centro Nazionale per le Arti Contemporanee, 10 maggio/11 agosto 2002
  • Zaha Hadid. Urban Architecture, Berlin, Aedes East, 8 dicembre 2000/30 gennaio 2001

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA.VV. GA Document Extra 03 - Zaha M. Hadid, 1995
  • AA.VV. Zaha Hadid. 1983 2004, El Croquis, Madrid 2004
  • De Sessa Cesare, Zaha Hadid. Eleganze dissonanti, Universale di Architettura, Testo&Immagine, Torino 1996
  • Guccione Margherita, Zaha Hadid, Motta Architettura "Minimun", Milano 2002
  • Hadid Zaha, Zaha Hadid. The complete Buildings and Projects, Rizzoli International Publications, 1998
  • Jodidio Philip , Architecture Now!, Taschen, Köln 2001, pp. 116–125
  • Noever Peter, Zaha Hadid. Architektur, Hatje Cantz, Ostfildern 2003
  • Pollack Martha, "Hadid conquista il Guggenheim", Il giornale dell'architettura 43, settembre 2006, "Mostre" p. 34
  • Polano Sergio (ed.), "Zaha Hadid", su Casabella n. 670, settembre 1999, "Profilo" pp. 22–47
  • Patrik Schumacher, Hadid digitale. Paesaggi in movimento, Testo & Immagine n. 156, 2004
  • Sudjic Deyan, "Ripensamenti/Reputations", Domus 860, giugno 2003, p. 114

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

  • Ha disegnato la scena del palcoscenico dei concerti del Nightlife Tour dei Pet Shop Boys, dirigendone anche la costruzione, per tutto il 1999 e 2000. È possibile vedere i suoi lavori nel DVD dei Pet Shop Boys intitolato Montage: The Nightlife Tour.
  • Ha disegnato per Lacoste una collezione di calzature.
  • Ha collaborato in varie occasioni con lo stilista Karl Lagerfeld, e per Chanel ha disegnato un atelier.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2002
Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Dama di Commenda dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2012

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Full List - The 2010 TIME 100 - TIME
  2. ^ «Il petrolio è la maledizione del mio Iraq»
  3. ^ Lacoste Shoes - Design - Zaha Hadid Architects
  4. ^ A Parigi Il Mobile Art Pavilion Di Zaha Hadid
  5. ^ Photo from Reuters Pictures, Reuters Daylife. URL consultato il 17 gennaio 2009. [collegamento interrotto]
  6. ^ Milano CityLife, sito ufficiale del progetto
  7. ^ New Century City Art Centre - Architecture - Zaha Hadid Architects
  8. ^ New York Magazine The Zaha Moment, July 14 2013
  9. ^ a b c d Flow design: Zaha Hadid INDOOR + OUTDOOR
  10. ^ scheda tecnica "Flow"

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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