Rem Koolhaas

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« Koolhaas è oramai un fenomeno mediatico. Baciato dalla notorietà, è accettato anche da quell'establishment che, tendenzialmente, lo disprezzerebbe ma che, ben conoscendo le regole del potere, non si sognerebbe mai di essere arrogante con chi ha successo »
(Luigi Prestinenza Puglisi, in Dutch Touch di Michele Costanzo e Hans Ibelings)
Rem Koolhaas alla 2ª biennale di architettura di Mosca, 2010
Premio Premio Pritzker 2000
Premio Premio Imperiale 2003
Leone d'oro Leone d'oro alla carriera 2010

Remment Koolhaas detto Rem (Rotterdam, 17 novembre 1944) è un architetto, urbanista e saggista olandese, tra i più noti sulla scena internazionale.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Tra i più influenti e discussi teorici dell'architettura contemporanea, alcuni dei suoi libri sono diventati veri e propri best seller. Nel 1975 fonda con Madelon Vriesendorp ed Elia e Zoe Zenghelis l'Office for Metropolitan Architecture (OMA), di cui nel 1977 diverrà socia anche Zaha Hadid. Oltre alla progettazione di edifici in tutto il mondo con OMA, Koolhaas lavora a discipline non architettoniche – che includono la politica, l’editoria, i media, la moda e la sociologia – attraverso il suo think tank e unità di ricerca, AMO, fondato nel 1999.

Nel 1978 scrive Delirious New York, testo che gli dà subito fama sulla scena internazionale. In questo libro, raccontando la storia di New York e dei suoi edifici, cerca di spiegare il motivo per il quale una città quasi per nulla pianificata abbia dato forma alla nostra contemporaneità in un modo in cui non sono riusciti a fare gli architetti del Movimento Moderno con le loro utopie metropolitane. Nel libro afferma

« New York è riuscita a produrre la cultura della congestione e, inoltre, è riuscita a esprimere la tecnologia del fantastico, un ideale che forse ha poco a che vedere con le regole della composizione architettonica ma che, in effetti, riesce a produrre manufatti edilizi certamente non meno interessanti di quelli che escono dalle accademie, vecchie o nuove, delle nostre scuole di architettura »

Nel 1980 è uno degli architetti chiamati da Paolo Portoghesi alla Biennale di Venezia per partecipare all'installazione "Strada Novissima", che diverrà manifesto dell'Architettura postmoderna.

Nel 1991 porta a compimento la celebre Villa Dall'Ava a Saint Cloud, nell'Ile-de-France, su commissione dei signori Boudet. Villa Dall’Ava si organizza in un corpo longitudinale delimitato alle estremità da due corpi trasversali, impostati su alti pilotis in acciaio, con la piscina sulla copertura. Lo spazio che l’architetto olandese raccoglie nella sua casa è molto complesso, segnato da percorsi inaspettati e vedute accidentali. Villa Dall’Ava incarna il fantastico metropolitano, il desiderio di diversità sociale di cui Koolhaas parla nei suoi libri, contrapponendosi in maniera decisa alla classica edilizia residenziale dell'alta borghesia della zona. I materiali usati riprendono quelli di un cantiere, con la rete da cantiere in plastica arancione che diventa il parapetto del tetto terrazza[1][2][3].

Nel 1995 in S, M, L, XL: Small, Medium, Large, Extra-Large riaffronta il tema della modernità nella sua antitetica estraneità alle regole dell'architettura tradizionale.

In Junkspace teorizza quella che chiama bigness, intendendo l'architettura estrema per dimensioni, per complessità, che diventa una vera e propria città nella città:

« Tutte insieme, queste rotture – con la scala metrica, con la composizione architettonica, con la tradizione, con la trasparenza, con l'etica – implicano la rottura definitiva, quella radicale: la Bigness non fa più parte di alcun tessuto »

Il messaggio fondamentale della bigness è secondo Rem Koolhaas:

« Fanculo il contesto! »

Archistar per eccellenza, abituale frequentatore di eventi mondani[4], dal suo legame con Miuccia Prada[5] è nata una lunga collaborazione che lo ha portato a realizzare gli stores della maison a New York e Los Angeles nonché numerosi allestimenti in occasione delle sfilate.

Nel 2014 è direttore della XIV Biennale di architettura di Venezia da titolo Towards a New Avant Garde[6].

Cronologia[modifica | modifica sorgente]

La Kunsthal di Rotterdam
  • 1966 - Lavora come giornalista presso Haagse Post e come sceneggiatore cinematografico
  • 1968 - Frequenta l'Architecture Association School a Londra
  • 1972 - Riceve una Harkness Fellowship per una ricerca negli Stati Uniti dove studia con O. M. Ungers alla Cornell University per un anno
  • 1974 - Vince il Progressive Architecture Award con L. Spear
  • 1975 - Fonda a Londra, insieme ad Elia e Zoe Zenghelis e Madelon Vriesendorp, l'Office for Metropolitan Architecture (OMA)
  • 1975 - Insegna all'Institute for Architecture and Urban Studies, New York, e alla School of Architecture, Università della California, a Los Angeles
  • 1978 - Pubblica Delirious NewYork, il libro considerato un classico della teoria architettonica contemporanea che lo rende improvvisamente famoso.
  • 1978 - esposizione The Sparkling Metropolis al Museo Guggenheim di New York
  • 1978 - Molteplici incarichi in Olanda, tra cui l'ampliamento del Parlamento dell'Aia, lo spingono a trasferire lo studio (OMA) a Rotterdam
  • 1986 - Vince il Premio Maaskant della fondazione Rotterdam Maaskant, Olanda
  • 1987 - Vince il Japan Design Foundation Award
  • 1988-89 - Svolge attività didattica presso l'Università Tecnica di Delft, Olanda
  • 1988 - esposizione Recent Work, Max Protech Gallery, New York, e Deconstructivism (esposizione di gruppo) al Museum of Modern Art, New York
  • 1988 - Esposizione OMA 1972-1988 all'ArchitecturMuseum, Basilea, Svizzera
  • 1989 - Esposizione OMA: The First Decade al Boymans Museum, Rotterdam
  • 1989 - Esposizione Fin de Siecle. OMA all'Institut français d'architecture, Parigi
  • 1990 - Energieen, esposizione di gruppo con Cindy Sherman, Anslem Kiefer, Sigmar Polke, Jenny Holzer allo Stedeliijk Museum di Amsterdam
  • 1990 - OMA, Recent Projects, esposizione al Colegio de Arquitectos, Barcellona
  • 1990 - OMA in Lille, esposizione al Musee de Beaux Arts, Lilla
  • 1991 - Vince il Prix d'Architecture per Villa dall'Ava, Parigi, Francia
  • 1991-1992 - Insegna alla Rice University, Houston, Texas
  • 1992 - ottiene il riconoscimento Miglior edificio abitativo in Giappone, Fukuoka, Giappone, dall'Architectural Institute of Japan
  • 1992 - Vince il premio Gaudì per il piano urbanistico di Lilla
  • 1994 - OMA. Esposizione al Museum of Modern Art, New York
  • 1994 - OMA. Congrexpo, Lille
  • 1994 - Pubblica, in collaborazione col grafico canadese Bruce Mau, S,M,L,XL.
  • 1995 - Diviene professore all'Università Harvard, Cambridge, Massachusetts
  • 1995 - esposizione Light Construction al Museum of Modern Art, New York
  • 1997 - Premio dell'American Institute of Architects (AIA) per il libro S,M,L,XL
  • 1999 - Vince l'equerre d'argent per la Maison á Bordeaux, riceve il premio Intensive Space Use dal governo olandese per il piano di Almere ed il Rietvaldprize per l'Educatorium ad Utrecht.
  • 2000 - Vince il prestigioso Premio Pritzker di Architettura.
  • 2003 - Vince il Praemium Imperiale
  • 2004 - Vince la Royal Gold Medal
  • 2005 - Vince il premio Mies Van Der Rohe
  • 2010 - Vince il Leone d'oro alla carriera della 12ª Mostra internazionale di architettura di Venezia

Alcuni progetti[modifica | modifica sorgente]

Spui Station, L'Aia
  • 1974 - Casa, Miami, Florida, USA
  • 1975 - Hotel Sphinx, New York, USA
  • 1976 - Hotel Welfare Palace, New York, USA
  • 1986-1987 - Riprogettazione del quartiere Bijlmermeer, Amsterdam
  • 1987 - Teatro nazionale di danza, L'Aia, Olanda
  • 1989-1991 - Fukuoka Housing, Kyūshū, Japan
  • 1989-1990 - Stazione dell'autobus con schermo video, Groninga
  • 1989 - ZKM - Zentrum für Kultur und Medien, Karlsruhe
  • 1990-1994 - Lille Grand Palais, Francia
  • 1991 - Nexus Housing, Giappone
  • 1992 - Yokohama Urban Ring, Yokohama
  • 1993 - Kunsthal, Rotterdam
  • 1993-1997 - Educatorium, Università di Utrecht, Utrecht
  • 1994 - Lille Grand Palais, centro affari internazionale, Lilla
  • 1994 - Euralille, Lilla
  • 1994-2000 - Tunnel di servizio, L'Aia
  • 1994 - Miami Performing Arts Center, Miami
  • 1994-1995 - Estensione della Tate Gallery, Londra
  • 1994 - Opera, Cardiff
  • 1994-1998 - Casa a Floirac, vicino a Bordeaux
  • 1994-1995 - Hypobank, Monaco
  • 1995 - Aeroporto Internazionale di Seoul-Incheon, Seul
  • 1998 - Casa a Bordeaux
  • 1998 - IIT McCormick Tribune Campus Center, Chicago
  • 2000 - Casa da Música, Oporto
  • 2001 - Nuova ambasciata olandese, Berlino
  • 2001 - Negozio Prada, New York
  • 2002 - Negozio Prada, Los Angeles e San Francisco
  • 2004 - Biblioteca centrale di Seattle
  • 2006- Sfilata della collezione maschile primavera estate 2007 di Prada, Milano
  • 2007 - Riprogettazione urbana, Almere
  • 2004-2008 - Sede della China Central Television, Pechino
  • 2008 - Sfilata collezione femminile 2009 di Miu Miu, Parigi
  • 2010- Sfilata della collezione femminile autunno inverno 2011 di Prada, Milano
  • 2012 - Sfilata della collezione maschile primavera estate 2012 di Prada, Milano

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Matteo Vercelloni, "Villa Dall'Ava", Interni 547, dicembre/december 2004 [Anniversary Issue], pp. 62-65
  2. ^ Luigi Prestinenza Puglisi, Rem Koolhaas. Trasparenze metropolitane, Universale di Architettura, Testo&Immagine, Torino 1997, pp. 8-9, 40-49
  3. ^ Richard Ingersoll, "Rem Koolhaas e l'ironia", Casabella 610, marzo/march 1994, p. 17 (16-19, 68-69)
  4. ^ Luigi Prestinenza Puglisi - Rem Koolhaas: una morale amoralità
  5. ^ Prada e Rem Koolhaas - Vogue.it
  6. ^ http://www.corriere.it/cultura/13_gennaio_09/bucci-biennale-architettura-venezia_1a608e04-5a64-11e2-b3af-cb49399e516b.shtml

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Rem Koolhaas, Delirious New York. Un manifesto retroattivo per Manhattan, a cura di M. Biraghi, Milano, Electa 2001
  • Rem Koolhaas, Junkspace. Per un ripensamento radicale dello spazio urbano, a cura di G. Mastrigli, Macerata, Quodlibet 2006
  • Rem Koolhaas, S, M, L, XL: Small, Medium, Large, Extra-Large, Monacelli Press 2006
  • Rem Koolhaas, Singapore Songlines. Ritratto di una metropoli Potemkin... o trent'anni di tabula rasa, a cura di M. di Robilant, Macerata, Quodlibet 2010

Bibliografia critica[modifica | modifica sorgente]

  • Luigi Prestinenza Puglisi, Rem Koolhaas. Trasparenze metropolitane, Testo & Immagine, Torino 1997 Testo disponibile qui
  • Efisio Pitzalis, Rem Koolhaas - Biblioteca a Seattle, in "Area" n. 59 nov-dic 2001 (testo dell'articolo)
  • Sanford Kwinter, Marco Rainò, Rem Koolhaas. Verso un'architettura estrema, Milano, postmedia books 2002
  • Roberto Gargiani, Rem Koolhaas/OMA, Roma-Bari, Laterza 2006

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 111300727 LCCN: n77012066