Daniel Libeskind

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Daniel Libeskind

Daniel Libeskind (Łódź, 12 maggio 1946) è un architetto statunitense. È tra i principali esponenti del decostruttivismo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ampliamento del Royal Ontario Museum a Toronto
Il Museo Ebraico di Berlino
Il Wohl Center all'Università Bar-Ilan a Ramat-Gan
Westside interior, 2008
London Metropolitan University di Londra
Il One World Trade Center (Freedom Tower) di New York

Nato a Łódź, in Polonia il 12 maggio 1946, Daniel Libeskind è il secondo figlio di Dora e Nachman Libeskind, due ebrei polacchi sopravvissuti all'Olocausto.

Daniel trascorre la propria infanzia in Polonia, dove comincia a coltivare una innata passione per la musica, che prosegue, ottenendo anche ottimi risultati a Tel Aviv, in Israele, dove si trasferisce con la propria famiglia una volta finiti i primi studi in Polonia.

Il suo impegno viene premiato nel 1960 con il conseguimento di una borsa di studio messa in palio dall'America Israel Cultural Foundation, che gli permette di realizzare uno dei suoi più grandi sogni, trasferirsi a New York City. Nella grande mela, Libeskind vive alla Housing Amalgamated Cooperative nel nord-ovest del Bronx, una unione sponsorizzata con sviluppo cooperativo di reddito medio; inoltre, frequenta la Bronx High School of Science. La tipografia dove lavora il padre era in Stone Street a Lower Manhattan, ed egli osserva l'originale World Trade Center in fase di costruzione negli anni '60.

Si iscrive alla facoltà di architettura della Cooper Union for the Advancement of Science and Art. La Cooper Union è un'università che fa riferimento a una grande fondazione privata, e, a differenza delle “normali” università americane, offre insegnamenti gratuiti agli studenti con minori possibilità economiche, dedicando loro la massima attenzione nel farli crescere.

Conseguita la laurea nel 1970, Daniel decide di approfondire ancora di più gli studi e sotto consiglio di Peter Eisenman si trasferisce a Londra per potersi specializzare in Storia e Teoria dell'architettura presso l'Università dell'Essex. Dopo quest'ultimo corso di studi, ormai diventato un uomo dall'elevato spessore intellettuale e artistico, inizia ad insegnare a Londra (all'Architectural Association), negli Stati Uniti ma anche in varie università europee e in Giappone.

Dal 1978 ricopre la carica di direttore del Dipartimento di Architettura alla Cranbrook Academy of Art and Design, la celebre scuola di Eliel ed Eero Saarinen. Qui progetta per la prima volta un edificio inclinato che sovverte le regole geometriche in occasione di un concorso per la riqualificazione di un'area abbandonata del Potsdamer Güterbahnhof a Berlino.

Nel 1985 conclude il suo lavoro e parte per Milano, dove nel 1986 fonda e dirige fino al 1989 un laboratorio didattico sperimentale no-profit, la Architecture Intermundium. Dopo solo 4 anni, Libeskind decide di lasciare l'Italia definindola un bellissimo paese dove è impossibile svolgere la professione di Architetto, e, accetta l'invito della “Paul Getty Foundation” a lavorare come Senior Scholar al Center for the Arts and the Humanities a Los Angeles.

Da qui ha inizio per Libeskind una brillante carriera fatta di continui successi, facendogli acquistare una fama a livello mondiale. Suo il progetto di quella che diventerà l’icona irrealizzata del decostruttivismo, il City Edge di Berlino, vincendo il primo premio del concorso “IBA City Edge Competition”.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Si guadagna, grazie ai suoi progetti, un posto alla mostra del 1988 “Deconstructivist Architecture” al Museum of Modern Art di New York assieme ad altri 6 architetti importantissimi per il movimento dell'architettura decostruttivista. La mostra lo rende noto a un più vasto pubblico.

Vince, due anni dopo, il concorso per l'ampliamento del Museo Ebraico di Berlino, e si trasferisce nella capitale tedesca. Apre il suo nuovo studio e inaugura una straordinaria serie di progetti: il padiglione di Osaka, sempre nel 1990, il piano urbanistico di Groningen, il piano per l'Alexanderplatz a Berlino. Negli anni successivi progetta altro, un complesso commerciale a Wiesbaden, un ponte abitato irrealizzato a Londra, il museo del XX secolo a Norimberga e un giardino dedicato a san Giovanni della Croce per l'“Associazione cattolica” di Amsterdam. Si dedica anche al teatro, disegna scenografie e costumi per alcuni spettacoli e progetta un teatrino sperimentale a Brema. Dopo il progetto dell'ampliamento del Museo Ebraico di Berlino, seguono i progetti più maturi e importanti: il Felix Nussbaum Museum a Osnabrück, ampliamento al museo dedicato al pittore ebreo ucciso ad Auschwitz; la Filarmonica di Brema; la spiraliforme addizione al Victoria and Albert Museum a Londra; la comunità Ebraica e la sinagoga a Duisburg. Nel 1997, un anno prima della fine dei lavori al Museo Ebraico, gli viene dedicata una mostra personale al NAI di Rotterdam e vince anche il Berlin Cultural Prize. Con l'inaugurazione del Museo Ebraico diventa uno dei maggiori e più importanti architetti dei nostri tempi e per lui inizia un'altra grande serie di eccezionali progetti: l'Imperial War Museum North, a Trafford, in Inghilterra; lo Studio Weill, Port d'Andratx, a Mallorca; nel 2002 il progetto del Creative Media Centre ad Hong Kong e del Militärhistorisches Museum di Dresda, nel 2004 la London University Post Graduate Centre a Londra. Importantissimo progetto, nel 2004, è la riprogettazione di Ground Zero, dopo la caduta delle torri gemelle, la quale costruzione dovrebbe concludersi intorno al 2013. Libeskind ha progettato un quartiere ricco di particolari. Svetta in mezzo a tutto la Freedom Tower, il grattacielo alto 1776 piedi (numero simbolico che ricorda l'anno della dichiarazione d'indipendenza americana). Intanto, in questi ultimi anni altri numerosi progetti, come il CityLife di Milano, la riqualificazione del vecchio quartiere fieristico. Il progetto è inoltre seguito da Zaha Hadid e Arata Isozaki.

Le Opere[modifica | modifica wikitesto]

Opere realizzate[modifica | modifica wikitesto]

Opere in corso[modifica | modifica wikitesto]

Proposte[modifica | modifica wikitesto]

Prodotti design Libeskind[modifica | modifica wikitesto]

  • Sedia per la Casa Spirit del Royal Ontario Museum, Nienkamper, Toronto, Canada (2007)
  • Set per il The, Sawaya & Moroni (2009)
  • Maniglie per Porte Denver, Olivari (2009)
  • eL Masterpiece, Zumbotel Group, Sawaya & Moroni (2011)
  • Poltrona e Tavolino Torq, Sawaya & Moroni (2012)
  • Lampioni della Strada Zohar, Zumbotel Group (2012)
  • La Porta Idea 1 & 2, TRE-Più (2012)
  • Specchio The Wing, FIAM Italia (2013)
  • Flow, Jacuzzi (2013)
  • Lampada Paragon, Artemide (2013)
  • Maniglia per Porte Nina, Olivari (2013)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Milano CityLife, sito ufficiale del progetto
  2. ^ Hiroshima City, General Description of the Hiroshima Art Prize. URL consultato il 3 agosto 2008.
  3. ^ Sinoo, Ola europe-re.com [collegamento interrotto] "What's the Added Value of Architecture?", "Europe Real Estate Yearbook", 2008
  4. ^ University of Ulster Honours World-Leading Architect Daniel Libeskind University of Ulster News Release, November 11, 2009

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Daniel Libeskind, Breaking ground. Un'avventura tra architettura e vita, Sperling & Kupfer, 2005
  • Daniel Libeskind. Imperial War Museum, in "Area" n. 65, 2002 articolo
  • Livio Sacchi, Daniel Libeskind. Museo ebraico, Berlino, Testo & Immagine, 1998
  • Attilio Terragni, Daniel Libeskind. Oltre i muri, Testo & Immagine, 2001
  • Antonello Marotta, Daniel Libeskind, I Quaderni de l'Industria delle Costruzioni, Edilstampa, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 95823527 LCCN: n82001921

biografie Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di biografie