Biennale di Venezia

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Biennale di Venezia
Tipo Architettura, arte, cinema, danza, musica, teatro
Indirizzo Ca' Giustinian, Palazzo del Cinema, VEGA Parco Scientifico Tecnologico
Venezia, Italia
Sito labiennale.org
Esposizione dedicata ad Amedeo Modigliani alla Biennale di Venezia del 1930

La Biennale di Venezia è un organismo no profit sostenuto dallo Stato italiano. Il suo nome è da sempre utilizzato come sinonimo dell'Esposizione internazionale d'arte di Venezia, tra le più antiche, importanti e prestigiose rassegne internazionali d’arte contemporanea al mondo[1].

Nata come società di cultura nel 1895 con l'organizzazione della prima Esposizione Biennale d'Arte del mondo, al fine di stimolare l'attività artistica e il mercato dell'arte nella città di Venezia e nell'unificato stato italiano, ha tuttora il fine di promuovere le nuove tendenze artistiche ed organizza manifestazioni internazionali nelle arti contemporanee.

A far nascere l'iniziativa fu un gruppo di intellettuali veneziani capeggiati dal sindaco del tempo, Riccardo Selvatico che con una delibera dell'amministrazione comunale di Venezia del 19 aprile 1893, proponevano di "istituire un'esposizione biennale artistica nazionale".

Il nome "Biennale" deriva dalla cadenza biennale delle sue manifestazioni (con l'eccezione della Mostra del cinema nata nel 1932 con cadenza annuale). Grazie alla Biennale di Venezia, nel settore culturale, il termine italiano "biennale" (utilizzato proprio nell'idioma nazionale in quasi tutte le parti del mondo) ha acquisito una più ampia valenza ed è diventato per antonomasia sinonimo di grande evento internazionale ricorrente.

Sia la Biennale internazionale d'arte che Mostra internazionale d'arte cinematografica sono le prime e più antiche manifestazioni realizzate nel loro genere ancora esistenti.

Articolazione attuale dell'ente[modifica | modifica sorgente]

L'ente ad oggi, oltre all'omonima e celebre Biennale d'Arte, organizza altre esposizioni multidisciplinari nate in anni più recenti e suddivise nei seguenti settori:

Infine il settore dell'Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) è preposto alla conservazione del patrimonio della Biennale, in tutti i suoi ambiti. La sede dell'ASAC è attualmente dislocata nel parco scientifico e tecnologico VEGA di Porto Marghera, in attesa che si concluda il restauro di Palazzo Corner della Regina, nel centro storico, che ospita tuttora gran parte del patrimonio documentario.

Storia della Biennale[modifica | modifica sorgente]

Le prime edizioni si tennero nel Palazzo Pro Arte, poi Padiglione Italia, attualmente Padiglione Centrale (ora sede istituzionale della mostra principale della Biennale d'arte), nei pressi dei Giardini della Biennale, nel sestiere di Castello. Già dal 1907 iniziarono a sorgere intorno a tale edificio, un certo numero di altri complessi (circa 29), i Padiglioni nazionali, nati dallo studio di famosi architetti (fra cui Carlo Scarpa, James Stirling, Alvar Aalto, Bruno Giacometti, il gruppo milanese B.B.P.R.) con lo stile delle più diverse architetture mondiali.

Opere esposte nell'edizione speciale per il 150º Anniversario dell'Unità d'Italia 2011-2012[2]

Nel 1930 la Biennale divenne un ente autonomo statale dedicato in prevalenza alla promozione delle nuove tendenze artistiche europee. In quello stesso anno si tenne, per la prima volta, la Mostra di musica contemporanea, seguita due anni più tardi, nel 1932, dalla più importante e famosa Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia. Nel 1934 fu, invece, la volta di quella teatrale.

Nel 1980 si tenne la prima edizione della Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia sotto la direzione di Paolo Portoghesi, aprendo per la prima volta lo spazio delle Corderie dell'Arsenale di Venezia, utilizzate da allora anche per l'esposizione d'arte. La Biennale d'Arte si svolge negli anni dispari, in alternanza con quella di Architettura.

La Biennale di Venezia ha subito diverse riforme. La prima nel 1973 in "Ente Autonomo dello Stato" fornendola di un nuovo statuto, che sostituiva quello di epoca fascista adottato nel 1938. Nel febbraio 1998 viene pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto di riforma che privatizza la Biennale che diviene "Società di cultura". L'ultima riforma risale al 2004 che ha portato la Biennale a "Fondazione".

Presidente della Biennale, nominato nel gennaio 2008, è Paolo Baratta[3].

Una particolare edizione della Biennale si è tenuta nella Sala Nervi - Padiglione Italia a Torino Esposizioni (dicembre 2011 - febbraio 2012), edizione dedicata al 150° dell’Unità d’Italia e curata da Vittorio Sgarbi.[4]

Resta memorabile la Biennale Teatro del 1984, direttore Luca Ronconi, col decentramento teatrale: Cassio governa a Cipro di Giorgio Manganelli, dall'Otello di Shakespeare, per la regia di Gianni Serra, fu rappresentato al Petrolchimico di Marghera, e successivamente in altri spazi, tipo il Teatro Tenda di Mestre.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "[...] la Biennale di Venezia, che rimane ancora oggi la principale rassegna internazionale d’arte in Italia, tra le più prestigiose al mondo." in Francesco Poli, Il sistema dell’arte contemporanea, Bari, Laterza, 1999
  2. ^ Vittorio Sgarbi, Lo Stato dell'Arte, Moncalieri (Torino), Istituto Nazionale di Cultura, 2012
  3. ^ Paolo Baratta nuovo presidente della Biennale di Venezia, Il Sole 24 Ore, 9 novembre 2007. URL consultato il 19 marzo 2008.
  4. ^ 54ª Edizione della Biennale di Venezia – Sala Nervi di Torino Esposizioni

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • La Biennale di Venezia: Le esposizioni internazionali d’Arte 1895-1995, La Biennale di Venezia-Electa, 1996.
  • Marilena Vecco, La Biennale di Venezia Documenta di Kassel, Milano, Franco Angeli, 2002.
  • Ivana Mononi, L'orientamento del gusto attraverso le Biennali, Edizioni La Rete, 1957.
  • Enzo Di Martino, Storia della Biennale di Venezia 1895- 2003, Papiro arte, 2003, ISBN 88-901104-0-6, , 9788890110405.
  • Adriano Donaggio, Biennale di Venezia: un secolo di storia, Giunti Editore, 1988, ISBN 88-09-76072-7, , 9788809760721.
  • Vittoria Martini, Just another exhibition. Histories and politics of biennials. Ediz. italiana e inglese, postmediabooks, 2011, ISBN 88-7490-060-0, , 9788874900602.
  • Vecco Marilena, La Biennale di Venezia, Documenta di Kassel: esposizione, vendita, pubblicizzazione dell'arte contemporanea, F. Angeli, 2002, ISBN 88-464-3460-9, , 9788846434609.
  • Vecco Marilena, L'evoluzione del concetto di patrimonio culturale, FrancoAngeli, 2007, ISBN 88-464-8789-3, , 9788846487896.
  • Massimiliano Mazzanti, Metodi e strumenti di analisi per la valutazione economica del patrimonio culturale, Franco Angeli, 2003, ISBN 88-464-4638-0, , 9788846446381.
  • Pascale Budillon Puma, La Biennale di Venezia dalla guerra alla crisi: 1948-1968, Palomar, 1995.
  • Alberto Melucci, Creatività: miti, discorsi, processi, Feltrinelli Editore, 1994, ISBN 88-07-08128-8, , 9788807081286.
  • Vittorio Sgarbi, Lo Stato dell'Arte. Padiglione Italia. 54.Esposizione Internazionale d'Arte della Biennale di Venezia. Iniziativa speciale per il 150º Anniversario dell'Unità d'Italia., Istituto Nazionale di Cultura, 2012.
  • Biennale a confronto: Venezia 2011 / testi di Giorgio Pilla e Bruno Rosada. - Brescia: Giorgio Mondadori, 2011 ISBN 9788860523730

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