Paolo Portoghesi

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Paolo Portoghesi negli anni ottanta
Premio Premio De Sica per la cultura 2006

Paolo Portoghesi (Roma, 2 novembre 1931) è un architetto, saggista, teorico dell'architettura e docente universitario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si laurea nel 1957 presso la Facoltà di Architettura della Sapienza. Ancora studente, aveva pubblicato alcuni saggi sull'opera di Borromini, che diverrà un riferimento costante in tutta la sua opera. Presidente del Politecnico di Milano nel 1968, è professore ordinario presso la Facoltà di Architettura della Sapienza di Roma.

Con Casa Baldi del 1960 sembra anticipare i temi del movimento postmoderno in Architettura, di cui diverrà poi capofila in Italia. Nel 1966 fonda la rivista Controspazio, di cui rimarrà direttore fino al 1983. Oltre a Controspazio, ha diretto il Dizionario Enciclopedico di Architettura e Urbanistica (1968) e le riviste "Eupalino" (1985/90), "Materia" (dal 1990) e "Abitare la Terra" (dal 2001).

Studioso della cultura islamica, è autore del progetto delle Moschee di Roma e di Strasburgo e nel 1976 progetta il Palazzo dei reali di Giordania ad Amman.

Attualmente tiene il corso di Geoarchitettura presso la Facoltà di Architettura della Sapienza.

La Strada Novissima e Il movimento postmoderno in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Portoghesi con il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in occasione dell'inaugurazione del Teatro Politeama di Catanzaro

Nel 1979 viene eletto direttore della Biennale di Venezia. Nello stesso anno dà incarico ad Aldo Rossi di costruire il Teatro del Mondo su un natante ormeggiato nel bacino di San Marco, che veleggerà poi fino a Dubrovnik. Nel 1980 la Biennale da lui diretta vede protagonista l'installazione "Strada Novissima" in cui venti architetti di fama internazionale, tra cui Frank Gehry, Rem Koolhaas, Charles Moore, Hans Hollein e Franco Purini, furono chiamati a disegnare venti facciate contigue, ognuna di 7 metri di larghezza, con un'altezza che poteva variare da un minimo di 7,20 metri ad un massimo di 9,50 metri e che diverrà manifesto dell'Architettura postmoderna. A tal riguardo ha scritto i saggi Dopo l'architettura moderna e Postmodern: l’architettura nella società post-industriale. Portoghesi non ha rifiutato i canoni del Movimento Moderno nella sua interezza, ma si pone piuttosto all'interno di quel variegato mondo del razionalismo italiano fatto di molte sfaccettature anche contrastanti. Nel 1964 fonda uno studio insieme all'ingegnere Vittorio Gigliotti, con cui realizzerà molte delle sue opere[1].

Autore di diverse opere di una certa notorietà, fra le quali la Moschea di Roma, realizzata in collaborazione con Vittorio Gigliotti e l'architetto Sami Mousawi, e la rifunzionalizzazione del borgo di Calcata (nella Valle del Treja), ha operato anche nella ricerca storiografica di settore ed è critico d'arte. È uno studioso del Barocco romano e in particolare di Borromini. Per i meriti conseguiti nell'ambito della sua attività professionale e culturale, è stato nominato membro dell'Accademia delle Arti del Disegno di Firenze, dall'Accademia di San Luca e dell'Accademia dei Lincei a Roma e dell'American Institute of Architects.

Sempre a Calcata ha progettato tra il 1990 e il 2008 il grande parco della sua villa, in cui confluiscono tutte le forme tipiche dell'architettura di Portoghesi e che ospita anche la sede del suo studio.

La Geoarchitettura[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni della sua attività Portoghesi concentra la sua attenzione su quella che, citando Le Corbusier, chiama Geoarchitettura. In linea con la teoria della decrescita di Serge Latouche, Portoghesi parla di un'architettura "umanistica" che rispetti sette criteri fondamentali: imparare dalla natura, confrontarsi con il luogo, imparare dalla storia, impegnarsi nell’innovazione, attingere alla coralità, tutelare gli equilibri naturali e contribuire alla riduzione dei consumi.

Sul tema pubblica nel 2005 il saggio Geoarchitettura. Verso un'architettura della responsabilità e fonda la rivista Abitare la terra. Nel 2007 presso la Facoltà di Architettura della Sapienza viene attivato il corso di Geoarchitettura da lui tenuto.

Elenco parziale delle opere[modifica | modifica wikitesto]

Interno della Moschea di Roma, 1974
La Chiesa nuova di Calcata
Il Teatro Politeama a Catanzaro, 2002
La sistemazione di Piazza San Silvestro a Roma, 2012

Elenco parziale degli scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Guarino Guarini (1956)
  • Michelangelo architetto (1964) in collaborazione con Bruno Zevi
  • Roma Barocca (1966)
  • Francesco Borromini (1967)
  • Dizionario Enciclopedico di Architettura ed Urbanistica (1969)
  • Le inibizioni dell’architettura moderna (1974)
  • Album del Liberty (1975)
  • Album degli anni Venti (1976)
  • Album degli anni Cinquanta (1977)
  • Album degli Anni Trenta (1978)
  • Dopo l'architettura moderna (1980)
  • Leggere l’architettura (1981)
  • Postmodern: l’architettura nella società post-industriale (1982)
  • I grandi architetti del 900 (1998)
  • Architettura e natura (1999)
  • Geoarchitettura. Verso un'architettura della responsabilità (2005)

Radio RAI[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di Gran Croce Ordine al merito della Repubblica Italiana
— Roma, 14 febbraio 2006
Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordre des Arts et des Lettres
— Parigi, 1988
Cavaliere della Legion d'onore - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere della Legion d'onore
— Parigi, 2010

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

L'Università Americana di Roma

Casa Papanice (in via Giuseppe Marchi 1b, sede dell'Ambasciata della Giordania) compare nel film di Ettore Scola "Dramma della gelosia..." interpretato da Monica Vitti, Giancarlo Giannini e Marcello Mastroianni. Nel film, indecisa tra i due, la Vitti finisce con lo sposare un terzo uomo, con il quale vive per un breve periodo appunto nella casa Papanice.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Christian Norberg-Schulz, Architetture di Paolo Portoghesi e Vittorio Gigliotti, Officina 1982

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]