Pietrangelo Buttafuoco
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Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 2 settembre 1963) è un giornalista e scrittore italiano.
Dopo gli studi, prima ad Agira e poi a Catania, in filosofia , Buttafuoco inizia la sua attività giornalistica al Secolo d'Italia, quotidiano dell'allora Movimento Sociale Italiano di cui è componente del Comitato centrale dal 1991, e poi, dal congresso di Fiuggi, componente dell'Assemblea nazionale di An, fino al 2003. Per un breve periodo nel 1995 è direttore del periodico L'Italia Settimanale, dove si segnala per copertine dai titoli provocatori.
Collabora prima con Il Giornale, poi lavora per alcuni anni al Foglio di Giuliano Ferrara, prima di approdare nel 2004 a Panorama, con la qualifica di inviato, chiamato da Calabrese.
Nel 2005 pubblica per Mondadori il romanzo Le uova del drago, che ottiene un ottimo successo di vendite. La mancata assegnazione del premio Campiello, di cui è finalista, ha suscitato polemiche tra alcuni giornalisti di destra che hanno sostenuto fosse stato negato per motivi politici.
Conduce negli anni '90 per due anni, su Canale 5, la trasmissione Sali e Tabacchi. Nel 2006 su La 7 "Giarabub".
Il 18 maggio 2007 viene nominato presidente del Teatro Stabile di Catania, succedendo al dimissionario Pippo Baudo[1].
Da giugno 2007 conduce su La7, in coppia con Alessandra Sardoni, la trasmissione Otto e mezzo, nella sostituzione estiva dei conduttori Giuliano Ferrara e Ritanna Armeni.
Il 5 febbraio 2008 esce per Mondadori il suo secondo romanzo, L'ultima del diavolo in cui si parla della vicenda del monaco cristiano Bahira, che secondo una leggenda avrebbe riconosciuto nel giovane Maometto i segni del carisma profetico.

