Quadriennale di Roma

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Fondazione la Quadriennale di Roma
Tipo Arte contemporanea italiana

Ente promotore e Biblioteca pubblica

Indirizzo Villa Carpegna

Piazza di Villa Carpegna, snc
00165 Roma Italia

Sito quadriennalediroma.org

La Quadriennale di Roma è una Fondazione che ha il compito di promuovere l'arte contemporanea italiana. Il nome dell'istituzione deriva dalla cadenza con la quale si svolge per mandato istituzionale l'esposizione periodica. Ha sede a Roma nel complesso monumentale di Villa Carpegna, dimora secentesca.

Giurisdizione[modifica | modifica wikitesto]

Dal punto di vista giuridico, la Quadriennale è oggi una Fondazione partecipata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dal Comune di Roma.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Quadriennale nasce nel 1927 con l'idea di accentrare in Roma la migliore produzione dell'arte figurativa nazionale, lasciando alla Biennale di Venezia lo svolgimento di manifestazioni internazionali.
Per il pieno decollo dell'iniziativa, decisiva è la figura di Cipriano Efisio Oppo, artista, scrittore, deputato al Parlamento del Regno d'Italia e segretario nazionale del Sindacato delle belle arti, nonché segretario generale delle prime quattro edizioni della manifestazione romana, tenutesi al Palazzo delle Esposizioni, luogo che per ottant'anni sarà la sede degli uffici e delle mostre dell'Ente e che rimane la sede privilegiata delle mostre della Quadriennale d'Arte.

Attività[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla sua nascita la Quadriennale ha svolto un'attività a ciclo continuo, con mostre e pubblicazioni d'arte, convegnistica, seminari, ricerca e documentazione nel settore delle arti visive italiane dal Novecento ad oggi.

Principali mostre[modifica | modifica wikitesto]

Le mostre della Quadriennale di Roma si sono svolte al Palazzo delle Esposizioni di Roma, tranne dove indicato:

Archivio e Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

Presso la sede di Villa Carpegna è aperto al pubblico l'Archivio Storico-Biblioteca della Fondazione Quadriennale (ArBiQ)[1], con un patrimonio documentario su oltre 13.500 artisti attivi in Italia dagli inizi del Novecento a oggi e più di venticinquemila pubblicazioni specializzate nelle arti visive moderne e contemporanee.[2] Dal 2007 la Biblioteca partecipa a SBN, aderendo al Polo degli Istituti culturali di Roma.[3]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fabrizio D'Amico. Vicende della pittura e della scultura alla vigilia della II Quadriennale in Roma 1934. Catalogo della mostra alla Galleria Civica di Modena, 1986.
  • Anna Cambedda Napolitano. Eclettismo e innovazione. L'arte italiana negli intendimenti politici e nella politica espositiva, 1931-1935: le prime Quadriennali romane, in Catalogo generale della Galleria comunale d'arte moderna e contemporanea a cura di Giovanna Bonasegale. Roma, De Luca Editori d'Arte, 1994. ISBN 978-88-8016-030-4.
  • Francesca Romana Morelli (a cura di). Cipriano Efisio Oppo. Un legislatore per l'arte. Studi di critica e di politica dell'arte 1915-1943. Roma, De Luca Editori d'Arte, 2000. ISBN 978-88-8016-344-2.
  • Bruna Colarossi (a cura di). Quadriennale d'Arte di Roma. Roma, Fratelli Palombi Editori, 2000.
  • Claudia Salaris. La Quadriennale. Storia della rassegna d'arte italiana dagli anni trenta a oggi. (History of the exhibition of Italian art from the thirties to today). Venezia, Marsilio Editori, 2004. ISBN 978-88-317-8512-9.
  • Elena Pontiggia, Carlo Fabrizio Carli. La Grande Quadriennale. 1935, la nuova arte italiana. Firenze, Electa, 2006. ISBN 8837046480.
  • Chiara Bertola, Lorenzo Canova, Bruno Corà, Daniela Lancioni, Claudio Spadoni. XV Quadriennale d'arte di Roma. Venezia, Marsilio Editori, 2008. ISBN 88-317-9532-5.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bruna Colarossi (a cura di). Quadriennale d'arte di Roma: inventario dell'archivio. Roma, Fondazione Quadriennale di Roma, 2000. [1]
  2. ^ Notizia sull'Archivio Biblioteca della Quadriennale - ArBiQ sul sito ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Lazio
  3. ^ Polo degli Istituti culturali di Roma

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]