Franco Bernabè

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Franco Bernabè
Franco Bernabè foto.jpg

Amministratore delegato di Eni
Durata mandato 5 marzo 1992 –
12 aprile 1999
Predecessore Giuseppe Bellussi
Successore Vittorio Mincato

Amministratore delegato di Telecom Italia
Durata mandato 10 novembre 1998 –
28 giugno 1999
Predecessore Davide Pozzi
Successore Marco Tronchetti Provera

Durata mandato 3 dicembre 2007 –
13 aprile 2011
Predecessore Roberto Colaninno
Successore Marco Patuano

Presidente di Telecom Italia
Durata mandato 13 aprile 2011 –
3 ottobre 2013
Predecessore Gabriele Galateri di Genola
Successore Aldo Minucci

Franco Bernabè (Vipiteno, 18 settembre 1948) è un banchiere e dirigente d'azienda italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi[modifica | modifica wikitesto]

Franco Bernabè si è laureato in scienze politiche (curriculum economico) nel 1973 presso l'Università di Torino [1] e ha lavorato come ricercatore di economia presso la Fondazione Einaudi dal 1973 a 1975.[2] È autore di diverse pubblicazioni economiche ed è stato insignito della laurea honoris causa in Scienze ambientali dall'Università di Parma, il 28 novembre 1997.[3] Nella sua carriera è importante la figura dell'ex ministro Franco Reviglio, di cui è stato collaboratore[4].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976 entra nel dipartimento di Economia e Statistica dell’OCSE a Parigi, in qualità di Senior Economist; due anni più tardi, nel 1978, passa al dipartimento di Pianificazione di FIAT, come Chief Economist.[2]

ENI[modifica | modifica wikitesto]

Entrato in Eni nel 1983 come Assistente del Presidente, in seguito diventa Direttore centrale per la pianificazione, il controllo e lo sviluppo.[5] Bernabè è amministratore delegato di Eni, dal 1992 al 1998, dove conduce un programma di ristrutturazione e privatizzazione di successo.[2] Nel corso dei suoi due mandati alla guida della società, Eni viene privatizzata e ristrutturata, diventando una delle maggiori società petrolifere per capitalizzazione in Italia e nel mondo.[5]

Telecom Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel novembre 1998 Bernabè viene scelto come Amministratore Delegato di Telecom Italia.[6] A febbraio 1999, Olivetti di Colaninno lancia un'Offerta pubblica di acquisto su Telecom Italia, a cui Bernabè si dice contrario[7] - studia infatti delle contromisure (tra cui la fusione con Deutsche Telekom).[8] L'OPA inizia a maggio e Olivetti raggiunge il 51% delle azioni di Telecom Italia. A giugno 1999 Bernabè dà le dimissioni.[6]

FB Group[modifica | modifica wikitesto]

Bernabè è stato inoltre presidente e azionista di maggioranza di FB Group, società di investimenti nei settori dell'ICT e delle energie rinnovabili che aveva fondato dopo aver lasciato Telecom Italia nel 1999.[2] In particolare, si è dedicato al settore delle telecomunicazioni - come fondatore di Andala H3G[9] e come azionista di Netscalibur e di Telit, contribuendo alla ristrutturazione delle due società - e al settore del software attraverso le società del Gruppo Kelyan, cedute nell'ottobre 2009[10] a un altro gruppo di controllo, le quali sviluppano soluzioni ICT per le imprese e servizi a valore aggiunto per l'industria delle telecomunicazioni.[11] Dal 2004 al 2007 è stato Vice Presidente di Rothschild Europe, in seguito al conferimento in Rothschild Spa, nel 2004, della società di advisory finanziario da lui fondata nel 1999.[12] [1]

Ritorno a Telecom Italia[modifica | modifica wikitesto]

Bernabè, il 3 dicembre 2007, è stato nominato da Telco Amministratore delegato di Telecom Italia, tornando nell'azienda da lui guidata prima delle gestioni Tronchetti Provera e Colaninno.[13] Il Consiglio di Amministrazione di Telecom Italia del 13 aprile 2011 lo ha nominato Presidente Esecutivo (Chairman of the Board and Chief Executive Officer).[14] [15] Il 3 ottobre 2013 il presidente Bernabè si è dimesso.[16]

Incarichi pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Bernabè ha ricoperto vari incarichi pubblici.

  • Nel 1999 fu nominato dal Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D'Alema come rappresentante speciale del governo italiano per la ricostruzione del Kosovo;[17]
  • dal 2001 al 2003 è stato Presidente della Biennale di Venezia[18], e dal 2004 è Presidente del MART di Trento e Rovereto, importante museo italiano di arte moderna;[19]
  • È stato membro dell’Advisory Board del Council on Foreign Relations;
  • Siede nel consiglio del Peres Center for Peace, nell’Advisory Board dell’Observatoire Méditérranéen de l’Énergie, (di cui è stato presidente dal 1993 al 1995)[20], ed è membro del consiglio di amministrazione di PetroChina)[21], ruolo che ha ricoperto in passato anche in altre società italiane e internazionali quotate, come FIAT e TNT.[22]
  • Dal 15 dicembre 2010 è presidente di GSMA,[23] organizzazione internazionale che riunisce gli operatori di telefonia mobile, e membro dell’European Roundtable of Industrialists.[24]
Franco Bernabè

Altro[modifica | modifica wikitesto]

  • Le esperienze di management di Franco Bernabè alla guida di Eni e di Telecom Italia sono state oggetto di due case studies della Harvard Business School, pubblicati rispettivamente nel dicembre 1997 e nel dicembre 1999;[1] [25]
  • È membro dello steering committee del Gruppo Bilderberg[26]. Nel 2012 ha partecipato alla riunione del Gruppo Bilderberg presso Chantilly, Virginia, Stati Uniti. [27]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
— 2011[28]
Predecessore Amministratore delegato del gruppo ENI Successore Logo ENI.png
Giuseppe Bellussi 5 marzo 1992 - 12 aprile 1999 Vittorio Mincato
Predecessore Amministratore delegato del gruppo Telecom Italia Successore Telecom Italia-1-.svg
Davide Pozzi 10 novembre 1998-28 giugno 1999 Marco Trochetti Provera I
Roberto Colaninno 3 dicembre 2007 - 13 aprile 2011 Marco Patuano II
Predecessore Presidente del gruppo Telecom Italia Successore Telecom Italia-1-.svg
Gabriele Galateri di Genola 13 aprile 2011- 3 ottobre 2013 Aldo Minucci

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Franco Bernabè è sposato e ha due figli.[29]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 ha pubblicato per Laterza il libro "Libertà vigilata. Privacy, sicurezza e mercato nella rete".[30]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Bernabè torna dopo otto anni
  2. ^ a b c d Dalla Fiat all'Eni passando per due privatizzazioni
  3. ^ Lauree Honoris Causa | Università degli Studi di Parma
  4. ^ REVIGLIO Franco - biografia
  5. ^ a b Franco Bernabe - Forbes
  6. ^ a b Corriere della Sera - Telecom, dalla privatizzazione a Colaninno
  7. ^ Profumo: mi opposi all’opa di Colannino su Telecom e persi la Comit
  8. ^ Telecom-Deutsche: domani l’annuncio della fusione
  9. ^ Una pista cinese per Telecom: banchieri in movimento
  10. ^ Bernabè fa ordine in casa propria
  11. ^ Netscalibur: accordo con Keylan (Bernabè) in Umbria
  12. ^ E in Italia la Rothschild si allea con Franco Bernabè
  13. ^ Telecom: Mediobanca indica Galateri presidente e Bernabè ad
  14. ^ Composizione del Consiglio di Amministrazione, 26 aprile 2011
  15. ^ Il cda di Telecom nomina Bernabè presidente esecutivo e Patuano amministratore delegato
  16. ^ Bernabè si dimette da Telecom. Non c'è ancora il nuovo presidente
  17. ^ Bernabè mister Kosovo nel nome dell'industria
  18. ^ Bernabè presidente, la svolta del Polo alla Biennale, Corriere della Sera, 15 dicembre 2001
  19. ^ Musei: Franco Bernabè presidente del MART di Trento e Rovereto
  20. ^ Presidents of OME
  21. ^ http://www.petrochina.com.cn/Ptr/About_PetroChina/Executive_Profiles/fb.htm?COLLCC=76094253&
  22. ^ Franco Bernabè | Comunicazione Italiana
  23. ^ GSMA elects new board members and Franco Bernabè as chairman
  24. ^ Members | European Round Table of Industrialists
  25. ^ Franco Bernabè: Reflections on Telecom Italia
  26. ^ Bilderberg Group's governance
  27. ^ bilderbergmeetings.org/.
  28. ^ Federazione nazionale Cavalieri del lavoro: dettaglio decorato.
  29. ^ http://www.telecomitalia.com/content/dam/telecomitalia/organigramma/curriculum/it/BernabeFranco.pdf
  30. ^ Bernabè: dai social potenziali rischi per la democrazia

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 42732463

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