Roberto Colaninno

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Roberto Colaninno (Mantova, 16 agosto 1943) è un imprenditore italiano.

Origini pugliesi, di Acquaviva delle Fonti (BA). Sposato, con due figli entrambi imprenditori: il primogenito Matteo, è deputato dal 2008 nelle file del Partito Democratico, il secondogenito Michele è direttore generale di IMMSI. Roberto Colaninno, ragioniere, è Cavaliere del Lavoro dal 2000 e nel 2001 è stato insignito della laurea honoris causa in Economia e Commercio dall'Università di Lecce e tuttora è presidente di Alitalia.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera di manager inizia in FIAAM, azienda italiana di componenti per auto con sede a Mantova, di cui diviene amministratore delegato. Nel 1981 fonda la SOGEFI, società di componentistica meccanica, con sede a Mantova, entrata nell'orbita della CIR dell'ingegner De Benedetti. Nel 1996 viene nominato amministratore delegato di Olivetti. In quegli anni trasforma l'azienda in una holding di telecomunicazioni.

Nel 1999 lancia una offerta pubblica di acquisto (opa) totalitaria su Telecom Italia, fino ad oggi la più grande operazione di questo tipo mai realizzata in Italia (e una delle più importanti a livello globale). Come soci dell'operazione ha un gruppo di imprenditori bresciani, soprannominato la razza padana dell'imprenditoria, guidati da Emilio Gnutti e riuniti nella società Hopa S.p.A..

L'operazione ha successo e nei successivi due anni Telecom si rafforza notevolmente a livello internazionale ed estende i settori d'attività, dalla telefonia fissa alla mobile, da Internet alla televisione, dalle comunicazioni satellitari ai sistemi informatici. Nel luglio 2001 Colaninno si dimette perché in contrasto con l'azionista Bell, di cui non era socio, sulla decisione di vendere Telecom a Tronchetti Provera e sulle strategie finanziarie di Bell rispetto a Telecom. Al momento delle dimissioni di Roberto Colaninno, il debito di Olivetti non era stato ribaltato in Telecom per una precisa strategia finanziaria dello stesso Colaninno.

Nel 2002 Colaninno acquista IMMSI, società operante nel settore immobiliare. Nel 2003 attraverso IMMSI acquista Piaggio. Attualmente è presidente di IMMSI e di Piaggio, che oggi è il più grande produttore europeo e il quarto mondiale di veicoli a 2 e a 3 ruote, e che si sta espandendo nei mercati dell'Asia (dall'India al Vietnam). Piaggio opera con diversi marchi, oltre al proprio: Vespa, Gilera, Scarabeo, Aprilia, Moto Guzzi, Derbi, Ape, Piaggio Veicoli Commerciali.

Al gruppo IMMSI fa capo anche la società di cantieristica navale Rodriquez, il cui comparto militare - l'Intermarine di Sarzana - ad agosto 2009 si è aggiudicato un contratto del valore di 198,7 milioni di euro per l'ammodernamento di otto cacciamine della Marina Militare Italiana, classe "Gaeta". Il contratto prevede la realizzazione e l'installazione di nuovi apparati del sistema di combattimento delle unità navali, costruite dalla stessa Intermarine e consegnati alla marina tra il 1992 ed il 1996. Azienda che nel precedente mese di giugno ha varato un altro cacciamine da 52,5 metri per la Marina finlandese ed ha attualmente in costruzione decine di guardacoste e vedette per la Guardia di Finanza (Fonte: Il Sole 24Ore, 6 agosto 2009, pag. 16).

La CAI[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008 viene costituita una "NewCo", la C.A.I. Compagnia Aerea Italiana, una società-veicolo che intende acquisire l'Alitalia. La società, presieduta dallo stesso Colaninno, riesce, dopo estenuanti trattative, a raggiungere un accordo con i sindacati confederali (CGIL, CISL, UIL e UGL) il 25/09/2008 e quindi il 12/12/2008 firma con il commissario straordinario l'atto di acquisto di Alitalia. Oggi Colaninno guida come presidente Alitalia, insieme all'AD Gabriele Del Torchio.

Procedimenti penali[modifica | modifica wikitesto]

Condannato a 4 anni e 1 mese per bancarotta nel crac Italcase-Bagaglino nel dicembre 2006[1] e interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.[2], è assolto in appello nel maggio 2009.[3] Rispetto ai due capi di imputazione che gli erano stati contestati, i magistrati hanno accertato che in un caso il fatto non sussisteva e nell'altro caso che Colaninno non aveva commesso il fatto. Dal casellario giudiziario non risulta più nessuna trascrizione a suo carico.

La finanza creativa[modifica | modifica wikitesto]

Sul libro La paga dei padroni [4] vengono spiegati i meccanismi attraverso i quali Roberto Colaninno, coadiuvato da Rocco Sabelli, abbia potuto realizzare alcune scalate, citando l'acquisizione della Telecom Italia e quella della Piaggio. Gli autori scrivono che nella maggior parte dei casi i capitali utilizzati per l'acquisizione delle società vengono scaricati sulle aziende stesse sotto forma di debiti, aziende che si trovano a ripartire con uno "zaino" pesante. Non si ferma solo a questo ma spiega anche come i compensi dei manager derivino da speculazioni azionarie a danno dei risparmiatori che investono su queste nuove società non appena esse vengono quotate in borsa. Le azioni vengono poste sul mercato a prezzi gonfiati, i manager realizzano i propri guadagni vendendo le azioni che si sono assegnati, poi le azioni scendono al loro reale valore di mercato e gli unici a rimetterci sono gli investitori ed i piccoli risparmiatori [5]. Non risulta peraltro che Colaninno abbia mai posseduto stock option né di IMMSI né del Gruppo Piaggio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ accesso03.09.2008, GERONZI E COLANINNO CONDANNATI PER IL CRAC ITALCASE, 08.12.2006.
  2. ^ accesso03.09.2008, Crack Italcase, condannati a Brescia banchieri e imprenditori, IlSole24Ore.com, 08.12.2006.
  3. ^ accesso02.09.2009, Crac Italcase: assolti Geronzi, Colaninno e Marcegaglia, IlSole24Ore.com, 11.05.2009.
  4. ^ Gianni Dragoni, Giorgio Meletti, La paga dei padroni, Chiare Lettere, 2008, ISBN 88-6190-057-7.
  5. ^ Alitalia: la cordata italiana adesso c'è: ecco i 16 nomi, IlSole24Ore.com, 26.08.2008. URL consultato il 27.08.2008.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 13453900 LCCN: no2006018563

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