Acquaviva delle Fonti

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Acquaviva delle Fonti
comune
Acquaviva delle Fonti – Stemma
Acquaviva delle Fonti – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Sindaco Davide Francesco Ruggero Carlucci (PD - SEL - Viva - Nuova Acquaviva) dal 19/06/2013
Territorio
Coordinate 40°54′00″N 16°51′00″E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)Coordinate: 40°54′00″N 16°51′00″E / 40.9°N 16.85°E40.9; 16.85 (Acquaviva delle Fonti)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 130,98 km²
Abitanti 21 038[1] (31.12.2011)
Densità 160,62 ab./km²
Frazioni Baronaggio, Cacascola, Curtomartino, Malano, Molignana, Scappagrano ecc.
Comuni confinanti Adelfia, Casamassima, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Sammichele di Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle
Altre informazioni
Cod. postale 70021
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072001
Cod. catastale A048
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 610 GG[2]
Nome abitanti acquavivesi
Patrono sant'Eustachio, SS. Maria di Costantinopoli
Giorno festivo 20 maggio, 1º martedì di marzo, 1º martedì di settembre
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Acquaviva delle Fonti
Posizione del comune di Acquaviva delle Fonti all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Acquaviva delle Fonti all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Acquaviva delle Fonti (Iacquavìve in dialetto locale[3]) è un comune italiano di 21.060 abitanti[4] della provincia di Bari, in Puglia.

La cittadina si trova ad un'altitudine media di 300 metri sul livello del mare e deve il suo nome alla grande falda acquifera che scorre nel suo sottosuolo. È nota per l'Ospedale Generale Regionale Francesco Miulli.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima di Acquaviva è di tipo mediterraneo fresco, con inverni non molto freddi ed estati calde e asciutte. Le precipitazioni si attestano intorno ai 700 mm/annui, quindi in genere abbondanti in inverno, autunno e in primavera e scarse in estate, da luglio fino a settembre, anche se non mancano temporali pomeridiani. La neve cade quasi esclusivamente a gennaio e febbraio, durante le ondate di aria fredda proveniente dai Balcani o dal nord Europa. In inverno il vento prevalente è lo scirocco o il libeccio.

È presente ad Acquaviva delle Fonti anche un osservatorio meteorologico (stazione meteo e webcam) gestito da un cittadino, facente parte della rete nazionale meteo "MeteoNetwork-Meteo.it" (ma anche di altre reti, tra le quali Wunderground); esso è situato nella parte meridionale del paese.[5][6]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le sue origini non sono certe. Alcuni studiosi ritengono che sia sorta intorno al IV-V secolo a.C. nella zona di Salentino (collina situata a pochi chilometri dall’abitato e dominante una grande zona pianeggiante e molto fertile); altri sostengono che i primi insediamenti acquavivesi si potrebbero far risalire al periodo che intercorre fra il VI e VIII secolo d.C. È cosa certa, che a Salentino vi fu un insediamento antico perché gli scavi effettuati nel 1976 ne diedero conferma. Infatti furono portati alla luce diverse abitazioni complete di focolari ed a fianco ad esse furono ritrovate le sepolture con scheletri umani.

Il toponimo in epoca latina era: Aquaviva.

La fertilità delle terre a valle, la ricchezza delle acque sorgive o qualche devastazione furono le cause che spinsero gli abitanti a spostarsi verso l’attuale centro urbano. L'attuale Acquaviva, infatti, sorge sui resti degli antichi villaggi di Malano, Ventauro, San Pietro, San Marco, Sant'Angelo e Salentino. Acquaviva fin dall'età più remota crebbe rapidamente, rispetto agli altri villaggi, grazie al suo clima e alla presenza delle falde acquifere ed è grazie a quest’ultima ricchezza che, dopo molti secoli, al nome Acquaviva è stato aggiunto “delle Fonti”.

L’acqua sotterranea, raccolta nelle falde, era sfruttata per scopi agricoli e tirata su dalla noria, secondo il linguaggio locale la ‘ngegne, che era una macchina attivata da un asino o da un mulo che girava in circolo all’infinito (tutt’oggi questo oggetto è visibile in piazza Vittorio Emanuele).

Il suo nome comunque risulta tra le sedi episcopali dei primi tempi della Chiesa. Durante il Medio Evo fu distrutta dai barbari e gli abitanti superstiti errarono nei dintorni trovando precariamente ricovero in deserti abituri, finché l'imperatore Ludovico II liberò queste contrade dalle scorrerie dei Longobardi e dei Saraceni.

Appartenuta successivamente ai normanni, che edificarono il Castello, passò agli svevi, agli angioini e agli aragonesi. Passato al principe di Taranto Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, il feudo di Acquaviva fu assegnato in dote nel 1456 alla di lui figlia Caterina sposa del duca d'Atri Giulio Antonio Acquaviva, assieme ai feudi di Noci, Turi, Conversano Castellana, Bitonto, Bitetto e Gioia. Nel 1499 il feudo di Acquaviva apparteneva alla contea di Conversano.

Il marchesato di Acquaviva, assieme alla contea di Gioia, passato nel 1597 a Giosia e al di lui figlio Alberto Acquaviva d'Aragona, fu messo in vendita nel 1614 da quest'ultimo per dissesti finanziari.

In tale data in Napoli presso la Regia Camera Sommaria era affisso il bando d'asta con l'apprezzo stimato dai Regi Tavolari e Acquaviva era così descritta:Acquaviva è una terra ricca e populata, 1700 fuochi (8.500 abitanti) di sito bellissimo, presenta comodità di negoziare ogli (oli) stando nel cuore della provincia ricchissima di tale frutto. La vicinanza al mare offre la possibilità di smaltirlo, per Venetia, Ferrara et per altri infiniti luoghi.

Famiglia De Mari

La vendita di Acquaviva, assieme a Gioia, avvenne nel 1614 per acquisto da parte di uomo d'affari genovese marchese Paride Pinelli. Nel 1623 alla morte di quest'ultimo il feudo di Acquaviva e Gioia fu comprato per 216.000 ducati dal genovese marchese di Assigliano Carlo de Mari. Il nuovo feudatario, con il quale iniziò il dominio della famiglia De Mari che si protrarrà per oltre un secolo e mezzo, fissò la sua dimora nel vecchio castello di Acquaviva delle Fonti trasformandolo in uno splendido palazzo baronale.

L’opera di trasformazione di Carlo De Mari e dei suoi successori sul castello è radicale: essi lo trasfigurarono completamente, portandolo ad un assetto molto prossimo a quello attuale, avente lo status di palazzo nobiliare. La dinastia de Mari fu caratterizzata e costellata da dispotismo, usurpazioni e sfruttamento sul popolo di Acquaviva, Gioia e Castellaneta sino all'abolizione della feudalità del 1806.

Feudatari[modifica | modifica sorgente]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Concattedrale[modifica | modifica sorgente]

La concattedrale di Sant'Eustachio, edificata nel XII secolo dal feudatario normanno Roberto Gurgulione, fu ristrutturata ed espansa intorno alla seconda metà del Cinquecento dal conte Alberto Acquaviva d'Aragona e conserva oggi lo stile rinascimentale. Le decorazioni all'interno sono state eseguite nell'Ottocento.

Palazzo De Mari-Alberotanza[modifica | modifica sorgente]

Ingresso del Palazzo De Mari

Costruito dal principe Carlo de Mari alla fine del XVII secolo inglobando un torrione dell'ex castello normanno. Il monumentale palazzo fu opera dell'architetto genovese Riccobuono. Presenta sulla facciata principale una triplice balconata balaustrata sul grandioso portale d'ingresso di gusto napoletano. Particolare successione di maschere apotropaiche sotto il cornicione, presenta una corte interna con loggiato al primo piano e stemma araldico dei principi de Mari. Presenta oltre cento ambienti interni. Il palazzo passò nel secolo XIX a D.Sante Alberotanza, nobile di Mola di Bari.

Oasi "Gioacchino Carone"[modifica | modifica sorgente]

L'Oasi "Gioacchino Carone", gestita dal WWF Italia, tutela 2,5 ettari di bosco che si sviluppano lungo la destra del canale detto Lama Baronale[7][8].

Masserie fortificate[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Masserie di Acquaviva delle Fonti.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[9]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 521 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Associazione Culturale L'INCONTRO ONLUS (www.associazionelincontro.it)

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Acquaviva delle Fonti è sede dell'Ente Ecclesiastico Ospedale Regionale Francesco Miulli, uno degli ospedali più grandi della Regione Puglia e d'Italia. L'ospedale si è trasferito nel 2006 nella nuova sede in contrada Curtomartino, fuori dall'area urbana sulla strada che porta a Santeramo in Colle.

Scuole Statali[modifica | modifica sorgente]

Istituto Tecnico Economico, Tecnico Industriale e Professionale per l'Industria e l'Artigianato C. Colamonico - N. Chiarulli - Sito web - Sito web
Liceo Artistico e Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Socio Sanitari Rosa Luxemburg - Sito web
Liceo Linguistico, Musicale e delle Scienze Umane Don Lorenzo Milani - Sito web
Scuola Media Statale Giovanni XXIII - Lucarelli - Sito web
1° Circolo Didattico De Amicis - Sito web
2° Circolo Didattico F. Caporizzi

Qualità della vita[modifica | modifica sorgente]

Negli anni 80 il comune di Acquaviva ha rivestito un'importanza strategica ed economica notevole in tutta l'area barese stante la presenza, sul suo territorio, del presidio ospedaliero Miulli e di realtà industriali importanti attive nel settore caseario, dell'impiantistica e dei servizi. Alla metà degli anni 90 è iniziato il declino e il recesso della piazza acquavivese che, lentamente e complice le scelte degli amministratori locali, ha perso il prestigio di un tempo a vantaggio di altri comuni viciniori. Ciononostante la città annovera ancora un numero altissimo di banche, istituti di credito ed esercizi commerciali al dettaglio. L'ospedale regionale Francesco Miulli e una zona industriale ricca di PMI garantiscono ai residenti un reddito pro-capite fra i più alti di tutto il Meridione Italiano (dati ISTAT 2007). Un particolare curioso da menzionare riguarda il diffuso e radicato "culto del bar" e dell'aperitivo . Bar e Sale da tè infatti proliferano numerosi in tutto il territorio comunale e sono, da sempre, assai affollati in tutte le ore del giorno.

Media[modifica | modifica sorgente]

L'informazione cittadina è curata dal settimanale gratuito L'Eco... di Acquaviva[10], edito dall'associazione Progetto Spazio 2000 e distribuito gratuitamente, e La Piazza[11], bimestrale edito dall'associazione omonima. Ad essi si affiancano l'emittente televisiva TeleMajg[12], che trasmette via etere in forma analogica, digitale e in live streaming, e i giornali telematici www.acquavivalive.it e www.acquavivanet.it.

Teatro[modifica | modifica sorgente]

In piazza Vittorio Emanuele è situato il "Cinema Teatro Cosmo" edificato i primi del Novecento e di proprietà comunale. Dal 1983 versa in stato di abbandono a causa della scadenza del contratto di gestione. Negli ultimi anni è stato sottoposto a interventi di restauro interni ed esterni al fine di non comprometterne la staticità. Attualmente sono allo studio dell'amministrazione comunale ipotesi di utilizzo e/o riconversione della struttura.

Il 18 dicembre 2011 la compagnia Teatro Egò[13], di Santeramo in Colle esordisce con "La Signorina Papillon" completamente rinnovata, al Teatro dell'Oratorio di S. Domenico di Acquaviva delle Fonti.

La prima novità è rappresentata dalla presenza del Maestro Federica Pagni, talentuosa artista romana che inserisce elementi di musica dal vivo e ballo nello spettacolo di Stefano Benni.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Tra il 1930 e il 1931 fu girato ad Acquaviva uno degli ultimi film muti del cinema italiano, intitolato Idillio infranto. Il regista era Nello Mauri e la protagonista femminile sua moglie, l'attrice milanese Ida Mantovani. Il resto del cast era costituito da attori dilettanti, tra cui gli altri due protagonisti: Pasquale Iacobellis e Michele Silecchia.[14]

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio di Acquaviva delle Fonti, tra il gennaio e l'aprile del 1960 sulla via vecchia di Sannicandro di Bari, a poca distanza dal centro abitato di Acquaviva, fu realizzata una base USA, soprannominata dal popolino il “Campo dei Missili”. Qui era situata per l’esattezza la base n. 9 della 2ª Squadriglia del 111º Gruppo nata per ospitare i PGM-19 Jupiter, missili termonucleari a medio raggio (ovvero con portata tra i 1000 e i 5500 km) puntati verso l'Unione Sovietica. Sette basi furono altresì operative dal 1958 al 1963 sulle Murge lungo il tracciato della via Appia a Spinazzola, Gravina, Casal Sabini-Altamura, Ceraso-Altamura, Gioia del Colle, Laterza e Mottola, mentre due basi furono localizzate in Basilicata, presso Irsina e Matera. Ciascuna delle basi aveva installato al suo interno tre missili Jupiter, ognuno dei quali con potenza pari a circa cento bombe atomiche come quella lanciata su Hiroshima. Il 1 marzo 1957 venne lanciato il primo missile IRBM (Intermediate Range Ballistic Missile) Jupiter dalla base statunitense di Cape Canaveral. Poco più di due anni dopo, a partire dal 5 settembre 1959 cominciò l'installazione del “sistema d’arma Jupiter” in Italia, operazione che si concluse il 20 giugno 1961, quando anche l’ultima base divenne operativa. Nel gennaio 1963 gli USA comunicarono al governo italiano la decisione, presa durante gli sviluppi della crisi dei missili di Cuba, di smantellare le basi. Nel giugno dello stesso anno, l’ultimo missile Jupiter fu rimosso dalla Murgia e imbarcato oltreoceano.

Persone legate ad Acquaviva delle Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • Carlo I de Mari (1624-1697), principe di Acquaviva, Gioia e Castellaneta;
  • Maria Antonia Scalera Stellini (1634-1704), poetessa appartenente all'Accademia dell'Arcadia;
  • Francesco Miulli (1713), avvocato e benefattore;
  • Vito Luciani (1859–1951), politico e avvocato, deputato ininterrottamente dalla XXII alla XXVI legislatura, e Ministro delle Terre liberate dal Nemico del Governo Facta II dal 1º agosto 1922 al 31 ottobre 1922;
  • Agostino Laera (1871-1931), vescovo di Castellaneta;
  • Giuseppe Maselli Campagna (1860-1932), avvocato e promotore dei "movimenti operai" in provincia di Bari, fu fondatore della Banca operaia di Acquaviva delle Fonti e successivamente fondatore e direttore della rivista "Archivio Pugliese del Risorgimento italiano". Negli ultimi anni della sua vita rivestì anche l'incarico di direttore della Biblioteca Consorziale di Bari;
  • Antonio Lucarelli (1874-1952), socialista, storico e meridionalista, che inquadrò il Brigantaggio pre e postunitario e il Risorgimento come archetipi della lotta di classe;
  • Modesto Panetti (1875-1957), ingegnere aeronautico e politico italiano, senatore della Repubblica durante la I Legislatura e Ministro italiano delle Poste nel 1953;
  • Carmelo Colamonico (1882-1973), docente di geografia economica nel Regio Istituto di Scienze Economiche e Commerciali di Bari e successivamente presso l'Università di Napoli ove tenne la cattedra di geografia fino al 1952. Fu più volte Presidente della Società Nazionale di Scienze, Lettere e Arti e dell'Accademia Pontaniana. Dal 1947 al 1954 fece parte della prima Sezione del Consiglio Superiore delle Accademie e delle Biblioteche. Fu insignito della medaglia d'oro dei Benemeriti della Cultura, della Scuola e dell'Arte. La sua attività didattica e scientifica (suffragata da numerose pubblicazioni) riguarda la geografia fisica, antropica, economica e la storia della cartografia e della didattica geografica. La sua attenzione fu rivolta soprattutto alla morfologia carsica e alla idrografia sotterranea della regione pugliese;
  • Sebastiano Arturo Luciani (1884-1950), compositore;
  • Cesare Franco (1885-1944), compositore;
  • Cesare Colafemmina, studioso di cultura ebraica, autori di numerosi libri e saggi,
  • Hédi Bouraoui, (Sfax, 1932-)scrittore e poeta tunisino-canadese, autore di romanzi, raccolte di poesie, eccellente critico, ideatore del transculturalismo, professore emeritus di Stong College, York University di Toronto, cittadino onorario di Acquaviva;
  • Mario Napolitano (1910-1995), scacchista;
  • Silvio Cirielli, politico del PSDI, senatore della Repubblica durante la VI Legislatura;
  • Cesare Colafemmina (1933-2012), docente universitario e storico dell'ebraismo in Italia Meridioniale, insignito della civica benemerenza dal Comune di Acquaviva;
  • Giuseppe Antonio Barbieri (1935), politico di centro destra, deputato della Repubblica durante la XII Legislatura;
  • Vito Marino Caferra (1939), magistrato e attuale presidente della Corte d'appello di Bari;
  • Livio Macchia (1941), voce e basso della band Camaleonti;
  • Roberto Colaninno, (Mantova, 1943) imprenditore, attuale presidente di Alitalia è figlio di emigrati acquavivesi;
  • Ferdinando Pappalardo (1947), docente universitario e politico del centro sinistra, senatore della Repubblica durante la XII e la XIII Legislatura;
  • Joe Mantegna (1947), attore e doppiatore statunitense è figlio di un'emigrante acquavivese (Marianna Novielli). Star della serie televisiva Criminal Minds;
  • Giovanni Ingellis (1951-1998), fondatore della Stratelibri e traduttore di Dungeons & Dragons;
  • Mirko Eramo (1989), calciatore.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Festa della Madonna di Costantinopoli[modifica | modifica sorgente]

La festa patronale della Madonna di Costantinopoli si svolge in 4 giorni culminando nel primo martedì di settembre.

Già a partire dalla settimana precedente l'immagine della Vergine viene portata in processione in 7 giorni nelle 7 parrocchie di Acquaviva (peregrinatio Mariae). La domenica mattina, dopo la celebrazione, vi è il rito dell'Intronizzazione. Il martedì mattina si celebra in piazza il solenne pontificale, al termine del quale il sindaco consegna le chiavi della città nelle mani della Protettrice, e la sera l'immagine della Madonna viene portata in processione. La festa religiosa si conclude il mercoledì sera, quando l'immagine della Madonna esce nuovamente dalla Cattedrale per la processione di saluto intorno a piazza Vittorio Emanuele II.

La festa civile ha invece inizio, il sabato sera, con l'annuncio dell'araldo che, cavalcando per le vie principali della città, avvisa la popolazione dell'arrivo dell'icona della Vergine che avverrà l'indomani. La domenica sera si svolge il corteo storico che rievoca l'ingresso del quadro così come tramandato dalla leggenda (si narra che l'icona provenga da Costantinopoli e che, giunta a Bari via mare, sia stata portata ad Acquaviva su un carro trainato da buoi); del corteo fanno parte i feudatari, i nobili e i religiosi, le danzatrici e i buffoni di corte, i mercanti e i contadini. Il corteo si conclude in piazza con una lussuosa festa di corte.

Il martedì sera, culmine della festa, secondo una tradizione risalente al 1848 avviene il lancio di un pallone aerostatico pesante circa un quintale e alto 21 metri[15][16].

Altre festività[modifica | modifica sorgente]

  • "Tutti in piazza sotto le stelle" (5 gennaio);
  • Madonna di marzo (primo martedì di marzo);
  • La Fanove (secondo martedì di marzo);
  • San Giuseppe (19 marzo);
  • Fiera di Sant'Eustachio (11 maggio);
  • Sant'Eustachio (20 maggio);
  • Fiera della Madonna (21 agosto);
  • Festa della "Cipolla rossa di Acquaviva delle Fonti " (III weekend di luglio - Organizzata dalla Pro Loco Acquaviva);
  • Madonna di settembre "[17] " (primo martedì di settembre);
  • Rassegna JazzSet (primo fine settimana di settembre);
  • San Francesco d'Assisi (4 ottobre);
  • Sagra del calzone (terzo week end di ottobre) "www.sagradelcalzone.it ";
  • Festa del Vino Primitivo e del Cece Nero (XIII edizione 23 novembre 2013 - Organizzata dalla Pro Loco Acquaviva);
  • Acquaviva ART FAIR a spasso nel castello - Arte, cultura ed artigianato in mostra (primo fine settimana di dicembre)
  • Commerciante per un giorno - aspettando il Natale (seconda e terza domenica di dicembre)
  • Sagra delle pettole e dolci natalizi (8 dicembre - Organizzata dalla Pro Loco Acquaviva);
  • Santa Lucia (13 dicembre)

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

Acquaviva delle Fonti è collegata direttamente all'autostrada A14 Bologna-Taranto, precisamente il casello di Acquaviva è quello successivo a Bari Sud in direzione Taranto.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

La stazione di Acquaviva delle Fonti, gestita da Ferrovie per l'Italia, è situata sulla direttrice Bologna-Taranto-Reggio Calabria.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Ad Acquaviva delle Fonti operano varie società sportive:

  • La "A.S.D. Basket Acquaviva Team", società cestistica che attualmente (stagione 2013/14) milita nel Campionato di Promozione Maschile e disputa anche competizioni che coinvolgono i vari settori giovanili, partendo dagli Under 13 fino agli Under 19.
  • La "ACD Acquaviva", una società calcistica ormai fallita, prima squadra per tifo e tradizione della cittadina, la quale nella stagione 2011-2012 è confluita nell'emergente Atletico Acquaviva, associazione messa su esclusivamente da diligenti giovanissimi acquavivesi, che milita nel Campionato di Seconda categoria della provincia di Bari e, tra l'altro, opera nel settore giovanile degli Allievi provinciali;
  • La "ASD Virtus Calcio Acquaviva"[18], altra società calcistica che ha militato nel campionato provinciale di terza categoria girone B e oggi continua ad operare esclusivamente nei vari settori giovanili, unendosi alla Virtus Adelfia del comune limitrofo.

Troviamo anche una nota società di atletica leggera, la "Amatori Atletica Acquaviva". Acquaviva delle Fonti è sede anche di un bocciodromo sito in piazza Garibaldi attualmente non agibile.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ "Anna Larato, "La nostra città si scopere più vecchia, «L'Eco di Acquaviva», 16 gennaio 2012, 7"
  5. ^ MeteoAcquaviva.it Sito web della stazione meteorologica
  6. ^ Una stazione meteorologica anche ad Acquaviva - Acquavivanet
  7. ^ mappaLame
  8. ^ http://www.wwf.it/client/render_oasi.aspx?content=0&root=8124
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Sito web de L'Eco... di Acquaviva.
  11. ^ Sito web de La Piazza.
  12. ^ Sito web di TeleMajg.
  13. ^ Sito web del Teatro Egò
  14. ^ Vito Attolini - Apulia Film Commission.
  15. ^ "Luigi Maiulli, "U pallone" compie 160 anni, «L'Eco di Acquaviva», 8 settembre 2008, 9"
  16. ^ YouTube, 'Pallone della Madonna di Settembre 1º settembre 2009, Acquaviva delle Fonti"
  17. ^ Festa patronale
  18. ^ Sito ufficiale Virtuscalcioacquaviva.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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