Peucezi

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Storia della Puglia
Categoria: Storia della Puglia

I Peucezi, o Peuceti (in greco antico Peukétioi, Πευκέτιοι[1]), furono un'antica popolazione italica. Taluni sostengono che il nome sia in realtà un dispregiativo utilizzato dai Greci per indicare tale popolazione, il termine Peudicli, come dice lo stesso Strabone[2]. Un altro toponimo usato sulle mappe geografiche del Medioevo fu Poediculi[3] per indicare abitanti delle colline, cioè delle Murge.[senza fonte] Sottostirpe degli Iapigi, a loro volta appartenenti alle tre stirpi degli Illiri (rispettivamente Dauni, Iapigi e Messapi), si stanziarono all'interno della Puglia centrale, con centri principali quali Butuntum, Rubi e Silvium.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Secondo Dionigi di Alicarnasso il nome deriverebbe da Peucezio, figlio del Licaone dell'Arcadia e fratello di Enotro. Peucezio sarebbe stato ispirato a cercare fortuna all'estero dopo che Licaone divise l'Arcadia fra i suoi ventidue figli. Questo mito è considerato dagli scrittori moderni, i quali affermano che la Peucezia era culturalmente parte, se pur poco importante, della Magna Grecia.

Erodoto offre invece una versione diversa dei fatti: dopo la morte del re Minosse un gruppo di Cretesi navigò in cerca della Sicania e tentò di assediare il centro di Camicus per cinque anni. Fallito il tentativo di conquistare la città i Cretesi partirono dalla Sicania per ritornare a Creta. Una furiosa tempesta però fece approdare le imbarcazioni in quella che sarebbe diventata la Japigia.[4].

La Divisione[modifica | modifica sorgente]

Dal VII secolo a.C. gli abitanti della Puglia (Iapigi) si distinsero in Dauni (nel foggiano), Peuceti (nel barese) e Messapi (nel leccese).
La vicinanza dei Messapi e dei Peuceti alla greca Taranto, se per i primi secoli della colonia si presenta come una convivenza pacifica, cambia con la fine del VI secolo e inizi del V secolo a.C. In almeno due momenti i Messapi e i Peuceti si sono alleati contro la greca Taranto; infatti i Messapi e i Peuceti nel 473 a.C. infliggono ai tarantini una cocente sconfitta.

VI-IV secolo a.C.[modifica | modifica sorgente]

Sia Callimaco che Clemente Alessandrino riferiscono di un assedio compiuto dai Peucezi ai danni di Roma.[5][6] L'attribuzione dell'episodio ad un reale evento storico è ancora dibattuta: secondo Gaetano De Sanctis, tale assedio sarebbe stato quello condotto da Porsenna nel 509 a.C.,[7] mentre Lorenzo Braccesi, sostiene che l'assedio di Roma di cui Callimaco riferisce negli Aitia non sarebbe quello di Porsenna, ma quello condotto dai Galli Senoni (Sacco di Roma), avvenuto nel 390 a.C.[8] Quest'ultima ipotesi ha indotto a considerare l'eventualità che agli occhi dei Greci l'immagine dei Peucezi si sovrapponesse con quella dei Piceni[9] e con quella dei Galli Senoni (fondatori di Senigallia, sul confine a nord della zona occupata dai Piceni)[10]

Centri peuceti nel III secolo a.C.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

I centri principali furono Butuntum, Rubi, Silvium, e Azetium. L'attuale capoluogo Barium fu poco importante. In seguito il territorio che costituiva la parte centro-settentrionale della Puglia, ossia tutta la Peucezia e la Daunia, venne chiamato con il termine Apulia. Il sud dell'Apulia fu invece la Messapia.

« A nord si trovano le popolazioni chiamate in greco Peucezi e Dauni, ma gli indigeni chiamano Apulia tutta le regione dopo la Calabria e Apuli la popolazione »
(Strabone - Geografia VI, 3, 1 - Traduzione di Nicola Biffi.)

In realtà furono i Romani ad utilizzare maggiormente il toponimo Apulia. In particolare la II Regio veniva distinta in Regio II Apulia et Calabria, dove con Calabria si intendeva l'odierno Salento all'epoca abitato dai Messapi).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Peucetii - Brill Reference
  2. ^ Strabo, Geography VI.3, http://penelope.uchicago.edu/Thayer/E/Roman/Texts/Strabo/6C*.html on-line text
  3. ^ http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/d/d0/Shepherd-c-030-031.jpg Refernce Map of Ancient Italy. Southern Part.
  4. ^ Erodoto (VII.170)
  5. ^ Callimaco, Le cause, fr. 106 Pfeiffer.
  6. ^ Clemente Alessandrino, Stromati, IV 8, 56.
  7. ^ G. Colonna, I popoli del medio Adriatico, in Piceni popolo d'Europa, p. 11.
  8. ^ Lorenzo Braccesi, La prima testimonianza di Callimaco in Piceni popolo d'Europa, pp. 31-32.
  9. ^ Come attestato in Scilace, è verosimile che il popolo dei Piceni fosse ritenuto omologo di quello dei Peucezi (cfr. Pseudo Scilace, op. cit., 5).
  10. ^ Braccesi op. cit. in Piceni popolo d'Europa, pp. 31-32).

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Fonti primarie[modifica | modifica sorgente]

Atti e cataloghi[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., La civiltà dei Piceni nei musei archeologici di Marche e Abruzzo, Pescara, CARSA, 2000. (Guida della mostra "Piceni popolo d'Europa")

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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