Capurso

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Capurso
comune
Capurso – Stemma Capurso – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Francesco Crudele (civica "Capurso Punto e a Capo") dal 30-3-2010
Territorio
Coordinate 41°03′00″N 16°55′00″E / 41.05°N 16.916667°E41.05; 16.916667 (Capurso)Coordinate: 41°03′00″N 16°55′00″E / 41.05°N 16.916667°E41.05; 16.916667 (Capurso)
Altitudine 74 m s.l.m.
Superficie 14,88 km²
Abitanti 15 415[1] (31-12-2011)
Densità 1 035,95 ab./km²
Comuni confinanti Bari, Casamassima, Cellamare, Noicattaro, Triggiano, Valenzano
Altre informazioni
Cod. postale 70010
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072014
Cod. catastale B716
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti capursesi
Patrono San Giuseppe e Madonna del Pozzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Capurso
Posizione del comune di Capurso all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Capurso all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Capurso (Capùrse in dialetto barese) è un comune italiano di 15.415 abitanti[2] della provincia di Bari, in Puglia. Situato circa 10 km a sud-est del capoluogo, la cittadina è nota principalmente per il culto della Madonna del Pozzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]


Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Deriva dal latino Capurtius o Caprutius o da un nome di famiglia 'Capursus' o 'Capudursus' (Capo d'Orso)[4].

Storia[modifica | modifica sorgente]

L'origine di Capurso è da collocare intorno all'anno Mille. Tracce della sua esistenza si ritrovano, anzi, già prima dell'anno Mille, come si evince dagli affreschi ritrovati nella Grotta di Santa Barbara nell'omonima contrada. Sull'origine del toponimo Capurso ci sono varie interpretazioni alcune delle quali piuttosto fantasiose. Secondo una corrente di pensiero (Pacifico e D'Addosio) il nome della città sarebbe derivato da Orso, figlio di Ajone, principe di Bari e Benevento, nell'anno 888 d.C. Un'altra teoria, sostenuta dal Roppo(avvocato capursese), fa risalire l'origine del nome a Urso o Ursone, nome molto frequente nel Medioevo. Il poeta Torricella associò il nome della città all'orsa polare, ma sicuramente la più suggestiva e affascinante delle interpretazioni è quella legata alla leggenda dell'orso che riscuote grandi consensi su base popolare. Secondo tale leggenda, il nome della città sarebbe derivato dalla testa di un orso (caput ursi), ucciso dai primi abitanti del luogo, posta su un carro e fatta trainare dai buoi. Il paese sarebbe sorto nel punto in cui il carro fermò la sua corsa. Al di là di leggende e interpretazioni suggestive, studi recenti ritengono che la voce Capurso derivi da quei nomi che, nati come appellativi, acquistano poi il valore di sostantivo. Così da locus caprutius (luogo di capre) sarebbe derivato Caprutius e quindi Capurso. Capurso è passata attraverso varie dominazioni straniere, subendo spesso devastazioni e rovine. Nel corso dei secoli si sono infatti succedute le dominazioni normanne, sveve e angioine. Solo con l'avvento degli Aragonesi e, soprattutto per merito della politica illuminata della Regina Bona Sforza, la cittadina assume una sua dignità civica. Con la morte della regina Sforza il feudo passò nelle mani dei Marchesi Pappacoda che dominarono Capurso per due secoli dal 1556 al 1775 e per cui volontà sorse un palazzo marchesale (spesso impropriamente definito castello) andato però distrutto. La rivoluzione francese ebbe i suoi effetti anche su Capurso nella quale si svilupparono fermenti liberali sostenitori di una Repubblica partenopea in contrapposizione alla dominazione Borbonica. Tale spirito "rivoluzionario" si evidenziò anche durante il periodo dei moti carbonari con la presenza di un associazionismo segreto di stampo liberale. Con l'Unità d'Italia la cittadina assume un suo prestigio tra i Comuni della Provincia grazie all'operato di molti dei suoi cittadini illustri. Durante il periodo delle guerre mondiali Capurso paga un prezzo pesante sacrificando molti dei suoi figli; e dei monumenti, regalando anche la statua di bronzo presente nella villa comunale. La fine della guerra e del ventennio fascista rappresentano un nuovo punto di partenza per la cittadina che avvia la propria ricostruzione sociale ed economica.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista architettonico, per Capurso, emerge, prima di ogni altra cosa, il suo centro storico, di impianto tipicamente medievale, con i suoi bassi, con le corti, i gaifi o vignali, gli archi, le viuzze lastricate, su cui si affacciano le pochissime case “palazziate”, con bugne (palazzo D'Addosio) e antefisse scolpite con dignità artistica.

Edifici storici[modifica | modifica sorgente]

Gli edifici di maggior pregio architettonico di Capurso sono la Chiesa Madre, del XVI secolo, il convento di San Francesco da Paola, del 1300, i palazzi baronali e il Santuario Basilica della Madonna del Pozzo in stile tardo-barocco. A Capurso si conserva un olio su tela recentemente attribuito a Paolo Finoglio, copia di un Cristo e l'Adultera dello stesso autore conservato a Lecce.

Laura di Santa Barbara[modifica | modifica sorgente]

Molto interessante la Laura Basiliana presente nella contrada campestre di Santa Barbara. Al di sotto del livello stradale di un sentiero sterrato nei pressi del cimitero comunale è presente una piccola grotta, collocata in una campagna appartenente a privati, nella quale è ritratta l'icona di una Madonna. La Madonna di Santa Barbara è un'icona bizantina che rirae la Vergine a mezzo busto che sorregge sul braccio destro il bambino Gesù benedicente. Oggi questa importante testimonianza basiliana è abbandonata ed in rovina.

Chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Basilica di Santa Maria del Pozzo
  • Cappella del Pozzo (edificata sul pozzo dove al suo interno, il 30 agosto 1705, Don Domenico Tanzella ritrovò l'icona di Santa Maria)
  • Chiesa Madre del Ss. Salvatore (detta di San Giuseppe, poiché all'interno è venerata la statua del Santo Patrono)
  • Chiesa e convento di San Francesco da Paola
  • Chiesa della Madonna delle Grazie (detta di Santa Lucia, poiché all'interno è venerata la statua processionale della martire)
  • Chiesa di San Antonio Abate
  • Cappella della Madonna del Carmine (del Purgatorio)
  • Cappella di San Antonio da Padova
  • Cappella di San Gaetano, sulla collina di Pacifico (di proprietà privata)

La Madonna del Pozzo[modifica | modifica sorgente]

Il culto della Madonna del Pozzo[modifica | modifica sorgente]

La devozione verso la Madonna del Pozzo è una delle più importanti nella terra pugliese e in Italia. Il culto di Santa Maria del Pozzo ha origine nel 1705, quando il sacerdote capursese Don Domenico Tanzella affetto da grave malattia, a seguito di una visione della Santa Vergine che lo invitava a bere dell'acqua del pozzo che ancora oggi si trova nella contrada Piscino, guarì miracolosamente. Il sacerdote il 30 agosto 1705, per rendersi conto del miracolo di cui era stato beneficiato bevendo l'acqua del Piscino, si recò al pozzo e scendendo con delle scale a pioli al suo interno vi trovò sulla parete che volgeva a mezzoggiorno un'icona bizantina che ritraeva una Madonna a mezzo busto con in braccio Gesù bambino benedicente. Diversi avvenimenti prodigiosi si susseguirono sia nella discesa nel pozzo che nel prelievo dell'icona; infatti le candele utilizzate dal sacerdote e da altri tre uomini per illuminare la cavità del pozzo nella discesa caddero nell'acqua ma non si spensero, e nel momento in cui Don Domenico decise di portare l'icona al di fuori dal pozzo, la stessa prodigiosamente si distaccò dalla parete e si portò prima nella pozza d'acqua sul piano della cavità e poi tra le braccia del pio sacerdote. Don Domenico sistemò provvisoriamente l'icona di Santa Maria nella sua erigenda cappella dedicata a S. Lorenzo. I miracoli in quell'agosto del 1705 furono prodigiosi e immediati e moltitudini di pellegrini incominciarono ad arrivare sempre più numerosi nel piccolo ed allora sconosciuto paesello di Capurso da ogni dove del Regno di Napoli. Da questi fatti ebbe origine il culto della Madonna del Pozzo.

I solenni festeggiamenti in onore della Madonna del Pozzo[modifica | modifica sorgente]

Le celebrazioni in onore di Santa Maria del Pozzo, portano a Capurso, nell'ultima domenica d'agosto, una moltitudine di pellegrini. I riti e gli eventi nei giorni di festa sono suggestivi: il venerdì antecedente la festa grande, la processione del "Quadro" che viene portato dalla Cappella del Pozzo al trono allestito nella centrale P.zza Umberto I; il sabato, il corteo storico che termina con l'imposizione delle corone auree alla Vergine e a Gesù Bambino; la domenica, la processione mattutina dei ceri votivi con l'immagine lignea della Madonna del Pozzo che dura oltre nove ore e, la sera, la folkloristica processione del Carro Trionfale, trainato a braccia dai pellegrini provenienti dalla città di Bisceglie; il lunedì, la processione con il rientro del "Quadro" dalla P.zza Umberto I alla Basilica-Santuario. La prima domenica di settembre, si festeggia "L'ottava della festa" in onore della Madonna del Pozzo, i solenni festeggiamenti si concludono con questa ultima celebrazione. Per tutto il mese di settembre ed ottobre, dal 2008, per iniziativa dei frati francescani custodi del Santuario, la statua processionale della Madonna del Pozzo, viene portata in pelegrinatio per le città e comuni nei quali risiedono le "compagnie" di pellegrini o che comunque sono legate al culto verso la Vergine di Capurso. Il santuario capursese è un importante centro di pellegrinaggi, che si svolgono tutto l'anno e in partitcolare da maggio a settembre. Gli ultimi dati forniti dalla comunità dei frati, pubblicati nel numero del 4 dicembre 2010 dalla rivista del Santuario "La Madonna del Pozzo", testimoniano un forte incremento della presenza di pellegrini e visitatori provenienti dall'Italia e dall'estero.

Tradizione e folklore[modifica | modifica sorgente]

Festa Patronale della Madonna del Pozzo, patrona di Capurso, ultima domenica di agosto
  • Festa di Sant'Antonio Abate, 17 gennaio con accensione dei falò e la tradizionale benedizione degli animali.
  • Festa dell'incoronazione della Madonna del Pozzo, 20 maggio.
  • Festa Patronale di San Giuseppe, patrono di Capurso, ultima domenica di maggio.
  • Processione di Sant'Antonio da Padova, 13 giugno.
  • Festa rionale della Madonna delle Grazie, 2 luglio (Madonne du Annicchie)
  • Madonna del Carmine, 16 luglio, celebrazioni religiose presso la chiesa del Purgatorio.
  • Festa Patronale della Madonna del Pozzo, patrona di Capurso, ultima domenica di agosto.
  • Festa dell'Ottava della Madonna del Pozzo, prima domenica di settembre.
  • La Fanoj dell'Immacolata, 7 dicembre, accensione del grande falò, coronato da una serie di eventi per le vie della città vecchia.
  • Processione di Santa Lucia, 13 dicembre.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

A Capurso hanno sede quattro scuole dell'infanzia, due scuole primarie e due scuole secondarie di primo grado. Vi è inoltre un'Università della Terza Età.

La Biblioteca Comunale è intitolata a Giuseppe D'Addosio, nobile e letterato dell'Ottocento.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • È sede di un prestigioso festival jazz estivo, il Multiculturita Summer Jazz.
  • È sede di una dinamica e giovanile manifestazione per band emergenti, il Sileno South Contest.
  • "AgriBio", fiera enogastronomica, tale iniziativa mira a valorizzare i prodotti locali pugliesi e locali dell'agricoltura biologica.

Persone legate a Capurso[modifica | modifica sorgente]

  • Luca Medici, cabarettista e attore noto con lo pseudonimo di Checco Zalone.[5]
  • Vito Giovannelli è incisore e medaglista di valenza internazionale. Nel 1998, il critico d’ arte Elke Schutt-Kem lo inserisce nel catalogo Gutenberg edito dalla casa editrice svizzera Verlag Klaus Wittal.
  • Maria Concetta Egidio (1906 - 2013) maestra merlettaia. Tra i riconoscimenti conferitigli si ricordano: "Uncinetto d'oro" alla quarantaduesima mostra dell'artigianato artistico di Guardiagrele; "Premio un secolo di artigianato artistico" alla XIX edizione Vernaprile di Teramo; "Oscar della tradizione" conferitole dal CATA dell'Università di Chieti; "Premio speciale fedeltà al lavoro" conferitole dalla Camera di Commercio di Pescara.
  • Umberto Ricci, politico italiano. Fu nominato senatore il 22 aprile 1939. Dopo la destituzione di Mussolini, ricoprì la carica di Ministro dell'Interno nel primo governo Badoglio, dal 9 agosto 1943 all'11 febbraio 1944. Al termine del suo dicastero, fu deferito all'Alta Corte di Giustizia per le Sanzioni contro il Fascismo.
  • Domenico Tanzella (Capurso, 6 maggio 1658 – Capurso, 5 ottobre 1730) è stato un sacerdote italiano, primo miracolato e protagonista del rinvenimento, il 30 agosto 1705, della prodigiosa icona di Santa Maria all'interno del pozzo sito nella contrada detta "Piscino" a Capurso.
  • Giuseppe Pedercini (Capurso, 1856 – 1º dicembre 1925) È stato il primo presidente della Società Sportiva Lazio, nonché primo Presidente Generale della Polisportiva biancoceleste.

Cucina[modifica | modifica sorgente]

  • Spaghetti alle cozze con pomodoro “scannato”
  • Fave bianche e cicorie
  • Zucchine e fave con buccia
  • Soffritto di pomodorini con peperoncino
  • Coniglio al forno con patate e lampagioni
  • Gnomerielli al fegato di agnellone cotti alla brace
  • Sfogliata di cipolle
  • Sanguinaccio di maiale

Tra i prodotti tipici ci sono olio extravergine di oliva e uva da tavola.

Sbandieratori di Capurso[modifica | modifica sorgente]

Nel Paese sono presenti due gruppi, a carattere storico di sbandieratori, che portano nelle strade la passione della bandiera e il suono del timpano:

  • "Gruppo sbandieratori e musici Capurso"
  • "Gruppo sbandieatori di Capurso"

Media[modifica | modifica sorgente]

Informazione online[modifica | modifica sorgente]

È presente una web tv, Capurso Web Tv[6], che si propone di essere un contenitore di informazione audio-video. Presenti anche due web magazine di informazione locale, Capurso On Line[7] e Capurso Map[8].

Stampa periodica[modifica | modifica sorgente]

  • Capurso Web Tv Magazine, mensile di notizie e approfondimenti.
  • Capurso Map", magazine di informazione locale.
  • Comunicare, giornale dell'Amministrazione Comunale.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Le risorse economiche della cittadina sono basate essenzialmente sull'agricoltura, sull'artigianato, sul commercio e sulla piccola industria. Una parte è riservata al turismo religioso, in piena espansione, per via del culto della Madonna del Pozzo che porta a Capurso pellegrini e visitatori provenienti da tutta Italia e dall'estero.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

La principale infrastruttura stradale di Capurso è la Strada Statale 100 con due svincoli che si dipartono dalla stessa

  • Capurso, verso il centro;
  • Strada Comunale Marrone, verso la zona Industriale;

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Capurso dispone di una stazione delle ferrovie del Sud Est lungo la linea Bari-Putignano-Martina Franca denominata "linea 1", che la collega al centro del capoluogo provinciale con treni a carattere metropolitano.

Autolinee[modifica | modifica sorgente]

La mobilità extraurbana è garantità dalla rete di Autobus delle Ferrovie del Sud Est di carattere regionale.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi

Sport[modifica | modifica sorgente]

In città si praticano diverse discipline sportive, alcune anche di recentissima promozione, come l'orienteering ed il crossfit.

Negli sport di squadra, sono praticati a livello agonistico:

  • CALCIO: il calcio, la cui principale squadra è il Capurso-Cellamare che milita nel girone A di Promozione Puglia. In terza categoria c'è invece la vecchia squadra del Capurso che milita nel girone A di Terza categoria. La ormai defunta A.S.D Capurso ha partecipato a livello giovanile con gli allievi (95-96) al prestigioso torneo Gaetano Scirea giocando contro Juve, Bari e Roma non sfigurando in nessuna delle tre partite. Nel giro di 4 anni gli stessi giocatori hanno vinto un campionato giovanissimi provinciale e uno allievi provinciale.
  • VOLLEY: il volley femminile e maschile con l'A.S.D. Polisportiva Orsa Capurso, presente dal 1981 e che, proseguendo la tradizione pallavolistica capursese che fu della Libertas Capurso, disputa campionati regionali ed attualmente in serie C femminile oltre a tanti campionati federali del settore giovanile e promozionale (minivolley);
  • FUTSAL: il calcio a 5 con l'A.S.D. Futsal Capurso che dal 2009, ha in pochi anni ottenuto risultati eccezionali con atleti indigeni, disputando nell'ultima stagione, il torneo regionale di serie C1; la Futsal Capurso ha conquistato il primo trofeo FIGC della storia dello sport capursese, vale a dire la Coppa Italia di serie C1 pugliese, battendo nella serata del 21 dicembre 2011 presso il palasport di Ruvo di Puglia il Fovea Foggia con il risultato di 2 a 1, ottenendo di la qualificazione alle fasi nazionali;
  • BASKET: la pallacanestro (Pallacanestro Capurso) presente solo con alcuni gruppi giovanili.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2011.
  2. ^ ISTAT al 31-12-2011
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ http://www.italia-mia.it/puglia/bari/capurso/default.asp Capurso, italia-mia.it
  5. ^ Nell'intervista del 28 ottobre 2011 rilasciata al mensile [[GQ (rivista)|]] dichiara: "Capurso è la periferia della poesia", e accompagna la prima battuta con una delle sue risate. "È un quartiere, un paese a sei chilometri da Bari. Negli anni Ottanta un sacco di gente lasciò la città per venirci a vivere. Quand'ero bambino pativamo la differenza, noi che a Capurso eravamo nati ci sentivamo più terroni dei terroni, poi i cittadini si sono integrati. Qui c'è un'amministrazione giovane, tutti trenta-trentacinquenni, ragazzi in gamba che non so nemmeno a che cazzo di partito appartengano. A Capurso hanno portato Pat Metheny e Stefano Bollani. L'unico sfogo verso il mare è il canalone. C'è il santuario della Madonna del Pozzo, la grande attrazione, un pellegrinaggio continuo, arrivano da tutta la Puglia. Io ci vivo bene, ho comprato casa, ci sono i parenti, i cugini, saremo quindicimila. Da un po' di tempo sono entrato in concorrenza con la Madonna, faccio più paganti di lei".
  6. ^ www.capursowebtv.it
  7. ^ www.capurso-online.com
  8. ^ www.capursomap.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Gino Pastore, Capurso - Tra storia e cronaca, edizione dell'autore, Capurso, 1983.
  • Vito Prigigallo, Con la testa di un orso (raccolta di corrispondenze per La Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali), edizioni Paesi, Capurso, 1985.
  • Gino Pastore, I garibaldini a Capurso, estratto da Garibaldi e la Puglia - Celebrazioni del centenario 1882 - 1982, Tipografia Meridionale - Cassano Murge (Ba) 1985.
  • Gino Pastore, Repertorio di soprannomi in uso in Triggiano, in Capurso e in Cellamare tra XVI e XX secolo, pp. 186, Levante Editori, Bari, 1999.
  • Gino Pastore, Racconti popolari. Tra verità e invenzione, pp. 126, Levante editori. Bari, 2000.
  • Gino Pastore, Alalà capursesi. Dalla fine della Grande Guerra alla nascita della Repubblica, pp. 295, Levante Editori, Bari, 2001.
  • Gino Pastore, Lessico Capursese - Il linguaggio angelico. Glossario, pp. 235, Levante editori, Bari, 2002.
  • Gino Pastore, Michele Bellino, Maria Giovanna Di Capua, Rossana Guglielmo, L'altra adultera - letture storico - critiche di una tela gemella di Cristo e l'adultera del pittore napoletano Paolo Finoglio, pp. 78, Levante editori, Bari, 2003.
  • Gino Pastore, Capurso. L'album sportivo, pp. 244, Levante editori, Bari, 2003.
  • Gino Pastore, Entro le mura - Lo sviluppo urbano del centro storico di Capurso dalle origini all'Unità d'Italia. Un problema irrisolto, pp. 142, Levante editori - Bari 2005.
  • Gino Pastore, San Francesco di Paola in Capurso - dalla chiesa di Ara Coeli alla nuova parrocchia, pp. 216, Levante editori, Bari, 2006.
  • Michele Mariella, Il Santuario di Capurso, nella storia e nella tradizione, Edizioni LMP, Capurso
  • Don Michele Bellino, Umberto Rizzo ed Angelo Saponara, Capurso e il culto di San Giuseppe, Edizioni Ragusa Grafica Moderna, Bari, 2005.
  • Vito Grittani, Capurso Città della Madonna del Pozzo - III centenario del ritrovamento dell'immagine di Maria SS.Ma del Pozzo 1705-Capurso-2005, Edizione extracommerciale, 2005.
  • Scuola elementare "San Giovanni Bosco di Capurso", Come acqua di sorgente - storie fantastiche alla ricerca delle radici della devozione popolare, Edizioni dal Sud, Modugno, 2003.
  • Antonio Mastrolonardo, PsicoGym, Edizioni Grafica Squeo, Capurso, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]