Noicattaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Noicàttaro
Panorama di Noicattaro
Chiesa Matrice
Noicattaro - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Puglia
Provincia: stemma Bari
Coordinate: 41°2′0″N 16°59′0″E / 41.03333, 16.98333Coordinate: 41°2′0″N 16°59′0″E / 41.03333, 16.98333
Altitudine: 99 m s.l.m.
Superficie: 41 km²
Abitanti:
25.433 [1] 30-11-08
Densità: 577 ab./km²
Frazioni: Parchitello, Scizzo, Città Giardino, Borgo Regina, Le Marine, Poggioallegro, Poggetto 
Comuni contigui: Bari, Capurso, Casamassima, Cellamare, Mola di Bari, Rutigliano, Triggiano
CAP: 70016
Pref. telefonico: 080-478 o 479
Codice ISTAT: 072032
Codice catasto: F923 
Class. sismica: zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti: Nojani 
Santo patrono: Madonna del Carmine 
Giorno festivo: 16 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia

Noicàttaro, Noja sino al 1862, è un comune di 25.433 abitanti della provincia di Bari, centro di produzione e trasformazione dell'uva da tavola.

Indice

[modifica] Geografia

Veduta di Noicàttaro da contrada Calcare

Il territorio comunale parte da un'altitudine di 20 m s.l.m. e inizia a salire dolcemente verso il centro abitato che si trova a 99 m s.l.m.,poi prosegue in direzione Casamassima fino ad arrivare ad un'altitudine di 165 m s.l.m., quindi il territorio nojano può considerarsi il primo gradino delle Murge. Il territorio pertanto non è pianeggiante, anzi è caratterizzato da doline e piccoli avvallamenti, ma soprattutto dalle pittoresche lame ( Lama San Giorgio e Lama Giotta) che lambiscono il territorio comunale da nord a sud.

[modifica] Comuni confinanti

Noicàttaro confina con 7 comuni:

  • Bari-Torre a mare, Rutigliano, Casamassima, Mola di Bari, Triggiano , Capurso, Cellamare:
Bari-Torre a mare
Triggiano, Capurso, Cellamare, Casamassima Mola di Bari, Rutigliano
Rutigliano, Casamassima

[modifica] Clima

Clima tipicamente mediterraneo, con inverni freschi e piovosi ed estati calde e afose. Le temperature nelle aree più interne sono caratterizzate da clima temperato, mentre in prossimità della costa adriatica risentono dell'azione mitigatrice del mare, infatti la breve distanza dal mare (circa 6 km dall'Adriatico) mitiga il clima di Noicattaro. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano nel territorio delle basse Murge, di cui anche il territorio di Noicàttaro fa parte.[2]:

Mese Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,5 11,4 13,6 17,4 22,2 26,5 29,1 29,3 25,4 20,2 15,7 12,1 11,3 17,7 28,3 20,4 19,5
T. min. mediaC) 4,2 4,3 6,0 8,5 12,3 16,2 18,8 19,0 16,2 12,4 8,6 5,8 4,8 8,9 18 12,4 11
Precipitazioni (mm) 61 64 58 42 39 30 21 27 47 68 74 66 191 139 78 189 597
Umidità relativa (%) 78,4 77,1 75,1 72,0 69,1 65,2 61,6 63,6 70,7 77,3 79,3 79,4 78,3 72,1 63,5 75,8 72,4

[modifica] Storia

Il territorio comunale è stato abitato sin da tempi molto remoti.

Il centro storico del paese sorge in prossimità della diramazione della Via Traiana che congiungeva Brindisi a Canosa di Puglia e Benevento, e poi ancora proseguiva sino a Roma sul tracciato della Via Appia. Era l'antica via Minucia, o secondo l’interpretazione di alcuni autori la mulattiera ("mulis vectabilis via") citata nelle opere di Strabone, Orazio e Cicerone; l'antica via peuceta che in epoca imperiale romana finì per coincidere con il tratto interno della via Traiana, la diramazione che dopo la biforcazione di Bitonto si dirigeva verso Egnazia e Brindisi attraversando il territorio degli attuali centri di Modugno, Ceglie del Campo, Capurso, Noicàttaro, Rutigliano e Conversano.

Stemma dei Carafa della Stadera, con la caratteristica bilancia.
Noja rappresentata nelle sale geografiche vaticane

Sulla costa adriatica, ad appena 6 km dall'attuale centro abitato, il tratto litoraneo della Via Traiana lambiva altri insediamenti nei luoghi dove oggi sorge Torre a Mare.

Nella fascia costiera del territorio di Noicàttaro sono state rinvenute tracce della presenza umana risalenti in alcuni casi al Neolitico; invece nell'entroterra, verosimilmente lungo il tracciato dell'antica viabilità, sono state scoperte necropoli risalenti ad epoca preromana, fra tutte merita una citazione la sepoltura di un guerriero databile intorno al VI secolo a.C., il prezioso corredo funerario scoperto è conservato nel museo archeologico di Bari.

Il paese attuale nasce tra l'XI e il XII secolo come piccolo villaggio ("Locus Noa") cinto da mura e protetto da una torre feudale e da una chiesa, attorno alla quale si disponevano le abitazioni.

Le prime tracce di "Noa" negli antichi documenti risalgono al X secolo ed è difficile pensare che il nuovo villaggio non abbia fornito rifugio agli abitanti degli insediamenti preesistenti sulla costa (ora Torre a Mare) ed anche della vicinissima "Azetium", tutti distrutti dai predoni saraceni dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente. Per quanto Azetium è ritenuta la progenitrice dell'attuale comune di Rutigliano essa sorgeva in prossimità di Noicattaro, in contrada Castiello, sul ciglio del torrente Lama Giotta ed era cinta da una possente cinta muraria circolare le cui tracce si distinguono tuttora nelle mappe satellitari di Google Maps.

È possibile rintracciare testimonianze riguardo il primo Signore di Noa, Goffredo di Conversano, un normanno nipote di Roberto il Guiscardo [3]. , seguito da Cornelio de Vulcano nominato nel 1187 primo conte di Noa da Federico II del Sacro Romano Impero. In seguito, il feudo fu acquistato dai Carafa, ramo della Stadera, che con il titolo di duchi di Noja furono i signori che più a lungo tennero in dominazione la citta dal 1592 al 1806, quando i privilegi feudali furono aboliti nel Regno di Napoli grazie ad un editto del Re Giuseppe Bonaparte.

Nei secoli, forse per un influsso spagnolo, andò consolidandosi la tradizione della penitenza e della flagellazione quaresimale, elementi tuttora vivi nei riti della settimana Santa.

In segno di rinnovamento dopo l'Unità d'Italia e per evitare l'omonimia con altri comuni il paese cambiò nome (23 ottobre 1862) da Noja (l'antica Noa) in Noicàttaro.

Resta ancora molto vivo nei cittadini il ricordo del vecchio toponimo del paese, infatti, nel vernacolo locale Noicattaro e' "Nào" e gli abitanti si dicono "Nojani".

Nel 1934 la fascia costiera del territorio del comune di Noicàttaro, corrispondente all'attuale Torre a Mare, venne annessa al comune di Bari.

Stemma cittadino

[modifica] Stemma comunale

Lo stemma del comune di Noicàttaro è costituito da un vaso di fiori a calice di colore d'oro con dentro dei fiori vari a colori naturali inframezzati da rami di foglioline verdi che forse stanno a simboleggiare la bellezza del sito, la gentilezza del luogo e la bontà degli abitanti. Il vaso è posto in campo azzurro, sormontato da una corona merlata grigia. Lo stemma è circondato in basso da due rami intrecciati alla base, di cui uno di alloro e uno di quercia verde. Il gonfalone riporta la scritta dorata " CITTÀ DI NOICATTARO ". Negli anni '60 vengono aggiunti insieme ai rami di alloro e quercia anche due tralci di uva, che stanno a simboleggiare la nuova economia agricola del paese.

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

Torre dell'orologio

[modifica] Centro storico

Il centro antico nojano ha la conformazione di un cuore, ed è tutto raccolto intorno alla Collegiata di S. Maria della Pace ( chiesa matrice). Il centro è caratterizzato da stradelle e viuzze, scale esterne e camini in muratura che svettano verso l'alto. Le abitazioni, costituite da un'architettura molto povera, sono in pietra viva o tufo per la maggior parte si sviluppano sotto il livello stradale. Ogni tanto l'intrico di stradine si apre in piccole piazze (Largo Pagano) e inoltre non passano inosservate le innumerevoli edicole votive, simboli di un popolo che è molto devoto ai propri santi patroni ( S. Maria del Carmine, San Rocco). Da menzionare tra queste edicole votive quella della Madonna delle Grazie, che da il nome all'omonimo rione, e dove ogni anno in onore della Madonna si da luogo ad una singolare festa " a fest di pezzue" ( la festa dei pizzicotti): i giovani innamorati esprimono i propri interessi pizzicando la fanciulla che amano. Sempre nel rione della M. delle Grazie è da ammirare un'abitazione impreziosita da una bifora a sesto acuto finemente lavorata in pietra.

Centro storico- via forno
Bifora in pietra

La piazza più importante è sicuramente Piazza Umberto I: la piazza purtroppo non ha più la sua forma originaria a causa di un disastroso "rinnovamento" che dive nel 1973 l'abbattimento di alcuni palazzi storici e addirittura la distruzione di una chiesa cinquecentesca (S. Maria del Soccorso). Attualmente in piazza si possono ammirare la torre dell'orologio (1832), la chiesa di Maria SS.ma Immacolata detta anche di San Rocco ,il portale d'ingresso del castello e un'edicola votiva finemente lavorata con stucchi e adornata da una piccola balconata dove è presente una statua in cartapesta della protettrice del paese. Proseguendo per via Oberdan sulla sinistra è situata l'unica fontana ornamentale del paese detta delle Testuggini proprio perché sono presenti tre tartarughe, e andando un pochino più avanti imboccando via S. Tommaso si trova la piccola chiesetta di Santa Lucia, all'interno attira subito l'attenzione la statua della santa in legno policromo.

[modifica] Chiesa Matrice

Intitolata a Santa Maria della Pace è la chiesa più importante e più antica del paese, edificata in epoca normanno-sveva tra il XII e il XIII secolo in stile romanico pugliese: e' il cuore del borgo antico. Da vedere la facciata monocuspide con il campanile romanico alto 33m(Monumento Nazionale fino al 1913), le tre navate divise da colonne con capitelli intagliati, la cappella del SS. Rosario, istituita nel 1571 per celebrare la battaglia di Lepanto, con i due pilastri antistanti scolpiti con i profili di due soldati dell’epoca, lo splendido coro ligneo realizzato in massello di noce risalente al 1544, un Crocifisso ligneo policromo del '400, il soffitto plafonato del pittore Michele Sparavilla del 1879 che purtroppo copre le capriate del tetto,l'affresco bizantineggiante di S. Giovanni Evangelista, il ciborio in pietra leccese del 1544, l'altare maggiore in marmo con l'immagine della Madonna della Pace raffigurata dal pittore Umberto Colonna.

[modifica] Chiesa del Carmine

S.Maria del Carmine
Il campanile del Carmine prima della folgorazione

Ubicata in fondo alla strada omonima, all'esterno delle mura che delimitavano il borgo antico, fu edificata in stile barocco fra il 1587 e il 1636 insieme all’annesso ex convento dei Carmelitani. La costruzione fu voluta dalla prima duchessa di Noja, Isabbella Pappacopa, moglie di Pompeo I Carafa, che dono' la preesistente Cappella di San Rocco con i circostanti terreni, sui quali i Carmelitani edificarono la Chiesa, il Convento e l’aia recintata in pietra ,[4].Il porticato si apre con la facciata costituita da quattro paratie. Ai lati del finestrone centrale ci sono due nicchie che accolgono due santi carmelitani Sant'Alberto degli Abati e San Donato. Il portale d'ingresso è sovrastato da una lunetta su cui è affrescata la Madonna del Carmine. Entrando si ammira subito l'architettura sfarzosa del barocco e sull'altare centrale settecentesco è da ammirare il quadro della Vergine del Carmelo attorniata da degli angeli in pietra. Sono da apprezzare gli affreschi delle cappelle laterali .Il campanile fu abbattuto da un fulmine nel 1910 e mai più ricostruito, sino ad allora fu la più alta costruzione del paese, oggi resta solo il primo troncone della costruzione originaria.

S.Maria della Lama

[modifica] Chiesa della Madonna della Lama

Nota per esser sede del convento Agostiniano e fulcro dei riti della Settimana Santa; nelle navate laterali sono conservate numerose tele del pittore noiano Giuseppe De Mattia; la chiesta fu costruita nel 1611 fuori dell’abitato, sul ciglio del letto torrentizio della Lama San Giorgio, nel 1845 alla chiesa fu affiancato il cimitero comunale utilizzato sino ai primi del ’900 e poi abbattuto nel 1940 per far posto al convento.

[modifica] Chiesa dei Cappuccini

Sorse nel 1589, insieme all'attiguo ex convento, su una collinetta a 200 metri dal paese, costruita con materiale povero in ossequio alle antiche prescrizioni dell’Ordine; nel 1661 i Carafa, duchi di Noja, nel sottosuolo della navata centrale impiantarono e realizzarono il sepolcro privilegiato della loro famiglia. Da ammirare l'altare maggiore in legno e le cappelle laterali rispettivamente di San Francesco, Sant'Antonio e dell'Immacolata.

[modifica] Chiesa Maria SS.ma Immacolata

Gruppo statuario dell'Annunciazione in legno, 1803

La chiesa dell'Immacolata, anche detta di San rocco, è sita in Piazza Umberto I. La facciata è in stile barocco e l'interno è riccamente decorato da stucchi e marmi policromi con l'altare centrale , anch'esso in stile barocco, con la nicchia della Vergine Immacolata. Presenta un'unica navata con la volta a botte impreziosita dagli affreschi raffiguranti scene di vita di San Rocco( bisognosi di restauri). Destano particolare ammirazione le cappelle laterali rispettivamente di San Rocco, della Madonna di Pompei, di San Nicola e dei simulacri dei Santi Medici e di San Lorenzo.

[modifica] Chiesa Maria SS.ma Annunziata

La chiesa dell'Annunziata, in origine intitolata a Sant'Antonio Abate, è sita sulla strada che porta al Convento dei Cappuccini. La facciata è di modesta fattura, ma lascia sicuramente meravigliati l'interno, riccamente decorato con stucchi e marmi. L'altare maggiore è impreziosito dal dipinto dell'Annunciazione del pittore nojano Giuseppe Demattia. Sulla parete di destra è possibile ammirare un dipinto raffigurante Sant'Elena e il simulacro di S. Filomena; sulla parete sinistra si può ammirare un dipinto di San Nicola e il simulacro di San Giuseppe. A sinistra dell'altare maggiore è presente una nicchia dove è deposto il gruppo statuario dell'annunciazione in legno datato 1803, sempre a sinistra dell'altare maggiore si apre il cappellone con il coro ligneo. Nel cappellone a destra c'è il simulacro in cartapesta di San Francesco da Paola.

Palazzo Crapuzzi, fregi barocchi

[modifica] Palazzo ducale

Sono visibili il portale principale e quello di servizio, ambedue in piazza Umberto I, il largo di corte, denominato Atrio Castello, un accenno di bastione difensivo e qualche traccia dei giardini pensili di un tempo. L’antico maniero normanno che ospitò i conti e duchi di Noja sembra scomparso. Resta la testimonianza tuttora visibile dell’imponente fossato che i Normanni usavano scavare intorno all'erigendo castello.

[modifica] Palazzo Crapuzzi

Costruito sul vecchio fossato, in un rione ancora oggi denominato “sulle mura”. Secondo una recente pubblicazione, sarebbe un'ala del palazzo ducale fatta edificare alla fine del ‘600 [5].

Nonostante il cattivo stato di conservazione, l’immobile è visibile ancora oggi nella sua splendida simmetrica mole, immerso nel verde di palme e agrumi del vecchio fossato, caratterizzato da balconate in pietra e da barocchi festoni che incorniciano porte e finestre. Dispone di accesso carrozzabile da un portale seicentesco e di uno di servizio nei vicoli del retrostante centro storico.

Palazzo della Cultura, ex convento dei carmelitani

[modifica] Palazzo della Cultura

Originariamente convento dei Carmelitani, poi adibito a Municipio in seguito alla ristrutturazione ottocentesca dell'architetto Nicola Carelli, il quale intorno al 1850 progetto' una elegante e lineare nuova facciata neoclassica. La costruzione ubicata in Via Console Positano e' ora adibita a pubblico contenitore culturale. Il medesimo progettista, assieme al suo Maestro architetto Gimma, aveva già curato la ristrutturazione del Palazzo della Prefettura di Bari, alla quale la facciata del Palazzo si richiama.

[modifica] Palazzo Antonelli, poi Santoro

Ubicato sulla via che conduce alla chiesa del Carmine, oggi in stato di degrado e largamente rimaneggiato da deturpanti ampliamenti di fine ottocento. Originariamente concepito come villa suburbana con ampi terrazzi laterali interni, giardino recintato e tenuta agricola retrostanti; agli inizi del ‘700 la proprietà dell’immobile risultava frazionata e fu in più riprese riunificata dalla famiglia Antonelli (attiva nella coltivazione, lavorazione e commercio di filati di lana, cotone e seta), la quale fece poi aggiungere il monumentale portale, oggi acquisito alla proprietà municipale e in fase di restauro. Non vi sono invece notizie circa la committenza e la datazione della restante fabbrica, caratterizzata da un’unica e pregevole prospettiva architettonica: con il cortile centrale, lo scalone traforato e l’affaccio retrostante verso il giardino e la tenuta agricola. [6]

[modifica] Palazzo Positano, poi Macario

Edificato nel 1849 in via Corso Roma su progetto commissionato all’architetto Nicola Carelli. La costruzione richiama gli stilemi neoclassici cari al progettista e comuni ad altri suoi progetti del Centro Murattiano di Bari.

Rappresenta la traccia più significativa dell’architettura neoclassica nojana. Il committente Francesco Positano di Giuseppe era il padre del console Vito Positano, eroe dell’indipendenza bulgara, il quale in questa casa era cresciuto e qui dimorava quando tornava nel suo paese natio. Suo fratello Michele nel 1886 vendette l’avito palazzo alla famiglia Macario che lo ha abitato e conservato sino ai nostri giorni.

[modifica] Chiese campestri

Chiesetta campestre dell'Incoronata

[modifica] Chiesa Maria SS.ma di Loreto, detta del Rito

Sulla provinciale che porta alla borgata di Torre a mare, sorge maestosa la Chiesa del Rito edificata dopo la Prima Guerra Mondiale. La navata ha dei pilastri con capitelli corinzi adornati con foglie di acanto e festoni che reggono gli archi a tutto sesto fino all'altare in marmo dove è posizionato il simulacro in cartapesta leccese del 1919 della Vergine. Da ricordare le nicchie laterali dove sono posizionate quasi tutte le statue più antiche del paese: Sant'Antonio, San Nicola, ecc...

[modifica] Chiesa Santa Maria Incoronata

Sulla contrada omonima spicca subito alla vista con il suo candore la Chiesa dell'Incoronata, a croce latina. L'altare è in marmi policromi con l'effige della Madonna col Bambino. Sulla sinistra dell'altare è riposta una teca contenente la Vergine in trono con Bambino benedicente in legno policromo ( recentemente restaurata). La chiesetta viene aperta il martedì dopo Pasqua perché la gente che resta in campagna ama rendere omaggio alla Vergine Incoronata, infatti il popolo nojano ama festeggiare una Pasquetta tutta sua (la cosiddetta Pasquetta nojana).

[modifica] Masserie

Masseria del Gallinaro

[modifica] Masseria del Gallinaro

Una delle masserie nojane più importanti è sicuramente la masseria del Gallinaro posta a 65m s.l.m sulla vecchia strada comunale che porta a Mola di Bari. La masseria fu edificata nel 1696 in posizione strategica, infatti guarda come una sentinella il mare Adriatico. La masseria fu custodita da vari signori dell'epoca: Donato Tiberi, feudatario di Bitetto e Binetto; il principe Carmine de Angelis di Mesagne; la real Camera di Napoli; Don Francesco Noya, residente in Spagna e infine Sante Noya, arciprete di Mola. Durante la pestilenza che colpì Noja nel 1815 la masseria su adibita a rifugio per gli appestati.

[modifica] Masseria Giotta

L'antica masseria è in località Parchitello e si affaccia sul letto alluvionale della Lama Giotta.

[modifica] Masseria Macario

(Località Borgo Regina- Poggiallegro).

simulacro della Vergine del Carmine, Patrona di Noicàttaro

[modifica] Feste religiose

  • Festa Patronale della Madonna del Carmine. Solenni festeggiamenti( che durano 4 giorni compresa la fiera omonima) della Patrona di Noicattaro dal 1742. La lunga processione, formata dal bellissimo simulacro della Vergine e accompagnata dal simulacro del profeta Elia che impugna una spada infuocata, si snoda per le vie del paese.Le chiavi della città vengono date nella piazza centrale del paese, queste furono offerte dal popolo nojano alla Madonna in occasione della grande siccità che colpì il paese nel 1876. Gran concerto bandistico e luminarie animano queste giornate di festa.
San Rocco - Simulacro in argento
  • Festa in onore di San Rocco.Seconda festa più importante del paese, dopo quella del Carmine. La festa è molto caratteristica perché vengono fatte sfilare in processione ben due simulacri; il primo simulacro è fatto in cartapesta e viene posizionato su un grande altare in Piazza Umberto I e resta per tutti i tre giorni della festa in esposizione ai fedeli; mentre il secondo simulacro è in argento e viene accompagnato in processione per le vie del paese da un'innumerevole schiera di fedeli.I pellegrini accompagnano il Santo portando in mano un cero molto pesante che, a termine della processione, lasceranno ai piedi della statua.
Crocifero
Processione della Madonna del Rito- Chiesa Maria SS. di Loreto
  • Festa della Madonna del Rito e della Pupa(ultimo sabato di settembre).Questa festa è una delle più sentite dal popolo nojano e sicuramente la più attesa dai più piccoli, si articola in diverse serate (dall'arrivo del simulacro della Madonna in Chiesa Madre sino al suo rientro). La terza domenica di ottobre prima del passaggio della Vergine viene fatta esplodere la Pupa, un fantoccio imbottito di fuochi d'artificio.
  • Settimana Santa. Il popolo, profondamente religioso, è rimasto fortemente ancorato a questa cerimonia. Simbolo evidente di questo attaccamento è la figura del crocifero (penitente incappucciato)che porta sulle spalle una pesante croce e alla caviglia una catena di ferro che gli servirà per darsi la cosiddetta disciplina. Arrivati ad ogni chiesa lasciano la propria croce e si fustigano le spalle a colpi di catene. Di particolare importanza sono i gruppi statuari della Passione: la Naka, ovvero il letto di morte di Gesù Cristo, l'Addolorata che viene portata in processione nel cuore della notte, e la terza ed ultima processione è quella dei Misteri composta da bellissimi simulacri in cartapesta leccese di fine '800.
  • Festa della Madonna Annunziata.seconda domenica di maggio( Chiesa dell'Annunziata) Viene portata in processione anche il piccolo simulacro di S. Filomena.
  • Processione di Santa Rita. 22 maggio( Chiesa della Madonna della lama). Nella chiesa di Santa Maria della Lama è molto forte la devozione alla Santa, infatti le bambine del paese vengono vestite con i tradizionali abiti monacali, il 22 maggio dopo la solenne celebrazione della santa messa e dopo la benedizione delle rose viene fatto sfilare il gruppo statuario della Santa, sorretta da un angelo, inginocchiata ai piedi del crocifisso. Al rientro della processione vengono fatti esplodere i fuochi pirici.
  • Processione di Sant'Antonio da Padova. 13 giugno( Chiesa dei Cappuccini). I confratelli distribuiscono durante la processione il cosiddetto pane di S.Antonio.
  • Processione dei SS. Cosma e Damiano. 26 settembre( Chiesa dell'Immacolata).
  • Processione dell'Immacolata. 8 dicembre ( Chiesa dell'Immacolata).
  • Processione di S.Lucia. 13 dicembre ( Chiesetta di S.Lucia).

[modifica] Personalità legate a Noicàttaro

Ritratto del Console Vito Positano esposto nell'Ambasciata italiana di Sofia
Il M° Rito Selvaggi
  • Giovanni Carafa, VII duca di Noja, nato a Noicattaro, all’epoca Noja, il 4 giugno 1715, morto a Napoli il 9 luglio 1768; visse alla corte del Re di Napoli distinguendosi per la vasta cultura unita alla passione antiquaria e numismatica. Spese ingenti somme per il suo personale museo, dopo la morte le sue collezioni passarono al museo borbonico ed ora si possono ammirare nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Ci ha lasciato la Mappa topografica di Napoli e dintorni, conosciuta anche come mappa del Duca di Noja, progetto ambizioso mai tentato prima di allora che fu completato dopo la sua morte. La mappa e' considerata un capolavoro della cartografia del settecento non solo napoletano.
  • Vito Positano, conosciuto anche come Vittorio, nato a Noicattaro, all’epoca Noja, il I ottobre 1833, morto a Yokohama il 26 novembre 1886. Diplomatico italiano, eroe della indipendenza bulgara per aver aiutato il popolo bulgaro a salvare Sofia dalla distruzione durante la guerra Russo-Turca nel dicembre 1877.Il primo consiglio Municipale di Sofia libera lo nominò cittadino onorario e gli intitolò una delle vie centrali della città, nome che ancora oggi quella strada porta. Il suo paese natale gli ha dedicato la via del vecchio municipio.
  • Giuseppe Demattia, pittore, nato a Noja il 1803 da Francesco Giuseppe Demattia e da Domenica Franchini. Gli agiati genitori del pittore furono in grado di dare al proprio figlio una buona e sana educazione intellettuale e morale. Il pittore ebbe la fortuna di salvarsi dal terribile flagello della peste del 1815 che colpì la cittadina. Giuseppe ebbe la sua formazione culturale nel seminario di Molfetta e poi in quello di Bari. In seguito frequentò l'Università di Napoli conseguendo la laurea in giurisprudenza. Per la sua innata passione nei confronti della pittura frequentò l'Accademia delle Belle Arti di Napoli e poi si perfezionò alla scuola di Vincenzo Camuccini a Roma. La maggior parte delle sue opere pittoriche possono essere ammirare soprattutto nella Chiesa di S. Maria della Lama in Noicàttaro e in altre chiese dello stesso paese, non mancano però opere situate in altre chiese dei paesi limitrofi come Bisceglie, Capurso,Rutigliano, Adelfia e Turi.
  • Nicola Pende, nato a Noicattaro il 21 aprile 1880, morto a Roma l’8 giugno 1970. Medico endocrinologo, con i suoi studi ha posto le basi della moderna endocrinologia.
  • Rito Selvaggi, nato a Noicattaro il 22 maggio 1898, morto a Zoagli il 19 maggio 1972. Compositore, direttore d'orchestra e musicista italiano.
  • Giovanni Battista Vinacci pittore (1707-1791)
  • David Gallo letterato (1594-1650?)
  • Pietro Carocci letterato (1600-1669)
  • G.Battista Gassi letterato (1637-1703)

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


Il notevole aumento demografico registrato a partire dagli anni '80 è riferibile a Parchitello e agli altri villaggi residenziali sorti in prossimità nella fascia costiera di Bari - Torre a Mare (Città Giardino, Parco Scizzo, Borgo Regina, ecc.)

Dopo il 1990 in paese si è anche stabilita una piccola comunità di origine albanese la quale, col passare degli anni, è aumentata notevolmente.

[modifica] Trasporti e infrastrutture

Il centro cittadino di Noicattaro è collegato a Bari e al resto della Puglia tramite una stazione delle Ferrovie del Sud Est, la quale è anche dotata di un ampio parcheggio. Sulla linea di confine con il comune di Bari, a 5 km da centro abitato, sorge invece la stazione di Bari - Torre a Mare sulla direttrice delle Ferrovie dello Stato che congiunge Lecce a Bologna; da questa stazione è anche possibile raggiungere facilmente Bari con i treni del Servizio Metropolitana di Bari.

[modifica] Sport

L'Associazione Sportiva Noicattaro attualmente milita nella Lega Pro 2^ divisione girone C.

Presenti inoltre altre associazioni calcistiche operanti nel settore giovanile, come l'associazione Pro Gioventù che dal 1989 ha collezionato diversi successi regionali, e nel settore dilettantistico, come l'ASD Noja Calcio che dal 1996 difende i colori cittadini in campionati provinciali e regionali.

Dal 6 al 12 giugno 2009 la Noja Calcio Pro Gioventù (combine fra le associazioni Noja Calcio e Pro Gioventù) ha partecipato alla XIII edizione del Torneo Internazionale Gaetano Scirea assieme a Juventus, Real Madrid, Inter, Sparta Praha, Arsenal USA, Matera, Bari, Sampdoria e Taranto, sui campi di Matera, Castellaneta, Laterza e Noicàttaro.

Inoltre è in rapida espansione il Calcio a 5 con la società, nata nel 2007, l'A.S.D. Atletico Noicattaro,che nelle prime due stagioni è riuscita a centrare i play-off. La squadra gioca nel Palazzetto dello Sport "Sandro Pertini".

Sulla provinciale per Torre a Mare, in località Poggioallegro, è nato il Parco Acrobatico Adrenalin Zone.

[modifica] Cultura

Negli ultimi anni Noicattaro è stata protagonista di eventi culturali e musicali di grande rilievo, grazie all'opera delle associazioni culturali. In particolare, l'associazione "Presidio del Libro" ha affrontato diverse tematiche inerenti la lettura, riempendo la biblioteca e il palazzo della cultura di pubblico grazie ad ospiti di rilievo quali Folco Terzani e Angela Staude, Moni Ovadia, Massimo Fini, Margherita Hack, Alessandro Bergonzoni, Nichi Vendola, Miriam Mafai. Inoltre, nel 2006 ha organizzato la prima notte bianca nojana. Risiede a Noicattaro il giornalista ed imprenditore Vito Castellaneta (collaborazioni con Telenorba, Carnevale di Putignano, Coldiretti Nazionale, Quotidiano Puglia per il quale ha seguito il mondiale di calcio del 2002 e l'europeo del 2004)

Dal 2005 al 2006 era attivo in paese un circolo ARCI intitolato ad Antonio Gramsci.

[modifica] Musica

Per approfondire, vedi la voce Total Metal Festival.

Nel 2006 e nel 2007 si è svolto, nel campo sportivo comunale, l'evento metal di maggior rilievo del Sud Italia, noto come Total Metal Festival. Attualmente il concerto si tiene a Bari.Inoltre in estate sono presenti numerosi eventi musicali nel periodo estivo con l'esibizione di numerose band come i Pooh, Patty Pravo, I Cugini di Campagna o le varie cover band (Vasco Rossi, Ligabue ecc.)

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Giovanni Dipierro (PD-IDV-PSI) dal 14/06/2004
Centralino del comune: 080 4784111
Posta elettronica: info@comune.noicattaro.bari.it

[modifica] Bibliografia

  • Vincenzo Roppo, Noa, Memorie storiche del comune di Noicattaro, Ed. Fiorentino, Noicattaro, 1927.
  • Sebastiano Tagarelli, Vol. I-Dal mare all’entroterra, Vol. II-Il Medio Evo, Vol. III-Chiese e Monumenti, Grafiche Nuova Doge, Castellana Grotte, 1980 e 1981.
  • Ettore M. De Juliis, Archeologia in Puglia, Adda Editore, Bari, 1983.
  • Nicola Rotundo, Il convento dei Carmelitani calzati a Noja, A.G.A. Alberobello, 1985.
  • Armando Antonelli, L’emblematico cammino di una famiglia in Puglia dal 1500 al 1850, Schena editore, Fasano, 1989.
  • Biagio Salvemini, La citta’ del negozio, in Storia di Bari nell’ottocento, ed. Laterza 1994.
  • Giacomo Settanni, Noicattaro & Kotor, Storia di un rapporto solo leggendario, Schena editore, Fasano, 1997.
  • Giacomo Settanni , Toponomastica Nojana, Schena editore, Fasano, 2001.
  • Michele Sforza, Giovanni Carafa Duca di Noja, Levante editori, Bari, 2005.
  • Francesco Dell’Aquila, Goffredo il Normanno, Adda editore, Bari, 2005.
  • Giacomo Settanni, La fabbrica di S. Maria della Pace in Noja, Origini, storia, metamorfosi e vicende (XI-xx sec.), Schena editore, Fasano, 2005.
  • Giacomo Settanni, Le chiese extra moenia di Noja-Noicattaro, Schena editore, Fasano, 2006.
  • Rita Tagarelli, Vito Positano - Console, in Celebrando momenti e personaggi storici, Libera Universita' della Terza Eta', Noicattaro Maggio 2006.
  • Rita Tagarelli, Una passeggiata a Noicattaro, Grafica 2P, Noicattaro, 2007.
  • Leonardo Petrosino, Un Palazzo tardo-barocco di fine Settecento, in I Misteri di Palazzo Santoro di V. Didonna, Edizioni 2P, Noicattaro, 2007.
  • Vito Didonna, L’Ultimo duello, Noja Edizioni 2P, Noicattaro, 2008.

[modifica] Note

  1. ^ Italian Istat, bilancio demografico anno 2008. Istat. URL consultato il 2009-06-21.
  2. ^ Climatologia delle Murge basse. URL consultato il 30-03-2009.
  3. ^ v.(Francesco Dell’Acquila, Goffredo il Normanno, op. citata, pagg. 124 e 127, dove sono trascritti due documenti risalenti al 1094 e al 1096, nei quali Goffredo di Conversano si qualifica "dominator loci Noe")
  4. ^ v.(Nicola Rotundo, Il convento dei Carmelitani Calzati a Noja, op. cit., pag. 21).
  5. ^ v.(Vito Didonna, Il Palazzo del duca, in L'ultimo duello, op. cit.).
  6. ^ v.(Leonardo Petrosino, Un Palazzo tardo-barocco di fine Settecento, op. cit.).

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali