Palo del Colle
| Palo del Colle comune |
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Domenico Conte (centrodestra) dal 16 maggio 2011. | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 41°3′0″N 16°42′0″E / 41.05°N 16.7°ECoordinate: 41°3′0″N 16°42′0″E / 41.05°N 16.7°E | ||||
| Altitudine | 177 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 79,06 km² | ||||
| Abitanti | 21 786[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 275,56 ab./km² | ||||
| Frazioni | Auricarro | ||||
| Comuni confinanti | Binetto, Bitetto, Bitonto, Toritto | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 70027 | ||||
| Prefisso | 080 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 072033 | ||||
| Cod. catastale | G291 | ||||
| Targa | BA | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | Palesi | ||||
| Patrono | Santissimo Crocifisso di Auricarro | ||||
| Giorno festivo | 16 settembre | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Palo del Colle all'interno della provincia di Bari |
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| Sito istituzionale | |||||
Palo del Colle (Pàlə in dialetto barese) (denominazione ufficiale dal 1863; anticamente designata con Terra di Palo)[2] è un comune di 21.716[3] abitanti della provincia di Bari situato a circa 17 km dal capoluogo pugliese. Unico nella zona, il centro abitato insiste su un colle alto 177 m s.l.m dominato dal Settecentesco "Palazzo Filomarino Della Rocca", dall'edificio della chiesa matrice "Santa Maria La Porta" e dal Trecentesco campanile in stile Romanico pugliese, tra i più imponenti e maestosi di Puglia, indicato dai Palesi con il nomignolo: u Spiàune ("lo Spione"). Famoso è il Palio del viccio che quivi si svolge nel giorno del martedì grasso.
Geografia fisica [modifica]
| Per approfondire, vedi Geografia della Puglia. |
Territorio [modifica]
Il territorio comunale con una superficie di 79,06 km²[4]. estendendosi tra le quote altimetriche 104 e 325[5] incastonato tra quelli di Bitonto (a Nord-Ovest), Bitetto, Binetto (a Est) e Toritto (a Sud), si presenta come una zona rurale e paesaggistica unitaria caratterizzata dalla presenza prevalente di uliveti intervallati da vigneti nonché da mandorleti e frutteti; di macchie mediterranee e di alberi ornamentali di alto fusto (generalmente di pini ma non soltanto). Il dolce declinare collinoso da Nord-Est in direzione Sud verso le Murge e la presenza di tre lame di cui la più importante, denominata Lamasinata che dopo aver avuto origine nel territorio di Palo (non molto lontano dal centro abitato, attraversandolo perifericamente in direzione della frazione di Auricarro), procedendo su quelli di Bitetto e Modugno, sfocia nel Mare Adriatico, dunque di Bari, caratterizzano ulteriormente questo territorio.
- Classificazione sismica[6]: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima [modifica]
Generalmente mediterraneo, il clima di Palo, secondo la classificazione dei climi di Köppen, appartiene alla fascia "D" ossia al clima freddo delle medie latitudini caratterizzato da inverni freschi spesso sferzati da venti freddi balcanici ed estati calde e lunghe e non raramente anche torride per l'azione di venti caldi sciroccali. Le temperature medie invernali si aggirano intorno gli 8 °C e quelle estive ai 23 °C con piovosità annua di poco meno 600 mm con il verificarsi di gelate causate dalle forti escursioni termiche riscontrate nella stagione primaverile.
La tabella sottostante mostra i dati dei valori medi registrabili nell'area delle "Murge basse" applicabili al comune di Palo del Colle inserito appunto in quest'area climatologica pugliese.[7]
| Palo del Colle | Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 10,5 | 11,4 | 13,6 | 17,4 | 22,2 | 26,5 | 29,1 | 29,3 | 25,4 | 20,2 | 15,7 | 12,1 | 11,3 | 17,7 | 28,3 | 20,4 | 19,5 |
| T. media (°C) | 7,3 | 7,9 | 9,8 | 12,9 | 17,3 | 21,4 | 24,0 | 24,1 | 20,8 | 16,3 | 12,2 | 9,0 | 8,1 | 13,3 | 23,2 | 16,4 | 15,3 |
| T. min. media (°C) | 4,2 | 4,3 | 6,0 | 8,5 | 12,3 | 16,2 | 18,8 | 19,0 | 16,2 | 12,4 | 8,6 | 5,8 | 4,8 | 8,9 | 18 | 12,4 | 11 |
| Precipitazioni (mm) | 61 | 64 | 58 | 42 | 39 | 30 | 21 | 27 | 47 | 68 | 74 | 66 | 191 | 139 | 78 | 189 | 597 |
| Umidità relativa (%) | 78,4 | 77,1 | 75,1 | 72,0 | 69,1 | 65,2 | 61,6 | 63,6 | 70,7 | 77,3 | 79,3 | 79,4 | 78,3 | 72,1 | 63,5 | 75,8 | 72,4 |
Storia [modifica]
Toponimi [modifica]
Per la probabile esistenza di Palo del Colle già in epoca greca[9], il primo nome attestato sarebbe Palìon[10]. Scrive Cirielli a proposito di ciò[11]:
| « A tre miglia odierne da Bitonto e più dentro terra era la città dei Palionensi, che il solo Plinio ricorda tra i popoli mediterranei di Calabria. Dal loro nome deducendo quello della città, cioè Palìon, par probabile che si fosse così denominata dal più antico sito delle città vicine di Butonto e di Grumo, fra le quali è l'odierna Palo e nei cui dintorni sparsi di ruderi, si crede che fosse stata o la città antica o le diverse borgate dei Palionensi. » |
Un'altra possibile ipotesi deriva da una possibile esistenza dell'abitato in epoca latina[12], come riferito da uno scritto anonimo, [13], riferendosi probabilmente al gioco del palio richiamato da Plinio:
| « [...]In quanto al nome non è fuor di ragione il credere che sia stato cosi' chiamato dal "gioco del palo" (o del palio?), che ivi era in uso, al che pare che faccia allusione Plinio quando dice: ludi qui fiebant more Palensium » |
Età antica: origini ed epoca romana [modifica]
Come già detto sopra riguardo i toponimi[14], è probabile che, stando ai resti rinvenuti nello stesso territorio, Palo sia di origine greca, probabilmente col nome di Palìon.[15]. Il primo abitato si sviluppò esattamente sulla parte più alta del colle[16], ma la notizia più certa si ha con Plinio che, citando i popoli della "seconda regione d'Italia"[17],ricorda i centri pugliesi, tra i quali viene citato il popolo dei Palionenses:
| « Argentini, Butuntinenses, Deciani, Brumbestini, Norbanenses, Palionenses,... » |
| (Plinio) |
Il primo insediamento fu posto esattamente alla sommità del colle[18], in quanto posizione strategica per la difesa contro i nemici[19], oltre che per il terreno circostante molto ricco e fruttifero[20].
Monumenti e luoghi di interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
Cappella Ficarella detta Francavilla [modifica]
Cappella Santa Maria dei Martiri [modifica]
Cappelletta dell'Immacolata [modifica]
Chiesa della Madonna della Stella [modifica]
Chiesa della Madonna delle Grazie [modifica]
Chiesa della Madonna di Juso [modifica]
Chiesa del Purgatorio [modifica]
Chiesa dello Spirito Santo [modifica]
Chiesa di San Domenico [modifica]
Chiesa di San Francesco da Paola [modifica]
Chiesa di San Giuseppe [modifica]
Nel 1836 l'assemblea degli affiliati alla pia associazione Congrega di San Giuseppe e di San Vincenzo de' Paoli (istituitasi a Palo il 14 giugno 1789 nella non più esistente cappella di San Nicola), deliberò di edificare una nuova chiesa dedicata al culto di San Giuseppe[21]. Su proposta del Comune fu deciso, con deliberazione decurionale del 20 marzo 1836, di costruire il manufatto su un terreno demaniale situato a valle del centro abitato, odierna Piazza Diaz, denominata Lago (in realtà uno stagno creatosi per la particolare conformazione urbanistica della cittadina: era una zona dove confluivanono, ristagnando pericolosamente, le acque meteoriche provenienti dalla cima del colle. L'accumularsi di detriti, immondizie e crisiale – residui delle soponerie esistenti all'epoca -, rendevano questo luogo particolarmente esiziale per la salute della popolazione. In questo contesto, dunque, si giustifica la proposta dell'Amministrazione comunale: la costruzione del tempio avrebbe comportato lavori di bonifica risolvendo, prevenendoli, gravi problemi di natura sanitaria e di igiene pubblica). A tal proposito il Comune cedette un'area, pari a ordini tre e passi 13 dell'antica misura napoletana[22], alla Congrega con la dichiarazione esplicita che il suolo doveva servire per erigere il nuovo tempio con due sottanini adiacenti per uso di sagrestia e di deposito e il prospetto della chiesa doveva fronteggiare la strada detta del lago (odierna Corso Garibaldi). Su progetto dell'architetto Domenico Fallacara di Bari, assistito dal figlio Vincenzo, i lavori, eseguiti dall'imprenditore edile Giuseppe Conte e dal figlio Gaetano, iniziarono il 25 luglio 1837 con la posa solenne della prima pietra da parte del direttore spirituale della Congrega – don Domenico Andriola – e ultimati nel 1841. Il 5 settembre dello stesso anno fu benedetta e inaugurata dal medesimo sacerdote.
I costi sostenuti risultarono maggiori rispetto ai fondi raccolti e disponibili attraverso oblazioni e donazioni varie dei fedeli e il disavanzo fu ripianato da don Giuseppe Frasca Santeramo prima e alla morte di questi dalla di lui vedova donna Domenica Valentini la quale si dimostrò, nel tempo, vera benefattrice nei riguardi sia della Congrega che della fabbrica della chiesa. Infatti il 19 febbraio 1851, donò un capitale censo di 120 ducati all' associazione e nel 1853 fece costruire, a sue spese, il campanile (direttore tecnico dei lavori: ingegnere don Vincenzo Danisi) dotandolo di campana (realizzata a Palo dal Ripandelli). Nel 1855, sempre a proprio carico, fu pavimentata la chiesa e nel 1857 realizzato l'altare maggiore in marmo. Dotò inoltre il nuovo tempio di innumerevoli arredi sacri risultando, alla fine, notevole il pio apporto della nobildonna tanto da indurre la Congrega, in segno di ringraziamento e riconoscenza perpetue, a dichiarare, con delibera del 26 luglio 1857, la chiesa di San Giuseppe di patronato della suddetta benefattrice. Sull'architrave del timpano del prospetto principale, è incisa un'iscrizione in latino che tramanda e testimonia ai posteri la volontà espressa nella delibera suindicata.
Tra le opere d'arte che arricchiscono la chiesa di San Giuseppe, si segnalano il quadro del Crocifisso (collocato sull'omonimo altare) donato dal sig.Giovanni Nardi e la tela della Fuga in Egitto, opera della pittrice Anna Rolli (1816-1851).
Chiesa di San Rocco [modifica]
La più antica notizia, apparentemente certa, circa l'esistenza di una chiesa di S.Rocco fuori da le mura a Palo, la si apprende dal Liber Baptizator (anni 1555-1575; A.S.p di Santa Maria La Porta di Palo del Colle) alla data del 1º gennaio 1556[23]. Ulteriori informazioni in merito emergono dai Catasti Onciari del 1663 e del 1752 che fanno riferimento rispettivamente a San Rocco e alla strada di S.Rocco; dunque non è certo che all'epoca esistesse una chiesa bensì forse una zona, una contrada al Santo riferendosi. Comunque sia nel XVIII secolo un edificio dedicato al Taumaturgo doveva risultare in rovina tanto da indurre la Canfraternita di S.Rocco (fondatasi con regio assenso di Ferdinando IV il 23 ottobre 1789[24]) a costruire una nuova chiesa in onore di S.Rocco con delibera del 14 marzo 1790[25] I lavori sembrano essere stati iniziati nel 1798 così come suggerirebbe una lapide marmorea, collocata sulla destra dell'ingresso che si apre su via XXIV maggio, contenente la lista dei benefattori che contribuirono all'edificazione dell'edificio datata appunto in quell'anno[26]. Da ricerche di archivio effettuate nel XX secolo da don Matteo Giuliani, si apprende che nel 1824 il manufatto già richiedesse lavori di restauro. Nel 1828 furono raccolti nuovi fondi (dopo quelli del 1824 che finanziarono ristrutturazioni che non produssero i risultati sperati) e commissionati a Giuseppe Conte i lavori di costruzione di un sottano tutt'oggi esistente. Nel 1843 furono abbattute le vecchie volte e innalzati i muri laterali e la parete posteriore (le vetuste furono sostituite da due a vela e altrettante a botte in sequenza alternata) e ripristinati gli altari. L'opera fu affidata a Girolamo Lovero che l'eseguì su progetto dell'arch. Vincenzo Fallacara di Bari e terminati il 14 ottobre 1843.[27] Nel 1867 si aggiunse l'altare maggiore marmoreo – oggi della Madonna di La Salette – e tra il 1884 e il 1888 si provvide ad ampliare, la chiesa, a Nord, con la costruzione di un manufatto di pari volumetria e nel medesimo stile del primo creando un nuovo prospetto e portale - il medesimo che si affaccia sull'odierna piazza Dante -. Infine nel 1898 venne aggiunto il campanile. La facciata di levante, dunque, è tutto ciò che resta dell'antica e originaria chiesa (la preesistente ai lavori di ampliamento della seconda metà dell'Ottocento). Tra le opere d'arte che arricchiscono questa chiesa, vanno citate la statua in legno raffigurante San Rocco del 1797 – opera di Riccardo Brudaglio di Andria[28] -; gli affreschi del pittore barese Umberto Colonna del 1958:[29]S.Rocco pellegrino e la Madonna di La Salette. Una statua settecentesca raffigurante la medesima Madonna; una di San Michele Arcangelo e una di S.Luigi coeve alla prima. Meritano menzione, inoltre, un dipinto del 1937 di S.Teresa del Bambino Gesù del Colonna e due tele dell'Ottocento collocate nella sagrestia: la prima raffigurante L'apparizione dell'Arcangelo Gabriele a Tobia e la seconda il Sacro Presepio. L'organo acquistato dalla Confraternita nel 1886 per la somma di L. 250 (che sostituì il preesistente del 1820[30]), completa questa sommaria lista.
Chiesa di San Vito Martire [modifica]
Chiesa di Santa Maria La Porta [modifica]
Chiesa di San Sebastiano (Santa Maria Assunta) [modifica]
Architetture civili [modifica]
Palazzo Curci [modifica]
Palazzo Della Mura [modifica]
Palazzo Filomarino Della Rocca [modifica]
Incorporando i resti dell'antico castello Trecentesco, il Palazzo del Principe (così indicato dai palesi) domina lo skyline della sommità del colle. Attribuito alla magnanimità[31] di Giambattista Filomarino III, l'opera risulta non completata poiché Giacomo Filomarino, ultimo feudatario di Palo, non ebbe modo di terminare i lavori in seguito all'abolizione del Feudalesimo con il diffondersi, nell'Europa del tempo, dei principi veicolati dalla Rivoluzione francese. L'edificio è stato fatto oggetto, recentemente, di lavori di restauro (durante i quali è stato possibile notare l'attacco dei muri portanti in pietra sulla roccia madre - non livellata – in alcuni punti che, insieme a locali con volte e archi a sesto acuto, i costoloni, le volte a crociera, incisione dei lapidei, finestre tompagnate e monofore visibili nel cortile interno e nell'androne d'ingresso, testimoniano la presenza della vecchia struttura medievale[32]) e restituito alla comunità locale. Nel complesso, pur risultando deturpato nell'espressione architettonica originaria con l'inserimento (in tempi moderni) di balconi e l'apertura di finestre soprattutto lungo il prospetto maggiore che si affaccia su "Piazza Santa Croce"; suddiviso oggi in unità abitative private, locali a deposito e sedi di attività commerciali e di aggregazione sociale, l'opera con il corpo centrale modulato su tre livelli di aperture orizzontali e una serie di lesene a scandirne la verticalità; quattro corpi di fabbrica secondari angolari avanzati rispetto al principale e il monumentale ingresso sormontato dal lapideo blasone della nobile famiglia dei Filomarino d'Aspide, preserva i caratteri stilistici di un edificio neoclassico.
Palazzo Frasca [modifica]
Palazzo Guaccero [modifica]
Palazzo Perrone [modifica]
Palazzo Ricchioni [modifica]
Costruito dall'architetto Luigi Castellucci nel 1867 in perfetto stile neoclassico.
Palazzo San Domenico [modifica]
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[33] 
Etnie e Minoranze Straniere [modifica]
La presenza straniera ammonta a 296 cittadini pari all'1,37% circa del totale dei residenti[34].
Dialetto [modifica]
| Per approfondire, vedi Dialetti della Puglia. |
Introduzione [modifica]
Il dialetto palese (u dialéttə palàisə) è una varietà del Dialetto barese parlato a Palo del Colle (Palə) con leggere variazioni rispetto ai vernacoli utilizzati nei paesi limitrofi (bitontino, grumese, binettese, torittese, bitettese e modugnese). Come qualsiasi altro idioma locale, la "parlata" palese si è strutturata e formata nel tempo modificandosi con l'avvicendarsi delle varie culture che hanno interessato la Terra di Bari. Un susseguirsi di avvenimenti storici e conseguenziali influenze sul dialetto medesimo che giustificano – almeno in parte – l'attuale struttura fonosintattica e morfologica. Non è un caso che nel lessico sopravvivano termini provenienti dallo spagnolo, francese (es.sciaffèrrə = autista dal fr. chauffeur; buàttə = scatola dal fr. boite), longobardo, arabo (es:ləmònə = limone dall'ar. limun; caràffə = caraffa dallar. carrafa; maràngə = arancia dallar. narangí) e bizantino. Mancando studi sistematici e specialistici – supportatati da scientifica coerenza –, la "volgarizzazione" del palese, in termini letterari e grafologici, è affidata all'opera di studiosi ed appassionati di storia locale e non. Rimane da segnalare la diversa dizione che contraddistingue il "corrente-popolare" da quello "arcaico-ingentilito" (quest'ultima sempre più rara e quasi scomparsa del tutto), la prima caratterizzata da una pronuncia più aperta (es. faròinə = It. farina), la seconda più chiusa (farínə).
Morfologia e fonosintassi (cenni) [modifica]
Accento [modifica]
Sulle "a" è sempre grave, sulle "i" e "u" acuto. Sulle vocali "e" e "o" è grave quando hanno suono aperto (es.arəlògə = orologio; sèccə = seppia…) acuto se stretto (fórə = fuori; méelə = miele…). In ogni caso ha sempre funzione tonica e nelle parole piane non viene utilizzato sulle "a", "i" e "u" se non quando serve per altre esigenze. Nelle parole sdrucciole è sempre utilizzato e sulle "e" e "o" assume anche funzione fonica.
Trascrizione e dizione [modifica]
Le "a", "à", "i", "í", "u", "ù" si pronunciano come le corrispettive – atone e toniche – italiane, mentre le "è" e "ò" come le aperte (sempre in sillaba tonica). Le "é" e "ó" – in sillaba tonica – come le italiane chiuse. La vocale "e" muta indistinta (o schwa), come nel francese mère (= madre), non è mai accentata (es.melàunə = melone) e può essere trascritta con il segno ə[35] (quindi: melàune o məlàunə ; pape o Papə = Papa...). Con il segno "u" si trascrivono gli articoli "il" e "lo" (u dialéttə = il dialetto; u sfalzòinə = lo sfalzino), restando invariato il genere femminile "la" (la Madónnə = la Madonna...). Gli articoli determinativi plurali si trascrivono con il segno "i" (i múarsə = i morsi; i làmiə = le volte; i acérrə = gli uccelli…), assumendo valore di semivocale o semiconsonante, insieme a "j", all'inizio di parole seguite da vocali accentate ( u jàzzə = il giaciglio; u uàchə = il lago) o intervocaliche (es. assàjə = assai). I suoni corrispondenti agli italiani "chi" di chiacchiere e "cchi" di secchio, "ghi" di ghiaccio, "gghi" di agghiacciare…si trascrivono rispettivamente con chj, cchj, ghj e gghj (es. chjàcchjərə; sicchjə ; ghjàccə ;agghjacciàjə…). La "c" con suono duro (come in "che") può essere trascritto con il segno "k". La "g" di figlio…in ghjə o gghjə (fígghjə). Le parole che contengono sck, vanno pronunciate come nel napoletano scala (vale a dire il suono sc nell'italiana scempio seguito dal suono k, per esempio). Nel palese va registrata l'abbondante presenza di variazioni vocaliche – all'interno dei fonemi medesimi – dovute alle alterazioni delle stesse (in sillabe toniche) sotto l'influsso delle vocali delle sillabe finali – metafonesi –[36]. Molti vocaboli nel cambiare genere o nel passare dal singolare al plurale, cambiano aspetto ( la məgghjéerə = la moglie, i məgghjíarə = le mogli; u patrèunə = il padrone, la patràunə = la padrona; u vécchjə = il vecchio, i víacchjə = i vecchi…).
Piccolo lessico [modifica]
- Abbèusə = abuso
- àgghjə = aglio (Allium sativum);
- arrəpajə = conservare;
- avàjə = avere;
- azzàrdə = azzardo;
- bannə = bando;
- béstiə = bestia;
- bubbù = upupa (Upupa epops);
- cadàjə = cadere;
- callarə = caldaia;
- cappíaddə = cappello;
- cùrtə = corto;
- dəlàurə = dolore;
- dəscursə = discorso;
- dòjə = giorno;
- èrvə = erba;
- èuvə = uva;
- fàlzə = falso;
- fəcazzə = focaccia;
- fraffàllə = farfalla;
- gàggə = gabbia;
- ghèzzə = ghiandaia (Garrulus glandaria);
- grànnə = grande;
- gràstə = grasta = vaso da fiori;
- jàitə = bietole (Beta vulgaris);
- jòjə = io;
- làrghə = largo;
- lattèuchə = lattuga (Lactuca sativa);
- litrə = litro;
- lùmbrə = more di rovo (Rubus fruticosus L.);
- macaràunə = maccherone;
- màilə = mela (Malus communis L.);
- màitə = catasta;
- màzzə = mazza;
- mèstə = maestro;
- nàivə = neve;
- nəttàtə = nottata;
- nzíartə = innesto;
- ognèunə = ognuno;
- ótrə = otre;
- paccə = pazzo;
- pànə = pane;
- pasc = pace;
- pòichə = gazza (Pica pica);
- pròisə = vaso da notte;
- quàgghjə = quaglia (Coturnix coturnix);
- quàirə = pelle;
- ratavíaddə = rastrello;
- ruòinə = rovina;
- ruzzə = ruggine;
- salviéttə = salvietta;
- samméuchə = sambuco (Sambucus nigra L.);
- scarràssə = fessura;
- sparèscə = sparire;
- spàrgə = asparagi (Asparagus officinalis);
- sprəuàjə = potare;
- súannə = sonno;
- tammùrrə = tamburo;
- taràndə = tarantola;
- tərrózzuə = carrucola;
- tòinə = tino;
- tunnə = tondo;
- úagghjə = olio;
- úarəscə = orzo;
- úartə = orto;
- vəlànzə = bilancia;
- víandə = vento;
- viccə = tacchino (Meleagris gallopavo);
- vóschə = bosco;
- vràzzə = braccio;
- zàuchə = fune.
Esempi [modifica]
- Cognjugaziónə du Módə Andicatìvə Preséndə du vèrbə Jéssə.[37]Preséndə:Jòjə sò, Tèuə sí, Jiddə/Jèddə jè, Nèuə sòimə, Vèuə sòitə, Lórə sòndə|Passàtə próssəmə: Jòjə sò statə, Tèuə sí statə, Jiddə/Jèddə è statə, Nèuə sòimə statə, Vèuə sòitə statə, Lóre sò statə|Ambərféttə: Jòiə jièrə, Tèuə íarə, Jiddə/Jèddə jèrə, Nèuə jièrəmə, Vèuə jíarəvə, Lóre jièvənə|Trapassàtə próssəmə: Jòjə èra statə, Tèuə íra statə, Jiddə/Jèddə èra statə, Nèuə jièrəmə statə, Vèuə jíarəvə statə, Lórə èrənə statə|Passàtə remótə: Jòjə fùabbəchə, Tèuə fùastə, Jiddə/Jèddə fù, Nèuə fùmmə, Vèuə fùastə, Lórə fùrənə|Trapassàtə remótə: Jòjə fùbbəchə statə, Tèuə fùastə statə, Jiddə/Jèddə fù statə, Nèuə fùmmə statə, Vèuə fùastə statə, Lórə fùrənə statə|Futùrə sèmbləcə: Jòjə è jèssə, Tèuə ada jèssə, Jiddə/Jèddə ó jèssə, Nèuə ama jèssə, Vèuə avìta jèssə, Lórə ònna jèssə|Futùrə anderiórə: Jòjə è jèssə statə, Tèuə ada jèssə statə, Jiddə/Jèddə o jèssə statə, Nèuə ama jèssə statə, Vèuə avìte jèssə statə, Lórə ònna jèssə.
- Séttə, quattòrdəcə, vindèunə e vindóttə, la majèstə mè dâtə i bóttə, mi è ddâtə fòrtə fòrtə, sétte, quattòrdəcə, vindèunə e vindóttə.[38]
"Ognjéunə stasséulə saupə u córə də la tèrrə / trafìttə da nu ràsc də sàulə / e jè sùbbətə sàirə".
Cinema [modifica]
A Palo del Colle è stato girato il film "Tutto l'amore che c'è" con un cast che annoverava tra gli altri Vittoria Puccini e Gerard Depardieu, flm diretto da Sergio Rubini.
Cultura [modifica]
Istruzione [modifica]
- Scuole Primarie: 3
- Scuole Secondaria di I grado: 3
Biblioteche [modifica]
La Biblioteca Comunale "Mons. G.M. Giuliani" fu fondata nel 1946 da un comitato di cittadini palesi indirizzati da monsignor Giuliani, che la diresse sino al 1974. Nel 1952 ottenne riconoscimento giuridico da parte dell'amministrazione comunale.[41] Il patrimonio bibliografico conta complessivamente cinquantamila unità, tra le quali il fondo antico e raro costituito da pergamene che riproducono diplomi di laurea sette e ottocenteschi in Medicina, Giurisprudenza e Teologia dell'Università di Napoli, quattro atlanti geografici settecenteschi del Bonghi, con incisioni in rame, e tre tele coeve di scuola napoletana.La biblioteca è anche sede dell'Archivio Storico comunale, in fase di riordino, che comprende una sezione preunitaria e l'altra successiva all'unità d'Italia. Di notevole interesse storico-artistico-culturale è un manoscritto musicale membranaceo del XII secolo.
Media [modifica]
Radio [modifica]
- Radio Onda Stereo[42]
Stampa [modifica]
- Il Faro Palese (periodico trimestrale).
Internet [modifica]
Associazioni culturali [modifica]
- Archeoclub d'Italia "Palion"
- Centro di promozione Culturale "Il seme e la rondine", attivo dal 2007 nella tutela del territorio, dell'ambiente e del patrimonio storico-artistico locale;[46]
- Associazione "Cercasi un fine", scuola di formazione all'impegno sociale e politico presente dal 2008;[47]
- "LiberAggiunta": associazione di volontariato;
- Libera Università "Domenico Guaccero"(UTE Associata Federuni)
- Pro Loco: attiva dal 1972, opera con l'intento di valorizzare la storia, i beni - culturali e ambientali - e le tradizioni folkloristiche locali con l'organizzazione di eventi (particolarmente interessanti risultano il Palio del Viccio e Il corteo storico della regina Bona) finalizzati a stimolare e favorire un interesse e flusso turistico verso la cittadina[48]
Eventi [modifica]
- Palio del viccio: il martedì grasso si tiene una corsa di cavalli tra i rioni cittadini con in palio un viccio (tacchino in dialetto); per vincerlo occorre forare con una lancia un vescica sospesa a diversi metri di altezza. Spettacolare è l'abilità del cavaliere che, per poter centrare la minuscola vescica, esegue acrobazie equestri cavalcando quasi in piedi. Il resto della manifestazione continua con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi mascherati per poi finire con la degustazione del tacchino, cucinato in tutte le salse, nella principale piazza del paese.
- Festa di Santa Croce:Il 3 maggio ad Auricarro, frazione agricola del paese, si svolge la tradizionale, festa religiosa dedicata al Santo Patrono ed in memoria del Santo Crocifisso che la tradizione vuole sia stato rinvenuto in questa località. La parte religiosa rievoca tale ritrovamento con una processione per riportare il Crocifisso, che durante i mesi invernali è venerato nella Chiesa Matrice, nella chiesetta medioevale appositamente dedicata, successivamente il Parco di Auricarro diventa il palcoscenico della festa più propriamente laica. Tutte le campagne circostanti diventano il luogo d'incontro della prima scampagnata primaverile, per poi finire la serata con la tradizionale festa a base di musica sul sagrato del Parco. La festa viene anche ricordata per la rituale distribuzione del pane benedetto e la sfilata dei carri votivi ornati di fiori e trainati da buoi o cavalli, che accompagnano la processione. È tradizione, alla fine della festa spogliare i carri dei loro ornamenti.
Personalità legate a Palo del Colle [modifica]
- Leopoldo Curci
- Domenico Guaccero
- Santa Scorese
- Vito Antuofermo
- Bianca Guaccero
- Simeone Di Cagno Abbrescia
- Leonardo Tricarico, l'alieno del programma Avanti un altro!
Economia [modifica]
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Ferrovie [modifica]
Palo del Colle è servita da una stazione ferroviaria posta sulla linea Bari–Matera delle Ferrovie Appulo Lucane.
Inoltre ad alcuni chilometri di distanza, in località Bitetto, è posta la stazione RFI di Bitetto-Palo del Colle, posta sulla linea Bari–Taranto.
Città gemellate [modifica]
Sport [modifica]
Impianti sportivi [modifica]
Associazioni sportive [modifica]
- A.S.D.Puma Calcio
- A.S.D.C.Alisei
- A.S.D.Atletico Palo
- A.S.D. New Team
- A.S.D.Fiamma Olimpia Palo
- A.S.D.Calcio Palo
- A.P.D.Palo Sporting Club:parteciperà, per la stagione sportiva – Volley – 2009-10, al campionato regionale di serie C maschile.[49]
- A.S.D. Winner Sport Palo
- A.S.D. Giselle
Curiosità [modifica]
Galleria fotografica [modifica]
Note [modifica]
- ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ cfr.F.Polito;pag. 357;op.cit.in bibl.
- ^ Dati Istat - Popolazione residente all'1/4/2010
- ^ Palo del Colle: Clima e Dati Geografici. URL consultato in data 29-5-2011.
- ^ cfr. Comune di Palo del Colle, P.U.G. (Piano Urbanistico Generale); Elaborato: REL (Relazione); febbraio 2006.
- ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (a cura della Protezione Civile). URL consultato in data 19-9-2009.
- ^ Dati climatici reperibili su Biopuglia. URL consultato in data 04-06-2011.
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato in data 28-5-2011.
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia di Palo
- ^ Storia ed origini di Palo
- ^ Storia ed origini di Palo
- ^ Storia ed origini di Palo
- ^ [http://www.palodelcolle.net/storia/storia.php?id=origini Storia ed origini di Palo
- ^ [http://www.palodelcolle.net/storia/storia.php?id=origini Storia ed origini di Palo
- ^ [http://www.palodelcolle.net/storia/storia.php?id=origini Storia ed origini di Palo
- ^ cfr.Francesco Polito;pag.335 e segg;op.cit.in bibl.
- ^ cfr.Polito; op.cit.; pag.337
- ^ cfr.Domenico Vessia;pag. 17;op.cit.in bibl.
- ^ cfr.F.Polito;pag. 237;op.cit.in bibl.
- ^ cfr.D.Vessia;pag. 17;op.cit.
- ^ cfr.D.Vessia;pag. 18;op.cit.
- ^ cfr.D.Vessia;pag. 21;op.cit.
- ^ cfr.F.Polito;pag. 237;op.cit.
- ^ cfr.D.Vessia;pag. 25;op.cit.
- ^ cfr.D.Vessia;pag. 29;op.cit.
- ^ non risultando noti committente, data di costruzione né l'architetto progettista;cfr.F.Polito;pag. 251;op.cit.in bibl.
- ^ cfr. Luca Tarantino nell'art.Torna a risplendere il Palazzo del Principe Filomarino; pagg. 11 e sgg; pubblicato suIl Faro Palese nr.2 Anno XXXIX; op.cit.in bibl. (Altre fonti)
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ Dati ISTAT 31-12-2009 Cittadini stranieri secondo i dati Istat 2009. URL consultato in data 5-6-2011.
- ^ cfr.C.Dacchille in E zumb a la niní, pag. 8. Op.cit. in Bibl.
- ^ cfr. G.Colasuono e V. De Palo in Vocabolario del Dialetto di Palo del Colle, pag.13.Op. cit. in Bibl.
- ^ Coniugazione del verbo Essere, Modo Indicativo
- ^ Sette, quattordici, ventuno e ventotto, la maestra mi ha dato le botte, me le ha date forte forte, sette, quattordici, ventuno e ventotto
- ^ Io son io e tu sei tu : chi è il più sciocco di noi due ? – detto popolare –
- ^ "Ed è subito sera" – S. Quasimodo –: Ognuno sta solo sul cuor della terra / trafitto da un raggio di sole/ ed è subito sera.
- ^ cfr. L'amore per il paese natio; pagg. 153 e sgg; op.cit.in bibl.
- ^ Radio Onda Stereo Palo. URL consultato in data 19-9-2009.
- ^ Palesi.it. URL consultato in data 20-9-2009.
- ^ www.palesementeindipendenti.it. URL consultato in data 23-5-2011.
- ^ Città di Palo del Colle. URL consultato in data 30-11-2011.
- ^ D. Savino, G. Minerva, R. Cramarossa, "Il seme e la rondine", Il Faro Palese, ottobre 2007.
- ^ www.cercasiunfine.it. URL consultato in data 03-10-2009.
- ^ www.paloproloco.altervista.org. URL consultato in data 28-8-2010.
- ^ Palo Sporting Club. URL consultato in data 19-9-2009.
Bibliografia [modifica]
- Francesco Polito, Per la storia di Palo , Palo del Colle, Casa Ed. Liantonio, 1934.
- AA.VV, L'Amore per il paese natìo, Collana de "Il Faro Palese", Cassano delle Murge, Tip. Meridionale, 1977.
- Giovanni Colasuonno, Storie di parole Pugliesi, Cassano delle Murge, Tipografica Meridionale, Ottobre 1980
- Classe III sez. B – Scuola Media Statale "Domenico Guaccero" (Anno scolastico 1994-95) –,Via Umberto I – Ieri Oggi Domani –, Palo del Colle, Liantonio Editrice s.n.c.,1995.
- Giovanni Lanzellotto, La Terra di Palo nella prima metà del Cinquecento, Bari, Schena Editore, Maggio 1995, ISBN 88-7514-837-6
- G.Colasuonno e Vittorio De Palo, Vocabolario del Dialetto di Palo del Colle – Collana de "Il Faro" –, Bari, Levante Editori, settembre 1996, ISBN 88-7949-122-9
- Domenico Vessia, La Chiesa di San Rocco in Palo del Colle – culto e storia –, Palo del Colle, Grafiche Ferrara, Aprile 1998.
- Carmela Dacchille, Ama scəquà? Giochiamo?, Bari, Resta, Maggio 2004
- Antonio Proce, Domenico Forges Davanzati e il Regno di Napoli nel 1799.
- Francesco Saverio Colantuono, I Dialetti di Terra di Bari. Storia, fonematica e folklore, Bari, Levante Editore, 2005, ISBN 88-7949-366-3
- Comune di Palo del Colle,Piano Urbanistico Generale, elaborati vari aggiornati al febbraio 2006.
- Antonio Proce, I Padri Domenicani a Palo del Colle (1671-1809), Palo del Colle, Edizione del Centro di Ricerca Storica "Due Sicilie" – Acquaviva delle Fonti–, 2006.
- Carmela Dacchille, Ama dòisc i stròzzuə? Diciamo le frottole?, Bari, Tipografia Mare, Gennaio 2007
- Cecilia Vulpis, La Chiesa Matrice – alla scoperta di culto e arte –, Comune di Palo del Colle – Assessorato alla Cultura –; Quaderni Monografici 5; Edizioni del Progetto Quaderni, Villa d'Agri, Ars Grafica S.r.l., settembre 2008.
- Carmela Dacchille, E zumb a la ninì. Canti tradizionali di Palo del Colle, Bari, Edizioni La Matrice, Maggio 2009, ISBN 978-88-95614-10-6
Altre fonti [modifica]
- Bimestrale "Il Faro Palese", annate e numeri vari.
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