Santeramo in Colle

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Santeramo in Colle
Santeramo in Colle - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Stemma Puglia
Provincia: stemma Bari
Coordinate: 40°48′0″N 16°46′0″E / 40.8, 16.76667Coordinate: 40°48′0″N 16°46′0″E / 40.8, 16.76667
Altitudine: 489 (alt. media), 514 (alt. massima) m s.l.m.
Superficie: 143 km²
Abitanti:
27.550 201o 
Densità: 182 ab./km²
Comuni contigui: Acquaviva delle Fonti, Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Laterza (TA), Matera (MT)
CAP: 70029
Pref. telefonico: 080
Codice ISTAT: 072041
Codice catasto: I330 
Nome abitanti: santermani 
Santo patrono: sant'Erasmo 
Giorno festivo: 2 giugno 
Il comune si trova qui
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale

Santeramo in Colle è un comune italiano di 27.550 abitanti della provincia di Bari, in Puglia.

Indice

[modifica] Geografia fisica

L’agro di Santeramo in Colle presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi. L’articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine:

[modifica] Clima

Il clima di Santeramo è mediterraneo, ma con punte di continentalità a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare. La temperatura in inverno si aggira intorno ai +5 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +25 °C con una elevata percentuale di umidità. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm.

SANTERAMO IN COLLE
(1971-2000)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 10,1 10,6 13,1 16,5 22,2 26,9 29,8 29,6 25,3 19,8 14,4 11,3 10,7 17,3 28,8 19,8 19,1
T. min. mediaC) 2,2 2,1 3,6 5,8 10,1 14,0 16,6 16,7 13,6 10,3 6,1 3,4 2,6 6,5 15,8 10 8,7
T. max. assolutaC) 18,4
(1986)
21,4
(1990)
23,6
(1990)
28,4
(1983)
34,2
(1994)
40,8
(1982)
41,8
(1988)
40,2
(2000)
36,2
(1975)
32,2
(1981)
23,8
(1990)
20,0
(1979)
21,4 34,2 41,8 36,2 41,8
T. min. assolutaC) -9,8
(1985)
-9,4
(1993)
-8,2
(1987)
-2,8
(1988)
1,4
(1989)
7,0
(1980)
9,0
(1980)
8,6
(1976)
4,6
(1976)
-0,6
(1972)
-5,2
(1972)
-7,2
(1976)
-9,8 -8,2 7 -5,2 -9,8
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 6 15 15 3 0 0 0 0 0 36 3 39
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 8 8 4 1 0 0 0 0 0 0 2 5 21 5 0 2 28
Precipitazioni (mm) 50,2 71,2 60,5 45,7 43,4 29,5 23,6 32,2 45,4 67,7 67,0 60,1 181,5 149,6 85,3 180,1 596,5
Giorni di pioggia (≥ 1 mm) 7 8 7 7 6 4 3 3 5 7 8 7 22 20 10 20 72
Giorni di nebbia 9 6 7 6 3 2 1 2 5 10 10 11 26 16 5 25 72
Umidità relativa (%) 79 75 73 70 68 63 61 63 69 75 80 80 78 70,3 62,3 74,7 71,3

[modifica] Storia

Le origini di Santeramo affondano le radici in un lontano passato. Rinvenimenti di tradizione greco-romana nel perimetro del nucleo storico testimoniano l'esistenza almeno in epoca classica di un centro abitato Studiosi, soprattutto di lingua germanica, identificano il sito dell'attuale centro di Santeramo con quello di Lupatia. Materiale vascolare di tradizione ellenica fu rinvenuto negli Orti di Giandomenico, dove ha recuperato i reperti la Soprintendenza Archeologica di Taranto, nonché monete, armi, oggetti d'uso quotidiano in mano ai privati.Alcune segnalazioni di materiale peucetico proveniente da Santeramo ci vengono dal M.Mayer, nel volume "Apulien vor und wahrend der Hellenisierung - Leipzig und Berlin 1914", pag 187. Nel descrivere i rinvenimenti il Mayer mise in cima all'elenco il bellissimo vaso ritenuto dallo stesso autore un capolavoro nel suo genere. Il vaso si trova nel Museo Archeologico di Bari.(1) Nel maggio del 1980, la Soprintendenza Archeologica di Taranto eseguì alcuni saggi di scavo in un cantiere ubicato tra Corso Italia e via Colombaio (ora Palombaio), dove l'indagine consentì di individuare due principali insediamenti e fasi di vita. Una riferibile alla 2° metà del IV sec. a C., l'altra inquadrabile nell'ambito della prima metà del Ferro, ovvero dal IX al VIII sec. a.C. Anche Santeramo, con la presenza di sepolcri a tumulo, segnalata dallo Jatta nel libro "Avanzi della prima età del Ferro nelle Murge Baresi", rientra nella complessa "facies" culturale che interessa tutta la Puglia. Infine la fase recente dell'insediamento, ovvero quello della 2° metà del IV sec. a. C., consente di inserire l'antica Santeramo nel panorama dei centri apuli di questo periodo, caratterizzati dall'espansione ellenistica.(2) In quella zona presenta un reticolo viario, molto fitto, in gran parte utilizzato per la transumanza del bestiame, che affonda le sue radici nelle culture pastorali dell'età del Bronzo. Il riferimento va al 1800-1500 a.C. Le principali tra le antiche strade sono la cosiddetta via di Montefreddo che partendo dalla costa adriatica a Giovinazzo, per Bitonto, Palo del Colle, Grumo Appula, Masseria la Servella, Masseria Mercadante, Corte Finocchi giungeva a Santeramo e di qui con il nome via della Morsara, per Laterza e Ginosa raggiungeva il mar Ionio a Metaponto.

Alcuni documenti richiamano il territorio di Santeramo a partire dal Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni che nel 882 d.C. un "istrumento" cita dei possedimenti quali "Sanctum Petrum de ipsa Matina". Ancora un richiamo alle "Matine" è riportato nella pergamena del Codice Diplomatico Barese - A.D. 977, "ipsa matina padule de sepi". Nella pergamena dell'A.D. 1195 (C.D.B.) viene citata una chiesa sulle terre della lama Ursara (la Morsara) e nella descrizione vengono riportati tre toponimi: lacumentanum (lacomentana) alle porte di Santeramo, curtum defica (corte il fico) zona S.S.-Est e palum de gruttelle (grotta della Palomba) nei pressi di Viglione. Il toponimo "Sanctum Eramum" compare per la prima volta in un documento "privilegio di Costanza", conservato, in originale, nel Tabulario di Santa Maria la Nova, ai segni Perg 67 ed è datato Palermo 1196 dicembre, XVI Ind. Una copia del privilegio è conservata anche ai segni Perg. 68.Al fine del 21° rigo della Perg. 67 è citato Sanctum Era- ed all'inizio del rigo successivo mum. "...que venit a Bitecto et vadit ad Sanctum Eramum"..inoltre, "que venit a gravina et vadit ad Sanctum Eramum". Oltre la lettura "Sanctum Eramum", si hanno notizie della chiesa di Sant.Angelo "usque crucem Sancti Angeli de Lacu Travato" ed in fine "palus de sepibus" (quest'ultima località già presente nel Chronicom Vulturnense del A.D.882. La pergamena del 1180 (C.D.B.)si descrive "un monastero di S.Erasmo" nel territorio di Acquaviva, così come nel 1193, nel 1217, nel 1219 e infine nel 1249 (C.D.B.).Mentre compare l'agiotoponimo, ovvero il nome del martire Erasmo a partire dalla pergamena del C.D.B. del 1249, dove Innocenzo IV avverte l'arcivescovo di Bari che il monastero di s.Erasmo è reintegrato nel possesso della "villa di s.Erasmo" e nella successiva pergamena del 1255 diventa "casale di s.Erasmo". Il toponimo riferito al martire S.Erasmo si è potuto formare tra l'A.D. 1195 e il 1196, certamente, attribuito, per ragioni ancora oggi sconosciute, ad un centro già esistente. Il territorio di Santeramo era interessato dal percorso del Tratturo Melfi-Castellaneta in particolare dal tratto denominato detta Via Tarantina e da due vie della transumanza: una che raggiungeva l'Adriatico e l'altra che raggiungeva lo Ionio. Il documento di cui del 1196 (erroneamente datato 1136 da alcuni autori)ha posto in risalto la presenza di strade, stradelle e piste che sono indicate nel documento, formanti un reticolo, utili a collegare i centri abitati e le varie località. Così la strada che unisce la Matina a Bitetto, la strada Mellitto per Matera, il reticolo che collegava Santeramo con Bitetto e Gravina in Puglia. Una di queste strade è la più breve per collegare Bari con Matera. E a ricordarlo ancora la Gravina-Santeramo è un diverticolo della Via Tarantina che dipartendosi da questa all'incrocio con l'attuale statale 99 ove è il ponte Padula-Cartena, dirigendosi ad est e attraversando i territori del Casale, oggi Casal Sabini, da tempi recentissimi Casal Sabini, e dalla Guardiola per giungere a Santeramo prosegue per Gioia del Colle, Noci, Alberobello, Locorotondo, Cisternino, giungendo ad Ostuni e alla sua marina, dove in età medievale era un porto. Questo fitto reticolo viario, unito alla disponibilità offerta dai laghi, come il lago Travato, ancora oggi vivo e vitale, sono sufficienti a giustificare la fortuna che ebbe in epoca molto antica la grotta carsica di Sant'Angelo (Ignazio Fraccalvieri "L'icona del Giudizio Universale nella Grotta di S.Angelo presso Santeramo" Ed. Adda - Bari - 1975) come santuario di pellegrinaggio. Dalle migliaia di graffiti ed iscrizioni visibili sulle pareti si ipotizza che i pellegrini fossero molti.

Nel territorio comunale sono disseminate un po' ovunque le tracce di insediamenti umani preistorici e protostorici che a partire dall'età neolitica, rappresentata a Pedali di Serra Morsara da ceramica impressa e graffita su selce e ossidiana, percorrono tutto l'arco delle civiltà e delle epoche successive.

Lo sviluppo della civiltà neolitica nel territorio delle Murge è collegato a quello formatosi nel Tavoliere dauno e a quello dei bacini fluviali nella parte ionica. Il territorio di Santeramo orbita nell’area d’interesse delle culture neolitiche del Materano. La scelta dell’ubicazione dei siti neolitici era subordinata alla facile reperibilità dell’acqua e alla fertilità dei terreni. I muri a secco, le specchie, i cumuli di pietra fanno parte tutti di questa famiglia di opere che vede nella area di Santeramo anche la presenza di importanti villaggi neolitici con fossati. Una serie di villaggi neolitici trincerati, come: Masseria Conte, Masseria Monte Fungale, Masseria della Chiesa, Masseria Giandomenico, Masseria Fontana di Tavola ed il villaggio neolitico trincerato di Masseria Grottillo, quest'ultimo con vincolo della Soprintendenza di Taranto, sono stati già individuati lungo la fascia compresa tra il terrazzo di Murgia e il Vallone della Silica (3). Molti sono ancora i siti neolitici esistenti sull'Altopiano delle Murge fino ad oggi non esplorati(4)

Vasi, monete, armi, oggetti d'uso quotidiano peuceti, greci, romani sono stati reperiti in gran numero in varie località. Una necropoli fu scoperta in zona Masseria Giandomenico (vedasi Gazzetta del Mezzogiorno 17 luglio 1975 e 4 settembre 1977) e, ancora dei resti della necropoli ellenistico-romana scoperta in zona Viglione (Franco Biancofiore - Origini preistoria e protostoria delle civiltà antiche - Roma 1971 - Università degli Studi di Roma Istituto di Paletnologia; Antonio Donvito - Monte Sannace Archeologia e Storia di un centro abitato). L'Archeoclub locale nel maggio 2009 scopre numerose sepolture in zona masseria Bonifacio, inquadrabili nel IV sec. a. C. e tombe ad enchytrismos, quest'ultima risalente all'età del Bronzo (2200 - 1600 sec. a. C. - deposizione del defunto all'interno di grossi recipienti riservato ai neonati). Sito chiuso dalla Soprintendenza per mancanza di fondi e per il mancato intervento degli amministratori comunali. La parte meridionale dell'agro santermano è interessata tuttora dal percorso dell'antica via Appia nel tratto tra Venusia e Taranto. Nella località di Viglione è da vedersi il sito della Mansio di Sublupatia citata negli itinerari romani. Sull'etimologia del suo toponimo rimane ancora oggi un mistero per mancanza di documenti o una loro insufficiente esplorazione, gli studiosi municipali si sono esercitati sulle più bizzarre formulazioni attribuendo il nome al patrono Erasmo di Antiochia, martire nell'età dioclezianea, a cui il luogo, secondo gli stessi autori, fu dedicato. (1)Monumenta Maiurum di Giovanni De Santis - Partecipare periodico culturale locale anno IX 1982 (2)Taras rivista di Archeologia IV,1-2,1984 n.7-8. (3)V.Camerini-G.LIONETTI, villaggi trincerati neolitici negli agri di Matera-Santeramo-Laterza (4)Centro studi Malfatti

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

[modifica] Architetture religiose

[modifica] Architetture civili

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Cultura

[modifica] Media

A Santeramo viene edito il mensile cittadino Partecipare, fondato nel 1973 da don Pierino Dattoli. Vi ha sede anche l'emittente televisiva locale TRC[1] che fa parte del circuito SAT2000. L'informazione locale è completata dai siti di informazione online Santeramolive[2] facente parte del circuito Livenetwork e Santeramoweb[3] associato al network LaVoceDelPaese.it.

[modifica] Cinema

Nelle campagne di Santeramo tra il 1930 e il 1931 furono girate alcune scene del film muto Idillio Infranto, diretto da Nello Mauri con Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nel 1994 la cittadina fu scelta come ambientazione di Da do da (in dialetto barese: "Da qui a là"), diretto da Nico Cirasola, narrazione fantastica della discesa degli dei dell'Olimpo in una cittadina dell'Italia meridionale.[4]

[modifica] Economia

Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento abbiamo ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo" con le sue numerosissime rosticcerie che puntualmente tutte le sere sono stracolme di gente proveniente da tutta la provincia di Bari e anche dalla vicina Basilicata. Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione, Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto", in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Vito Lillo (PDL) dal 29/05/2007

Posta elettronica: info@comune.santeramo.ba.it

[modifica] Città gemellate

[modifica] Sport

[modifica] Pallavolo

La società di pallavolo femminile The Lions Alfieri Volley ha militato in serie A1 dal 2004 al 2007 e ha vinto nel 2004 la Coppa Italia di serie A2; nel 2007 cambia denominazione in Santeramo Sport e disputa campionati di serie A1 fino al 2009, quando dichiara fallimento, conservando soltanto l'attività agonistica giovanile.

[modifica] Altri sport

Nel comune hanno sede due squadre di calcio: l'ACD Santeramo, militante nel Campionato Regionale di Promozione, e l'A.C.D. Lupatia Santeramo, iscritta al Campionato Provinciale di Terza Categoria. Vi è inoltre la Don Pierino Santeramo, che disputa il campionato di serie C2 di calcio a 5.

A Santeramo si disputano a livello agonistico anche il basket, il badminton, il ciclismo, l'atletica leggera, il rugby, la ginnastica, il nuoto e le arti marziali.

[modifica] Bibliografia

Lorenzo Musci, I colori di Santeramo, 2009 (in vendita presso le edicole del paese)

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ [1]
  2. ^ Sito di Santeramolive
  3. ^ Sito di Santeramoweb
  4. ^ Vito Attolini Apulia Film Commission.
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