Santeramo in Colle
| Santeramo in Colle comune |
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|---|---|---|---|---|---|
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| Dati amministrativi | |||||
| Stato | |||||
| Regione | |||||
| Provincia | |||||
| Sindaco | Michele D'Ambrosio | ||||
| Territorio | |||||
| Coordinate | 40°48′0″N 16°46′0″E / 40.8°N 16.76667°ECoordinate: 40°48′0″N 16°46′0″E / 40.8°N 16.76667°E | ||||
| Altitudine | 505 m s.l.m. | ||||
| Superficie | 143,42 km² | ||||
| Abitanti | 26 854[1] (31-12-2010) | ||||
| Densità | 187,24 ab./km² | ||||
| Frazioni | Jazzitiello | ||||
| Comuni confinanti | Acquaviva delle Fonti, Altamura, Cassano delle Murge, Gioia del Colle, Laterza (TA), Matera (MT) | ||||
| Altre informazioni | |||||
| Cod. postale | 70029 | ||||
| Prefisso | 080 | ||||
| Fuso orario | UTC+1 | ||||
| Codice ISTAT | 072041 | ||||
| Cod. catastale | I330 | ||||
| Targa | BA | ||||
| Cl. sismica | zona 3 (sismicità bassa) | ||||
| Nome abitanti | santermani | ||||
| Patrono | sant'Erasmo | ||||
| Giorno festivo | 2 giugno | ||||
| Localizzazione | |||||
Posizione del comune di Santeramo in Colle all'interno della provincia di Bari |
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| Sito istituzionale | |||||
Santeramo in Colle (Sanderème in dialetto barese) è un comune italiano di 26.854 abitanti[1] della provincia di Bari, in Puglia. Per altitudine, è il più alto della provincia di Bari.
Indice |
Geografia fisica [modifica]
L'agro di Santeramo in Colle presenta i tipici tratti geomorfologici del territorio carsico: un substrato calcareo, con affioramenti rocciosi e presenza di lame, doline e inghiottitoi. L'articolazione morfologica e vegetativa permette di individuare tre zone distinte: il bosco, le Murge, le matine:
- il bosco è la zona situata in direzione Bari, così chiamata perché anticamente vedeva la presenza di vaste estensioni di querceti, oggi quasi del tutto estinti, che hanno lasciato il posto a terreni coltivati ed aree fortemente antropizzate.
- le Murge sono l'elemento che caratterizza maggiormente il territorio di Santeramo e sono formate prevalentemente da rocce di natura calcarea, che lo attraversano da Sud a Nord dal Serrone a Murgia Sgolgore. Particolari sono le Quite, sulla via Alessandriello, caratterizzate da una maglia ordinata di muri a secco (i parate), trulletti (i casédde) e specchie.
- Le Matine, in direzione Matera, sono rappresentate da una vasta pianura, un tempo paludosa, che costituisce la zona fertile del territorio santermano e sono caratterizzate da estese coltivazioni di cereali e dalla presenza di numerosi insediamenti rurali.
Clima [modifica]
Il clima di Santeramo è clima temperato semicontinentale, di transizione tra quello mediterraneo e quello continentale a causa dell'altitudine e della lontananza dal mare. La temperatura in inverno si aggira intorno ai +4 °C, mentre in estate oscilla intorno ai +21 °C con una elevata percentuale di umidità. Le precipitazioni annuali si attestano attorno ai 600 mm. Nei periodi invernali frequentemente cade la neve, specialmente in presenza di aria fredda di origine balcanica, con accumuli a volte anche notevoli. Nei mesi invernali è frequente la nebbia, soprattutto in condizioni anticicloniche o con correnti umide meridionali, provenienti dal Mar Ionio..
| SANTERAMO IN COLLE (1971-2000) |
Mesi | Stagioni | Anno | ||||||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | ||
| T. max. media (°C) | 7,6 | 8,1 | 10,6 | 14,0 | 19,7 | 24,4 | 27,3 | 27,2 | 23,3 | 17,3 | 11,9 | 8,8 | 8,2 | 14,8 | 26,3 | 17,5 | 16,7 |
| T. min. media (°C) | 0,9 | 0,8 | 2,3 | 4,5 | 7,8 | 12,7 | 15,3 | 15,4 | 12,3 | 9,0 | 4,8 | 2,4 | 1,4 | 4,9 | 14,5 | 8,7 | 7,4 |
| T. max. assoluta (°C) | 17,4 (1986) |
20,4 (1990) |
20,6 (1990) |
27,4 (1983) |
33,2 (1994) |
39,8 (1982) |
40,8 (1988) |
39,2 (2000) |
35,2 (1975) |
31,2 (1981) |
22,8 (1990) |
19,0 (1979) |
20,4 | 33,2 | 40,8 | 35,2 | 40,8 |
| T. min. assoluta (°C) | -11,8 (1985) |
-11,4 (1993) |
-10,2 (1987) |
-4,8 (1988) |
-1,4 (1989) |
5,0 (1980) |
7,0 (1980) |
6,6 (1976) |
2,6 (1976) |
-2,6 (1972) |
-7,2 (1972) |
-9,2 (1976) |
-11,8 | -10,2 | 5 | -7,2 | -11,8 |
| Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 6 | 15 | 15 | 3 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 36 | 3 | 39 |
| Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) | 10 | 10 | 6 | 3 | 1 | 0 | 0 | 0 | 0 | 0 | 3 | 7 | 27 | 10 | 0 | 3 | 40 |
| Precipitazioni (mm) | 50,2 | 71,2 | 60,5 | 45,7 | 43,4 | 29,5 | 23,6 | 32,2 | 45,4 | 67,7 | 67,0 | 60,1 | 181,5 | 149,6 | 85,3 | 180,1 | 596,5 |
| Giorni di pioggia | 7 | 8 | 7 | 7 | 6 | 4 | 3 | 3 | 5 | 7 | 8 | 7 | 22 | 20 | 10 | 20 | 72 |
| Giorni di nebbia | 11 | 8 | 9 | 8 | 5 | 4 | 3 | 4 | 7 | 12 | 12 | 13 | 32 | 22 | 11 | 31 | 96 |
| Umidità relativa (%) | 79 | 75 | 73 | 70 | 68 | 63 | 61 | 63 | 69 | 75 | 80 | 80 | 78 | 70,3 | 62,3 | 74,7 | 71,3 |
- Classificazione climatica di Santeramo in Colle[2]:
- Zona climatica D;
- Gradi giorno 1884.
Storia [modifica]
Toponimi [modifica]
Nome moderno sovrapposto al nome antico Lupatia, opinione comune tra gli studiosi. Riguardo al toponimo Santeramo non è ancora chiaro la sua origine, per cui non è ancora oggi possibile affiancarlo al toponimo del martire Erasmo, chiaro ed inequivocabile. Bisogna riflettere sulla radice sand (germanico antico), luogo sabbioso, renelloso, paludoso.
Il centro abitato di Santeramo in Colle risale almeno all'epoca greco-romana: il nome originario di questo borgo era Lupatia, stando a quanto riportano alcuni storici di lingua tedesca. Molteplici ritrovamenti archeologici testimoniano l'antichità della città di Santeramo. Per esempio, uno scavo della Soprintendenza per i beni archeologici della Puglia, con sede a Taranto, ha rinvenuto nei così detti Orti di Giandomenico monete, armi, oggetti d'uso e vasi di stile ellenico; questi oggetti erano stati prevcedentemente posseduti da privati. M. Mayer, nel volume Apulien vor und wahrend der Hellenisierung elenca alcuni reperti di epoca peuceta ritrovati nel territorio di Santeramo[3]. Fra questi, viene descritto un vaso ritenuto dallo stesso autore, un capolavoro nel suo genere. Questo reperto è esposto nel Museo Archeologico di Bari[4].
Nel maggio del 1980, la Soprintendenza Archeologica di Taranto eseguì alcuni saggi di scavo in un cantiere ubicato tra Corso Italia e via Colombaio (ora Palombaio), che consentì di delimitare due principali insediamenti e fasi di vita. Una riferibile alla seconda metà del IV secolo a.C., l'altra, anteriore, inquadrabile nell'ambito della prima Età del Ferro, intorno al XII secolo per queste aree.[5] Anche Santeramo, con la presenza di sepolcri a tumulo, segnalata dallo Jatta nel libro Avanzi della prima età del Ferro nelle Murge Baresi, rientra nella complessa facies culturale che interessa tutta la Puglia. Infine, la fase più recente dell'insediamento, quello della seconda metà del IV secolo a.C., consente di inserire l'antica Santeramo nel panorama dei centri apuli di questo periodo. Il territorio presenta un reticolo viario molto fitto, in gran parte utilizzato per la transumanza del bestiame, che affonda le sue radici nelle culture pastorali dell'età del Bronzo. Il riferimento va al 1800-1500 a.C. Le principali tra le antiche strade sono la cosiddetta via di Montefreddo, che partendo dalla costa adriatica a Giovinazzo, attraverso Bitonto, Palo del Colle, Grumo Appula, Masseria la Selvella, Masseria Mercadante, Corte Finocchi giungeva a Santeramo e di qui con il nome via della Morsara, per Laterza e Ginosa raggiungeva il mar Ionio a Metaponto.
Documenti fanno riferimento al territorio di Santeramo a partire dal Chronicon Vulturnense del monaco Giovanni che nel 882 d.C. cita possedimenti come "Sanctum Petrum de ipsa Matina". Ancora un richiamo alle "Matine" è riportato nella pergamena del Codice Diplomatico Barese - A.D. 977, ipsa matina padule de sepi. Nella pergamena dell'A.D. 1195 (C.D.B.) viene citata una chiesa sulle terre della lama Ursara (la Morsara) e nella descrizione vengono riportati tre toponimi: lacumentanum (lacomentana) alle porte di Santeramo, curtum defica (corte il fico) zona S.S.-Est e palum de gruttelle (grotta della Palomba) nei pressi di Viglione. Il toponimo Sanctum Eramum compare per la prima volta in un documento "privilegio di Costanza", conservato, in originale, nel Tabulario di Santa Maria la Nova, ai segni Perg 67 ed è datato Palermo 1196 dicembre, XVI Ind. Una copia del privilegio è conservata anche ai segni Perg. 68. Al fine del 21° rigo della Perg. 67 è citato Sanctum Era- ed all'inizio del rigo successivo mum. ...que venit a Bitecto et vadit ad Sanctum Eramum..inoltre, que venit a gravina et vadit ad Sanctum Eramum. Oltre la lettura Sanctum Eramum, si hanno notizie della chiesa di Sant'Angelo usque crucem Sancti Angeli de Lacu Travato ed infine palus de sepibus (quest'ultima località già presente nel Chronicom Vulturnense dell'A.D. 882). Nella pergamena del 1180 (C.D.B.) si descrive "un monastero di Sant'Erasmo" nel territorio di Acquaviva, così come nel 1193, nel 1217, nel 1219 e infine nel 1249 (C.D.B.). Mentre compare l'agiotoponimo, ovvero il nome del martire Erasmo a partire dalla pergamena del C.D.B. del 1249, dove Innocenzo IV avverte l'arcivescovo di Bari che il monastero di sant'Erasmo è reintegrato nel possesso della "villa di sant'Erasmo" e nella successiva pergamena del 1255 diventa "casale di sant'Erasmo".
Il toponimo riferito al martire Sant'Erasmo si è potuto formare tra l'A.D. 1195 e il 1196, certamente, attribuito, per ragioni ancora oggi sconosciute, ad un centro già esistente.
Il territorio di Santeramo era interessato dal percorso del Tratturo Melfi-Castellaneta in particolare dal tratto denominato detta Via Tarantina e da due vie della transumanza: una che raggiungeva l'Adriatico e l'altra che raggiungeva lo Ionio. Il documento di cui del 1196 (erroneamente datato 1136 da alcuni autori) ha posto in risalto la presenza di strade, stradelle e piste che sono indicate nel documento, formanti un reticolo, utili a collegare i centri abitati e le varie località. Così la strada che unisce la Matina a Bitetto, la strada Mellitto per Matera, il reticolo che collegava Santeramo con Bitetto e Gravina in Puglia. Una di queste strade è la più breve per collegare Bari con Matera. E a ricordarlo ancora la Gravina-Santeramo è un diverticolo della Via Tarantina che dipartendosi da questa all'incrocio con l'attuale statale 99 ove è il ponte Padula-Cartena, dirigendosi ad Est e attraversando i territori del Casale, oggi Casal Sabini, da tempi recentissimi Casal Sabini, e dalla Guardiola per giungere a Santeramo prosegue per Gioia del Colle, Noci, Alberobello, Locorotondo, Cisternino, giungendo ad Ostuni e alla sua marina, dove in età medievale era un porto. Questo fitto reticolo viario, unito alla disponibilità offerta dai laghi, come il lago Travato, ancora oggi vivo e vitale, sono sufficienti a giustificare la fortuna che ebbe in epoca molto antica la grotta carsica di Sant'Angelo (Ignazio Fraccalvieri "L'icona del Giudizio Universale nella Grotta di S.Angelo presso Santeramo" Ed. Adda - Bari - 1975) come santuario di pellegrinaggio. Dalle migliaia di graffiti ed iscrizioni visibili sulle pareti si ipotizza che i pellegrini fossero molti.
Nel territorio comunale sono disseminate un po' ovunque le tracce di insediamenti umani preistorici e protostorici che a partire dall'età neolitica, rappresentata a Pedali di Serra Morsara da ceramica impressa e graffita su selce e ossidiana, percorrono tutto l'arco delle civiltà e delle epoche successive.
Lo sviluppo della civiltà neolitica nel territorio delle Murge è collegato a quello formatosi nel Tavoliere dauno e a quello dei bacini fluviali nella parte ionica. Il territorio di Santeramo orbita nell’area d’interesse delle culture neolitiche del Materano. La scelta dell’ubicazione dei siti neolitici era subordinata alla facile reperibilità dell’acqua e alla fertilità dei terreni. I muri a secco, le specchie, i cumuli di pietra fanno parte tutti di questa famiglia di opere che vede nella area di Santeramo anche la presenza di importanti villaggi neolitici con fossati. Una serie di villaggi neolitici trincerati, come: Masseria Conte, Masseria Monte Fungale, Masseria della Chiesa, Masseria Giandomenico, Masseria Fontana di Tavola ed il villaggio neolitico trincerato di Masseria Grottillo, quest'ultimo con vincolo della Soprintendenza di Taranto, sono stati già individuati lungo la fascia compresa tra il terrazzo di Murgia e il Vallone della Silica[6]. Molti sono ancora i siti neolitici esistenti sull'Altopiano delle Murge fino ad oggi non esplorati[7].
Vasi, monete, armi, oggetti d'uso quotidiano peuceti, greci, romani sono stati reperiti in gran numero in varie località. Una necropoli fu scoperta in zona Masseria Giandomenico (vedasi Gazzetta del Mezzogiorno 17 luglio 1975 e 4 settembre 1977) e, ancora dei resti della necropoli ellenistico-romana scoperta in zona Viglione (Franco Biancofiore - Origini preistoria e protostoria delle civiltà antiche - Roma 1971 - Università degli Studi di Roma Istituto di Paletnologia; Antonio Donvito - Monte Sannace Archeologia e Storia di un centro abitato). L'Archeoclub locale nel maggio 2009 scopre numerose sepolture in zona masseria Bonifacio, inquadrabili nel IV secolo a.C. e tombe ad enchytrismos, quest'ultima risalente all'età del Bronzo (2200 - 1600 secolo a.C. - deposizione del defunto all'interno di grossi recipienti riservato ai neonati). Sito chiuso dalla Soprintendenza per mancanza di fondi e per il mancato intervento degli amministratori comunali. La parte meridionale dell'agro santermano è interessata tuttora dal percorso dell'antica via Appia nel tratto tra Venusia e Taranto. Nella località di Viglione è da vedersi il sito della Mansio di Sublupatia citata negli itinerari romani. Sull'etimologia del suo toponimo rimane ancora oggi un mistero per mancanza di documenti o una loro insufficiente esplorazione, gli studiosi municipali si sono esercitati sulle più bizzarre formulazioni attribuendo il nome al patrono Erasmo di Antiochia, martire nell'età dioclezianea, a cui il luogo, secondo gli stessi autori, fu dedicato.
Monumenti e luoghi d'interesse [modifica]
Architetture religiose [modifica]
- Cattedrale e Parrocchia Sant'Erasmo
- Parrocchia del SS Crocifisso
- Parrocchia del Sacro Cuore
- Chiesa del Carmine
- Chiesa di sant'Eligio
- Chiesa di san Giuseppe
- Chiesa Maria SS. Annunziata
- Chiesa di santa Lucia
- Chiesa di san Domenico
- Chiesa Maria SS. della Pietà
- Chiesa Madonna del Rosario di Pompei (Monfortani)
- Chiesa Madonna di Fatima
Architetture civili [modifica]
- palazzo Colonna
- palazzo Marchesale
- palazzo Netti
- palazzo Sava
- palazzo Giandomenico
- palazzo Municipale
- Castello Tangorra
Società [modifica]
Evoluzione demografica [modifica]
Abitanti censiti[8] 
Etnie e minoranze straniere [modifica]
Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.012 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:
Albania 560 2,09% (il 55,33% della popolazione straniera)
Cultura [modifica]
Media [modifica]
A Santeramo ha sede l'emittente televisiva locale T.R.C.[9] (Tele Radio Colle), proprietaria del portale www.santeramo.it. Viene anche edito il mensile cittadino Partecipare, fondato nel 1973 da don Pierino Dattoli. L'informazione locale è completata dai siti di informazione online Santeramolive[10] facente parte del circuito Livenetwork e Santeramoweb[11] associato al network LaVoceDelPaese.it. Inoltre nell'ottobre 2010 nasce il mensile "Il Colle", nuovo giornale della città, quest'ultimo ottiene già dopo pochi mesi di pubblicazione importanti apprezzamenti nazionali per l'importante veste grafica ed per i suoi contenuti.
Cinema [modifica]
Nelle campagne di Santeramo tra il 1930 e il 1931 furono girate alcune scene del film muto Idillio Infranto, diretto da Nello Mauri con Ida Mantovani e altri attori dilettanti.
Nel 1994 la cittadina fu scelta come ambientazione di Da do da (in dialetto barese: "Da qui a là"), diretto da Nico Cirasola, narrazione fantastica della discesa degli dei dell'Olimpo in una cittadina dell'Italia meridionale.[12]
Teatri [modifica]
- Teatro Il Saltimbanco
- Teatro Don Bosco
Cucina [modifica]
La cucina tipica santermana è basata essenzialmente sui prodotti locali: grano, olio, vino, carni, formaggi, ortaggi e frutta.
La produzione di rilevanti quantità di cereali nella zona pianeggiante delle Matine permette la realizzazione di prodotti di buona qualità, come pane otto nel forno a legna, biscotti, taralli, focacce, friselle.
Il territorio circostante è caratterizzato dalla presenza di numerose aziende zootecniche che consentono di far gustare dell'ottima carne e dei buoni latticini e formaggi. La pasta tipica è fatta a mano con semola di grano duro e prende la forma di cavatelli, orecchiette, fricelli.
Piatti tipici sono le orecchiette con i fricelli, le orecchiette con le cime di rape, i cavatelli con il sugo di braciole, i cavatelli lunghi con i cavolfiori e la mollica soffritta, i cavatelli con i funghi cardoncelli, le fave bianche con le cicorielle campestri, l'agnello allo spiedo con patate e cipolle, le "gnumiredde" (involtini di frattaglie di agnello o agnellone avvolti dalle budella dello stesso animale), i lampascioni lessi con olio e pepe.
Molto diffuso è il consumo di carne equina (cavallo e asino) presso le numerose rosticcerie del paese che attirano molti forestieri.
Tra i dolci tipici vi sono le castagnelle di marzapane, le carteddate e i purciddi con il vincotto ricavato dalla cottura dei fichi, le scarcedde pasquali con uova lesse a forma di colombe, cavalli e borsette.
Da segnalare la produzione di vini, tra cui il Primitivo ed il Novello. Tra le aziende produttrici si segnalano Cantine del Colle, Tenuta Viglione, Vinicola Divella,
Personalità legate a Santeramo in Colle [modifica]
- Francesco Netti, pittore e letterato (1832-1894)
- Jolando Nuzzi, vescovo cattolico (1911-1986)
- Francesco Paolo Iacoviello, sacerdote cattolico e benefattore (1763-1837)
- Serafino Germinario, religioso (1870-1953)
- Pietro Sette, dirigente d'azienda (1915-1984)
- Pasquale Natuzzi, imprenditore e stilista
- Antonio Pasciuti, pittore
- Immacolata Sirressi, pallavolista
Eventi [modifica]
- Festa patronale di Sant'Erasmo, 2 giugno
- Carnevale dei Ragazzi, martedì grasso
- Festival della Canzone Oratoriana, luglio
- Sagra della Carne Arrosto, luglio
- Dreaming of Horses...Il Sogno - Spettacolo di arte equestre, agosto
Economia [modifica]
Le attività agricole principali riguardano la coltivazione di uva da vino e dell'ulivo, mentre per l'allevamento abbiamo ovini e bovini ma soprattutto equini, tanto è vero che Santeramo è conosciuta in tutta la zona come la "Città della carne di cavallo" con le sue numerosissime rosticcerie che puntualmente tutte le sere sono stracolme di gente proveniente da tutta la provincia di Bari e anche dalla vicina Basilicata. Definita la "Svizzera d'Italia" fino a qualche anno fa, per il bassissimo tasso di disoccupazione, Santeramo vanta anche il primato di "Città mondiale del salotto", in quanto hanno sede le Industrie Natuzzi leader del mobile imbottito quotata alla borsa di Wall Street.[senza fonte] [13]
Infrastrutture e trasporti [modifica]
Strade [modifica]
Santeramo è crocevia di molte strade provinciali e statali; tra le più importanti:
- SP 235, che, passando per Santeramo in Colle, conduce a Gioia del Colle;
- SP 236;
- SP 127 Santeramo in Colle - Acquaviva delle fonti;
- SP 128 Santeramo in Colle - Laterza.
Ferrovie [modifica]
La stazione di Santeramo viene gestita da Trenitalia, e fa parte della linea Rocchetta Sant'Antonio - Gioia del Colle;
Aeroporti [modifica]
L'aeroporto civile più vicino è l'aeroporto internazionale di Bari, a circa 40 km di distanza.
Mobilità urbana [modifica]
Il trasporto pubblico all'interno della città è gestito dalle società Autolinee Caponio.
Amministrazione [modifica]
Città gemellate [modifica]
Sport [modifica]
Pallavolo [modifica]
La società di pallavolo femminile The Lions Alfieri Volley ha militato in serie A1 dal 2004 al 2007 e ha vinto nel 2004 la Coppa Italia di serie A2; nel 2007 cambia denominazione in Santeramo Sport e disputa campionati di serie A1 fino al 2009, quando dichiara fallimento, conservando soltanto l'attività agonistica giovanile.
Altri sport [modifica]
Nel comune hanno sede due squadre di calcio: l'ACD Santeramo, militante nel Campionato Regionale di Prima Categoria, e l'A.C.D. Lupatia Santeramo, militante nel Campionato Regionale di Seconda Categoria.
A Santeramo si disputano a livello agonistico anche il basket, il badminton, il ciclismo, l'atletica leggera, il rugby, la ginnastica, il nuoto, le arti marziali e la scherma.
Bibliografia [modifica]
- Lorenzo Musci, I colori di Santeramo, 2009 (in vendita presso le edicole del paese)
- Paolo Spinelli, La sommossa del 1860 a Santeramo in Colle ed il processo ai ribelli, 1966, Edizioni Del Liocorno
- Roberto Caprara, Il santuario di Sant'Angelo a Santeramo, 2008, Edizioni Adda
- Ignazio Fraccalvieri, L'icona del giudizio universale nella grotta di S. Angelo presso Santeramo, 1975, Edizioni Adda
- Vito Tangorra, L'agro materano di Santeramo (Matine, Murge, Pedali), 1983, Edizioni Levante
- Vito Tangorra, La terra di S. Erasmo: dalle origini al sec. 18", 1969, Adriatica
- Fondazione Vito Tangorra, Francesco Netti: pittore e critico d'arte", 2008, Editore Santeramo Antica
- Vito Tangorra, Due chiese di Santeramo e un po' di storia, 1977, Grafica Safra
- Vito Tangorra, La popolazione di Santeramo tra il 600 e 700, 1980, Tipografia Meridionale
- Vito Tangorra, Risparmio e credito a Santeramo in Colle, 1977, Grafica Safra
- Clelia Grattagrisi, Le più antiche carte dell'archivio Caracciolo-Carafa di Santeramo: fondo Caracciolo di Santeramo", 1982, Società di storia patria per la Puglia
- Vincenzo Volpicella, Ragioni del sign. marchese di Santeramo contra la università, ed uomini di quella terra, 1806, Stamperia Orsiniana
- Rocco D'Ambrosio, Serafino Germinario. Un prete scomodo, 2007, Edizioni Palomar
Voci correlate [modifica]
Note [modifica]
- ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
- ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani
- ^ M.Mayer, Apulien vor und wahrend der Hellenisierung, Leipzig und Berlin, 1914, pag 187.
- ^ Monumenta Maiurum di Giovanni De Santis - Partecipare periodico culturale locale anno IX 1982
- ^ Taras rivista di Archeologia IV,1-2,1984 n.7-8
- ^ V.Camerini-G.LIONETTI, villaggi trincerati neolitici negli agri di Matera-Santeramo-Laterza
- ^ Centro studi Malfatti
- ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
- ^ TRC - WebTV [Il Portale di Informazione di Santeramo in Colle]
- ^ Sito di Santeramolive
- ^ Sito di Santeramoweb
- ^ Vito Attolini Apulia Film Commission.
- ^ Divani&Divani by Natuzzi PROFILO AZIENDALE
Altri progetti [modifica]
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