Bitetto
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| Bitetto | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 139 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 35 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 320 ab./km² | ||||||||
| Comuni contigui: | Binetto, Bitonto, Bitritto, Grumo Appula, Modugno, Palo del Colle, Sannicandro di Bari | ||||||||
| CAP: | 70020 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 080 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 072010 | ||||||||
| Codice catasto: | A892 | ||||||||
| Nome abitanti: | bitettesi | ||||||||
| Santo patrono: | Beato Giacomo, San Michele Arcangelo, Maria S.S. Addolorata | ||||||||
| Giorno festivo: | 27 aprile, 29 settembre, prima domenica di settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Bitetto è un comune di 11.351 abitanti della provincia di Bari noto per la presenza delle spoglie del Beato Giacomo, un frate laico morto in odore di santità, il cui corpo è rimasto nei secoli intatto.
Nominata "Città dell'Oliva Termite", Bitetto ha ricevuto il titolo di città nel 2007 dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Sede vescovile fino al 1818, conserva una pregevole cattedrale in stile romanico pugliese.
Indice |
[modifica] Onorificenze
Medaglia d'oro al Merito Civile
[modifica] Diocesi di Bitetto
| Per approfondire, vedi la voce Diocesi di Bitetto. |
La città è sede del Vescovo titolare della Diocesi dismessa di Bitettum.
[modifica] Storia
Diversi ritrovamenti di corredi funerari testimoniano che il territorio cittadino era abitato sin dal IV secolo a.C., sebbene il primo documento risalga solo all'anno 959 e riporti l'impegno degli abitanti residenti "in loco Vitecte" a pagare un censo annuale all'arcivescovo di Bari. Nel 1011 il territorio bitettese fu teatro della battaglia tra Melo di Bari e i bizantini. Nel corso dell'XI secolo Bitetto fu elevata a sede vescovile, in quanto nel 1089 una bolla di Urbano II la cita come suffraganea di Bari. La città venne quindi donata nel 1176 da Guglielmo II alla chiesa di Monreale.
In epoca normanna, parte del territorio comunale venne stornato da Federico II e devoluto alla nascente città di Altamura, dove si stabilirono molti bitettesi. Con l'ascesa degli angioini, Bitetto fu tra le città più ricche della Terra di Bari e il borgo fu ingentilito da diversi edifici civili, alcuni dei quali pervenuti ad oggi.
Nel 1349 Bitetto fu assediata e saccheggiata dalle truppe ungheresi calate in Puglia per regolare la successione a Roberto d'Angiò. Successivamente la città venne ceduta dalla corona alla nobiltà feudale degli Arcamone e, dopo il 1419 a Lorenzo de Attendolis, talmente autoritario da allontanare il vescovo. Il XV secolo vide il progressivo peggioramento delle condizioni di vita della popolazione bitettese: la peste del 1489 e la carestia ridussero il numero degli abitanti, che abbandonarono gli alloggi fuori dalle mura cittadine. L'area all'esterno del centro storico non sarebbe stata ripopolata che nel primo Ottocento.
Intanto nel 1731 il regio demanio sottrasse il feudo di Bitetto, comprendente anche Carbonara, Binetto, Erchie e Mesagne al marchese di Mesagne Donato Timperi, reo di insolvenza fiscale per oltre un trentennio. Successivamente se lo aggiudicò all'asta per 61.000 ducati il barone Francesco Noya, di probabile ascendenza fiamminga, e che fece edificare nei pressi delle mura il suo palazzo.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Monumenti e luoghi d'Interesse
[modifica] Cattedrale
Principale monumento del paese, la Cattedrale di San Michele Arcangelo è uno degli esempi più puri del romanico pugliese. L'epigrafe nei pressi del portale rivela che fu edificata nel 1335 da Mastro Lillo da Barletta su commissione del vescovo Bonocore, che volle ricostruire il tempio della città nel luogo dove sorgeva la cattedrale più antica. Bitetto fu infatti sede diocesana sin dall'XI secolo.
Orientata secondo l'antico uso con il presbiterio ad est, la cattedrale presenta una severa facciata tripartita da paraste e munita di un grande rosone archivoltato. Dei tre portali, quello centrale si connota per un ricco apparato scultoreo: due leoni in pietra, accosciati su possenti mensoloni, reggono colonne dai capitelli a motivi vegetali che sostengono una lunetta con i bassorilievi del Cristo e dei dodici Apostoli. Gli stipiti esterni presentano invece scene del Nuovo Testamento.
L'interno, che nel Settecento fu pesantemente intonacato ed è stato riportato all'originario stile romanico nel 1959, è scandito in tre navate da setti murari a triplo ordine, dove le arcate a doppia ghiera sono sormontate da falsi matronei e più in alto da monofore. Il transetto è triabsidato secondo gli stilemi del romanico pugliese.
[modifica] Altri monumenti
- Convento del Beato Giacomo
- Villa Comunale
- Chiesa di Santa Maria La Veterana
- Centro Storico
- Palazzo del Barone Noya
[modifica] Personaggi legati a Bitetto
[modifica] Trasporti
- Stazione ferroviaria "Bitetto-Palo del Colle"
- Fermate pullman FAL e STP
[modifica] Istruzione
- Liceo Scientifico Statale "Edoardo Amaldi"
- Liceo Sociopsicopedagogico (annesso al Liceo Scientifico)
- Istituto Professionale Statale "Santarella" (sede succursale)
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giovanni Iacovelli (centrosinistra) dal 30/05/2006
Centralino del comune: 080 3829111
Posta elettronica: urp@comune.bitetto.ba.it
[modifica] Note
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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