Brindisi

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Brindisi
comune
Brindisi – Stemma Brindisi – Bandiera
Brindisi – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Amministrazione
Sindaco Cosimo Consales[1] (PD) dal 07/05/2012
Territorio
Coordinate 40°38′18″N 17°56′45″E / 40.638333°N 17.945833°E40.638333; 17.945833 (Brindisi)Coordinate: 40°38′18″N 17°56′45″E / 40.638333°N 17.945833°E40.638333; 17.945833 (Brindisi)
Altitudine 15 m s.l.m.
Superficie 328,48 km²
Abitanti 88,405[2] (02-04-2014)
Densità 0,27 ab./km²
Frazioni Tuturano
Comuni confinanti Carovigno, Cellino San Marco, Latiano, Mesagne, San Donaci, San Pietro Vernotico, San Vito dei Normanni
Altre informazioni
Cod. postale 72100
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074001
Cod. catastale B180
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona C, 1 083 GG[3]
Nome abitanti brindisini
Patrono San Lorenzo da Brindisi, san Teodoro d'Amasea
Giorno festivo Primo fine settimana di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Brindisi
Posizione del comune di Brindisi nella provincia omonima
Posizione del comune di Brindisi nella provincia omonima
Sito istituzionale

Brindisi ('brindizi, Brinnisi in brindisino, Brundisium in latino, Brentèsion (Βρεντεσιον) o Vrindhision in greco antico, Brunda in messapico) è un comune italiano di 88.405[2] abitanti, capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.

Importante centro del Salento nell'Italia meridionale, la città ha rivestito storicamente un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua fortunata posizione verso Oriente e al suo porto naturale, ancora esistente, sul mar Adriatico.

Il comune è membro dell'area vasta brindisina[4] di cui è capofila.

Con un valore aggiunto procapite pari a 25.037 euro nel 2009, Brindisi è al 5º posto tra i comuni della Puglia[5].

Indice

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Puglia.
La pianura salentina per zone podologiche

Brindisi sorge su un porto naturale, un'insenatura che si incunea profondamente nella costa adriatica della Puglia. All'interno dei bracci più esterni del porto vi sono le isole Pedagne, un arcipelago minuscolo attualmente non visitabile perché utilizzato per scopi militari (Gruppo Scuole Onu, base realizzata ai tempi dell'intervento in Bosnia).

Presentando una morfologia del territorio pianeggiante, l'intero territorio comunale rientra nella Piana di Brindisi si caratterizza per l'elevata vocazione agricola dei suoi terreni. Si trova nella parte nord-orientale della pianura salentina, a circa 40 km dalla valle d'Itria e quindi dalle prime propaggini delle basse Murge. Poco distante dalla città si trova la Riserva Marina Naturale del WWF di Torre Guaceto[6]. Il mar Ionio si trova invece a circa 45 km.

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il territorio brindisino[7] è caratterizzato da un'ampia area sub pianeggiante dalla quale emergono depositi calcarenitici e sabbiosi di origine marina; i quali a loro volta presentano un livello più profondo argilloso del pleistocene inferiore, e uno ancora successivo carbonatico composto da calcari mesozoici e da terreni del ciclo sedimentario della Fossa bradanica. Lo sviluppo dell'agricoltura, soprattutto intensiva, ha causato un aumento dell'utilizzo delle risorse idriche comportando però un aumento indiscriminato degli utilizzi.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Brindisi.

In base alle medie di riferimento trentennale (1961-1990), la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +9,6 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +25 con picchi che possono raggiungere anche i +35-40 °C. Le precipitazioni medie annue, inferiori ai 600 mm, presentano un minimo in primavera-estate ed un picco in autunno-inverno[8][9][10].

BRINDISI Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 12,7 13,2 15,0 18,0 22,0 25,8 28,5 28,6 25,9 21,6 17,4 14,1 13,3 18,3 27,6 21,6 20,2
T. min. mediaC) 6,3 6,6 7,9 10,1 13,7 17,6 20,4 20,6 18,2 14,7 10,5 7,6 6,8 10,6 19,5 14,5 12,9
Precipitazioni (mm) 60,2 63,1 73,4 35,0 28,7 19,4 10,3 25,3 45,6 71,0 74,2 68,1 191,4 137,1 55,0 190,8 574,3
Giorni di pioggia 9 8 8 6 4 3 2 3 4 6 7 9 26 18 8 17 69
Umidità relativa media (%) 78 75 74 72 70 71 70 72 74 76 77 77 76,7 72 71 75,7 73,8
Eliofania assoluta (ore al giorno) 3,9 4,4 5,3 6,7 8,6 9,9 10,8 9,8 8,0 6,2 4,4 3,6 4,0 6,9 10,2 6,2 6,8

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Brindisi, Storia del Salento e Storia della Puglia.
Le origini del nome

Il toponimo latino Brundisium, attraverso il greco Brentesion, ricalca il vocabolo messapico Brention: testa di cervo[12][13].

Il nome della città sembra, quindi, riferirsi alla forma del porto che richiama la forma della testa dell'animale.

Città antichissima, porta d'Oriente, in un crocevia di culture e genti, ha vissuto una storia altalenante, caratterizzata da periodi aurei e periodi di decadenza, sempre in stretta correlazione alla sua posizione geografica e all'importanza del suo porto.

Origine[modifica | modifica sorgente]

Nel promontorio di Punta le Terrare, che si trova nel porto esterno, è stato individuato un villaggio dell'età del bronzo media (XVI secolo a.C.) dove un gruppo di capanne, protette da un terrapieno di pietre, ha restituito frammenti di ceramica micenea. Lo stesso Erodoto aveva parlato di un'origine micenea per queste popolazioni. La necropoli di Tor Pisana (a sud dell'attuale centro storico di Brindisi) ha restituito vasi protocorinzi della prima metà del VII secolo a.C. La Brindisi messapica intrattenne certamente rapporti commerciali intensi con l'opposta sponda adriatica e con le popolazioni greche dell'Egeo: tali rapporti sono oggi documentati da numerosi reperti archeologici[14] mentre fu in contrasto con la vicina Taranto.

Il periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Il percorso della Via Appia

Nel 267 a.C. Brindisi, come l'intero Salento, fu conquistata dai Romani e divenne un importantissimo scalo per la Grecia e l'Oriente, quindi venne elevata al rango di municipio nell'83 a.C. e ai brindisini fu riconosciuta la cittadinanza romana (240 a.C.). La città conobbe durante il periodo romano la sua età aurea e godette di importanti collegamenti stradali con Roma attraverso le consolari Appia, la Regina Viarum, e la via Traiana. Crocevia culturale, soprattutto per chi si recava in Grecia per motivi culturali, diede i natali al poeta Marco Pacuvio; Giulio Cesare ed Ottaviano si imbarcarono da Brindisi per raggiungere l'Egitto; Marco Tullio Cicerone vi sostò in quanto ospite di Lenio Flacco e qui scrisse le Lettere Brindisine[15]; a Brindisi si trattenne Orazio Flacco, accompagnato da Mecenate; fu meta dello sbarco di Agrippina con le ceneri di Germanico; il celebre Virgilio vi morì il 21 settembre 19 a.C. proprio tornando da un viaggio in Grecia.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Mappa di Brindisi del XVI secolo opera dell'ammiraglio turco Piri Reis

Sede episcopale sin dall'età apostolica[16], Brindisi fu un centro importante per l'evangelizzazione della zona. Esaurito il fortunato periodo sotto l'Impero romano, la città era già desolata nel VI secolo quando fu occupata dai Goti[17]; nel 674 fu presa dai Longobardi guidati da Romualdo[18] e assaltata dai Saraceni nell'838[19]; ritornò quindi stabilmente sotto il controllo degli imperatori bizantini che si preoccuparono di ricostruirla, forse agli inizi dell'XI secolo, affidandone l'incarico al protospatario Lupo.

Nel 1070 fu presa dai Normanni divenendo parte del Principato di Taranto e del Ducato di Puglia; fu prima signoria dei conti di Conversano e poi, dopo la rivolta baronale del 1132, città demaniale per volere di Ruggero II; la città pugliese recuperò in parte il fasto del passato durante il periodo delle Crociate, quando riottenne la sede episcopale, vide la costruzione della nuova cattedrale e di un nuovo castello con un importante arsenale, divenne porto privilegiato per la Terra Santa e anche sede di una delle due zecche del Regno di Sicilia.

Fu nella Cattedrale di Brindisi che ebbero luogo le nozze del principe normanno Ruggero, figlio di re Tancredi (che nel 1192 vi lasciò a ricordo una fontana monumentale) e quelle dell'imperatore Federico II di Svevia, con l'erede alla corona di Gerusalemme, Isabella (o Jolanda) di Brienne (9 novembre 1225)[20] e, sempre Federico II, partì proprio dal porto brindisino nel 1227 per la Sesta crociata[21].

Fu fortemente colpita dalla peste del 1348 e riguadagnò, lentamente, le antiche dimensioni demografiche grazie a importanti flussi migratori di slavi, albanesi e greci che giungevano d'oltremare.

Vittorio Emanuele III a Brindisi passa in rassegna una formazione del Regio Esercito

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Dal 1496 al 1509 appartenne a Venezia per poi passare sotto il dominio spagnolo. Proprio sotto il periodo vicereale iniziò un lungo periodo di declino, di pari passo al progressivo impaludamento del porto. Con la successiva dominazione borbonica si ebbe un periodo di crescita economica: nel 1775, sotto Ferdinando IV di Borbone, fu riattivato il canale d'uscita del porto interno e furono risanate le paludi adiacenti alla città.

Storia contemporanea[modifica | modifica sorgente]

L'annessione al Regno d'Italia, nel 1860, e l'apertura del canale di Suez, nel 1869, portarono a Brindisi una linfa vitale nuova, che permise di diventare il terminale preferenziale per la Valigia delle Indie e importante snodo mercantile per la grande ex colonia britannica.

Durante la seconda guerra mondiale Brindisi divenne sede del comando alleato per il basso Mare Adriatico, acquisendo una notevole importanza strategica e pagando tale ruolo con diversi bombardamenti nella zona storica. Tra il settembre 1943 e il febbraio 1944, successivamente alla fuga di Vittorio Emanuele III da Roma[22], la città offrì rifugio all'intera dinastia[23][24].

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Vecchio Lungomare al porto

Il sito Comuni italiani[25] descrive lo stemma della città in questo modo:

« Di rosso al rincontro di cervo d'oro; ramoso d'argento sormontato da due colonne dello stesso, con basi, capitelli e corona all'antica d'oro. Lo scudo è sormontato dalla corona di città, fregiato dalle insegne della croce di guerra, araldicamente disposte »

Lo stemma della città di Brindisi, trae origine da alcune caratteristiche peculiari dell'antica città di Brindisi, alcune di esse ancora oggi visibili. La testa di cervo deriva dal toponimo messapico della città "Brention", toponimo ispirato dalla forma del porto cittadino, che ricorda, appunto, le ramificazioni delle corna di un cervo: ciò è chiaramente visibile ancora oggi nelle foto satellitari, che evidenziano i due seni, di levante e di ponente, in cui il porto è diviso. Nello stemma sono inoltre presenti le cosiddette "colonne terminali" della Via Appia, visibili oggi in cima a quella che è comunemente denominata la "Scalinata Virgilio".

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Monumenti di Brindisi.

La città di Brindisi conserva interessanti testimonianze monumentali dall'antichità all'età moderna. Di seguito i luoghi di maggiore interesse.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Giovanni al Sepolcro
Chiesa di Santa Maria del Casale, capolavoro romanico-gotico

Periodo medioevale[modifica | modifica sorgente]

Dal Rinascimento all'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Il suolo di proprietà di Salvatore Perrone, su cui doveva erigersi la Chiesa greco-ortodossa, dedicata a San Nicola, fu acquistato il 12 aprile 1891 da Malvina Omero sposa di Giuseppe Nervagna e Socrate Cocotò, vice console ellenico a nome e per conto della comunità greca di Brindisi. Poté costruirsi per volontaria sottoscrizione e grazie ad una contribuzione dello zar Alessandro III (1881-94). Ne fu primo archimandrita Nicandro: nel 1910 ricopriva l’ufficio Macario Papinikos. Era allora frequentata da alcune decine di greco-ortodossi abitualmente in Brindisi domiciliati. La chiesa fu inizialmente compresa giurisdizione ecclesiastica corfiota: successivamente come tutte le parrocchie in territorio non greco passò sotto la dipendenza del vescovo di Londra che aveva pertinenza sull’intera Europa occidentale. Costituitosi,l’esarcato d’Italia fu compreso nella metropolia d’Austria-Italia con sede in Vienna e sempre riferentesi al patriarcato ecumenico di Costantinopoli. Dal 5 novembre 1991 la chiesa di San Nicola è parte della metropolia d’Italia ed esarcato dell’Europa del sud con sede in Venezia. La parrocchia brindisina è il punto di riferimento più importante per i greco-ortodossi di Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Il progetto, se come quello di altre fabbriche coeve appare scandito su cadenze neoclassiche, si volge però a movenze neo-gotiche con l’inserto del campanile la cui cella si apre sui quattro lati con eleganti trifore. L’interno, ad unica navata, è stato arricchito con i restauri del 1987, ricordati dall’iscrizione sulla controfacciata e voluti dall’archimandrita padre Eftimios Kulumbis e dal preposto Giorgio Manolas, dalle rappresentazioni dei profeti sulla fascia superiore delle pareti di mezzogiorno, ponente e settentrione e del Cristo Pantocratore sul soffitto, ad opera del pittore ellenico Crità. L’inconostasi, che separa il presbiterio dalla navata, presenta un triplice ordine di icone: sul primo da sinistra verso destra, sono le immagini di Santa Marina Martire, San Michele Arcangelo, Madre di Dio con Bambino, Cristo in trono, San Gabriele Arcangelo, San Giovanni Battista. La prima e l’ultima delle immagini elencate sono state completate il 18 ottobre 1903 da un anonimo; le altre sono state dipinte dal sacerdote Crisanto di Plateo,sull’isola di Corfù.Questi è autore anche del San Spiridione, molto venerato a Corfù come anche santa Marina e del San Nicola che salvano quasi le pareti dell’aula dell’inconostasi. Il secondo ordine di icone comprende la rappresentazione dei Quattro Evangelisti, il terzo la Nascita del Cristo, il Battesimo nel Giordano, il Mistico banchetto, la Crocifissione, la Pietà. L’abside è stata con gli interventi del 1987 dipinta dal Crità: su di essa campeggia ora l’immagine della Vergine Platitera, ossia più ampia dei cieli. Più in basso sono le immagini di San Basilio, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nasianzeno. Una Natività fedele ai consueti canoni agiografici di tradizione bizantina dallo stesso Crità è stata infine dipinta sul concavo della nicchia che ha funzione di preparazione delle specie e che porta il nome di prothesis. L’edificazione del San Nicola può dirsi coronasse una remota aspirazione; la colonia greca aveva avuto nel settecento come propria chiesa quella abbaziale di Sant’Antonio Abate che, acquisita dalla Casa di Ammortizzazione e del Demanio Pubblico era stata venduta a don Oronzo Catanzaro. La conseguente rendita a godere dal 1º gennaio 1821 a favore della colonia greca non risultò tuttavia mai incassata tant’è che nel 1828 la civica amministrazione ne chiese la conversione a proprio favore. Segno delle difficoltà incontrate dalla comunità ellenica, nella fase che porta all’indipendenza della Grecia, perché indiziate da simpatie liberali da parte del governo borbonico. Nel 1877 i sudditi ottomani di rito greco ortodosso, prevalentemente commerciati, chiedono di poter utilizzare San Giovanni dei Greci, demaniale per “compiervi gli uffici della lor religione, mentre essi si offrirebbero a sostenere la spesa necessaria onde ridurre in stato decente il richiesto tempio”. La richiesta non fu accolta in quanto determinò l’alienazione di San Giovanni a vantaggio del comericante greco Spiros Cocotò.

Periodo recente[modifica | modifica sorgente]

Altre chiese di Brindisi[modifica | modifica sorgente]

  • Ave Maria Stella
  • Cristo Salvatore
  • Cuore Immacolato di Maria
  • San Nicola
  • Santissima Addolorata
  • Santissima Annunziata
  • San Francesco d'Assisi
  • San Giustino de Jacobis
  • San Leucio
  • San Lorenzo da Brindisi
  • Spirito Santo
  • Santissima Resurrezione
  • San Vito Martire
  • Madonna della Scala
  • Madonna di Loreto
  • Sant'Antonio da Padova
  • San Michele Arcangelo (detta delle Scuole Pie)
  • San Sebastiano (detta delle Anime)
  • Santa Maria della Fontana o dei Cappuccini
  • Santa Maria del Romitorio
  • Santissima Addolorata (a Tuturano)
  • Madonna del Giardino (a Tuturano)

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Le due colonne romane
Palazzo del Seminario in Piazza Duomo

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Periodo medioevale[modifica | modifica sorgente]

Dal Rinascimento all'Unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Periodo recente[modifica | modifica sorgente]

Veduta del Monumento al Marinaio

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Primavera nell'Oasi del Cillarese

Nell'ambito territoriale del comune di Brindisi sono dislocate alcune aree ambientali protette, alcune di recente istituzione:

Aree ambientali protette[modifica | modifica sorgente]

Parchi Comunali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[33]

Migrazioni[modifica | modifica sorgente]

Brindisi è stata oggetto di un'ampia emigrazione durante il Novecento, così come tutte le città del Mezzogiorno. L'emigrazione riguardava soprattutto le fasce sociali più basse che abbandonavano le campagne[34]. L'emigrazione può essere ricondotta in due grandi ondate. La prima, che ha il suo picco negli anni immediatamente precedenti e seguenti la prima guerra mondiale, ha per meta esclusiva le Americhe (Stati Uniti, Argentina, Brasile), per poi dirigersi verso l'Europa centro-settentrionale, che diviene così la destinazione principale dell'emigrazione pugliese. Quella dopo la seconda guerra mondiale, attratta dallo sviluppo industriale di alcune aree settentrionali del Paese: il Piemonte e la Lombardia, in particolare Milano.

A partire dagli anni sessanta con la realizzazione del grande petrolchimico che andava ad aggiungersi alle imprese meccaniche e aeronavali, Brindisi poté garantire opportunità di lavoro a tecnici e operai. La città conobbe quindi una piccola immigrazione regionale, attirando famiglie dalle province e regioni limitrofe.

Un altro importante capitolo nella demografia cittadina fu sicuramente l'esodo albanese del 1990-1991 (che in realtà durò almeno un decennio) che portò nel porto di Brindisi ondate di sbarchi immigrati[35]. Nell'emergenza i cittadini di Brindisi si distinsero per la grande solidarietà. Moltissimi portarono beni di prima necessità, offrirono cibo e acqua ai migliaia di Albanesi che giungevano in navi-rottame super affollate dopo l'attraversamento del canale d'Otranto.

Se durante gli anni novanta l'emigrazione verso il nord si era affievolita, nell'ultimo decennio la crisi dell'industria labour intensive, non supportata da una diffusione di piccole e medie imprese nel territorio, e gli anni di stasi dell'economia italiana e, ancor più, meridionale hanno fatto sì che il fenomeno, soprattutto giovanile, si riaccendesse. A beneficiarne maggiormente sono stati i poli più attrattivi del Paese: le industrie del nord est, le grandi città come Roma, Milano e Bologna che, tutt'oggi, sono sia per motivi di lavoro, che per motivi di studio le mete privilegiate di migliaia di brindisini. Il circolo vizioso di Brindisi nonché del Mezzogiorno è che, essendo luogo di partenza di lavoratori e studenti universitari in movimento, si impoverisce di capitale umano, provocando nel medio e nel lungo periodo un ritardo di sviluppo nel tessuto economico e sociale.

Oggi Brindisi è una città che conosce anche una regolare immigrazione extracomunitaria, sebbene i valori siano lontani dalle città del Nord Italia.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri regolari residenti sono 1.820[36] (785 maschi e 1.034 femmine) pari all'2.02% della popolazione brindisina. La più grande comunità, come prevedibile, è quella albanese. Il numero di coloro che hanno deciso di rimanere nella città pugliese è, comunque, molto trascurabile rispetto al totale di immigrati che vi sono transitati. Brindisi, infatti, ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, per questo popolo balcanico il primo passo verso l'Italia e l'Europa occidentale.

Il gran numero di statunitensi è spiegato dal fatto che, tra Brindisi e San Vito dei Normanni fu installata, e ha operato in tutta la seconda metà del Novecento, una stazione dell'aeronautica militare statunitense[37]. Nonostante la base non sia più operativa da anni, molti militari hanno deciso di restare a vivere nella città pugliese.

La presenza britannica è il risultato di un fenomeno che, da almeno un decennio a questa parte, sembra consolidarsi nel territorio: un'immigrazione da parte di famiglie del Nord Europa, soprattutto inglesi e irlandesi[38]. Queste famiglie, di solito composte da pensionati, decidono di comprare delle ville nella campagna brindisina e godere tutto l'anno delle gradevoli temperature brindisine. Tale fenomeno, relativamente recente in Puglia, è conosciuto come "Salentoshire", neologismo scherzoso sulla falsariga del "Chiantishire", relativo al consolidato turismo britannico in Toscana[39].

Di seguito i dati statistici della composizione migratoria nella città di Brindisi[36]:

  1. Albania: 521
  2. Romania: 310
  3. Marocco: 80
  4. Regno Unito: 78
  5. Stati Uniti d'America: 78
  6. Cina: 66
  7. India: 56
  8. Polonia: 50
  9. Grecia: 39

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Dialetto brindisino.
« Tutti li cristiani tì 'lu mundu nascunu libberi e li stessi pì tignità e tiritti. Tutti tennu capu e cuscenza e tocca cu'ssi portunu comu frati l'uni cu l'atri. »
(Dichiarazione universale dei diritti umani - Art.1)
Dove è parlato il dialetto salentino

Il dialetto brindisino[40] è una variante del salentino e, pur esistendo delle differenze minime tra i vari comuni, la radice resta invariata. Esso è parlato, oltre che a Brindisi, nel territorio di alcuni comuni limitrofi e, con piccole differenze, in alcuni comuni della provincia di Taranto. Il brindisino, inoltre, influenza alcuni dialetti del nord leccese e del sud brindisino.

Dal salentino standard si distingue, oltre che per la pronuncia di alcune parole, la caratteristica di trasformare la "e" finale di parola in italiano in "i". Ad esempio:

  • Il mare diventa lu mare in salentino standard e lu mari in brindisino. Il melone diventa lu milune in salentino standard e lu muloni in brindisino.

Il gruppo della doppia ll in italiano, diventa dd in brindisino. Ad esempio:

  • Il Cavallo diventa lu cavaḍḍu in salentino standard e lu cavaddu in brindisino.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.
  • Solo alcune tracce archeologiche e documentarie restano della presenza ebraica. Gli ebrei furono presenti in città con una piccola ma laboriosa comunità dal 53 d.C. sino alla seconda metà del XVI secolo.
  • I nuovi flussi migratori ha portato al riproporsi dopo il XVI secolo della religione islamica e alla presenza per la prima volta di Induisti.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tarantismo.

Significativo in terra di Brindisi è il culto del tarantismo, che mescola tradizioni pagane e cristiane in passato si credeva, infatti, che le donne che mostravano forme di isteria, fossero contaminate dalle punture di tarantola. L'unico rimedio conosciuto era quello di ballare ininterrottamente per giorni, in modo che il veleno non facesse effetto.

Attraverso la musica e la danza era, quindi, possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, i suonatori di tamburello, violino, mandolino, chitarra e organetto si recavano nell'abitazione del tarantato e cominciavano a suonare la pizzica, musica dal ritmo sfrenato. La pizzica brindisina, a differenza di quella leccese, si presenta scevra da riferimenti cristiani[42] e con un repertorio terapeutico-musicale particolare.

Istituzione, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

La base logistica delle Nazioni Unite[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Base logistica delle Nazioni Unite (Brindisi).
La loggia di palazzo Balsamo
Veduta frontale della loggia
La Cattedrale
Scorcio del campanile di San Benedetto

A Brindisi hanno sede una Base Logistica delle Nazioni Unite (UNLB) e il Deposito del WFP-UNHRD[43]. L'UNLB, attivo dal 1994, riceve materiale proveniente dalle missioni in chiusura o ridimensionamento, ispeziona, ripara, immagazzina e invia tale materiale alle operazioni di pace e umanitarie che ne fanno richiesta; appronta e mantiene in condizioni di efficienza i cosiddetti "start up kits", ossia tutti quei materiali ed attrezzature necessarie all'apertura di una nuova missione; opera da centro di smistamento, o hub, delle telecomunicazioni satellitari per le Nazioni Unite.

Per anni Brindisi ha rappresentato un punto nevralgico del traffico di sigarette di contrabbando e, in misura minore, di droga proveniente dai Paesi balcanici[44].

La città pugliese era la soglia che permetteva l'accesso illecito di sigarette, di fattura per lo più cinese, in Italia e in altre destinazioni comunitarie (in particolare Francia, Belgio, Gran Bretagna). Fortunatamente lo Stato, in questo caso, è riuscito a decapitare la criminalità pugliese e a inferire un grosso colpo al contrabbando brindisino. Il fenomeno, infatti, è considerato quasi del tutto scomparso, mentre, secondo la Direzione Investigativa Antimafia[45] oggi la criminalità organizzata pugliese è stata molto indebolita e marginalizzata, presentando ad oggi un'alta frammentazione e frequenti ricambi interni.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

L'Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente è presente a Brindisi fin dai primi anni novanta con uno sportello tecnologico. Nel 2001 l'ENEA ha consolidato la propria presenza a Brindisi, rilevando le strutture del Centro Nazionale per la Ricerca e lo Sviluppo dei Materiali (CNRSM) e creando un proprio Centro di ricerca all'interno del Campus "Cittadella della Ricerca" ubicato sulla Strada statale 7 Via Appia.

Attualmente operano nel Centro l'Unità Tecnico Scientifica Materiali e Nuove Tecnologie (MAT), l'Unità Tecnico Scientifica Fusione (FUS), l'Unità Tecnico Scientifica Tecnologie Fisiche Avanzate (FIS) e il Progetto Speciale Clima Globale (CLIM)[47].

Scuole[modifica | modifica sorgente]

Da segnalare la presenza a Brindisi dell'Istituto tecnico nautico "Carnaro" (44 in tutta Italia)[48] e dell'Istituto Professionale Alberghiero "Sandro Pertini" inserito nel novero dei 44 istituti alberghieri d'eccellenza d'Italia.[49]. Da sottolineare la presenza sul territorio dell'istituto "Ettore Majorana" che entrato a far parte delle 15 scuole Tecnologiche 2.0 d'Italia.

Università[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

San Lorenzo da Brindisi, dottore della Chiesa

A Brindisi nacque Marco Pacuvio, drammaturgo, la cui produzione fu esclusivamente tragica; ci sono stati tramandati infatti dodici titoli di fabulae cothurnatae e vari frammenti tratti da singole tragedie. Pacuvio scrisse anche una fabula praetexta, cioè una tragedia di ambiente romano, il Paulus, avente per protagonista Lucio Emilio Paolo, il vincitore a Pidna.

Importante la presenza a Brindisi nel I secolo a.C. del mecenate Lenio Flacco che aveva trasformato la sua casa, posta sulle colline settentrionali del porto, in un cenacolo di cultura: ospitava artisti, letterati, scienziati e poeti, tra cui Orazio e soprattutto l'amico fraterno Marco Tullio Cicerone, in particolare in occasione del suo esilio del 58 a.C. A Brindisi soggiornò Virgilio durante la stesura dell'Eneide e vi trovò la morte nel 19 a.C.

Aulo Gellio nelle Noctes Acticae, tra il serio e il faceto, parla di Brindisi come di una città dove la cultura era ampiamente diffusa e dove si potevano trovare a buon prezzo testi in lingua greca.

Non vi è traccia delle opere di una Clodia Anthianilla, giovanissima poetessa brindisina, di cui si conserva solo una statua (proveniente dall'area del foro della città) con il basamento che reca un'iscrizione elogiativa di rara commozione.

Lupo Protospata compilò nel XI secolo un Chronicon: se non fu con certezza un brindisino, era comunque un pugliese. I più bei versi dedicati a Brindisi furono composti dall'imperatore Federico II di Svevia, che così cantò la città che riteneva la capitale di tutte le città di mare: Filia Solis, ave, / nostro gratissima cordi.

Nel XVI secolo la città diede i natali a un letterato che ebbe fama a Venezia: Lucio Scarano fu anche un filosofo e fu tra i fondatori dell'Accademia Veneziana (1593).

Eruditi, scrittori di cose religiose o autori di storie locali furono tra Cinquecento e Seicento Nicola Taccone (XVI secolo), che fu poeta in lingua latina, Giovan Battista Casimiro (XVI secolo), l'arcivescovo Giovanni Carlo Bovio (1522-1570), il gesuita Lelio Fornari (15451612), Antonio Monetta (15561620c.), Giovanni Maria Moricino (1558-1628), il santo cappuccino Lorenzo da Brindisi (1559-1619), il francescano Bernardino Selvaggi (1600c.-1679).

L'arcivescovo Annibale de Leo (1739-1814), uomo di grande cultura, ha legato il suo nome al Codice Diplomatico Brindisino, ma fu autore anche di diversi scritti di profonda erudizione ed ebbe contatti con i maggiori studiosi del tempo.

La poesia vernacolare ha avuto i suoi massimi esponenti in Agostino Chimienti (papa Ustinu) (18321902) e Pasquale Camassa (1858-1941), esempi emulati da Giovanni Guarino (autore di testi per le canzoni dialettali più popolari) e, in tempi più recenti, da Alfredo Galasso, Luigi De Marco, Ennio Masiello e Attilio Mingolla.

Musica e Teatro[modifica | modifica sorgente]

La musica e il teatro a Brindisi non hanno mai caratterizzato sensibilmente la vita culturale della città, seppur rilevanti risultino le varie compagnie di tradizione teatrale che in alcuni periodi dell'anno riportano scene quotidiane in dialetto del passato sul palcoscenico. Non avendo mai ospitato istituti di formazione teatrale e musicale riconosciuti, la città vive queste due arti semplicemente valorizzando l'impegno di compagnie amatoriali. Negli ultimi dieci anni nella Città sono sorte e consolidate compagnie teatrali non amatoriali, alcune si occupano di teatro ambientale altre di teatro di ricerca e formazione attoriale. La compagnia gruppo Mòtumus ad esempio ha realizzato diversi progetti socioculturali per la promozione della cultura teatrale, anche per le persone diveramente abili. Lo stesso gruppo ha prodotto sei spettacoli non amatoriali. Nel campo della musica l'unico celebre esponente cittadino a livello mondiale è Stefano Miceli, direttore d'orchestra e pianista, insegnante alla Boston University, nato e cresciuto a Brindisi, di scuola napoletana, poiché si è esibito nei teatri più importanti del mondo a New York, Berlino, Lipsia, Pechino, Milano, Melbourne, Boston e Roma e ha ricevuto una medaglia dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ed il premio alla carriera a New York "Bravo Award"

Personalità della Musica e del Teatro legate a Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Un'importante realtà brindisina è CiccioRiccio, emittente radiofonica storica e che è ascoltata in tutta la Puglia, Basilicata, parte del Molise, Campania e Calabria[53].

Sede nella città ha anche Radio Dara[54], nata nel 1980 da un progetto partito in un seminario, oggi trasmette in tutta la provincia.

Stampa[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda la stampa, presente la Gazzetta del Mezzogiorno con la redazione della Gazzetta di Brindisi, venduta in tutta la provincia.

Il Nuovo Quotidiano di Puglia, giornale del Salento, che ha anch'esso una redazione provinciale a Brindisi.

Senzacolonne, quotidiano fondato nel 2004, è l'unico ad avere sede e redazione centrale a Brindisi.

Il Nautilus testata scientifica nazionale con sede a Brindisi che tratta di mare, porti, trasporti e nautica da diporto; fondata il 22.03.2006 dalla S.C.Editore Brindisi.

Altri quotidiani che hanno sede in città sono BrindisiSera, Brindisi News e Premier Magazine.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 il regista Nanni Moretti ha girato a Brindisi il film a colori Aprile.[55]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Brindisi ospita alcune emittenti televisive come Teleradio Agricoltura e, la più importante, Puglia TV[56] che ha cominciato a trasmettere nel gennaio del 1988 a Brindisi e nella sua provincia. L'autorizzazione è stata concessa dal Ministero delle Comunicazioni e sono iniziate le prove in digitale terrestre.

A Brindisi vi sono degli studi di TV locali che hanno sede in altre città. È il caso di BS Television[57] (con sede a Taranto), emittente che nasce nel 1987 e che nel 1994 ottiene dal Ministero delle Telecomunicazioni la concessione di emittente commerciale. Alcuni programmi del palinsesto sono trasmessi anche da Puglia Channel (canale dalla piattaforma Sky). Altre emittenti che hanno base nella città sono Studio 100 Tv[58], nata nel 1978 a Taranto, che trasmette in tutte le province salentine, e Telerama, emittente fondata a Lecce e avente sede anche a Lecce e Taranto.

Personaggi televisivi legati a Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi cucina pugliese, cucina salentina e vini della Puglia.
Li Stacchioddi - le orecchiette
Il cacioricotta
Melanzane
Tarallini
Grappolo di uva rossa

La cucina brindisina[59] presenta numerosi prodotti della tradizione agricola e del mare.

È una cucina povera per gli ingredienti usati, a partire dalla farina poco raffinata oppure di orzo, meno costosa di quella di grano. Per l'uso di verdure coltivate e selvatiche che la terra salentina può offrire, insieme con gli altri prodotti della terra come le lumache. Per l'impiego di pesce azzurro, oggi rivalutato, ma un tempo l'unico pesce che la popolazione poteva permettersi. Per la scarsità dei piatti a base di carne troppo costosa per i contadini.

Tra le ricette tipiche meritano di essere ricordate, in particolare "li pettuli" (frittelle di pasta lievitata da gustare dolci o salate magari ripiene di baccalà o acciughe sotto sale, di cavolfiore o broccoli), "tajedda di riso patani e cozzi" (riso, patate e cozze al forno), zuppa di pesce, purè di fave, fave e cozze, "cozze racanate", "scuma ti mari" (bianchetti).

Bevande alcoliche, distillati, liquori[modifica | modifica sorgente]

Formaggi[modifica | modifica sorgente]

I formaggi brindisini sono per lo più di origine ovina, data la diffusione dell'allevamento delle pecore e delle capre. Nella stagione estiva si producono il cacioricotta, che si può consumare fresco o stagionato per qualche mese in modo che assuma un sapore più deciso e il caciocavallo.

Tipici della stagione invernale sono invece il formaggio pecorino, la ricotta e la ricotta forte (o ricotta 'scante per via del sapore che pizzica il palato). Quest'ultima si presenta come una crema spalmabile e si ottiene dalla fermentazione della ricotta. Viene impiegata per insaporire il ragù o spalmate sulla bruschetta.

I formaggi freschi i più diffusi sono la burrata, la giuncata, la manteca, la mozzarella o fiordilatte.

Prodotti vegetali allo stato naturale o trasformati[modifica | modifica sorgente]

Le verdure sono il vero protagonista della dieta tradizionale del Salento. Secondo la stagione, si trovano le cime di rapa, vari tipi di cavolo (verze, mùgnuli, ossia broccoli, cavolfiori, cavoli cappuccio), le bietole da erbette, il cardo, i peperoni, le melanzane e le zucchine (tutti serviti secchi al Sole o sott'olio), i carciofi di cui Brindisi è grande produttrice. Numerose sono anche le verdure selvatiche impiegate nella cucina tradizionale: le cicorie selvatiche, il tarassaco (o zangune), gli asparagi selvatici (preparati sott'olio), la senape selvatica, i cardi selvatici, i lampascioni detti anche pampasciuni o pampasciuli, i capperi. I funghi, pure spontanei, sono essiccati sole o serviti sott'olio.

Frequentissimo, nella cucina brindisina, è anche l'impiego di pomodori verdi o maturi: questi ultimi sono impiegati principalmente per la salsa di pomodoro, ma vengono consumati anche sott'olio, dopo un processo di essiccamento naturale. Significativo è anche il consumo di olive nere e verdi, schiacciate o in salamoia. Infine, diffusi sono anche legumi, quali i fagioli, i ceci, i piselli e le fave, da consumarsi fresche in primavera o secche durante la stagione invernale.

Tra le specialità preparate con la frutta si menziona la cotognata, il cotto di fico e i fichi secchi (preparati con un ripieno di mandorle), marmellata di arancio e limone e marmellata di fichi.

Paste fresche e prodotti della panetteria, pasticceria, confetteria[modifica | modifica sorgente]

La pasta, come il pane, viene prodotta con farina poco raffinata e, quindi, assume un colorito scuro. Oggi si utilizzano anche farine di semola rimacinate mescolate in una certa percentuale con la farina tradizionale che, comunque, resta fondamentale. Tra i piatti tipici troviamo le lagane con legumi e, naturalmente, pasta al sugo: cavatelli, le celebri orecchiette (stacchioddi in dialetto brindisino), i ravioli con ripieno di ricotta.

Per quanto riguarda il pane, importanti specialità sono quello di grano duro, pane di semola e pane di orzo. Per la produzione del pane si utilizza il lievito naturale (detto criscituni) e la cottura avviene nel forno di pietra, utilizzando fascine di rami di ulivo che danno al pane un profumo particolare. Una tipologia tradizionale è il pane con le olive (detto anche puccia). Quest'ultimo è realizzato con una farina di grano molto più raffinata rispetto al pane semplice al quale vengono aggiunte olive nere di dimensioni piccole.

Fra i prodotti da forno importantissima anche la frisella, una sorta di pane duro disidratato, che serviva per essere conservato a lungo in casa; i taralli e i tarallini, anch'essi facilmente conservabili per lunghi periodi. Tipiche anche le focacce: le pucce e le uliate.

Tra i dolci brindisini il posto centrale è occupato dalla pasta di mandorla, ottenuta dalla macinazione di mandorle sgusciate e zucchero. Di solito si trova farcita con marmellata, tipicamente la cotognata o la mostarda (marmellata d'uva di varietà negroamaro). Un'altra specialità sono le cartellate, dei nastri di una sottile sfoglia di pasta, ottenuta con farina, olio e vino bianco, unita e avvolta su sé stessa sino a formare una sorta di "rosa" coreografica con cavità e aperture, che poi verrà fritta nell'olio. Secondo la ricetta tipica, una volta fritte le cartellate sono condite con vincotto tiepido o miele, e poi spolverizzate con cannella, zucchero a velo o confettini colorati.

Vino[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Appia dei Vini.
I comuni membri dell'Appia dei vini

Nel territorio di Brindisi è possibile produrre Aleatico di Puglia Doc, Ostuni Doc, Brindisi Rosso DOC, Brindisi Rosato DOC e Puglia Igt.

Lungo la Strada Appia dei vini, di cui il comune è membro, esistono varietà indigene di vitigni:

Critiche[modifica | modifica sorgente]

Le inchieste Moine del 1990, Avvelenamento del 1999 e Falsa uva del 2008 hanno dimostrato le scarse condizioni igienico sanitarie del vino brindisino. Tuttavia queste inchieste sono state smentite da Ferrarese nel 2010.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Il Cavallo parato si svolge nel giorno del Corpus Domini.
  • La Processione a mare di San Teodoro e San Lorenzo, nel primo sabato di settembre.
  • La Festa di San Teodoro: festa patronale con luminarie, stand gastronomici, musica, fuochi artificiali, nella prima settimana di settembre.

Persone legate a Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Ritratto di Cesare Braico

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Vicende urbanistiche di Brindisi.

Origine[modifica | modifica sorgente]

La Fontana Monumentale, edificata per volere dell'Amministrazione Provinciale nel 1940
Il teatro Verdi di Brindisi

Da un punto di vista urbanistico[60][61], la città conosce i più antichi segni di antropizzazione nel territorio sul promontorio di Punta le Terrare, un'area costiera esterna al porto, ma si deve ai Messapi la formazione di una città nell'area dell'attuale centro urbano. Dell'impianto urbanistico della città messapica e di altre emergenze (la presunta agorà, i templi, le porte) non se ne hanno riscontri archeologici certi: gli scavi occasionali hanno restituito soprattutto tombe.

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Dopo che a Brindisi fu dedotta una colonia romana (244 a.C.), la città conobbe una espansione urbanistica notevole per lo sviluppo economico e sociale che ne conseguì. Secondo Plinio il Vecchio Brindisi era una delle più importanti città italiane (Brundisium... in primis Italiae portu nobile).

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Durante l'alto Medioevo Brindisi subì un forte declino; dopo che fu devastata dai Goti nel (VI secolo), Procopio la descrive come una piccola città senza mura difensive: l'abitato si restrinse in un ambito più piccolo, probabilmente attorno al tempio di San Leucio, fuori dal centro antico. Il porto fu abbandonato per alcuni secoli. La rinascita avvenne con l'ultima dominazione bizantina (XI secolo) e soprattutto coi Normanni e con gli Svevi (XII e XIII secolo), quando diviene scalo privilegiato per le Crociate e per tutti i traffici con l'Oriente. Successivamente la città si sviluppò intorno alla "rua maestra" (le attuali via Consiglio, piazza Sedile, via Fornari, largo Angeli e via Carmine), sulla quale si affacciavano i più importanti edifici privati cittadini. La città era divisa in tre rioni o "pittachi": Santo Stefano (nelle vicinanze delle colonne), Sant'Eufemia (nella zona di Santa Teresa) e San Toma (nella zona di Santa Lucia). Se il passaggio della peste del 1348 e le seguenti discordie cittadine furono devastanti per Brindisi, il fatto che portò al collasso la città fu l'inopportuna ostruzione del canale di accesso al porto per timore di un attacco dal mare da parte dei Veneziani (1446): il conseguente impaludamento delle acque spopolò Brindisi. Sotto gli Aragonesi e gli spagnoli, i maggiori sforzi furono rivolti essenzialmente intorno alle fortificazioni (mura, castello di terra e forte a mare) e a fornire agevolazioni a popolazioni di immigrati (soprattutto greci, albanesi e slavoni).

Epoca moderna[modifica | modifica sorgente]

Solo attraverso la riapertura del canale Pigonati (1775) la città conobbe un nuovo slancio che si riaprì ai traffici con l'Oriente soprattutto grazie alla istituzione della Valigia delle Indie sul finire dell'Ottocento.

Epoca contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Lo sviluppo demografico e urbanistico del Novecento ha portato al nuovo disegno della città moderna sovrapposta a quella antica a costo di sventramenti e demolizioni (quartieri delle Sciabiche, di San Pietro degli Schiavoni, Teatro Verdi, Torre dell'Orologio).

Oggi una nuova concezione urbanistica, per quanto tardiva, consente di programmare gli insediamenti di maggiore impatto architettonico fuori dal centro storico. Nel frattempo la città si espande oltre le mura del centro storico costituendo nuovi quartieri periferici: Commenda, Cappuccini, Sant'Angelo (negli anni 1950-1970) e poi Santa Chiara, Sant'Elia, Bozzano (anni 1980-2000).

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Le circoscrizioni del comune di Brindisi[62]:

Circoscrizione Denominazione
I Centro
II Commenda - Cappuccini - Minnuta - S.Chiara - S.Angelo
III Casale - Paradiso - Torretta
IV Perrino - Bozzano - Villaggio S.Paolo - Villaggio S.Pietro
V Sant'Elia - La Rosa
VI Tuturano

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Tuturano è l'unica frazione di Brindisi abitata tutto l'anno. Sorge a 10 km a sud della città nella Piana di Brindisi e conta circa 4500 residenti. La frazione sconta la presenza, a pochi chilometri dall'abitato, di una delle centrali termoelettriche più grandi d'Europa: la centrale Federico II di proprietà dell'Enel. Durante la costruzione e l'avviamento della centrale, le zone limitrofi sono state prese d assalto da lavoratori trasfertisti, creando una vera e propria ricrescita del mercato immobiliare, molta di quella gente affascianta dalle zone ha deciso di rimanervi.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Puglia.

Pur godendo di una tradizione agricola molto importante, lo sviluppo industriale, veloce e massiccio nel corso del XX secolo, ha comportato cambiamenti radicali al tessuto economico, ma anche urbano e sociale della città con una conseguente cementificazione di parte della costa.

Sfruttando la posizione del porto, Brindisi è anche un importante scalo marittimo per la Grecia e la Turchia, ed è essa stessa una destinazione turistica che conosce importanti tassi di crescita a partire dagli anni novanta.

Agricoltura[modifica | modifica sorgente]

Carciofi

L'agricoltura brindisina raggiunge i suoi "primati" nell'orticoltura, viticoltura, frutticoltura e olivicoltura. Sicuramente il settore che ha segnato il territorio per secoli si basa su colture di mandorli, olivi, tabacco, carciofi, cereali. L'agricoltura ha però conosciuto negli ultimi decenni una dinamica sfavorevole[senza fonte], forse da imputare una crisi dovuta all'elevata età media degli imprenditori agricoli (superiore ai 50 anni). È, quindi, auspicabile un ricambio generazionale del settore per garantire una maggiore dinamicità ed evitare un ulteriore indebolimento, in termini di incidenza del settore nell'economia totale.

Per quanto concerne la zootecnia è consistente con allevamenti di capi bovini e ovi-caprini[63].

Industria[modifica | modifica sorgente]

L'industria brindisina[64] si identifica principalmente con l'industria chimica e aeronautica.

Polo industriale chimico[modifica | modifica sorgente]

L'industria chimica, nelle sue più svariate accezioni (alimentare, energetica, farmaceutica o di processo) è nel territorio brindisino assai sviluppata. L'associazione Federchimica riconosce Brindisi e provincia un polo industriale chimico.

I diversi stabilimenti dell'ENI, dislocati come Polimeri Europa, Snam ed EniPower sono inseriti del resto proprio nel polo petrolchimico di Brindisi, situato alla periferia della città, e si affaccia sul mare Adriatico. Negli ultimi anni, con l'entrata in esercizio della nuova centrale, degli impianti originali sono rimasti in esercizio i soli generatori direttamente alimentati con vapore di recupero dall'adiacente impianto di "cracking idrocarburi" di altre società Eni e una caldaia come riserva fredda.

Brindisi è filiale produttiva della multinazionale farmaceutica Sanofi Aventis.

L'area energetica[modifica | modifica sorgente]

Brindisi è leader per la produzione di energia elettrica in Italia. Sul territorio comunale insistono tre grandi centrali pertinenti ai gruppi Enel, Edipower ed EniPower ed è inoltre in progetto la realizzazione di un'importante centrale fotovoltaica.

  • Centrale EniPower di Brindisi: la centrale termoelettrica a ciclo combinato di EniPower, una volta completata, con una potenza installata di 1.170 megawatt, sarà la più potente tra quelle della Società Eni.
  • Terminale di rigassificazione di Brindisi: è in progetto nell'area del Porto Esterno di brindisi, denominata Capobianco, la costruzione di un rigassificatore ad opera della società "Brindisi LNG Spa". L'iter autorizzativo è al momento in fase di completamento della procedura di Valutazione di Impatto Ambientale nazionale, iniziata dalla società nel gennaio 2008.
  • Impianto fotovoltaico: è in progetto la realizzazione del parco fotovoltaico più grande d'Europa (con potenza di 11 MWp), che dovrebbe entrare in funzione nel 2010, sul sito dell'ex-polo petrolchimico. Il gruppo industriale incaricato della costruzione verrà affiancato dalle Università della Puglia.

Il settore aeronautico[modifica | modifica sorgente]

A Brindisi sono dislocati gli stabilimenti di Alenia Aeronautica (specializzata nella modifica di velivoli dalla configurazione passeggeri a quella cargo), Avio (centro di eccellenza per i motori militari) e Agusta (produzione di strutture metalliche e revisione di elicotteri).

Servizi[modifica | modifica sorgente]

La crescita del settore terziario nella provincia è confermata dall'analisi del trend sempre crescente che ha accompagnato i servizi nella creazione del valore aggiunto tra il 1995 e il 2004 (dal 66,8% al 75,5%), dimostrando quindi il fatto che Brindisi (ancora più che la provincia) si sta indirizzando verso uno sviluppo terziarizzato, abbandonando la forte vocazione industriale.

Ad oggi è in questo settore economico che si può ritrovare il contributo principale alla formazione del valore aggiunto brindisino: una produzione complessiva di quasi 6.000 milioni di euro, pari al 75,5% dell'output totale.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Nella città le premesse per lo sviluppo del turismo non mancano. Brindisi conserva importanti ritrovamenti archeologici e vanta una costa che, oltre alle bellezze naturali paesaggistiche offerte dalle spiagge vanta il patrimonio storico-archeologico torri costiere di avvistamento. Nell'entroterra, parte delle masserie fortificate risalenti ai sec. XIV-XV sono state adibite a strutture ricettive di gran classe. Inoltre, è possibile scoprire i luoghi del vino (Appia dei vini) o dell'olio (olio Collina di Brindisi), comparti fondamentali dell'economica locale e punte di diamante dell'offerta enogastronomica brindisina.

Nonostante una forte stagionalizzazione ed una della domanda non ancora altissima, il turismo in terra di Brindisi ha registrato notevoli progressi negli ultimi anni, se confrontato al resto dei comuni pugliesi[65].

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Brindisi.

Le principali direttrici stradali di Brindisi sono:[66]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ferrovia Adriatica e Ferrovia Brindisi-Taranto.

I trasporti ferroviari sono assicurati dalla Stazione di Brindisi, un importante snodo ferroviario della Puglia, punto di incontro tra la Ferrovia Adriatica e la linea Brindisi – Taranto. La stazione appartiene al circuito Centostazioni e presenta collegamenti verso tutte le località servite dalla linea adriatica e ionica.

È prevista la dismissione della linea ferroviaria Brindisi – Brindisi Marittima che permetterà l'allargamento della sede stradale di via del Mare, con la conseguente creazione di nuove zone di sosta per le auto, e consentendo inoltre di risolvere buona parte dei disagi rivenienti proprio dalla carenza di parcheggi.

Il porto[modifica | modifica sorgente]

Il porto di Brindisi
Il porto di Brindisi
Costa Morena
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porto di Brindisi.

Il porto di Brindisi[67] da sempre al centro dei traffici commerciali con la Grecia e l'Oriente, ha sempre rappresentato la fortuna della città.

Oggi è un porto turistico, commerciale e industriale, uno dei più importanti del mar Adriatico. Il traffico mercantile concerne carbone, olio combustibile, gas naturale, prodotti chimici.

Il porto si compone in tre parti:

  • Il Porto esterno: i cui limiti sono a Sud la terraferma, a est le isole Pedagne, a ovest dall'isola Sant'Andrea e dal molo di Costa Morena e, a Nord, dalla diga di Punta Riso.
  • Il Porto medio è formato dallo specchio di mare che si trova prima del canale Pigonati, l'accesso al porto interno, il bacino a nord forma le Bocche di Puglia.
  • Il Porto interno è formato da due lunghi bracci che toccano il centro di Brindisi sia a nord che ad est, essi sono il "seno di ponente" e "seno di levante".

Le banchine di Costa Morena[68] si sviluppano per 1.170 m, con profondità di 14 metri e piazzali per 300.000 m². Lungo la diga di Costa Morena (500 m) si sviluppa il sistema, a mezzo nastro e tubature, per lo sbarco dei prodotti destinati all'alimentazione delle centrali elettriche di Brindisi sud e nord. A Punta delle Terrare sono operativi 270 m di banchine per il traffico Ro-Ro con possibilità di ormeggio contemporaneo di cinque navi.

Aeroporto Internazionale del Salento[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Aeroporto Internazionale del Salento.

L'aeroporto di Brindisi[69] ha collegamenti giornalieri con le maggiori città italiane ed europee. Lo scalo, distante 6 km dal centro cittadino, serve l'intera provincia di Brindisi, quella di Lecce ed in parte anche quella di Taranto. Nel 2007 sono transitati complessivamente 929.854 passeggeri.

L'aeroporto è denominato "del Casale" (in riferimento alla bellissima chiesa romanica sita vicinissima alla recinzione dell'area oltre al quartiere in cui è situato) e/o "del Salento". La parte civile dell'aeroporto è intitolato ad Antonio Papola, in memoria del comandante di aeromobile civile deceduto il 13 febbraio 1938 per incidente di volo, il pilota aveva uno stretto legame con la città. Il contiguo aeroporto militare, che sfrutta le stesse aree di decollo, è invece intitolato ad Orazio Pierozzi, aviatore della seconda guerra mondiale.

È dotato di due piste, una in direzione NW-SE lunga 3096 m, l'altra in direzione NE-SW lunga 1.970 m. Le loro caratteristiche sono tali da consentire l'atterraggio anche a grandi aerei da trasporto come l'Antonov An-124 Ruslan o, talvolta, come il Boeing 747.

L'aeroporto di Brindisi

Il posizionamento dell'aeroporto all'interno dell'area mediterranea, insieme alla sua naturale potenzialità multimodale (il porto è a pochi chilometri di distanza), hanno reso la base di importanza strategica, sia per quanto concerne la Difesa nazionale che in un'ottica NATO. Al riguardo, è da ricordare che fino a pochi anni fa sull'aeroporto ha avuto sede il 32º Stormo dell'Aeronautica Militare e che fino al 2000 era attivo nella zona godendo, in passato, un ruolo strategico per il controllo dell'area dei paesi dell'Unione Sovietica con l'appoggio della vicina base Nato di San Vito Dei Normanni[70][71][72][73] (che dista 10 km dalla città) un importante centro di Telecomunicazioni dell'USAF, attualmente dismesso.

Per le stesse motivazioni strategiche, l'aeroporto è stato scelto come principale base logistica mondiale dalle Nazioni Unite per il supporto alle operazioni di "peacekeeping" e "peace enforcement" in tutto il globo. Dalla base ONU di Brindisi, inoltre, partono gli aiuti umanitari ed alimentari indirizzati verso le aree più remote e disastrate del pianeta.

L'aeroporto è stato recentemente rinnovato e ristrutturato[74]. Così sono stati modernizzati i controlli ed il check-in, nonché l'area di attesa dei passeggeri e quella dei gate.

Quello di Brindisi resta un piccolo scalo, sebbene in crescita, sufficiente per l'utenza salentina e quella turistica verso queste destinazioni. Sono previsti dei nuovi collegamenti verso tutta l'area europea, balcanica e nordafricana oltre che nuovi voli verso le principali città italiane.

Mobilità urbana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi STP Brindisi.

La Società Trasporti Pubblici di Brindisi[75], garantisce un servizio di trasporto pubblico urbano e il collegamento del capoluogo con gli altri comuni della provincia.

Inoltre, questa società assicura il servizio di trasporto via mare nelle acque interne del porto di Brindisi.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Elenco dei sindaci dal 1989:[76]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
4 marzo 1989 11 agosto 1990 Cosimo Quaranta DC Sindaco
11 agosto 1990 26 ottobre 1992 Giuseppe Marchionna PSI Sindaco
5 dicembre 1992 29 marzo 1993 Teodoro Saponaro PDS Sindaco
24 maggio 1993 3 giugno 1994 Francesco Paolo Arina DC Sindaco
25 luglio 1994 5 dicembre 1994 Natale D'Agostino Comm. pref.
5 dicembre 1994 18 dicembre 1995 Michele Errico PDS Sindaco
12 marzo 1996 10 giugno 1996 Isabella Giannolla Comm. pref.
10 giugno 1996 9 giugno 1997 Lorenzo Maggi centro-destra Sindaco
17 novembre 1997 28 maggio 2002 Giovanni Antonino Polo delle Libertà Sindaco [77]
28 maggio 2002 5 novembre 2003 Giovanni Antonino L'Ulivo Sindaco
5 novembre 2003 14 giugno 2004 Bruno Pezzuto Comm. pref.
14 giugno 2004 1º settembre 2011 Domenico Mennitti Popolo delle Libertà Sindaco [78]
1º settembre 2011 12 maggio 2012 Bruno Pezzuto Comm. pref.
12 maggio 2012 in carica Mimmo Consales centro-sinistra Sindaco

Consolati[modifica | modifica sorgente]

Brindisi è sede dei seguenti consolati:[79]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Brindisi è gemellata con i seguenti comuni:

Sport[modifica | modifica sorgente]

Città Europea dello sport 2014[modifica | modifica sorgente]

La città di Brindisi è stata proclamata Città Europea dello Sport per l'anno 2014 dall'ACES (Associazione delle Capitali Europee dello Sport). Oltre alla città adriatica hanno ricevuto il titolo per il 2014 Ascoli Piceno e Latina. Il riconoscimento è stato conferito il 7 novembre 2012 a Bruxelles, presso la sede del Parlamento Europeo.[81]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

  • S.S.D. Città di Brindisi Calcio: ha disputato nella sua storia calcistica 6 campionati della serie cadetta. I colori richiamano quelli della provincia, il bianco ed il blu. Il club gioca nello stadio comunale, intitolato alla memoria del presidente dello storico sodalizio in riva all'Adriatico, il commendatore Franco Fanuzzi.
  • Brindisi Calcio: il club dopo aver ereditato il titolo sportivo del Mesagne Calcio ed aver acquistato al tribunale fallimentare la denominazione Brindisi calcio 1920 ha disputato il campionato di Promozione nella città di San Pietro Vernotico, mantenendo però il settore giovanile nel capoluogo.
  • A.S.D. Real Paradiso Brindisi: milita nel girone C pugliese di 1ª Categoria.[senza fonte]

Pallacanestro[modifica | modifica sorgente]

La principale società di pallacanestro della città e di tutta la Puglia è la New Basket Brindisi[82], la quale sta disputando il proprio terzo campionato in Lega A e ha disputato diversi campionati in Legadue; i colori sociali sono gli stessi della società calcistica e di tutti i sodalizi sportivi presenti in città, ovvero il bianco e il celeste. Il club disputa le proprie partite interne nel palazzetto dello sport "Elio Pentassuglia", dedicato all'uomo simbolo della palla a spicchi brindisina. Attualmente la squadra è gestita dal presidente onorario Massimo Ferrarese e dal presidente Fernando Marino. Il maggior risultato cestistico lo ha raggiunto nel 2013, dopo essersi qualificata per la Coppa Italia di Lega A per la prima volta nella storia della società.

Oltre alla New basket Brindisi, nel capoluogo adriatico disputano il loro campionato diverse società minori come lInvicta Brindisi, lEagles BK Brindisi e lAssi Basket Brindisi, tutte militanti in C2. In Promozione militano il Basket Brindisi e lAsteryx Brindisi ed altre 7 squadre militanti in Prima Divisione. In tutto, quindi, la città di Brindisi può vantare di ben 12 società cestistiche maschili.

Per quanto riguarda la pallacanestro femminile, si distingue la rinnovata società Futura Basket Brindisi[83] che partecipa al campionato di serie A/2 femminile.

Rugby[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1971 Brindisi è stata sede di arrivo del prologo del Giro d'Italia, una cronometro a squadre di 62 km con partenza da Lecce vinta dalla Salvarani.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Franco Fanuzzi: stadio comunale
  • PalaPentassuglia: palazzetto dello sport
  • PalaMelfi: palazzetto dello sport
  • Palazzetto comunale "Giovanni e Carlo Zumbo"(ex palazzetto di via castello)
  • Centro polisportivo "contrada Masseriola": atletica, nuoto, palazzetto dello sport
  • Piscina "G.Parodo": piscina della marina militare (sede di gare regionali)
  • Piscina "Marimisti": piscina comunale nel quartiere Sant'Elia.
  • Piscina "sottosopra": associazione sportiva dilettantistica quartiere Bozzano
  • Circolo Tennis Brindisi: Campi da tennis
  • Centro polisportivo di Sant'Elia: campo da rugby, palazzetto dello sport, campo da tennis
  • Palestra comunale "Galiano"
  • Campo sportivo "Torretta"
  • Pattinodromo comunale di Viale Duca degli Abruzzi

Personalità sportive legate a Brindisi[modifica | modifica sorgente]

Flavia Pennetta al Women's Australian Open

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Ministero dell'interno: risultati elettorali Brindisi 2012.
  2. ^ a b ISTAT: Popolazione residente al 31/12/2012.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  4. ^ Il sito ufficiale dell'Area Vasta brindisina. URL consultato il 07-01-2009.
  5. ^ Puglia in cifre 2009, IPRES - Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali, pag. 186. URL consultato l'11-01-2010.
  6. ^ Località raggiungibile tramite la SP 35.
  7. ^ Michele Spizzico, Nicola Lopez, Donato Sciannamblo, Roccaldo Tinelli, La Piana di Brindisi: fenomeni di interazione fra le falde idriche sotterranee presenti nell'area in Da il "Giornale di Geologia Applicata 3", 2006.
  8. ^ Medie climatiche 1961-1990. URL consultato il 07-01-2009.
  9. ^ Dati climatologici medi. URL consultato il 07-01-2009.
  10. ^ Tabelle e grafici climatici. URL consultato il 07-01-2009.
  11. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 07-01-2009.
  12. ^ Vladimir Orel, A Concise Historical Grammar of the Albanian Language: Reconstruction of Proto-Albanian, Leiden, Netherlands, Brill, 2000.
  13. ^ Giovanni Alessio, Sul nome di Brindisi in Archivio Storico Pugliese, VIII, nº 3, 1955, pp. 211-238. URL consultato il 31 luglio 2010.
  14. ^ A largo di Brindisi sono stati ritrovati numerosi vasi e crateri di provenienza attica, corinzia, cretese ecc.).
  15. ^ Cicerone Epistulae - Ad Familiares 14 - 4..
  16. ^ Paolo Diacono, Liber de episcopis mettensis
  17. ^ Procopio, Libro III, cap. 18
  18. ^ Paolo Diacono, Historia Longobardorum
  19. ^ Chronicon Salernitanum
  20. ^ Documento sulle nozze di Isabella di Brienne. URL consultato il 07-01-2009.
  21. ^ Documento sulla VI Crociata partita da Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  22. ^ I Savoia nella bufera
  23. ^ Resoconto della conversazione tenuta nell'Istituto magistrale "Palumbo" di Brindisi il 14 ottobre 1993 da Denis Mack Smith e Raffaello Uboldi Interventi di Franco Arina, Antonio Maglio, Renato Minafra e del pubblico. URL consultato il 07-01-2009.
  24. ^ Storia di Brindisi - La Gazzetta del Mezzogiorno. URL consultato il 07-01-2009.
  25. ^ Il sito Comuni Italiani. URL consultato il 07-01-2009.
  26. ^ Legge regionale 28 del 23 dicembre 2002.
  27. ^ Decreto del Presidente della giunta regionale n.376 del 06.08.92.
  28. ^ Legge regionale 26 del 23 dicembre 2002.
  29. ^ Legge regionale n.23 del 23 dicembre 2002 (B.U.R.P. n.164 - Istituzione aree naturali).
  30. ^ Assessorato all'Ecologia Regione Puglia.
  31. ^ Decreto interministeriale del 4 dicembre 1991, Decreto ministeriale del 4 febbraio 2000.
  32. ^ Decreto interministeriale del 4 dicembre 1991.
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ Il sito di emigrati.it. URL consultato il 07-01-2009.
  35. ^ Immigrazione albanese sulla stampa quotidiana. URL consultato il 07-01-2009.
  36. ^ a b Statistiche ISTAT - La presenza straniera a Brindisi al 31 dicembre 2008.
  37. ^ Composto dal 7275mo gruppo di base aerea statunitense, il San Vito AB ha cominciato nel 1960 come un'installazione esterna della base aerea di Aviano con il personale e le attrezzature di sostegno forniti dalla 6900mo stormo di sicurezza. Successivamente si è trasformato in un'installazione primaria dal 1º marzo 1961 essendo attivato dal servizio di sicurezza dell'aeronautica degli Stati Uniti (USAFSS). Dal 1º ottobre 1979, la base ha ospitato il 6917mo gruppo elettronico di sicurezza e altre unità e organizzazioni americane ed alleate.
  38. ^ Il sito demo.istat.it. URL consultato il 07-01-2009.
  39. ^ I fan del Salentoshire in Il Giornale, agosto 2006. URL consultato il 7 gennaio 2009.
  40. ^ A. Calabrese, The sentential complementation of salentino: a study of a language without infinitival clauses, 1993.
  41. ^ L'arcidiocesi di Brindisi-Ostuni. URL consultato il 07-01-2009.
  42. ^ Fernando Giannini in "Tre Violini".
  43. ^ Il sito dell'Onu Italia. URL consultato il 07-01-2009.
  44. ^ Il contrabbando di tabacchi lavorati: un'analisi economica e istituzionale. URL consultato il 28-02-2009.
  45. ^ Rapporto I semestre 2007 Direzione Investigativa Antimafia.
  46. ^ Il sito della Biblioteca arcivescovile Annibale de Leo. URL consultato il 07-01-2009.
  47. ^ Sito del Centro ENEA di Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  48. ^ Sito dell'Accademia Marina Mercantile. URL consultato il 15-06-2009.
  49. ^ 09-09-2012.
  50. ^ Facoltà presenti alla Cittadella. URL consultato il 15-07-2009.
  51. ^ Portale della Sede di Brindisi dell'Università degli Studi di Bari. URL consultato il 07-01-2009.
  52. ^ offerta formativa della sede di Brindisi dell'Università degli Studi di Bari. URL consultato il 15-07-2009.
  53. ^ Il sito dell'emittente Ciccio Riccio. URL consultato il 07-07-2009.
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  55. ^ Scheda del film su Apulia film commission.
  56. ^ Il sito di Puglia TV. URL consultato il 07-07-2009.
  57. ^ Il sito di Blustar TV. URL consultato il 07-07-2009.
  58. ^ Il sito di Studio 100 TV. URL consultato il 07-07-2009.
  59. ^ Il sito che elenca i prodotti tipici della Puglia, comune per comune. URL consultato il 07-01-2009.
  60. ^ Giacomo Carito, Brindisi. Nuova guida, Brindisi, 1994.
  61. ^ Rosario Jurlaro, Storia e cultura dei monumenti brindisini, Brindisi, 1976.
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  64. ^ Il sito di Puglia Imprese. URL consultato il 07-01-2009.
  65. ^ Analisi Congiunturale della provincia di Brindisi - Camera di Commercio di Brindisi. URL consultato il 18-06-2009.
  66. ^ MapQuest Maps - Driving Directions - Map
  67. ^ Il sito dell'Autorità portuale di Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  68. ^ Il sito di Costa Morena. URL consultato il 07-01-2009.
  69. ^ Il sito dell'Aeroporto di Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  70. ^ Interrogazione parlamentare sul caso San Vito Air Station. URL consultato il 07-01-2009.
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  72. ^ San Vito dei Normanni Air Station. URL consultato il 07-01-2009.
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  74. ^ Ammodernamento Aeroporto di Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  75. ^ Il Sito della STP Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  76. ^ Storia amministrativa del comune di Brindisi (BR).
  77. ^ Con L'Ulivo dal 1999.
  78. ^ Rieletto il 22 giugno 2009.
  79. ^ Elenco consolati in Italia. URL consultato il 07-01-2009.
  80. ^ AllCorfu.Com: Corfu's Twin Cities in allcorfu.com. URL consultato il 25 febbraio 2010.
  81. ^ Brindisi città europea dello sport 2014. Dal Comune la dedica a Melissa Bassi. Nuovo Quotidiano di Puglia.it. URL consultato il 10 novembre 2012.
  82. ^ Il sito del New Basket Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  83. ^ Il sito della Futura Basket Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  84. ^ Il sito della Nafta Rugby Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.
  85. ^ Il sito della Telcom Assi Manzoni Brindisi. URL consultato il 07-01-2009.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Arditi, Corografia fisica e storica della Provincia di terra d'Otranto, Bologna, Arnaldo Forni, 1979. ISBN non esistente
  • Vincenzo Cazzato e Simonetta Politano, Topografia di Puglia: Atlante dei “monumenti“ trigonometrici; chiese, castelli, torri, fari, architetture rurali, Galatina, Congedo, 2001. ISBN 88-8086-357-6
  • Gazzetta del Mezzogiorno, Città e Paesi di Puglia e Basilicata. ISBN non esistente
  • Angela Marinazzo, Viaggio in Terra di Brindisi, Adda, 2000. ISBN 88-8082-408-2
  • Maria Rosaria Muratore, Guida del Salento 2, Galatina, Congedo, 1997. ISBN 88-85204-33-3
  • Francesco Perfetti, Parola di Re. Il diario segreto di Vittorio Emanuele, Firenze, Le Lettere, 2006. ISBN 978-88-7166-965-6
  • Cosimo D. Poso, Il Salento normanno. Territorio, istituzioni, società, Galatina, Congedo, 1988. ISBN 88-7786-097-9
  • A. Sanasi, Antiche vie del Salento, Galatina, Congedo, 1971. ISBN non esistente
  • A. Spagnolo, Nuovo annuario di terra d'Otranto, Galatina, Congedo, 1957. ISBN non esistente

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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