Villa Castelli

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Villa Castelli
comune
Villa Castelli – Stemma Villa Castelli – Bandiera
Villa Castelli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Brindisi-Stemma.png Brindisi
Amministrazione
Sindaco Francesco Nigro (Villa Castelli Libera e Solidale) dal 07/06/2009
Territorio
Coordinate 40°35′00″N 17°29′00″E / 40.583333°N 17.483333°E40.583333; 17.483333 (Villa Castelli)Coordinate: 40°35′00″N 17°29′00″E / 40.583333°N 17.483333°E40.583333; 17.483333 (Villa Castelli)
Altitudine 251 m s.l.m.
Superficie 34,58 km²
Abitanti 9 260[1] (31-12-2010)
Densità 267,78 ab./km²
Frazioni Monte Scotano, Pezza Petrosa, Antoglia, Battaglia, Sciaiani, Monte Fellone, San Barbato Lamie.
Comuni confinanti Grottaglie (TA), Martina Franca (TA), Taranto (TA), Francavilla Fontana, Ceglie Messapica
Altre informazioni
Cod. postale 72029
Prefisso 0831
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 074020
Cod. catastale L920
Targa BR
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti villacastellani
Patrono Sacro cuore di Gesù, Madonna della Fontana
Giorno festivo 2 ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villa Castelli
Posizione del comune di Villa Castelli nella provincia di Brindisi
Posizione del comune di Villa Castelli nella provincia di Brindisi
Sito istituzionale

Villa Castelli è un comune italiano di 9260 abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.

Il suo territorio corrisponde alla parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge al confine tra il Salento e la Valle d'Itria. È parte della Murgia dei trulli, del Parco naturale Terra delle Gravine[2], dell'Arco Ionico tarantino e della Soglia messapica.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

vista di Villa Castelli
Murgia meridionale

Il territorio comunale si estende per 34,58 km² nella la parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge, tra la valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina.

Il comune si trova a 30 km da Taranto a circa 45 km da Brindisi; confina con l'Isola amministrativa della città di Taranto 1 E(distanza 3 km), Grottaglie (distanza 5 km), Ceglie Messapica (8 km), Francavilla Fontana (12 km) e Martina Franca (16 km).

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Buona parte del centro abitato è sito in area collinare e poggia su un orlo di scarpata, tra i colli Fellone, Scotano e Castello, che costituiscono l'85% del territorio. I colli fanno parte dell'altopiano delle Murge e come questo formati da calcare di Altamura alternato a limitate formazioni di calcari dolomitici e di depositi di sabbie calcaree poco cementate, per lo più nelle zone discendenti. Le frazioni situate in zona pianeggiante sono San Barbato Lamie e Pezza delle Monache Centrale, nelle immediate vicinanze di Grottaglie, e coprono il 15% del territorio comunale.

Speleologia[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti alcune grotte naturali:[4] la grotta di Montescotano[5], la grotta di Facciasquata[6], le grotte di Barcari e di Malecantone, la grotta Cuoco, la grotta Monte Fellone[7] abitata dal Neolitico al III secolo[8] e la grotta del Sacramento.[9].

Nella grotta di Montescotano furono rinvenute numerose lucerne di età romana, che hanno fatto supporre la presenza di rituali religiosi tra il II e il III secolo a.C.

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

sorgente del Canale Reale

Il corso d'acqua più importante nasce dalla sorgente sita in contrada Antoglia, nell'agro di Villa Castelli, detta Fonte Strabone, ma nota nella documentazione antica come Fonte dei Grani. La sorgente dà origine al Canale Reale che sgorga a nord della chiesa di Santa Maria dei Grani, nel territorio di Francavilla Fontana e dopo un percorso di quasi 40 km attraverso i territori dei comuni di Oria, San Vito dei Normanni e Carovigno sfocia nell'oasi di Torre Guaceto.

Biohabitat[modifica | modifica sorgente]

Flora[modifica | modifica sorgente]

La vegetazione si compone di oliveti e querceti alternati a tratti di macchia mediterranea. Nelle vallate intercollinari si trovano legnami pregiati, funghi, corbezzoli, mirti, carrubi.

La gravina, facente parte del parco naturale regionale Terra delle Gravine[10], costituisce il giardino botanico comunale, ricco di macchia mediterranea e di altre piante endogene.

In contrada Monte Scotano si trova il Bosco dei tordi, su una superficie di circa di due ettari, dove si trovano lecci e roverelle centenari; il sottobosco è costituito da macchia mediterranea.

Fauna[modifica | modifica sorgente]

La fauna è caratterizzata dalla presenza di lepri, volpi, ricci (specie protetta), chiocciole, falchi, pettirossi, tordi, merli (compresi i rari merli dal becco giallo, considerati specie protetta), Rondini e diversi rapaci notturni civetta, gufo, assiolo e barbagianni e pipistrelli che trovano rifugio nelle numerose grotte.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima del territorio comunale è, come per il resto dell'arco ionico-tarantino e delle Murge, tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati temperate. Le temperature medie in inverno registrano valori di 4-6 °C, nel mese di gennaio si registrano minimi negativi e nevicate. In estate si hanno temperature medie intorno ai 30 °C. Le precipitazioni sono abbondanti.

Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano a Villa Castelli.

Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno
Temperatura massima media (°C) 11,8 12,8 14,9 18,3 23,1 27,5 30,4 30,5 26,5 21,4 16,8 13,4 20,6
Temperatura minima media (°C) 4,6 4,9 6,5 8,7 12,5 16,4 19,0 19,2 16,5 12,8 9,0 6,2 11,4
Piogge (mm) 59 58 54 36 33 23 22 23 37 73 73 63 554
Umidità media (%) 77,8 76,6 75,4 72,9 70,2 65,7 61,8 63,6 70,0 76,0 78,9 78,9 72,3

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pezza Petrosa.
Etimologia del nome

il toponimo Castellum Caeje è documentato dall'XI secolo come territorio confinante con Ostuni, comprensivo di Ceglie Messapica e di gran parte di Villa Castelli. Nel XIV secolo la presenza di strutture di fortificate giustifica la qualifica di Castellum. Dal XVII secolo emerge nelle fonti il toponimo Monte Castelli e nel XVIII secolo li Castelli, a cui è aggiunto Villa, nel senso di borgo, già prima dell'indipendenza da Francavilla Fontana

Ceramiche risalenti al IV secolo a.C. rinvenute presso il sito archeologico di Pezza Petrosa e conservate presso il museo archeologico comunale

Sulle origini della presenza umana era stato teorizzato uno stanziamento nel territorio di gruppi di Arii e di Liguri[12]. Per la preistoria sono stati accertati almeno tre nuclei insediativi nel territorio, uno a Monte Scotano, un altro a Monte Fellone e un ultimo, più noto, a Pezza Petrosa. Nel caso di Monte Fellone, l'allevamento di cavalli risale al neolitico, fenomeno alquanto raro per il Sud Italia e quasi unico in Puglia.[13]. Il territorio presenta, inoltre, numerose specchie, in corrispondenza di confini tra i territori messapi e tarantini[14].

I ritrovamenti nella grotta di Facciasquata degli inizi degli anni settanta attestano la frequentazione umana in epoca neolitica e nell'età del bronzo. Altri ritrovamenti databili tra il II secolo a.C. e il III secolo d.C. si sono avuti presso la grotta di Montescotano, compresa una "sala delle lucerne"[15], un possibile luogo di culto romano-pagano[16].

Il sito archeologico più studiato del territorio comunale è sito in località Pezza Petrosa dove è stata rinvenuta una necropoli, costituita da oltre trenta tombe, datata al IV-III secolo a.C., con corredi funerari costituiti da reperti di ceramica decorata, statuette della dea dell'agricoltura Demetra, oggetti in bronzo, attualmente depositati in parte presso il Museo nazionale archeologico di Taranto ed in parte presso il museo civico comunale. Gli scavi hanno identificato nei pressi del sito, resti di un abitato, con possibili tracce di mura difensive in blocchi, datati a dopo la metà del IV secolo a.C. L'abitato fortificato potrebbe riferirsi ad un villaggio dei Messapi divenuto dopo la conquista da parte di Taranto un phrourion, avamposto militare, del sistema difensivo tarantino. In passato era stata ipotizzata un'identificazione dei resti archeologici con la città di Rudiae patria di Quinto Ennio[17]. Pochi metri a nord della necropoli, sono state rinvenute tracce di una cisterna di età altomedievale.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Oria.
Moneta medievale (X secolo) raffigurante Costantino VII Porfirogenito
Torre Antoglia.

Nel corso del Medioevo il fortilizio, presso il quale sorgeva un piccolo casale, si trovava al limite tra i territori longobardi e bizantini, costantemente in conflitto tra loro, ed apparteneva alla gualda del feudo di Oria[18]. Tra IX e X secolo l'intero territorio è sottoposto alle incursioni saracene. Nell'869 interviene nel feudo di Oria l'imperatore Ludovico II il Giovane in funzione anti-saracena. Tuttavia nel 880, l'area è sotto il controllo dell'imperatore bizantino Basilio I. Il territorio di Oria è affidato al Protospatario Gaideris di Benevento, principe longobardo in esilio, sostenuto dallo strategos bizantino Gregorio. Per il domino bizantino una piccola traccia archeologica è una moneta del X secolo raffigurante l'imperatore bizantino Costantino VII rinvenuta in località Pezza Petrosa.

Nel 1055 Oria fu conquistata dai Normanni guidati dal conte Umfredo d'Altavilla ed il territorio dell'attuale Villa Castelli entrò a far parte della signoria normanna del principato di Taranto. È in età normanna che compare per la prima volta negli atti notarili il toponimo di Castellum Caeje, indicante un territorio fortificato tra Oria e Ostuni, l'attuale Ceglie Messapica. Comunque la presenza di opere di fortificazione nel territorio dell'attuale Villa Castelli, costruite o divenute rilevanti solo a partire dal periodo angioino e dal aragonese, spiega la qualifica di Castella[19]. A sud di Monte Castello sorgeva il casale di S. Maria dei Grani, dove successivamente si edifica la Chiesa di Santa Maria dei Grani. Il casale era tenuto durante il regno di Federico II a contribuire alla manutenzione del castello di Oria[20]. Nella seconda metà del XIII secolo era in possesso di Monte Fellone Glicerio de Persona che parteggiò per Corrado IV contro gli angioini e con la vittoria di Carlo I d'Angiò fu messo a morte nel castello di Brindisi insieme ai figli nel 1269. Nel XIV secolo il tessuto urbano dell'odierna Villa Castelli era segmentato in piccoli nuclei insediativi tra i quali Montescotano, Montefellone, il casale che sorgeva attorno alla Torre degli Antoglietta e il nucleo di Castelli.

Nel 1307 i Nantoil, poi Dell'Antoglietta[21], presero possesso delle terre dell'ampio feudo di Oria e della piccola universitas di Francavilla Fontana. Nel 1307 il principe di Taranto, principe d'Acaia e Imperatore di Costantinopoli, Filippo I d'Angiò concesse a Filippo de Nantolio ...licentiam munendi ipsam terram vestram muris, turribus, fossatis et aliis munitionibus oportunis ad honorem et fidelitatem reginalem et nostram a nobis suppliciter petistis....[22]. Per tutta la durata della loro signoria i Dell'Antoglietta incrementarono la pressione fiscale sul clero e sulle famiglie ricche con l'introduzione di uno "stallio". I feudatari procedettero ad una massiccia attività di edilizia militare difensiva, con vaste opere di fortificazione atte ad un più sicuro controllo del territorio ristrutturando l'antico forte (oggi municipio) e costruendo ex novo alcune torri nel feudo compresa quella dell'Antoglia. I feudatari procedettero inoltre all'incremento della produttività nel settore dell'economia agricola.[23]

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Ritratto dell'umanista Giovanni Bernardino Bonifacio Duca di Oria
Arma della famiglia Ungaro
atrio del palazzo ducale

Nel 1455 Giacomo Dell'Antoglietta cedette il casale. insieme a Francavilla Fontana, a Giovanni Antonio Orsini Del Balzo in cambio di vasti possedimenti a Fragagnano[24].

Il 7 settembre del 1500 Federico d'Aragona concesse il possesso del marchesato di Oria a Roberto Bonifacio, che aggiunse col successivo acquisto del 1517 Francavilla e Casalnuovo (Manduria)[25]. Il duca di Oria Giovanni Bernardino Bonifacio, umanista italiano vicino al pensiero di Erasmo da Rotterdam venne successivamente perseguitato dall'inquisizione e costretto a rifugiarsi prima in Francia, poi in Inghilterra e infine in Prussia, muore a Danzica nel 1597 lasciando alla città un considerevole patrimonio librario.

La famiglia genovese degli Imperiali nel XVII secolo acquistò insieme alla torre dell'Antoglia anche la fortezza medievale di Monte Castelli, trasformandola in residenza estiva ed impiantando nel territorio una stazione per l'allevamento di cavalli di razza murgese[26]. Nel 1755 Michele Imperiali Juniore affida temporaneamente ad Antonio d'Arco icastelli in qualità di castelano mentre l'amministrazione unitaria è affidata alle cure dell'Abate Segni[27]. Il duca di Monteiasi e intendente di Terra d'Otranto, Gioacchino Ungaro, economista e letterato[28], nell'anno 1793, morto nel 1782 senza eredi Michele Imperiali, acquistò le masserie Pezza della Corte e Antoglia, insieme alla vasta zona dei Castelli[29]. I terreni vennero concessi in piccoli lotti ai braccianti dei paesi vicini e si andò creando un consistente nucleo abitato intorno al castello sorto sull'antica fortificazione, che fu ristrutturato ed adibito a palazzo ducale.[30]. Il 20 febbraio 1799 i cannoni presenti a Castelli furono prelevati da una truppa di 39 individui armati per organizzare la difesa antirivolzionaria di Francavilla città monarchica contraria alla Repubblica Napoletana proclamata il 23 gennaio[31]. Con l'influenza rivoluzionaria prima e napoleonica poi, l'aristocrazia perde gran parte dei suoi privilegi e nel 1808 sono approvate le Leggi eversive della feudalità da parte di Giuseppe Bonaparte. Il duca Ungaro continuò l'attività di riorganizzazione del borgo e trasformò le stalla del castello in una cappella dedicata al Santissimo Crocifisso, che nel 1830 venne eretta in parrocchia succursale.

L'economia del borgo tra XVI e XVIII secolo si fondava prevalentemente sulla pastorizia e sull'agricoltura e ruotava intorno a masserie fortificate[32]. Fenomeno importante per le attività commerciali era la transumanza, con lo spostamento di greggi e mandrie dalla Valle d'Itria al Salento attraverso le Murge. In occasione del passaggio dei mandriani si organizzavano fiere annuali. Nel territorio comunale sono ancora presenti una serie di antichi tratturi.

Ottocento e Novecento[modifica | modifica sorgente]

Corso Vittorio Emanuele
L'arma comunale dopo l'indipendenza

Lo stemma araldico comunale è stato ufficializzato con regio decreto del 6 settembre 1928. d'azzurro e verde, al castello d'argento finestrato di nero merlato e turrito di due, addestrato da Olivo al naturale. Le due fronde, una d’olivo e l’altra dell’albero della ghianda”..

Arma di Villa Castelli

Per tutta la durata del Regno di Napoli, la parte più consistente dell'odierna Villa Castelli fu territorio di pertinenza di Francavilla Fontana mentre Monte Fellone restava frazione di Martina Franca e Monte Scotano di Ceglie Messapica.

Il 12 gennaio 1818 nel territorio dei "Castelli" il prete brigante Ciro Annicchiarico, anche noto come Papa Ciro, promotore di una "Repubblica salentina" e fondatore della "setta dei decisi", una società armata in veste repubblicana e massonica[33], disarmò i fucilieri reali che si recavano ad Ostuni[34]. Il 22 maggio 1830 Villa Castelli veniva citata in una lettera del vicario generale, l'arcidiacono Giuseppe Lombardi, difatti la parrocchia, succursale della Matrice di Francavilla, costituiva l'unico caso diocesano di chiesa di campagna creata per far fronte alle esigenze spirituali di un buon numero di abitanti che si erano stabiliti nel territorio tra Ceglie e Francavilla sino a diventare un vero centro urbano[35]. Nel 1871 un padre cappuccino nominato parroco presentò richiesta presso la provincia di Terra d'Otranto del passaggio della frazione di Villa Castelli dal comune di Francavilla Fontana a quello di Grottaglie[36].

Dal censimento del 1871 emergono 116 fuochi. La struttura economica del territorio in età post-unitaria si fonda su produzioni agricole e manifatturiere, difatti è costituito quasi totalmente da contadini(piccoli proprietari e braccianti) e da filatrici.[37]

Le richieste per la formazione di un comune indipendente partirono dal 1919 con la formazione di un apposito comitato, con alla guida i "Democratici e Liberali". Gli scontri verbali durante le sedute del consiglio comunale di Francavilla diventarono sempre più accesi. In seguito alla delibera della Camera dei deputati del Regno d'Italia in data 25 maggio del 1923 partì ufficialmente l'iter per l'autonomia comunale. La tensione con il capoluogo Francavilla culminò con manifestazioni di piazza del giorno della Pasquetta del 1925, durante le quali venne attaccato pesantemente il sindaco di Francavilla Luigi Andriani. I residenti di Monte Fellone e di Specchia Tarantina[38], oggi frazioni del comune di Martina Franca, e di Mannara, frazione che tuttora segna il confine con Grottaglie permisero di raggiungere la quota di 4000 votanti. L'istituzione del nuovo comune fu ufficializzata nel 1926 con la consegna dello stemma araldico comunale[39]. Fu nominato primo amministratore il cavaliere Raffaele Ostillio di Taranto.

Il 17 luglio del 1980[40], durante una manifestazione contro il caporalato, i caporali dopo ripetute minacce di morte[41] tentarono di investire i lavoratori e i sindacalisti di Villa Castelli[42] e il 21 luglio otto caporali armati di pistola aggredirono i sindacalisti della CGIL e assaltarono la sede locale del sindacato[43].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Castello[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Villa Castelli.
Il castello, attuale palazzo municipale
Il castello, foto d'epoca

La più antica torre di età medievale è attribuibile al processo di fortificazione del feudo sottoposto al controllo di Oria, promosso dalla famiglia Dell'Antoglietta (allora de' Nantoil) dal 1307. Il castello domina dall'alto dell'ultimo colle delle Murge la pianura salentina. Si tratta di una residenza castellana in tufo è stata più volte rimaneggiata[44]. La torre è stata ristrutturata, ampliata ed adibita a fortificazione nel 1450 dal principe Giovanni Antonio Orsini Del Balzo. Passò quindi al marchese di Oria Giovanni Bernardino Bonifacio, nel XV secolo. Nel XVIII secolo la famiglia Imperiali acquistò la fortificazione, caduta in stato di abbandono già nel XVI secolo, trasformandola in residenza estiva e impiantando un allevamento di cavalli di razza murgese. Con il passaggio alla famiglia Ungaro la fortificazione fu adibita a palazzo ducale. In seguito il castello venne affidato al castellano Antonio d'Arco.[45]. Sono ancora visibili caratteristiche di età tardo-medievale e rinascimentale. Conservò sino alla fine del XVIII secolo le merlature ed i cannoni, successivamente rimossi. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo di Oria. Nel corso del Novecento l'edificio è stato adibito a caserma ed a scuola. Parzialmente ristrutturato è oggi sede del municipio[46], della galleria d'arte comunale e del museo archeologico municipale. Una piccola porzione della struttura è di proprietà privata, mentre la parrocchia detiene un'ala del castello in fase di restauro. La facciata settentrionale è stata più volte rimaneggiata, mentre quella meridionale conserva, totalmente inglobato nel complesso architettonico, l'antico mastio, oggi sede della Sala del Consiglio.

Monumento ai caduti[modifica | modifica sorgente]

In piazza Municipio sul lato frontale del castello è posto un monumento in stile liberty, raffigurante Nike dea della Vittoria, in memoria dei concittadini caduti al fronte durante la prima guerra mondiale.

Torre Dell'Antoglietta[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di una torre merlata del XIV secolo protetta da alte mura di corte. Venne costruita dalla famiglia feudataria dei Nantoil, poi Dell'Antoglietta[47], come parte del complesso sistema difensivo di Oria e Francavilla Fontana. La torre venne ampliata nel corso del XVIII secolo con la costruzione di stalle indipendenti, di una porta nuova, di una villa rustica e di una masseria.

Chiesa dell'Immacolata[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dell'Immacolata

Eretta nel 1823 e dedicata a santa Filomena di Roma, si colloca lungo corso Vittorio Emanuele II[48]. Con l'istituzione del dogma dell'Immacolata Concezione di Maria, proclamato da papa Pio IX nel 1854, nacque nel 1893 anche a Villa Castelli, la confraternita dell'Immacolata, alla quale si aggiunsero il terz'ordine Francescano e l'istituto delle Figlie del Sacro Cuore di Gesù. La chiesa venne acquistata dai confratelli nel 1894 e donata alla diocesi di Oria. Nel 1896 erano presenti un unico altare e tre statue dedicate a san Francesco d'Assisi, santa Filomena di Roma e santa Maria Immacolata. Nel 1917 la cappella laterale fu dedicata a sant'Antonio da Padova con la costruzione di un ulteriore altare e la collocazione di una statua del santo di Padova.

L'edificio è costruito in muratura in pietra calcarea. La chiesa è dotata di portale unico dominato da un rosone circolare e di un campanile a vela sormontato da un timpano. La pianta è a croce latina, con un'unica navata coperta da volte a crociera. Le caratteristiche architettoniche nel complesso richiamano lo stile delle chiese delle Murge e della Valle d'Itria e della chiesa di Santa Maria di Scola Nova di Trani.

Chiesa di San Vincenzo de Paoli[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Vincenzo de' Paoli

I lavori per la Chiesa Nuova iniziano nel 1898 la costruzione viene realizzata attraverso donazioni private con un forte contributo di tre razionali a cui si sommano piccole cifre offerte dal resto della popolazione e lavoro volontario. La costruzione risentì di notevoli ritardi e si registrarono una serie di disavanzi di fondi. Progettata dall'ingegnere Luca Di Castri in stile eclettico e intitolata a san Vincenzo de Paoli, venne finalmente benedetta nel 1938[49]. Consacrata da Mons. Marcello Semeraro il 29 novembre 1998

L'elevato è costruito in tufo e in pietra di mazzaro, con ornamenti in pietra bianca. La facciata è scompartita da contrafforti, che seguono la divisione interna in tre navate, ed è dotata di tre portali. Nella parte alta al centro è un rosone affiancato da trifore. La pianta è a croce latina, con tre navate, quella centrale e il transetto coperte da una volta a botte, mentre volte a crociera coprono le navate laterali, poggiando su piloni cruciformi[50]. Il campanile è inserito sul lato orientale con cuspide accentuata e richiama le forme del gotico. La cupola è rivestita in mattonelle policrome.

Corso Vittorio, foto d'epoca

Chiesa del Santo Crocifisso[modifica | modifica sorgente]

È la più antica struttura religiosa del centro abitato. Nel 1822 parte delle scuderie fu utilizzata per la realizzazione di una cappella, dedicata al Santissimo Crocifisso. Nel 1830 la chiesa venne elevata a parrocchia e consacrata dal vescovo della Diocesi di Oria. L'ala del castello che la circonda venne concessa all'uso dal duca Carlo Ungaro all'arcidiocesi di Taranto in cambio della celebrazione delle messe in suffragio dei suoi antenati nella cattedrale di San Cataldo. Nel periodo di attività contava oltre all'altare maggiore altri cinque altari[51] e dieci statue[52]. La chiesa misura 21x10,5 metri ed è dotata di due piccole cappelle ed una sagrestia. Attualmente chiusa al culto, ospita sporadicamente attività socio-culturali. L'edificio è in fase di ristrutturazione.

Santuario del Calvario[modifica | modifica sorgente]

santuario del calvario

Ai piedi del Montecalvario, sul quale sorge il palazzo ducale, è presente un santuario che ospita una statua del Cristo nel sepolcro.

Gravina[modifica | modifica sorgente]

trulli a Villa Castelli
Gravina e Viadotto dell'Impero
Frantoio del duca, XVIII secolo

Il comune è attraversato da una gravina[53] parte del Parco naturale Terra delle Gravine, oggetto di continui lavori di rivalutazione e recupero a partire dal 1990 al 2010 e area protetta dal 2005. Oggi costituisce il giardino botanico comunale. Al centro della gravina, sul versante occidentale, si trova un frantoio ipogeo, il frantoio del ducale risalente al XVIII secolo e realizzato nelle grotte della gravina.

Viadotto dell'Impero[modifica | modifica sorgente]

Negli anni trenta la gravina venne superata da un ponte a nove arcate in pietra, realizzato da maestranze locali. L'obiettivo era quello di aprire un nuovo fronte di urbanizzazione per il comune. La zona di espansione Lizzito viene subito dotata di una scuola elementare e di una caserma.

Borgo dei trulli[modifica | modifica sorgente]

il borgo originario, in alto il castello

Sino agli inizi del 900, sul modello di Alberobello, il centro abitato di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli. Il Borgo dei Trulli, di cui oggi restano poche costruzioni, si sviluppava in Via Masaniello (oggi Via delle Rose) e Largo Chiesa Vecchia, a questi si aggiungeva un secondo nucleo in via della Rupe tarpea a ridosso della gravina e un terzo a nord nel Rione Belvedere in via Alfieri e via Seneca. L'assetto urbanistico, sino ai primi del Novecento, è totalmente diverso dall'attuale. Corso Vittorio Emanuele e Piazza Municipio erano zona agricola e il borgo si arroccava sul Monte Castello. Gran parte della popolazione viveva nelle campagne circostanti dove i trulli sono ancora oggi numerosi.

Costruzioni rurali[modifica | modifica sorgente]

una specchia a Monte Scotano

Sono presenti alcune cappelle rupestri[54] e numerose cappelle votive costruite sul ciglio delle strade[55], per lo più erette tra l'inizio dell'Ottocento e gli inizi del secolo successivo.

Si conservano inoltre alcune specchie, tra cui la "specchia Puledri" (90 m per 7 m di altezza) e la "specchia Facciasquata".

Masserie[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio si trovano numerose masserie, alcune delle quali fortificate:

  • "Antoglia" Torre medievale del XIV secolo.
  • "Fallacchia", che conserva tracce delle originarie strutture difensive. Qui venne ambientata l'opera teatrale Niccu Furcedda dello scrittore settecentesco Girolamo Bax[56].
  • "Sciaiani Piccola", risalente al XVIII secolo e trasformata in agriturismo: si tratta di un aggregato di trulli e pagliai che ruotano intorno ad una struttura leggermente più grande. In cima ad alcuni dei trulli della masseria sono presenti pinnacoli a stella di David.
  • "Puledri", ampliata nel XVIII secolo[57], prevalentemente attiva in passato nell'ambito dell'allevamento di cavalli.
  • "Montescotano" nei pressi dell'omonimo colle, i cui terreni sono citati in atti notarili del XVII secolo relativi a Ceglie Messapica[58]
  • Altre masserie fortificate di "Abate Carlo", "Carnevale", San Barbato, "Renna", "Tagliavanti" e "Sant'Eramo".
  • Masseria Sciaiani Piccola e Grande.
Necropoli di Pezza Petrosa

Orologi[modifica | modifica sorgente]

Meridiana sovrastante edicola votiva
  • Torre dell'orologio risalente ai primi del Novecento e inglobata nella facciata del palazzo municipale
  • Torre dell'orologio risalente ai primi del Novecento, inglobata nella facciata della scuola elementare in piazza Ostillio.
  • Meridiane di fattura ottocentesca, la più nota è sita in via Fratelli Bandiera.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • La necropoli di Pezza Petrosa a circa 2 km dal centro, sulla strada provinciale Villa Castelli - Grottaglie.
  • La sala delle lucerne è in località Monte Scotano a circa 1,5 km dal centro sulla strada provinciale Villa Castelli - Ceglie Messapica
  • Necropoli di Pezza le Monache circa 1,5 km dal centro sulla strada provinciale Villa Castelli - Grottaglie.
  • La grotta di Monte Fellone è nell'omonima località a circa 5 km dal centro sulla strada provinciale Villa Castelli - Martina Franca

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[59]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 205 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Religioni[modifica | modifica sorgente]

Festa patronale, epigrafe commemorativa
Luminarie festa patronale

La religione più diffusa sul territorio è il cristianesimo. Il culto maggioritario è quello della confessione cattolica, Villa Castelli rientra nella giurisdizione episcopale della diocesi di Oria. Nel 1847 viene nominato il primo parroco, mentre un vicario curato è documentato dal 1830, con l'introduzione dei registri parrocchiali. È inoltre presente una chiesa delle Assemblee di Dio in Italia, di orientamento evangelico-pentecostale.

Dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto castellano rientra nei dialetti di transizione apulo-salentini tipici della Valle d'Itria e della Murgia con notevoli influenze del dialetto ostunese, cegliese, del dialetto barese e del dialetto tarantino. Caratteristiche tipiche sono: il richiamo a forme volgari dello spagnolo e del francese di età moderna (esempio della vicinanza al francese è la "ǝ" semimuta: "lu sanghǝ é sanghǝ"[60]).

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

  • Madonna della Fontana

Ogni 24 gennaio si celebra il presunto miracolo della fioritura dei mandorli nel pieno di una gelata, secondo la tradizione locale la Madonna della fontana avrebbe operato il prodigio un 24 di gennaio caratterizzato da temperatura rigidissima. II culto per la Madonna della Fontana proviene da Francavilla Fontana di cui Villa Castelli è stata frazione sino al XIX secolo.

  • Pizzica

La pizzica è un'antica tradizione locale[61], di cui viene riconosciuto il valore culturale[62]. Diffusa in passato anche nella sua variante a scherma che, danzata con un'arma, simulava il duello. Nella variante tarantata costituiva il principale accompagnamento del rito etnocoreutico del tarantismo[63]. Uno dei maggiori esponenti della pizzica di Villa Castelli è il pastore del paese Vito Nigro, soprannominato ''Vitucc Di Carcangn''.

  • Festa Patronale

La festa Patronale (detta ' La festa Bona ') è un evento unico nel suo genere. Riaffiorano le grandi tradizioni villacastellane nei giorni 1 2 3 Ottobre.

Nel giono 1 Ottobre si svolge la fiera paesana, nelle zone di Belvedere, mentre la sera si esibisce l'orchestra cittadina in Piazza Municipio. Nel 2 giorno generalmente si esibiscono i ragazzi del paese con loro esibizione, i comici e i gruppi musicali del paese (Risonanze Folk, Lenula). Durante l'ultima sera, 3 Ottobre si esibisce per i villacastellani e per i numerosissimi turisti un cantante sensazionale scelto dall'amministazione comunale (il 3 Ottobre 2012 si esibirono gli Zero Assoluto) nella piazza principale del paese. Non dimentichiamo che durante questi 3 giorni ci sono delle strepitose giostre per i più piccoli ma anche per i più grandi a pochi passi dal centro cittadino. Durante questa festa si potranno ammirare i musei cittadini e assaggiare i vari prodotti tipici pugliesi.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Museo civico, ceramiche risalenti al IV secolo a.C.
  • Il Museo civico comunale, realizzato dopo la ristrutturazione di un'ala del castello, conserva principalmente di reperti archeologici risalenti al IV secolo a.C.
  • La Galleria d'arte municipale è stata realizzata all'interno del castello e ospita una collezione di tele prevalentemente del XX secolo.
  • Il Museo industriale idroelettrico, in contrada Centrale, conserva intatte le strumentazioni e le turbine della vecchia centrale idroelettrica di Villa Castelli.[64]

Centro di educazione ambientale[modifica | modifica sorgente]

Costruito nei pressi della gravina, è stato concepito come luogo di educazione al rispetto delle risorse naturali e all'approfondimento delle conoscenze relative alla biodiversità dell'ecosistema mediterraneo in collaborazione con il comune di Grottaglie e con Legambiente. Attualmente ospita al suo interno la biblioteca comunale, che conta circa 2000 volumi.

Centro Don Tonino Bello[modifica | modifica sorgente]

Aperto nel 2009 presso l'ex macello comunale, è una struttura di accoglienza e cura delle donne violate[65].

Strada Pasquale Romano - Villa Castelli (Brindisi)

Associazione "Settimana dei Briganti - l'altra storia"[modifica | modifica sorgente]

È sorta nel 2006. Elabora e realizza progetti mirati alla rivalutazione storico-politica delle insorgenze nell'Italia meridionale, con particolare riguardo al brigantaggio post-unitario. Ha organizzato dal 2006 al 2008 tre edizioni della "Settimana di studi sul brigantaggio meridionale". Dal 2009 promuove "I sabati briganteschi", che si svolgono l'ultimo sabato del mese nell'Aula Consiliare del Comune di Villa Castelli. Il 24 aprile 2010 ha dedicato, di propria iniziativa, una strada privata di Villa Castelli al brigante Pasquale Romano.

Enogastronomia[modifica | modifica sorgente]

purciddhuzzi

La cucina castellana è basata su pietanze della tradizione contadina della cucina pugliese.[66]

Piatti e prodotti tipici[modifica | modifica sorgente]

Carpaccio

Vino e olio[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Villa Castelli[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vituccio - terra e canti, documentario sociale, regia di Matteo Greco, produzione: big Sur - Apulia Film Commission 2009.
  • Pietro Alò la follia degli onesti, documentario sociale, regia di Francesco Lopez, produzione: Oz film 2007.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Centrale idroelettrica di Villa Castelli
un olivo secolare
Antico frantoio ipogeo nella gravina

L'economia di Villa Castelli è prevalentemente basata sul settore primario, in particolare sull'olivicoltura e la coltivazione della vite e di alberi da frutto (specialmente mandorli, ciliegi, e Gelsi). Al tradizionale allevamento di cavalli di razza murgese, presente dal XVII secolo, si aggiunge nelle masserie l'allevamento di ovini, caprini, suini e bovini.

Nel settore artigianale si perpetua la tradizionale costruzione di muratura a secco e dei trulli.

Nell'industria prevalgono gli oleifici e gli stabilimenti vinicoli. Dal 2009 è tornata in esercizio la centrale idroelettrica a cui si aggiunge un consistente impianto eolico installato in contrada Renna.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Fiera, 1º ottobre, in rione Belvedere.
  • rievocazione della Milano-Taranto (luglio).
  • Festa della Madonna della Fontana, 24 gennaio.
  • Mercato settimanale, ogni martedì.
  • Sagra d'Estate, agosto, frazione Antoglia
  • I Sabati Briganteschi (manifestazione storico-culturale), ultimo sabato del mese

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti stradali[modifica | modifica sorgente]

Trasporti pubblici[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il 25 Maggio 2014 i cittadini eleggeranno il nuovo sindaco di Villa Castelli. I candidati sindaci sono:

Isabella Alò, VILLA CASTELLI NEL CUORE;

Giovanni Barletta, VOI VILLA CASTELLI;

Vitantonio Caliandro, LISTA CALIANDRO;

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ legge regionale 20/12/2005
  3. ^ Classificazione sismica dei comuni italiani (a cura della Protezione Civile). URL consultato il 25 giugno 2009.
  4. ^ Catasto delle cavità naturali della Puglia- a cura della Federazione Speleologica Pugliese. URL consultato l'8 luglio 2009.
  5. ^ S. Laddomada, "L'attività del gruppo speleologico martinese nella Murgia", in Murgia Sotterranea. Bollettino del Gruppo speleologico martinese, 2, .
  6. ^ S. Laddomada, "Le grotte del territorio di Villa Castelli", in Paese,1,3, 1985.
  7. ^ F. Rittatore Vonwiller, "La grotta di Monte Fellone", in La Veneranda Anticaglia, Milano 1965
  8. ^ A. Soffredi, "La seconda campagna di scavi nella Grotta di Monte Fellone", in La veneranda Anticaglia, Milano 1966.
  9. ^ L. Morleo, Cenni geologici su Villa Castelli, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli
  10. ^ Parco naturale Terre delle Gravine, istituito con la legge regionale n.18 del 20 dicembre 2005
  11. ^ Pagina con le classificazioni climatiche dei vari comuni italiani. URL consultato il 25 marzo 2007.
  12. ^ C. Cafforio, Prehistoria di Rudiae Tarantina, Taranto 1938
  13. ^ Augusto Azzaroli, An early history of horsemanship, ed. Brill, Leiden 1985, p.129
  14. ^ G. Neglia, Il fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Edizioni Adriatica, Bari 1970
  15. ^ D. Coppola, La grotta cultuale di Monte Scotano ed i resti dell'insediamento antico, in " Murgia Sotterranea ", 1, 1979.
  16. ^ S. Laddomada, L'attività del gruppo speleologico martinese nella Murgia, in Murgia Sotterranea, Bollettino del Gruppo Speleologico Martinese, Anno II, Martina Franca; S. Laddomada, Le grotte del territorio di Villa Castelli, in Paese, Villa Castelli, I, n.3, 1985
  17. ^ L'identificazione del sito di Pezza Petrosa con Rudiae risale agli anni trenta: Ciro Cafforio, Preistoria di Rudiae tarantina, Taranto, 1938, ed è stata recentemente riproposta: P. Scialpi, I Mirandoni, edizioni Pugliesi, Bari, 2005
  18. ^ G. Musca (a cura di), Uomo e ambiente nel Mezzogiorno normanno-svevo, atti delle ottave Giornate normanno-sveve, Bari, 20-23 ottobre 1987,Dedalo ed., Bari 1989, p.33
  19. ^ R. Licinio, Castelli medievali, dai Normanni a Federico II e Carlo I d'Angiò, Dedalo editrice, Bari 1994
  20. ^ B. Ligorio, Federico II. Ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, prefazione di S. Bernardi, Artebaria ed., Martina Franca 2011, p. 57
  21. ^ Dal 1812 Carducci Agustini Dell'Antoglietta, in seguito al matrimonio di Cataldo Carducci Agustini, barone di Monteparano e cavaliere di Malta, con Saveria Dell'Antoglietta, figlia di Lelio e Marianna, marchesi di Fragagnano.
  22. ^ (Doc. XII A. Primaldo Coco, Francavilla Fontana nella luce della Storia, Congedo edit (rist. anast.) Galatina 1988, ed orig. Taranto 1941): Primaldo Coco lesse male la pergamena trascrivendo la data 1364, ma essendo morto il principe Filippo nel 1332, il riferimento cronologico: imperii et principatus nostri anno primo si riferisce alla nomina di principe di Acaia 1307.[senza fonte]
  23. ^ P. Palumbo, Storia di Francavilla Fontana, Arnaldo Forni Editore (Ristampa dell'edizione del 1901) p.39.
  24. ^ Primaldo Coco, Villa Castelli, vicende feudali e comunali di Villa Castelli, in Giornale d'Italia, a.41 u. 130.
  25. ^ P. Palumbo, Storia, op. cit., p.75.
  26. ^ L. Morleo, Breve storia di Villa Castelli, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli.
  27. ^ P. Palumbo, Storia di Francavilla città in terra d'Otranto, Tip. Salentina, Lecce 1870, doc. I, pp. 511-513
  28. ^ G. Ungaro, Raccolta di memorie agrarie, politiche, economiche, legali riguardanti particolarmente il Regno di Napoli, Gaetano Raimondi, Napoli 1813
  29. ^ R.Biondi, "Villa Castelli. Dalle proprietà degli Ungaro si sviluppa il paese", in Riflessioni. Umanesimo della pietra, Martina Franca 1987.
  30. ^ R.Biondi, "Villa Castelli: dal feudo al comune. Le grandi trasformazioni agrarie del duca Gioacchino Ungaro", in Riflessioni. Umanesimo della Pietra, Martina Franca 1988
  31. ^ P. Palumbo, Storia di Francavilla città in terra d'Otranto, Tip. Salentina, Lecce 1870, p.628
  32. ^ tra queste la masseria di "Fallacchia", nella quale venne ambientata un'opera teatrale settecentesca di Girolamo Bax (G. Bax, Nniccu Furcedda. Farsa pastorale del XVIII secolo in vernacolo salentino, Olschki editore, Firenze 1964)
  33. ^ R. Church, Brigantaggio e società segrete nelle Puglie, Firenze 1899 p.51
  34. ^ R. Quaranta, Don Ciro Annicchiarico, Edizioni del Grifo, Lecce, 2005.
  35. ^ C. Turrisi, La Diocesi di Oria nell'Ottocento, Università Gregoriana Editrice, Roma 1978, p. 113
  36. ^ A. Coco, Francavilla Fontana nella luce della storia, Congedo Editore, Galatina, 1988
  37. ^ N. Cavallo, Odonomastica di Villa Castelli, la Tipografia, Torchiarolo, 2008
  38. ^ L. Morleo, Dall'autonomia alla costruzione della chiesa, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli.
  39. ^ Regio decreto dell'11 febbraio 1926, n.308, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 3 marzo dello stesso anno, firmato da Vittorio Emanuele III
  40. ^ G. Ruotolo, La quarta mafia storie di mafia in Puglia, Napoli 1994
  41. ^ Oggi, settimanale di politica, attualità e cultura, Volume 36, 1980
  42. ^ Gazzetta del Mezzogiorno, 18 luglio 1980
  43. ^ L'Unità, 8 agosto 1980; Avanti!, 8 agosto 1980; Il Giorno, 24 luglio 1980; Il Quotidiano di Brindisi, 3 agosto 1980; La Gazzetta del Mezzogiorno, 9 agosto 1980.
  44. ^ R. De Vita, Castelli, torri ed opere fortificate di Puglia, Adda, Bari 2001
  45. ^ A. P. Coco, Francavilla Fontana nella luce della storia, Congedo editore (ristampa), Galatina 1988, p.128
  46. ^ R. Biondi, Tabula Viarum di Villa Castelli
  47. ^ R.Biondi, Masserie del Sud, Villa Castelli 1997
  48. ^ P. Scialpi, I Mirmidoni e Villa Castelli, op. cit. p.131, 132
  49. ^ Guida storico artistica delle province di Lecce, Brindisi, Taranto, ed. Quotidiano di Lecce, 1997, pp.204-205.
  50. ^ Le misure esterne sono 28,05 m di larghezza (21,50 sulla facciata, pari alla sua altezza) e 38,13 m di lunghezza. L'altezza è di 33 m all'estradosso del lanternino e di 34,25 m all'estradosso del campanile.
  51. ^ Altari del Sacramento, del Crocefisso, di Francesco De Geronimo, della Madonna della Fontana e di santa Maria Immacolata
  52. ^ Sacro Cuore di Gesù, santa Maria Addolorata, due dedicate alla Madonna della Fontana, Madonna dei Fiori, san Giuseppe, san Gioacchino, san Francesco d'Assisi, san Vincenzo de Paoli, san Francesco di Geronimo, ed un antico Crocefisso.
  53. ^ S. Stoppa, Valle d'Itria un ponte tra Adriatico e Ionio, Touring Club Editore, 2005, p.131
  54. ^ "Cappella Vecchia", "Nuova", "dell'Antoglia", "di Pezza la Corte", "di San Cataldo", "della Madonna delle Grazie.
  55. ^ P. Scialpi, La fede fatta pietra a Villa Castelli, Edizioni Pugliesi, 2008
  56. ^ G. Bax, Nniccu Furcedda. Farsa pastorale del XVIII secolo in vernacolo salentino
  57. ^ . Sull'architrave della finestra centrale del piano superiore è incisa la data 1797
  58. ^ Archivio di Stato di Brindisi, notai di Ceglie Messapica, notaio Antonio Ligorio, atti da a.1654 - a.1564.
  59. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  60. ^ ditterio tratto da: A.G. Chirulli, "La saggezza antica dei dittèri popolari", ed. svi.pi onlus, Villa Castelli 2001
  61. ^ M. D'Elia, Canti popolari di Villa Castelli, Brindisi 1976
  62. ^ Delibera C.C. Villa Castelli n. 5/2011
  63. ^ M. Salvi G. Caramia, La pizzica nascosta: l'organetto nella musica e nei canti tradizionali di Villa Castelli, Calimera 2008
  64. ^ Rai Tre, TGR, 10 aprile 2010, edizione delle 14.
  65. ^ Quotidiano di Brindisi, 30 aprile 2009
  66. ^ Il sito che elenca i prodotti tipici dei comuni della Puglia. URL consultato il 25 febbraio 2009.
  67. ^ L. Sada, Puglia in bocca, Edizioni Vespro, 1977
  68. ^ L. Sada, Cucina pugliese di poveri, Edizione del Centro Librario di Bari, 1974
  69. ^ L. Sada, Spaghetti e compagni, Biblioteca De la Taberna, 1982
  70. ^ si tratta di ravioli con forma rotondeggiante di circa 5 cm di diametro, di colore giallo dorato, ripieni con impasto di ricotta di pecora, prezzemolo, formaggio e pepe.
  71. ^ si preparano facendo essiccare i fichi al sole, poi vengono scottati in acqua bollente e conservati in sacchi di tele con foglie di alloro, L. Sada, La cucina pugliese, Edizione Newton-Compton, 1994
  72. ^ Descrizione e preparazione delle cartellate. URL consultato il 12 agosto 2009.
  73. ^ Regolamento CE n. 1263/96
  74. ^ Città di Novara, delibera nº168 del 05-04-2006

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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