Avanti!

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Avanti!
Logo di Avanti!
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere politico
Formato berlinese, on-line
Fondatore Leonida Bissolati
Fondazione (prima)25 dicembre 1896, (seconda)5 dicembre 2011
Chiusura 1993
Inserti e allegati Avanti! della domenica
Sede Milano, Via S. Damiano, 16 (9 ottobre 1911-1919); Milano, Via L. da Settala, 22 (1921-1926); Roma, Via del Corso, 117 (1945-1993); Roma, Piazza S. Lorenzo in Lucina, 26 (2011 - in corso)
Editore Nuova Editrice Avanti! (1945-1993); Società Nuova Editrice Mondoperaio s.r.l. (dal 2011)
Direttore Leonida Bissolati, Benito Mussolini, Giacinto Menotti Serrati, Mauro Del Bue
Sito web Avantionline
 

Avanti! è stato il quotidiano storico del Partito Socialista Italiano (PSI). Il primo numero uscì a Roma il 25 dicembre 1896 sotto la direzione di Leonida Bissolati.

Il nome è stato riutilizzato da numerose testate, tra cui l'attuale Avanti!, organo on-line del rinato PSI, a cui è stata ceduta la titolarità e l'uso esclusivo dell'originale testata liquidata nel 1994.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Avanti!, storico organo del PSI[modifica | modifica wikitesto]

Alla metà degli anni novanta dell'Ottocento, il Partito socialista italiano contava numerosi giornali - circa quaranta - tra settimanali, quindicinali e mensili pubblicati in varie parti d'Italia. In realtà molti di essi avevano tirature assai limitate e rappresentavano soltanto sé stessi o situazioni locali assai circoscritte. Nel congresso socialista di Firenze del luglio 1896 erano emersi programmi di sviluppo editoriale e la decisione di fondare un giornale a carattere nazionale. È da tenere presente il fatto che nelle elezioni politiche tenutesi in quell'anno, il Partito socialista aveva quasi quadruplicato i suoi consensi rispetto al 1892 e mandato in parlamento 16 deputati.

Venne lanciata una sottoscrizione a livello nazionale tra i militanti grazie alla quale si ottennero 3000 abbonamenti: uno dei primi abbonati fu il filosofo liberale Benedetto Croce. Il 25 dicembre 1896 a Roma uscì il primo numero del giornale. Ne era direttore Leonida Bissolati, redattori Ivanoe Bonomi, Walter Mocchi, Alessandro Schiavi, Oddino Morgari, Gabriele Galantara. La testata riprendeva quella dell'omologo giornale della socialdemocrazia tedesca, Vorwärts, altri giornali che portavano lo stesso titolo erano stati fondati precedentemente, tra cui uno nel 1881 a Cesena da parte di Andrea Costa e un altro nel maggio dello stesso 1896 dal filosofo Antonio Labriola[2].

Nel 1911 la sede del giornale venne trasferita a Milano. L' Avanti! sostenne una forte campagna per la neutralità assoluta da tenere nei confronti degli opposti schieramenti della prima guerra mondiale. Dopo aver sostenuto questa posizione, il quotidiano si pronunciò a favore dell'intervento sotto la spinta del suo direttore Benito Mussolini. Per questo Mussolini chiese alla direzione nazionale del partito di approvare la sua linea altrimenti avrebbe presentato le proprie dimissioni: si dimise dall'incarico il giorno seguente e fu poi espulso dal PSI. Dopo la guerra, fra i direttori ci fu Giacinto Menotti Serrati.

Il 15 aprile 1919, a Milano, nazionalisti, fascisti, allievi ufficiali e arditi furono protagonisti di un assalto squadristico, durante il quale incendiarono e devastarono la sede del quotidiano. Nella notte tra il 23 e il 24 marzo 1921 la sede milanese di Via Lodovico da Settala, 22 fu bersagliata dalle bombe di una squadra fascista, quale immediata rappresaglia alla strage del Diana, avvenuta poche ore prima per mano di anarchici. Il governo Mussolini sospese la pubblicazione nel 1926, ma l'Avanti! continuò ad essere pubblicato in esilio, con cadenza settimanale, a Parigi e a Zurigo.

Il quotidiano ricomparve in Italia nel 1943, ma nel secondo dopoguerra ridusse la tiratura e non tornò ad essere il quotidiano influente che era tra le due guerre. L' Avanti! riacquistò però una certa notorietà, soprattutto tra gli addetti ai lavori, negli anni ottanta, grazie ai corsivi del segretario del partito Bettino Craxi, che firmava editoriali di analisi politica con lo pseudonimo di Ghino di Tacco. Nel 1992 inizia la crisi che porterà il partito al tracollo. Nell'agosto dello stesso anno, il quotidiano praticamente diretto e condizionato da Bettino Craxi sferra alcuni attacchi all'operato dei magistrati di Mani pulite mettendo a repentaglio la neutralità del partito.

Il direttore Roberto Villetti si dimette nell'ottobre 1992 per protesta contro l'uso personale del giornale che ormai era diventato, più che un quotidiano di partito, un giornale politicamente influenzato dal suo editore, ossia il segretario politico del PSI. Francesco Gozzano, già direttore responsabile, sostituisce il direttore dimissionario. Se il 1992 fu un anno difficile per l'Avanti, il 1993 si dimostrerà catastrofico. Già dal marzo 1993, non verranno più pagati gli stipendi ai dipendenti. La tiratura, che negli anni d'oro ammontava a più di 200.000 copie, scende a poche migliaia di copie. Lo spreco degli anni ottanta, e l'abnorme modernizzazione voluta fortemente da Craxi, porta al quotidiano un accumulo di debiti per circa 30-40 miliardi di lire.

Nel marzo 1993 vengono sospesi gli stipendi per mancanza di fondi. Ottaviano Del Turco, nuovo segretario del PSI dal febbraio 1993, invano cerca di mediare una soluzione e fare in modo che non venga chiuso il giornale. Nell'ottobre 1993, vengono pignorate scrivanie e macchine da scrivere per far fronte a un pagamento di 105 milioni. Il quotidiano, ormai in crisi perenne e fortemente legato a un Partito socialista quasi sinonimo di corruzione e malgoverno, chiude alla fine del 1993: dopo 9 mesi di lavoro senza retribuzione, i giornalisti non giudicarono più credibili le rassicurazioni dei vertici del giornale e del partito e cessarono di presentarsi in redazione. La casa editrice, la Nuova Editrice Avanti!, viene messa in liquidazione nel gennaio del 1994 dall'editore (il liquidatore Michele Zoppo). Gli stipendi dei dipendenti non saranno mai pagati, lasciando molte famiglie in difficoltà.

I direttori[modifica | modifica wikitesto]

Avanti! on-line organo del Partito Socialista di Nencini[modifica | modifica wikitesto]

I collaboratori[modifica | modifica wikitesto]

Gli eredi durante la Seconda Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

A distanza di alcuni anni dalla chiusura il titolo della testata viene conteso. La forza evocativa dello storico nome viene rivendicata da più parti. Dopo una brevissima ricomparsa del titolo nel 1996, nel 2003 ebbero origine tre differenti quotidiani[3][4][5][6], diversamente schierati politicamente, tra cui i disciolti:

e i tuttora esistenti:

  • Avanti! della domenica, direttore Carlo Correr, vicino ai Socialisti Democratici Italiani, oggi settimanale cartaceo del PSI.
  • Avanti! di Critica Sociale, direttore Rino Formica, la cui testata venne registrata dalla Critica Sociale a sua tutela nel 1994, un anno dopo la cessazione delle pubblicazioni, in base alla legge sulla stampa n. 48/1947. Viene contestata, come gli altri Avanti! dal PSI ricostituito, in quanto il marchio era nella sola disponibilità del curatore fallimentare. Contestazione vanificata dalla attribuzione del copyright del marchio e del nome Avanti! alla proprietà di Critica Sociale dall'ufficio Marchi e Brevetti del Dipartimento delle Attività Produttive del Ministero dello Sviluppo Economico nel 2012.

Il ritorno dell'Avanti! del PSI[modifica | modifica wikitesto]

Il 4 novembre 2011 il liquidatore del Partito Socialista Italiano ha ceduto la proprietà della testata originale Avanti! al ricostituito PSI di Riccardo Nencini, che già aveva ottenuto la titolarità di nome e simbolo del vecchio partito[7]. La testata disciolta nel 1994 non è collegata con le numerose riedizioni degli anni Novanta e duemila, con cui ha in comune solo il nome e il marchio, utilizzato nel pubblico dominio, a volte in maniera completamente abusiva. Dal 5 gennaio 2012 sul web è presente quindi "Avanti! online", con direttore responsabile il giornalista Giampiero Marrazzo (fratello di Piero), sostituito in settembre 2013, dall'ex deputato socialista Mauro Del Bue. La testata è edita dal PSI nenciniano tramite la Società Nuova Editrice Mondoperaio s.r.l..

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dopo che Michele Zoppo, scomparso commissario liquidatore, aveva già ceduto i simboli e i marchi originali del PSI storico prima alla formazione "Socialisti Italiani", poi divenuta SDI nel 1998 ed infine PS/PSI nel 2007/2009, il nuovo commissario liquidatore Francesco Spitoni ha firmato, tramite scrittura privata, la cessione definitiva del marchio originale "Avanti!" al PSI con segretario Riccardo Nencini, nella persona del tesoriere Oreste Pastorelli; occorre, secondo il liquidatore, "garantire il significato politico ed ideale che il giornale ‘Avanti!’ ha nella storia italiana, ed in particolare nella storia del movimento operaio" e che "tale testata fu fondata da Andrea Costa, primo deputato socialista nel 1891 e dal 1896 è stata organo ufficiale del Psi", concludendo di cedere "irrevocabilmente ed in via esclusiva la proprietà, anche morale, ivi inclusa la denominazione, anche parziale nonché la veste grafica, della testata giornalistica Avanti!". La cessione è avvenuta a titolo gratuito perché ha "la specifica finalità di assicurare che la testata storica del Psi, organo ufficiale del partito dal 1896, continui a rappresentare la secolare tradizione del movimento socialista italiano".
  2. ^ Matteo Miele, Il primo Avanti! fu di Cassino, Avanti! della domenica, 15 settembre 2002.
  3. ^ Prima pagina de L'Avanti! del 16 gennaio 2003
  4. ^ Queste sono le ragioni della nuova avventura
  5. ^ L'«Avanti!» bis debutta ad Hammamet
  6. ^ I figli dell'«Avanti!» in edicola sono tre
  7. ^ L'Avanti! è nostro

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Valerio Castronovo, Luciana Giacheri Fossati, Nicola Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, Roma-Bari, Laterza, 1979.
  • Gaetano Arfé, Storia del socialismo italiano, 1892-1926, Torino, Einaudi, 1992.
  • Gaetano Arfé, Storia dell'Avanti!, Napoli, Giannini, 2002.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]