Claudio Martelli

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Monogramma della Camera dei deputati Parlamento Italiano
Camera dei deputati
On. Claudio Martelli
Claudio Martelli
Luogo nascita Gessate (provincia di Milano)
Data nascita 24 settembre 1943 (1943-09-24) (66 anni)
Luogo morte
Data morte
Titolo di studio Laurea in filosofia
Professione {{{professione}}}
Partito
Legislatura VIII, IX , X, XI Legislatura
Gruppo Partito Socialista Italiano (VIII, IX, X)
Coalizione
Circoscrizione
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Collegio Mantova (VIII, IX), Palermo (X)
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Senatore a vita
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Incarichi parlamentari
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Claudio Martelli (Gessate, 24 settembre 1943) è un politico, giornalista e conduttore televisivo italiano. È stato esponente del Partito Socialista Italiano, dei Socialisti Democratici Italiani e del Nuovo PSI

Indice

[modifica] Biografia

Ha frequentato il liceo classico Giosuè Carducci di Milano, lo stesso frequentato da Bettino Craxi. Laureato in lettere e filosofia, ha lavorato come assistente nella stessa facoltà di Filosofia dell'Università di Milano.

Aderisce all'unità socialista nel 1966 e comincia la carriera nei quadri locali milanesi socialisti. Viene chiamato a Roma da Bettino Craxi nel 1976, lascia la carriera accademica ed entra nella direzione nazionale del Partito Socialista Italiano. Nel 1979 viene eletto deputato nel collegio di Mantova e Cremona.

In occasione del congresso del PSI a Palermo (1981) diviene uno dei due vicesegretari del partito accanto a Valdo Spini.

Nel 1984 al congresso di Verona diviene vicesegretario unico. È eletto al Parlamento Europeo nel collegio di Roma, Firenze, Perugia, Ancona.

È nuovamente rieletto deputato nel 1987 sia nel collegio di Mantova e Cremona, sia in quello di Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta. Su indicazione di Craxi, nel luglio 1989 diviene vicepresidente del Consiglio dei Ministri del governo Andreotti. Nel 1990 è autore di un'importante decreto legge sull'immigrazione che di lui porta il nome (Legge Martelli).

Nel 1991 diviene anche ministro di Grazia e Giustizia. Come Guardasigilli Martelli diventa il principale sostenitore del magistrato Giovanni Falcone, che viene da lui chiamato a dirigere l'Ufficio affari penali. In quel periodo Martelli e Falcone lavorarono al progetto della Superprocura antimafia. La vicinanza di Giovanni Falcone a Claudio Martelli costò al magistrato siciliano violenti attacchi da parte del PCI/PDS e del sindaco di Palermo Leoluca Orlando: quest'ultimo sferrò un attacco personale a Falcone durante il programma televisivo "Maurizio Costanzo Show", accusandolo di "tenere nei cassetti i dossier". La nomina di Falcone all'UAP fu peraltro valutata negativamente dall'Assiociazione Nazionale Magistrati.

Durante Tangentopoli, nel 1993, Martelli è candidato ad assumere la guida del PSI, ma a seguito di un avviso di garanzia - per concorso sulla bancarotta fraudolenta del Banco Ambrosiano, da cui il PSI aveva attinto il "conto protezione" su cui per quindici anni i giudici di Milano avevano invano indagato, fino alle decisive chiamate in correità di Licio Gelli e Silvano Larini - il 10 febbraio si dimette da ministro della Giustizia. Successivamente, fonderà l'associazione umanitaria Opera e quella civile Società Aperta nel 1996. Diventa direttore di Mondoperaio nel 1997.

Durante lo scandalo Tangentopoli, è stato anche condannato, dopo aver confessato, per aver ricevuto 500 milioni di lire nel caso della maxitangente Enimont.[1]

Nel 1998 è consulente del Ministro Livia Turco nella commissione per le politiche d'integrazione degli immigrati e della consulta degli immigrati, incarico da cui si dimette a seguito di divergenze politiche con il governo.

È eletto eurodeputato nel 1999 per lo SDI nella circoscrizione Marche-Umbria-Toscana-Lazio. Esce dallo SDI nel 2000 e successivamente aderisce al Nuovo PSI. È espulso di conseguenza dal gruppo socialista al Parlamento Europeo ed entra in quello liberaldemocratico.

Nel 2001 fonda assieme a Gianni De Michelis e Bobo Craxi il Nuovo PSI, di cui diventa portavoce. Abbandona la politica ancora una volta nel 2005, stavolta definitivamente.

Nel 2005 conduce il programma televisivo Claudio Martelli racconta su Canale 5; conduce da settembre 2005 fino all'aprile 2006 il programma di seconda serata L'incudine su Italia 1; nell'autunno 2006 conduce Flash Back, su Canale 5, la mattina del sabato. Sempre dal 2005 cura fino al 2008 un suo spazio editoriale: Osservatorio, sul settimanale Oggi. Un anno dopo, torna in tv, stavolta a spiegare, attraverso appuntamenti giornalieri su Canale 5, la Costituzione Italiana.

[modifica] Curiosità

  • Claudio Martelli è stato uno dei primi politici ad essere stato imitato da Sabina Guzzanti agli esordi nel varietà satirico Avanzi.

[modifica] Note

  1. ^ Tangenti, la Cassazione conferma 8 mesi a Martelli. Corriere della Sera, 22 marzo 2000. URL consultato il 6-2-2009.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Predecessore: Ministro di Grazia e Giustizia della Repubblica Italiana Successore: Italy-Emblem.svg
Giuliano Vassalli dal 1º febbraio all’11 aprile 1991 Claudio Martelli I
con
Claudio Martelli dal 12 aprile 1991 al 27 giugno 1992 Claudio Martelli II
con
Claudio Martelli dal 28 giugno 1992 al 10 febbraio 1993 Giovanni Conso III
con
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con
V
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Giuliano Vassalli {{{data}}} Claudio Martelli
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