Gabriele Galantara

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Copertina de "L'Asino" di Gabriele Galantara

Gabriele Galantara (Montelupone, 18 ottobre 1867Roma, 10 gennaio 1937) è stato un giornalista e disegnatore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque in provincia di Macerata da Giovanni e da Giulia Terenzi, una coppia di nobili decaduti le cui famiglie originarie avevano variamente partecipato ai moti risorgimentali. Ultimo discendete Giuliana Galantara (nipote).

Nel 1874 entra nel convitto provinciale di Macerata per frequentarvi le scuole elementari e poi l'istituto tecnico. Nel corso degli studi rivela una spiccata propensione per il disegno, incoraggiato dal padre, a sua volta pittore dilettante. Morto il padre nel 1884, la madre - nonostante le notevoli difficoltà economiche in cui viene a trovarsi - lo fa iscrivere alla facoltà di matematica dell'Università di Bologna. In realtà frequenta con scarsa assiduità gli studi universitari mentre si mostra sempre più attratto dal disegno, dalla pittura e dalle arti figurative in genere.

L'ambiente intellettuale bolognese, in particolare quello che gravitava intorno all'Università, esercitò un'influenza decisiva sulla sua formazione culturale e politica. A Bologna incontrò Guido Podrecca, studente di lettere, suo coetaneo animato dallo stesso interesse per il giornalismo satirico, con il quale strinse la profonda amicizia che fu all'origine della loro lunga collaborazione.

Nel 1886 fece il suo esordio sulla carta stampata come disegnatore pubblicando, con lo pseudonimo di Blitz, sul settimanale umoristico «Ehi ch’al scusa», fondato da Alfredo Testoni nel 1879, un giornale di frivolezze e pettegolezzi non privo di pretese artistiche. L'occasione è offerta dall'acceso dibattito sorto in città - al quale partecipa anche Giosuè Carducci, ancora repubblicano - in merito al monumento da erigere a Vittorio Emanuele II in piazza San Petronio.

Nel 1887 iniziò a frequentare l'Accademia di belle arti di Bologna.

Nel 1888, in occasione dell'ottavo centenario dell'Università di Bologna, insieme con l'amico Podrecca, diede vita al settimanale satirico «Bononia ridet», che ben presto prese ad affrontare tutti i temi più attuali della vita cittadina e della politica nazionale, mostrandosi sensibile agli ideali socialisti. Collaborava contemporaneamente anche a un altro periodico umoristico bolognese, «La rana».

La diffusione di «Bononia ridet» crebbe notevolmente e con essa la notorietà degli autori, che furono ritenuti responsabili delle manifestazioni studentesche che ebbero luogo a Bologna tra marzo e maggio 1891: i due, che avevano fatto del loro giornale il portavoce del programma operaio, vennero incriminati per istigazione allo sciopero e trascorsero un breve periodo di detenzione prima di essere assolti per insufficienza di prove. Le denunce valsero comunque ai due l'espulsione dall'Università.

Galantara, nel frattempo, si era legato sentimentalmente con Angelina Ravaglia, dalla quale avrà i quattro figli Libertà, Luce, Giovanni, Vera.

Podrecca e Galantara, nomi ormai conosciuti in ambito giornalistico, nel 1892 vengono invitati a Roma da Luigi Arnaldo Vassallo per lavorare al giornale «Il torneo», di cui lo stesso Vassallo, già noto con lo pseudonimo di Gandolin, è direttore. Ma nella capitale, entrando a contatto con vari gruppi socialisti, repubblicani e anarchici, ebbero la possibilità di attuare il progetto di un proprio giornale. Lo intitolarono «L'Asino» con riferimento al motto di Francesco Domenico Guerrazzi: "Come il popolo è l'asino: utile, paziente e bastonato".

La direzione del nuovo settimanale, il cui primo numerò uscì il 27 novembre 1892, venne assunta da Podrecca, mentre Galantara firmava le illustrazioni con vari pseudonimi (Rata-Langa, prevalentemente, ma anche A.A. Lagrant, Blitz e Grottesco). Il tratto del suo disegno era piuttosto marcato e deciso, di stile espressionista. «L'Asino» incontrò il favore del pubblico, attestandosi su una tirature di oltre 20.000 copie, e divenne un efficace mezzo di diffusione delle idee socialiste, sia pure espresse in maniera non eccessivamente rigorosa. Obiettivo della satira furono gli episodi di malcostume politico - a cominciare dallo scandalo della Banca romana - e gli uomini politici, primo fra tutti Giovanni Giolitti - soprannominato "Palamidone" per la lunga redingote che usava portare - ma anche Francesco Crispi, Antonio di Rudinì, Luigi Pelloux.

Il successo del giornale indusse i suoi due redattori a trasformarlo, agli inizi del 1895, in quotidiano, ma questo passo si rivelò subito insostenibile sia dal punto di vista economico sia da quello redazionale e, in agosto, «L'Asino» riprese la periodicità settimanale. Alla fine del 1896, venne fondato, come organo del Partito socialista italiano, l'Avanti!, cui Galantara prese a collaborare regolarmente con una vignetta quotidiana. Nel 1897 i redattori de «L'asino», insieme con l'editore Luigi Mongini, vennero arrestati per propaganda sovversiva e il giornale dovette sospendere le pubblicazioni per un breve periodo. Galantara venne nuovamente arrestato, come militante socialista, per aver partecipato ai moti del maggio 1898.

Dopo i suoi primi otto anni di vita - di fronte all'accresciuta presenza dei cattolici nella società italiana e tra le stesse masse lavoratrici - il giornale satirico subì un profondo mutamento di indirizzo e venne a caratterizzarsi soprattutto per un acceso anticlericalismo.

In quel periodo il disegnatore compì numerosi viaggi all'estero, principalmente in Francia, Belgio e Germania, dove la fama del suo talento caricaturistico si era venne diffusa, anche grazie alla collaborazione con «Der Wahrer Jacob», il quindicinale satirico socialista al quale si era ispirato «L'Asino». Dal 1905 collaborò anche con «L'Assiette au beurre», noto periodico francese di satira sociale, per il quale realizzò i fascicoli monografici Le Vatican (1905), Vive la Russie! e Chronique russe (1906). A Parigi, nel 1909, partecipò con trentasette tra disegni e dipinti al Salon des humoristes e due sue opere furono esposte al Salon d'automne nella sezione italiana d'arte moderna.

Nel 1911 la guerra italo-turca fu la causa di un grave dissidio con Podrecca, che nel 1909 era stato eletto deputato e si era schierato a favore dell'impresa coloniale, mentre Galantara espresse posizioni anticolonialiste. Il giornale riuscì a dare spazio a entrambe le posizioni, ma senza dubbio le grandi vignette a colori contro la guerra risultavano più efficaci degli articoli di Podrecca, che nel 1912 venne espulso dal Partito socialista italiano.

I contrasti tra i due furono in parte superati quando, alla vigilia della prima guerra mondiale, entrambi si ritrovarono d'accordo sulla linea interventista espressa da Leonida Bissolati.

Il cambiamento di rotta di Galantara trovava una spiegazione nella simpatia che egli nutriva per la Francia democratica e nell'avversione nei confronti degli Imperi centrali, e in particolare dell'Austria, considerati i baluardi della reazione e del clericalismo. E perciò, pur avendo rotto con il Partito socialista, Galantara continuava a rivendicare la propria coerenza con i principî socialisti.

Diede il suo apporto alla causa interventista e alla propaganda di guerra con le caricature, divenute famose, di "Guglielmone" e di "Cecco Beppe" e predicando l'ostilità verso la "barbarie teutonica". Le sue vignette vennero ripubblicate su altri giornali dei paesi dell'Intesa e furono esposte nel luglio 1916 alle Leicester Galleries di Londra, mentre altre vignette apparvero sul periodico parigino «L'Europe antiprussienne» e sul giornale di trincea «Signor sì».

Per le posizioni assunte nei confronti dell'intervento e - poi- degli eventi rivoluzionari russi del 1917 (Lenin e i bolscevichi venivano rappresentati come agenti tedeschi), «L'Asino» si alienò le simpatie delle masse socialiste e perse consenso tra i suoi lettori.

Il declino fu aggravato dalla crisi economica postbellica e all'inizio del 1918 il giornale interruppe le pubblicazioni. Dopo circa quattro anni d'interruzione, durante i quali si era consumata la definitiva rottura tra Podrecca, ormai su posizioni filofasciste, e Galantara, tornato fedele al partito socialista, «L'asino» riprese a uscire alla fine del 1921. Nelle prime uscite il giornale prometteva un ritorno allo spirito vivace delle origini, e tuttavia, nel clima di ripiegamento del movimento socialista di fronte all'avanzata del fascismo, gran parte del suo smalto e del suo vigore erano andati persi. Eppure, in questa fase, che durò fino al 1925 non risparmiò la sua satira contro il fascismo, anche grazie alla collaborazione al giornale di Giuseppe Scalarini.

Conclusasi definitivamente, nel 1925, l'esperienza de L'asino, Galantara lavorò a un altro giornale satirico, Becco giallo.

Nel dicembre 1926 venne arrestato e condannato a cinque anni di confino, pena commutata poi nella libertà vigilata; gli fu comunque vietato di svolgere l'attività giornalistica. Collaborò saltuariamente in forma anonima con il giornale umoristico Marc'Aurelio e con editori vari nell'illustrazione di libri.

La vigilanza speciale gli fu tolta solo poco prima della morte, avvenuta a Roma, per l'aggravarsi dell'enfisema polmonare di cui soffriva, nel gennaio 1937.

Massone, fu membro della loggia romana "Propaganda massonica" del Grande Oriente d'Italia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Sircana, Galantara Gabriele, in Dizionario biografico degli italiani, in http://www.treccani.it/Portale/ricerche/searchBiografie.html
  • F. Santilli, Gabriele Galantara: la missione della caricatura nell'arte, in http://www.galantara.it/Ricerche/autori/Galantara_Santilli.pdf
  • Dizionario biografico del movimento operaio italiano, a cura di F. Andreucci e T. Detti, v.2, Roma. 1976, ad vocem;
  • O. Majolo Molinari, La stampa periodica romana dell'OttocentoRoma, 1963;
  • O. Majolo Molinari, La stampa periodica romana dal 1900 al 1926 Roma, 1977;
  • "L'Asino" di Podrecca e Galantara (1892-1925), scelta e note di E. Vallini, Milano, 1970;
  • P. Audenino, Cinquant'anni di stampa operaia dall'Unità alla guerra di Libia, Milano, 1976;
  • V. Castronovo - L. Giacheri Fossati - N. Tranfaglia, La stampa italiana nell'età liberale, Roma-Bari, 1976;
  • La satira politica, testi di G.F. Venè, Milano, 1976;
  • G. Neri Il morso dell'"Asino", Milano, 1980;
  • P. Pallottino, Radici dell'illustrazione e della caricatura socialista in Italia, in L'immagine del socialismo, Venezia, 1982;
  • P. Pallottino, Storia dell'illustrazione italiana, Bologna, 1988;
  • A. Chiesa, La satira politica in Italia, Bari, 1990;
  • Un lavoro da ridere. Antologia della satira del movimento operaio dall'Ottocento a oggi, a cura di D. Aloi e C. Melana, Milano, 1991.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]