Partito Socialista Riformista Italiano

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Partito Socialista Riformista Italiano
Leader Leonida Bissolati
Stato Italia Italia
Fondazione 10 luglio 1912
Dissoluzione 10 febbraio 1924
Ideologia Socialdemocrazia
Socialismo liberale
Collocazione Centro-sinistra
Seggi massimi Camera
19 / 508
(massimo raggiunto nel 1913)

Il Partito Socialista Riformista Italiano si formò dopo l'espulsione di iscritti al Partito Socialista Italiano.

Il partito nasce nel 1912 su iniziativa di Leonida Bissolati, che diventerà ministro nel 1916. Tra i fondatori si trova Gino Piva, per il quale «il Socialismo non è rivoluzionario né riformista; è quello che il suo tempo lo fa (...) Il Socialismo (pertanto) non può avere apriorismi: esso deve operare come può nell’ambiente in cui vive». Prima dell'entrata in guerra dell'Italia il partito osteggia l'atteggiamento interventista, mentre poi, con la dichiarazione di guerra, seppur critico con l'intervento, lo appoggia per senso patriottico.
Alle elezioni del 1913 prese il 3,9% dei voti; alle elezioni del 1919 l' 1,5%.

Quel che restava del partito fu riorganizzato da Ivanoe Bonomi e aggregato con democratici autonomi e demosociali dissidenti il 10 febbraio 1924 nella Lega Democratica Nazionale, ma senza particolari fortune[1], considerato anche il consolidarsi, contemporaneamente, del regime fascista, scosso solo temporaneamente dagli effetti del delitto Matteotti.

Segretari[modifica | modifica sorgente]

Congressi[modifica | modifica sorgente]

  • I Congresso nazionale - Roma, 15-17 dicembre 1912
  • II Congresso nazionale - Roma, 15-16 aprile 1917

Politici ed iscritti[modifica | modifica sorgente]

Nicola Badaloni, Agostino Berenini, Alfredo Bertesi, Leonida Bissolati, Ivanoe Bonomi, Angiolo Cabrini, Leone Caetani, Giuseppe Canepa, Pompeo Ciotti, Giuseppe De Felice Giuffrida, Arnaldo Dello Sbarba, Aurelio Drago, Giuseppe Giulietti, Arturo Labriola, Luigi Musini, Quirino Nofri, Francesco Paoloni, Gino Piva, Guido Podrecca, Giuseppe Romualdi, Mario Silvestri, Attilio Susi, Achille Tiraboschi, Virgilio Vercelloni, Carlo Visconti Venosta, Adolfo Zerboglio.

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
1913


1919
Camera


Camera
198.924


82.172
3,9


1,5
19


6

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Carlo Cavriani, Gino Piva tra socialismo e patriottismo. Giornalista inviato del Resto del Carlino sul fronte della Grande guerra, Rovigo, Minelliana, 1999, p. 7.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]