Leone Caetani

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Leone Caetani
Foto de Principe Leone Caetani in Uniforme Militare di ufficiale di artiglieria, col Braccio a Lutto per la Morte del Padre Onorato Caetani (1842-1917)
Foto de Principe Leone Caetani in Uniforme Militare di ufficiale di artiglieria, col Braccio a Lutto per la Morte del Padre Onorato Caetani (1842-1917)
Principe di Teano Duca di Sermoneta
Stemma
In carica 2 settembre 1917 –
25 Dicembre 1935
Predecessore Onorato Caetani (1842-1917)
Erede Onorato Caetani, XVI duca di Sermoneta
Successore Onorato Caetani, XVI duca di Sermoneta
Nome completo Leone Caetani di Sermoneta
Trattamento DON
Onorificenze Principe di Teano
Altri titoli Duca di San Marco
Marchese di Cisterna
Nobile romano, Nobile di Velletri
Patrizio napoletano
Signore di Ninfa, di San Donato, di Bassano
Nascita Roma, 12 settembre 1869
Morte Vancouver, 25 dicembre 1935
Luogo di sepoltura Vancouver
Dinastia Caetani
Padre Onorato Caetani (1842-1917)
Madre Ada Costanza Bootle Wilbraham
Consorte Donna Vittoria Colonna
Figli Onorato Caetani, XVI duca di Sermoneta
Religione Cattolicesimo

Leone Caetani, 15º principe di Teano e 5º duca di Sermoneta (Roma, 12 settembre 1869Vancouver, 25 dicembre 1935), è stato uno storico, islamista e orientalista italiano, eminente studioso del primo Islam.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato dalla nobile famiglia Caetani che aveva dato al Papato due Pontefici (Gelasio II (m. 1119) e Bonifacio VIII (1235-1303), diventato Papa nel 1294) Leone Caetani era figlio di Ada Bootle Wilbraham e di Onorato Caetani, che era stato nel 1896 Ministro degli Esteri nel secondo governo del marchese Antonio di Rudinì, nonché 16° sindaco di Roma e Presidente della Società Geografica Italiana dal 1879 al 1887. Era inoltre nipote di Michelangelo Caetani (1804-1882), noto dantista e Governatore di Roma nel 1870, allorché, con plebiscito, la Città Eterna aveva aderito al Regno d'Italia.

Nel 1915, nel momento in cui l'Italia decise di intervenire nella prima guerra mondiale, partì volontario per il fronte come ufficiale di artiglieria assegnato alla zona delle Dolomiti.

Si separò dalla moglie Vittoria Colonna (che aveva sposato nel 1901) a causa della sua relazione con Ofelia Fabiani, dalla quale ebbe la figlia Sveva (Roma, 6 agosto 1917 - Vernon, 28 aprile 1994), insegnante e pittrice; l'impossibilità di sposare la nuova compagna e di riconoscere la figlia lo costrinse nel 1927 alla decisione di partire in esilio volontario in Canada, nella British Columbia, dove si stabilì a Vernon, presso Vancouver.

Morì nel 1935, a causa di una neoplasia alla gola.

Alla fine degli anni novanta, gli è stata titolata una scuola nel comune di Cisterna di Latina, città a lungo sottoposta al dominio dei Caetani.

Gli studi[modifica | modifica wikitesto]

Laureato a Roma in Lettere e Filosofia nel 1892 dopo aver studiato l'Arabo, l'Ebraico, il Persiano, il Sanscrito e l'Assiro (forse anche il Turco) con vari docenti, fra cui Ignazio Guidi e Giacomo Lignana, Leone Caetani avviò presto il suo ambizioso piano di scrivere una storia del primo Islam, con un'introduzione sul periodo precedente l'azione politica e spirituale di Maometto, basato su tutte le fonti islamiche (arabe innanzi tutto) fino ad allora edite o accessibili, collazionate con le più autorevoli opere degli studiosi orientalisti maggiormente accreditati, grazie a una squadra di studiosi e di giovani ma per lo più affidabili collaboratori (tra essi Giuseppe Gabrieli, Giorgio Levi Della Vida, Gerardo Meloni e Michelangelo Guidi) che lavorava alle sue dirette dipendenze nel Palazzo romano delle Botteghe Oscure, allora proprietà dei Caetani.

Degli Annali dell'Islam uscirono solo 10 volumi, in grado di coprire però il significativo periodo di attività del Profeta dell'Islam e quello dei primi quattro Califfi "ortodossi". Le vicende politiche e umane lo distrassero definitivamente dall'obiettivo inizialmente proposto.

Fu accolto come membro dell'Accademia Nazionale dei Lincei (di cui faceva già parte la zia Ersilia Caetani Lovatelli, la prima donna a essere accolta nella prestigiosa Accademia che fu già di Galileo Galilei) e, allorché maturò l'idea di abbandonare la patria, istituì nel 1924 al suo interno una "Fondazione Caetani per gli studi musulmani", dotata dell'intero suo prezioso patrimonio librario, e che è ancor oggi attiva nell'ambito linceo.

Caetani resta ancor oggi il migliore storico italiano sull'Islam, tanto che la sua opera è stata riprodotta da una casa editrice statunitense a vantaggio degli studiosi che non avrebbero altrimenti alcuna possibilità di reperire l'originale altro che nelle Biblioteche dei migliori centri di ricerche, universitari e non, italiani o esteri.

L'attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Fu deputato dal 1909 al 1913 per il IV collegio di Roma, nelle file del Partito Democratico Costituzionale, di orientamento liberal-democratico.

Come deputato di simpatie socialiste si mise in luce per il suo profondo dissenso - insieme a Gaetano Salvemini - nei confronti della guerra italo-turca del 1911 voluta da Giovanni Giolitti, cosa che gli procurò l'ostilità della nobiltà (che lo considerava un traditore della sua classe e che lo qualificò sprezzantemente "Principe turco") e, più tardi, del fascismo che lo farà espellere nel 1935 dall'Accademia dei Lincei (che stava per sostituire con l'Accademia d'Italia) e che lo privò della cittadinanza italiana poco prima della morte.

Ciò nondimeno Leone Caetani ebbe appieno la solidarietà scientifica e l'ammirazione di tutto il mondo degli studiosi, in Italia e all'estero, tanto che i suoi Annali dell'Islam sono ancor oggi una delle poche opere redatte in lingua italiana ad essere regolarmente studiata e citata in ambiti linguistici non-italiani.

L'ambiente esoterico-pagano[modifica | modifica wikitesto]

È stata proposta l'identificazione di Caetani con due misteriosi personaggi che agirono nell'ambiente pagano romano alla vigilia della prima guerra mondiale.

Il primo di questi personaggi firmò con lo pseudonimo di Ekatlos un articolo pubblicato nel dicembre 1929 sull'ultimo numero della rivista Krur diretta da Julius Evola. In questo articolo, intitolato La grande orma: la scena e le quinte, si rendono noti gli atti di un gruppo di persone che intendevano riattivare un collegamento con la religione romana. Questi atti furono:

  • Il ritrovamento di un antico scettro romano in un sepolcro durante il periodo natalizio del 1913 (secondo Del Ponte il ritrovamento sarebbe avvenuto nella notte del solstizio d'inverno e il sepolcro si sarebbe trovato sulla via Appia Antica). Il ritrovamento sarebbe avvenuto su indicazioni ricevute da una donna che nel gruppo aveva la funzione di "pupilla", ossia di medium tra gli dèi e gli uomini: l'ipotesi più accreditata sulla sua identificazione sembra essere quella che indica Cesarina Ribulsi (Torino, 9 marzo 1892 - Viterbo, 1963), ma sono state anche proposte Camilla Calzone e Ofelia Fabiani.
  • La celebrazione, nelle notti dei mesi successivi, di un rito eseguito secondo le indicazioni scritte nelle bende che avvolgevano lo scettro stesso e avente lo scopo di propiziare la vittoria italiana nell'imminente conflitto mondiale. Secondo la testimonianza di Ekatlos, durante questi riti il gruppo avrebbe assistito a diverse visioni, tra le quali quelle di antichi eroi romani, che avrebbero preannunciato l'entrata in guerra dell'Italia e la sua vittoria finale.
  • La visione di un'aquila e dei Dioscuri, avvenuta nel cielo di Roma, sul Campidoglio, all'alba di un giorno di poco seguente la battaglia di Caporetto (24 ottobre - 19 novembre 1917). Tale visione fu interpretata dal gruppo di Ekatlos come un segno preannunciante la vittoria finale italiana nella guerra (nonostante si fosse appena verificato il disastro di Caporetto).
  • L'attribuzione del titolo di Console d'Italia a Benito Mussolini da parte di un componente del gruppo, Regina Terruzzi. Il fatto sarebbe avvenuto a Milano, in Piazza San Sepolcro il 23 marzo 1919, il giorno e il luogo stesso della fondazione dei fasci di combattimento, ma anche giorno della festività del Tubilustrium secondo il calendario romano.
  • La consegna allo stesso Mussolini di quella che nell'articolo di Ekatlos viene definita come formula rituale etrusca di purificazione e cioè la frase augurale latina Quod bono faustumque sit.
  • La consegna, sempre a Mussolini, di un fascio littorio ricostruito, avvenuta al Palazzo del Viminale il 19 maggio 1923 da parte della professoressa Cesarina Ribulsi, vestita di rosso (colore augurale nell'antica Roma) e presentata a Mussolini da Regina Terruzzi. Sia Ribulsi che Terruzzi facevano parte delle persone convenute a Roma per il Congresso Femminile Internazionale, le cui partecipanti furono ricevute da Mussolini proprio in quell'occasione.
  • La realizzazione dell'immagine di una fenice coronata, con intorno l'iscrizione R.R.R.I.A.T.C.P., e la sua collocazione in un piccolo edificio della vecchia Roma. Tale immagine avrebbe avuto lo scopo di evocare la risorgenza della romanità pagana e la ricostituzione dell'impero.

Il testo dell'articolo subì poi diverse modifiche ad opera di Evola nelle edizioni successive apparse in Introduzione alla magia, ma sembra che avesse subito rimaneggiamenti già nell'edizione di Krur 1928: secondo Baistrocchi infatti il nome originale dell'autore doveva essere Ekatlo, al quale poi Evola avrebbe aggiunto una "s" finale, mentre l'iscrizione che fa da contorno alla fenice sarebbe in realtà R.R.R.J.A.P.T.C..

L'attribuzione a Leone Caetani dell'identità di Ekatlos è proposta da Marco Baistrocchi, Sandro Consolato, Renato Del Ponte[1], Massimo Introvigne[2], Claudio Mutti[3], ma è contestata da alcuni che invece propendono per l'identificazione con una donna: Julius Evola parlava di una signora antroposofa: secondo Consolato, Evola si sarebbe riferito a Camilla Mongenet, che all'epoca sarebbe stata presidente di un circolo kremmerziano di Roma.

L'altro personaggio in questione si faceva chiamare Ottaviano e firmò con questo pseudonimo alcuni articoli di carattere pagano apparsi sulla rivista kremmerziana Commentarium; nell'ultimo articolo da lui scritto, dal titolo Gnosticismo e Iniziazione, dichiarò apertamente di essere pagano.

Secondo la testimonianza dell'esoterista Marco Daffi[4] (pseudonimo del barone Ricciardo Ricciardelli) anche dietro tale pseudonimo si sarebbe celato Leone Caetani mentre secondo altre fonti Ottaviano sarebbe da identificarsi con tale ingegner Koch, all'epoca proprietario della sede del circolo kremmerziano di Roma[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Renato Del Ponte. Evola e il magico Gruppo di Ur. Scandiano, SeaR, 1994, p. 179.
  2. ^ Massimo Introvigne. Il cappello del mago. Milano, SugarCo, 1990, p. 345.
  3. ^ Transilvanus (pseudonimo di Claudio Mutti). A propos de l'article d'Ekatlos, in Julius Evola. Tous les écrits de Ur et Krur, III. Milano, Arché, 1985, pp. 475-486.
  4. ^ Marco Daffi. Giuliano Kremmerz e la Fr+Tm+ di Miriam. Genova, Alkaest, 1981, pp. 62 e 84.
  5. ^ Documenti, terzo quesito

Opere scelte[modifica | modifica wikitesto]

  • Leone Caetani, Annali dell'Islam, Milano-Roma, U. Hœpli-Fondazione Caetani della Reale Accademia dei Lincei, 1905-1926, 10 voll. (repr. Georg Olms, New York, 1972).
  • Leone, Caetani, Studi di storia orientale, Milano, U. Hœpli, 1911-1914, vol. I e III (rist. in 2 voll., Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 2012).
  • Leone, Caetani, La funzione dell'Islam nell'evoluzione della Civiltà, Bologna, Zanichelli, Estratto da Scientia Rivista di Scienza, Vol. XI, Anno VI (1912), XXIII-3

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

(su Caetani storico)

(su Caetani presunto esoterico)

  • Stefano Arcella, L'enigma della Grande Orma, in Gianfranco de Turris (curatore). Esoterismo e fascismo. Roma, Edizioni Mediterranee, 2006. pp. 125 – 145. ISBN 88-272-1831-9.
  • Marco Baistrocchi, "Il Genio di Roma". Politica Romana 3, 1996.
  • Sandro Consolato, "Giacomo Boni, il veggente del Palatino". Politica Romana 6, 2004.
  • Renato Del Ponte, Il movimento tradizionalista romano nel Novecento. Scandiano, SeaR, 1987.
  • N. R. Caesar Augustus, NON CONFUNDITUR - Ovvero se debba avere fine la polemica sull'identità di N.R. Ottaviano con Leone Caetani. Elixir n. 2, Ed. Rebis, 2006.
  • H. Caelicus, "Il Rumon di Ignis: la scena e le quinte", Prefazione a Ignis, Rumon sacrae Romae origines, Roma, ediz. del Graal, 1997 ISBN 88-7950-067-8
  • Q. Marullus Catulus, Rumon e i segni del Fuoco perenne, Postfazione a Ignis, Rumon sacrae Romae origines, Roma, ediz. del Graal, 2009 ISBN 88-7950-067-8
  • G. F. Maddalena Capiferro, Cristian Guzzo, "Le Quinte, La Scena, La Grande Orma", su Politica Romana n.7, 2005-2007.
  • G. F. Maddalena Capiferro, "Agitata Crescunt. Ulteriori documenti sulla vera identità di N.R. Ottaviano", su Elixir n. 9. Ediz. Rebis, 2010.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 30334328 LCCN: n87114666

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