Caetani

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Stemma dei Caetani (o Gaetani)

Coa fam ITA gaetani2.jpg


Caetani, o Gaetani o Cajetani, è un'antica famiglia nobiliare che svolse un ruolo importante nell'antica Repubblica Marinara di Pisa, a Roma, nello Stato Pontificio e nel Regno delle Due Sicilie. È ricordata come una delle sette famiglie (fare) dei longobardi pisani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Antica famiglia di origine Gota[1] che secondo la tradizione familiare discenderebbe dai duchi di Gaeta. La tradizione attribuisce a questa famiglia papa Gelasio II morto nel 1119 nell'abbazia di Cluny, ma la genealogia documentata della famiglia inizia con il XII secolo. Solo a partire da questo periodo storico sono infatti documentati rami distinti a Pisa, a Roma, a Anagni, a Napoli, forse tutti discendenti da un unico ceppo[2].

Secondo la tradizione familiare, il fondatore della dinastia è Anatolio I Conte di Gaeta nel 730, nipote per linea materna del conte di Tuscolo[senza fonte], che discenderebbe dalla Gens Anicia. Nel 917 Giovanni venne nominato duca di Gaeta dall'imperatore del Sacro Romano Impero Lotario I.

I Gaetani mantennero il dominio sulla città di Gaeta fino all'inizio del XII secolo, quando il duca Giovanni V fu deposto dal Principe di Capua, dopo l'invasione normanna della città.

Dai duchi di Gaeta discesero altri rami: il ramo pisano dei Gaetani patrizi di Pisa e conti di Terriccio, Pomaya e d'Oriseo, esiliato da Pisa nel XIV secolo e vivente in Sicilia fino al secolo scorso, un cui ramo, estintosi con il conte Alessandro nel 1823, rimase a Pisa, e il ramo laziale dei Gaetani duchi di Sermoneta, da cui discesero poi anche i Gaetani dell'Aquila d'Aragona.

I Caetani di Pisa[modifica | modifica wikitesto]

Gaetani di Pisa - 1601

La linea pisana, fondata da Ugone, dette grande importanza alla famiglia con Giovanni (vivente 1083/1098) che è ricordato capitano generale dei Pisani e dei Genovesi col re Alfonso di Castiglia all'assedio di Toledo nel 1085, comandante dei pisani in Terra santa durante la prima crociata secondo alcune antiche genealogie, in particolare la Chronica Iuliani Petri Toletani. Altro illustre personaggio della famiglia fu Gherardo, conte di Terriccio, patrizio pisano, vicario generale della Repubblica Napoletana e capitano generale dei pisani per la spedizione in Sardegna nel 1108 e per la spedizione nelle Baleari del 1113 per le quali il pontefice Pasquale II lo investì del titolo di conte d'Oriseo e gli ornò lo stemma dei pali rossi in campo d'oro d'Aragona. Edificò la chiesa di San Giovanni al Gatano a Pisa e commissionò gli affreschi della Basilica di San Pietro Apostolo; combatté nel 1137 contro re Ruggero II insieme alla lega di Lotario III del Sacro Romano Impero. I conti di Terriccio erano considerati signori di Pisa, sono ricordati come una delle sette famiglie dei longobardi pisani e si imparentarono con gli imperatori tedeschi quando il conte Corrado Gaetani d'Oriseo e Terriccio sposò una figlia dell'imperatore svevo Federico II e di Bianca Lancia, per cui divenne viceré di Sicilia dal 1246 al 1256.

I Caetani nel Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Nel tardo XII secolo, un membro del ramo pisano divenne papa Gelasio II[3]. Nonostante ciò il ramo laziale ebbe un'influenza solo marginale a Roma, finché nel 1294 avvenne l'elezione al soglio pontificio di un nuovo membro della famiglia, Benedetto Caetani col nome di papa Bonifacio VIII; questo nuovo papa elevò drammaticamente le sorti della famiglia: essa divenne in breve tempo una delle più potenti e temute, soprattutto grazie al nepotismo messo in atto dal nuovo papa: questi donò infatti ai familiari i territori di Sermoneta, Bassiano, Ninfa e San Donato (1297, 1300), e il marchesato di Ancona (sempre 1300), mentre il re Carlo II d'Angiò per ingraziarsi i favori del pontefice fece suo fratello conte di Caserta. I Caetani si dimostrarono valorosi guerrieri e formarono un vero e proprio nucleo armato a protezione di Bonifacio VIII, che aveva in effetti molti nemici.

Stemma Gaetani di Pisa 1745.jpg

Tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo i loro screzi con i Colonna causarono rivolte e sommosse a Roma e nelle regioni periferiche del papato, talvolta al limite della guerra civile. Nel 1500 papa Alessandro VI, nel tentativo di piegare la potente nobiltà feudale romana, sottrasse ai Caetani i loro territori e li diede a sua figlia Lucrezia Borgia, ma essi ben presto riuscirono a rimpossessarsene.

I rami della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaetani, patrizi di Pisa, conti di Terriccio, Pomaja e d' Oriseo
    • Linea fondata da Ugone figlio di Docibile, secondo duca di Gaeta, che ebbe in feudo il castello di Terriccio nel 962 dall'imperatore Ottone I. Giovanni (vivente 1083/1098) fu Capitano generale dei Pisani e dei Genovesi col Re Alfonso VI di Castiglia, all’assedio di Toledo nel 1085, comandante dei pisani in Terra Santa durante la Prima Crociata, secondo alcune antiche genealogie in particolare la Chronica Iuliani Petri Toletani. Illustre personaggio fu Gherardo Gaetani Conte di Terriccio, Patrizio Pisano, Vicario generale della Repubblica Napoletana e Capitano generale dei pisani per la spedizione in Sardegna nel 1108 e per la spedizione nelle Baleari del 1113; per le quali il Pontefice Pasquale II lo investì del titolo di Conte d'Oriseo e gli ornò lo stemma dei pali rossi in campo d'oro d'Aragona. Edificò la Chiesa di San Giovanni al Gatano di Pisa e combatté nel 1137 contro Re Ruggero II insieme alla lega di Lotario III del Sacro Romano Impero. Nel XIII secolo il Conte Corrado d'Oriseo sposò la Principessa di Sicilia Violante Hohenstaufen, figlia dell'imperatore Federico II di Svevia e sorella del Re Manfredi di Sicilia, per cui fu Viceré dal 1246 al 1256. Nel XIV secolo Giacomo Gaetani Conte d'Oriseo, Terriccio e Pomaya, Capitano Generale della Repubblica di Pisa, venne bandito da Pisa in Sicilia nel 1306 per l'alleanza con gli Angioini, utilizzato come pretesto per allontanare i Gaetani da Pisa dove avevano un potere di indiscussi signori. Questo evento determinò la presenza di due rami:
      • il ramo Gaetani d'Oriseo che visse in Sicilia fino allo scorso secolo e si estinse con la Contessa Donna Rosalia Gaetani che sposò Don Angelo Giarrizzo[4] dei Baroni di Rincione, nipote del Governatore di Caltanissetta il Barone Tommaso Giarrizzo. I loro discendenti assunsero il cognome Giarrizzo Gaetani d'Oriseo. Celebre membro di questo ramo fu il Conte Giuseppe Gaetani e Landolina che, deputato al parlamento siciliano del 1812 per volere di Lord Bentink,Governatore della Sicilia, partecipò alla stesura della Costituzione siciliana dello stesso anno che aboliva la feudalità e adottava un sistema di common law sul modello inglese. Nel periodo Fascista i due cugini Berengario Giarrizzo Gaetani e Alfonso Gaetani furono rispettivamente podestà di Caltanissetta e Naro, e quest'ultimo venne investito del titolo di Conte dal Re Umberto II di Savoia il 20 novembre 1974.
      • il ramo Gaetani di Terriccio che, presente a Pisa nel 1496 con Benedetto, si estinse nella prima metà del secolo scorso con Alessandro Gaetani, patrizio pisano, proprietario del castello di Terriccio e della omonima tenuta di 1700 ettari nella maremma pisana (che vendette ai principi Poniatowski alla fine del Settecento) e del Palazzo Gaetani di Piazza Carrara a Pisa (che fu lasciato in eredità a Luigi Frassi il 16 agosto 1824).

La Famiglia Agostini, discendente dei patrizi pisani della Seta Gaetani Bocca, possiede l’archivio ed il castello di Vecchiano dei Gaetani pisani. Maria Cristina Gaetani (di Francesco di Benedetto di Filippo di Benedetto) sposò il marchese e patrizio pisano Francesco della Seta ed il loro figlio Orazio Felice della Seta venne nominato erede da Francesco Gaetani e dal fratello Giuseppe Gaspare.

  • Gaetani dell'Aquila d'Aragona, principi di Piedimonte e Gioia, duchi di Laurenzana, conti di Fondi, Traetto, Alife e Morcone.
    • Linea fondata da Onorato Gaetani dell'Aquila, nel 1454. Il titolo aggiuntivo d'Aragona venne assunto nel 1529 in seguito al matrimonio di Onorato, viceré di Sicilia, con Lucrezia d'Aragona, figlia naturale di Re Ferdinando I di Napoli. Il ducato di Laurenzana, appartenente al Regno di Napoli, fu assunto invece da Alfonso Gaetani nel 1606 in seguito al suo matrimonio con Giulia di Ruggiero, Duchessa di Laurenzana. Piedimonte fu elevato a principato nel 1715.
Linea fondata da Giacobello Caetani, al cui nipote, Guglielmo Caetani, fu concesso il ducato di Sermoneta da papa Pio III nel 1503, il marchesato di Cisterna venne invece concesso alla famiglia da papa Sisto V nel 1585. Nel 1642, Francesco, settimo Duca di Sermoneta, divenne principe di Caserta per matrimonio con Anna Acquaviva unica figlia ed erede del principe Andrea Matteo IV, ma cedette il titolo in cambio di quello di Principe di Teano nel 1750.
Nel XIX secolo, Onorato, figlio dell'apprezzato dantista, Michelangelo Caetani, fu quattordicesimo Duca di Sermoneta, e quarto Principe di Teano, Duca di San Marco e Marchese di Cisterna. Tra il dicembre 1890 e il dicembre 1892 fu il sedicesimo Sindaco di Roma, quindi senatore del Regno d'Italia e nel 1896, per breve tempo, Ministro degli Esteri nel secondo Gabinetto di Antonio di Rudinì. Fu anche Presidente della Società Geografica Italiana dal 1879 al 1887. Ebbe cinque figli: Leone (1869-1935), Roffredo Caetani (1871–1961), Livio (1873-1915), Giovannella (1875-1971), Gelasio (1877-1934) e Michelangelo (1890-1941). L'ultima discendente di questo ramo fu Topazia Caetani (1921-1990), figlia di Michelangelo.
Leone (1869-1935), fu uno dei massimi storici dell'Islam classico. Deputato nel 1909 per il IV collegio di Roma e di simpatie socialiste, votò contro l'intervento voluto da Giovanni Giolitti in Tripolitania e Cirenaica. Costituì col proprio patrimonio l'attuale "Fondazione Leone Caetani per gli Studi Islamici", dell'Accademia nazionale dei Lincei.
Roffredo Caetani (1871–1961), l'ultimo duca di Sermoneta, fu un distinto compositore. Sposò nel 1911 Marguerite Chapin, una colta americana che fonderà delle importanti riviste letterarie internazionali. Dal matrimonio nacquero due figli: Camillo (1915-1940), morto nella II guerra mondiale in Albania, e Lelia (1913-1977), che dedicò la sua vita allo sviluppo del Giardino di Ninfa.
  • Gaetani del Cassaro, principi del Cassaro e marchesi di Sortino
    • Linea fondata da Cesare Gaetani e Moncada, Pretore di Palermo nel 1604, investito principe del Cassaro e marchese di Sortino nel 1631. Appartenne a questa famiglia il celebre Cesare Gaetani e Lanza, principe del Cassaro e marchese di Sortino, barone di Ministeri, Bamini, Casalotto, Sant'Andrea e Chiusa, che finanziò personalmente gli scavi del teatro greco di Siracusa e fu pretore di Palermo per 4 volte. Prima della sua morte nel 1773,il popolo della città rubò tutte le più importanti reliquie dalle chiese della città accumulandole sotto palazzo Gaetani di Palermo. Fu l'ultimo membro di questo ramo, il cui titolò passò poi ai principi Borghese di Roma.

Papi Caetani[modifica | modifica wikitesto]

Stemma di Papa Bonifacio VIII, che è poi il classico stemma del ramo laziale della famiglia Caetani
Palazzo Gaetani d'Oriseo

Tra parentesi l'anno della nomina.

Cardinali Caetani[modifica | modifica wikitesto]

Tra parentesi l'anno della nomina.

Viceré di Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

  • Corrado Caetani, conte d'Oriseo, Terriccio e Pomaya, signore di Laiatico, Orciano, Pietracassa, Agnano, Fabbrica di Pisa e Riccio, Viceré di Sicilia dal 1256 al 1266, Patrizio Pisano. Sposa Costanza di Hohenstaufen del Sacro Romano Impero Principessa di Sicilia, figlia illegittima di Federico II di Hohenstaufen, Imperatore del Sacro Romano Impero e Re di Sicilia e di Bianca Lancia dei Conti di Fondi
  • Pietro Caetani, conte di Terriccio e Pomaya, signore di Laiatico, Orciano e Pietracassa, barone di Chiaramonte, Dirillo, Calatabiano e Tripi con alta e bassa giurisdizione civile e criminale, patrizio Pisano. Mastro razionale del Real patrimonio del Regno di Sicilia, Viceré di Sicilia dal 23 luglio 1449 al 15 maggio 1452. Venne in Sicilia nel 1417. Muore nel 1459. Sposa Caterina Caetani e Orsini di Sermoneta figlia di Giacomo Caetani e d'Eboli Signore di Sermoneta, Bassiano, Selvamolle, Norma, Ninfa e Sezze, Viceré d'Abruzzo, e di Giovannella Orsini dei Conti di Nola.

Altri membri della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gaetani in Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche
  2. ^ Caetani in Enciclopedia Italiana (1930) Treccani, di Gelasio Caetani
  3. ^ Gelasio Caetani, Caietanorum genealogia, Roma 1920
  4. ^ Famiglie Nobili di Sicilia

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