Minturno

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Minturno
comune
Minturno – Stemma Minturno – Bandiera
Minturno – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Lazio Coat of Arms.svg Lazio
Provincia Provincia di Latina-Stemma.png Latina
Amministrazione
Sindaco Paolo Graziano (lista civica) dal 21-05-2012
Territorio
Coordinate 41°16′00″N 13°45′00″E / 41.266667°N 13.75°E41.266667; 13.75 (Minturno)Coordinate: 41°16′00″N 13°45′00″E / 41.266667°N 13.75°E41.266667; 13.75 (Minturno)
Altitudine 141 m s.l.m.
Superficie 42,07 km²
Abitanti 19 472[1] (9-10-2011)
Densità 462,85 ab./km²
Frazioni Marina, Pulcherini, Santa Maria Infante, Scauri, Tremensuoli, Tufo
Comuni confinanti Coreno Ausonio (FR), Formia, Santi Cosma e Damiano, Sessa Aurunca (CE), Spigno Saturnia
Altre informazioni
Cod. postale 04026 - 04028 (Scauri e Marina)
Prefisso 0771
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 059014
Cod. catastale F224
Targa LT
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 334 GG[2]
Nome abitanti minturnesi, traettesi
Patrono Madonna delle Grazie
Giorno festivo 1º settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Minturno
Posizione del comune di Minturno nella provincia di Latina
Posizione del comune di Minturno nella provincia di Latina
Sito istituzionale

Minturno è un comune italiano di 19.472 abitanti della provincia di Latina nel Lazio.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Minturno è adagiato sulle propaggini costiere e meridionali dei Monti Aurunci. Le sue spiagge sono bagnate dal mar Tirreno e si spingono a sud sino alla foce del Garigliano. La parte principale dell'abitato oggi si estende con continuità dalla collina della medievale Traetto (oggi Minturno) fino alle località costiere di Scauri e di Marina.

Lungo il confine comunale con Santi Cosma e Damiano scorre il fiume Ausente.

Il comune è situato lungo la tratta ferroviaria Roma-Formia-Napoli e vanta un proprio scalo (Stazione di Minturno-Scauri). L'antica città di Minturnae era collocata sulla sponda destra del Garigliano.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Minturnae[modifica | modifica sorgente]

La città di Minturnae (41.242066,13.768132) sorgeva lungo il percorso della via Appia, presso il fiume Garigliano. Le sue origini risalgono ad un centro ausone, appartenente alla Pentapoli Aurunca. Un culto particolare vigeva per la ninfa Marica (divinità) - “la dea dell’acqua che brilla sotto la luce del sole”, ma anche la dea “che distrugge, infuria, consuma, inaridisce” - in onore della quale era stato eretto, verso la fine del sec. VI a.C., un tempio in tufo, che fu poi riattato in muratura alla fine del I secolo dai Romani. Sconfitto il popolo aurunco nel 340 a.C., i romani presero possesso del territorio. Fu rifondata come colonia romana e al suo ager apparteneva l'area tra i Monti Aurunci e il Tirreno, comprendente una zona residenziale sulla costa dell'odierna Scauri (già Pirae), con estese villae maritimae, e una zona agricola e produttiva, lungo il fiume e sulle colline, dove si trovavano diverse villae rusticae o fattorie. Come detto presso la foce del Garigliano sorgeva il bosco sacro della dea Marica.

Nelle paludi dell'antica Minturnae trovò rifugio, nell’88 a.C., il console Gaio Mario, tallonato dagli uomini del rivale Silla. I magistrati locali ordinarono la sua uccisione per mano di uno schiavo cimbro. Il condottiero riuscì a sfuggire alla morte, dopo aver intimorito il germanico.

La città venne distrutta probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590.

Traetto[modifica | modifica sorgente]

Dopo la distruzione di Minturnae, gli abitanti si rifugiarono sul colle vicino, fondando il centro di "Traetto" o "Traietto". Il toponimo deriva dalla scafa che univa le due sponde del Garigliano. Nell'VIII secolo venne fondato il Patrimonium Traiectum, cioè la città divenne centro di un latifondo gestito da un diacono dipendente direttamente dal Papa. Sotto il potere pontificio, Traetto fu cinta da mura, ma venne distrutta, nell'883, da Saraceni venuti per lo più dalla Sicilia musulmana e che si stabilirono nella piana del Garigliano. Essi vennero poi scacciati nel 915 dalla lega voluta da Papa Giovanni X.

Passata sotto il controllo di Gaeta, la città fu di nuovo distrutta dagli Ungari. In seguito ebbe propri feudatari e, alla fine del X secolo, fu donata all'Abbazia di Montecassino. Nel 1061 l'Abate Desiderio concesse agli abitanti le chartae libertatis, (carte di franchigia). Dopo essere stata conquistata dai Normanni di Sicilia, nel XII secolo appartenne alla famiglia normanna dell'Aquila (de l'Aigle) imparentata con la famiglia reale d'Altavilla, e dal 1299 per matrimonio ai Caetani quando divennero titolari della contea di Fondi, di cui Traetto faceva parte. Nel 1497 fu donata da Federico d'Aragona re di Napoli a Prospero Colonna dopo la confisca per ribellione del filo-francese Onorato Gaetani dell'Aquila, I° duca di Traetto dal 1493, e a lui confermata per aver combattuto nel 1503 da parte francese nella battaglia del Garigliano, con cui iniziò il dominio spagnolo in Italia meridionale. I Colonna tennero Traetto fino al 1570 anno della morte di Isabella figlia di Vespasiano e nipote di Prospero. Successivamente passò a Vespasiano Gonzaga Colonna duca sovrano di Sabbioneta, figlio di Isabella Colonna e per eredità ai Carafa di Stigliano del ramo della Stadera con Anna ultima di questo ramo per passare finalmente a Nicola de Guzman (+1689) figlio di Anna, alla morte del quale, privo di eredi, avvenne la devoluzione dei loro feudi alla Corona. Dal 1690 al 1806, anno in cui fu abolito il sistema feudale, la città fu tenuta dai Conti Carafa di Traetto del ramo della Spina. Durante l'occupazione napoleonica, nel giorno di Pasqua del 1799, fu assalita ed espugnata dalle truppe franco-polacche, nell'ambito delle ritorsioni verso le città che fiancheggiavano Fra' Diavolo: morirono 349 traettesi, nonché molti abitanti dei paesi limitrofi.

Il 13 luglio 1879 Traetto riprese l'antico nome di Minturno.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Medaglia d'Oro al Merito Civile (conferita con DPR il 3 agosto 1998).

Medaglia d'oro al Merito Civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al Merito Civile
«Durante l'ultimo conflitto mondiale, la città ed il suo contado, situati a ridosso della linea Gustav, furono teatro di durissime battaglie e violenti bombardamenti che provocarono numerose vittime ed ingenti danni. Cittadini, inermi e stremati dalle privazioni, furono passati per le armi dalla rappresaglia dell'esercito tedesco in ritirata. Innumerevoli furono gli esempi di amore alla Patria e di nobile spirito di sacrificio. 1943-1944 Minturno (LT)»

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome Minturnae, secondo alcuni studiosi, si fa risalire a Minòtauros (Minotauro), dio cretese, e quindi ricondotto alla dominazione dei Greci sul Mediterraneo e sull’Italia meridionale. Secondo alcuni, invece, il nome Minturno nella radice (mant-, ment-, mint-) e nel suffisso (-rno) rileva una indubbia origine tirrenica o preariana (G. Tommasino, Aurunci Patres). Prendendo riferimento da "Volturno" si potrebbe supporre una composizione "min + turn" cioè "min(?) + presso fiume". Anche storici locali hanno cercato di ricostruire l’etimo di Minturno: si suppone che il nome sia etrusco e che derivi da Mintur (sole bruciante) oppure che Minturno sarebbe la contrazione dell’ebreo Menath-ur (pars ignis) identico al Minotauro di Creta, isola vulcanica per eccellenza (A. De Santis, Saggi di Toponomastica Minturnese e della regione Aurunca).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Il campanile della chiesa di San Pietro
Il ponte borbonico sul Garigliano

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

  • "Chiesa di San Francesco", costruita verso il 1363 dalla famiglia Caetani. Sulla parete destra si può ammirare l'affresco della Madonna delle Grazie, Protettrice di Minturno.
  • "Chiesa dell'Annunziata" (XIV secolo), con affreschi dell'epoca. Nell’abside è dipinta una "Crocifissione", realizzata nel 1333, forse dagli allievi di Giotto. Fu a più riprese danneggiata: dai pirati turchi nel 1552, dalle truppe napoleoniche nel 1799 e da un incendio nel 1888. Fu riaperta al culto nel 1931 come tempio votivo dei minturnesi caduti nella Prima Guerra Mondiale, dopo il restauro commissionato dal concittadino Pietro Fedele, storico e Ministro della Pubblica Istruzione nel 1925-28.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • "Ponte pensile" sul Garigliano, con tiraggi a catene di ferro, il primo realizzato in Italia, restaurato alcuni anni fa. Commissionato dai Borbone, fu progettato dall'ingegnere Luigi Giura ed inaugurato nel 1832 dal Re Ferdinando II.
  • Resti del muro perimetrale della Cartiera di Scauri, sulla via Appia, nei pressi della Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata. Fornitrice del Regno di Napoli, la fabbrica venne citata dallo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe nella monografia dedicata al pittore di corte Jacob Philipp Hackert. Lo stabilimento scaurese produsse fogli pregiati per la calcografia e la stamperia reale.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Rovine della città romana di Minturnae (presso la frazione di Marina). Il Comprensorio archeologico racchiude, oggi, gran parte dei resti della città-porto. Spicca il maestoso Teatro Romano, costruito verso il I secolo d.C. Diviso nei tre settori caratteristici (scaena, orchestra, cavea), accoglieva oltre 4 000 spettatori. Ogni estate, l’antica struttura ospita una prestigiosa Stagione di spettacoli, inaugurata nell’agosto del 1960 dall’attrice Emma Gramatica, protagonista de “Le troiane” di Euripide. All'interno dell’area sono visibili un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica; i resti del Foro Repubblicano (II secolo a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II secolo d.C.). Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri e nella zona di Castelforte. Testimonianze provenienti da Minturnae sono custodite, tuttora, presso i Musei Archeologici di Zagabria (Croazia) , Philadelphia (USA) e quello di Napoli. Il moderno tracciato dell’Appia si interseca con numerose ed imponenti arcate dell’Acquedotto Romano, un tempo lungo circa 11 chilometri. Verso la foce del Garigliano si trovano, poi, le rovine di un antico luogo sacro, il Tempio della ninfa Marica, divinità delle acque. La città di Minturnae possedeva anche un anfiteatro non ancora portato alla luce.

Archeologicamente Minturnae sarebbe ancora più interessante se il maresciallo Laval Nugent, comandante dell'esercito borbonico, non l'avesse privata intorno al 1820, di preziose sculture (ben 158 reperti). Così, a seguito di tale intervento, molte opere sono approdate all'estero.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Capitolium di Minturnae.
  • Rovine dell'antica Pirae (Πίραι in greco antico) a Scauri vecchia. Sono visibili un tratto delle "Mura Megalitiche" (V-IV secolo a.C.) ed una porta urbana (forse VII-VI secolo a.C.), con un criptoportico coperto con volta a botte. Tali testimonianze sono racchiuse in proprietà private, ma sono inserite nell’Area Protetta di Gianola-Monte di Scauri, che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
  • Resti della villa del console romano Marco Emilio Scauro, a Scauri vecchia. Da segnalare una porta a doppio arco, che immette in un corridoio, decorato da pitture parietali riferibili al III stile pompeiano, e sette arcate cieche o fornici (II-I secolo a.C.).

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto minturnese deriva dalla lingua napoletana ed è influenzato dalla sua variante standard soprattutto a livello prosodico. Il dialetto prevede, quindi, vari elementi lessicali e morfologici campani, ma mescolati ad elementi del Dialetto ciociaro e, in forma minoritaria, del Romanesco. La linea melodica e la cadenza, comunque, si discostano in maniera notevole da quella degli altri comuni, oggi laziali, che facevano parte del Regno di Napoli stesso, soprattutto per quanto concerne quelli situati nella zona costiera e nei suoi pressi. Esso viene definito, anche dai parlanti, un napoletano modificato dalla parlata ciociara-abruzzese: vi si riscontra infatti la presenza della metafonesi detta "sabina-ciociara". Gaetano Tamborrino Orsini scriveva le sue poesie nel dialetto minturnese.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

Sagra delle Regne
Minturno
Periodo seconda domenica di luglio
Celebrata in estate
Celebrata a Minturno
Religione cattolica
Oggetto della celebrazione festa del raccolto
Data d'istituzione epoca romana

La Sagra delle Regne è una manifestazione religiosa dedicata alla Madonna delle Grazie che si svolge ogni anno a Minturno la seconda domenica di Luglio, la sagra ha origini molto antiche che risalgono all'epoca romana[senza fonte]. Inizialmente la festa religiosa non aveva connotazioni cristiane ed era dedicata agli Dei pagani della terra affinché benedicessero i raccolti e il lavoro dei campi. Nel medioevo assunse l'attuale connotazione religiosa, senza tuttavia modificare l'importanza del grano durante la manifestazione. Il termine regne deriva dal latino gremia, ovvero fasci di spighe. Infatti il grano rappresenta l'elemento principale al centro dei festeggiamenti, utilizzato per vari riti tra cui quello dei "mitituri" durante il quale viene battuto e distribuito il grano ai presenti.[4]

  • Il Carnevale a Scauri, sfilata di carri allegorici e di gruppi di animazione sul Lungomare (martedì grasso);
  • Un salto nel Medioevo, a Minturno (1ºsettimana di maggio)
  • Via Crucis nel suggestivo scenario dei resti dell'antica città di Minturnae (sera della Domenica delle Palme)
  • Passio Christi a Pulcherini (Venerdì Santo)
  • Festa della Pacchiana a Marina (metà luglio);
  • Festa di San Nicandro Martire a Tremensuoli (seconda domenica d'agosto);
  • Festa di Maria SS. delle Grazie (1º settembre);
  • Festa di Maria Bambina a Santa Maria Infante (1ª settimana di settembre);
  • Festa della Natività di Maria a Scauri (8 settembre);
  • Mostra del Presepe, dell'Artigianato e dell'Antiquariato "Natale al Castello" (prima decade di dicembre);
  • Presepe vivente nel borgo (periodo natalizio).

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Persone legate a Minturno[modifica | modifica sorgente]

Antonio Sicurezza, Ritratto di pacchiana, palazzo municipale di Minturno

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Festival del Sud Pontino, Incontri con il Folklore Internazionale (prima metà di agosto);
  • Arrivederci a Scauri - Festa del Mare, corteo di barche aux flambeaux, gare sportive, spettacoli musicali, fuochi d'artificio e Premio "Marco Emilio Scauro " ai turisti veterani (penultimo week-end di agosto);
  • Visioni Corte - Rassegna Internazionale del Cortometraggio Indipendente a Minturno (ottobre);
  • Fiera di Santa Lucia (13 dicembre);

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Scauri[modifica | modifica sorgente]

Il maggiore centro abitato del comune è Scauri, località turistica che conta, d'inverno, 7.259 abitanti e che raggiunge, d'estate, circa 50-60 000 presenze.

La via Appia nel sito archeologico di Minturnae

Marina di Minturno[modifica | modifica sorgente]

È una frazione balneare, nel suo territorio ricadono i resti della città antica di Minturnae, in prossimità del fiume Garigliano. Il sito di Monte d’Argento, Mons Garelianus, occupato fin dall’epoca protostorica, ospitò, nel periodo romano, un sacello dedicato a Silvano. Nelle età altomedievale e medievale, sull’altura, si impiantò un castrum (castello), sede di una delle contee in cui fu diviso il Ducato gaetano. L’insediamento fortificato si articolò intorno ad un edificio di culto a pianta basilicale che la tradizione collega alla sepoltura di Santa Reparata, martire orientale associabile all’altro culto locale, quello di Sant’Albina. La Parrocchia della località balneare è dedicata a San Biagio e ospita la Fraternità di San Bonifacio. Molto sentita è la ricorrenza della Madonna del Carmine, in programma il 16 luglio. Nella frazione si svolgeva la Festa della Pacchiana, omaggio al costume tipico locale, premiato come “il più bello d’Italia” nel 1930, in occasione delle nozze di Maria José ed Umberto di Savoia.

Tufo[modifica | modifica sorgente]

Prende il nome dal costone tufaceo su cui sorge. Al centro dell'abitato è situata la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Abate (XVI secolo) che ha subìto, nel tempo, varie trasformazioni. L'edificio è a navata unica ed annovera un transetto ed un altare con marmi policromi, montato nella prima metà dell'Ottocento. La Festa in onore del Santo Patrono, san Leonardo, è il 6 novembre. A Tufo ha sede anche il gruppo Sbandieratori dei Casali, che nella prima settimana d'agosto organizza la manifestazione Rassegna Folklorica

Tremensuoli[modifica | modifica sorgente]

Tremensuoli è una frazione collinare che domina il litorale di Scauri. Secondo una balorda etimologia popolare, tre Francesi (tre "monsieurs"), invitati dalla dolcezza e piacevolezza del luogo, costruirono sulla collina le prime abitazioni. Si pensa anche che il nome derivi da "tres montes" o "tres montoli", ossia paese circondato da tre colline o situato fra tre colline: Monte Rotondo, Monte Belvedere e il colle dove sorge Tremensuoli, sulla cui cima si trova Capo Trivio. La zona "Le grotte" prende il nome dai ruderi di una costruzione romana. Tremensuoli è menzionata in un atto del X secolo, inserito nel Codex diplomaticus cajetanus. Da segnalare la Chiesa Parrocchiale di San Nicandro Martire, risalente al XVI secolo: è a croce greca, con decorazioni a stucco e volte a botte lunettate, che sono state cancellate in un recente restauro. Vi si conservano statue lignee del XIX secolo che raffigurano i Patroni dell'antico borgo collinare: San Nicandro, festeggiato nel secondo fine settimana di agosto, e San Sebastiano. Un'altra Chiesa è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Un apposito sito riunisce notizie storiche, ricordi e novità sulla frazione.

Santa Maria Infante[modifica | modifica sorgente]

Il centro collinare di Santa Maria Infante prende il nome dall'omonima Chiesa, la quale ha assunto varie denominazioni nel tempo (Santa Maria de Olifano, Santa Maria dello Lévano, Santa Maria dell’Elefante). L'edificio del XVII secolo fu ricostruito nel secondo dopoguerra, seguendo linee architettoniche moderne. Nella chiesa è conservata un quadro della Madonna delle Grazie con Santi, opera di Sebastiano Conca. La Festa di Maria Bambina si tiene nella prima settimana di settembre.

Pulcherini[modifica | modifica sorgente]

La frazione di Pulcherini deriva il proprio nome dal "Casale Porcarinorum", segnalato anche come "Villa Polcareni" nel 1447. Annovera la Chiesa di San Giuseppe (XVIII secolo). La Festa in suo onore si svolge il 19 marzo. Dal 1967, nel borgo, il Venerdì Santo si svolge una suggestiva rievocazione della Passione di Cristo.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1927 passa dalla provincia di Terra di Lavoro alla provincia di Roma, quindi nel 1934 alla nuova provincia di Littoria, costituita dal governo fascista dell'epoca.

Amministrazioni precedenti
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
.. ... 1747 .. ... 1757 Alessandro Conte (congiuntamente a Domenico Ruggieri) Sindaco
.. ... 1747 .. ... 1757 Domenico Ruggieri (congiuntamente ad Alessandro Conte) Sindaco
.. ... 1809 11 febbraio 1813 Raffaele Cammarota Sindaco
12 febbraio 1813 .. ... 1816 Raffaele Montanaro Sindaco
.. ... 1817 10 marzo 1821 Raffaele Cammarota Sindaco
11 marzo 1821 2 aprile 1821 Pasquale Merola Sindaco
3 aprile 1821 9 gennaio 1829 Raffaele Cammarota Sindaco
10 gennaio 1829 27 dicembre 1831 Vincenzo Sparagna Sindaco
1 gennaio 1832 .. ... 1838 Raffaele Merola Sindaco
1 gennaio 1839 4 aprile 1845 Angelo Rotelli Sindaco
10 aprile 1845 .. ... 1851 Stefano Merola Sindaco
.. ... 1852 29 luglio 1854 Nicola Cammarota Sindaco
11 agosto 1854 3 maggio 1858 Filippo Frezzella Sindaco
7 maggio 1858 27 maggio 1860 Pasquale Caruso Sindaco
16 giugno 1860 17 agosto 1861 Lorenzo Merola Sindaco
1 settembre 1861 14 aprile 1865 Filippo Frezzella Sindaco
14 aprile 1865 31 dicembre 1866 Benedetto Riccardelli Sindaco
7 febbraio 1867 29 settembre 1875 Pasquale Montanaro Sindaco
29 settembre 1875 14 agosto 1876 Filippo Leo Sindaco
24 agosto 1876 27 aprile 1884 Andrea David Assessore Delegato pro-tempore
1 maggio 1884 26 dicembre 1885 Pasquale Montanaro Sindaco
27 dicembre 1885 17 ottobre 1891 Filippo Merola Sindaco
17 ottobre 1891 11 maggio 1896 Andrea David Sindaco
12 maggio 1896 23 ottobre 1901 Michele Ciuffi Sindaco
24 ottobre 1901 1 giugno 1902 Ugo Lombardi Commissario Straordinario
1 giugno 1902 11 novembre 1905 Francesco Mazzucchi Sindaco
21 novembre 1905 27 maggio 1907 Francesco Di Paola Sindaco
26 maggio 1907 4 giugno 1914 Livio Mazzucco Sindaco
30 agosto 1914 27 luglio 1924 Giuseppe Faraone Sindaco
21 settembre 1924 29 marzo 1925 Antimo Novelli Regio Commissario
5 aprile 1925 24 giugno 1926 Antonio Caponaro Commissario Prefettizio
4 luglio 1926 31 dicembre 1926 Francesco Merola Commissario Prefettizio
1 gennaio 1927 .. ... .... Pasquale Tuccinardi Commissario Prefettizio
.. ... .... 13 dicembre 1931 Pasquale Tuccinardi Podestà
20 dicembre 1931 .. .... .... Romolo Del Balzo Commissario Prefettizio
17 ottobre 1932 29 dicembre 1938 Romolo Del Balzo Podestà
30 dicembre 1938 4 febbraio 1940 Camillo Lozzi Commissario Prefettizio
14 marzo 1940 7 luglio 1944 Ernesto Bruno Commissario Prefettizio
13 luglio 1941 12 settembre 1943 Ernesto Bruno Podestà
8 luglio 1944 2 ottobre 1944 Adalgiso Merola Sindaco
19 ottobre 1944 6 novembre 1944 Arcangelo Macari Sindaco
7 novembre 1944 7 febbraio 1945 Nicola Di Paola Commissario Prefettizio
8 febbraio 1945 6 maggio 1945 Giuseppe Romano Sindaco
7 maggio 1945 1 settembre 1945 Catello Conte Sindaco
2 settembre 1945 21 settembre 1945 Raffaele Lupoli Commissario Prefettizio
22 settembre 1945 17 aprile 1946 Liberato Laracca Commissario Prefettizio
18 aprile 1946 19 gennaio 1947 Severino Ciufo Sindaco
20 gennaio 1947 24 agosto 1947 Antonio Bruno Sindaco
25 agosto 1947 25 gennaio 1950 Nicola Bochicchio Sindaco
26 gennaio 1950 13 luglio 1951 Giovanni Pimpinella Sindaco
14 luglio 1951 21 agosto 1952 Giuseppe Ciufo Sindaco
22 agosto 1952 4 gennaio 1953 Domenico Del Prato Commissario Prefettizio
5 gennaio 1953 7 gennaio 1955 Filippo Valentini Sindaco
30 aprile 1955 23 ottobre 1958 Filippo Fondi Sindaco
23 ottobre 1958 28 gennaio 1963 Francesco Carcone Sindaco
28 gennaio 1963 1 luglio 1967 Antonio Granata Sindaco
10 ottobre 1967 1 febbraio 1969 Onofrio Galletti Commissario Prefettizio
1 febbraio 1969 7 novembre 1972 Francesco Carcone Sindaco
21 dicembre 1972 6 febbraio 1974 Ernesto Ciufo Sindaco
7 febbraio 1974 27 marzo 1976 Elio Camerota Sindaco
3 aprile 1976 5 febbraio 1977 Menenio Codella Sindaco
22 febbraio 1977 15 luglio 1977 Francesco Carcone Sindaco
4 agosto 1977 27 giugno 1978 Salvatore Ariano Commissario Prefettizio
5 luglio 1978 14 novembre 1979 Francesco Sparagna Sindaco
22 novembre 1979 15 maggio 1981 Ernesto Ciufo Sindaco
26 maggio 1981 8 settembre 1883 Gennaro Sparagna Sindaco
9 settembre 1983 16 ottobre 1983 Francesco Rossillo Sindaco
17 ottobre 1983 1 agosto 1988 Elio Camerota Sindaco
8 agosto 1988 22 agosto 1990 Simone Pimpinella Sindaco
24 agosto 1990 20 aprile 1993 Giovanni Baldascino Sindaco
26 aprile 1993 29 giugno 1993 Giuseppe Bruno Sindaco
7 luglio 1993 7 marzo 1995 Vito Romano Sindaco
18 marzo 1995 19 dicembre 1995 Antonio Reppucci Commissario Prefettizio
20 dicembre 1995 15 aprile 2000 Paolo Graziano Sindaco
16 aprile 2000 3 aprile 2005 Paolo Graziano Sindaco
5 aprile 2005 12 aprile 2010 Giuseppe Sardelli Sindaco
12 aprile 2010 16 giugno 2011 Aristide Galasso Sindaco
20 giugno 2011 21 maggio 2012 Vincenzo Greco Commissario Prefettizio
21 maggio 2012 Paolo Graziano Sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Città di MinturnoMarina che milita nel girone D laziale di Promozione.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 9 ottobre 2011, data di riferimento del 15º censimento generale della popolazione e delle abitazioni.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^
  5. Aurigemma S, De Santis A, (1979), Gaeta, Formia e Minturno, Ist. Poligrafico dello Stato

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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