Minturno
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| Minturno | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
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| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 141 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 42,07 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 447,44 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Marina, Pulcherini, Santa Maria Infante, Scauri, Tremensuoli, Tufo | ||||||||
| Comuni contigui: | Coreno Ausonio (FR), Formia, Santi Cosma e Damiano, Sessa Aurunca (CE), Spigno Saturnia | ||||||||
| CAP: | 04026 - 04028 (Scauri e Marina) | ||||||||
| Pref. telefonico: | 0771 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 059014 | ||||||||
| Codice catasto: | F224 | ||||||||
| Nome abitanti: | minturnesi, traettesi | ||||||||
| Santo patrono: | Maria SS. delle Grazie | ||||||||
| Giorno festivo: | 1° settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
Minturno è un comune di 18.858 abitanti della provincia di Latina. Conserva i resti dell'antica città di Minturnae. Medaglia d'Oro al Merito Civile (conferita con DPR il 3 agosto 1998).
Indice |
[modifica] Onorificenze
Medaglia d'oro al Merito Civile
[modifica] Collocazione
Il comune di Minturno è adagiato sulle propaggini costiere e meridionali dei Monti Aurunci. Le sue spiagge sono bagnate dal mar Tirreno e si spingono a sud sino alla foce del Garigliano. La parte principale dell'abitato oggi si estende con continuità dalla collina della medievale Traetto (oggi Minturno) fino alle località costiere di Scauri e di Marina. Il comune è situato lungo la tratta ferroviaria Roma-Formia-Napoli e vanta un proprio scalo (Stazione di Minturno-Scauri). L'antica città di Minturnae era collocata sulla sponda destra del Garigliano.
[modifica] Toponimo
La denominazione della città deriva, forse, da Me-nath-ur (preda del fuoco) o da Minotauro, figura della mitologia greca.
[modifica] Storia
[modifica] Minturnae
La città di Minturnae sorgeva lungo il percorso della via Appia, presso il fiume Garigliano. Le sue origini risalgono ad un centro ausone, appartenente alla Pentapoli Aurunca. Sconfitto il popolo aurunco nel 340 a.C., i romani presero possesso del territorio. Fu rifondata come colonia romana e al suo ager apparteneva l'area tra i Monti Aurunci e il Tirreno, comprendente una zona residenziale sulla costa dell'odierna Scauri (già Pirae), con estese villae maritimae, e una zona agricola e produttiva, lungo il fiume e sulle colline, dove si trovavano diverse villae rusticae o fattorie. Presso la foce del Garigliano sorgeva il bosco sacro della dea Marica.
Nelle paludi dell'antica Minturnae trovò rifugio, nell’88 a.C., il console Gaio Mario, tallonato dagli uomini del rivale Silla. I magistrati locali ordinarono la sua uccisione per mano di uno schiavo cimbro. Il condottiero riuscì a sfuggire alla morte, dopo aver intimorito il germanico.
La città venne distrutta probabilmente dai Longobardi tra il 580 e il 590.
[modifica] Traetto
Dopo la distruzione di Minturnae, gli abitanti si rifugiarono sul colle vicino, fondando il centro di "Traetto" o "Traietto". Il toponimo deriva dalla scafa che univa le due sponde del Garigliano. Nell'VIII secolo venne fondato il Patrimonium Traiectum, cioè la città divenne centro di un latifondo gestito da un diacono dipendente direttamente dal Papa. Sotto il potere pontificio, Traetto fu cinta da mura, ma venne distrutta, nell'883, dai Saraceni, che si stabilirono nella piana del Garigliano. Essi vennero poi scacciati dalla lega voluta da Papa Giovanni X.
Passata sotto il controllo di Gaeta, la città fu di nuovo distrutta dagli Ungari. In seguito ebbe propri feudatari e, alla fine del X secolo, fu donata all'Abbazia di Montecassino. Nel 1061 l' Abate Desiderio concesse agli abitanti le chartae libertatis, (carte di franchigia). Dopo essere stata conquistata dai Normanni, nel XIII secolo passò ai Conti dell'Aquila di Gaeta e poi ai Caetani. Fu donata a Prospero Colonna che aveva combattuto nel 1503 da parte francese nella battaglia del Garigliano, con cui iniziò il dominio spagnolo in Italia meridionale. Dal 1690 al 1806, anno in cui fu abolito il sistema feudale, la città fu tenuta dai Conti Carafa. Durante l'occupazione napoleonica, nel giorno di Pasqua del 1799, fu assalita ed espugnata dalle truppe franco-polacche, nell'ambito delle ritorsioni verso le città che fiancheggiavano Fra' Diavolo: morirono 349 traettesi, nonché molti abitanti dei paesi limitrofi.
Il 13 luglio 1879 Traetto riprese l'antico nome di Minturno.
[modifica] Frazioni
- Il maggiore centro abitato del comune è Scauri, località turistica che conta, d'inverno, oltre 7 mila abitanti e che raggiunge, d'estate, circa 70 mila presenze.
| Per approfondire, vedi la voce Scauri. |
- Marina di Minturno è una frazione balneare. Nel suo territorio ricadono i resti della città antica di Minturnae, in prossimità del fiume Garigliano. Il sito di Monte d’Argento, occupato fin dall’epoca protostorica, ospitò, nel periodo romano, un sacello dedicato a Silvano. Nelle età altomedievale e medievale, sull’altura, si impiantò un castrum (castello), sede di una delle contee in cui fu diviso il Ducato gaetano. L’insediamento fortificato si articolò intorno ad un edificio di culto a pianta basilicale che la tradizione collega alla sepoltura di Santa Reparata, martire orientale associabile all’altro culto locale, quello di Sant’Albina. La Parrocchia della località balneare è dedicata a San Biagio. Molto sentita è la ricorrenza della Madonna del Carmine, in programma la domenica successiva al 16 luglio. E’ affiancata dalla Festa della Pacchiana, omaggio al costume tipico locale, premiato come “il più bello d’Italia” nel 1930, in occasione delle nozze di Maria José ed Umberto di Savoia.
- Tufo prende il nome dal costone tufaceo su cui sorge. Al centro dell'abitato è situata la Chiesa Parrocchiale di San Leonardo Abate (XVI secolo) che ha subìto, nel tempo, varie trasformazioni. L'edificio è a navata unica ed annovera un transetto ed un altare con marmi policromi, montato nella prima metà dell'Ottocento. La Festa in onore del Santo Patrono si svolge l’ultimo week-end di agosto.
- Tremensuoli è una frazione collinare che domina il litorale di Scauri. Secondo una balorda etimologia popolare, tre Francesi (tre "monsieurs"), invitati dalla dolcezza e piacevolezza del luogo, costruirono sulla collina le prime abitazioni. Si pensa anche che il nome derivi da "tres montes" o "tres montoli", ossia paese circondato da tre colline o situato tra tre colline: Monte Rotondo, Monte Belvedere e il colle dove sorge Tremensuoli, sulla cui cima si trova Capo Trivio. La zona "Le grotte" prende il nome dai ruderi di una costruzione romana. Tremensuoli è menzionata in un atto del X secolo, inserito nel Codex diplomaticus cajetanus. Da segnalare la Chiesa Parrocchiale di San Nicandro Martire, risalente al XVI secolo: è a croce greca, con decorazioni a stucco e volte a botte lunettate, che sono state cancellate in un recente restauro. Vi si conservano statue lignee del XIX secolo che raffigurano i Patroni dell'antico borgo collinare: San Nicandro, festeggiato nel secondo fine settimana di agosto, e San Sebastiano. Un'altra Chiesa è dedicata al Sacro Cuore di Gesù. Un apposito sito riunisce notizie storiche, ricordi e novità sulla frazione [1].
- Il centro collinare di Santa Maria Infante prende il nome dall'omonima Chiesa, la quale ha assunto varie denominazioni nel tempo (Santa Maria de Olifano, Santa Maria dello Lévano, Santa Maria dell’Elefante). L'edificio del XVII secolo fu ricostruito nel secondo dopoguerra, seguendo linee architettoniche moderne. Nella chiesa è conservata un quadro della Madonna delle Grazie con Santi, opera di Sebastiano Conca. La Festa di Maria Bambina si tiene nella prima settimana di settembre.
- La frazione di Pulcherini deriva il proprio nome dal "Casale Porcarinorum", segnalato anche come "Villa Polcareni" nel 1447. Annovera la Chiesa di San Giuseppe (XVIII secolo). La Festa in suo onore si svolge il 19 marzo. Dal 1967, nel borgo, il Venerdì Santo si svolge una suggestiva rievocazione della Passione di Cristo.
[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
- "Castello Baronale" (IX secolo circa), dove soggiornarono, tra gli altri, San Tommaso d'Aquino, Isabella Colonna e Giulia Gonzaga.
- "Chiesa di San Pietro"(XI-XII secolo), caratterizzata da un nartèce con arcate a sesto acuto disuguali. Sul pròtiro si innalza il campanile a tre piani di bifore romaniche. La pianta è a croce latina. L’interno è a tre navate, arricchite da colonne provenienti da Minturnae. La navata centrale è coperta con soffitto ligneo a cassettoni, inaugurato il 17 agosto 1851 alla presenza del Re Ferdinando II. Da rammentare: una tela raffigurante "l'Ultima Cena" di Andrea Sabatini da Salerno, la Cappella del Sacramento del 1587 (rivestita di marmi polìcromi), il candelabro del Cero pasquale (1264), il pergamo in stile cosmatesco (con elementi riferibili al XIII secolo), la statua della Madonna delle Grazie (1825), incoronata nel 2008 da Mons. Fabio Bernardo D’Onorio, Arcivescovo di Gaeta.
- "Chiesa di San Francesco", costruita verso il 1363 dalla famiglia Caetani. Sulla parete destra si può ammirare l'affresco della Madonna delle Grazie, Protettrice di Minturno.
- "Chiesa dell'Annunziata" (XIV secolo), con affreschi dell'epoca. Nell’abside è dipinta una "Crocifissione", realizzata nel 1333, forse dagli allievi di Giotto. Fu a più riprese danneggiata: dai pirati turchi nel 1552, dalle truppe napoleoniche nel 1799 e da un incendio nel 1888. Fu riaperta al culto nel 1931 come tempio votivo dei minturnesi caduti nella Prima Guerra Mondiale, dopo il restauro commissionato dal concittadino Pietro Fedele, storico e Ministro della Pubblica Istruzione nel 1925-28.
- Rovine della città romana di Minturnae (presso la frazione di Marina). Il Comprensorio archeologico racchiude, oggi, gran parte dei resti della città-porto. Spicca il maestoso Teatro Romano, costruito verso il I sec. d.C. Diviso nei tre settori caratteristici (scaena, orchestra, cavea), accoglieva oltre 4 mila spettatori. Ogni estate, l’antica struttura ospita una prestigiosa Stagione di spettacoli, inaugurata nell’agosto del 1960 dall’attrice Emma Gramatica, protagonista de “Le troiane” di Euripide. All'interno dell’area sono visibili un tratto originale della via Appia (Decumanus Maximus), costruito in blocchi di lava basaltica; i resti del Foro Repubblicano (II sec. a.C.), del Capitolium (dedicato a Giove, Giunone e Minerva), del Foro Imperiale, del Macellum (mercato), delle Tabernae, del complesso termale (II sec. d.C.). Negli spazi sottostanti alla càvea è situato il Museo che accoglie statue acefale, sculture, ex voto, epigrafi, monete (ripescate nel vicino fiume) e numerosi reperti, rinvenuti nel secolo scorso a Minturnae, nel centro urbano di Scauri e nella zona di Castelforte. Testimonianze provenienti da Minturnae sono custodite, tuttora, presso i Musei Archeologici di Zagabria (Croazia) , Philadelphia (USA) e di Napoli. Il moderno tracciato dell’Appia si interseca con numerose ed imponenti arcate dell’Acquedotto Romano, un tempo lungo circa 11 chilometri. Verso la foce del Garigliano si trovano, poi, le rovine di un antico luogo sacro, il Tempio della ninfa Marica, divinità delle acque.
Archeologicamente Minturnae sarebbe ancora più interessante se il maresciallo Laval Nugent, comadante dell'esercito borbonico, non l'avesse privata intorno al 1820, di preziose sculture (ben 158 reperti). Così, a seguito di tale intervento, molte opere sono approdate all'estero.
- "Ponte pensile" sul Garigliano, con tiraggi a catene di ferro, il primo realizzato in Italia, restaurato alcuni anni fa. Commissionato dai Borbone, fu progettato dall'ingegnere Luigi Giura ed inaugurato nel 1832 dal Re Ferdinando II.
- Rovine dell'antica Pirae (a Scauri vecchia). Sono visibili un tratto delle "Mura Megalitiche" (V-IV secolo a.C.) ed una porta urbana (forse VII-VI sec. a.C.), con un criptoportico coperto con volta a botte. Tali testimonianze sono racchiuse in proprietà private, ma sono inserite nell’Area Protetta di Gianola-Monte di Scauri, che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse.
- Resti della villa del console romano Marco Emilio Scauro, a Scauri vecchia. Da segnalare una porta a doppio arco, che immette in un corridoio, decorato da pitture parietali riferibili al III stile pompeiano, e sette arcate cieche o fornici (II-I sec. a.C.).
- Torri costiere. A Scauri, nell'Area Protetta che fa parte del Parco Regionale Riviera di Ulisse, si trovano la "Torre dei Molini" (XIV secolo), eretta a difesa delle macine un tempo mosse dal Rio Capodacqua, e la "Torre Quadrata" o "dei Cavallari", sul "Monte d'Oro" (XVI secolo).
- Resti del muro perimetrale della Cartiera di Scauri, sulla via Appia, nei pressi della Chiesa Parrocchiale dell'Immacolata. Fornitrice del Regno di Napoli, la fabbrica venne citata dallo scrittore tedesco Johann Wolfgang von Goethe nella monografia dedicata al pittore di corte Jacob Philipp Hackert. Lo stabilimento scaurese produsse fogli pregiati per la calcografia e la stamperia reale.
[modifica] Personalità legate a Minturno
- Plotino
- Gaetano Tamborrino Orsini, generale dei carabinieri
[modifica] Dialetto
Anche se dal 1927 il regime fascista pose Minturno nel Lazio, essendo stata precedentemente, e per secoli, capoluogo di Mandamento del Circondario di Gaeta e quindi della Provincia di Terra di Lavoro del Regno di Napoli (poi Regno delle Due Sicilie), il dialetto minturnese è molto influenzato dal dialetto campano standard, soprattutto a livello prosodico. Esso viene definito però, anche dai parlanti, un napoletano modificato dalla parlata ciociara-abruzzese: vi si riscontra la presenza della metafonesi detta "sabina-ciociara" ("pórco", "cóglio", "vécchio", "pézzo"), l'articolo determinativo di area mediana "gliù" (il), e le tracce di "-u" finale in quasi tutti i vocaboli.
Gaetano Tamborrino Orsini scriveva le sue poesie nel dialetto minturnese.
[modifica] Feste e fiere
- Il Carnevale a Scauri, sfilata di carri allegorici e di gruppi di animazione sul Lungomare (martedì grasso);
- Passio Christi a Pulcherini (Venerdì Santo);
- Sagra delle Regne (festa dei covoni di grano), sfilata di carri votivi, battitura delle spighe, spettacoli folkloristici, mostre ed incendio del Castello Baronale (secondo week-end di luglio);
- Festa della Pacchiana a Marina (metà luglio);
- Festival del Sud Pontino, Incontri con il Folklore Internazionale (prima metà di agosto);
- Festa di San Nicandro Martire a Tremensuoli (seconda domenica d'agosto);
- Arrivederci a Scauri - Festa del Mare, corteo di barche aux flambeaux, gare sportive, spettacoli musicali, fuochi d'artificio e Premio "Marco Emilio Scauro " ai turisti veterani (penultimo week-end di agosto);
- Festa di Maria SS. delle Grazie (1° settembre);
- Festa di Maria Bambina a Santa Maria Infante (1^ settimana di settembre);
- Festa della Natività di Maria a Scauri (8 settembre);
- Mostra del Presepe, dell'Artigianato e dell'Antiquariato "Natale al Castello" (prima decade di dicembre);
- Fiera di Santa Lucia (13 dicembre);
- Presepe vivente nel borgo (periodo natalizio).
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Sardelli (centrodestra) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0771 6608200
Posta elettronica: info@comune.minturno.lt.it
[modifica] Cap
04026 - Minturno, Tufo, Tremensuoli, Santa Maria Infante, Pulcherini
04028 - Scauri, Marina
[modifica] Altre Informazioni Amministrative
- Fa parte del Parco regionale di Gianola e del Monte di Scauri, inserita nel Parco Regionale Riviera di Ulisse
- Classificazione climatica: zona C, 1334 GR/G
- Fa parte della XVII Comunità Montana dei Monti Aurunci
[modifica] Altri progetti
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